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I lavori di pulizia straordinaria del fiume Misa

Anche Senigallia presente nel piano da 140 milioni per la difesa del suolo

Quasi quattro anni dopo il 15 settembre 2022 e dopo vari interventi per la riduzione del rischio, Senigallia viene ricompresa in un piano straordinario per la sicurezza idrogeologica e la difesa del suolo. La Regione Marche ha presentato un programma complessivo da quasi 140 milioni di euro, che mette insieme opere già realizzate, cantieri in corso e interventi ancora in attesa di finanziamento. L’obiettivo dichiarato è superare definitivamente la logica dell’emergenza.

Il simbolo più tangibile è la vasca di espansione a Bettolelle e Brugnetto di Senigallia, sul fiume Misa. Il primo finanziamento per quest’opera risaliva agli anni ‘80 con i fondi Fio (circa quattro miliardi di lire), ma l’intervento aveva subito decenni di rinvii. I lavori, avviati nell’aprile 2022, furono danneggiati proprio dall’alluvione di settembre. Nel frattempo sono state reperite ulteriori risorse per dare completa esecuzione all’opera, poi modificata con l’aggiunta di un secondo stralcio funzionale nell’appalto. La cassa è ora operativa e rappresenta il primo grande tassello di un sistema di laminazione che dovrà crescere negli anni. Come ha riconosciuto lo stesso assessore regionale alla difesa del suolo, Tiziano Consoli, se dovesse verificarsi un evento come quello del 15 settembre 2022, nemmeno quattro e cinque di queste aree vasche di espansione potrebbero evitare un nuovo disastro. La direzione è quella giusta, ma la strada è ancora lunga. 

Presentati i progetti per le Marche contro il dissesto idrogeologico
In giacca chiara il direttore del Dipartimento della Protezione civile regionale e Sicurezza del Territorio, Stefano Stefoni; al centro l’assessore alla Difesa del suolo e della costa, Tiziano Consoli; alla sua destra la presidente del Consorzio di Bonifica Marche, Francesca Gironi.

Da qui la necessità di potenziare altri interventi, come la cassa di espansione del Misa in località Pancaldo, a Ostra Vetere, e la cassa di espansione sul fiume Nevola in località Ponte Lucerta tra Corinaldo e Trecastelli. Opere che rientrano nel più ampio piano regionale da 140 milioni presentato recentemente dalla Regione Marche. L’assessore Tiziano Consoli lo ha definito «uno stanziamento storico», frutto di un lavoro di programmazione su più linee di finanziamento, che segna «il passaggio da una gestione dell’emergenza a una strategia fondata su prevenzione e sicurezza».

Sul fronte della rete idrica urbana, la città ha fatto passi in avanti. Un finanziamento da 600mila euro è stato ottenuto dalla struttura commissariale della Regione Marche, per la sistemazione definitiva del fosso Sant’Angelo, con la sua riapertura. Parallelamente, è partito l’intervento sul fosso del Trocco, per 1,2 milioni di euro, con l’obiettivo di ridurre il rischio di allagamenti durante le piogge intense tra Cesanella e Cesano. Ancora aperta, nel territorio senigalliese, la questione del fosso di Fontenuovo. L’intervento su questo corso d’acqua è considerato necessario da tecnici e amministratori locali per completare il quadro della messa in sicurezza del versante collinare a ovest della città, ma è ancora in attesa del relativo finanziamento. Il progetto è elaborato e pronto, ma senza copertura finanziaria non può entrare nel cronoprogramma dei cantieri. 

Ovviamente non sono solo questi gli interventi né solo focalizzati sull’area senigalliese e valliva. Il Consorzio di Bonifica Marche è destinatario – in quanto braccio operativo della Regione – di numerose opere, delle quali segue progettazione e direzione dei lavori attraverso la sua società in house Bonifica Marche Engineering. La presidente del CBM, Francesca Gironi, ha sottolineato che «passare dalla gestione della segnalazione alla programmazione degli interventi sarebbe davvero una grande svolta sia in termini operativi che economici». Fattore da unire a risorse più abbondanti e a una filiera istituzionale più coordinata tra protezione civile, regione, genio civile e consorzi di Bonifica, e una consapevolezza diffusa che ogni euro investito in prevenzione vale molti di più se speso prima della prossima calamità. 

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Immagine di copertina del romanzo “In mezzo all’inferno” di Sergio Sinigaglia

Gli sfruttati che resistono “In mezzo all’inferno”: il nuovo romanzo di Sergio Sinigaglia

Abbiamo imparato a conoscere Sergio Sinigaglia come attivista – una delle colonne – dello spazio autogestito Arvultùra. Per chi non lo sa, è anche tra gli organizzatori della scuola di italiano per stranieri Penny Wirton di Senigallia. Oggi lo conosciamo meglio come autore, dato che torna in libreria con “In mezzo all’inferno” (edito da PeQuod, 123 pagine, 15 euro). Il volume è stato recentemente presentato a Senigallia con il critico letterario Massimo Raffaeli (che lo ha recensito anche su il Manifesto). Si offre come un racconto lungo. Rapido, essenziale, capace di accendere i riflettori su quelle vite ai margini della società. Esistenze che, spesso, scegliamo di ignorare. Qui sotto, l’AUDIO dell’intervista.

Il titolo è un richiamo diretto a Le città invisibili di Italo Calvino. Un invito a «cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio». Il romanzo intreccia i percorsi di tre personaggi apparentemente distanti. Tanya, una giovane profuga arrivata dalla rotta balcanica; Geronimo, un cane meticcio sfruttato nei combattimenti clandestini; e Bruno, un ex insegnante finito a vivere in strada.

Sergio Sinigaglia
Sergio Sinigaglia

Nel testo confluiscono le tematiche più care alla militanza dell’autore, dall’antispecismo all’inclusione, dall’emergenza migranti alle politiche abitative. Un tema, quest’ultimo, vissuto in prima persona da Sergio Sinigaglia attraverso occupazioni di solidarietà nelle Marche. L’autore punta il dito contro una politica che ha abdicato il suo ruolo nella gestione dell’edilizia popolare delegandolo al mercato e all’imprenditoria privata. 

A unificare i tre protagonisti è inizialmente il comune sfruttamento da parte della malavita organizzata. La svolta avviene quando i loro destini si incrociano all’interno di uno spazio occupato da un collettivo anarchico. È in questa dimensione che le tre figure trovano un rifugio precario ma autentico, una parziale salvezza che li riscatta dalla durezza del presente.

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L'area alla foce del fiume Cesano dove sono in corso dei lavori

Lavori alla foce del Cesano: i dubbi tra impatto ambientale e continua antropizzazione

Sono stati avviati i lavori per la realizzazione di un nuovo parco naturale alla foce del fiume Cesano, zona nord di Senigallia. Ciò, come prevedibile, ha riacceso il dibattito sui delicati equilibri tra la valorizzazione turistica e la tutela degli ecosistemi costieri. Ne abbiamo parlato venerdì 5 e sabato 6 giugno su Radio Duomo Senigallia (95.2fm). Qui sotto l’AUDIO per chi volesse riascoltare l’intervento di Marco Giardini, ex presidente dell’associazione “Amici della foce del fiume Cesano”.

Il progetto prevede la nascita di una sorta di parco, arricchito da una pista ciclabile, da una nuova struttura commerciale adibita a punto ristoro e da un parcheggio. La previsione sta sollevando diverse perplessità tra i residenti e le realtà ambientaliste del territorio. Al centro delle preoccupazioni vi sono l’impatto dei lavori sull’ambiente storicamente incontaminato, la modifica della viabilità ciclabile locale e il posizionamento dei parcheggi a ridosso delle abitazioni del Cesano. Contro tale scelta progettuale è già stato promosso un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche per ottenerne una variante.

Sulla gestione dell’intervento è intervenuto Marco Giardini. L’ex presidente dell’associazione “Amici della foce del fiume Cesano” ha espresso il rammarico del sodalizio. Innanzitutto, per il mancato coinvolgimento della realtà locale nelle fasi decisionali. In secondo luogo, per le modalità con cui si sta procedendo alla trasformazione dei luoghi. Secondo l’esponente ambientalista, l’antropizzazione del sito, unita all’eradicazione quasi totale della flora spontanea originaria, era uno scenario assolutamente da evitare.

Giardini ha ricordato il valore scientifico dell’area. Venti anni fa, uno studio dell’Università di Camerino che ne celebrava la rarità in quanto foce non antropizzata e conservata allo stato naturale. Un patrimonio floristico finora utilizzato anche per scopi didattici con le scolaresche locali.

L'area alla foce del fiume Cesano dove sono in corso dei lavori che hanno visto l'abbattimento di un vecchio rudere, simbolo della storia locale
Alla foce del fiume Cesano sono in corso dei lavori. Abbattutto un vecchio rudere, simbolo della storia locale

Accanto alle problematiche ambientali, l’associazione solleva una questione culturale legata alla perdita della memoria storica del quartiere. L’apertura del cantiere ha infatti comportato la totale demolizione di una vecchia casa rurale locale. Il rudere per decenni è stato un riferimento per l’economia e la sussistenza delle famiglie meno abbienti della frazione Cesano.

Gli amici della foce del fiume Cesano non contestano la natura privata dei terreni né tantomeno la prevista piantumazione di specie arboree. Piuttosto, Giardini evidenzia come un confronto preventivo con i botanici, gli esperti e la cittadinanza avrebbe potuto evitare danni a un ecosistema unico. Non solo, avrebbe garantito uno sviluppo della costa più rispettoso delle sue peculiarità storiche e naturali.

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BeatleSenigallia 2026

BeatleSenigallia torna con l’ottava edizione: 22 eventi tra musica, teatro e cultura

Nel 2017 si faceva largo nella mente dell’allora comandante della polizia stradale di Senigallia Paolo Molinelli l’idea di un evento sui Beatles a Senigallia. Nel 2018 poi prese forma nella prima edizione di BeatleSenigallia che oggi – covid a parte – torna per l’ottava edizione. Nove anni dopo, quella scommessa di realizzare qualcosa sulla passione per il quartetto di Liverpool, si è trasformata in uno degli momenti culturali più attesi della provincia.

Dato l’inizio imminente del primo appuntamento per il 2026, abbiamo intervistato il fondatore di BeatleSenigallia. Qui sotto potrete ascoltarvi l’AUDIO dell’intervista a Paolo Molinelli, in onda su Radio Duomo Senigallia (95.2 fm) alle ore 13:10 e alle ore 20 di mercoledì 3 e giovedì 4 giugno. Replica domenica 7 alle ore 16:50.

L’ottava edizione prenderà il via l’8 giugno e si chiuderà il 4 settembre. Ben 22 eventi in 15 città e 2 province, per un totale di 28 giorni di spettacolo. Meno degli scorsi anni, ammette Molinelli con autoironia: «L’anno scorso erano 36 iniziative, un record. Quest’anno sono medaglia d’argento». Ma la qualità, a sentirlo raccontare, è sempre a un livello alto.

La prima novità dell’edizione 2026 è il luogo d’esordio: non una piazza, non un teatro, ma il centro commerciale Il Maestrale. L’8 giugno verrà inaugurata una mostra, e il 12 giugno è in programma un concerto nel pomeriggio. Una scelta che Molinelli giustifica richiamando la filosofia stessa dei Beatles: «Hanno sempre dimostrato che non c’è dicotomia tra successo e qualità. Erano in mezzo alla gente, e noi vogliamo esserlo allo stesso modo».

La rassegna è dedicata a Yellow Submarine, la canzone che nel 2026 compie sessant’anni. «La sanno tutti, anche i muri», dice Molinelli, e racconta di un bambino di prima elementare che a Pesaro, durante un concerto, si è avvicinato al palco per chiederla. Non era in scaletta, ma gliela hanno suonata lo stesso. «Piccoli fan crescono».

Gli appuntamenti spazieranno anche a Castelfidardo, nell’ambito del festival “I favolosi anni Settanta”, dove verrà inaugurata una mostra alla chiesa di San Francesco che resterà aperta tre giorni. Ancora: a Offagna (Buskers festival); Mondolfo; Sassoferrato; Sirolo e Fano. Qui Molinelli intervisterà Riccardo Russino, coautore insieme a Vincenzo Oliva di un libro dedicato a John Lennon dal titolo evocativo: “Parole, musica e contraddizioni di un genio inquieto”.

Il sottotitolo riassume bene la figura del musicista. Un uomo – come gli altri componenti – travolto dalla fama in un’epoca in cui nessuno sapeva ancora cosa significasse diventare celebri a vent’anni. Ha attraversato droghe, lutti e disillusioni per approdare, nei primi anni ‘70, a un impegno politico straordinariamente evocativo ma anche anticipatore di temi attualissimi. «Parlava di pace e di femminismo nel 1972», ricorda Molinelli, «quando in Inghilterra il femminismo era ancora quello delle suffragette della mamma nel film Mary Poppins».

Il cuore della rassegna si concentrerà però a Senigallia tra il 22 e il 26 luglio. Il 22, al monumento a John Lennon e alla panchina dei Beatles fatti realizzare dallo stesso Molinelli al parco della pace, andrà in scena un happening con gli artisti Stefania e Gaetano Ricci, Paolo Fornarole e Stefano Spazi. Dal 24 al 26, in piazza Roma, spazio a un atto unico teatrale dedicato proprio a Yellow Submarine, firmato da Vittorio Saccinto di Rose Bianche sull’asfalto, accompagnato da incursioni nel jazz con il duo composto da Stefano Coppari e Riccardo Federici.

Dopo Marco Ferradini e Francesco Baccini nelle edizioni precedenti, quest’anno l’ospite d’onore sarà Ricky Gianco, cantautore degli anni ‘60, amico di Gino Paoli, che racconterà in prima persona il suo incontro con i Beatles. Presenti anche Clarissa Vichi che si esibirà con un trio; e Gigi Cifarelli, chitarrista milanese di straordinaria tecnica, ospite a Corinaldo.

Ma BeatleSenigallia non si limita alla musica e in questa edizione torna a produrre una pubblicazione. Dopo la storia grottesca dell’incontro immaginario tra Mozart e i Beatles, e il catalogo della mostra alla Rocca Roveresca del 2024, il terzo libretto sarà dedicato a George Harrison: “The Quiet Beatle” per via della sua spiritualità. «Falsamente tranquillo», precisa Molinelli. Verrà presentato in anteprima a Fano e poi a settembre alla Rocca Roveresca.

Come sempre, tutti gli eventi sono gratuiti. E come ogni anno, alla fine della stagione, parte del ricavato delle attività verrà devoluto a un’associazione benefica: nel 2025 furono 1.300 euro destinati all’ANDOS, l’associazione donne operate al seno. Quest’anno ne beneficerà “Rose bianche sull’asfalto”, un’associazione senza scopo di lucro per la sensibilizzazione alla prevenzione della guida in stato di ebbrezza e sotto effetto di sostanze stupefacenti, nata dopo l’incidente mortale costato la vita al 14enne Francesco “Saccio” Saccinto.

Molinelli non è musicista – ce lo ha confessato lui stesso – e forse è proprio per questo che è riuscito a costruire qualcosa di più di un festival: un ecosistema culturale potremmo definirlo, capace di coinvolgere artisti e generi diversi, di attrarre persone di qualsiasi età e livello d’istruzione, di includere piazze, chiese, centri commerciali e anfiteatri romani. Ogni anno trova il modo di reinventare qualcosa mantenendo fede a se stesso. «Da piccolo mi piacevano i Beatles. Mi sono invecchiato e mi piacciono ancora i Beatles», conclude. «Io sono veramente felice».

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Mario Massacesi, direttore del reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Senigallia, è intervenuto a Radio Duomo per parlare di prevenzione del tumore da papilloma virus

Prevenzione sul papilloma virus, a Senigallia la ricerca scientifica si fa in centro (storico)

Il dibattito sulla sanità e sulla prevenzione vaccinale si sposta dalle corsie d’ospedale direttamente in centro storico. Sabato mattina, 30 maggio, dalle ore 10 alle 12, la biblioteca comunale Antonelliana di Senigallia ospiterà un incontro pubblico di fondamentale importanza medico-scientifica. Un evento sulla prevenzione del tumore del collo dell’utero e sulla diffusione del papilloma virus (HPV). 

L’iniziativa è nata dall’esigenza di fare chiarezza e contrastare l’ondata di disinformazione e fake news che ha investito il panorama post-pandemico. E’ stata promossa dal dottor Mario Massacesi, direttore del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale cittadino. Per l’occasione Laura Mandolini di Radio Duomo Senigallia (95.2FM) l’ha intervistato. Qui trovate l’AUDIO andato in onda nella rubrica “20 minuti da Leone”.

La storia della medicina recente dimostra come il cervico-carcinoma sia una patologia ampiamente anticipabile. Fino a qualche decennio fa rappresentava il tumore più frequente nella popolazione femminile. L’introduzione del Pap test prima e la diffusione del vaccino anti-HPV nei primi anni duemila hanno invertito drasticamente la rotta. Oggi, dove c’è una solida cultura dello screening, questa neoplasia legata al papilloma virus può diventare una malattia rara. E non fra un secolo, ma già nel periodo compreso tra il 2030 e il 2035. Anche la piccola realtà oncologica di Senigallia conferma il trend. I casi avanzati sono ormai rarissimi e colpiscono quasi esclusivamente pazienti che si sono trascurate per anni o prive di un percorso di prevenzione alle spalle.

Un punto cruciale su cui il dottor Massacesi intende fare luce riguarda i destinatari della prevenzione. Il papilloma virus è a trasmissione sessuale e non colpisce affatto solo le donne. Oltre ad essere l’agente eziologico del tumore del collo dell’utero, è infatti responsabile della stragrande maggioranza dei tumori del pene, della regione perianale e, in forte ascesa in entrambi i sessi, dei tumori dell’orofaringe. Per questa ragione, il sistema sanitario nazionale invita alla vaccinazione – gratuita – sia le ragazze che i ragazzi intorno ai dodici anni. Nessuno è immune dal problema.

Coinvolgere e sensibilizzare l’intera popolazione è l’unica strategia efficace per bloccare la circolazione del virus e proteggere l’intera popolazione. A differenza della profilassi per il Covid-19, sviluppata in tempi record, il vaccino contro il papilloma virus vanta oltre vent’anni di studi approfonditi che ne garantiscono l’assoluta sicurezza ed efficacia.

La genesi di questo convegno senigalliese ha un’origine del tutto insolita, legata all’attività umanitaria dell’équipe medica locale. Mario Massacesi, insieme ai colleghi Moreno Cicetti, Gabriele Pagliariccio, Rodolfo e Francesco Piazzai, fa parte di un’associazione di volontariato. Opera regolarmente negli ospedali delle Ande, in Ecuador. Proprio durante uno di questi viaggi è nata l’opportunità di invitare in Italia il dottor James Cook, un biologo di Filadelfia che tra gli anni ‘70 e ‘90 ha partecipato in prima persona alla realizzazione del vaccino anti-HPV.

L’incontro di sabato 30 maggio ruoterà attorno alla testimonianza dello scienziato americano. Offrirà anche una panoramica clinica e territoriale grazie agli interventi di altri esperti. Il dottor Maurizio Silvestri, segretario nazionale dell’Associazione Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani (Aogoi), tratterà l’inquadramento clinico della patologia genitale. Il dottor Daniel Fiacchini, responsabile dell’Istituto di prevenzione e sorveglianza delle malattie infettive e cronico degenerative per l’AST di Ancona, illustrerà l’impatto dei vaccini sul territorio. Infine, la dottoressa Emanuela Vignoli della ginecologia di Senigallia spiegherà il funzionamento pratico dei programmi di screening locali. 

L’obiettivo comune resta quello di riportare la scienza in mezzo alla gente. Solo la conoscenza e la consapevolezza possono restituire ai cittadini la necessaria tranquillità per prendersi cura della propria salute.

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Cyberbullismo, a Senigallia arrivano le “cassette anonime” per ascolto e segnalazioni

Contrastare il cyberbullismo è una missione che in tanti si danno. In pochi però hanno un’idea precisa di come si possa sconfiggere questo odioso fenomeno. Di stretta attualità, è sempre più diffuso tra ragazzi e ragazze: colpisce vittime sempre più giovani. Da qui la necessità di fare sintesi, ma soprattutto rete, analizzando problematiche e proponendo soluzioni. Questo è il senso del partecipato convegno svoltosi il 26 maggio scorso al liceo Perticari di Senigallia. L’iniziativa ha unito scuola, istituzioni e forze dell’ordine nella tutela delle giovani generazioni dai rischi della rete e dei social network.

La novità più concreta dell’incontro è stata la presentazione delle nuove “cassette postali” installate nell’istituto. Si tratta di uno strumento pensato per consentire agli studenti di segnalare, in forma completamente anonima, episodi di bullismo, cyberbullismo o situazioni di sofferenza personale, offrendo un canale sicuro a chi ha paura di esporsi o al riparo da pregiudizi per situazioni imbarazzanti.

Al dibattito hanno preso parte: Mabj Bosco, vice questore del commissariato di Senigallia; Giancarlo Giulianelli, garante per l’infanzia e l’adolescenza di Ancona; Marco Lanzi, già sostituto commissario della polizia di Stato. Durante gli interventi è stata ribadita l’importanza della prevenzione, dell’educazione digitale e della sinergia tra famiglie e istituzioni. 

A studenti e studentesse è stato rivolto un messaggio chiaro: superare l’isolamento e avere il coraggio di chiedere aiuto, contando su una comunità scolastica sempre più inclusiva e attenta ai loro bisogni.

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Il confermato sindaco di Senigallia Massimo Olivetti riceve le congratulazioni da Dario Romano, candidato sconfitto alle elezioni comunali 2026

Senigallia: le elezioni 2026 riscrivono la storia, tra il calo dei partiti e il “fuoco amico” nel PD

Il verdetto delle urne per le elezioni amministrative 2026 di Senigallia consegna una pagina inedita alla storia locale. Per la prima volta in decenni, il centrodestra ottiene la conferma per un secondo mandato consecutivo. Massimo Olivetti si riconferma sindaco al primo turno con il 51,74% delle preferenze, superando lo sfidante del centrosinistra Dario Romano (47,30%). Al di là del calo dell’affluenza, ferma al 59,66%, lo spoglio rivela una profonda mutazione della geografia politica. Ora la scena è dominata dalle liste civiche, con forti scosse all’interno dei partiti tradizionali.

La vera sorpresa nella coalizione di maggioranza è l’evidente travaso di voti dalle sigle storiche al civismo guidato dal sindaco. La lista “Senigallia al Centro” ha in queste elezioni raggiunto l’incredibile quota del 19,7%, diventando il primo gruppo della coalizione. Una crescita trainata da figure come Gabriele Cameruccio – il più votato in assoluto con 812 preferenze, ma che civico certamente non è – e Andrea Morsucci, volto noto del comitato degli alluvionati “Tra due fiumi”.

Questo exploit ha letteralmente oscurato i partiti tradizionali. Fratelli d’Italia è stabile all’11,53% (esattamente come nel 2020). Netta contrazione invece degli alleati. La Lega crolla infatti dal 10% al 6,7%, mentre Forza Italia scivola dal 4,2% al 3,6%. Un ridimensionamento, quest’ultimo, legato anche a profonde fratture interne. L’uscita di esponenti storici verso la lista civica concorrente “La Civica” (attestatasi al 7,5%) testimonia il progressivo isolamento della linea del coordinatore azzurro Roberto Paradisi. Non pervenuto il supporto della lista “Noi con Olivetti“, con i referenti Liverani e Da Ros esclusi dal consiglio comunale.

Sul fronte opposto, il panorama del centrosinistra si presenta capovolto. Il Partito Democratico si conferma la prima forza politica della città superando il 27%. La sua crescita non è bastata a compensare il fallimento politico del “campo largo” in queste elezioni amministrative. Il Movimento 5 Stelle, al rientro sulla scena locale, si è rivelato quasi ininfluente fermandosi a un magro 3,42% e restando fuori dal consiglio. Buono il risultato di “Onda Civica per Senigallia” e “Allenza Verdi Sinistra/SenigalliaCambia-Cambia Senigallia”, che riescono a eleggere entrambe un consigliere. Anche qui, poco rilevante è stata la prestazione di Progetto Senigallia Riformista, fermo al 2,5%.

A pesare sul destino della coalizione progressista, oltre al flop pentastellato, è stato soprattutto il “fuoco amico” interno al PD. Subito dopo il voto, il capogruppo regionale Maurizio Mangialardi ha sferrato un duro attacco pubblico alla gestione della campagna elettorale. Ha evidenziato una spaccatura mai sanata con l’ala del partito legata alla segretaria regionale Chantal Bomprezzi, moglie dello stesso candidato sindaco Dario Romano. Una faida interna che, secondo molti osservatori, ha privato Romano del sostegno compatto dei vertici proprio nelle fasi decisive. Praticamente, queste elezioni amministrative sono divenute l’ennesimo terreno di scontro. Tanto che nessuno dei “big” del Pd si era pubblicamente espresso a favore di Romano.

Mentre il centrosinistra si interroga sulle macerie di una coalizione divisa, Olivetti si prepara al secondo mandato forte di una legittimazione che passa più dalle persone che dai simboli di partito, mettendo subito in cima all’agenda la questione post-alluvione. Tra le sfide, quella di portare avanti una gestione fatta di tanti lavori pubblici in assenza delle risorse del pnrr.

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Massimo Monzio Compagnoni

8×1000: come funziona, perché è importante. Non solo per la Chiesa, ma per tutta la comunità

L’Otto per Mille non è un costo aggiuntivo per il contribuente, ma una scelta su come redistribuire tasse già versate. Lo spiega chiaramente Massimo Monzio Compagnoni. Il responsabile del Servizio di Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa Cattolica è intervenuto a Senigallia. L’occasione è stata un incontro di formazione con i sacerdoti della diocesi proprio sul tema dell’8×1000. Abbiamo avuto la possibilità di fargli un’intervista, andata in onda nei giorni scorsi su Radio Duomo Senigallia (95.2 fm). Ecco nel lettore multimediale qui sotto l’AUDIO a vostra disposizione.

Lo 0,8% del gettito IRPEF complessivo viene destinato alle Chiese – cattoliche, valdesi, buddhiste e altre – oppure allo Stato, in proporzione alle firme dei contribuenti. Chi non firma non trattiene nulla: si limita a lasciare che siano gli altri a decidere per lui.

Una parte consistente di queste risorse viene impiegata nella cura del patrimonio ecclesiastico: chiese, oratori e locali pastorali. Si tratta di beni che, pur appartenendo alla Chiesa, svolgono una funzione pubblica e sono aperti all’intera comunità. Un esempio concreto è la cattedrale di Senigallia, chiusa dal novembre 2022 a seguito del terremoto che ha colpito la costa adriatica. E’ ancora in attesa di interventi significativi per poter essere restituita ai fedeli e ai cittadini.

I fondi dell’8×1000 finanziano anche il sostentamento del clero, e su questo punto Monzio Compagnoni fa chiarezza. I sacerdoti non ricevono alcuno stipendio dal Vaticano. Un sacerdote appena ordinato percepisce 800 euro mensili per dodici mensilità. Un vescovo al termine del suo mandato, a 75 anni, arriva a 1.600 euro. Il 70% del costo complessivo del clero italiano – che conta circa 31 mila sacerdoti distribuiti in 25 mila parrocchie e 227 diocesi – è coperto proprio dall’Otto per Mille.

Il terzo grande ambito di utilizzo dell’8×1000 è quello caritativo. Nel 2024 la Chiesa Cattolica ha destinato 280 milioni di euro in opere di carità. 150 milioni alle diocesi, 50 milioni a iniziative nazionali e 80 milioni a progetti nei paesi più poveri. La sola Caritas ha erogato quasi 4 milioni di interventi. E’ riuscita a raggiungere circa un milione di persone, attraverso mense, dormitori ed empori alimentari. Un sostegno che si affianca al welfare statale in un Paese in cui il 10% della popolazione vive sotto la soglia di povertà.

Monzio Compagnoni dedica anche spazio a sfatare i luoghi comuni più diffusi. La Chiesa non è finanziata dal Vaticano, che non contribuisce alle spese del clero italiano. Non è esentata dalle tasse in modo generalizzato. Non le paga solo sui beni destinati all’uso pubblico, esattamente come avviene per partiti, sindacati e fondazioni. E non è ricca come si crede: l’intero patrimonio immobiliare copre appena il 5% del costo dei sacerdoti. Il dato forse più sorprendente, però, è un altro. Dopo 40 anni dall’introduzione dell’8×1000, 7 cattolici italiani su 10 ignorano come viene sostenuta la propria Chiesa.

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Fosforo, la festa della scienza, edizione 2016, a Senigallia

Scienza, al via Fosforo 2026 tra intelligenza artificiale e pannolini lavabili

«Siamo partiti 16 anni fa rivolgendoci principalmente alle famiglie, ma oggi parliamo a tutti: dai ragazzi di TikTok che riscoprono la scienza attraverso i social, fino ai turisti che passeggiano sul lungomare». A dirlo è Mattia Crivellini, direttore di Fosforo: la festa della scienza, intervenuto negli studi di Radio Duomo Senigallia per la rubrica “20 minuti da Leone”. L’intervista è riascoltabile qui oltre che sulla frequenza 95.2 FM.

L’edizione 2026 della kermesse, in programma dal 21 al 24 maggio, si presenta come un cantiere aperto di innovazione, manualità e riflessione geopolitica, guidato da una parola chiave che quest’anno risuona più forte che mai: trasformazioni. La prima grande trasformazione è strutturale. Per ragioni di ordine pubblico legate alle recenti elezioni politiche, il festival abbandona la piazza e si concentra interamente all’aperto nel vallato della Rocca Roveresca.

«Tutta la festa all’aperto sarà lì – spiega Crivellini –. Troverete stand, spettacoli, un camioncino in cui entrare per scoprire la bellezza delle onde gravitazionali e persino un “robo-cane” che pascolerà sul prato della Rocca. Vogliamo raccontare la complessità del mondo in cui viviamo, dall’instabilità geopolitica all’avvento dell’IA, senza semplificare ma offrendo gli strumenti per capire».

Il festival adotta l’approccio rigoroso ma accessibile della “scuola Angela”: cucire addosso a ogni tema scientifico il vestito divulgativo più adatto. Si va così dalla cucina alla fisica, passando per la realtà virtuale (Fosforo VR) allestita alla Rotonda a Mare, dove i visitatori – grazie a visori 3D e video a 360° realizzati con i droni – potranno esplorare i borghi arancioni delle Marche o viaggiare istantaneamente dalla spiaggia del Conero al Lago di Pilato, simulando le “passaporte” di Harry Potter.

Il dibattito sull’Intelligenza Artificiale entra nel vivo non solo nei dibattiti, ma nella gestione stessa del festival. Crivellini, che venerdì sera sarà sul palco del Teatro La Fenice con lo spettacolo “The AI Era” (ironizza: «Sarò l’ospite che farà meno strada da casa al palco della storia di Fosforo»), ha svelato un retroscena sorprendente sul dietro le quinte della manifestazione.

Il nuovo portale del festival (fosforo.me) è stato interamente sviluppato in pochissime settimane da un team ridottissimo, grazie all’uso di sistemi generativi: «Gestisce ospiti, logistica, cibo e prenotazioni. Sono 120.000 righe di codice sviluppate dall’IA. Se venerdì sera alla Fenice il lettore QR code dei biglietti non dovesse funzionare, in fondo sarei rassicurato: significherebbe che l’errore umano resiste! Scherzi a parte, questi strumenti sono “pappagalli”, ripetono probabilisticamente senza un pensiero dietro, ma ti permettono un livello di personalizzazione sartoriale prima impensabile».

Presentata alla rotonda a mare di Senigallia l'edizione 2026 di Fosforo, la festa della scienza
Presentata alla rotonda a mare di Senigallia l’edizione 2026 di Fosforo, la festa della scienza

Se il Teatro La Fenice e la Rotonda saranno i poli della tecnologia e delle mostre (quella fotografica in collaborazione con Canon Italia, Polo 9 el’istituto Panzini), la Biblioteca Comunale Antonelliana rimarrà il quartier generale dei laboratori didattici per i più piccoli. Tra i progetti più curiosi e di forte impatto ambientale spicca quello legato ai pannolini lavabili, finanziato da Fondazione CariVerona in collaborazione con Salus Familiae e coop. Stella del Mattino. Sabato mattina alle 10:30, l’ostetrica Marianna Lombardi e la nota pediatra “social” Carla Tomasini spiegheranno come abbattere l’impronta ecologica delle neo-famiglie attraverso un sistema virtuoso di economia circolare: una lavanderia industriale specializzata si occuperà del ritiro, del lavaggio e della riconsegna dei pannolini in appositi punti di raccolta nei comuni marchigiani. «Quando vedi l’enorme montagna di immondizia generata da tre anni di pannolini usa e getta, inizi a pensarci sul serio», sottolinea il direttore.

Le attività dedicate alle scuole sono già entrate nel vivo, mentre il programma per il grande pubblico si svilupperà da giovedì (oggi) fino a domenica sera, 24 maggio. Grazie ai finanziamenti di Comune, Regione Marche e del GIS (Gruppo Imprenditori Senigalliesi), tutti gli eventi di Fosforo sono completamente gratuiti. Molte attività sono a fruizione libera nel Vallato della Rocca, mentre per i laboratori e gli spettacoli a posti limitati (come quelli del Teatro La Fenice) è necessaria la prenotazione sul sito.

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Il confronto di lunedì 18 maggio, al cinema Gabbiano, tra i tre candidati a sindaco di Senigallia in queste elezioni comunali 2026: da sinistra Marco Binci, Massimo Olivetti e Dario Romano

Elezioni, Senigallia: grande partecipazione al cinema Gabbiano per l’incontro con i candidati

Si è tenuto lunedì 18 maggio, al cinema Gabbiano di via Maierini, l’atteso dibattito pubblico tra i tre candidati alla carica di sindaco di Senigallia: Marco Binci, Massimo Olivetti e Dario Romano. Si è svolto in un clima di grande correttezza tra i tre politici, ma soprattutto – ed è questo il segnale che a noi piace di più – di grande, grandissima e civile partecipazione in un momento fondamentale per la vita cittadina come le elezioni del 24 e 25 maggio.

L’evento, organizzato dalla Fondazione Gabbiano, realtà editrice de “La Voce Misena” e “Radio Duomo Senigallia in Blu“, ha riempito la sala del cinema Gabbiano ma ha registrato un altissimo seguito anche in streaming e sulle frequenze radiofoniche. Numerose, davvero tante, le domande che ci sono giunte dal pubblico presente e da quello da casa: un attestato di fiducia, crediamo, nei nostri confronti che sono state poi rivolte ai candidati sindaci.

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Il dibattito è stato all’insegna del fair play e dei contenuti, sono stati rispettati tempi e regole del confronto. Un momento di alta democrazia. I tre candidati a queste elezioni Marco Binci (Rinasce Italia), Massimo Olivetti (che riunisce il centrodestra compatto) e Dario Romano (con il centrosinistra stavolta unito) hanno risposto alle domande dei giornalisti Laura Mandolini e Carlo Leone, toccando i temi nevralgici per il futuro della città.

Il confronto di lunedì 18 maggio, al cinema Gabbiano, tra i tre candidati a sindaco di Senigallia in queste elezioni comunali 2026: da sinistra Marco Binci, Massimo Olivetti e Dario Romano

Il focus si è concentrato su alcune macroaree cruciali. Turismo e cultura in primis, con le strategie per il rilancio economico, la destagionalizzazione degli eventi e un cartellone che possa abbracciare in maniera inclusiva tutte le sensibilità portando anche innovazioni nella proposta. Spazio poi a economia e ambiente, con il sostegno alle imprese locali e lo sviluppo del territorio che non deve però mai tralasciare l’attenzione alla sostenibilità e né dimenticare i recenti disastri alluvionali.

Si è parlato tanto anche di frazioni, servizi sociali e anziani. I candidati hanno parlato della necessità di potenziare l’assistenza territoriale, ma affiancandola a progetti di inclusione, con la gestione del welfare in una città dall’età media avanzata e in continua crescita. Infine – ma non per minore importanza dato che in queste elezioni il tema è emerso più volte – i giovani. E’ stata segnalata l’esigenza di spazi di aggregazione, divertimento ma anche formazione e opportunità lavorative che possano porre un freno alla fuga delle nuove generazioni.

Molto interessante la voglia di protagonismo del pubblico, presente in sala, collegato con Radio Duomo Senigallia o connesso tramite i canali social. Abbiamo cercato di fornire più modi e strumenti di partecipazione, convinti che sia la strada giusta per riportare le persone a interessarsi di politica. Un percorso che possa riavvicinare la gente al confronto democratico, civile, senza attacchi scomposti ma con un sano diritto di critica e voglia di informarsi. Questa è la strada per non rassegnarsi all’astensionismo.

Sebbene ci sia stata qualche critica rispetto la scelta degli organizzatori di riservare i posti in presenza esclusivamente ai cittadini non candidati alle elezioni, per la maggioranza (non da intendersi a livello politico cittadino) delle persone si è rivelata la soluzione vincente. Che ha permesso anche di evitare inutili e spiacevoli episodi che si osservano in altre occasioni.

La seconda parte della serata è stata, come anticipavamo sopra, animata da tantissime domande arrivate direttamente dal pubblico in sala, segno di una cittadinanza attiva e vogliosa di risposte concrete, lontana dagli slogan della propaganda. I tre aspiranti primi cittadini hanno raccolto le sollecitazioni della platea, approfondendo dettagli amministrativi e visioni politiche. Le domande che non è stato possibile rivolgere in quell’occasione, sono state girate ai candidati, proponendo di darvi risposta tramite i loro canali social, per un maggiore livello informativo in vista dell’imminente appuntamento alle urne di domenica 24 e lunedì 25 maggio.

Per chi non avesse potuto seguire l’evento in diretta, la registrazione del confronto resta disponibile sui canali social (Facebook e YouTube) de La Voce Misena e Radio Duomo.

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Una delle immagini esposte nella mostra "La spiaggia e il porto di Senigallia - Immagini e documenti da fine '800 a metà '900" al capannino degli Amici del Molo di Senigallia

Viaggio nella storia di Senigallia grazie agli Amici del Molo

Sabato 16 e domenica 17 maggio, il capannino sul molo di ponente si trasformerà in un custode della memoria cittadina. La Fratellanza degli Amici del Molo ha infatti organizzato una mostra di riproduzioni fotografiche tratte da cartoline storiche. Racconteranno a senigalliesi e turisti la spiaggia e il porto tra la fine dell’Ottocento e il Novecento. Ne abbiamo approfittato per fare qualche domanda al presidente Simone Paolini. L’intervista è sarà onda venerdì 15 alle ore 13:10 e alle 20, sabato 16 alle ore 20 e domenica 17 alle ore 17:15 sempre su Radio Duomo Senigallia (95.2 fm).

Le immagini provengono dalle collezioni di Carlo Carletti e Carlo Principi. Le ha digitalizzate lo storico ex presidente Leonardo Leoni. Proprio un mese fa, dopo 21 anni di guida, ha passato il testimone a Simone Paolini. L’archivio esposto rappresenta anche un piccolo miracolo di resilienza e volontariato. I pannelli erano andati distrutti durante l’alluvione del 2022 e sono stati ripristinati grazie all’impegno dei soci e al contributo del Comune.

Le cartoline offrono uno spaccato affascinante dei mutamenti sociali e di costume della città. Ma testimoniano anche la metamorfosi urbanistica del porto. Fino agli anni ’80 era un luogo produttivo, mentre oggi è un’area turistica, per rilsassarsi e fare attività all’aperto. Andando indietro fino ai primi del ‘900, il porto era sostanzialmente all’altezza dei portici Ercolani. Le imbarcazioni a vela ormeggiavano sotto l’albergo Roma. Non c’era il taglio della statale Adriatica. Immagini ben distanti dalla realtà di oggi determinata in gran parte dallo sviluppo della città anche in termini economici e demografici così come a livello di infrastrutture e viabilità.

Guardando al futuro, la fratellanza degli Amici del Molo continuano a investire sulle scuole, offrendo attività ludico-didattiche. I laboratori richiamano tutto il mondo marinaro, come la costruzione di barchette con legno di recupero e vela al terzo o da trabaccolo. Ma c’è un secondo fine: è quello di avvicinare i giovani anche alla memoria di ciò che c’è stato a Senigallia e dare opportunità anche di un ricambio generazionale.

Grandi novità sono previste anche per la sede. Dopo anni di annunci, finalmente nei primi mesi del 2027 dovrebbero partire i lavori di ristrutturazione del capannino. Verrà rifatto mantenendo la tipologia attuale con la vetrata. Continuerà quindi una casa di vetro, trasparente e accogliente, custode della tradizione marittima senigalliese.

Nel frattempo, la mostra La spiaggia e il porto di Senigallia – Immaginie documenti da fine ‘800 a metà ‘900” sarà aperta al pubblico il 16 e 17 maggio, la mattina dalle 10:30 alle 12:30 e il pomeriggio dalle 16:30 alle 19:30, presso il capannino degli Amici del Molo.
Per altre informazioni: amicidelmolosenigallia@gmail.com.

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Il capannino della fratellanza degli Amici del Molo di Senigallia
Il capannino della fratellanza degli Amici del Molo di Senigallia
Mohamed Malih

Senigallia, Mohamed Malih: «La politica è in ritardo su inclusione e povertà»

All’impegno associativo e sociale ha aggiunto da tempo quello civile e politico. E ora che si avvicinano le elezioni, ha tracciato la sfida per il futuro, che si intreccia con quella della comunità senigalliese in cui abita da anni. Stiamo parlando di Mohamed Malih, consigliere straniero aggiunto che ha fatto parte del consiglio comunale negli ultimi cinque anni. E’presidente di Stracomunitari, un’associazione di volontariato che si occupa di integrazione e assistenza delle persone di qualunque nazionalità. L’abbiamo intervistato all’interno della nostra rubrica “20 minuti da Leone”, su Radio Duomo Senigallia (95.2fm) e qui vi riproponiamo l’audio.

La politica è un’estensione naturale dell’impegno che riversa nella sede di via Cellini con l’associazione Stracomunitari. Mohamed Malih ricopre il ruolo di consigliere straniero aggiunto. Una figura che può intervenire, presentare interrogazioni e partecipare al dibattito, ma a cui manca il tassello fondamentale del diritto di voto. «Lo straniero non ha ancora piena cittadinanza, anche se residente da anni», spiega Malih. «La politica è in ritardo rispetto alla società civile. Io stesso non ho mai chiesto la cittadinanza italiana per questioni burocratiche. Mi sento cittadino senigalliese per cultura e appartenenza».

L’attività dell’associazione Stracomunitari smentisce uno dei pregiudizi più duri a morire: quello di un’assistenza “di parte”. La distribuzione di generi alimentari alle famiglie bisognose segue un unico criterio: il valore ISEE. Gli aiuti sono per tutti: le famiglie assistite sono sia straniere che italiane. Tra le proposte che Malih ha avanzato c’è quella per la riduzione della TARI per le attività che donano eccedenze al terzo settore. Ssarebbe un magari piccolo ma comunque concreto incentivo per stimolare la solidarietà senza gravare troppo sulle casse pubbliche.

Tuttavia, le difficoltà restano alte su tanti fronti, come quello abitativo. A Senigallia, trovare casa per uno straniero è un’impresa. Per diversi motivi. Uno è di tipo economico: i proprietari di appartamenti (a volte anche garages) preferiscono gli affitti brevi estivi, più redditizi. Ma il secondo è di tipo sociale e psicologico: c’è una generalizzata diffidenza verso i ci ttadini di altre nazionalità perché persistono pregiudizi sulla solvibilità o sulla cura dell’immobile. Da qui la proposta. Mohamed Malih rilancia l’idea del Comune come garante per agevolare l’incontro tra domanda e offerta, una soluzione discussa da tempo ma mai resa operativa.

Il nodo delle seconde generazioni è l’altro grande tema toccato nell’intervista. Malih rifiuta le etichette etniche: il tema della “devianza giovanile” tocca molti ragazzi a prescindere dalla nazionalità. La soluzione, per lui, non è solo repressiva ma educativa: servono spazi di aggregazione. In questo è fondamentale il ruolo di scuole, oratori e associazioni. «Noi facciamo doposcuola, ma siamo stretti. Se avessimo più spazi, potremmo fare molto di più».

Tra i progetti “virtuosi” di cui Senigallia si può fregiare c’è certamente quello della street art alla parrocchia di Cesanella. I ragazzi di un numericamente importante gruppo, al centro di qualche dissidio con i residenti del quartiere, hanno dato una riqualificazioen dell’area parrocchiale in via Perugino, trasformando il potenziale disagio in arte e senso di appartenenza (ASCOLTA L’INTERVISTA QUI).

Tante le problematiche ma al futuro si può guardare con ottimismo, inannzitutto notando una maggiore partecipazione di giovani – anche di origine straniera – nelle varie liste elettorali, dai partiti alle liste civiche. Il suo obiettivo? Portare la figura del consigliere aggiunto oltre i confini comunali, magari con diritto di voto, nel consiglio dell’Unione dei comuni Le terre della marca senone e la Regione Marche, per dare voce a chi, oggi, la politica la vive ma non può ancora scriverla con il voto.

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Senigallia, il viadotto del Morignano

Rumori dal viadotto del Morignano, trovata la soluzione. Ma i residenti non sapevano nulla

Quel problema con davanti ostacoli importanti per la sua soluzione, potrà vedere la parola fine. Non subito, intendiamoci, ma almeno la direzione è tracciata. Stiamo parlando della vicenda che ha coinvolto le zone vicine al viadotto del Morignano, che ospita autostrada A14 e complanare. Nel pomeriggio di lunedì 11 maggio la prefettura di Ancona ha diffuso la notizia di una riunione tecnica con Autostrade per l’Italia. L’incontro ha permesso di definire come porre fine ai fastidiosi e incessanti rumori del traffico veicolare. Suoni che, giorno e notte tormentavano, gli abitanti di Morignano, Gabriella, Cavallo-Portone, Alderana, Borgo Letizi e Ferriero.

La vicenda era nata nella primavera 2025, quando erano stati sostituiti dei giunti lungo l’autostrada A14 nel tratto che attraversa la parte sud di Senigallia. I colpi secchi e continui, ripetuti al passaggio di ogni veicolo, hanno a dir poco cambiato la vita dei residenti. Erano costretti a tenere le finestre chiuse anche d’estate o a rassegnarsi alla situazione. Alcuni di loro hanno invece scelto di mobilitarsi noi di Radio Duomo Senigallia li avevamo intervistati CLICCA QUI per riascoltarla. Hanno coinvolto in un primo momento il Comune. Successivamente società Autostrade, prefettura dorica e l’agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpam). 

I primi risultati però sono stati un generico ‘nulla di fatto’. Anzi, le comunicazioni erano latenti mentre i rumori continuavano a stressare la situazione. Con un po’ di insistenza e interviste su radio, giornali e tv, i residenti sono riusciti a far smuovere qualcosa. La prefettura si è adoperata per organizzare riunioni tecniche con Autostrade per l’Italia (Aspi) per mitigare le emissioni sonore. Nel marzo scorso si era individuata con certezza la fonte di tali rumori: i giunti installati qualche mese prima. Ieri hanno dato seguito a quell’incontro. 

I rappresentanti della direzione di tronco di Pescara di Aspi hanno confermato di aver avviato la sostituzione di una parte dei giunti dallo scorso 4 maggio, dopo la sospensione per i ponti primaverili. E’ stata scelta una nuova tipologia di giunto: una soluzione tecnologica innovativa e con prestazioni acustiche migliorative. 

I lavori sono in corso lungo la carreggiata sud del viadotto del Morignano e proseguiranno fino a fine maggio. Poi, come concordato con le istituzioni del territorio, scatterà la lunga pausa estiva. Non tanto per permettere le ferie ai lavoratori di Aspi quanto per l’innalzamento dei flussi veicolari durante la bella stagione. Mesi in cui però la società attiverà un monitoraggio costante sui nuovi dispositivi installati al fine di testarne il comportamento e valutare ogni ulteriore iniziativa se necessaria.

Dunque tutto risolto? Non proprio. La notizia è stata accolta positivamente dai residenti delle diverse zone vicine al viadotto del Morignano. Questi avevano anche fatto partire una raccolta firme per il sostegno alla battaglia. Ma rimane l’amaro per la mancata comunicazione. Di questa novità nessuno si è premurato di avvisare i cittadini, i diretti interessati, che sono venuti a conoscenza della riunione e del suo esito solo attraverso i media.

Quando si parla di vicinanza delle istituzioni, di ricucire il rapporto con gli elettori, si dovrebbe anche capire questo. La comunicazione è la prima forma di prossimità. Anche se a volte non risolve nulla, molto spesso fornisce il conforto necessario alla popolazione. Serve a far capire che l’ente, di qualunque livello, c’è, anzi, che sta lavorando per il cittadino. Un passaggio quanto mai necessario in un periodo di distacco, sfiducia se non di veri e propri dissidi.

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Il distaccamento dei vigili del fuoco a Senigallia

Senigallia, oltre 7 milioni di euro per il polo dei vigili del fuoco

Senigallia si prepara a diventare un fulcro strategico per la formazione e la gestione delle emergenze. La direzione regionale dei vigili del fuoco delle Marche vuole trasformare il distaccamento cittadino in un centro d’eccellenza nazionale. Il piano è stato al centro di un incontro istituzionale svoltosi oggi, lunedì 11 maggio. Erano presenti il sottosegretario al ministero dell’interno, Emanuele Prisco, il prefetto di Ancona Maurizio Valiante e il questore Cesare Capocasa. L’obiettivo è potenziare le infrastrutture per garantire operatività immediata anche nelle situazioni più critiche.

L’operazione vede oltre 7 milioni di euro di risorse stanziate. L’investimento più imponente riguarda l’efficientamento sismico ed energetico della sede attuale. Si tratta di un intervento necessario per garantire la piena funzionalità del soccorso anche in caso di calamità naturali. Lo scopo è evitare i rallentamenti registrati durante le alluvioni del 2014 e del 2022.

La ripartizione dei fondi per questa prima fase, pari a 5,3 milioni di euro, vede il coinvolgimento di diversi attori istituzionali. Nello specifico, l’Agenzia del demanio ha stanziato 3,8 milioni di euro e il Manutentore unico ha contribuito con 1,04 milioni. Il dipartimento dei Vigili del fuoco del ministero dell’Interno ha messo a disposizione 400 mila euro. L’avvio di questi lavori è previsto tra settembre e ottobre 2026.

Oltre alla messa in sicurezza dell’esistente, la seconda fase del progetto punta all’espansione fisica del polo. Entro la fine dell’anno corrente, verrà perfezionato l’acquisto di un’area adiacente di oltre 13 mila metri quadrati. La proprietà è della fondazione Città di Senigallia e dell’Ast di Ancona. Il valore è di poco superiore ai 400 mila euro.

Visita del sottosegretario al ministero dell’interno, Emanuele Prisco, al polo dei vigili del fuoco a Senigallia
Il sottosegretario Emanuele Prisco

Questo nuovo spazio sarà fondamentale sia per aumentare le aree di addestramento per la formazione dei nuovi operatori, sia per realizzare un nuovo capannone di 800 mq, destinato al ricovero dei mezzi e dei container della colonna mobile nazionale che farà base a Senigallia. Per la costruzione di questa nuova struttura è già stato previsto un ulteriore investimento di 1,4 milioni di euro, inserito nella programmazione 2027-29 del ministero dell’interno.

L’investimento sul polo dei vigili del fuoco a Senigallia non ha solo una valenza locale. Si inserisce in una cornice di protezione civile molto più ampia. Il sottosegretario Prisco ha sottolineato il potenziamento della logistica e della formazione. «Un importante progetto – ha detto – che consideriamo strategico, insieme alle opere per la prevenzione e mitigazione che sta mettendo in campo la Regione, non solo per le Marche ma per tutto il centro Italia».

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Serra de' Conti, foto di Daniele Silvi tratta dal sito www.comune.serradeconti.an.it

Riorganizzazione comunale e ricostruzione post-alluvione: intervista al sindaco di Serra de’ Conti

Il sindaco di Serra de’ Conti, Silvano Simonetti, è intervenuto ai microfoni di Radio Duomo Senigallia, a due anni dal suo nuovo mandato alla guida del comune. Ospite della trasmissione “Venti minuti da Leone”, ha tracciato un bilancio sui nodi nevralgici della vita amministrativa: dai servizi ai cittadini alle opere pubbliche, fino al dinamismo culturale del borgo della vallata Misa-Nevola. L’audio, in onda nei giorni scorsi sulla frequenza 95.2 fm, è disponibile anche qui grazie al lettore multimediale.

Simonetti ha innanzitutto illustrato il lavoro di riorganizzazione interna dell’ente. Un impegno necessario per la segreteria comunale e per l’ufficio tecnico, dopo le dimissioni di architetto e ingegnere. Una prima soluzione è stata quella di ricorrere a figure professionali provenienti da altre amministrazioni in convenzione. Annunciata l’apertura dello sportello anagrafe anche il sabato, per la scadenza delle carte d’identità cartacee del 3 agosto.

Serra de’ Conti, il ponte di via Cone dopo l’alluvione 2022 (Foto: giugno 2025)
Serra de’ Conti, il ponte di via Cone dopo l’alluvione 2022 (Foto: giugno 2025)

Sul fronte della ricostruzione post-alluvione, Simonetti ha descritto una situazione ancora complessa a Serra de’ Conti. Due ponti risultano attualmente inagibili. Sono quello sul fosso di San Fortunato, la cui ricostruzione è affidata al Consorzio di Bonifica, e il ponte di via Cone, strategico per le zone artigianali. Per quest’ultimo, il Comune è già divenuto soggetto attuatore e ha affidato gli incarichi per la redazione del progetto esecutivo. Poiché la struttura portante del ponte non ha subito danni statici, l’amministrazione sta lavorando alla sua riapertura provvisoria a senso unico alternato. Una specifica ordinanza ne prevederà la chiusura in caso di allerta meteo arancione.

Un ulteriore nodo riguarda un ponticello in via Colle Leva. La scheda di danno era stata compilata dall’Anas ma non risultava tra la documentazione della struttura commissariale. Dopo accurate ricerche, l’amministrazione è riuscita a recuperarla e a trasmetterla al commissario Babini. L’obiettivo è far includere l’opera venga nel piano delle infrastrutture da ripristinare. È già stato effettuato un sopralluogo congiunto con i tecnici.

Silvano Simonetti
Silvano Simonetti

Sempre sui lavori pubblici, Serra de’ Conti ha ottenuto un finanziamento regionale di 300 mila euro per una strada legata alle attività vitivinicole e turistiche. A ciò si aggiunge un mutuo comunale di 324 mila euro, per un investimento complessivo di 624 mila euro.

Non manca l’attenzione alla vita culturale e associativa. Simonetti ha sottolineato il ruolo centrale delle associazioni locali nel garantire un calendario di eventi per tutto l’anno. Dalle questioni sociali ai giovani, dalle iniziative religiose agli appuntamenti turistici (la Moto Experience con migliaia di visitatori), e sportivi (la Sei Ore dei Conti). Il palinsesto è decisamente ricco per un piccolo comune. Tra le ricorrenze di rilievo, il 2026 segna il centenario della morte di suor Maria Giuseppina Benvenuti. Una figura di grande importanza storica e spirituale per la comunità. Da schiava proveniente dall’Africa riuscì a riscattarsi fino a diventare abbadessa del monastero di Serra de’ Conti.

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