Anche Senigallia presente nel piano da 140 milioni per la difesa del suolo
Quasi quattro anni dopo il 15 settembre 2022 e dopo vari interventi per la riduzione del rischio, Senigallia viene ricompresa in un piano straordinario per la sicurezza idrogeologica e la difesa del suolo. La Regione Marche ha presentato un programma complessivo da quasi 140 milioni di euro, che mette insieme opere già realizzate, cantieri in corso e interventi ancora in attesa di finanziamento. L’obiettivo dichiarato è superare definitivamente la logica dell’emergenza.
Il simbolo più tangibile è la vasca di espansione a Bettolelle e Brugnetto di Senigallia, sul fiume Misa. Il primo finanziamento per quest’opera risaliva agli anni ‘80 con i fondi Fio (circa quattro miliardi di lire), ma l’intervento aveva subito decenni di rinvii. I lavori, avviati nell’aprile 2022, furono danneggiati proprio dall’alluvione di settembre. Nel frattempo sono state reperite ulteriori risorse per dare completa esecuzione all’opera, poi modificata con l’aggiunta di un secondo stralcio funzionale nell’appalto. La cassa è ora operativa e rappresenta il primo grande tassello di un sistema di laminazione che dovrà crescere negli anni. Come ha riconosciuto lo stesso assessore regionale alla difesa del suolo, Tiziano Consoli, se dovesse verificarsi un evento come quello del 15 settembre 2022, nemmeno quattro e cinque di queste aree vasche di espansione potrebbero evitare un nuovo disastro. La direzione è quella giusta, ma la strada è ancora lunga.

Da qui la necessità di potenziare altri interventi, come la cassa di espansione del Misa in località Pancaldo, a Ostra Vetere, e la cassa di espansione sul fiume Nevola in località Ponte Lucerta tra Corinaldo e Trecastelli. Opere che rientrano nel più ampio piano regionale da 140 milioni presentato recentemente dalla Regione Marche. L’assessore Tiziano Consoli lo ha definito «uno stanziamento storico», frutto di un lavoro di programmazione su più linee di finanziamento, che segna «il passaggio da una gestione dell’emergenza a una strategia fondata su prevenzione e sicurezza».
Sul fronte della rete idrica urbana, la città ha fatto passi in avanti. Un finanziamento da 600mila euro è stato ottenuto dalla struttura commissariale della Regione Marche, per la sistemazione definitiva del fosso Sant’Angelo, con la sua riapertura. Parallelamente, è partito l’intervento sul fosso del Trocco, per 1,2 milioni di euro, con l’obiettivo di ridurre il rischio di allagamenti durante le piogge intense tra Cesanella e Cesano. Ancora aperta, nel territorio senigalliese, la questione del fosso di Fontenuovo. L’intervento su questo corso d’acqua è considerato necessario da tecnici e amministratori locali per completare il quadro della messa in sicurezza del versante collinare a ovest della città, ma è ancora in attesa del relativo finanziamento. Il progetto è elaborato e pronto, ma senza copertura finanziaria non può entrare nel cronoprogramma dei cantieri.
Ovviamente non sono solo questi gli interventi né solo focalizzati sull’area senigalliese e valliva. Il Consorzio di Bonifica Marche è destinatario – in quanto braccio operativo della Regione – di numerose opere, delle quali segue progettazione e direzione dei lavori attraverso la sua società in house Bonifica Marche Engineering. La presidente del CBM, Francesca Gironi, ha sottolineato che «passare dalla gestione della segnalazione alla programmazione degli interventi sarebbe davvero una grande svolta sia in termini operativi che economici». Fattore da unire a risorse più abbondanti e a una filiera istituzionale più coordinata tra protezione civile, regione, genio civile e consorzi di Bonifica, e una consapevolezza diffusa che ogni euro investito in prevenzione vale molti di più se speso prima della prossima calamità.
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