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Tag: pastorale sociale e del lavoro

L'auditorium san Rocco a Senigallia

La città che vogliamo: le conclusioni in assemblea

Hanno discusso, approfondito, dialogato su diversi tavoli tematici. E ora siamo al dunque! Dall’articolato percorso de ‘La città che vogliamo‘, laboratorio di democrazia partecipativa promosso dalla commissione pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Senigallia, è nato un documento che sintetizza quanto è emerso negli incontri che hanno coinvolto cittadini e cittadine senigalliesi e diversi membri dell’associazionismo del territorio.

Pagine ‘di peso’ che saranno presentate in una assemblea pubblica venerdì 6 marzo 2026, alle ore 21, all’auditorium San Rocco di Senigallia, alla presenza dei candidati a sindaco (a oggi sono due: Massimo Olivetti per il centrodestra e Dario Romano, espressione del centrosinistra) per le prossime elezioni comunali del 24 e 25 maggio prossimi.

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Il coraggio di educarsi alla pace: anche da Senigallia al Seminario nazionale a Brindisi

Dal 26 febbraio al 1° marzo scorsi si è svolto a Brindisi il 10° Seminario nazionale di Pastorale sociale, sul tema “Ogni comunità casa della pace. Educare alla pace e alla nonviolenza” a cui la Diocesi di Senigallia ha partecipato con tre delegati: Gianmaria Sagrati, Veronica Moroni ed Enea Barazzoni (nella foto). L’evento si è svolto partendo dalla nota pastorale della Cei “Educare una pace disarmata e disarmante”, strutturata attorno a tre assi: la denuncia dei segni contrari alla pace (dall’escalation delle spese militari, ai nazionalismi in crescita), la riscoperta delle radici bibliche dello shalom e la costruzione concreta della pace.

Relatori di spessore hanno permesso l’approfondimento e il confronto su tematiche quanto mai attuali, stimolandotramite conoscenze e racconti di vita ad uscire da visioni miopi e semplicistiche, che a volte permeano anche ambienti pacifisti. In particolare: fra Alessandro Mastromatteo ha raccontato del grande impegno di don Tonino Bello per la pace, portato avanti con impegno e determinazione, anche a costo di risultare impopolareall’interno della chiesa e della società. Alessandra Morelli con la sua biografia ha testimoniato che sicomprende la tolleranzanella contaminazione tra le culture, soffermandosi su due filosofie, l’ Ubuntu e il Kintsukuroi, apparentemente molto distanti ma in realtà molto connesse in quanto parlano entrambi al cuore dell’umanità. Franco Vaccari ha provocato togliendo il conflitto dalla lista delle parole negative, spiegando che conflitto e relazione sono il palmo e il dorso della mano: non esiste conflitto senza relazione e viceversa. Dipende da noi decidere cosa far scaturire da questo conflitto, se qualcosa di generativo o di degenerativo. Pertanto, guerra e conflitto non sono sinonimi.

Bruno Mastroianni con esempi concreti hafornito elementi per  muoversi in un tempo così caotico, in modo da non smarrirsi e abbattersi. Abitare il caos delle polarizzazioni per provare a setacciare ciò che c’è di buono in esse, evitando di contrastarle a priori e tentando invece di coglierne il senso costruttivo. Questo è stato suggerito come possibile soluzione ad una sterile indignazione. Tommaso Greco, stimolato sull’importanza del diritto, ha ribadito la necessità che istituzioni e politica non cedano il passo alla scorciatoia della forza bruta. La pace non si improvvisa ma ha bisogno di una strategia, di tempo e di energieda investire prima che le situazioni precipitino: “se vuoi la pace, prepara la pace”. Antonia Chiara Scardicchio ha parlato di neuroscienze, facendo chiarezza sui tanti meccanismi che regolano il nostro funzionamento biologico provenienti dal mondo animale, coniugandoli con gli aspetti sociali e spirituali propri dell’essere umano. Claudia Mazzucato, forte della sua esperienza lavorativa, ha raccontato esperienze di giustizia e diplomazia riparativa, aprendo alle grandi potenzialità dei contesti educativi in cui ciascuno di noi può essere protagonista.

Sono stati giorni densi di contenuti e relazioni, attualissimi visti anche gli sviluppi delle guerre in Medio Oriente. Ci impegneremo a riportare sul territorio gli stimoli e le provocazioni ricevuti, sapendo di poter contare su un tessuto sociale molto attivo e attento alle tematiche affrontate. Per chi fosse interessato tutti gli interventi dei relatori in formato integrale sono disponibili su https://padlet.com/sicei/10-seminario-nazionale-di-pastorale-sociale-b9qwt7ugemfljqls

Ufficio per la Pastorale sociale e del lavoro
diocesi di Senigallia

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Il gruppo della PAstorale sociale e del lavoro che ha organizzato il percorso "La città che vogliamo"

Senigallia, la democrazia che viene dal basso: conclusi i laboratori de “La città che vogliamo”

Non una semplice lista di desideri, ma un progetto concreto di cittadinanza attiva. Si è conclusa giovedì 20 novembre la fase laboratoriale de “La città che vogliamo”, il percorso di democrazia partecipativa che da mesi sta mobilitando le energie migliori di Senigallia. Promosso dalla Diocesi sulla scia della 50ª Settimana Sociale dei Cattolici di Trieste, l’iniziativa ha visto oltre cento cittadini impegnarsi in un esercizio di ascolto, mediazione e progettazione per il futuro della comunità.

Un percorso nato dai giovani per la città

Tutto ha avuto inizio nel luglio 2024, quando la Diocesi ha raccolto l’appello a farsi promotrice di un rinnovato impegno sociale. La progettazione, affidata a un gruppo di giovani adulti, ha saputo intercettare i bisogni del presente, coinvolgendo in prima battuta oltre 50 associazioni del territorio. Il cuore del metodo è stata la formazione: 25 facilitatori sono stati addestrati da esperti mediatori sociali per imparare a gestire il conflitto e trasformare le divergenze in sintesi costruttive.

Le cinque bussole per il futuro

Dalla “Mappa delle Idee” del 26 ottobre sono emersi i pilastri su cui la cittadinanza chiede di investire. Cinque macro-aree che rappresentano le priorità per la Senigallia di domani:

  • Città inclusiva: attenzione alle fragilità e diritto alla casa.
  • Sostenibilità: mobilità dolce e sicurezza del territorio.
  • Partecipazione: un’amministrazione condivisa tra Comune e cittadini.
  • Giovani: spazi dedicati e supporto alle nuove generazioni.
  • Cultura: la città come laboratorio permanente di valori.

Dalla teoria alla pratica: il ruolo degli esperti

L’ultimo incontro del 20 novembre ha segnato il passaggio cruciale: il confronto con esperti di settore. Le idee dei cittadini sono state messe al vaglio della fattibilità e della sostenibilità economica, trasformando le visioni in proposte concrete e “cantierabili”. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: contrastare l’astensionismo e fornire agli elettori strumenti per un voto consapevole.

Appuntamento al 2026: i prossimi passi

Il percorso non si ferma qui. Il lavoro prodotto dai tavoli diventerà un documento pubblico che sarà restituito alla città in un evento pubblico a febbraio 2026. Il momento politico più atteso arriverà però a marzo, con la “Consegna delle idee ai candidati sindaco”. In vista delle prossime elezioni comunali, i futuri aspiranti alla guida della città non potranno ignorare questo bagaglio di proposte nate dal basso. “Una democrazia viva ha bisogno di cittadini preparati e responsabili”, commentano gli organizzatori, sottolineando come la vera sfida sia riscoprire il valore del bene comune oltre gli schieramenti.

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L’incontro del vescovo con le persone impegnate in politica: l’attenzione ai poveri

In vista del Natale, il Vescovo di Senigallia ha rivolto un appello pubblico, attraverso una lettera indirizzata ad amministratrici e amministratori, rappresentanti istituzionali, consiglieri e consigliere comunali e regionali e persone impegnate in politica, in un invito a partecipare all’incontro in programma sabato 20 dicembre 2025, presso l’oratorio della parrocchia di San Giuseppe Lavoratore (Cesanella), dalle ore 10.00 alle 12.00.

Il tradizionale appuntamento di auguri natalizi diventa quest’anno un’occasione di riflessione più ampia, ispirata all’Esortazione apostolica Dilexi Te, “sull’amore verso i poveri”, nella quale Papa Leone richiama con forza la responsabilità personale e collettiva di porre i più fragili al centro della vita ecclesiale e delle scelte sociali, economiche e politiche. Un amore che, come sottolinea il Santo Padre, non può limitarsi a gesti sporadici, ma deve diventare criterio stabile di discernimento e di azione.

Nel solco di questo messaggio si colloca anche il Rapporto nazionale Caritas Povertà 2025 – “Fuori Campo. Lo sguardo della prossimità”, che offre uno sguardo attento sulle nuove e spesso invisibili forme di povertà presenti nel nostro Paese. Accanto a esso, durante l’incontro, verrà presentato il Bilancio sociale Caritas Senigallia 2025, illustrato dal direttore della Fondazione Caritas, dott. Giovanni Bomprezzi, come strumento di trasparenza e di responsabilità condivisa, capace di raccontare con dati e testimonianze l’impegno quotidiano accanto alle persone più vulnerabili.

Giovanni Spinozzi
Commissione diocesana per la Pastorale sociale e del lavoro

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Senigallia, persone riunite al tavolo durante il percorso laboratoriale di politica dal basso "La città che vogliamo", proposto dalla Pastorale sociale, dalla Caritas e dalla Diocesi

Senigallia, verso le elezioni 2026: dai bisogni alle proposte concrete con “La città che vogliamo”

Un laboratorio di politica dal basso, lontano dalle logiche di schieramento e focalizzato esclusivamente sui contenuti e soprattutto verso il bene comune. Prosegue il cammino de “La città che vogliamo”, l’iniziativa promossa dalla Pastorale sociale del lavoro, dalla Diocesi di Senigallia e dalla Caritas in vista delle elezioni amministrative che si dovrebbero tenere nella primavera 2026. A fare il punto della situazione, durante la trasmissione “20 minuti da Leone” su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), è stato Giacomo Antonelli, membro della cabina di regia del progetto. L’intervista, in onda lunedì 17 e martedì 18 alle ore 13:10 e alle ore 20, sarà in replica domenica 23 alle ore 16:50 ma è disponibile anche qui in questo articolo, grazie al lettore multimediale.

Il metodo

Il percorso, che ricalca un metodo già testato con successo nel 2020, è entrato nel vivo. L’obiettivo è chiaro: non lanciare un candidato sindaco, ma elaborare un documento programmatico – un vademecum – da sottoporre ai futuri candidati per portarli a conoscenza dei temi avvertiti come prioritari dalla cittadinanza. Dopo la mappa delle idee, lo scorso 6 novembre i cittadini si sono riuniti in tavoli di lavoro tematici per estrarre, dalle idee iniziali, i bisogni reali del territorio. Cinque le macro-aree individuate: città inclusiva, città sostenibile, partecipazione responsabile, giovani e festival culturali.

I temi emersi

Dai tavoli di lavoro sono emersi segnali precisi. Solo per fare qualche esempio, per quanto riguarda i giovani, è forte la richiesta di spazi fisici di aggregazione e figure educative di riferimento. Sul fronte della cultura, i cittadini chiedono un cambio di passo: meno eventi effimeri e più spazio a percorsi strutturati su pace e non violenza. Infine, per la partecipazione responsabile è emersa la necessità di creare strumenti concreti per il monitoraggio del programma elettorale e che colmino la distanza tra amministrazione e cittadini.

Il prossimo appuntamento

Il percorso ora entra nella sua fase più operativa. Il prossimo incontro, aperto a tutta la cittadinanza (anche a chi non ha partecipato ai precedenti), si terrà giovedì 20 novembre alle ore 20:30 presso il centro pastorale diocesano (ex seminario vescovile) in via Cellini 13. Il titolo della serata, «Le idee prendono corpo», riassume l’obiettivo: con l’aiuto di esperti e tecnici, i bisogni individuati verranno tradotti in proposte amministrative fattibili. «L’approccio deve essere sempre propositivo, mai lamentoso», conclude Antonelli. «Vogliamo partecipare attivamente allo sviluppo del bene comune della città in cui viviamo».

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Continua a Senigallia il percorso "La città che vogliamo" 2025 con i tavoli di lavoro su specifiche macro-aree e temi

Senigallia, dopo la mappa delle idee nuovo incontro per “La città che vogliamo”

Dare voce ai cittadini, raccogliere esigenze, sogni e idee per trasformarle in proposte concrete. È questo l’ambizioso obiettivo de “La città che vogliamo“, il percorso laboratoriale di politica dal basso promosso dalla Pastorale sociale e del lavoro, dalla Diocesi di Senigallia e dalla Caritas in vista delle prossime elezioni amministrative che si dovrebbero tenere nella primavera 2026. Un’iniziativa che vuole rimettere al centro il bene comune attraverso un impegno diretto, come spiegato da Lucia Campolucci, componente della cabina di regia del progetto, ai microfoni di Radio Duomo Senigallia. L’intervista, in onda mercoledì 5 e giovedì 6 novembre alle ore 13:10 e alle 20, sarà in replica anche domenica 9 alle 17 circa ed è disponibile anche in questo articolo come podcast. Buon ascolto.

«L’obiettivo non è quello di sostituirci alle amministrazioni, ma di renderci disponibili per ragionare insieme su quelle che sono le reali esigenze dei cittadini, dando voce a chi la città la vive tutti i giorni», ha sottolineato Campolucci. Di fronte all’insinuazione che la Diocesi voglia candidare qualcuno mascherando quindi il percorso, la risposta è netta: «Il bene comune riguarda tutti. I cittadini hanno il diritto e anche il dovere di mettersi in gioco ed esprimere la propria idea, che non significa stilare un programma politico».

La partecipazione e la mappa delle idee

Il percorso “La città che vogliamo” è entrato nella sua fase operativa lo scorso 26 ottobre presso l’ex seminario vescovile con la “mappa delle idee“. In quella sede, i partecipanti hanno esposto una proposta, una riflessione o un’esigenza. Le idee sono state poi raggruppate in aree tematiche e sottoposte al voto. «Ogni cittadino aveva a disposizione dieci post-it, ognuno corrispondente a un voto, da distribuire liberamente», ha spiegato Campolucci. «Questo ci ha permesso di capire quali fossero le aree di maggiore interesse».

Le 5 aree tematiche emerse

Dal voto sono emerse cinque macro-aree che fotografano le priorità sentite dai cittadini di Senigallia:

  1. Città inclusiva: un tema molto sentito che include la valorizzazione dei borghi e delle frazioni, il delicato tema del diritto alla casa, la gestione degli spazi pubblici e, soprattutto, l’attenzione ai più fragili e alle categorie svantaggiate, con la richiesta di servizi essenziali gratuiti o convenzionati.
  2. Città sostenibile: riguarda la sostenibilità ambientale, il verde urbano e la mobilità sostenibile ed efficiente. Grande attenzione anche alla sicurezza del territorio, con un chiaro riferimento agli eventi alluvionali passati e alla necessità di «ripensare la città in modo organico» e non a compartimenti stagni.
  3. Partecipazione responsabile: il cuore stesso del progetto. I cittadini chiedono strumenti concreti per partecipare, come una sorta di «scuola di democrazia» e, in particolare, l’adozione da parte del Comune di un «regolamento per l’amministrazione condivisa attraverso i “patti di collaborazione”, già attivi in altre città italiane».
  4. Giovani: un capitolo definito «enorme». Le richieste principali riguardano la creazione di spazi di aggregazione (oltre a quelli già esistenti, per lo più diocesani), un forte investimento sull’istruzione, sia formale che informale, e il supporto alle famiglie.
  5. Festival culturali: sulle orme della “Scuola di Pace Buccelletti” di Senigallia, è emerso il desiderio di valorizzare il patrimonio e le relazioni sul tema, promuovendo il dialogo e la conoscenza di tutte le culture presenti in città.

I prossimi passi: dalle idee ai bisogni

Il percorso non si ferma alla mappatura. Ora iniziano i tavoli tematici, aperti a tutta la cittadinanza, anche a chi non ha partecipato al primo incontro. I prossimi appuntamenti sono fissati per giovedì 6 novembre e giovedì 20 novembre, sempre alle ore 20:30 presso l’ex seminario vescovile (via Cellini 13). Nel primo incontro (6 novembre), i cittadini, divisi in tavoli di lavoro, partiranno dalle idee emerse per identificare i bisogni che ne stanno alla base. «Faremo un passo indietro» ha spiegato Lucia Campolucci «per chiederci: ‘da dove nasce quest’idea? Cosa mi spinge a proporla?’». I più votati diventeranno la base di partenza per l’incontro del 20 novembre, dove i cittadini saranno chiamati a elaborare nuove idee e proposte concrete per rispondere a quelle specifiche esigenze. L’iscrizione avverrà direttamente sul luogo e l’invito è esteso a chiunque voglia «mettersi in gioco per la città».

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Continua a Senigallia il percorso "La città che vogliamo" 2025
Continua a Senigallia il percorso “La città che vogliamo”
Incontro a Senigallia sul percorso "La città che vogliamo", con la mappa delle idee

La città che vogliamo. Ecco i temi più votati nell’incontro ‘La mappa delle idee’. Si prosegue!

“La città che vogliamo”, il laboratorio di democrazia partecipativa, ha compiuto un nuovo e significativo passo nel suo percorso. Domenica 26 ottobre scorsa, presso il Centro pastorale diocesano (ex Seminario), si è svolto l’incontro intitolato “La Mappa delle idee” in cui la cittadinanza è stata protagonista di un pomeriggio dedicato al confronto e alla costruzione condivisa di proposte per la città.

Nella prima parte, le cittadine e i cittadini intervenuti, hanno potuto esprimere le proprie idee per Senigallia. Ogni partecipante aveva a disposizione uno spazio per presentare le proprie proposte su una o più tematiche cittadine di fronte all’assemblea. Le idee emerse venivano annotate su fogli, affissi a una bacheca, registrate al computer e proiettate, in modo da valorizzare al massimo il contributo di ciascuno, riconoscendone il valore e l’importanza. Contestualmente proposte simili potevano essere raggruppate in macro-aree tematiche.

Nella seconda parte del pomeriggio l’assemblea tramite votazione ha individuato le cinque aree di maggior interesse, avendone prima definito collegialmente i titoli. Ogni partecipante infatti disponeva di dieci voti da assegnare liberamente alle idee ritenute più significative. Dalle votazioni sono emerse le cinque macro-aree che saranno approfondite nei prossimi appuntamenti. Ecco un riassunto dei temi più votati:

  • Città inclusiva: diritto alla casa, valorizzazione dei borghi, spazi pubblici rispondenti alle esigenze dei cittadini, servizi essenziali gratuiti o convenzionati, attenzione a chi è in difficoltà;
  • Città sostenibile: verde urbano, qualità della vita, mobilità efficiente e sostenibile, sicurezza del territorio;
  • Partecipazione responsabile: amministrazione condivisa,  promozione istituzionale della democrazia e della compartecipazione, cura e impegno attivo dei cittadini per la città;
  • Giovani: valorizzazione e scoperta delle nuove generazioni, creazione di spazi dedicati, supporto alle famiglie, istruzione formale e informale;
  • Festival culturali: valorizzazione e conoscenza delle culture, promozione di spazi per promuovere valori positivi, città come laboratorio permanente di sviluppo del pensiero.

Il prossimo appuntamento riguarderà proprio i “Tavoli di lavoro”, in programma giovedì 6 e giovedì 20 novembre 2025, alle ore 20.30, sempre presso il Centro pastorale diocesano (ex Seminario Vescovile, via Cellini 13 – Senigallia). In queste occasioni ciascuno potrà sviluppare e appprofondire le tematiche che più interessano grazie all’aiuto di facilitatori ed esperti che guideranno i gruppi attraverso un’esperienza di dialogo e confronto. Ci auguriamo che dal lavoro dei tavoli escano idee e bisogni concreti per la città.

Rinnoviamo infine l’invito a tutte le cittadine e i cittadini di Senigallia a partecipare attivamente ai prossimi incontri e a coinvolgere amici, vicini, conoscenti e colleghi. Più persone parteciperanno, più forte sarà il contributo collettivo alla costruzione della città che vogliamo.

Ufficio per la Pastorale sociale e del lavoro – Senigallia

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“La mappa delle idee”: assemblea aperta alla città per confrontarci su quanto ci sta a cuore

“La città che vogliamo”, il laboratorio di democrazia partecipativa promosso dalla diocesi di Senigallia (Pastorale sociale e del lavoro) ha inaugurato la nuova edizione due settimane fa. Ora si entra nel vivo: domenica 26 ottobre 2025 inizia il confronto con la “Mappa delle Idee”, alle ore 16.00, presso l’aula magna del Centro Pastorale (ex- Seminario Vescovile via Cellini 13, Senigallia). Un’assemblea in cui i partecipanti potranno esprimere le idee per la città, per poi decidere insieme – mediante confronto e successivo voto – i temi di maggior interesse tra quelli emerse durante l’incontro stesso.

L’invito è per cittadine e cittadini a partecipare e lasciarsi coinvolgere, invitando amici, vicini di casa, conoscenti, colleghi di lavoro, ecc. Più persone parteciperanno e maggiore sarà il contributo per la città. Dopo l’assemblea, si proseguirà con “Tavoli di Lavoro” (6 e 20 novembre ore 20.30), “Presentazione delle Conclusioni” (febbraio 2026), “Consegna delle Idee ai Candidati Sindaco” (marzo 2026).

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Enea Barazzoni

Al via a Senigallia “La città che vogliamo”, un percorso di partecipazione politica sul bene comune

Senigallia si prepara alle prossime consultazioni amministrative che dovrebbero tenersi nella primavera 2026 con un’iniziativa che mette al centro l’ascolto e la partecipazione dei cittadini. La Diocesi, attraverso la Pastorale Sociale, del Lavoro per la Salvaguardia del Creato, insieme a Caritas e Casa della Gioventù, rilancia il percorso “La città che vogliamo” già ‘testato’ nel 2020. «Non si tratta di un’alternativa alla politica», come ha sostenuto Enea Barazzoni durante l’intervista a Radio Duomo Senigallia, ma «di un processo per rafforzare la comunità e far emergere i veri bisogni dei senigalliesi». L’AUDIO integrale è in onda mercoledì 8 e giovedì 9 ottobre alle ore 13:10 e alle ore 20, con un’ulteriore replica domenica 12 alle 17 circa, ma è disponibile anche qui grazie al lettore multimediale.

Il progetto, «già sperimentato con successo in passato», riparte con l’obiettivo di «superare l’astensionismo e riscoprire il valore del coinvolgimento civico». La Pastorale Sociale e del Lavoro ha sottolineato che il cuore dell’iniziativa non è tanto il risultato tangibile (ben lungi dall’essere un programma elettorale o qualcosa di simile), quanto il processo in sé, fatto di ascolto e condivisione. “La città che vogliamo” è un percorso aperto a tutti, senza limiti di età, e si concentra sul bene comune, un concetto che supera l’interesse individuale.

L’ALTRA INTERVISTA – GIANMARIA SAGRATI

Le tappe del percorso: dalla presentazione ai tavoli di lavoro

L’iniziativa si articola in sei tappe principali. Il primo appuntamento è fissato per lunedì 13 ottobre alle 21 all’auditorium San Rocco di piazza Garibaldi. L’incontro sarà un momento di presentazione del progetto a tutta la cittadinanza e vedrà la partecipazione di Daniela Ciaffi, vicepresidente di Labsus (Laboratorio per la Sussidiarietà), che offrirà spunti sull’importanza e le difficoltà del coinvolgimento civico.

Si entrerà nel vivo domenica 26 ottobre alle 16 al seminario vescovile di via Cellini, luogo simbolo della resilienza locale dopo le devastazioni alluvionali. In un’assemblea, i cittadini saranno invitati a portare il proprio sguardo sulla città. Queste idee verranno mappate, votate e scremate per far emergere i macro-temi prioritari. Sarà un processo democratico, il che garantisce che i temi di discussione non sono predefiniti, ma scaturiscono direttamente dalla comunità.

I macro-temi identificati verranno analizzati in due sessioni di tavoli di lavoro, che si terranno giovedì 6 novembre e giovedì 20 novembre, sempre alle 20:30 e sempre al seminario vescovile. Questi gruppi ristretti saranno l’occasione per approfondire le tematiche e cercare di tradurre le idee iniziali in proposte concrete. Un aspetto cruciale di questa fase è l’attenzione posta sull’individuazione dei bisogni reali che si nascondono dietro le richieste materiali (es. cosa c’è dietro la richiesta di un parco, di una casa o di impianti sportivi). Per assicurare una guida efficace, l’organizzazione ha recentemente formato un gruppo di facilitatori, preparati a gestire i tavoli di lavoro e orientare la discussione verso l’ascolto e la gestione costruttiva di conflitti e diversità di vedute.

No a ‘liste della spesa’

Il calendario di appuntamenti promossi nell'ambito del percorso di partecipazione politica "La città che vogliamo"
Il calendario di appuntamenti promossi nell’ambito del percorso di partecipazione politica “La città che vogliamo”

“La città che vogliamo” non mira a produrre un programma elettorale, né a creare una candidatura ‘vicina’ alla Diocesi e nemmeno a ipotizzare un soggetto alternativo ai partiti politici. L’intento, come ribadito da Barazzoni, è duplice: rafforzare il dialogo comunitario e consegnare ai candidati sindaci un quadro chiaro dei bisogni emersi dalla stessa comunità.

«Non consegneremo ai candidati a sindaco di Senigallia delle proposte concrete in quanto tali, ma consegneremo un percorso che parte dai bisogni dei cittadini, dalle idee… Saranno loro, i candidati, ciascuno con la propria sensibilità, a farle convogliare, se lo vorranno nei propri programmi elettorali». Gli incontri conclusivi, le cui date saranno definite in base al calendario elettorale (presumibilmente a febbraio e marzo), si terranno al Cinema Gabbiano e serviranno a rendere conto ai partecipanti di quanto emerso e a confrontarsi coi candidati.

In conclusione l’iniziativa si pone come un atto di fiducia nella democrazia e nella partecipazione, un invito a non abituarsi all’astensionismo dilagante ma, anzi, a riscoprire la bellezza di un bene comune più grande dell’interesse personale. L’appello è rivolto a tutti i cittadini e le cittadine: la partecipazione è la chiave per dare voce alle diverse visioni e per far sentire ogni senigalliese parte attiva e valorizzata della stessa comunità.

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L'incontro alla parrocchia di Cesanella per il percorso "La città che vogliamo"

Partecipazione civica e politica dal basso: avviato a Senigallia il percorso “La città che vogliamo”

Dopo l’esperienza di 5 anni fa, a Senigallia si fa nuovamente strada un’iniziativa che mira a ridefinire il concetto di politica, ponendo la partecipazione cittadina al centro del processo decisionale. Si tratta de “La città che vogliamo“, un percorso laboratoriale promosso dalla Pastorale sociale e del lavoro e dalla Caritas diocesana. E’ aperto a tutti, e anzi, si rivolge a tutti i cittadini e tutte le cittadine, senza alcuna distinzione. Abbiamo voluto saperne di più sull’iniziativa, sulle sue modalità di svolgimento, discussione e votazione, ma soprattutto sugli ambiziosi obiettivi che gli organizzatori si sono posti. E chi meglio di un giovane che è all’interno della cabina di regia? L’intervista a GianMaria Sagrati, criminologo e mediatore sociale dei conflitti, è in onda il 21 e 22 luglio (ore 13:10 e ore 20) su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM). La replica sarà domenica 27 alle ore 17. Ma si può ascoltare anche qui dal vostro pc o telefono, cliccando sul lettore multimediale.

È un percorso che mette al centro la persona, il valore del singolo cittadino, ha spiegato Sagrati, sottolineando come l’obiettivo sia trasformare i bisogni della comunità in idee e soprattutto in ipotesi di soluzioni da presentare poi all’amministrazione pubblica. Il tutto basato sulla concretezza e sulla credibilità. L’iniziativa, pur partendo da un nucleo ecclesiale che è la Pastorale sociale e del lavoro, affiancato dalla Caritas diocesana, si prefigge di aprirsi a tutta la cittadinanza e alle associazioni del territorio. 

Un processo dal basso: i partecipanti, a partire da ottobre 2025 e fino a febbraio 2026, porteranno le proprie esigenze e idee, che verranno poi raggruppate in macro-temi (urbanistica, sociale, giovani, casa, ecc.). Saranno poi gli stessi partecipanti a scegliere, tramite votazione, i cinque temi prioritari su cui concentrarsi. 

Alla domanda su possibili critiche legate a un’invasione di campo da parte della diocesi in ambito politico, Sagrati ha risposto con chiarezza: “Non è nostra intenzione né costruire un programma elettorale né tantomeno un possibile partito outsider. C’è il desiderio di costruire un senso di artecipazione civica, sensibilizzare le persone al bene comune.” L’invito alla partecipazione è esteso a tutti, anche a chi appartiene a partiti politici, purché si presenti come singolo cittadino, portando il proprio vissuto e le proprie idee, senza rappresentanza di enti o associazioni.

Un primo incontro si è svolto lo scorso 9 luglio nella parrocchia della Cesanella e ha coinvolto le associazioni sportive, culturali, di volontariato sociale ed ecclesiali del territorio, con l’obiettivo di presentare il percorso e iniziare a costruire una rete di collaborazione. L’idea è quella di un “movimento a cerchi concentrici” che, partendo dalla cabina di regia e passando per le associazioni, coinvolga un pubblico sempre più ampio. 

I prossimi appuntamenti prevedono un evento di lancio il 16 ottobre, seguito da una presentazione aperta a tutta la cittadinanza il 26 ottobre. Successivamente, ci saranno due date a novembre per lo svolgimento dei lavori, poi l’11 dicembre il primo evento di racconto dell’esperienza, e infine a febbraio 2026 la restituzione finale degli elaborati in un confronto con i candidati sindaci per le elezioni comunali che si terranno a Senigallia nella primavera successiva.

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L'intervento del vescovo Manenti durante il primo incontro del percorso "La città che vogliamo"
L’intervento del vescovo Manenti durante il primo incontro del percorso “La città che vogliamo”: al suo fianco Gianmaria Sagrati

La politica che vogliamo

La Diocesi ha rilanciato ‘La città che vogliamo’, il percorso di partecipazione cittadina in vista delle elezioni comunali di Senigallia, primavera 2026. Puntuali come il caldo in estate, i sorrisini di sufficienza, le accuse di strumentalizzazione partitica, il disincanto di chi considera il progetto una cosa buona, ma sostanzialmente inutile.

Sarà una consolazione di basso cabotaggio, ma vedere tante persone che hanno avuto voglia di guardarsi in faccia e conoscersi meglio, ha quasi del miracoloso. Tanto più senza insultarsi, fuggendo l’arroganza di considerarsi sempre e comunque dalla parte giusta, accettando la politica, ad ogni livello, come qualcosa di molto complicato che chiede tempo e approfondimento. Quella politica che sa fare sintesi, con competenza ed intelligenza, di interessi e sensibilità diverse.

Un po’ troppo? Forse sì, visti i tempi che corrono, ma se qualcuno ha ancora voglia di desiderarla, prendiamoci il diritto di plaudire, dire grazie e fare il tifo per la città di tutti.

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La città che vogliamo: il partecipato incontro che dà avvio al percorso promosso dalla Diocesi

Nel prossimo mese di ottobre prenderà il via la seconda edizione de “La città che vogliamo”. Visto il successo di quella del 2020, la Diocesi di Senigallia, tramite l’Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro e Caritas, ha deciso di riproporre il laboratorio di democrazia partecipativa per promuovere il dialogo costruttivo, la partecipazione responsabile delle cittadine e dei cittadini senigalliesi, in vista delle elezioni amministrative a Senigallia, previste per primavera 2026. Nel frattempo, in vista del percorso vero e proprio che sarà aperto alla cittadinanza, mercoledì 9 luglio scorso, nell’oratorio della parrocchia di Cesanella di Senigallia, si è svolto un incontro rivolto alle associazioni sportive, culturali, di volontariato sociale, di rappresentanza delle categorie economiche e sindacali e delle associazioni e movimenti ecclesiali senigalliesi, nella pronfonda convinzione che siano anche queste preziosi agenti di cambiamento, confrontandosi e realizzando iniziative per il bene di tutti, impegnandosi in servizi e promuovendo valori fondamentali. 

L’incontro è stato introdotto dal Delegato della Pastorale sociale Giovanni Spinozzi e dal Vescovo Franco Manenti, i quali hanno ricordato l’esperienza della Settimana Sociale dei Cattolici di Trieste dal titolo “Al cuore della democrazia”, al termine della quale la Chiesa italiana è stata invitata a farsi portatrice di un rinnovato impegno sociale e politico per tutta la comunità, con lo scopo di coltivare legami, generare amicizia sociale, saper entrare nel conflitto con generosità. La Diocesi di Senigallia ha deciso con coraggio di accogliere questo invito rinnovando il percorso de “La città che vogliamo”.

La serata è continuata con un momento di conoscenza tra le oltre 50 associazioni presenti. A turno, ogni rappresentante ha presentato la propria associazione, descrivendone tre tratti caratteristici. Poi è stato presentato alle associazioni il percorso che si comporrà di 5 incontri aperti, da ottobre 2025 e fino al febbraio 2026.

Si è infine lasciato alle associazioni un piccolo compito per casa, da svolgere prima dell’inizio vero e proprio del percorso dove non ci saranno più rappresentanti ma ognuno parteciperà in veste di singolo cittadina e cittadino: “Cosa proporreste per Senigallia partendo dalla vostra esperienza associativa?“, questa la domanda che vuole sollecitare idee una città più inclusiva e giusta.

Il confronto è stato piacevolmente accompagnato dal cibo e dalle bevande preparati dal gruppo SE.PO.FA – Servizio di tempo libero e vita Indipendente – promosso e gestito dalla cooperativa sociale ‘Casa della gioventù’ (nella fotografia sotto).

“La città che vogliamo” è iniziata nel migliore dei modi. L’entusiasmo e le aspettative per questo percorso sono tante. Qualora ci fossero associazioni che volessero dare il loro contributo pur non avendo partecipato all’incontro, basta scrivere all’indirizzo: lacittachevogliamo.senigallia@gmail.com.

Diocesi di Senigallia
Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro

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Parte il percorso ‘La città che vogliamo’ con l’incontro delle associazioni interessate

La diocesi incontra le associazioni di Senigallia in preparazione dell’evento “La città che vogliamo”, il laboratorio di democrazia partecipativa che partirà ad ottobre 2025. In un tempo in cui la frammentazione sociale e la sfiducia nella partecipazione sembrano prevalere, sentiamo più che mai il bisogno di riscoprire il valore del bene comune e dell’impegno attivo nella vita della comunità.

Per dare nuova vita alle nostre città, spesso inquinate da indifferenza ed egoismo, occorre riscoprire con forza il motto di don Milani “I care” – “Mi sta a cuore” – come segno concreto di responsabilità personale e collettiva verso ciò che ci circonda. Questo senso di cura e di corresponsabilità è oggi quanto mai necessario per costruire insieme una collettività più giusta, solidale, pacifica e accogliente.

Per far fronte a questa necessità impellente di riscoperta della partecipazione, la Diocesi di Senigallia, tramite l’Ufficio di Pastorale Sociale e Caritas, in vista delle elezioni del comune di Senigallia di primavera 2026, intende organizzare una nuova edizione della “La città che vogliamo”, un laboratorio di democrazia partecipativa, che inizierà ad ottobre 2025, per promuovere il dialogo costruttivo, la partecipazione responsabile ed il senso di comunità in tutti i cittadini senigalliesi.

Il primo passo di questo percorso vuole essere fatto coinvolgendo le associazioni cittadine, coloro che nel nostro territorio svolgono per prime un ruolo fondamentale nella promozione del bene comune, fungendo da motore di partecipazione e coesione sociale, nonché da cellule del tessuto connettivo del territorio. Esse agiscono come agenti di cambiamento, realizzando iniziative per il bene di tutti, offrendo servizi e promuovendo valori fondamentali. 

Il Vescovo e gli organizzatori dell’evento incontreranno i rappresentanti delle associazioni che vorranno partecipare registrandosi all’apposito link https://forms.gle/HnjiDxApybXrmUzX9, mercoledì 9 luglio 2025, alle ore 21.00, presso i locali dell’Oratorio della Cesanella, Via Guercino n. 25.

Lo scopo dell’incontro è quello di illustrare il percorso de “La città che vogliamo”, e coinvolgere attivamente le associazioni nelle tappe successive del progetto, previste a partire dal prossimo ottobre. Con “La città che vogliamo”, Senigallia sceglie di costruire il proprio futuro ascoltando la voce di chi la vive ogni giorno: i cittadini non solo spettatori, ma protagonisti del cambiamento.

Commissione diocesana
per la pastorale sociale e del lavoro

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Indagine su un campione di giovanissimi lavoratori: tra grigio, nero e poco bianco

Per il secondo anno consecutivo, la Pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Senigallia insieme ai responsabili del progetto Policoro hanno potuto aprire una finestra su come i 17enni delle scuole superiori vivono concretamente il tema del lavoro. Il progetto Policoro nasce 25 anni fa da una intuizione fa di Mario Operti, Direttore dell’Ufficio nazionale della Conferenze Episcopale Italiana per i problemi sociali e del lavoro, per rispondere al problema della disoccupazione giovanile. Tra i diversi scopi, il progetto Policoro accompagna i giovani nel dare qualità al proprio percorso in vista della professione da intraprendere. Nelle diocesi che aderiscono, tra cui quella di Senigallia, il progetto Policoro è sviluppato da un tutor e da una équipe diocesana,

Con la stessa metodologia sperimentata lo scorso anno all’istituto Padovano-Corinaldesi, sono stati somministrati dei questionari ai ragazzi degli ultimi anni dell’Istituto Alberghiero Panzini, nell’ambito del percorso di educazione civica “We Care”.  Ed anche al Panzini è stato proposto un originale gioco di ruolo con il quale le otto quarte classi hanno sperimentato le dinamiche che possono nascere tra datori di lavoro, lavoratori, sindacalisti, ispettori del lavoro, sui temi del lavoro nero oppure grigio.

Particolare attenzione è stata riposta alla presentazione dei dati di un questionario originale somministrato dai ragazzi ai loro coetanei sui temi del lavoro in regola, parzialmente in regola o sommerso, su cosa fare per prevenirlo e ridurlo e sulla rilevanza attribuita alla sicurezza sul lavoro. Lo scorso anno al Corinaldesi-Padovano era emerso un dato se non preoccupante, quantomeno capace di accendere un campanello di allarme: gran parte degli studenti ha risposto che, se potesse, preferirebbe lavorare in nero, pensando così di poter negoziare un salario migliore. Purtroppo, il campanello continua a trillare, anche da quanto emerge dai risultati del questionario all’istituto Panzini.

Le risposte sono state 208 e sono arrivate da ragazze e ragazzi tra i 17 ed i 18 anni di età. I dati emersi sono stati presentati dalle responsabili del progetto Policoro e commentati in modo corale il 24 aprile durante la giornata conclusiva del percorso “We Care”, alla presenza del vescovo e della amministrazione comunale (rappresentata dall’ass. Gabriele Cameruccio) oltre che dei docenti della scuola. I ragazzi hanno poca conoscenza di quali siano i propri diritti sul lavoro, non conoscono i sindacati. I relatori e le relatrici hanno lanciato un messaggio chiaro: lavorate solo con un contratto firmato, con una paga dignitosa e che preveda reali momenti di formazione sulla sicurezza sul lavoro.

In 176 hanno dichiarato di aver già avuto un’esperienza lavorativa. I principali settori lavoratori sono stati: ristorante (11,4%), hotel (8,6%), aiuto cuoco (5,7%), bar (5,7%).

Il 53,8% ha risposto di aver lavorato come dipendente (con stipendio orario o mensile), il 31,7% come stage non retribuito, il resto come babysitter o altro. Il 46% ha sottoscritto un regolare contratto di lavoro, il 23,9% un contratto di formazione lavoro, il 15,3% un contratto a chiamata, il 14%,8 senza nessun contratto.

Il 14,6% (26 ragazzi) dichiara che il “contratto” era un proforma e riceveva una quota in nero.

Ponendo in correlazione diverse risposte a più domande, è emerso che 52 ragazzi hanno lavorato “in nero” e 33 ragazzi hanno lavorato “in Grigio”.  Emerge che purtroppo, in una percentuale comunque alta, il lavoro in nero oppure in grigio supera, dunque, il 48%! (85 studenti su 176)

Riguardo al tema delle otto ore di formazione obbligatoria per la sicurezza sul lavoro, il 70,4% ha risposto di aver svolto quanto obbligatorio, il 23,7% non ha adempiuto a tale obbligo, il restante 5,9% ha dichiarato di aver sottoscritto solo degli schemi.

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We care: concluso il percorso di educazione civica che ha coinvolto otto quarte dell’Iss ‘Panzini’

Il 24 aprile scorso, dalle 12.00 alle 13.30, presso l’istituto alberghiero Panzini di Senigallia ha avuto luogo la cerimonia conclusiva della terza edizione del percorso di educazione civica attiva We care, promosso dalla Pastorale sociale e del lavoro di Senigallia, insieme a Caritas Senigallia, Cisl, Pastorale scolastica, Progetto Policoro. Rilevante sostegno è stato offerto dai docenti Anita Manti, Giuseppe Santoro, Ramona Ragni, oltreché dai docenti e dai tecnici del Panzini.

I destinatari e protagonisti sono stati le studentesse e gli studenti delle otto quarte classi dell’Alberghiero. Il Team We Care è stato composto da Alessandra, Anita, Beatrice, Daniela, Giandiego, Giovanni G, Giovanni S.  Giuseppe, Lorella, Lucia, Ramona, Rita, Roberto B, Roberto O, Silvia, Stefano, Susanna,Veronica. Un ringraziamento anche ad Alberto della Commissione di pastorale sociale.

Il dirigente scolastico prof. Alessandro Impoco ha ringraziato il teamWe Care chiedendo di ripetere la esperienza anche il prossimo anno. Il direttore della Pastorale sociale e del lavoro Giovanni Spinozzi ha ricordato gli appuntamenti del percorso, strutturati sui temi delle fragilità (con Amedeo e Carlo dell’associazione Ad Alta Voce di Trento), del lavoro giusto (con il Biscottificio solidale Frolla e con la Cisl), dello sviluppo sostenibile (con il prof. Giuliani della Università Politecnica delle Marche e con gli operatori della coop. Sociale Il Nazareno di Carpi). La inaugurazione era stata dedicata al tema delle ricchezze dell’Italia sostenibile, insieme al Presidente di Symbola, Ermete Realacci.Spinozzi ha letto, poi, delle frasi di Papa Francesco attinenti ai temi del percorso, tratti dalle sue encicliche: è stato un modo per onorarne il ricordo a pochi giorni dalla scomparsa.

Ogni attività al mattino è stata attivata dai ragazzi incontrando esperti che sul territorio di Senigallia hanno a cuore i temi del We care: il Dipartimento per le dipendenze patologiche, la Cooperativa Casa della gioventù, l’associazione Dalla parte delle donne ODV, la Caritas, il biscottificio Frolla, Cooperativa CIMAS, Pizzeria Mezzometro, l’ Hotel Bologna – Orso Bo, l’osteria Palazzo Barberini, la cooperativa Undicesima Ora, la Cisl. Spinozzi ha sottolineato come il percorso We care si caratterizzi per le call to action, dei momenti in cui la scuola si apre al territorio ed alle forze solidali e operose che in esso agiscono e vivono.

Susanna, a nome delle referenti del Policoro, ha mostrato i risultati di un questionario somministrato dai ragazzi e delle ragazze durante l’attività di call to action sul lavoro giusto. Sono emersi alcuni dati poi commentati anche da Giovanni Giovannelli della CISL e dal direttore della Pastorale sociale e del lavoro Giovanni Spinozzi: i ragazzi hanno poca conoscenza di quali siano i propri diritti sul lavoro, non conoscono i sindacati, praticano, purtroppo in una percentuale comunque alta, il lavoro in nero oppure in grigio che supera il 40%. Il relatori e le relatrici hanno lanciato un messaggio chiaro: lavorate solo con un contratto firmato, con una paga dignitosa, e che preveda reali momenti di formazione sulla sicurezza sul lavoro.

Giandiego, a nome del Team, ha reso noti i dati del questionario di valutazione dei ragazzi. IL 53,7% ha dato un voto di 3 su 5.  Il 36,6% un voto di 4 su 5.  Il restante 7% ha dato un voto di 2 su 5. Il 78,6% dei ragazzi consiglierebbe ai loro compagni più piccoli di frequentare il percorso We care. Tra le motivazioni, il Team We Care è rimasto colpito in particolare dalla seguente risposta” Perché gli argomenti che si trattavano fanno parte della crescita e dell’adolescenza di noi ragazzi che stiamo aprendo la porta della vita, scoprendo il lavoro, le fragilità che abbiamo dentro e per avere come tutti i grandi anche noi un posto nella società giusto e ripagato”.

Hanno portato il loro saluto anche il Vescovo di Senigallia Franco Manenti e l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Senigallia, Gabriele Cameruccio. Giovanni Spinozzi ha consegnato alla prof.ssa Sabina Piombetti due macchinari che, grazie al contributo della BCC di Ostra e Morro d’Alba, la pastorale sociale ha donato alla scuola. E’ stato consegnato anche un buono per 5 kit di divise complete per ragazzi con necessità.

Giandiego Carastro – Pastorale sociale e del lavoro diocesana

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