Il 3 dicembre di venticinque anni fa, in occasione della Giornata della disabilità e del volontariato, veniva inaugurato il “Centro San Gregorio”, opera-segno della “Missione al Popolo”, fortemente voluto dall’allora parroco don Aldo Piergiovanni. In questi anni il Centro ha ospitato in media 10-12 persone seguite dal Centro diurno “La Giostra” e dalla Cooperativa “Casa della Gioventù”. Dopo 10 anni è stato inaugurato anche il Centro residenziale che è stato usato solo a livello sperimentale. Speriamo in un prossimo futuro…leggi permettendo!
Questi venticinque annisono stati caratterizzati da grandi avvenimenti, belle esperienze e tanti momenti indimenticabili, vissuti insieme. La pandemia ha cambiato un po’ le cose, ci sono meno occasioni per stare con gli ospiti, ma ci si incontra con gli educatori, si collabora con loro per qualche uscita e ci si ritrova per qualche momento di festa insieme. Quest’anno è anche l’anno “Giubilare” indetto da Papa Francesco e portato avanti da Papa Leone, sul tema “Pellegrini di Speranza”. Una suggestione che richiama l’immagine di un cammino che ogni persona è chiamata a compiere, fatto di fiducia, attesa, desiderio di futuro. Chi vive una disabilità conosce bene la dimensione del cammino, un percorso spesso segnato da ostacoli, ma anche da conquiste.
“Pellegrini di speranza” richiamaanche la responsabilità della comunità:una Chiesa e una società sono autentiche quando camminano con le persone con disabilità, non solo per loro. Il pellegrinaggio diventa allora un cammino condiviso, in cui si abbattono barriere, si valorizzano i talenti, si riconosce la dignità di ogni persona. I Pontefici, nelle loro omelie, più volte hanno ribadito che, come cristiani, dobbiamo preoccuparci di essere vicini ai poveri e alle persone fragili. Per la comunità di Pianello, quando si parla del “Centro S. Gregorio”, è come parlare della propria famiglia, di questo siamo orgogliosi! Il nostro augurio è che gli spazi del Centro ancora vuoti e disponibili diventino sempre più utilizzati dalle persone che sono nel bisogno.
A quasi tre anni dall’alluvione che ha devastato la vallata del Misa e del Nevola, il dibattito sulla ricostruzione si concentra non solo sulle opere realizzate, ma anche sui ritardi, sulla mancanza di una visione d’insieme e sulle implicazioni politiche. Abbiamo intervistato Andrea Storoni, ex sindaco di Ostra, oggi componente del gruppo fiume che si è costituito dopo il 15 settembre 2022. Con lui, sempre attento alle dinamiche del territorio, abbiamo voluto fare il punto della situazione, con uno sguardo che abbraccia l’intera vallata, da Arcevia a Senigallia. L’intervista, in onda mercoledì 23 e giovedì 24 luglio alle ore 13:10 e alle ore 20, sarà in replica anche domenica 27 a partire dalle 17 circa, sempre su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM). L’audio è disponibile anche qui grazie al lettore multimediale.
Il nuovo ponte di Pianello: un avvio più politico che pratico?
La recente presentazione del cantiere per il nuovo ponte a Pianello di Ostra è «sicuramente una nota positiva», ma rimane sospetta la vicinanza delle elezioni regionali, fissate per fine settembre. Anche perché di fatto «sul ponte del Pianello si dovrà portare avanti la bonifica bellica, quindi dire che sia un vero e proprio avvio di cantiere mi sembra avventato». C’è poi la questione della priorità. Secondo Storoni la realizzazione di un ponte senza pile nel fiume è «auspicabile» ma rimangono molte aree interne, come Ostra Vetere, Serra de’ Conti e Arcevia, che hanno la viabilità ancora interrotta in alcuni punti proprio a causa dei ponti non più transitabili.
Un ritardo nella visione d’insieme e nella trasparenza
Tre anni dopo l’alluvione si parla ancora di ritardi. Sebbene si riconosca la complessità della gestione amministrativa e burocratica, l’azione della Regione è contrassegnata soprattutto dalla mancanza di trasparenza e coinvolgimento delle comunità. L’ex sindaco lamenta l’assenza di un approccio complessivo, a differenza di quanto avvenuto dopo l’alluvione del 2014, quando tutte le amministrazioni, da Arcevia a Senigallia, furono coinvolte in un percorso condiviso. Oggi siamo di fronte a una «negoziazione uno a uno» tra il vicecommissario e le singole amministrazioni, il che non rende consapevoli i cittadini di quanto un intervento possa avere ricadute in altre zone. Come ad esempio la velocità di deflusso delle acque che potrebbe mettere a rischio le aree più a valle.
Sicurezza: ancora lontani da un aumento complessivo
L’aggiornamento del PAI (Piano di Assetto Idrogeologico), giunto dopo le operazioni di geometrizzazione del fiume, ha certificato che la sicurezza non è complessivamente aumentata. «Potrebbe esserlo in alcuni casi specifici» riconosce Storoni, facendo riferimento agli interventi al Pianello che possono preservare le abitazioni e le persone in quel punto. Ma «complessivamente non posso dire che la situazione sia più sicura per le persone rispetto a prima». «Senigallia è maggiormente esposta a dei rischi, almeno finché non verranno realizzate le vasche di espansione» perché in centro storico c’è una sezione molto limitata rispetto alla quantità di acqua che può accogliere il fiume poco più a monte.
Vasche di espansione, gestione dei versanti e allertamento
Andrea Storoni
Le vasche di espansione, inizialmente previste in numero maggiore e di dimensioni più piccole, sono state ridotte a circa sette, ma di maggiori dimensioni, grazie a uno studio dell’Università Politecnica delle Marche e della Fondazione Cima. Questa scelta è vista positivamente: «E’ una scelta opportuna, ma il fatto che fosse pronto già un documento che indirizzava nelle scelte […] ci doveva mettere nella condizione di essere più celeri nel procedere con le vasche di espansione». Resta però un «grande assente nel dibattito»: la gestione dei versanti, cruciale per gestire l’acqua mano a mano che cade, non solo all’interno del fiume. Tema a cui si aggiunge la questione dell’allertamento, ancora non risolta per dare comunicazioni efficaci e tempestive alle popolazioni interessate.
Ponte Garibaldi: il dibattito continua
Storoni sottolinea che su ponte Garibaldi non risultano prove di carico o approfondimenti che giustificassero una demolizione impellente. La soluzione più immediata sarebbe stata recuperarlo, come avvenuto in molte zone dell’interno, ripristinandone la percorribilità almeno ciclopedonale. Il nodo centrale resta: la sicurezza di Senigallia non dipende dal ponte: «Il problema principale di Senigallia […] serve che arrivino meno dei 300 metri cubi al secondo che sono la capacità massima di portata all’interno delle mura del Misa in prossimità della foce». Il rischio può essere mitigato solo con la realizzazione delle vasche di espansione, quindi «solamente se riusciamo a fare delle operazioni di contenimento dei picchi di piena più a monte. Non sono le due pile in alveo a mettere in crisi la città, ma l’acqua che arriva da monte».
Propaganda elettorale: un rischio per la sicurezza reale
La vicinanza delle elezioni regionali solleva il timore che la ricostruzione possa diventare terreno di propaganda. «Sicuramente sarà una carta spendibile durante la campagna elettorale, è una narrazione che però si scosta dalla situazione effettiva». Un approccio non utile alle persone: «La campagna elettorale deve scostarsi da questo, deve riconoscere effettivamente quali sono i passi e poi percorrerli per mettere in sicurezza le persone, tralasciando la necessità di andare a pizzicare dove le persone sono sensibili».
L’ospite dell’ultima chiacchierata di “Venti minuti da Leone” è don Luca Principi, parroco a Casine e Pianello di Ostra ma anche con altri incarichi nella diocesi di Senigallia tra scout Agesci e gruppo del rinnovamento dello spirito. Un sacerdote che ha girato diverse parrocchie nel corso del suo servizio sacerdotale e che presto (a settembre 2024) andrà a guidare i fedeli di Mondolfo e Ponte Rio di Trecastelli. L’intervista sarà in onda oggi, lunedì 19 agosto, e domani, martedì 20, sempre alle ore 13:10 e alle ore 20, mentre l’ultima replica ci sarà domenica 25 a partire dalle ore 16:50. Ovviamente sempre su Radio Duomo Senigallia-InBlu (95.2 FM). Anche in questo articolo, contenente un estratto testuale, sarà possibile ascoltarsi l’audio integrale cliccando sul tasto play del lettore multimediale.
Partiamo dal tuo percorso personale: chi è don Luca Principi? Sono un senigalliese del ‘64 dove ho vissuto prima di entrare nel seminario di Fano, ho fatto tutto il percorso di preparazione. Sono stato ordinato nel settembre del 1988 nella parrocchia della Pace dove ho fatto l’azione cattolica e poi ho avuto diversi incarichi come vice parroco fino al 1994 quando il vescovo Odo Fusi Pecci mi ha chiamato a guidare per 5 anni la parrocchia di Pongelli a Ostra Vetere. Poi sono stato trasferito per 11 anni Belvedere Ostrense, poi a Cristo Redentore a borgo Molino di Senigallia per altri 6 anni e infine sono da quasi 8 anni a Pianello e Casine di Ostra.
Sei anche assistente regionale per il Rinnovamento dello Spirito: cos’è? E’ una realtà nata in America negli anni ‘66-67 da parte di alcuni universitari cattolici che volevano cercare di essere un po’ più simili agli apostoli, quindi dedicandosi alla preghiera: il movimento si è poi diffuso in tutto il mondo, in Italia è arrivato nel ‘72 e poi è stato approvato come associazione dai vescovi italiani, con uno statuto per una vita di preghiera ma anche servizio alle persone in difficoltà e missione. Nelle Marche c’è in ogni diocesi, nella nostra diocesi ci sono 5 gruppi, ma è diffuso davvero ovunque, anche in altre confessioni religiose.
Sei anche assistente per l’Agesci, branca esploratori e guide… Avevo già conosciuto gli scout quando ero parroco a Pongelli, poi in questi ultimi anni ho servito nel gruppo di Senigallia Duomo-San Martino e ora seguo nuovamente il gruppo di Pongelli. Poi mi hanno chiesto di divenire assistente ecclesiastico della branca esploratori e guide, a me piace come cammino che vivono un po’ meno dall’esterno e un po’ più dall’interno.
Che parrocchie hai conosciuto finora? Ho incontrato tantissime realtà, anche da viceparroco, come Chiaravalle, una parrocchia enorme, che conta quasi 14mila persone, fino a quelle più piccole come appunto Pongelli che ne ha solo poche centinaia. C’è tanta differenza: le realtà periferiche e piccole solitamente sono più strette e accoglienti, spesso anche più anziane, mentre nelle città o realtà più grosse, c’è meno conoscenza, forse meno interesse anche alla fede ma vengono scelte dai giovani per costruirsi una famiglia o anche per motivi di lavoro.
Cambia l’approccio in base ai fedeli che hai davanti? Sì, tanto: da un lato si fanno esperienze comuni o interzonali anche per carenza di risorse, mentre dall’altro magari dove si sono più giovani le attività son diverse o comunque coinvolgono un numero maggiore di persone.
Com’è ora la situazione a Casine e Pianello di Ostra? Anche se Senigallia non è una grandissima città ha comunque il suo bel da fare; qui invece è più a misura d’uomo. Ci sono tanti giovani e famiglie, molte impegnate. E poi con l’alluvione la comunità ha sperimentato una grande solidarietà e vicinanza, senza dimenticare tutto il gran bene che ci hanno fatto le persone venute da fuori. Ma è proprio nelle emergenze che si esprime al meglio il nostro voler aiutare gli altri, il voler andare loro incontro… Tanta solidarietà e tanto impegno che hanno stretto la comunità.
La comunità rischia di perdere pezzi a causa dell’alluvione? Le famiglie vogliono andarsene? Ne ha perso qualcuno: alcune famiglie hanno cambiato proprio paese o città. Altre hanno solo cambiato zona allontanandosi dal fiume, soprattutto coloro che avevano costruito qui la loro esistenza, la loro vita, la loro casa: non se la son sentiti di andar via e ripartire da un’altra parte. Forse rassicurati dai lavori ancora in corso.
Qual è il ruolo della chiesa tra supporto materiale e spirituale, soprattutto in queste zone che hanno conosciuto eventi drammatici? Abbiamo cercato di fare tutto il necessario soprattutto per le famiglie in difficoltà e in sofferenza. Ma la comunità parrocchiale si è coinvolta tutta per dare una mano mostrando una solidarietà enorme: molti parrocchiani hanno pensato prima ai propri vicini e poi sono andati oltre questo confine per aiutare ancora. Abbiamo mantenuto la nostra presenza, sempre disponibili a qualsiasi persona, aperta la chiesa per anche solo pregare ed essere vicini.
Che avventura ora a Ponte Rio di Trecastelli e Mondolfo? Conoscono solo superficialmente quelle zone e non so quindi che aspettarmi, ma penso che la mia esperienza come parroco di paese possa aiutarmi molto. Di certo l’età avanza ma si cerca di fare del nostro meglio. Sicuramente spiace lasciare proprio adesso queste zone dove le comunità che hanno vissuto l’alluvione si sono strette e hanno intensificato le relazioni ma, d’altronde, siamo di servizio alle comunità e andiamo dove c’è bisogno.
Ad un anno dall’alluvione che ha sconvolto il nostro territorio, le diocesi di Senigallia, Fano, Gubbio e Fabriano hanno promosso una serata in memoria delle vittime di quel tragico evento. Venerdì 15 settembre, alle 20.30, nella piccola frazione ostrense ci sarà una fiaccolata e a seguire la S. Messa presieduta dal vescovo Manenti (Senigallia) e concelebrata dai vescovi Andreozzi (Fano), Massara (Fabriano – Matelica) e Bedini Paolucci (Gubbio).
La diocesi di Senigallia, in comunione con le altre chiese colpite, ha voluto dedicare il triste anniversario alle vite stroncate, al dolore di chi è rimasto, alla fatica di chi ancora è alle prese con le tante dimensioni rimaste intrappolate nel fango. Famiglie, imprese, scuole, istituzioni, i luoghi del tempo libero che sono ancora sfidati dalla lenta ripresa, mentre – nonostante alcuni segnali positivi – è ancora lunga la strada del ripristino di quanto distrutto nella terribile notte.
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La scuola primaria don Morganti a Pianello di Ostra
Obiettivo raggiunto per la scuola primaria don Morganti a Pianello di Ostra che vedrà rinascere l’area esterna a un anno dall’alluvione che l’aveva rovinata. E’ infatti riuscita la raccolta fondi di cui avevamo parlato nel giornale radio del 18 aprile scorso: un’iniziativa per sostenere il progetto “Dal Fango al Terzo Paradiso” con l’obiettivo di ripristinare recinzione, marciapiedi, giardino e orto botanico dell’istituto dopo il disastro del 15 settembre 2022.
L’iniziativa è stata lanciata dal Rotary Club senigalliese che ha trovato, grazie alle oltre 120 donazioni e sponsorizzazioni, i 35 mila euro necessari per avviare i lavori, da concludere – si spera – entro settembre. Lavori innanzitutto per mettere i bambini nelle condizioni di vivere l’ambiente scolastico in sicurezza; in secondo luogo per ripristinare quella libertà e serenità che erano date dall’utilizzo del giardino.
Verranno rifatti il marciapiede e la recinzione frontale, oggi sostituita da una grata da cantiere; allestito il giardino con parti verdi, sedute esterne e un orto botanico. Quest’ultimo sarà a cura del dipartimento di scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università politecnica delle Marche, come illustrato dalla dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Ostra Marilena Andreolini che ha tenuto nei giorni scorsi a ringraziare tutti i protagonisti di questa bella storia di solidarietà e vicinanza.
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Pianello di Ostra grida la propria rabbia con una manifestazione per non dimenticare ciò che è stato, ovvero l’alluvione di otto mesi fa, e per non essere dimenticati dalle istituzioni, accusate di fare poco per mettere in sicurezza il territorio. All’iniziativa di protesta c’erano tutti i comitati degli alluvionati a denunciare che si sta perdendo tempo e che lo stato degli argini e dei territori alluvionati è in alcuni tratti peggio del 15 settembre 2022.
Quello di ieri, sabato 13 maggio, è stato un ricordo delle 13 vittime che hanno perso la vita in quelle drammatiche ore; ma è stato anche un momento di presa di coscienza che finora è stato fatto poco per la messa in sicurezza del territorio: tante promesse e chiacchiere. Tra l’altro senza una visione complessiva della vicenda alluvione ancora non chiarita nemmeno sui reali danni subiti, senza adeguati indennizzi e senza un nuovo sistema di allertamento, la popolazione si sente trascurata, abbandonata al rischio di una terza esondazione.
Alla protesta promossa da residenti e comitati hanno partecipato anche esponenti politici e i sindacati che hanno appoggiato in pieno la causa. Tanti i nodi da sciogliere. Ancora non è stato nominato un commissario ad acta dedicato (come è stato per Ischia e sarà per l’Emilia Romagna) con i poteri di coordinare tutti gli interventi nel bacino, superando conflitti di competenze tra le decine di enti coinvolti. E poi c’è l’ufficio speciale di fiume, ad oggi è solo una scatola vuota senza poteri e senza struttura.
Altro tema è la mancata erogazione di «giusti ristori e indennizzi per tutti gli alluvionati e a coprire il 100% di tutti i danni, senza astruse esclusioni»; inoltre si deve «accelerare sulla messa in sicurezza delle valli del Misa e del Nevola» e adottare «un efficace sistema di monitoraggio ed allerta in modo che simili nefasti eventi alluvionali non si ripetano mai più».
Tanta gente in piazza a Pianello di Ostra ma poche promesse, anzi una sola: quella di mantenere alta l’attenzione sulle valli del Misa e Nevola.
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A distanza di 8 mesi dai tragici eventi del 15 Settembre 2022, tutti i comitati della Valle del Misa e del Nevola da Senigallia ad Arcevia hanno organizzato una significativa manifestazione a Pianello di Ostra per ricordare le vittime dell’alluvione e richiamare l’attenzione delle istituzioni su quanto accaduto. La manifestazione si terrà sabato 13 maggio 2023, a partire dalle ore 15,30, nel piazzale antistante il ponte di Pianello di Ostra. “Per non dimenticare”, sarà lo slogan della manifestazione. Non dimenticare anzitutto le 13 vittime e poi che ancora non è stato nominato un commissario a acta dedicato (come è stato per Ischia e sarà per l’Emilia Romagna) con i poteri di coordinare tutti gli interventi nel bacino, superando conflitti di competenze tra le decine di enti coinvolti. Il sistema attuale ha portato a due alluvioni in 8 anni. Non intervenire sull’organizzazione riproporrà le stesse lungaggini e inconcludenze.
I comitati sono concordi in due punti: 1. La pronta erogazione dei giusti ristori e indennizzi a tutti gli alluvionati, per coprire il 100% di tutti i danni, senza astruse esclusioni ; 2. Accelerare la messa in sicurezza del territorio delle valli del Misa e del Nevola con l’adozione di un efficace sistema di monitoraggio ed allerta in modo che simili nefasti eventi alluvionali non si ripetano mai più. Per quanto riguarda i ristori dei danni, a fronte di 97 Milioni di Euro messi a disposizione dal Governo Centrale alla Regione Marche, già da più di due mesi, solo una parte è stata trasferita dalla Regione agli Enti, ed i Comuni non hanno ancora avviato la distribuzione. I Comitati chiedono, altresì, un cambiamento anche di metodo, non si possono ripetere gli interventi ordinari e straordinari con lo stesso schema funzionale usati in passato. Oggi sono decine gli enti che intervengono (senza un coordinamento efficace) sul bacino idrografico del Misa e del Nevola.
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Ragionare con insistenza di democrazia partecipativaoggi non si sbaglia, perché serve a contrastare l’assenza dei cittadini in quei contesti dove invece essi dovrebbero essere più attivi e propositivi (leggi i fiumi), e a lavorare tutti insieme per la salvaguardia dei beni comuni spesso minacciati dai cambiamenti climatici. Nel solo mese di marzo si possono contare almeno tre incontri pubblici sull’argomento.
8 marzo. Due incontri. Il primo, al mattino alle 10,00, dedicato alle amministrazioni dei nove comuni del bacino fluviale del Misa, si terrà nella Biblioteca Comunale di Senigallia; il secondo, invece, aperto a tutti i cittadini, si terrà a Casinedi Ostra, Circolo Acli Falco, alle 17,00. Il tema sarà quello della collaborazione tra Pubblica amministrazione e cittadini, tenuto dal Prof. Pasquale Bonasora dell’Associazione Labsus in collaborazione con la Fondazione Vallesina Aiuta ETS. In entrambi la domanda a cui si cercherà di rispondere è: “Come possono essere utili gli strumenti dell’amministrazione condivisa, come i patti di collaborazione, nella cura dei fiumi e dei bacini fluviali? “
14 e 15 marzo. Nell’ambito del percorso We care di educazione al bene comune, promosso dalla Diocesi di Senigallia, al Teatro Portone il 14 alle 21,00, aperto a tutti, la Dott.ssa Martina Francesca tratterà il tema: “La democrazia partecipativa nella comunità: partecipazione innovativa, e coinvolgimento dei cittadini”. Lo stesso argomento, il giorno dopo, sarà condiviso con le quarte del Liceo ‘Medi’ che avranno la possibilità di scegliere l’approfondimento di alcune pratiche partecipative oppure dialogare con alcuni esponenti politici della città.
31 marzo. Convegno dell’Associazione Nazionale per la partecipazione pubblica (AIP2) dal titolo: “Quale partecipazione di fronte ai rischi naturali e ai cambiamenti climatici?” che si terrà a Palazzetto Baviera alle 15,00. Dopo la relazione introduttiva saranno presentate alcune strategie ed esperienze di processi partecipativi su scala regionale e locale. Sarà presente una parte degli studenti del Medi che avrà interesse a conoscere meglio alcune pratiche relative ai cambiamenti climatici.
Cumuli di rifiuti e detriti nella frazione di Pianello di Ostra, una delle più colpite dall’alluvione del 15 settembre 2022
Come a Senigallia c’è ponte “Angeli dell’8 dicembre 2018”, intitolato agli adolescenti e alla giovane mamma che persero la vita nella tragedia della Lanterna Azzurra, allo stesso modo a Ostra si vorrebbero dedicare alle vittime dell’alluvione il ponte di Pianello e rinominare il piazzale antistante al campo sportivo “Piazzale Alluvione 15 Settembre”. Sono due delle numerose richieste e proposte che il “Comitato 15 Settembre – Alluvione valli Misa e Nevola” ha avanzato nelle ultime settimane. Tra le varie attività a cui si sono dedicati i componenti c’è l’organizzazione di un nuovo incontro con la popolazione per il prossimo 24 febbraio, a più di cinque mesi dai gravi eventi che hanno devastato l’entroterra senigalliese. Si parlerà delle azioni messe in campo per la messa in sicurezza del territorio delle valli del Misa e del Nevola, l’adozione di un efficace sistema di monitoraggio ed allerta e per l’erogazione di ristori e indennizzi a tutti gli alluvionati. Ristori che dovranno comprendere anche i veicoli danneggiati: a tal proposito la Regione ha da poco avviato una ricognizione dei danni e accantonato circa 2,5 milioni di euro.
Sempre il Comitato 15 Settembre, nei suoi tre mesi di vita (si è costituito il 16 novembre 2022), si è poi prodigato in numerosi incontri con le istituzioni a tutti i livelli. In particolare con il presidente di Regione e commissario Acquaroli per gli indennizzi, per accelerare l’erogazione del contributo di autonoma sistemazione, ridurre le esclusioni e includere tra i danni da indennizzare anche auto e moto; ma anche con il vicecommissario all’emergenza Stefano Babini, soprattutto per i lavori di somma urgenza per cui sono stati fatti sopralluoghi anche con l’utilizzo di droni in modo da segnalare ogni minima necessità. Fitti contatti ci sono stati anche con l’ing. Taffetani del Genio Civile e con i comuni interessati (Ostra per fiume Misa e per Nevola nella zona Zipa, Trecastelli per l’area di Passo di Ripe). In tutti i casi ha partecipato attivamente ai lavori, garantendo una presenza costante sui cantieri. Anche numerosi parlamentari sono stati raggiunti dal Comitato che ha chiamato ogni forza politica in rappresentanza delle Marche alluvionate, prospettando un aumento delle risorse finanziarie destinate all’alluvione del 15 settembre, la nomina di un commissario con poteri speciali e una struttura commissariale, oltre a misure di agevolazione fiscale e, soprattutto, un unitario progetto di bacino per la mitigazione del rischio idrogeologico nell’area Misa e Nevola.
La riapertura del supermercato alluvionato a Pianello di Ostra a cinque mesi dall’esondazione del fiume Misa
Con una sobria cerimonia, Pianello di Ostra ha festeggiato la riapertura del supermercato Coal di via S.Giuseppe, tra la chiesa parrocchiale e l’ufficio postale, a pochi metri da quel fiume Misa che ha invaso con acqua e fango la frazione causando danni enormi e morti. Dopo quasi cinque mesi di difficoltà e lavori, ha riaperto i battenti il supermercato della località ostrense.
L’apertura dei locali commerciali si è tenuta nella mattinata di giovedì 9 febbraio, di fronte a decine di ostrensi e alla prima cittadina Federica Fanesi. In molte altre situazioni l’apertura di un supermercato sarebbe passata inosservata. Non a Pianello di Ostra, uno dei centri abitati maggiormente colpiti dall’alluvione del settembre 2022 che ha inondato le strade, i locali commerciali, le case: non qui, dove hanno perso la vita quattro delle tredici vittime legati all’alluvione: Andrea Tisba, 25 anni, suo padre Giuseppe Tisba, 65 anni, Diego Chiappetti, 52 anni e l’84enne Fernando Olivi.
L’evento, salutato da tante persone, è di fatto un simbolo: rappresenta la tenacia che porta a rialzarsi dopo le enormi difficoltà e a ripartire; rappresenta la volontà di rimanere nel centro abitato, di evitare lo spopolamento che sarebbe naturale dopo eventi del genere. Ecco perché è stata a suo modo una giornata speciale per la frazione.
Pianello sta lentamente ripartendo e deve fare i conti con un fiume molto vicino e ancora troppo pericoloso a causa soprattutto dell’incuria di decenni e dei cambiamenti climatici che favoriscono eventi sempre più potenti e improvvisi. Eventi come quello del 15 settembre 2022 che ha inondato con oltre un metro e mezzo di acqua, fango e detriti di ogni genere, tutto ciò che incontrava sul suo cammino.
Oggi quei locali sono stati ripuliti, quelle strade sono state spazzate ma ovunque intorno si notano i segni di quanto vissuto. E perso. Al titolare del supermercato Aldemiro Carletti è stata dedicata anche una poesia da parte di chi da mesi ne auspicava il ritorno. A lui è andato il saluto della sindaca Fanesi che ha parlato di segno di appartenenza alla comunità e di vicinanza al territorio ostrense nel momento in cui trasferirsi è più facile ed economicamente logico. Il suo supermercato è tra quelli individuati dalla Caritas e dalla fondazione Bnl per la ripresa del tessuto economico: lì si possono utilizzare i buoni spesa che sono in fase di distribuzione.
Siamo quasi alla fine di questo 2022, anno segnato in modo indimenticabile dall’alluvione. Credo che per molti di Pianello di Ostra non passi giorno in cui non scorrano davanti agli occhi scene di quei drammatici momenti. Pure a me capita questo, ma vorrei condividere con voi anche alcune esperienze positive. Certo, non posso dimenticare i primi giorni: il nostro piccolo borgo distrutto, le macchine accavallate, le recinzioni portate via dalla furia dell’acqua, il fango ovunque. Lungo la strada si vedevano solo i mezzi della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco e del Soccorso Stradale.
Nonostante tutto questo caos, la cosa bella però era vedere tanti giovani coordinati dalla Caritas diocesana, arrivati da tutta Italia con pale e tira acqua, che, sporchi di fango, andavano da una via all’altra, per aiutare a ripulire abitazioni e locali. Vi dico la verità, sembrerà strano, ma sperimentare tanta solidarietà mi riempiva il cuore di gioia. Questi volontari passavano, portando secchi, scope, detersivi e anche viveri perché non c’era né tempo né voglia di…
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A Pianello di Ostra. Un pomeriggio d’ascolto, di relazioni e di spettacolo! Inoltre sarà l’occasione per avere le prime informazioni sulla GMG di Lisbona.
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