Il 30 settembre è un giorno speciale per Senigallia! E’ il giorno in cui è nata Emma Fabini, la giovane tragicamente scomparsa nella tragedia di Corinaldo, avvenuta l’8 dicembre 2018. E’ il giorno in cui verranno premiati i ragazzi meritevoli, che hanno partecipato al Concorso letterario, “Emma, il ricordo salvato”, giunto alla sua terza edizione e promosso dall’Associazione “Gli Amici di Emma” in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Senigallia Marchetti e il Liceo Classico Statale “Giulio Perticari” di Senigallia; durante la cerimonia di premiazione, che si svolgerà il prossimo 30 settembre 2023, presso il Teatro “La Fenice”, dalle ore 10.00 alle ore 12.00, saranno consegnati i premi ai vincitori e anche una pubblicazione che comprende i migliori racconti selezionati.
Abbiamo raggiunto il papà di Emma, Fazio Fabini, che ci parla dell’evento al teatro ‘La Fenice’:
In tale occasione la Dirigente scolastica, Lucia Di Paola, sarà onorata di consegnare alla famiglia la pergamena del diploma di maturità che Emma avrebbe conseguito lo scorso luglio.
a cura di Laura Mandolini
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Grande partecipazione per il premio letterario “Emma. Il ricordo salvato”, dedicato alla memoria di una delle sei giovanissime vittime della Lanterna Azzurra di Corinaldo. Sono infatti oltre 250 gli elaborati arrivati in segreteria da tutte le parti d’Italia grazie ai giovani tra i dieci e i diciotto anni che si sono cimentati con la prima edizione di questa iniziativa per ricordare Emma Fabini, e con lei tutti gli adolescenti e la mamma Eleonora che hanno perso la vita l’8 dicembre 2018 in un club in attesa del trapper Sfera Ebbasta.
Il premio letterario, di cui si terrà giovedì 30 settembre, alle ore 21, al teatro La Fenice la cerimonia di premiazione, è stato bandito dall’associazione Amici di Emma, in collaborazione con il Comune di Senigallia, il liceo Perticari di Senigallia ed altri soggetti, con il patrocinio della Regione Marche. Grande interesse non solo dunque nel territorio senigalliese e nei comuni limitrofi, fortemente toccati dalla vicenda, ma anche nel mondo giovanile e scolastico dove l’iniziativa è stata presentata.
«Emma amava la lettura e la scrittura – ha dichiarato più volte il papà Fazio Fabini. Il premio letterario “Emma. Il ricordo salvato” nato a suo nome ha avuto un grande successo: sono arrivati elaborati da tutta la regione Marche e da altre regioni. Tanti suoi coetanei che hanno voluto condividere con lei un loro ricordo, così come si fa tra amici. Tutti amici di Emma».
Leggi il testo integrale nell’edizione digitale di giovedì 30 settembre, disponibile a questo link.
Abbiamo raggiunto Carla Fabini, zia dei Emma, una dei ragazzi rimasti vittima della strage di Corinaldo. Con lei vogliamo parlare del “Premio Letterario Emma Fabini. Il ricordo salvato”.
Perché la scelta proprio di un premio letterario? In questa ottica le parole possono servire come terapia, consolazione e condivisione del dolore?
Partendo dall’inizio, questa cosa è nata un po’ quando mio fratello, dopo quello che è accaduto, ha cercato in qualche modo di tenere viva la presenza di Emma andando a leggere tutti i temi che lei aveva scritto negli anni di scuola. E si è reso conto di quanto fosse veramente una ragazzina piena di sentimento, di profondità e maturità. Quindi da ciò è nato un po’ il desiderio di condividere i pensieri più profondi di sua figlia con più persone possibile, proprio perché il suo ricordo non rimanesse solo tra noi che l’abbiamo conosciuta e amata. Ha poi arricchito i brani scrivendo un libro, prendendo uno stralcio o il titolo di un tema di Emma, proprio per cercare di far conoscere non soltanto sua figlia ma anche il talento che aveva. Abbiamo scoperto che dentro di lei aveva questa capacità di esprimersi in modo molto maturo. Non è una cosa solo di noi familiari ma ci è stato detto anche da esperti che scrivono e leggono libri. Quindi è stato un modo come un altro per continuare a tenere viva la sua presenza. La nostra è una famiglia che ha sempre creduto molto nella scrittura, nella conoscenza, nella formazione. I libri sono qualcosa che rimane nel tempo, per sempre. Quello che è scritto resta. Leggendo un libro si conosce la persona che lo ha scritto. L’intento è un po’ proprio questo, di renderla “eterna” almeno nel ricordo. Questo è stato un po’ il punto di partenza del progetto di mio fratello.
Quale ricaduta può avere una proposta del genere sia sui ragazzi che partecipano ma anche sull’intera comunità?
Io faccio parte da tanti anni del Movimento per la vita di Senigallia e ho avuto modo di leggere tanti temi che i giovani hanno scritto negli anni partecipando a questo concorso. Ho potuto verificare quanta ricchezza ci sia dentro i nostri ragazzi. A volte tengono questa realtà rinchiusa in loro e fanno fatica a tirarla fuori in questo mondo forse un po’ frettoloso. Probabilmente anche i social non sono il modo migliore per poter esprimere quello che uno ha racchiuso in sé. Lo scrivere, secondo me, ha quel tipo di capacità, è una chiave diversa. Nel momento in cui una persona scrive si trova veramente a contatto con se stessa e riesce a essere sincera come in nessun altro luogo. Spero che sia questa la ricaduta, il fatto di dare modo a più ragazzi possibile di esternare il loro estro, la loro essenza, perché da lì poi la consapevolezza, la maturità sicuramente permetteranno ai grandi, agli adulti di comprenderli meglio e di essere una comunità a sostegno dei ragazzi, della gioventù e del nostro futuro. Perché loro sono il nostro futuro.
Si pensa già a una prossima edizione del Premio Letterario?
Assolutamente sì, questo è lo scopo, l’obiettivo e la speranza. Se tutto va come si sta prospettando in questo momento, tutto ciò dovrebbe essere semplicemente la partenza di un lungo percorso. Quindi questo è quello che si augura mio fratello e ci auguriamo noi.
a cura di Barbara Fioravanti
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