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Tag: Restauro

Senigallia, mura restaurate in viale Leopardi entro giugno

Il parcheggio della ex pesa pubblica in viale Leopardi, a Senigallia
I parcheggio della ex pesa pubblica in viale Leopardi, a Senigallia

Con il mese di marzo riparte l’attività edilizia e cantieristica in diverse zone della città. Il primo intervento è quello relativo al restauro delle mura urbiche di viale Leopardi, a cui seguiranno altri lavori pubblici finanziati tutti con i fondi del Pnrr per la rigenerazione urbana. Si tratta di un intervento annunciato da tempo dall’amministrazione comunale senigalliese che sta puntando a rilanciare un’immagine di sicurezza e decoro della città, soprattutto di quella parte più antica che mostra i segni del tempo.

I lavori interesseranno il tratto tra porta Mazzini e via Pisacane (zona pesa pubblica): dovrebbero concludersi entro il mese di giugno per una spesa complessiva di 106.526 euro. Serviranno in parte per i lavori di restauro con interventi di pulizia, di ripristino della continuità del paramento esistente e di ricostruzione sommitale del nucleo superiore di protezione a bauletto “a schiena d’asino”; in parte con tali risorse verrà acquistato e posto a terra un nuovo impianto di illuminazione per la valorizzazione delle mura.

Gli altri sette interventi, attualmente in corso di definizione, riguardano il restauro di porta Mazzini (un tempo porta Maddalena) con 250 mila euro e del parcheggio di viale Leopardi e vie adiacenti con 457 mila euro; l’illuminazione del vallato della rocca roveresca per circa 350 mila euro; l’adeguamento sismico e l’efficientamento della scuola primaria della Cesanella (1,3 milioni di euro) e del centro sportivo polivalente della stessa frazione (200 mila euro); il secondo tratto di viale Anita Garibaldi (circa 850 mila euro) ed il prolungamento della ciclovia Adriatica nel lungomare Italia, zona Marzocca, di cui saranno a giorni affidati i lavori per un costo di circa 600 mila euro di cui 195 mila da Pnrr. Tutto grazie all’Europa a volte tanto bistrattata.

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La nostra storia guardata in faccia

La Cattedrale e il Palazzo Episcopale della Diocesi di Senigallia

A distanza di circa un secolo si è tornati, dopo i lavori di restauro seguiti al terremoto che nel 1930 ha colpito Senigallia, a intervenire sulle facciate della Basilica Cattedrale di San Pietro Apostolo e del Palazzo Episcopale, il cui piano nobile accoglie dal 1992 la Pinacoteca Diocesana d’Arte Sacra.

Il Palazzo Episcopale, realizzato dall’architetto senese Paolo Posi in uno stile che anticipa l’architettura neoclassica, presenta una facciata scandita da due ordini principali di finestre interposte da un mezzanino, incorniciate da elementi in pietra d’Istria e, in corrispondenza del piano nobile, sormontate da timpani piuttosto pronunciati.
Al centro della facciata troviamo un grande e solenne portale ad arco, con sovrastante trabeazione e balcone, sorretti da massicci pilastri in stile dorico, anch’essi in pietra d’Istria.
In corrispondenza del balcone possiamo inoltre notare che il finestrone è sormontato da un timpano arcuato, mentre l’arco dell’ampio portale d’ingresso del palazzo porta in chiave lo stemma del cardinale vescovo di Senigallia Bernardino Honorati, che inaugurò l’intero complesso il 4 luglio 1790.

La facciata del Duomo, in stile neoclassico, la cui ultima manutenzione è avvenuta in occasione del Giubileo del 2000, si mostra con un primo livello di semicolonne e paraste doriche, che si innalzano da un vasto basamento, sormontate da un’ampia trabeazione lapidea e da semicolonne ioniche, incorniciate da imponenti volute laterali, da un cornicione e da un timpano sommitale recante lo stemma di Papa Pio IX.
La cattedrale ha tre porte lignee di ingresso, incorniciate da portali in pietra arenaria, e quello centrale di maggiori dimensioni è timpanato e allineato con una grande finestra rettangolare incastonata nella porzione superiore della facciata.

L’intera esecuzione delle varie fasi di restauro, condotte sotto la vigilanza e con l’approvazione del Ministero della Cultura, sono state eseguite da maestranze specializzate e da una ditta edile qualificata, affiancata da un’impresa di restauratori esperti. L’indagine preliminare, eseguita dall’ing. arch. Stefania Copparoni, che ha poi diretto i lavori, ha fatto luce sul precedente intervento della prima metà del ‘900, rivelando come alcune porzioni ed elementi degli edifici, anche decorativi, siano stati ripristinati mediante l’impiego di malte a base cementizia.

Gli elementi lapidei presenti nel complesso monumentale sono risultati affetti dalla presenza di patine dovute al deposito di polveri, al dilavamento e, in alcune parti, alla presenza di elementi biotici.
Le superfici intonacate della basilica sono risultate, in fase di indagine, per la maggior parte in buone condizioni conservative, anche se pure qui presenti alcuni fenomeni di dilavamento e di distacco, mentre il paramento in laterizio della facciata dell’Episcopio si è rivelato in discrete condizioni, necessitando soltanto di operazioni di pulizia superficiale, fissaggio di parti incoerenti e stuccatura.
È possibile dunque configurare entrambi gli interventi nella fattispecie della manutenzione ordinaria, trattandosi, tanto per il Duomo quanto per il Palazzo Vescovile, di operazioni di pulitura e trattamento superficiale dei manufatti.

Marco Pettinari