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Tag: shoah

Regione Marche riprenderà le Pietre d’inciampo per non dimenticare le deportazioni nazi-fasciste

La Regione Marche prosegua nell’applicazione di “ulteriori Pietre d’inciampo, in collaborazione con l’artista Gunter Demnig, ampliando la loro collocazione e prevedendo ulteriori installazioni nelle province di Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Pesaro Urbino”. Lo chiede una risoluzione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale delle Marche, che raccoglie due diverse mozioni, una sottoscritta dai gruppi Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc, Civici Marche e Rinasci Marche, l’altra da Pd e M5s.

L’abbandono delle Pietre d’inciampo (una ventina quelle installate, quasi tutte ad Ancona) da parte dell’Assemblea legislativa aveva causato polemiche, tanto che il figlio di un internato militare ne ha acquistata una in memoria del padre dallo stesso Demnig e il Comune di Ancona ha annunciato recentemente l’intenzione di farsi carico delle installazioni delle Stolpersteine, un monumento diffuso in tutta Europa, che ricorda i deportati nei lager nazisti (ebrei in primis, ma anche dissidenti politici, esponenti di minoranze e internati militari).

La risoluzione prevede una serie di azioni per “mantenere viva la memoria storica dei fatti che determinarono la tragedia della Shoah“. La Giunta regionale viene impegnata a “creare e supportare iniziative a sostegno della consapevolezza storica e dalla coscienza democratica della comunità regionale, in particolare delle giovani generazioni, a contrastare i fenomeni del negazionismo, del revisionismo e dell’antisemitismo, inteso quest’ultimo secondo la definizione operativa utilizzata dall’alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto, richiamata dalla risoluzione del Parlamento europeo del primo giugno 2017 sulla lotta contro l’antisemitismo”. Nella risoluzione si impegna la Giunta a favorire i Viaggi della Memoria delle scuole; a sostenere iniziative di ricerca e premi per tesi di laurea; a contribuire all’acquisto, da parte delle biblioteche scolastiche, di libri e materiali di approfondimento. L’ultima richiesta è di promuovere iniziative volte a coltivare la memoria non solo dell’Olocausto, ma anche dell’esilio degli ebrei marchigiani, costretti a lasciare l’Italia per le leggi razziali del 1938.

a cura di L.M.

Doppio appuntamento a Senigallia tra pace e memoria, immigrazione e accoglienza

Il teatro Portone di Senigallia

Doppio appuntamento a Senigallia previsto per venerdì 4 febbraio. Sarà domani infatti la data in cui si terrà, in mattinata, la presentazione agli istituti superiori cittadini della ricerca del liceo ‘Mamiani’ di Pesaro, premiata nell’ambito del concorso nazionale ‘Luci nel buio della Shoah‘; e, in serata, il primo evento promosso per il programma 2022-2023 dalla Scuola di pace “Vincenzo Buccelletti”.

L’evento del mattino, alle ore 10, chiuderà la serie di iniziative promosse per il ‘Giorno della memoria’: “Pergola: paese di felicità. La non indifferenza porta alla salvezza“, è il titolo della ricerca nata per approfondire una storia vera che ha visto come protagonisti cittadini e famiglie pergolesi, mobilitatesi per salvare ebrei, oppositori politici e renitenti alla leva dalla deportazione nei campi di sterminio nazista. Una pagina molto bella, in mezzo a tanta devastazione, che tocca da vicino anche alcune famiglie del nostro territorio. Sarà molto interessante ascoltare la voce di giovani studenti che hanno dedicato del tempo a questa ricerca e che hanno voglia di condividerla con i loro coetanei senigalliesi. La presentazione si terrà in modalità digitale.

L’altro evento di venerdì 4 febbraio alle ore 21, presso il teatro Portone di Senigallia, in piazza della Vittoria, è l’incontro nell’ambito del biennio 2022-2023 la Scuola di pace “Vincenzo Buccelletti”. (LEGGI L’INTERVISTA a Daniele Marzi, uno dei due presidenti della Scuola di pace: l’altra presidente è Chiara Perugini). Sarà ospite della Scuola, in collaborazione con il SAI Terre della Marca Senone (Sistema Accoglienza Integrazione), Davide Demichelis, giornalista e autore RAI, per un incontro dal titolo “Radici, l’altra faccia dell’immigrazione”, che è anche il titolo della sua trasmissione, molto seguita e profondamente legata ai temi dell’accoglienza, del tentativo di mettere in atto un’integrazione vera e profonda per costruire una società aperta, ricca e inclusiva. Un incontro che asseconda pienamente l’idea portante del biennio della Scuola di pace, cioè “Terra e pace”: cosa più delle radici riporta il nostro pensiero alla terra, bene comune di ogni essere umano al quale rivolgere cura? Il giornalista, autore e regista torinese Demichelis racconterà la sua personale visione dell’immigrazione, documentata dalla visione di stralci dei suoi interessanti reportage televisivi in giro per il mondo. Radici, l’altra faccia dell’immigrazione va in onda su Rai3 dal 2011 ed è un coinvolgente viaggio nel mondo di un’immigrazione regolare e silenziosa, che Davide Demichelis svolge con passione e delicatezza, andando a scovare le radici di ogni immigrato che vive in Italia e che, insieme al giornalista, fa ritorno nel proprio Paese d’origine, alla ricerca delle proprie radici, degli affetti, dei luoghi e dei ricordi a essi legati. La serata sarà visibile anche in streaming sui canali social della Scuola di pace.

Un premio per conoscere le luci nel buio della Shoah

Giovani che manifestano per la pace

A colloquio con RobertoMazzoli, giornalista di Pesaro, tra i fondatori del Premio nazionale ‘Luci nel buio della Shoah.

Cos’è e da dove nasce il premio ‘Luci nel buio della Shoah’?

Il premio viene bandito dal Comune di Mombaroccio in provincia di Pesaro ed è rivolto a tutte le scuole italiane. L’idea nasce dalla necessità di mantenere viva la memoria di quelle persone che, durante la seconda guerra mondiale, hanno messo a rischio la loro vita per la salvezza di chi era perseguitato dalle leggi razziali. In particolare a Mombaroccio avevano trovato scampo numerosi ebrei tra cui la famiglia di Alfredo Sarano, che era il segretario della comunità israelitica di Milano e che, prima di fuggire, era riuscito a nascondere le liste di 14mila ebrei milanesi. Un gesto eroico grazie al quale migliaia di persone riuscirono a salvarsi dai campi di sterminio. Infatti senza quelle liste i nazisti non riuscirono a rastrellare la comunità milanese come invece era accaduto a Roma. A Mombaroccio la famiglia Sarano fu protetta dai frati del convento del Beato Sante, da alcune famiglie di contadini e da un giovane comandante tedesco della Wehrmacht, Erich Eder, che scoperta l’identità degli ebrei scelse di non deportarla. Per questo gesto l’ufficiale bavarese è stato insignito nel 2021 del riconoscimento dei Giusti dalla fondazione internazionale Gariwo.

Tre edizioni non sono tante, ma già sufficienti per farsi un’idea: cosa hanno raccontato e restituito?

L’idea di avviare il concorso è stata condivisa insieme alla senatrice a vita Liliana Segre che ha firmato la prefazione al libro dal titolo “Siamo qui siamo vivi” che raccoglie il diario inedito che Alfredo Sarano aveva scritto durante la guerra. Il libro si apre con le sue parole: “Il racconto di un avvenimento è più importante dell’avvenimento stesso”. Una frase che ha colpito Liliana Segre che ha invitato a raccogliere anche quelle storie della Shoah che raccontano il bene che è esistito e che ha permesso in qualche modo di salvare l’umanità dall’abisso. Nel bando del premio gli studenti sono chiamati a rileggere storie più o meno note di quegli anni e cercare in ciascuna quella luce che ha illuminato il buio della Shoah. In queste tre edizioni le scuole hanno fatto emergere tanti piccoli frammenti di vicende quasi dimenticate che insieme compongono un puzzle ricco di speranza anche per il futuro.

Cosa c’è in cantiere per l’edizione 2022?

Purtroppo il perdurare della pandemia ha limitato le tante iniziative legate al premio. Il sogno sarebbe quello di riuscire a ripetere nel maggio del 2022 una premiazione in presenza con la famiglia Sarano. Ma in cantiere c’è anche la nascita di un museo multimediale al quale il Comune di Mombaroccio sta lavorando da tempo. Nella sezione multimediale del museo troveranno posto tutti gli elaborati prodotti dalle scuole in questi anni. Un catalogo di storie raccontate dai giovanissimi narratori da vedere e ascoltare nelle loro rispettive inflessioni dialettali. Una ricchezza unica nel suo genere che li rende nuovi testimoni della memoria.

a cura di L.M.

Il Giorno della memoria, a Senigallia incontri, letture, film e testimonianze

“Memoria e salvezza” è il filo conduttore che lega una serie di proposte nate attorno al ‘Giorno della memoria’, istituito dalla legge 20 luglio 2000 n. 211 e celebrato ogni anno anche a Senigallia.

Giovedì 27 gennaio 2022, alle ore 18.00 nella sinagoga di via dei Commercianti Amos Zuares – Comunità ebraica di Ancona, Massimo Olivetti –  Sindaco di Senigallia e Franco Manenti –  Vescovo diocesano – daranno vita al momento celebrativo, con ingresso ad invito, nel quale sarà presentato il neo costituito Comitato istituzionale cittadino ‘Giorno della Memoria’.

Nella stessa occasione sarà presentata un’intervista esclusiva alla prof.ssa Anna Foa. L’autorevole storica  ha insegnato Storia moderna all’Università Sapienza di Roma. Membro della redazione della Rassegna mensile di Israel, dei comitati scientifici del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea e del Museo nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah, ha scritto saggi per la Storia d’Italia Einaudi e articoli per L’Osservatore Romano e Avvenire. La lettura di Salmi concluderà l’evento che sarà possibile seguire in diretta presso l’auditorium ‘San Rocco’ di Senigallia, dove ci sarà un intervento musicale a cura dell’Istituto Comprensivo Senigallia Marchetti (ingresso libero nel rispetto della normativa anti Covid19).

Il cinema ‘Gabbiano’, alle ore 21. 15, proporrà poi “Quel giorno tu sarai”, di Kornél Mundruczó, film in uscita nazionale che narra la Storia di tre generazioni di una famiglia, da un ricordo surreale della Seconda Guerra Mondiale alla Berlino moderna, incapace di elaborare il proprio passato in una società ancora alle prese con le ferite della sua storia.

Il giorno seguente, venerdì 28 gennaio 2022, sempre al cinema ‘Gabbiano’ – ore 21. 15, verrà proiettato il film in uscita nazionale “Il senso di Hitler”, di Petra Epperleine e Michael Tucker. Dai filmati dell’epoca nazista ai video su Tik Tok, un’indagine alternativa e rivoluzionaria sull’influenza che Adolf Hitler continua ad esercitare ancora oggi sulla società.

Domenica 30 gennaio 2022, torna in programmazione al Cinema ‘Gabbiano’, alle ore 15.45, il film “Quel giorno tu sarai”, di Kornél Mundruczó, proposto per la Giornata della Memoria.

L’auditorium ‘San Rocco’ – ore 17.30 – ospiterà poi l’evento “Etty Hillesum – Un’estrema compassione”, reading teatrale  dalle lettere di Etty Hillesum, con Laura Pettinelli alla voce, Alessandro Moscatelli narratore e Ilenia Stella al pianoforte.  “Cuore pensante’ nel campo di concentramento di Westerbork, deportata ed uccisa ad Auschwitz, Etty Hillesum ci consegna con le sue splendide parole la scelta di rimanere fedele all’umanità più bella. Ingresso libero, nel rispetto della normativa anti Covid19.

Nei giorni seguenti, ancora spazio al cinema con le proiezioni al Cinema ‘Gabbiano’: lunedì 31 gennaio alle 21.15 “Il senso di Hitler”, di Petra Epperleine e Michael Tucker, mentre martedì 1 febbraio alle ore 21.15 e mercoledì 2 febbraio alle 18.45  “Quel giorno tu sarai”, di Kornél Mundruczó.

Venerdì 4 febbraio 2022, alle ore 10.00, un appuntamento di grande interesse dedicato agli studenti:  “Pergola: paese di felicità. La non indifferenza porta alla salvezza”, una storia vera: prevista la presentazione agli Istituti superiori di Senigallia, in modalità digitale, della ricerca storica del Liceo ‘Mamiani’ di Pesaro, premiata nell’ambito del concorso nazionale ‘Luci nel buio della Shoà’.

Hollywood sbarca a Mombaroccio, per una storia di guerra e salvezza

A sinistra Emanuele Petrucci, sindaco di Mombaroccio; a destra Arman Julian . Sopralluogo a Mombaroccio in vista della realizzazione del film, ottobre 2021
A sinistra Emanuele Petrucci, sindaco di Mombaroccio; a destra Arman Julian.
Sopralluogo a Mombaroccio in vista della realizzazione del film, ottobre 2021

Il noto produttore di Hollywood Arman Julian ha annunciato la realizzazione di un lungometraggio tratto dal libro “Siamo qui, siamo vivi. Il diario inedito di Alfredo Sarano e della famiglia scampata alla Shoah”, scritto dal giornalista pesarese Roberto Mazzoli con prefazione della Senatrice a vita Liliana Segre.

Produzione. Il film verrà girato quasi interamente nelle Marche e in particolare nel meraviglioso santuario francescano del Beato Sante di Mombaroccio e in altre location delle province di Pesaro e Urbino e di Ancona. «Si tratta di una produzione internazionale del valore di diversi milioni di dollari – spiega Arman Julian che nelle prossime settimane sarà anche in Germania e Israele – faremo rivivere i luoghi degli avvenimenti realmente accaduti in questo territorio durante la seconda guerra mondiale». Grande l’entusiasmo anche del Primo cittadino di Mombaroccio: «ho avuto il piacere di conoscere personalmente il Produttore Arman Julian e mi sento di ringraziarlo a nome della mia comunità – dice Emanuele Petrucci – il valore del nostro territorio e della nostra gente, l’amore per il prossimo dimostrato nel periodo più buio della storia, è arrivato fino oltre oceano e oggi più che mai non possiamo e non dobbiamo dimenticare e Mombaroccio ed i miei concittadini sono pronti ad accogliere tutti coloro che lavoreranno per mantenere viva la memoria».

Storia. Il film racconterà la vicenda del segretario della comunità ebraica di Milano, Alfredo Sarano, che salvò la vita ai 14.000 ebrei milanesi nascondendo le liste dei nomi della sua comunità ai rastrellamenti nazisti prima di fuggire con la sua famiglia di sette persone a Mombaroccio. Qui gli ebrei vennero protetti dai frati francescani del santuario del Beato Sante. Determinante per la loro salvezza fu il gesto del comandante tedesco della Wehrmacht Erich Eder, il cui nome…

Continua a leggere l’articolo sull’edizione di giovedì 18 novembre, cliccando QUI.
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Barbara Cecchini