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Tag: Unione Europea

Domande urgenti in tempi interessanti

Gli storici bravi lo dicono spesso: nella storia dell’umanità ci sono sempre stati alti e bassi, a momenti di grande crescita umana, sociale e spirituale sono seguiti attraversamenti nel deserto, ritorni al tribalismo, segnali di evidente regressione democratica in cui le granitiche conquiste in tema di diritti di ogni tipo sono messe profondamente in discussione.

È così. Siamo in questa fase buia e rancorosa, piagnoni e lamentosi pur essendo nella parte ricca del mondo. Paurosi di perdere tanti privilegi, anche e soprattutto quelli ‘inutili’, nati a scapito di quei famosi tre quarti degli abitanti del pianeta Terra che oggi, legittimamente, desiderano gli stessi standard dei popoli fino a questo momento privilegiati. Incapaci di ascoltare la natura, nei suoi avvertimenti di non ritorno sempre più evidenti.

Così miopi e a corto di visione di cui sono campioni quanti dovrebbero invece aiutare a interpretare il presente, da preferire il fastidioso torcicollo di chi guarda all’indietro, anziché la più entusiasmante e difficile sfida dell’andare oltre il piccolo, noioso orticello di casa. Non siamo all’altezza di questi tempi interessanti, per parafrasare una presunta imprecazione cinese: “Che tu possa vivere in tempi interessanti!”, dove “interessante” è un eufemismo per “inquietanti, conflittuali, difficili”. A tanti livelli.

Un’Unione europea lacerata, sempre meno interessante – appunto – per i tanti che l’hanno snobbata alle ultime elezioni, per quanti la vorrebbero ridimensionata, per quelli che la vogliono immobile nel garantire i benefit di chi siede nelle sue mastodontiche strutture. Un continente che si sente più o meno tale solo quando si gioca a pallone (sigh!), o di fronte al palco degli Eurosong contest, nel kitsch di uno spettacolo pop, salvo rare eccezioni, anch’esso in evidente declino.

Un’Europa in cui la storia sarebbe tutt’altro che finita – dopo il crollo del blocco comunista e secondo la famosa quanto discussa teoria del politologo statunitense Fukuyama. Anzi, la storia non solo non se n’è mai andata, ma è più presente che mai, spesso nelle sue manifestazioni più scure ed inquietanti. Altrimenti come spiegare il continuo e raccapricciante riferimento a simboli, slogan e idee neonaziste e neofasciste, il ritorno – mai sparito nemmeno questo – dei blocchi ideologici tra Est ed Ovest, la negazione delle migrazioni come dinamica normale degli esseri umani?

Per citare uno colto e che capisce tanto di queste cose, studiando l’evoluzione – o meglio, l’involuzione – delle nostre democrazie, il sociologo tedesco Armin Nassehi, docente all’Università Ludwig Maximilian a Monaco di Baviera, ha scritto tempo fa sul settimanale Zeit che la democrazia “è stata intesa troppo a lungo come ‘una specie di erogatore di servizi’, in cui l’individuo ripone o a cui nega la propria fiducia a seconda dei risultati personali immediati che ottiene. E che la libertà è stata «equiparata al mero individualismo e all’egoismo, senza nemmeno avere idea di quanto il discorso sulla democrazia liberale abbia storicamente faticato a conciliare autodeterminazione e aspettative sociali, diritti individuali e ordine sociale». Tutto troppo faticoso e complicato, quindi: evviva le scorciatoie, anche a scapito di chi sta ai margini, anche se qualche libertà viene meno. Adesso servono uomini e donne forti, risolutivi, che non vanno tanto per il sottile. Pazienza per qualche cedimento democratico e sociale, tocca campare anzitutto!

E’ evidente che il giocattolo che sembrava eterno nel garantirci la ‘bella vita’ si è inceppato. Non del tutto, è vero, ma non gode di grande salute. Gli danno fastidio i nuovo Paesi emergenti, nei quali la popolazione cresce a ritmi sostenuti, in mezzo alle nostre culle vuote; ci si mettono le bizzarrie del clima, sfinito dalla troppa anidride carbonica che esce dagli scarichi del nostro sistema produttivo. Rompe l’incantesimo di un benessere infinito la presunta invasione migratoria, con numeri quasi risibili in Europa, se confrontati con altri spostamenti in altre zone del mondo. E l’equazione ‘libertà = individualismo’ è un lusso che si paga caro. Peccato che non c’è alternativa, bisogna cambiare strada perché la libertà è molto di più di una semplice somma di interessi individuali. Una consapevolezza tanto elementare quanto fuori moda che avevamo assaggiata durante la pandemia; ma anche questa è un lontano ricordo, una lezione archiviata in un battibaleno, sembra preistoria quella pagina.

Che fine ha fatto la persona, idea ispiratrice delle più sensate e sostenibili teorie del vivere insieme? Sepolta sotto quintali di retorica individualista, identitaria (e poi, quale identità?), passatista è invece la scommessa ancora vincente da custodire e dalla quale ripartire. Che fine ha fatto la fede, soffocata dalla religione dei consumi, consumata essa stessa da riti liturgici asfittici, clericalismi anacronistici, bigottismi di ogni tipo. Come vive oggi la Chiesa cattolica, per rimanere a casa nostra, come ha veicolato e testimoniato il Vangelo di Gesù Cristo, quale responsabilità ha in questo deserto spirituale in cui si delega al mondo animale la connessione ad una realtà più naturale, gratuita e a misura di tutti?

Viviamo decisamente in tempi interessanti. Lo sanno anche i famigerati algoritmi, l’ultima frontiera a cui affidiamo risposte a domande pragmatiche e/o di senso urgenti e inevitabili. Chissà se prima o poi sarà proprio l’Intelligenza artificiale a chiederci: “Che fine ha fatto l’intelligenza umana?”.

Laura Mandolini

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Europee nei comuni della diocesi: Fratelli d’Italia è in testa; a Senigallia, Serra e Chiaravalle il PD.

Chiuse le operazioni di spoglio relative alle elezioni per il Parlamento nei 43 seggi del Comune di Senigallia il risultato è questo: il Partito Democratico è al 31,99%; Fratelli d’Italia ha ottenuto il 27,50%. Seguono il Movimento 5 Stelle con il 9,80%, Alleanza Verdi Sinistra all’8,37%, Lega al 5,67%, Forza Italia al 4,87%. Non raggiungono la soglia del 4% dei, confermando il dato nazionale e senza rappresentanti al Parlamento Europeo, Stati Uniti d’Europa, al 3,72%, Azione al 3,37%, Pace Terra Dignità al 2,98%. Risultati sotto il punto percentuale per Democrazia Sovrana Popolare (0,75%), Libertà (0,69%) e Alternativa Popolare (0,29%).

Nei comuni del territorio diocesano, impegnati anche nelle consultazioni amministrative, Fratelli d’Italia risulta il primo partito a Castelleone, Trecastelli, Montemarciano, Ostra, Belvedere Ostrense, Barbara, Arcevia, Monte Porzio e Monte San Vito. Tra i comuni non impegnati nelle elezioni comunali, a Corinaldo, Ostra Vetere, Mondolfo e Morro d’Alba Fratelli d’Italia è il primo partito, mentre a Serra de’ Conti e Chiaravalle è il Partito democratico ad essere in testa.

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Dieci comuni della diocesi di Senigallia chiamati alle urne per eleggere sindaci e consigli comunali

Si vota: dalle istituzioni più vicine a quella più lontana. Nelle Marche sono 148 i comuni impegnati ad eleggere il nuovo sindaco, e contemporaneamente tutti i comuni saranno impegnati per il rinnovo del livello di rappresentatività comunitaria, quello del Parlamento europeo. I seggi saranno aperti sabato 8 giugno dalle 14 alle 23 e domenica 9 giugno dalle 7 alle 23. Lo spoglio delle comunali avrà inizio dalle 14 di lunedì 10 giugno, mentre un eventuale turno di ballottaggio si svolgerà domenica 23 e lunedì 24 giugno, con spoglio in programma sempre lunedì 24 subito dopo la chiusura delle urne. Dal 2024, inoltre, è possibile votare un sindaco per il terzo mandato consecutivo, per i comuni con meno di 15mila abitanti. Per le elezioni europee lo spoglio è previsto a partire dalle 23.00, subito dopo la chiusura delle urne.

Nella provincia di Ancona solo Osimo è il comune con oltre 15mila abitanti chiamato alle urne per le amministrative. Gli altri comuni sono (di cui 10nel territorio diocesano): Agugliano; Arcevia; Barbara; Belvedere Ostrense; Camerata Picena; Castelbellino; Castelleone di Suasa; Castelplanio; Filottrano; Genga; Mergo; Monsano; Monte Roberto; Monte san Vito; Montecarotto; Montemarciano; Monteporzio; Numana; Ostra; Poggio san Marcello; Polverigi; San Marcello; San Paolo di Jesi; Sassoferrato; Serra de’ Conti; Serra san Quirico; Sirolo; Staffolo; Trecastelli.

a cura di L.M.

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La manifestazione dei trattori arriva a Senigallia: gli agricoltori protestano soprattutto su concorrenza sleale e politiche europee

Corteo dei trattori a Senigallia: le ragioni della protesta degli agricoltori – INTERVISTA

La manifestazione dei trattori arriva a Senigallia: gli agricoltori protestano soprattutto su concorrenza sleale e politiche europee

Concorrenza poco trasparente, politiche europee non condivise e troppo rigide in chiave ambientalista, rincari di carburante e materie prime, oltre ai sempre più ridotti margini di guadagno delle imprese. Sono questi alcuni dei problemi sollevati dagli imprenditori del mondo agricolo che hanno manifestato lo scorso 20 febbraio a Senigallia con un lento corteo di trattori, come avvenuto già in altre parti d’Italia e all’estero. 

Oltre quaranta i mezzi agricoli e quasi un centinaio gli imprenditori e gli addetti che hanno partecipato all’iniziativa promossa al di fuori delle reti sindacali, con un movimento che vuole unirsi senza bandiere di appartenenza se non quella della tutela delle aziende agricole italiane, che osservano un quadro normativo più stringente rispetto altri paesi.
La protesta verrà ripetuta sabato 24, arrivando fino in centro storico a Senigallia. 

Per ascoltare le interviste e il servizio basterà cliccare sul tasto play.

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A Senigallia la Giornata dell’Europa, con il volto delle ‘madri fondatrici’ e l’ascolto di più giovani

Alla presenza di una folta rappresentanza degli alunni e delle insegnanti degli Istituti comprensivi della città, Senigallia ha celebrato la Festa dell’Europa- 9 maggio – dedicando la giornata a Simone Veil, prima donna ad aver ricoperto la carica di Presidente del Parlamento europeo dal 1979 al 1982.

La conferenza è iniziata con i saluti istituzionali del Sindaco Massimo Olivetti e di quelli del Presidente del Consiglio Massimo Bello, che hanno aperto i lavori dell’iniziativa insieme alla Vice Presidente della Fidapa Camilla Giuliani e dalla socia Stefania Nardella, che ha presentato Maria Pia Di Nonno, ricercatrice e autrice del libro “Le madri fondatrici dell’Europa”.

Bella sfida quella di parlare di Unione europea alle giovani generazioni: Maria Pia Di Nonno, però, c’è riuscita! È giovane, ma ha un curriculum vitae di tutto rispetto e soprattutto sa come parlare a ragazze e ragazzi di temi ed eventi lontani anni luce dalla loro quotidianità. Ascoltare la storia della nascita dell’Unione europea, le sue sfide, le cadute e la rinascita da un punto di vista particolare, quello femminile, è stato proprio interessante. L’Unione europea è legata a doppio filo alla nostra quotidianità, in tante dimensioni ed il suo progetto è tutt’altro che realizzato.

Vi sono state delle donne che con la stessa passione e convinzione dei padri fondatori hanno creduto nel progetto di un’Europa unita. Come mai, allora, sono rimaste nell’ombra della storia? È una domanda a cui il libro della Di Nonno cerca di dare una risposta, ponendo l’attenzione anche su un altro aspetto: è possibile insegnare la storia non solo come un alternarsi di guerre, battaglie e odio ma anche come un racconto di collaborazione, solidarietà e di progresso dell’umanità verso il meglio. Dalla certezza che un nuovo modo di essere europei e di essere Europa sia possibile nasce l’idea di condividere le testimonianze di donne straordinarie come Louise Weiss, Ada Rossi, Ursula Hirschmann, Maria Jervolino De Unterrichter, Sophie Scholl, Eliane Vogel-Polsky, Fausta Deshormes La Valle, Simone Veil Jacob e Sofia Corradi. E a corredo dell’incontro, i pannelli dell’omonima mostra per essere fieri di questa bella storia continentale e soprattutto per dare sempre più ai giovani il gusto e il diritto di una cittadinanza, quella europea, di cui non possiamo fare a meno.

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Laura Mandolini

Inaugurata a Castelleone di Suasa la panchina europea in ricordo del presidente del Parlamento UE David Sassoli

Una panchina blu per riscoprirsi più europei

Inaugurata a Castelleone di Suasa la panchina europea in ricordo del presidente del Parlamento UE David Sassoli
Inaugurata a Castelleone di Suasa la panchina europea in ricordo del presidente del Parlamento UE David Sassoli

È stata inaugurata mercoledì 11 gennaio, a un anno esatto dalla morte di David Maria Sassoli, la panchina europea con cui il Comune di Castelleone di Suasa ha voluto rendere omaggio al presidente del Parlamento europeo scomparso proprio l’11 gennaio 2022. Una panchina di colore blu, del colore dell’Europa in cui tanto ha creduto: questo è quanto l’amministrazione comunale – su mandato dell’intero consiglio suasano – ha installato all’inizio di viale della Repubblica, a pochi passi dal municipio e dalla scuola primaria Fiorini in cui sono ospitati anche gli alunni della secondaria di primo grado Mancinelli.

Un gesto semplice, ma concreto, per ricordare un importante giornalista ed esponente politico italiano, un europeista convinto, un democratico cattolico che si è fatto amare in tutte le istituzioni europee per quel carattere buono, mite ma deciso a proseguire sulla strada della cooperazione internazionale in cui l’Europa può ritagliarsi un ruolo sempre più da protagonista.

L’iter della realizzazione in paese della panchina europea iniziò poche settimane dopo la scomparsa di Sassoli, con una mozione del gruppo consiliare di minoranza…

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L’Europa più brutta

“Se la mia furia, la mia rabbia, il mio dolore non dovessero trasparire, siate certi che sono ben presenti, insieme alla mia determinazione a far sì che quest’Assemblea diventi più forte”. Sono le parole scelte dalla presidente, Roberta Metsola, per aprire la plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, quella che da agenda doveva essere la plenaria più secca dell’anno e che invece si è trasformata nella sessione che passerà alla storia per aver dato le prime risposte al cosiddetto Qatargate, ovvero le indagini su presunte corruzioni da parte del Qatar verso alte cariche, deputati, ex deputati e assistenti del Parlamento Ue. Quanto sta uscendo dall’inchiesta varia di giorno in giorno, di ora in ora, potremmo dire.

“Qui c’è tanta tristezza”, mi ha scritto lunedì mattina uno dei giornalisti dell’ufficio stampa del Parlamento Ue mentre era in viaggio verso Strasburgo, la città alsaziana dove i 705 deputati si ritrovano ogni mese, per una settimana, per tenere la sessione plenaria. “E’ un colpo durissimo per una istituzione che da sempre è in prima linea per la difesa dei diritti, e per chi lavora qua ogni giorno con passione, serietà e dedizione, è uno scandalo enorme che provoca dolore e rabbia, tanta rabbia”, ha commentato l’eurodeputata del Pd, Irene Tinagli. “Siamo scioccati”, ha detto il presidente del Partito popolare europeo, Manfred Weber.

Ma, proprio come quando ci si sente in difficoltà si ha fretta di uscire dall’impaccio, magari senza valutare bene tutte le strade possibili, così l’Aula ha cercato di agire immediatamente, votando all’unanimità (uno solo contrario e due astenuti) la destituzione della vice presidente del Parlamento Ue, la greca Eva Kaili…

di Giulia Torbidoni, corrispondente Agi – Bruxelles

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Conferenza sul futuro dell’Unione Europea: on line il documento conclusivo.

E’ on line – sulla piattaforma della Conferenza sul futuro dell’Europa – la relazione conclusiva che oggi – Festa dell’Unione europea – viene ufficialmente consegnata ai responsabili delle tre istituzioni europee, Consiglio, Commissione e Parlamento. Sono loro che il 9 maggio 2021 hanno lanciato questo percorso nuovo, unico e innovativo, in cui il futuro della nostra Unione è stato tema di confronto e di progetto condiviso tra cittadini e istituzioni.

Le 335 pagine del testo, che verrà reso disponibile anche in italiano, raccolgono le proposte ma anche il racconto di questa esperienza di democrazia partecipativa. Si spiega cioè quale sia stata “l’architettura della conferenza”, come vi abbiano partecipato i cittadini (attraverso la piattaforma, i panel europei e nazionali, gli eventi organizzati in Europa in questo anno), come abbia lavorato la Plenaria, contesto in cui sono state scremate – per consenso – le raccomandazioni ora parte del documento finale. Negli allegati però sono riportate le raccomandazioni che i panel dei cittadini (europei e nazionali) avevano elaborato. “Le tre istituzioni dell’Ue ora devono esaminare come procedere rispetto alle preoccupazioni, ambizioni e idee espresse” si legge nelle considerazioni finali del Comitato esecutivo. Servono “azioni concrete”. Nell’autunno 2022, i cittadini torneranno a riunirsi per sapere come le istituzioni saranno state in grado di ascoltarli. Con oggi termina la possibilità di contribuire con idee ed eventi alla Piattaforma della Conferenza.

https://futureu.europa.eu/

I migranti che chiedono umanità

In fila, ai confini dell’Unione Europea

La Commissione regionale Migrantes e la Commissione regionale Missio, con l’approvazione dei vescovi incaricati, hapredisposto un comunicato congiunto per far sentire una voce forte e unita sulle questioni migratorie, in particolare sulla crisi umanitaria della rotta balcanica. Il coordinamento Pace, mondialità ed emergenze delle Caritas diocesane delle Marche sta lavorando ad alcune attività di sensibilizzazione sul tema e presenterà presto le proposte.

Daniele Bombardi, coordinatore di Caritas italiana nei Balcani, ha testimoniato la situazione sempre più precaria dei migranti bloccati dal freddo nei campi profughi, in particolare in quello del campo di Lipa, e l’impegno delle organizzazioni umanitarie per soccorrerli. Di fronte alla catastrofe umanitaria in atto fanno quindi loro l’appello di Caritas italiana in collaborazione con altre realtà non profit presenti sul posto in Bosnia Erzegovina e lungo la rotta balcanica, chiedendo principalmente due cose:di sostenere le raccolte fondi destinate all’acquisto, direttamente presso le comunità, di cibo, abbigliamento invernale (scarpe, giacche a vento, sciarpe, cappelli) e soprattutto legna da ardereper consentire ai migranti di scaldarsi e sopravvivere;di informarsi e informare,perchéè molto importante conoscere ciò che sta succedendo lungo la rotta balcanica, quali sono le difficili condizioni di accoglienza in Bosnia e Erzegovina, ed è fondamentale divulgarlo coinvolgendo amici, parenti e conoscenti.

Molto raccomandato èinoltre non avviare raccolte di beni materiali dall’Italia. Tutti i prodotti necessari sono acquistabili direttamente in loco: in questo modo si evitano i tempi del trasporto, gli ostacoli doganali (essendo la Bosnia Erzegovina fuori dall’UE) e la difficoltà per gli operatori di gestire i prodotti all’interno di una situazione già molto critica. Attualmente è già attiva una raccolta fondi, attraverso cui tutti i beni necessarisaranno acquistati sul territorio, per rispondere tempestivamente alle necessità reali e andando a sostenere anche il sistema economico locale, già fortemente provato.

Chiara Michelon

Per la donazione si può contattare la propria Caritas diocesana o la delegazione Caritas delle Marche, oppure partecipare direttamente alla raccolta fondi inserendo nella causale da dicitura: “Emergenza profughi Balcani”. REGIONE ECCLESIASTICA MARCHE CARITAS REGIONALEIBAN IT92Y0306909606100000063560 – Banca Intesa Sanpaolo