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Tag: vaccini

La scienza come scudo contro le fake news: perché il metodo conta più dell’informazione

Comprendere cosa significhino davvero il riscaldamento globale o la transizione energetica, oppure come funzioni l’economia circolare o persino l’intelligenza artificiale non è solo una questione di informazione, ma soprattutto di metodo. È questo il messaggio emerso durante il ciclo di incontri organizzato dal Centro Studi Sistemi Complessi di Senigallia, in collaborazione con l’associazione di imprenditori Gio Marche, l’associazione Bellanca e il circolo La Fenice. Ospite d’eccezione il professor Giorgio Turchetti, fisico, matematico e già docente all’Università di Bologna. Intervistato da Laura Mandolini, il professore ha analizzato il rapporto critico tra cittadini e scienza, sottolineando come una preparazione scientifica di base sia lo scudo principale contro la disinformazione. L’intervista, andata in onda nei giorni scorsi, è ora disponibile insieme a questo testo grazie al lettore multimediale.

Lo scudo contro le fake news

Avere una preparazione scientifica di base per affrontare e capire determinate sfide è importante, ha spiegato Turchetti. «Temi come il riciclo dei rifiuti o l’economia circolare possono essere affrontati in maniera consapevole se si ha una preparazione minima che consente di selezionare le informazioni corrette disponibili sulla rete dalle fake news».

Secondo il docente, l’Italia sconta un ritardo storico: «Le radici di questo deficit risalgono alla riforma Croce-Gentile, che diede alla scienza un ruolo ancillare rispetto alla cultura umanistica. Questo squilibrio è visibile e importante; la cultura scientifica va promossa e qualsiasi strumento per compensare questo deficit va perseguito».

Pandemia, nucleare e disinformazione

L’analisi del professore si è spostata su casi concreti, dove il confine tra scienza e politica si è fatto labile, come durante il Covid-19. «Nella vita non esiste nessuna azione che abbia rischio zero. Il problema è avere un bilancio chiaro di costi e benefici. Per i vaccini, se si tiene conto del numero di persone che hanno avuto salva la vita, il bilancio è nettamente positivo: l’interesse collettivo prevale sul rischio individuale».

Il professor Giorgio Turchetti
Giorgio Turchetti

Turchetti ha poi citato il caso del nucleare come «esempio da manuale» di disinformazione e di come la politica a volte condizioni l’approccio a una determinata materia. «I due referendum sono stati condotti con campagne pilotate. Un’analisi accurata mostra che i morti causati da incidenti nel nucleare sono confrontabili con quelli dovuti a impianti fotovoltaici, per non parlare del carbone che ha avuto un numero di morti elevatissimo. Spesso si sceglie una posizione semplicemente per guadagnare consenso, portando argomenti senza fondamento scientifico».

Il futuro a scuola e tra le imprese

Per invertire la rotta, la sfida parte dai giovani. «Bisogna cominciare dalle scuole», ha auspicato il fisico. «Spesso la matematica viene proposta come uno strumento meccanico e noioso, tralasciando l’intuizione che spesso è l’elemento più innovativo, alla base di ogni conquista scientifica. Si tratta di proporre la scienza in modo accattivante, mostrando il piacere della scoperta e modificando il metodo didattico».

L’appello del professor Turchetti è indirizzato al territorio per abbattere il muro tra ricerca accademica e mondo del lavoro: «Non è facile stabilire canali di comunicazione efficaci tra università e settore produttivo. Bisognerebbe favorire percorsi bilanciati in cui un giovane, mentre fa una tesi o un dottorato, possa fare esperienza in azienda. Questo travaso di sapere scientifico nel mondo produttivo va assolutamente favorito».

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Daniel Fiacchini

Vaccini, a Senigallia coperture in calo contro l’influenza: solo il 50% degli anziani

Non è solo una questione di salute individuale, ma di tenuta dell’intera comunità e, infine, anche una questione economica. Il tema delle vaccinazioni, in particolare per la popolazione anziana, è tornato al centro del dibattito cittadino dopo il recente convegno sulle cronicità – “Chronic on”, responsabile scientifico Gilberto Gentili – tenutosi a Senigallia. A fare il punto della situazione, ospite della rubrica radiofonica “20 minuti da Leone”, è stato il dottor Daniel Fiacchini, dirigente medico del dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria territoriale (Ast) di Ancona. L’intervista, andata in onda nei giorni scorsi su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), è disponibile grazie al lettore multimediale.

La “soglia critica” del 50%

Nonostante l’influenza stagionale sia in pieno corso, i dati relativi alla copertura vaccinale tra gli over 65 nel territorio senigalliese e provinciale destano preoccupazione. «Registriamo coperture non ottimali», ha spiegato Fiacchini. «Solo il 50% degli anziani si vaccina per l’influenza. È un dato preoccupante: il Ministero della Salute indica il 75% come obiettivo minimo e il 95% come soglia ottimale. Essere fermi alla metà significa esporsi a complicanze anche gravi».

Contro l’idea che la sanità sia solo una spesa, Fiacchini ha citato stime economiche precise: «Ogni euro investito in prevenzione genera un guadagno che va dai 14 ai 20 euro. La prevenzione non è un costo, ma un investimento sul futuro della comunità». Tuttavia, a frenare l’adesione è spesso la diffidenza post-Covid sui vaccini e una ridotta percezione del rischio sulle malattie infettive. «Molti pensano che l’influenza sia banale, ma nessuna malattia infettiva lo è, specialmente con l’avanzare dell’età». Fiacchini ha poi ricordato i numeri dell’efficacia vaccinale durante la pandemia: 160 milioni di dosi in Italia hanno salvato circa 150 mila vite e evitato mezzo milione di ospedalizzazioni.

Il «calendario della vita» e il legame con la demenza

Uno dei punti più innovativi dell’intervento ha riguardato il cosiddetto «calendario della vita». Il vaccino non è più uno strumento solo per l’infanzia, ma un compagno nel percorso di invecchiamento. Con l’età, il sistema immunitario declina naturalmente (immunosenescenza), rendendo l’organismo più fragile di fronte alle infezioni. Tra le altre novità nel settore ci sono studi recenti i quali suggeriscono che il vaccino anti-Zoster (noto anche come fuoco di Sant’Antonio) non solo protegge dalle dolorose nevralgie, ma potrebbe avere un ruolo nel prevenire o rallentare la progressione delle demenze.

Una nuova rete territoriale: l’ospedale che vaccina

Per contrastare la bassa affluenza, la strategia dell’Ast Ancona punta sulla capillarità. Non più solo gli uffici del dipartimento di prevenzione, ma un servizio diffuso. «È stato siglato un accordo tra l’Ast Ancona e l’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche per il progetto Ospivax» ha annunciato Fiacchini. L’obiettivo è offrire la vaccinazione in ogni luogo di cura: negli ospedali, tramite i medici di medicina generale o i pediatri di libera scelta, nelle farmacie e persino a domicilio per chi non può muoversi.

Il mito dei “troppi vaccini”

Se la diffidenza non manca, forse vuol dire che sono le informazioni a essere poco comunicate alla popolazione ma certamente ancora meno lette e digerite dalle persone. Il dirigente medico ha voluto spiegare che, per esempio, sui vaccini pediatrici, è falso il mito del sovraccarico immunitario: «Il sistema immunitario di un bambino è perfetto e può rispondere a centinaia di migliaia di antigeni contemporaneamente. I vaccini sono una ‘palestra’ per l’immunità. Mandare i figli a scuola sperando che si ‘facciano gli anticorpi’ prendendo la malattia significa, oggi, scherzare col fuoco. E col fuoco non si scherza».

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Daniel Fiacchini
Daniel Fiacchini al convegno Chronic on svoltosi nei giorni scorsi a Senigallia
Il punto vaccinale (hub) per la popolazione di Senigallia

Vaccinazioni ai bambini 5-11 anni, tre giornate con i clown all’hub di Senigallia

Il punto vaccinale (hub) per la popolazione di Senigallia
Il punto vaccinale (hub) per la popolazione di Senigallia, giugno 2021

SENIGALLIA – Anche in città prendono avvio le vaccinazioni per i bambini dai 5 agli 11 anni. Tre le giornate previste: lunedì 20, martedì 21 e lunedì 27, nelle fasce orarie 8-13 e 14-19. Presso il Punto Vaccinale di Popolazione, ubicato nella caserma dei Vigili del Fuoco in via Arceviese, è stata allestita una linea riservata (linea B), prenotabile attraverso il sito della Regione Marche dedicato alla vaccinazione (clicca QUI). Sono disponibili 200 posti per ciascuna delle giornate indicate. 

Le operazioni di vaccinazioni delle fasce più giovani della popolazione senigalliese sono organizzate sotto il controllo del Distretto Sanitario di Senigallia in collaborazione del Dipartimento di Prevenzione, dei Pediatri di libera scelta, della protezione civile e delle forze dell’ordine. Per l’occasione sono state pensate anche varie iniziative per rendere questo momento il più sereno possibile.

Coinvolta per le tre giornate in questione l’associazione Vip Clown Ciofega che animerà le giornate; i locali saranno addobbati con l’allestimento di un villaggio di babbo natale fornito di libri e dolciumi. Dopo la somministrazione, la postazione di osservazione diventa “la stanza delle storie”, dove i clown attraverso racconti e film animati trasformeranno l’attesa in un momento più gradevole.

Il punto vaccinale (hub) per la popolazione di Senigallia

Vaccini: boom di contagi covid porta in “dono” l’ampliamento degli orari all’hub

Il punto vaccinale (hub) per la popolazione di Senigallia
Il punto vaccinale (hub) per la popolazione di Senigallia, giugno 2021

Dopo giornate di aperture a singhiozzo e carenza di personale che aveva visto ridurre le linee vaccinali disponibili, torna pienamente operativo l’hub vaccinale alla caserma dei vigili del fuoco di Senigallia. E’ questa infatti la risposta principale all’aumento di contagi che sta mettendo in ginocchio la città nell’ultimo periodo. Con oltre 800 quarentene e 350 positività, la spiaggia di velluto è la quarta realtà regionale preceduta da Ancona, Pesaro e San Benedetto del Tronto.

Una posizione certamente non ambita dalla popolazione che ha chiesto alle istituzioni di poter ampliare orari e linee vaccinali all’hub di via Arceviese. E così è stato. Dal 6 dicembre infatti si è aperta una nuova fase grazie alla sinergia del Dipartimento di prevenzione e del Distretto sanitario di Senigallia, con l’amministrazione comunale e con i gruppi e le associazioni di volontariato di Protezione civile della valle del Misa…

Leggi l’edizione digitale di giovedì 9 dicembre, cliccando qui.
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Carlo Leone

Riccardo Pasqualini

Barbara, il sindaco: «Evidentemente i non vaccinati hanno nostalgia dei lockdown»

Riccardo Pasqualini
Riccardo Pasqualini

«Geni che si salveranno dal macello perché l’hanno letto su facebook», che «considerano il vaccino il “male”», che hanno «nostalgia dei vari lockdown». Sono le varie definizioni che il sindaco Riccardo Pasqualini usa per individuare i no vax di Barbara, nella valmisa, dove la soglia di quanti non si vogliono far iniettare alcun siero supera ancora – anche se di pochissimo – il 20% di tutta la popolazione.

Un dato tra i peggiori della provincia di Ancona che ha fatto reagire con veemenza il primo cittadino. «Evidentemente non siamo riusciti a far passare un messaggio forte, una informazione corretta e completa; neanche con gli ultimi accadimenti dei paesi limitrofi si è riusciti a scalfire le certezze granitiche di chi considera il vaccino il “male”, tant’è che dall’ultimo report pubblicato praticamente non risulta nessun nuovo vaccinato. Ormai è un dialogo tra chi ormai da tempo non si ascolta più l’un l’altro».

Pasqualini, che interviene senza nascondersi, punta il dito contro quel 20% di non vaccinati che «evidentemente ha nostalgia dei vari lockdown» ma fa seguire allo sfogo anche un accorato appello.

Leggi l’articolo completo sul prossimo numero de La Voce Misena disponibile dal 18 novembre, cliccando qui. Abbonati e sostieni l’editoria locale.

Carlo Leone

Anti-Covid e anti-influenza. Cauda: “Strategici , ma la mascherina è necessaria”.

Prenderà il via il 20 settembre la campagna di somministrazione della terza dose di vaccino anti-Covid, iniziando, come stabilisce la circolare del ministero della Salute, dai soggetti immunocompromessi, mentre con l’autunno alle porte è previsto, come ogni anno, anche l’avvio della campagna di vaccinazione antinfluenzale. ”Vaccinarsi anche contro l’influenza è di rigore, ma rimane fondamentale l’uso della mascherina”, dice Roberto Cauda, ordinario di malattie infettive all’Università Cattolica e direttore dell’Unità di malattie infettive al Policlinico Agostino Gemelli Irccs di Roma. Intanto l’azienda americana Moderna, produttrice del vaccino a mRna Spikevax, più noto semplicemente come “Moderna” annuncia di avere in cantiere un siero di richiamo combinato anti-Covid e anti-influenza stagionale.

Professore, terza dose anti-Covid e a breve avvio della campagna antinfluenzale, caratterizzata l’anno scorso da gravi ritardi nella fornitura di dosi ai medici di famiglia…
Sulla scorta della lezione dell’anno scorso, speriamo quest’anno di avere una maggiore disponibilità di vaccini antinfluenzali. In epoca pre-Covid si registravano in Italia mediamente ogni anno circa 8 milioni di casi di influenza e 8 mila decessi, correlati in modo diretto o indiretto all’influenza. L’anno scorso, e non grazie alla vaccinazione che per una serie di motivi non è stata più capillare rispetto agli anni precedenti, la stagione epidemica influenzale di fatto non c’è stata. Questo è dovuto alle misure di precauzione anti-Covid, in particolare all’utilizzo delle mascherine, la misura di protezione più efficace dal momento che il virus dell’influenza si trasmette in maniera del tutto analoga al Sars-CoV-2. Tuttavia, con la variante delta che ha fatto salire l’R0, ossia la capacità di un soggetto infetto di infettarne altri, a 7-8, valore simile a quello della varicella, dobbiamo limitare il rischio di co-circolazione dei due virus, e il rischio di confondere l’influenza con il Covid-19 e viceversa.

Quindi la vaccinazione antinfluennzale “aiuta” a fare diagnosi differenziate?
Con il senno di poi, oggi sappiamo che il cosiddetto “paziente 1” di Codogno, identificato nel febbraio 2020, è stato verosimilmente preceduto da molti altri che, senza colpa di nessuno, non sono stati identificati come legati al Covid perché c’è stata confusione con l’influenza. Questa vaccinazione è importante non solo per scongiurare un’eventuale recrudescenza dell’epidemia influenzale che potrebbe portare all’assalto dei pronto soccorso come accadeva negli anni antecedenti e costringere a letto milioni di persone, ma anche per facilitare la diagnosi differenziale nelle fasce d’età a maggiore rischio di malattia grave per le quali è raccomandata.

Quali saranno tempi e modalità di somministrazione? Si rischia un “ingorgo”?
Di norma la campagna si svolge da metà ottobre a metà dicembre. A deciderne i tempi è la circolare del ministero della Salute che stabilirà anche se ci dovrà essere un distanziamento dalla vaccinazione anti-Covid, e se sì, di quanto dovrà essere. Tuttavia, dal punto di vista strettamente immunologico non è la prima volta che vengono somministrati più vaccini contemporaneamente. In una prospettiva più ampia, nel caso si manifesti la necessità di somministrare periodicamente, magari su base annuale, questa doppia protezione vaccinale, le industrie farmaceutiche – Moderna, per prima, lo ha annunciato nei giorni scorsi – stanno approntando vaccini combinati anti-Covid e anti-influenza per conferire con un’unica dose una doppia protezione.

Professore, lei insiste sull’importanza di non abbandonare la mascherina…
Con la riapertura delle scuole si registrerà probabilmente un lieve aumento dei contagi. L’avanzamento della campagna vaccinale ha sicuramente portato una maggiore protezione, tuttavia la pandemia non è affatto risolta. Continuare a mettere in atto le misure di precauzione, soprattutto indossare correttamente la mascherina almeno al chiuso o dove ci sia rischio di assembramento, ci darà una mano non solo contro il Covid ma anche per evitare un’impennata dei casi di influenza. Insomma ci consentirà di guardare ai prossimi mesi con maggiore “serenità” e “fiducia” rispetto all’anno passato.

Quale tipo utilizzare?
Se indossata da tutti, quella chirurgica è sufficiente. Tuttavia, in presenza di una variante contagiosa come la delta, la Ffp2, avendo una maggiore capacità di bloccare l’entrata del virus, conferisce maggiore protezione.

a cura di Giovanna Pasqualin Traversa