Tutela di gatti e colonie feline: l’esempio che Senigallia (e altri) dovrebbero imitare

In un contesto informativo spesso focalizzato sulle criticità, La Voce Misena lancia "Verde Speranza", una rubrica che si propone di dare spazio alle buone notizie o a quelle che possano infondere fiducia, positività. Curato da Mirella Verde, questo contenitore guarda al locale, regionale, nazionale e, perché no, anche all'ambito internazionale per raccogliere buone pratiche, storie d'impatto e iniziative virtuose. Temi che possano ispirare le persone, le associazioni, gli enti pubblici e la politica, senza pretesa ulteriore. Se già riuscissimo a evidenziare i segnali di crescita o la solidarietà che meritano attenzione, offriremmo esempi concreti per costruire qualcosa, per sottolineare ciò che di buono accade ogni giorno attorno a noi. Questo articolo, che parla di una proposta sui gatti e sulle colonie feline approvata dal consiglio comunale di Perugia, è il quinto capitolo.
Pochissimi giorni fa il consiglio comunale di Perugia ha approvato all’unanimità un ordine del giorno sulla protezione e gestione delle colonie feline. In pratica il capoluogo umbro ha compiuto un vero progresso per quel che riguarda la tutela degli animali, in particolare dei gatti. Progresso che significa innanzitutto comprendere il significato della legge Brambilla, in cui gli animali sono definiti come “soggetti portatori di diritto” ed esseri “senzienti”.
La proposta
L’ordine del giorno aveva come obiettivo la valorizzazione e messa in sicurezza delle 136 colonie feline presenti e censite nel suo territorio. Messa in sicurezza che si traduce in proposte come la realizzazione di segnaletica orizzontale e verticale e di rifugi artigianali colorati. Nella discussione politica si è parlato dei pericoli di varia natura a cui sono esposti i gatti delle colonie feline. Abbandoni, investimenti stradali, condizioni meteorologiche estreme. Ma è anche una questione di decoro, dell’immagine che la città dà di sé per quanto riguarda la convivenza tra umani e animali. Particolare rilievo è stato dato anche all’opera dei volontari. Persone che si prendono cura quotidianamente dei felini delle colonie, provvedendo a tutte le loro necessità. Tutto bello. Ma con quali strumenti, personale e risorse si possono raggiungere certi risultati?
I nodi
Sui primi si è pensato di costruire rifugi adeguati per dimensioni e materiali (riciclati). Un modo per unire la tutela degli animali ai temi ambientali e del decoro urbano. Servirà poi realizzare una cartellonistica e segnaletica (verticale e orizzontale) che circoscriva l’area destinata ad ogni colonia con tutti i dati. Ma sarà consigliato anche installare videocamere di sorveglianza per tenerle sotto controllo e rilevare eventuali casi di investimenti o di abbandono di gatti e altri animali.
C’è poi il personale da reperire. La proposta inserita all’odg parla di coinvolgere nel progetto le associazioni animaliste e i volontari. Un autentico valore aggiunto per tutta la comunità, anche perché la loro opera è gratuita. Il nodo delle risorse economiche è risolvibile, secondo l’assise perugina, facendo riferimento ai bandi e ai programmi dell’Unione europea, come il “Nuovo Bauhaus Europeo”. Con qualche aggiunta di fondi comunali. Per ciò che concerne infine le sterilizzazioni di gatti e i controlli sanitari, quelli sono e rimarranno di competenza dell’azienda sanitaria.
Tra le iniziative che anche a Senigallia potremmo in qualche modo “importare” c’è tutta la parte relativa alla promozione del progetto e alla sensibilizzazione delle persone. Di tutto ciò si parlerà in ogni scuola perugina, da collegare alle attività di educazione civica, per far crescere giovani consapevoli. Magari con eventi in concomitanza della giornata mondiale dei gatti (17 febbraio) o della giornata mondiale della cura (29 marzo). Un bell’esempio questo di Perugia, a cui tutti i comuni dovrebbero ispirarsi.
Mirella Verde
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