Una mostra sulla storia della fotografia al Museo del Giocattolo Antico di Senigallia

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L’audio completo del contributo di Elena Turchi

In occasione della XIII edizione del gran tour dei musei 2021 dal titolo “Il futuro dei musei: rigenerarsi e reinventarsi”, il Museo del Giocattolo Antico di Senigallia presenta la mostra: “La fotografia al tempo dell’Unità d’Italia, La carte de visite”, che verrà inaugurata il 18 Maggio 2021 alle ore 18:30. Ce ne parla ai microfoni di Radio Duomo – Inblu Elena Turchi, curatrice della mostra.

Una carrellata di antichi ritratti, risalenti più o meno all’unità d’Italia (1861): eleganti gentiluomini, militari dallo sguardo fiero, nobili signore, spadaccini che inscenano un duello, teneri fanciulli su cavalli a dondolo. Volti la cui identita’ rimane per lo più sconosciuta, sopravvissuti nel tempo in un antico album, che riescono ancora, ai tempi dell’evanescente era digitale, a incuriosire e ad affascinare l’occhio di chi guarda. Osservando questi antichi ritratti fotografici, possiamo concordare con Robert Doisneau che: “La fotografia non è altro che una battaglia disperata contro l’idea che siamo tutti destinati a scomparire”.

Il ritratto era stato il primo sogno dei fotografi, che inizialmente era sembrato impossibile anche a Daguerre e al problematico Arago. Quest’ultimo però, durante la sua mitica relazione sulla dagherrotipia tenutasi all’Accademia delle Scienze di Parigi il 19 Agosto 1839, ammise: “Un giorno lo stesso apparecchio servirà a fare ritratti”. Gli elementi che favorirono il passaggio a una produzione semi-industriale della fotografia e dei ritratti furono due: la scoperta del processo al collodio umido, che permetteva di ottenere dei negativi su vetro e rendeva possibile la moltiplicazione dell’immagine fotografica e l’invenzione della carte de visite da parte del francese Disderì, che si diffuse alla fine del 1854 in poi.

Gli atelier fotografici nel corso degli anni andarono via via moltiplicandosi. I primi si trovavano nelle grandi città come Napoli, Roma, Torino, Genova, e poi anche nelle città di provincia la progressione fu ancora più elevata. L’atelier del fotografo divenne dunque “il tempio della fotografia”, il luogo della cerimonia, con una precisa delimitazione teatrale sia spaziale che tecnica, poiché doveva regolare la luce, e proprio per questo motivo era collocato all’ultimo piano dei palazzi, dove erano presenti i lucernai. Era simile a quello del pittore, aveva quasi l’aspetto di un negozio di antiquariato, sebbene, pur celate agli occhi del cliente, si applicassero moderne tecniche di ripresa.

Possiamo dunque concludere che quando il pittore Paul Delaroche, a cui nel 1839 fu chiesto di capeggiare una Commissione per presentare una relazione al governo francese sulla dagherrotipia, affermò: “Da oggi la pittura è morta”,non si sbagliava. La bontà di questa profetica affermazione è avvalorata in primis dal grande successo del ritratto fotografico che assieme alla carte de visite può considerarsi il primo prodotto fotografico di massa.

Per prenotare la poltrona alla mostra, visto che i posti saranno contingentati, è possibile contattare il numero 3341532782, anche tramite Whatsapp o inviare una mail all’indirizzo museogiocattoloantico@gmail.com. Per informazioni e aggiornamenti sulla mostra e sulle attività del Museo del Giocattolo Antico si può consultare il gruppo Facebook “Museo del Giocattolo Antico Senigallia”.

a cura di Barbara Fioravanti

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