La Caritas senigalliese e le proposte targate estate

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Momenti di svago a Casa San Benedetto

L’estate formato Caritas è fatta di questi luoghi e di questi impegni di solidarietà.

Casa San Benedetto: aperitivi e settimane di volontariato
L’ampio giardino di Casa San Benedetto, struttura di accoglienza per mamme e bambini immersa nelle colline marchigiane, in estate si popola di giovani per cene e aperitivi al tramonto, di concerti di band locali, di bambini con feste di compleanno e attività estive. Gli aperitivi sotto gli ulivi proseguiranno fino a settembre. Casa San Benedetto, fucina di idee e cuore che batte sempre di solidarietà, periodicamente durante l’anno diventa la residenza di un gruppo di volontari che svolgono vita comunitaria in un appartamento porta a porta con quello gli ospiti. Le possibilità per quest’estate sono due: esperienza volontariato ed esperienza lavoro. La prima stimola il coinvolgimento e l’attenzione verso gli ultimi e gli emarginati, oltre ad alimentare la propensione verso la cittadinanza attiva. La seconda ha un format che prevede una sessione mattutina di servizio e una pomeridiana di formazione, nell’ambito dell’agricoltura sociale (Orto della solidarietà) e in quello dell’economia circolare e del riuso (magazzino Rikrea).

Fosforo e Boscomio
Anche quest’anno Casa San Benedetto in collaborazione con l’associazione Next, ospita Fosforo, la festa della scienza, dal 16 al 19 luglio: un vero momento da segnare sull’agenda per i bambini e i ragazzi senigalliesi. L’ambiente va rispettato, tutelato e conosciuto, per questo i divulgatori scientifici di Fosforo amano condividere i loro esperimenti a Boscomio, facendotoccareconmanoabambini e ragazzi l’inestimabile pulsare nella natura. Boscomio,il bosco urbano collegato a Casa San Benedetto,è diventato,grazie al progetto Terre Plurali, spazio didattico e luogo d’incontro di centinaia di studenti, non- ché patrimonio ricreativo e culturale.

Inserimenti lavorativi
In estate l’Orto e la Falegnameria della solidarietà, continuano ad essere luoghi fisici dove lavorano persone che hanno perso il lavoro, sempre più numerose dopo la pandemia. Tanti i tirocini e le borse lavoro attivate, oltre ai numerosi ragazzi del Servizio civile volontario. Dal 2011 a oggi circa 600 persone hanno trovato lavoro grazie alla cooperativa Undicesimaora. Da circa un mese è partito anche un progetto pilota di inserimento lavorativo nel settore sartoria, volto a impiegare prevalentemente le presenze femminili.

Centro di solidarietà
I servizi del Centro di solidarietà, a seguito della pandemia, si sono adattati a modalità nuove. L’organizzazione su appuntamento, per quanto possibile, per il Centro di ascolto, per il servizio doccia, la distribuzione dei pacchi viveri e l’accesso all’ambulatorio medico solidale Paolo Simone ha funzionato ed è stata ben recepita dai beneficiari. Nei mesi

estivi il Centro, per questioni di sicurezza e rispetto delle normative anti Covid, si è organizzato con pasti da asporto e mensa all’aperto. L’accoglienza è stata prolungata fino a un minimo di un mese di permanenza, sempre in collaborazione con i Servizi sociali. Grazie alla collaborazione con i medici di famiglia di Senigallia, che utilizzano i locali Caritas per le vaccinazioni dei loro assistiti, si è data la possibilità di vaccinarsi anche ad alcuni utenti che, per vari motivi, erano esclusi dall’inserimento nelle prenotazioni delSSN.

Caritas parrocchiali e Covid
Nel lockdown del 2020 i Centri di ascolto delle Caritas parrocchiali sono rimasti chiusi, ma non sono mai venuti meno la vicinanza, l’ascolto, l’accoglienza per le persone che fanno del Centro di ascolto illoro punto diriferimento. La situazione generale obbligava tutti, anche i volontari dei Centro, a modificare il proprio approccio, le modalità operative e quelle di relazionenei confronti degli utenti. Questo ha fatto sì che molti volontari siano entrati in crisi, lasciando prevalere le legittime insicurezze personali e le incertezze, e si siano allontanati dalla tradizionale attività di volontariato. Altri, facendosi forza nonostante il periodo difficile, hanno continuato cercando di operare in sicurezza, poiché non si poteva fare diversamente visto chelerichieste di aiuto nel periodo della pandemia sono state in forte aumento. La chiusura del 2020 ha influito profondamente nell’organizzazione dei Centri di ascolto, ha cambiato lo stato d’animo degli operatori, mettendo in evidenza le fragilità di ognuno e quindi anche la difficoltà di comunicare e di coordinare le attività persino all’interno dello stesso gruppo. Ci siamo scoperti tutti più fragili, sono venute meno le piccole e le grandi certezze su cui si appoggiavano le consuete modalità operativedel nostro quotidiano e, di riflesso,lo stesso è accaduto nei gruppi di ascolto. Ma una cosa è emersa prepotente e chiara, cioè che siamo tutti sulla stessa barca: alcuni viaggiano in prima classe, altri in seconda, altri ancora in terza. Questa consapevolezza ha offerto l’opportunità di rivedere, migliorare e rimodulare l’attività all’interno del Centro creando una maggior collaborazione e un confronto con altre associazioni di volontariato presenti sul territorio. I Centri di ascolto sono ora pronti a ripartire con una maggiore consapevolezza, facendo tesoro e incrementando le esperienze maturate grazie al Covid.

Chiara Michelon