La cipolla rossa di Suasa: tradizione e innovazione

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Roberto Berretta, coltivatore presso la sua azienda agricola “La Tradizione” della cipolla rossa di Suasa, ci illustra le caratteristiche di questo prodotto tipico delle campagne di Castelleone e come viene trasformato e valorizzato nel territorio.

La cipolla di Suasa è un prodotto che è stato recuperato dai nostri antenati. Era quella che i “cipollari” di Castelleone piantavano lungo il fiume Cesano e portavano a vendere, trasportandola su cavalli e somari, a Fermignano, Marotta e Fano. Restavano fuori anche dei giorni. Questo tipo di cipolla era molto amato e apprezzato da tutti perché ha una caratteristica agrodolce, è morbida, molto digeribile e non dà fastidio agli occhi. Per crescere ha bisogno di molto sole e l’impasto del nostro terreno è particolarmente adatto perché ha caratteristiche molto forti, essendo composto da argilla al 50-60%, e la cipolla attira tutte queste peculiarità, le fa proprie e dà come risultato un prodotto veramente eccellente. Da qui siamo partiti per sviluppare qualcos’altro. La prima scommessa è stata con mio figlio e nel 2008-2009 abbiamo tentato di produrre la marmellata di cipolla che è stata molto apprezzata e da diversi anni ne commercializziamo una buona quantità. L’ultimo nostro ricavato è la maltagliata di cipolla che è costituito da cipolle sott’olio condite con pepe e olio, che mantengono il caratteristico colore rosso e sono gradite da tutti anche per il costo modesto. Nel 1999 l’Amministrazione Comunale di Castelleone ha pensato di promuovere la cipolla di Suasa e nei primi anni duemila si è iniziato ad organizzare una sagra dedicata a questo prodotto, cucinato in vari modi. Si è partiti con poco e tra il 2006 e il 2008 fino ai giorni d’oggi tale manifestazione è servita a far conoscere alle persone questo caratteristico bulbo. La nostra azienda propone anche altri prodotti poveri locali che si usavano per la sopravvivenza della nostra popolazione subito dopo il Dopoguerra. Coltiviamo infatti anche il cece Sultano, che è piccolo e rimane sempre al dente; un tipo di cece nero, non particolarmente conosciuto ma con caratteristiche molto importanti; la cicerchia di Serra de’ Conti, che è il prodotto più povero e più amato, oltre all’aglio, la lenticchia e il farro perlato. Da quest’anno inizieremo anche la produzione del cece rosso, che ha rilevanti proprietà organolettiche.

a cura di Barbara Fioravanti