La storia del duomo e del palazzo vescovile di Senigallia, oggi splendenti dopo il restauro

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Il duomo e piazza Garibaldi, a Senigallia, in una cartolina di inizio '900. Gentile concessione di Virginio Villani
Il duomo e piazza Garibaldi, a Senigallia, in una cartolina di inizio ‘900. Gentile concessione di Virginio Villani

Dovevano iniziare già nel primo semestre del 2021 ma sono partiti solo tra settembre e ottobre scorso i lavori di manutenzione sulle facciate di duomo e palazzo vescovile cittadino. Oggi, finalmente, vengono riscoperti e restituiti alla comunità due tra gli edifici più datati del centro storico senigalliese, che risalgono alla fine del ‘700, con la seconda ampliazione della città in un’area non ancora insediata. Datati, forse anche dimenticati per certi versi, occultati com’erano dalla vegetazione fino al 2016, anno di rifacimento di piazza Garibaldi. In quell’occasione, sono stati fatti sparire gli alberi e la città ha potuto apprezzare, sacrificando il poco verde rimasto, la monumentalità dei palazzi che la circondano.

«A settembre è partito l’intervento al palazzo vescovile, mentre quello sulla cattedrale un mese dopo. Non c’erano criticità strutturali o rischi per la sismicità dell’edificio – spiega la responsabile dei lavori, arch. Stefania Copparoni – ma era ora che si intervenisse per ripristinare l’aspetto estetico. Crediamo che negli ultimi cento anni non sia stato ritoccato granché, tranne un necessario intervento a seguito del terremoto del ’30 e un ritocco esterno oltre 20 anni fa».

Ma quando “nascono” gli attuali edifici di cattedrale e palazzo vescovile? Di certo Senigallia non ne era priva, ma fino alla metà del ‘700 erano localizzati…

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