La solidarietà è più forte dell’alluvione – FOTO
Se c’è una parola che può riscrivere il dramma dell’alluvione che nel 2022 ha sconvolto le province di Ancona e Pesaro Urbino, questa è sicuramente “solidarietà”. La solidarietà delle persone si è fatta vedere subito, sia in quei terribili momenti tra il 15 e il 16 settembre 2022 quando le piogge abbondanti hanno interessato tutta l’area tra Cantiano e Pergola e quando l’acqua dei fiumi Misa e Nevola ha poi allargato intere frazioni da Arcevia fino a Senigallia; sia in seguito con le numerose iniziative di ricostruzione. Ma che non è terminata ancora, dato che oggi, a distanza di quattro anni, a Senigallia, sono state consegnate le auto destinate ai gruppi di protezione civile dei comuni maggiormente colpiti dal disastro alluvionale. Non una consegna qualunque di mezzi o risorse, ma di beni della comunità acquistati grazie al sacrificio di tantissime persone.
Ecco quindi che il gesto, certamente simbolico, assume un alto valore sociale. I veicoli sono stati infatti acquistati grazie ai lavoratori e alle lavoratrici aderenti ai sindacati Cgil, Cisl, Uil e Confindustria. Hanno rinunciato a parte del proprio stipendio per finanziare l’iniziativa a favore degli enti locali alluvionati. La consegna delle chiavi è avvenuta sabato mattina, 18 luglio, all’auditorium San Rocco gremito di sindaci, autorità e volontari di protezione civile, mentre in piazza Garibaldi erano poste in fila le 24 vetture con i loghi di regione e parti sociali, segno concreto di quella solidarietà che “lavora” dietro le quinte.
Notevole anche l’ammontare: sono stati raccolti oltre 800 mila euro con cui, oltre ai veicoli, è stata persino ripristinata – con circa circa 200 mila euro – la viabilità tra lo studentato degli universitari e l’ateneo “Carlo Bo” di Urbino.

La solidarietà è la nota positiva, ma la sinfonia è composta anche da altri suoni dolci. Uno è inclusione, perché la solidarietà non dimentica le esigenze di tutti e saranno a disposizione nei prossimi giorni anche tre veicoli per il trasporto di persone con disabilità. L’altro suono che compone questa melodia polistrumentale e corale è sicuramente la coesione. Su questo ha posto l’accento il vescovo di Senigallia. «Quando nasce un problema c’è la tentazione di estremizzare e polarizzare, contrapporsi – ha detto Franco Manenti al San Rocco – quindi un gesto come questo che nasce dal mondo del lavoro, che è costituito da persone ma dove è nota la crisi, la fatica e le difficoltà, è un segnale forte anche perché interrompe quella narrazione negativa che si nutre di tensioni tra le varie componenti della vita sociale».
Anche la segretaria generale della Uil Marche, Claudia Mazzucchelli, ha evidenziato questo aspetto: «Il lavoro ha tante sfaccettature e una di queste è la solidarietà. Non è solo una questione economica ma anche di coesione e i lavoratori hanno deciso di donare una parte del loro salario nei confronti delle popolazioni alluvionate. Per noi è un segnale importantissimo, soprattutto perché dà speranza al nostro paese. Noi abbiamo la necessità di ricostruire, ma ricostruire anche il senso della comunità e della condivisione ed è importante che nasca proprio dal mondo del lavoro».
Tanti gli interventi che hanno rimarcato il lato più umano delle alluvioni, dove le comunità rinascono grazie all’aiuto delle persone che interagiscono anche se sconosciute tra loro. Per Andrea Morbidelli, vicepresidente di Confindustria Ancona, l’iniziativa dimostra una «sinergia preziosa in questo bellissimo progetto a favore delle comunità che hanno sofferto e che meritavano questo tipo di intervento», mentre la Regione Marche, rappresentata dall’assessore alla cooperazione Giacomo Bugaro, ha espresso gratitudine per un gesto che «conferma la coesione sociale della nostra regione».
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