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Tag: elezioni amministrative

L'auditorium san Rocco a Senigallia

La città che vogliamo: le conclusioni in assemblea

Hanno discusso, approfondito, dialogato su diversi tavoli tematici. E ora siamo al dunque! Dall’articolato percorso de ‘La città che vogliamo‘, laboratorio di democrazia partecipativa promosso dalla commissione pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Senigallia, è nato un documento che sintetizza quanto è emerso negli incontri che hanno coinvolto cittadini e cittadine senigalliesi e diversi membri dell’associazionismo del territorio.

Pagine ‘di peso’ che saranno presentate in una assemblea pubblica venerdì 6 marzo 2026, alle ore 21, all’auditorium San Rocco di Senigallia, alla presenza dei candidati a sindaco (a oggi sono due: Massimo Olivetti per il centrodestra e Dario Romano, espressione del centrosinistra) per le prossime elezioni comunali del 24 e 25 maggio prossimi.

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Dario Romano

Senigallia, Dario Romano guarda alle elezioni comunali: «Città dei 15 minuti e ascolto dei cittadini»

«Non vogliamo un “album di figurine” fatto di sigle, ma un progetto solido e credibile». Con queste parole Dario Romano, fresco vincitore delle primarie del centrosinistra, ha delineato la sua visione per la Senigallia del futuro durante l’intervista a 20 minuti da Leone su Radio Duomo. Un colloquio a tutto campo che ha toccato i temi caldi della politica cittadina: dalla gestione dei fondi PNRR alla sicurezza idrogeologica, fino alla rivoluzionaria idea della “città dei 15 minuti”.
Ascolta l’intervista, andata in onda nei giorni scorsi grazie al lettore multimediale.

Il punto di rottura più netto con l’attuale amministrazione Olivetti risiede nella visione urbanistica e sociale. Romano punta tutto sulla “Senigallia dei 15 minuti”, un modello nato dalla collaborazione con il noto urbanista Carlos Moreno. «L’obiettivo è creare una città policentrica — ha spiegato Romano — dove ogni cittadino, dalla frazione più distante al centro storico, possa raggiungere i servizi essenziali (salute, spesa, uffici) in un quarto d’ora a piedi o in bicicletta. Non è un’utopia ideologica, ma una strategia per non avere più cittadini di serie B».

LEGGI O ASCOLTA L’INTERVISTA A MARCO LION

Romano non ha risparmiato critiche al metodo dell’attuale amministrazione, definita deficitaria sul piano dell’ascolto e della trasparenza. Sul fronte sanità, il candidato del centrosinistra propone un cambio di paradigma: superare il modello “ospedale-centrico” per investire sulla medicina del territorio. Tra le proposte concrete, l’istituzione di una Consulta comunale della sanità, un’idea condivisa con il Movimento 5 Stelle. «Il sindaco deve essere il collettore delle richieste del territorio. Servono personale e strumentazioni, non solo nuove mura», ha incalzato Romano, ricordando come la destra avesse vinto la scorsa tornata elettorale proprio facendo battaglia sulla sanità, senza però sortire gli effetti sperati una volta salita al potere.

Pur riconoscendo l’ingente mole di risorse arrivate tramite il PNRR (circa 40 milioni di euro), Romano accusa la giunta uscente di mancanza di coraggio: «Si sono limitati all’ordinaria amministrazione o a progetti ereditati dal passato, come le scuole. Perché non si è osato su un nuovo palazzetto dello Sport?». Inevitabile il passaggio sul ponte Garibaldi e sulla sicurezza del Misa. Per Romano, la chiave resta la mitigazione del rischio attraverso le vasche di espansione: «Quella di Bettolelle è un passo, ma ne servono altre. Su questo non esiste destra o sinistra: chi governa deve avere come priorità assoluta la messa in sicurezza del territorio».

In vista dei prossimi mesi di campagna elettorale, la sfida principale sarà mantenere compatta la coalizione progressista. «Siamo gli unici ad avere già un candidato e un programma pronti – ha concluso Romano – segno che il percorso delle primarie ha funzionato rimettendo la partecipazione al centro del nostro percorso. Ora dobbiamo far sedimentare queste idee nell’immaginario dei cittadini. Se resteremo uniti sui progetti e non sulle poltrone, Senigallia potrà davvero cambiare marcia».

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Dario Romano e Marco Lion, sfida alle primarie del centrosinistra

Senigallia, primarie centrosinistra: tra Romano e Lion la sfida su ambiente, sanità e futuro

Quel che è stato detto e fatto ormai è storia. Ora la parola passa ai cittadini. Domenica 11 gennaio, dalle 8 alle 20, il centrosinistra a Senigallia aprirà le porte di una decina di seggi per le primarie che decreteranno il candidato sindaco unitario per l’intera coalizione, il cosiddetto campo largo e progressista. Una sfida a due, che vede contrapposti Marco Lion, espressione del mondo civico, ex parlamentare e ambientalista di lungo corso, e Dario Romano, volto del Partito Democratico con una ultra decennale esperienza amministrativa. Dalle frequenze di Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), i due candidati hanno delineato le proprie visioni – diverse ma in vari punti anche complementari – per il futuro della città. Non hanno risparmiato critiche all’attuale amministrazione Olivetti, accusata di una gestione estemporanea e priva di programmazione strategica, nonostante l’ingente flusso di fondi PNRR (almeno 30 milioni di euro, cifra mai vista in città). L’audio, in onda sulla nostra Radio Duomo (95.2 FM), è disponibile anche in questo articolo con una breve sintesi dei passaggi principali.

Il modello politico di Marco Lion è quello della partecipazione fuori dai recinti dei partiti. L’ex parlamentare dei Verdi, ex vicepresidente e assessore provinciale all’ambiente punta tutto sul metodo: «La mia candidatura alle primarie nasce dalle richieste dei cittadini, si fonda su ascolto, dialogo partecipazione». Lion ha acceso i riflettori sull’ambiente e sulla gestione del territorio, criticando aspramente i progetti sui ponti cittadini (Garibaldi e Portone) e la gestione del rischio idrogeologico che ha anche portato – negli anni – a una costante riduzione delle aree a rischio esondazione e quindi a costruire dove non è opportuno. In campo urbanistico Marco Lion dà la prospettiva della Senigallia di domani, sia in termini di edilizia sociale (co-housing) sia per quanto riguarda aree strategiche come la sede del reparto mobile, l’ex gioventù italiana sul lungomare o gli orti del vescovo. E ancora, nel settore sanitario e sociale propone un atteggiamento diverso dell’amministrazione comunale. Centrale la sfida giovanile: dalle prospettive occupazionali alle questioni sociali, culturali e aggregative.

Dall’altra parte, Dario Romano (Pd) rivendica il valore della politica come impegno collettivo: «Bisogna ricucire il rapporto con l’elettorato deluso». Al centro del suo programma, la sanità territoriale — con un appello a superare la logica puramente ospedaliera a favore della medicina sul territorio, infermieri di comunità — e la sicurezza idrogeologica. «La priorità sono le vasche d’espansione», ha dichiarato Romano, sottolineando come la sola pulizia dell’alveo non basti a mettere in sicurezza il centro storico. Forte anche il richiamo allo sport come strumento educativo per i giovani e all’esigenza di spazi aggregativi anticipati prima da una campagna di ascolto delle nuove generazioni.

Informazioni pratiche per il voto

Domenica 11 gennaio (ore 8-20) potranno votare tutti i cittadini residenti maggiorenni (o che lo diventeranno entro il 19 aprile 2026, perché poi si dovrebbe votare per le elezioni comunali a fine maggio). È necessario presentarsi con un documento d’identità e la tessera elettorale. È richiesto un contributo di 2 euro per sostenere le spese organizzative. L’elenco degli 11 seggi è disponibile qui sotto, o sulle pagine social del Partito Democratico locale e di “Senigallia Cambia – Cambia Senigallia“.

SEGGIOLUOGO E INDIRIZZOSEZIONI ELETTORALI
1MarzoccaCGIL, Viale della Resistenza 7, Marzocca39, 40, 41, 42
2SalineCentro sociale, Via dei Gerani5, 6, 7, 10, 11, 12, 13, 14, 15
3CentroPiazza Saffi1, 2, 3, 4, 16, 17, 18
4Vivere VerdeVia Cherubini, 419, 20, 21, 22, 23
5CesanoCasina piazzetta (cellula), Strada Prima 3130
6Borgo RibecaSala biliardo, Via Lago di Garda 325, 26, 32
7Borgo BicchiaCircolo ARCI, Strada Provinciale Arceviese 538, 9
8ScapezzanoCentro sociale, Via Fratti31, 33, 34
9ValloneCentro sociale Vallone, Via Borgo Panni 1935
10Sant’AngeloCentro sociale Sant’Angelo, Via Borgo Marzi 6036, 37, 38
11CesanellaCentro sociale, Via Mantegna 227, 28, 29, 43

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Stefania Pagani

«Basta risse e teatrini, servono onestà e autocritica»: Stefania Pagani (Vola Senigallia) contro la politica del consenso a tutti i costi

«Se la politica locale vuole riconquistare la fiducia dei cittadini, deve uscire dalla logica del consenso a tutti i costi e della rissa permanente». È un’analisi netta quella di Stefania Pagani, capogruppo di Vola Senigallia, intervenuta ai microfoni di Radio Duomo Senigallia per discutere dello scollamento tra politica e cittadini, tema evidenziato dal crescente astensionismo. L’intervista AUDIO, andata in onda nei giorni scorsi sulla frequenza 95.2 FM, è disponibile in questo articolo grazie al lettore multimediale. Articolo in cui vi proponiamo una sintesi degli argomenti trattati.

Secondo Pagani, la politica cittadina è troppo spesso ridotta a «siparietti» e «giochi delle parti» che allontanano l’elettorato. La consigliera non risparmia critiche a entrambi gli schieramenti del consiglio comunale. «C’è una scarsa propensione da entrambe le parti a fare autocritica, prima ancora di rivendicare i meriti», ha affermato Pagani. L’esempio citato è quello di opere pubbliche recenti, come la rotatoria della Penna o la riqualificazione della scuola Marchetti: «Quando un’opera pubblica diventa pretesto di battibecchi propagandistici, si trasforma da occasione di progresso condiviso a un terreno di scontro sterile». La ricetta della capogruppo di VS si basa su tre pilastri: verità, sobrietà e spirito di servizio. «Ammettere che un progetto è stato ereditato non è un segnale di debolezza, ma di onestà», ha sottolineato, definendola «un valore rivoluzionario» fondamentale su cui costruire il progetto politico.

L’esperienza in consiglio: il muro contro muro

Tracciando un bilancio della sua esperienza in consiglio comunale a Senigallia, Stefania Pagani parla di un’esperienza che dovrebbero fare tutti per poter capire come funzionano alcuni meccanismi degli enti pubblici, ma nel complesso «non troppo positiva». «È capitato molto spesso che una proposta venisse rigettata subito solo perché proveniente dall’opposizione, anche quando c’era qualcosa di buono». Un raro esempio di collaborazione positiva, ricorda la consigliera, è stato il progetto della casa di comunità, dove una mozione bipartisan ha stimolato la Regione su una struttura necessaria alla città e alla vallata. Cita invece come occasione persa la sua proposta sulla mobilità sostenibile, con una sorta di incentivo economico per chi va al lavoro in bici, «bocciata con un pretesto».

Le critiche all’amministrazione: turismo, giovani e casa

L’intervista ha toccato diversi temi caldi per la città, sui quali Stefania Pagani ha espresso forti critiche all’attuale amministrazione a guida Olivetti. Sulla gestione del turismo: «L’amministrazione spende molto in eventi, ma non ha una vera progettualità né è riuscita a dare un’identità turistica a Senigallia». Secondo la consigliera, servirebbe più attenzione alla «vacanza a tutto tondo», che significa non solo una pluralità di turismi oltre quello balneare ma anche aspetti marginali che completano l’esperienza: pulizia e decoro urbano, cura del verde, piste ciclabili, trasporto pubblico e parcheggi scambiatori. Poi le politiche giovanili, definite «le grandi assenti» di questa giunta. «È stato fatto poco o pochissimo. Penso ai centri di aggregazione giovanile, chiusi in epoca covid e mai riaperti». Per il futuro auspica una regia comune che coinvolga associazionismo e imprese per «restituire ai giovani i propri spazi». 
Critiche anche per una mancata attenzione all’emergenza abitativa. Pagani denuncia «un’assenza di progettualità nell’edilizia popolare» e un indebolimento del rapporto con l’ERAP (Ente Regionale per l’Abitazione Pubblica delle Marche). Con la proliferazione di affitti brevi e B&B, la situazione per giovani coppie e categorie fragili è peggiorata. Gli interventi a Marzocca e San Silvestro «non sono sufficienti». Da qui nascono allora le sue proposte, semplici ma utili: ripristinare il tavolo con l’Erap Marche, regolamentare gli affitti turistici magari tramite incentivi per chi mette a disposizione appartamenti per il lungo periodo e sperimentare progetti di social housing guardando anche il lavoro fatto oltre i confini regionali.

Il futuro del centrosinistra e il nodo primarie

Partendo innanzitutto dal passato recente, Stefania Pagani ammette la necessità di un’autocritica anche da parte del centrosinistra: «Probabilmente anche noi abbiamo perso in questi ultimi anni un contatto diretto che avevamo con le persone e con alcune associazioni. Da lì dobbiamo ripartire». E poi guardando alle prossime elezioni amministrative, il suo nome è tra quelli compresi nel “toto-nomi” per le primarie assieme a Dario Romano e Domenico Liso. La capogruppo di Vola Senigallia frena bruscamente: «Di certo non c’è ancora nulla. Per come intendo io l’impegno politico, deve partire prima un progetto comune e un confronto sulla visione della città che comprenda almeno quattro o cinque punti su cui costruire un’alleanza. Ogni altro ragionamento è prematuro». L’obiettivo primario, conclude, è «rafforzare la coesione» della coalizione, per poi decidere se puntare su un candidato unico o passare per le primarie. L’importante è che sia un percorso condiviso e partecipato.

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Enea Barazzoni

Al via a Senigallia “La città che vogliamo”, un percorso di partecipazione politica sul bene comune

Senigallia si prepara alle prossime consultazioni amministrative che dovrebbero tenersi nella primavera 2026 con un’iniziativa che mette al centro l’ascolto e la partecipazione dei cittadini. La Diocesi, attraverso la Pastorale Sociale, del Lavoro per la Salvaguardia del Creato, insieme a Caritas e Casa della Gioventù, rilancia il percorso “La città che vogliamo” già ‘testato’ nel 2020. «Non si tratta di un’alternativa alla politica», come ha sostenuto Enea Barazzoni durante l’intervista a Radio Duomo Senigallia, ma «di un processo per rafforzare la comunità e far emergere i veri bisogni dei senigalliesi». L’AUDIO integrale è in onda mercoledì 8 e giovedì 9 ottobre alle ore 13:10 e alle ore 20, con un’ulteriore replica domenica 12 alle 17 circa, ma è disponibile anche qui grazie al lettore multimediale.

Il progetto, «già sperimentato con successo in passato», riparte con l’obiettivo di «superare l’astensionismo e riscoprire il valore del coinvolgimento civico». La Pastorale Sociale e del Lavoro ha sottolineato che il cuore dell’iniziativa non è tanto il risultato tangibile (ben lungi dall’essere un programma elettorale o qualcosa di simile), quanto il processo in sé, fatto di ascolto e condivisione. “La città che vogliamo” è un percorso aperto a tutti, senza limiti di età, e si concentra sul bene comune, un concetto che supera l’interesse individuale.

L’ALTRA INTERVISTA – GIANMARIA SAGRATI

Le tappe del percorso: dalla presentazione ai tavoli di lavoro

L’iniziativa si articola in sei tappe principali. Il primo appuntamento è fissato per lunedì 13 ottobre alle 21 all’auditorium San Rocco di piazza Garibaldi. L’incontro sarà un momento di presentazione del progetto a tutta la cittadinanza e vedrà la partecipazione di Daniela Ciaffi, vicepresidente di Labsus (Laboratorio per la Sussidiarietà), che offrirà spunti sull’importanza e le difficoltà del coinvolgimento civico.

Si entrerà nel vivo domenica 26 ottobre alle 16 al seminario vescovile di via Cellini, luogo simbolo della resilienza locale dopo le devastazioni alluvionali. In un’assemblea, i cittadini saranno invitati a portare il proprio sguardo sulla città. Queste idee verranno mappate, votate e scremate per far emergere i macro-temi prioritari. Sarà un processo democratico, il che garantisce che i temi di discussione non sono predefiniti, ma scaturiscono direttamente dalla comunità.

I macro-temi identificati verranno analizzati in due sessioni di tavoli di lavoro, che si terranno giovedì 6 novembre e giovedì 20 novembre, sempre alle 20:30 e sempre al seminario vescovile. Questi gruppi ristretti saranno l’occasione per approfondire le tematiche e cercare di tradurre le idee iniziali in proposte concrete. Un aspetto cruciale di questa fase è l’attenzione posta sull’individuazione dei bisogni reali che si nascondono dietro le richieste materiali (es. cosa c’è dietro la richiesta di un parco, di una casa o di impianti sportivi). Per assicurare una guida efficace, l’organizzazione ha recentemente formato un gruppo di facilitatori, preparati a gestire i tavoli di lavoro e orientare la discussione verso l’ascolto e la gestione costruttiva di conflitti e diversità di vedute.

No a ‘liste della spesa’

Il calendario di appuntamenti promossi nell'ambito del percorso di partecipazione politica "La città che vogliamo"
Il calendario di appuntamenti promossi nell’ambito del percorso di partecipazione politica “La città che vogliamo”

“La città che vogliamo” non mira a produrre un programma elettorale, né a creare una candidatura ‘vicina’ alla Diocesi e nemmeno a ipotizzare un soggetto alternativo ai partiti politici. L’intento, come ribadito da Barazzoni, è duplice: rafforzare il dialogo comunitario e consegnare ai candidati sindaci un quadro chiaro dei bisogni emersi dalla stessa comunità.

«Non consegneremo ai candidati a sindaco di Senigallia delle proposte concrete in quanto tali, ma consegneremo un percorso che parte dai bisogni dei cittadini, dalle idee… Saranno loro, i candidati, ciascuno con la propria sensibilità, a farle convogliare, se lo vorranno nei propri programmi elettorali». Gli incontri conclusivi, le cui date saranno definite in base al calendario elettorale (presumibilmente a febbraio e marzo), si terranno al Cinema Gabbiano e serviranno a rendere conto ai partecipanti di quanto emerso e a confrontarsi coi candidati.

In conclusione l’iniziativa si pone come un atto di fiducia nella democrazia e nella partecipazione, un invito a non abituarsi all’astensionismo dilagante ma, anzi, a riscoprire la bellezza di un bene comune più grande dell’interesse personale. L’appello è rivolto a tutti i cittadini e le cittadine: la partecipazione è la chiave per dare voce alle diverse visioni e per far sentire ogni senigalliese parte attiva e valorizzata della stessa comunità.

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Radio Duomo Senigallia inBlu, ogni giorno una voce in vista delle elezioni regionali 2025

Ogni giorno, su Radio Duomo Senigallia inBlu (95.200 FM) la striscia quotidiana ‘Venti minuti da Leone’ ospita le voci delle candidate e dei candidati al Consiglio regionale delle Marche in uno speciale ‘elezioni regionali’, in vista dell’appuntamento elettorale dei giorni 28 e 29 settembre prossimi.

La trasmissione quotidiana, in onda alle 13.10 e in replica alle 20.00 (sabato, ore 20.00 e domenica, ore 16.50, replica dell’intero ciclo settimanale): nella puntata di oggi, venerdì 12 settembre, abbiamo incontrato il candidato Maurizio Mangialardi (nella foto), del Partito democratico.

Ecco il file dell’intervista

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Radio Duomo Senigallia inBlu, ogni giorno una voce in vista delle elezioni regionali 2025

Ogni giorno, su Radio Duomo Senigallia inBlu (95.200 FM) la striscia quotidiana ‘Venti minuti da Leone’ ospita le voci delle candidate e dei candidati al Consiglio regionale delle Marche in uno speciale ‘elezioni regionali’, in vista dell’appuntamento elettorale dei giorni 28 e 29 settembre prossimi.

La trasmissione quotidiana, in onda alle 13.10 e in replica alle 20.00 (sabato, ore 20.00 e domenica, ore 16.50, replica dell’intero ciclo settimanale): nella puntata di oggi, giovedì 11 settembre, abbiamo incontrato la candidata Paola Candi (nella foto), della lista ‘I marchigiani per Acquaroli’, che sostiene la candidatura dell’attuale presidente della Regione Marche.

Ecco l’audio dell’intervista.

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Radio Duomo Senigallia inBlu, ogni giorno una voce in vista delle elezioni regionali 2025

Ogni giorno, su Radio Duomo Senigallia inBlu (95.200 FM) la striscia quotidiana ‘Venti minuti da Leone’ ospita le voci delle candidate e dei candidati al Consiglio regionale delle Marche in uno speciale ‘elezioni regionali’, in vista dell’appuntamento elettorale dei giorni 28 e 29 settembre prossimi.

La trasmissione quotidiana, in onda alle 13.10 e in replica alle 20.00 (sabato, ore 20.00 e domenica, ore 16.50, replica dell’intero ciclo settimanale) ha avuto come ospite il candidato Massimo Marcellini, della lista ‘progetto MARCHE vive’ – Matteo Ricci presidente’ (nella foto, a destra, accanto al segretario nazionale di Democrazia solidale, on. Paolo Ciani).

Ecco l’audio della prima puntata.

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L'incontro alla parrocchia di Cesanella per il percorso "La città che vogliamo"

Partecipazione civica e politica dal basso: avviato a Senigallia il percorso “La città che vogliamo”

Dopo l’esperienza di 5 anni fa, a Senigallia si fa nuovamente strada un’iniziativa che mira a ridefinire il concetto di politica, ponendo la partecipazione cittadina al centro del processo decisionale. Si tratta de “La città che vogliamo“, un percorso laboratoriale promosso dalla Pastorale sociale e del lavoro e dalla Caritas diocesana. E’ aperto a tutti, e anzi, si rivolge a tutti i cittadini e tutte le cittadine, senza alcuna distinzione. Abbiamo voluto saperne di più sull’iniziativa, sulle sue modalità di svolgimento, discussione e votazione, ma soprattutto sugli ambiziosi obiettivi che gli organizzatori si sono posti. E chi meglio di un giovane che è all’interno della cabina di regia? L’intervista a GianMaria Sagrati, criminologo e mediatore sociale dei conflitti, è in onda il 21 e 22 luglio (ore 13:10 e ore 20) su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM). La replica sarà domenica 27 alle ore 17. Ma si può ascoltare anche qui dal vostro pc o telefono, cliccando sul lettore multimediale.

È un percorso che mette al centro la persona, il valore del singolo cittadino, ha spiegato Sagrati, sottolineando come l’obiettivo sia trasformare i bisogni della comunità in idee e soprattutto in ipotesi di soluzioni da presentare poi all’amministrazione pubblica. Il tutto basato sulla concretezza e sulla credibilità. L’iniziativa, pur partendo da un nucleo ecclesiale che è la Pastorale sociale e del lavoro, affiancato dalla Caritas diocesana, si prefigge di aprirsi a tutta la cittadinanza e alle associazioni del territorio. 

Un processo dal basso: i partecipanti, a partire da ottobre 2025 e fino a febbraio 2026, porteranno le proprie esigenze e idee, che verranno poi raggruppate in macro-temi (urbanistica, sociale, giovani, casa, ecc.). Saranno poi gli stessi partecipanti a scegliere, tramite votazione, i cinque temi prioritari su cui concentrarsi. 

Alla domanda su possibili critiche legate a un’invasione di campo da parte della diocesi in ambito politico, Sagrati ha risposto con chiarezza: “Non è nostra intenzione né costruire un programma elettorale né tantomeno un possibile partito outsider. C’è il desiderio di costruire un senso di artecipazione civica, sensibilizzare le persone al bene comune.” L’invito alla partecipazione è esteso a tutti, anche a chi appartiene a partiti politici, purché si presenti come singolo cittadino, portando il proprio vissuto e le proprie idee, senza rappresentanza di enti o associazioni.

Un primo incontro si è svolto lo scorso 9 luglio nella parrocchia della Cesanella e ha coinvolto le associazioni sportive, culturali, di volontariato sociale ed ecclesiali del territorio, con l’obiettivo di presentare il percorso e iniziare a costruire una rete di collaborazione. L’idea è quella di un “movimento a cerchi concentrici” che, partendo dalla cabina di regia e passando per le associazioni, coinvolga un pubblico sempre più ampio. 

I prossimi appuntamenti prevedono un evento di lancio il 16 ottobre, seguito da una presentazione aperta a tutta la cittadinanza il 26 ottobre. Successivamente, ci saranno due date a novembre per lo svolgimento dei lavori, poi l’11 dicembre il primo evento di racconto dell’esperienza, e infine a febbraio 2026 la restituzione finale degli elaborati in un confronto con i candidati sindaci per le elezioni comunali che si terranno a Senigallia nella primavera successiva.

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L'intervento del vescovo Manenti durante il primo incontro del percorso "La città che vogliamo"
L’intervento del vescovo Manenti durante il primo incontro del percorso “La città che vogliamo”: al suo fianco Gianmaria Sagrati
Maurizio Perini

Azione Senigallia si struttura in vista delle elezioni regionali e comunali

Alle elezioni regionali del prossimo settembre nelle Marche non comparirà né nella coalizione di centrodestra né in quella di centrosinistra il logo di Azione, anche se la libertà di manovra concessa dal nazionale ha poi visto propendere il direttivo regionale verso Acquaroli. Lo conferma Maurizio Perini, commissario senigalliese e vallivo del partito di Carlo Calenda, che traccia ai microfoni di Radio Duomo Senigallia un bilancio della politica regionale e di quella comunale in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. L’intervista sarà in onda lunedì 7 e martedì 8 luglio alle ore 13:10 e alle ore 20, con un’ulteriore replica domenica 13 alle ore 16:50, sempre su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM). In alternativa, a fianco al testo c’è il lettore multimediale per ascoltare l’audio.

L’obiettivo principale dell’incarico di Perini è quello di strutturare il partito a Senigallia e nella valle Misa-Nevola, dotandolo di referenti, rappresentanti e, soprattutto, di una solida base di iscritti. Base che non potrà vedere il simbolo in nessuna delle due coalizioni dopo i colloqui del segretario Carlo Calenda con i due candidati governatori marchigiani, Francesco Acquaroli (presidente regionale uscente, FdI) e Matteo Ricci (Pd). E questo per la mancanza di un riscontro immediato e diretto sulle richieste programmatiche avanzate da Azione.

Tra i temi programmatici Azione, Perini ha citato la questione dei rifiuti in cui l’aspetto ambientale ha preso in molti casi il sopravvento per motivi di principio senza una vera disamina tecnica. Come nel caso del termovalorizzatore, ultima spiaggia per ridurre i rifiuti e abbassare i costi della tari. «Sentiamo parlare da anni di una diminuzione dei costi con la raccolta differenziata, ma ai cittadini senigalliesi risulta che sia scesa? No, la risposta è ovvia» ha incalzato Perini, sottolineando l’urgenza di trovare soluzioni efficaci.

Altri temi che sono al centro del dibattito sono la sanità e la ricostruzione post alluvione 2022, criticità che affliggono il territorio da tempo senza una vera svolta in questi ultimi anni, nonostante le promesse. «Altre regioni ci stanno letteralmente mangiando vivi» ha ammonito, riferendosi alla crescente mobilità passiva, cioè al fatto che molti marchigiani vadano in altre regioni a curarsi. Ha criticato l’immobilismo su progetti cruciali come le Case di Comunità. Sulla perdurante carenza di personale: «Non è la struttura che cura, ma medici, paramedici, infermieri e oss», sottolineando la necessità di un’importante campagna di assunzioni per non lasciare vuoti i nuovi palazzi che si andranno a realizzare come a Senigallia.

Riguardo alla ricostruzione post-alluvione, Perini ha ribadito la sua posizione sul ponte Garibaldi, auspicando una struttura che sia più consona al contesto. E questo non tanto per questioni estetiche ma per non impattare troppo per esempio sulla viabilità. Sul PAI (Piano di Assetto Idrogeologico) e le opere di mitigazione del rischio, Perini ha evidenziato come le vasche di espansione, pur importanti per l’evacuazione, non evitino future esondazioni. «Servono per dare più tempo alla protezione civile ma il rischio esiste ancora» ha ammonito.

Sui servizi, Azione punta sulle sinergie tra comuni ed enti, quindi con la soluzione dell’unione dei comuni a gestire non solo il welfare e i servizi sociali ma anche della stessa protezione civile. In sintesi l’ottica dev’essere di vallata. Nella città di Senigallia tanto si può ancora fare per quanto riguarda la gestione turistica (si pensi al turismo religioso di fatto mai realmente considerato una risorsa) e degli eventi.

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La piazza a Castelleone di Suasa

Elezioni amministrative 2024, il sindaco di Castelleone di Suasa Manfredi al lavoro per la rielezione

La piazza a Castelleone di Suasa
La piazza a Castelleone di Suasa

Tra i comuni al voto per le elezioni amministrative dell’8 e 9 giugno 2024 c’è anche Castelleone di Suasa (1.557 abitanti secondo le rilevazioni 2023 dell’Istat). Il sindaco Carlo Manfredi ha dato disponibilità per un terzo mandato e così è nata l’intervista per il programma radiofonico che Radio Duomo Senigallia e La Voce Misena hanno avviato, “Venti minuti da Leone”.

Su cosa state lavorando in questo momento?
Stiamo lavorando con la squadra, dopo le conferme, per coinvolgere il maggior numero possibile. Servono persone che lavorino al fianco dell’amministrazione comunale non solo per far parte della squadra ma anche per riavviare un’attività di coinvolgimento della popolazione che si è fermato durante il periodo covid.

Su cosa puntate con questa ricandidatura?
Vorremmo proseguire ciò che abbiamo fatto, crediamo di buono, nel corso di questi dieci anni. Dieci anni sono tanti, gli ultimi soprattutto per pandemia e alluvione. Ma ciò che mi spinge è portare avanti i progetti rimasti in cantiere.

Quali cantieri?
Abbiamo ottenuto un finanziamento dal Gal Colli Esini per un centro studi su Suasa con annesso ostello perché ospitiamo gli studiosi e i collaboratori delle università che operano nella campagna di scavo sulla città romana di Suasa. Poi a breve partirà il rifacimento del centro sportivo polivalente Rossetti con la pista di pattinaggio e il campo da tennis e calcetto in erba sintetica; poi il camminamento tra la provinciale e il centro storico per abbattere le barriere architettoniche, e il tema sarà poi al centro di altri lavori nell’ambito di Iter Suasanum. Inoltre ci sarà la riapertura della strada di Farneto bassa danneggiata dall’alluvione: ci siamo proposti noi come soggetto attuatore per accelerare i lavori iniziati da Anas. Infine l’efficientamento energetico del palasport che ha visto anche un importante lavoro con un mutuo per la messa a norma a livello antisismico.

Tanti interventi ma possono essere agevolati da una riconferma della squadra di governo?
Secondo noi sì e speriamo di avere la fiducia dei cittadini. Già hanno visto l’impegno nostro soprattutto sulla scuola, come l’iniziativa per mantenere la classe prima elementare sul territorio o i lavori per risolvere i problemi con l’edificio della secondaria che è del 1985; e poi sui servizi ai cittadini, con contributi alle attività e alle famiglie. E anche la nuova struttura polivalente va proprio in questo senso.

Quali problematiche affrontano i piccoli comuni per evitare lo spopolamento delle aree interne?
Abbiamo perso uno sportello bancario ma ne abbiamo ottenuto un altro e l’ufficio postale, a cui abbiamo affidato la tesoreria, è stato rinnovato col progetto “Polis”. Abbiamo poi una farmacia, un centro prelievi settimanale e poi tutta una serie di negozi di prima necessità, forno, macello, frutta e verdura, una sanitaria, attività che sono comunque in forte difficoltà perché non riescono a competere con la grande distribuzione. Ma in realtà sono un servizio che forse non viene riconosciuto adeguatamente: quando non c’è più ci se ne accorge del servizio perso, sono una ricchezza per il territorio. Alle imprese abbiamo ridotto di sei mesi la tari, incentiviamo l’assunzione di persone con dei contributi, organizziamo eventi per far partecipare le persone. Per le famiglie che prendono la residenza a Castelleone offriamo un contributo economico, un segnale di vicinanza per chi rimane nel territorio.

Facciamo chiarezza sulla discarica: perché è calata la compartecipazione del Comune di Castelleone di Suasa?
Quando è nata veniamo accusati di aver votato contro la realizzazione ma così non era. Perché c’era poca informazione alla popolazione. Inizialmente era al 50% con Corinaldo ma noi non potevamo sopportare tale quota e siamo scesi al 40%. Non è stato sufficiente e ora siamo al 30%. Nel 2017 eravamo in fortissime difficoltà: la discarica doveva aprire ma è slittato di qualche mese ma noi abbiamo iniziato a pagare le rate dei mutui senza avere entrate dalla discarica. Abbiamo chiuso il bilancio con un debito di 150 mila euro, ma se avessimo mantenuto quelle quote di partecipazione, avremmo avuto il fallimento del Comune. Quindi è stata una scelta oculata per mantenere gli equilibri di bilancio. Porta utili alla collettività perché possiamo avere servizi e mantenere per esempio l’imu all’8 per mille, tra le più basse in regione.

E sul fronte sicurezza? Aumentano i furti in abitazione nella vallata: quali soluzioni?
Partecipiamo ai bandi per l’installazione delle videocamere di sorveglianza e quest’anno abbiamo anche aumentato la compartecipazione del Comune per poter ottenere il finanziamento. Poi siamo in contatto quotidiano con le forze dell’ordine per segnalare le situazioni più strane o sospette. E poi organizziamo incontri per informare la popolazione, che è la chiave per risolvere alcuni disagi.

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Elezioni 2024, i primi nomi dei candidati a sindaco nelle valli Misa e Nevola

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Fervono gli ultimi ritocchi alle liste per le elezioni comunali dell’8 e 9 giugno 2024 che interesseranno sei comuni delle valli Misa e Nevola. Scade infatti l’11 maggio il termine per depositare i nomi dei componenti le liste e i simboli. Alle urne andranno i cittadini di Arcevia (4.242 abitanti secondo le rilevazioni 2023 dell’Istat); Barbara (1271 abitanti); Belvedere Ostrense (2096); Castelleone di Suasa (1.557); Montemarciano (9.780); Ostra (6.287); Serra de’ Conti (3.562 ab.) e Trecastelli (7.517) per un totale di popolazione che supera di poco le 36 mila unità.

Abbiamo intervistato alcuni primi cittadini delle amministrazioni comunali che andranno al voto e continueremo con il programma radiofonico “Venti minuti da Leone” a sentire i candidati, sia di maggioranza che di opposizione, che si presenteranno agli elettori. C’è però intanto un dato che si può dare: metà dei sindaci lascia nonostante il secondo mandato sia solitamente più “semplice” da affrontare. Non si ricandideranno infatti i primi cittadini di Arcevia Dario Perticaroli, di Barbara Riccardo Pasqualini e di Serra de’ Conti Letizia Perticaroli. Questioni politiche, motivi di salute e impegni personali i motivi alla base della scelta.

Pronta a subentrare, in caso di vittoria alle urne Marisa Abbondanzieri ad Arcevia, dove ancora non si è palesato uno sfidante; a Barbara si parla dell’impegno ormai pressoché certo di Massimo Chiù, attuale vicesindaco e assessore con deleghe ai lavori pubblici, infrastrutture e sport. Possibile una sola lista in lizza come già avvenuto nel 2019. A Serra de’ Conti, invece, sarà quasi certamente sfida a due tra l’attuale vicesindaco Pieramelio Baldelli e, dall’opposizione, Silvano Simonetti, con un passato da primo cittadino alle spalle.

Chi si ripresenta agli elettori è invece Marco Sebastianelli, sindaco di Trecastelli, alla guida di Trecastelli Passione Comune. Per sfidarlo si parla di Gloria Montironi, attuale consigliera d’opposizione ma le trattative sembrano ancora in alto mare. A Ostra si ripresenta anche Federica Fanesi, attuale sindaca; non si conosce il nome del o della sfidante ma il centrosinistra che in passato ha candidato Storoni è al lavoro per programma e nomi. Infine, a Castelleone di Suasa, il sindaco Carlo Manfredi tornerà alle urne per quello che sarebbe il terzo mandato in caso di elezione: il percorso però è ostacolato dall’ex sindaco Giovanni Biagetti.

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Riccardo Pasqualini

Elezioni a Barbara, Pasqualini non si ricandida

Riccardo Pasqualini

Non si ricandiderà alle prossime elezioni amministrative di giugno 2024 Riccardo Pasqualini, attuale sindaco di Barbara. Lo ha annunciato egli stesso ai microfoni di Radio Duomo Senigallia durante l’intervista nel programma “Venti minuti da Leone”. Con lui abbiamo fatto una chiacchierata sulle problematiche e sulle opportunità offerte dai piccoli comuni dell’entroterra: dai lavori pubblici all’alluvione, dalla partecipazione allo spopolamento, dalla cultura all’occupazione. Ecco una sintesi di quanto detto: il resto potete ascoltarlo sulla frequenza 95.2 FM venerdì 19 aprile alle ore 20; sabato 20 aprile alle 13:10 e alle 20; e domenica 21 a partire dalle ore 16:50. Buona lettura e buon ascolto.

Come mai non si ricandida?

Sono stati cinque anni molto pesanti, ma principalmente è per motivi di salute. Non riuscirò a garantire un impegno al 100%. Però ho dato disponibilità a un’eventuale presenza come consigliere comunale magari con delega ai giovani, allo sport e tempo libero.

Quali progetti la prossima amministrazione dovrà portare avanti?

Innanzitutto la nuova scuola per l’infanzia e la primaria. Il finanziamento è ormai di un anno e mezzo fa e contavamo di finirla per settembre 2024, ma per varie peripezie burocratiche e per i rincari delle materie prime ancora dobbiamo mettere il primo mattone. La scuola è un punto fondamentale e ci tengo moltissimo, altrimenti il paese è finito.

Altri progetti?

Ci sono diversi interventi pubblici come la sostituzione dell’illuminazione pubblica a led; il rifacimento di alcune strade ferme agli anni ‘80; e poi i ponti colpiti dall’alluvione, soprattutto il ponte di Bombo che collega la parte collinare verso Castelleone di Suasa con il nostro paese. Ma viste le nuove norme di sicurezza, i progetti dovranno essere rivisti. Gli altri hanno un traffico e un peso minore.

La popolazione si sente più sicura dopo i lavori sul fiume?

Il Nevola passa nel nostro territorio per meno di due chilometri, ma sono stati fatti diversi lavori e il letto del fiume ripulito da alberi, tronchi secchi e detriti. E’ tutto il reticolo secondario, quello dei fossi, che è ancora fermo a com’era due anni fa. Purtroppo noi abbiamo pagato un prezzo altissimo in vite umane in proporzione alla zona toccata dal fiume, dove ci sono cinque o sei case e un paio di attività.

Tra i rischi dei piccoli comuni interni c’è lo spopolamento. Com’è la situazione a Barbara?

Purtroppo c’è poca partecipazione nonostante le varie iniziative e questo non favorisce il contrasto allo spopolamento. A parte il calcio che vede ora un movimento di oltre 300 bambini, adolescenti e giovani leve, per il resto c’è poca vivacità. Anche la rassegna di teatro dialettale è andata benissimo, mentre la partecipazione politica, dopo il covid, è cambiata molto e i rapporti si sono allentati. C’è un pre e un post covid.

Quali soluzioni dunque?

Innanzitutto i piccoli comuni hanno budget limitati e questo non gioca a nostro favore, ma le cose si possono fare se lavoriamo insieme e il Comune si presta a tutte le iniziative, ma servono le proposte. E’ per questo che sollecitiamo le varie associazioni, la pro loco – che ringrazio per tutto il lavoro che fanno – e altre realtà a darsi da fare. Il Comune è un partner ma ai giovani dico: non aspettate, siate voi lo stimolo al cambiamento e alla partecipazione. Poi la strada per fare le cose si trova.

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I componenti della lista Morro d'Alba Comune

Morro d’Alba, il sindaco rieletto conferma in giunta Boldreghini e Romagnoli

I componenti della lista Morro d'Alba Comune
I componenti della lista Morro d’Alba Comune

Primo consiglio comunale per Morro d’Alba dopo le elezioni amministrative 2023. Dato l’esito delle urne che ha visto premiare il sindaco uscente Enrico Ciarimboli per un secondo mandato (il terzo in realtà in quanto era già stato sindaco dal 1998 al 2003), è arrivato il momento di passare alle pratiche come la convalida degli eletti, la nomina della giunta e la designazione dei rappresentanti comunali nelle varie associazioni o enti, tra cui il consiglio dell’unione dei comuni di Belvedere Ostrense, Morro d’Alba e San Marcello.

Poche le novità. Il primo cittadino ha infatti confermato gli stessi assessori, distribuendo qualche delega in più. Per sé Enrico Ciarimboli conserva l’incarico per quanto riguarda il bilancio, il personale e la protezione civile.

A Raniero Romagnoli, che mantiene il ruolo di vicesindaco, sono state affidate le deleghe a politiche sociali, associazioni, partecipazione, sport, con l’aggiunta dell’urbanistica e del patrimonio. All’assessora Alessandra Boldreghini quelle per le attività produttive, cultura, turismo, forme associative e da quest’anno anche i lavori pubblici.

Dal canto suo, l’opposizione di “Morro d’Alba Insieme“, che sostenenva il candidato Gaspare Damico, oltre a congratularsi con la maggioranza, ha voluto ringraziare i propri elettori: «Questa esperienza ci ha dato modo di esprimere il nostro pensiero, di creare un gruppo unito, capace e di ascoltare i cittadini. Siamo fieri del lavoro fatto insieme e dell’impegno dedicato. Ringraziamo tutti i cittadini che ci hanno dato fiducia in queste elezioni amministrative. Saremo comunque presenti nella nostra azione di controllo, stimolo e puntuale aggiornamento dell’attività amministrativa. Buona fortuna all’amministrazione».

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I componenti della lista Morro d'Alba Insieme
I componenti della lista Morro d’Alba Insieme