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Tag: libri

Raffaele "Lello" Marangio

“Io Leggo Forte” a Senigallia: Lello Marangio e la disabilità tra ironia e inclusione

Si è conclusa con successo la recente edizione del festival “Io Leggo Forte” a Senigallia, che dal 18 al 20 luglio ha animato la città con l’arte della lettura. Promosso dall’associazione Laboratorio Centro Voce, con il partenariato del Comune di Senigallia e il patrocinio della Regione Marche e del Cepell (Centro per il libro e la lettura), l’evento ha visto tra i suoi momenti più significativi e vivaci l’incontro con Raffaele “Lello” Marangio. Lo scrittore, sceneggiatore e cabarettista, autore del libro sulla disabilità “Al mio segnale scatenate l’infermo”, è stato intervistato da Laura Mandolini: l’audio, andato in onda su Radio Duomo Senigallia nei giorni scorsi, è disponibile in questo articolo grazie al lettore multimediale. 

L’ironia come salvezza

Marangio, che a causa della poliomielite si muove in sedia a rotelle, ha trasformato la sua disabilità in un incredibile punto di forza, affrontando il tema con una prospettiva unica: quella dell’umorismo. Un approccio che ha caratterizzato tutta la sua vita e la sua prolifica produzione letteraria, iniziata a soli 13 anni. Marangio ha sottolineato come, nell’Italia di oggi, il vero virus da combattere sia quello dell’indifferenza. «Se eliminiamo l’indifferenza, l’accoglienza e l’inclusione delle persone disabili diventano molto più facili», ha affermato. Pur riconoscendo i progressi fatti rispetto al passato, specialmente nel Nord Italia in termini di servizi, ha evidenziato le persistenti disparità, soprattutto al Sud.

Oltre il paternalismo e il compatimento

L’autore ha criticato la tendenza a guardare alla disabilità con uno sguardo pietistico o paternalistico. «La disabilità è spesso vista come un incidente sulla strada: si guarda, si passa e si pensa ‘l’importante è che non sia capitato a me’», ha detto. Per Marangio, la lotta all’indifferenza deve partire anche dalle persone con disabilità stesse, che devono rivendicare i propri diritti «non in maniera pietistica, ma facendo in modo che la gente si vergogni delle cose che non fa». Ha poi toccato il tema delle barriere mentali, strettamente connesse a quelle architettoniche. «Se esistono ancora barriere architettoniche, significa che esistono ancora barriere mentali». Ha ribadito un concetto fondamentale: ciò che è a misura di una persona con disabilità, come una passerella per la spiaggia, è in realtà a misura di tutti, rendendo la vita più facile per mamme con passeggini, anziani o persone con difficoltà temporanee.

La cultura dell’inclusione e il ruolo dei media

Secondo Marangio, i mass media hanno una grande responsabilità nel veicolare messaggi diversi. «In televisione spesso si cerca l’abilismo, l’eroe paralimpico, o la storia drammatica che avvilisce. Ma se facciamo sorridere, il messaggio arriva molto più forte e trapassa le barriere» ha spiegato, citando la sua esperienza al Giffoni Film Festival. Infine, parlando di felicità e disabilità, Marangio ha offerto una prospettiva illuminante: «La persona felice è quella che riesce a essere soddisfatta della propria vita, anche con poco». La disabilità più grande, per lui, è la mancanza di sensibilità verso gli altri, l’egoismo e l’indifferenza che impediscono di dare felicità. 

L’incontro con Lello Marangio al festival “Io Leggo Forte” ha offerto una lezione preziosa: la risata può essere un potente strumento di inclusione, capace di abbattere muri e costruire ponti di comprensione.

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TELA racconto io Senigallia: l’omaggio reciproco tra la città e Laura Nigro, autrice dialettale

“TELA racconto io Senigallia”. E fortuna, viene da dire, perché la memoria corta sfilaccia storie, persone, il profilo di luoghi che sono molto più di un insieme di strade, piazze e case. Una città ha una sua personalità. Cambia, nel tempo, è normale che sia così ma ciò che è stata continua a vivere, anche inconsapevolmente, in chi la abita da sempre, in chi la sceglie per starci, in chi ne è profondamente legato. Si spiega anche così il pienone di lunedì 9 giugno 2025, all’auditorium ‘San Rocco’ di Senigallia, in occasione della presentazione del libro scritto da Laura Nigro (Ventura edizioni) e nel quale sono riportate alcune delle sue commedie dialettali che tanto hanno fatto divertire il pubblico, affezionato alla vivacità di un dialetto che dice molto della personalità senigalliese.  L’associazione culturale “La tela” nell’occasione ha riproposto alcune parti delle commedie, alternando alla brillante conduzione di Leonardo Marcheselli esilaranti siparietti che hanno fatto risuonare in sala tutte le sfumature del nostro vernacolo. Nigro, insieme ad Antonella Santinelli, grande ispiratrice di questa iniziativa, dialogando su questa bella storia hanno riaperto il sipario su vicende e modi di essere legati a doppio filo alla città, suscitando in sala commozione e risate a crepapelle.

Con “La Tela” ed i suoi istrionici attori, Laura Nigro ha portato in scena le sue commedie fin dal 1998, riuscendo a coinvolgere sempre più spettatori. Nel solco di grandi ‘maestri’ (per citarne alcuni, Vinicio Mandolini, Angelo Cicconi Massi, Nanda Tenenti Moroni, Leonardo Barucca, il poeta dialettale Nicola Leoni, Domenico Pergolesi – attivo promotore di eventi di cultura cittadina) Laura ha preso a piene mani, rielaborandola con creatività e intelligenza narrativa, un’eredità preziosa; lei, piccola bambina, arrivata dalla natìa Trieste, con un carico di sofferenza familiare che la guerra e l’immediato secondo dopoguerra impose a tante esistenze, con determinazione e coraggio scelse il teatro, sin dalla scuola superiore, quale veicolo di emozioni e possibilità di creare legami belli, comunità possibili.

È stato un regalo gioioso e necessario, questo appuntamento di inizio estate. Una di quelle occasioni che suscita domande sulla grande sfida, anche per una piccola città, del cercare e trovare il giusto equilibro tra memoria e futuro, identità e accoglienza. Nel micro si avvertono le grandi sfide della contemporaneità, specialmente quando i custodi del ‘chi eravamo’ si assottigliano.  Parlare e proporre il dialetto è molto più di un modo di dire le cose, è dare forma a dinamiche e relazioni che ci riguardano. E viene spontaneo il grazie condiviso per chi, anche oggi, ha voglia di promuovere il dialetto, farlo conoscere e donarci più di un sorriso condito dal quell’ironia, tutta senigalliese, che dice tanto chi siamo.

Laura Mandolini

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Bruno Peverini, staffetta partigiana

Bruno Peverini: un “Partigiano della vita” tra resistenza, sindacato e incontri inaspettati

La recente festa della Liberazione del 25 aprile 2025 ha offerto un’occasione preziosa per riscoprire la figura di Bruno Peverini, staffetta partigiana, nato a Casine di Ostra nel 1927 e scomparso alla soglia dei 97 anni. Proprio in questi giorni è stato ripresentato a Ostra un volume del 2023 curato dal nipote Paolo Pirani, che ne ha ripercorso la vita ai microfoni di Radio Duomo Senigallia. L’intervista, in onda mercoledì 30 aprile e giovedì 1 maggio alle ore 13:10 e alle ore 20, sarà in replica anche domenica 4 a partire dalle 16:50, sempre sulla frequenza 95.2 FM. L’audio è disponibile anche qui, cliccando il tasto riproduci (= play) del lettore multimediale che accompagna questo testo.

“Partigiano della vita” racchiude lo spirito di resistenza di un uomo che ha vissuto i principali fatti del secolo breve. Peverini fu tra i fondatori di un nucleo di opposizione al regime fascista a Casine di Ostra. Ma si è poi evoluto, assumendo un significato più ampio, in linea con la visione gramsciana di chi si impegna costantemente per il bene comune, per la famiglia e per gli altri.

La sua biografia si snoda attraverso tre fasi significative. La prima giovinezza nell’ostrense, dove fondò anche nel 1948 del “Falco”, un’associazione tuttora attiva che promuove valori di amicizia al di là delle appartenenze politiche e sociali; la seconda fase come protagonista nel sindacato CGIL, ma anche nella commissione centrale che rappresentava l’unità sindacale con la CISL e la UIL. Passò 30 anni a difesa dei diritti dei lavoratori, in un periodo storico complesso, segnato anche dalla minaccia del terrorismo. Infine, dopo la carriera nell’Atac come conducente di autobus a Roma, aprì alcune attività ricettive con la sua famiglia, dimostrando una vitalità e una capacità di reinventarsi che lo hanno accompagnato fino alla fine.

Nell’intervista Pirani ci ha raccontato alcuni aneddoti, a partire dalla fermezza con cui ha sventato un tentativo di infiltrazione delle Brigate Rosse in una fabbrica romana, bloccando una giovane Adriana Faranda, ma anche incontri con personalità della cultura del calibro di Fellini, Pasolini, Picasso, o della politica come De Gasperi e Togliatti, fino a una giovanissima Elisabetta, futura regina d’Inghilterra.

Lungo tutta la sua vita, Bruno Peverini è sempre rimasto fedele a due principi. Il primo è la positività, la capacità di guardare al “bicchiere mezzo pieno“, di scorgere orizzonti di speranza anche nelle difficoltà; il secondo, ancora più cruciale, è il valore dell’amicizia e del rispetto reciproco, capaci di superare le differenze ideologiche e sociali. Un insegnamento quanto mai attuale, di fronte a episodi di intolleranza e negazionismo che le cronache ci raccontano ancora oggi, che ci arriva da un partigiano della vita.

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don Andrea Franceschini

Don Andrea Franceschini ospite della rassegna al Caffè letterario – biblioteca sociale di Cesanella

Ancora un appuntamento con l’editoria per il Caffè Letterario-Biblioteca sociale di Cesanella. Il nuovo evento è stato organizzato dalla responsabile Marisa Pucci per il prossimo 14 marzo. Ospite: don Andrea Franceschini.

Il parroco senigalliese dell’unità pastorale Buon Samaritano (Pace, Cesanella, Cesano e Scapezzano), dopo la laurea in ingegneria elettronica al Politecnico di Milano, ha conseguito la licenza in teologia dogmatica e il dottorato in teologia spirituale presso la Pontificia università gregoriana di Roma. E’ stato responsabile della pastorale giovanile e vocazionale, attualmente è direttore della pastorale della famiglia e anche assistente dell’Azione Cattolica diocesana. Insegna teologia pastorale presso l’Istituto teologico marchigiano di Ancona.

LEGGI e ASCOLTA l’INTERVISTA a don ANDREA FRANCESCHINI

Nell’ambito dei “Venerdì d’autore” che la biblioteca sociale di Cesanella organizza ormai da tempo nello spazio che insiste sul sagrato della chiesa di via Guercino, sarà proprio il “padrone” di casa, don Andrea Franceschini, a presentare il suo libro: si tratta di “San Filippo Neri – Un cuore di Padre” (Cittadella Editrice). Dialogherà con don Davide Barazzoni, il quale si occuperà anche degli intermezzi musicali con la cantante Francesca Landi. Concluderà la serata uno stuzzichino aperinotte preparato dallo chef dell’associazione Laboratoriamo.

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I volontari della biblioteca sociale Cesanella

Libri: al caffè letterario di Cesanella la serata dedicata a Fiorina Piergigli

Nuova presentazione di libri e nuovo incontro con gli autori per il Caffè letterario-biblioteca sociale della Cesanella (ASCOLTA e LEGGI L’INTERVISTA alla fondatrice Marisa Pucci). Venerdì 17 gennaio, alle ore 21, nello spazio di via Guercino 25, proprio nel piazzale della chiesa parrocchiale di san Giuseppe Lavoratore, si terrà la presentazione ufficiale dell’ultima opera scaturita dalla penna della scrittrice-poetessa Fiorina Piergigli.

Il testo, “Emozioni al crepuscolo”, è uscito con la Ventura Edizioni. Durante la serata, ci sarà l’accompagnamento musicale di Giovanni Forace, su testi  della stessa Piergigli.

La serata di venerdì 17 gennaio sarà allietata con la festa per i 91 anni dell’autrice Fiorina Piergigli e si concluderà con uno speciale aperi-notte preparato dallo chef Franco Sabbatini e dai suoi collaboratori dell’associazione culturale Laboratoriamo.

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La locandina dell'evento alla biblioteca della Cesanella con la serata dedicata a Fiorina Piergigli
Palazzetto Baviera a Senigallia

La figura e la fede di Enzo Piccinini in un libro: sarà presentato sabato a Senigallia

Il Centro Culturale S. Romagnoli di Ostra, con il patrocinio del Comune di Senigallia, ha organizzato per sabato 11 gennaio, alle ore 18 al palazzetto Baviera, la presentazione del libro “Amico carissimo”, di Pier Paolo Bellini e Chiara Piccinini (Ed. BUR Rizzoli).

Chi era Enzo Piccinini, medico chirurgo tragicamente scomparso in un incidente stradale nel maggio 1999, amico di don Luigi Giussani e instancabile educatore? A rispondere, a 25 anni dalla morte, è Pier Paolo Bellini, amico e compagno di strada del medico reggiano, insieme a Chiara Piccinini, una delle figlie di Enzo, dando voce all’uomo, alle sue opere e alle parole che hanno segnato la vita di molti. 

Grazie alle trascrizioni dei suoi interventi pubblici (messe a disposizione dalla Fondazione Enzo Piccinini) e alle tante testimonianze inedite rilasciate da chi ha avuto la fortuna di incontrarlo, “Amico carissimo” è un racconto intimo e prezioso che permette a tutti, credenti e non, di avvicinarsi all’umanità straordinaria e alla profonda esperienza di fede di Enzo Piccinini. 

La causa di canonizzazione attualmente in corso è conferma di quanto egli continui a essere ancora oggi una figura di riferimento umano e spirituale per tante persone.

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Francesco Bettini

Nuovo incontro al Caffè letterario-biblioteca sociale a Cesanella: c’è Francesco Bettini

Proseguono gli incontri del Caffè letterario-biblioteca sociale a Cesanella di Senigallia. Venerdì 18 ottobre alle ore 21 all’oratorio parrocchiale di via Guercino 25 si terrà l’incontro con Francesco Bettini, autore di alcuni libri riuniti nella collana “Storie di riviera” in cui l’amicizia, le relazioni, l’amore, ma anche il mare e la spiaggia sono protagonisti assoluti di racconti che partono da esperienze dirette o comunque di persone molto vicine all’autore.

La serata partirà con la presentazione dell’ultimo romanzo “Mare e altre piccole cose” in dialogo con Roberta Pesaresi, ma si parlerà anche degli altri due “Le onde della sera” e “Come un faro nella tempesta” (Ventura Edizioni). Una serata leggera, dove la spiegazione del testo viene accompagnata dalla lettura di alcune pagine e dalle domande del pubblico. Terminerà con un dopocena sfizioso a cura di Laboratoriamo – Oratorio Cesanella. Ingresso gratuito.

Francesco Bettini è un giornalista, insegnante e scrittore che abbiamo intervistato nell’ambito del programma “Vento minuti da Leone” lo scorso luglio. A questo LINK potrete riascoltare l’intervista e condividerla.
Come nasce l’avventura di una biblioteca sociale? Lo abbiamo chiesto a Marisa Pucci: ecco l’intervista.

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Marisa Pucci e la biblioteca sociale Cesanella
La biblioteca sociale Cesanella
Maria Chiara ed Elena Paolini

L’abilismo, quella discriminazione che portiamo dentro di noi verso le persone con disabilità – INTERVISTA

Cos’è l’abilismo? Come comprendere, riconoscere e contrastare questa forma di discriminazione verso le persone disabili? Quali comportamenti e quali linguaggi è più opportuno adottare? Sono queste alcune delle domande che abbiamo posto a Elena e a Maria Chiara Paolini, due sorelle di Senigallia, attiviste contro la discriminazione delle persone con disabilità. La nuova puntata di “Venti minuti da Leone” è in onda su Radio Duomo Senigallia, 95.2 FM, oggi venerdì 20 settembre, e domani, sabato 21, alle ore 13:10 e alle ore 20, con un’ulteriore replica domenica 22 a partire dalle ore 16:50. L’audio è disponibile anche in questo articolo, assieme a un estratto testuale dell’intervista.

Partiamo dalle basi: cos’è l’abilismo?
L’abilismo indica lo stigma e la discriminazione verso le persone disabili. Per intenderci, è il cugino meno conosciuto di oppressioni un po’ più note come il razzismo, il sessismo, l’omobi-transfobia. E’ l’oppressione sistemica verso le persone disabili. E’ tutto intorno a noi, nella struttura stessa della società. Come si manifesta? In tantissimi modi, tra i più noti ci sono le barriere architettoniche, quegli ostacoli alla mobilità per coloro che hanno disabilità fisiche. Ma ci sono anche disabilità meno note barriere sensoriali e all’informazione, che riguardano quindi le persone con disabilità sensoriali e intellettive. Poi ci sono quei comportamenti discriminatori e i pregiudizi, come il pensare che sia una condizione indesiderabile.

Questi comportamenti sono radicati in tutti noi?
Si, ci siamo immersi tutti quanti e tutti i giorni. C’è questa immagine della disabilità come una sorta di inferiorità, legata quindi anche a basse aspettative, a svalutazione delle persone, come se fossero meno persone di altre. Per questo il nostro primo libro si intitola “Mezze persone” (Ventura edizioni 2022). A tal punto che c’è chi si rivolge all’assistente anziché alla persona con disabilità, escludendola o svalutandola. Nei media c’è tutto un linguaggio inadeguato e i giornalisti potrebbero fare la loro parte, ad esempio sostituendo espressioni come “Costretto in carrozzina” con “usa la carrozzina”, quindi slegando la persona da quell’immaginario negativo che il termine “costretto” richiama. Poi ci sono espressioni di sofferenza o di sfortuna, anche qui da evitare, ma si parla pure di “madri coraggio” o di “eroi”, persino “angeli” per coloro che assistono le persone con disabilità. E’ un linguaggio tossico ed è pervasivo.

Anche “disabile” è una parola di cui contestate alcuni usi…
Quando è utilizzato come aggettivo, quindi “persona disabile”, è assolutamente adeguato e accettato dalla comunità disabile; sarebbe da evitare nell’utilizzo come sostantivo, perché è come dire “i gay”, “i neri”, eccetera. E’ importante non identificare una persona con una sua sola caratteristica, ma è altrettanto importante non ignorarla, come se fosse una caratteristica negativa. Altre volte si ricorre a perifrasi come “persona con problemi”, “persone speciali”, “diversamente abili”, ma sono termini che invece vogliono evitare la disabilità come se fosse un concetto offensivo.

Nel secondo libro che avete scritto, “Che brava che sei” (edizioni Laterza, 2023), parlate di otto storie di abilismo quotidiano…
Ogni capitolo si concentra su un aspetto della vita quotidiana: dalla scuola, istruzione e università a quello sulle relazioni; dalla burocrazia alle barriere architettoniche.

Fateci qualche esempio.
E’ capitato che un insegnante di italiano alle scuole medie, a Senigallia, andasse dalla mia assistente per chiedere se fossi intelligente.

Abitate a Senigallia: come è messa la città?
Molto di ciò che abbiamo detto è valido anche per Senigallia, che presenta molte barriere architettoniche ma anche molte sensoriali: tantissimi negozi e locali hanno gli scalini all’ingresso, non hanno segnaletiche per persone cieche o sorde. Per noi anche andare a lungomare è difficile: le rampette sono ripidissime e spesso dissestate. Ma non è che le altre città siano messe meglio. Però spesso noi ci ritroviamo lungo il corso a fare gli acquisti da fuori i negozi, d’estate e in inverno.

La percezione è cambiata?
Ci vuole tempo per il cambiamento e bisogna tenere alta l’attenzione perché è un attimo che un diritto acquisito ti venga tolto. Per esempio nelle Marche sta venendo un po’ smantellato il diritto ad avere tramite i fondi regionali un’assistenza personale per le persone disabili. E’ chiaro che venti anni fa era peggio, però pochi anni fa era meglio, a livello di risorse. A livello culturale, qualcosa sta cambiando: prima molti genitori rispondevano alle domande dei figli dicendo: “E’ una persona sfortunata”, oppure: “non guardare”, mentre adesso sentiamo più spesso i genitori dare una spiegazione neutra, come “E’ una persona che non può camminare quindi va in giro seduta”, oppure: “Ti piace la carrozzina? E’ bella?”.

Un primo passo positivo?
Sì, un passo importante non concettualizzare la disabilità come qualcosa di negativo. Per i bambini è solo un mezzo di trasporto diverso dal solito, mentre gli adulti dovrebbero cercare di non creare pregiudizi o stigmi nei bambini che poi magari se li portano dietro. Però siamo ancora in una fase di poca esposizione alle persone disabili proprio per barriere sociali e strutturali, tanto che per qualcuno è strano vederci in giro. C’è chi ci dice: “Mi dai tanta forza” solo perché ci vedono a fare spesa, come se dovessimo stare chiuse in casa. All’estero alcuni paesi sono più avanti e la disabilità è più normalizzata.

Oltre a un cambio culturale, serve una nuova narrazione?
Quella dominante è una narrazione abilista, mentre ci sono contronarrazioni delle persone direttamente interessate che però rimangono ancora tali, anche perché non si dà loro spazio. E ciò è legato anche alla politica istituzionale: nel momento in cui si valuta un certo tipo di vite, è anche normale che certe persone siano segregate in strutture. E’ un momento politico molto difficile per certe categorie di persone marginalizzate e le minoranze. I diritti delle persone sia sociali che civili non sono assolutamente il focus della politica.

Sabato 21 settembre Maria Chiara ed Elena Paolini saranno a Scapezzano di Senigallia per presentare i loro due libri – “Mezze persone” e “Che brava che sei”. Maggiori informazioni sull’evento, con apericena su prenotazione, si possono trovare qui. Altre info sul loro blog: Wittywheels.it.

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Marina Mancini durante una presentazione del libro "I fratelli Leopardi: ricordi senigalliesi" (Metauro edizioni, 2024)

I fratelli Leopardi a Senigallia: INTERVISTA a Marina Mancini, autrice di un libro sui “vip” nella dinamica città dell’800

Torna l’appuntamento con la rubrica “Venti minuti da Leone” e lo fa con una nuova intervista di carattere culturale e storico. L’ospite di oggi è Marina Mancini, storica dell’arte e insegnante, nonché autrice del libro “I fratelli Leopardi: ricordi senigalliesi” (Metauro edizioni, 2024). Potrete ascoltarla alle ore 13:10 e alle 20 di oggi, mercoledì 18, e domani, giovedì 19 settembre, con un’ulteriore replica domenica 22 a partire dalle ore 16:50. L’audio integrale è disponibile anche in questo articolo dove trovate un estratto della “chiacchierata” con l’autrice.

Come nasce questo libro?
Nasce dalla curiosità di saperne di più di questo nipote senigalliese dei marchesi Baviera. Avevo letto della parentela di Giacomo Leopardi e sono andata a indagare sulle tracce del poeta in città. Ciò mi ha portato a scoprire una serie di intrecci, con personaggi, luoghi ed eventi della Senigallia dell’800.

Chi è Marina Mancini?
Sono storica dell’arte e insegno questa bellissima materia che mi spinge a un lavoro di divulgazione e valorizzazione di questo territorio. Mi sono appassionata della storia della nostra città, dei monumenti, delle opere d’arte e delle famiglie nobili. La ricerca è partita dalla famiglia Baviera e dal tesoro del palazzetto con gli stucchi del 1560 di Brandani.Tra le altre cose, sono stata tra i fondatori di Radio Duomo molti anni fa.

Ti sei occupata quindi dei passaggi dei fratelli Leopardi a Senigallia…
Si, sono i primi decenni dell’800, quando Senigallia, vuoi per il teatro vuoi per la fiera, era molto dinamica ed era molto attrattiva, portando in città tante persone illustri ma anche merci pregiate e particolari. Una città all’avanguardia anche per i primi bagni elioterapici.

Che collegamento quindi tra gli stucchi di Brandani e i componimenti di Leopardi?
Non posso dire con certezza che Giacomo Leopardi si sia ispirato agli stucchi del Brandani ma possiamo immaginare la sua meraviglia quando, contrariato del fracasso della fiera, si è rifugiato nella dimora degli zii. Lui conosceva i classici. Come non pensare al dialogo tra Ercole e Atlante con la critica alla società coeva? O al componimento per le nozze della sorella Paolina che, pur essendo precedente al primo viaggio documentato di Giacomo a Senigallia, in realtà ha dei punti di contatto con la lunetta nella sala della Roma repubblicana a palazzetto Baviera con la vicenda della giovane Virginia.

Come si è sviluppato il tuo lavoro di ricerca?
Innanzitutto mi sono approcciata all’archivio della famiglia Baviera, poi a quello di casa Leopardi dove ho trovato delle lettere che Tommaso Baviera, il cugino di Giacomo, si scambiava con i fratelli Leopardi, come quella del 1836 sul fatto che quell’anno non si tenne la fiera per via della peste, con danno economico per la famiglia che affitta abitazioni e magazzini ai commercianti, oltre alla vendita del grano. Grano che viene ricordato negli stucchi stessi, dove compiano stralci vegetali come le spighe di grano.

Pio IX c’entra in questa storia?
Si interseca con queste vicende delle famiglie Baviera e Leopardi: la madre di Pio IX è stata madrina di una delle figlie di Romualdo Baviera, zio di Giacomo Leopardi. Al futuro pontefice, tramite il segretario di Stato Ercole Consalvi di cui ricorre il centenario della morte, ricorreva Leopardi per un incarico alla biblioteca vaticana che lo affrancasse dal paese natìo.

Un intreccio di storie che si possono leggere tramite le varie librerie in cui è possibile richiedere il libro “I fratelli Leopardi: ricordi senigalliesi”, disponibile anche on line su Metauro Edizioni. Per quanto riguarda le presentazioni, dopo gli appuntamenti di Pesaro e Recanati, ci sarà un appuntamento il 29 settembre alla rocca roveresca di Senigallia, poi al museo Nori de’ Nobili a Trecastelli.

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Francesco Bettini

Tre romanzi d’amore per l’estate – INTERVISTA a Francesco Bettini: «Col dialogo si risolve tutto»

Francesco Bettini

Giornalista, insegnante e scrittore. Francesco Bettini è un po’ tutto ciò, con questi ingredienti mescolati assieme da cui ha attinto per dare vita a tre romanzi – ma un quarto arriverà l’anno prossimo – riuniti nella collana dal sottotitolo “Storie di Riviera”. Romanzi non proprio autobiografici anche se alcuni elementi nascono da esperienze vissute od osservate. Di tutto ciò parliamo con l’autore, la cui intervista andrà in onda mercoledì 24 luglio alle ore 13:10 e alle ore 20; giovedì 25 negli stessi orari e domenica 28 a partire dalle 16:50 (la seconda di tre interviste consecutive). Dove? Sempre su Radio Duomo Senigallia-InBlu (95.2). Qui nell’articolo trovate un estratto testuale ma anche l’audio integrale per ascoltarselo con calma anche dal cellulare.

Intanto qualcosa su di te: come nasce la passione per la scrittura?
Si è sempre respirata una certa aria in casa mia: mio padre insegnante, mia sorella e io collaboratori del Corriere Adriatico, poi l’idea di passare ai libri che si è concretizzata quando ho trovato la Ventura Edizioni di Senigallia.

Il primo libro è del 2021, “Come un faro nella tempesta”. Partiamo da lì.
E’ una storia d’amore ma non solo, di amicizie, di come si affrontano le difficoltà. Sullo sfondo c’è la riviera adriatica, da cui nasce il titolo della collana. Si intreccia con alcune mie passioni e nonostante sia uscito tre anni fa ancora va molto bene.

Poi è arrivato “Le onde della sera”…
Anche qui c’è un forte richiamo alla riviera ma non è un secondo capitolo, perché i miei romanzi non sono collegati tra loro ma sono storie singole, anche se alcuni elementi sono in comune. Ha una durata temporale di un anno, in cui si sviluppa una storia tra un gruppo di ragazze in vacanza e alcuni giovani del posto. Come elemento di contorno c’è una storia di amicizia.

E il terzo è uscito da poco.
Si intitola “Mare e altre piccole cose”. E’ sempre una storia d’amore con le sue problematiche, le sue indecisioni da risolvere, ma vado orgoglioso del fatto che le parti salienti del romanzo le ho scritte dal punto di vista sia maschile che femminile grazie ai due protagonisti, Roberto e Anna. Per farlo mi sono dovuto confrontare con diverse persone per capire se avevo reso bene l’idea che avevo in mente.

Che particolarità hanno i romanzi?
Innanzitutto le figure femminili hanno un ruolo decisivo nello svolgimento della storia, danno indicazioni preziose. Ciò deriva da una mia esperienza di vita dove ho compreso bene che le donne hanno questa capacità di risolvere le situazioni. E poi contengono tutti le parole gentili, buone: col dialogo si possono risolvere i problemi, di questo ne sono convinto, senza esasperare alcunché. Spero di riuscire a diffondere questo messaggio.

Parli di storie tue, di episodi che ti sono capitati?
Ci sono vari richiami, le storie partono da situazioni reali successe a me o a persone vicine a me, ma poi c’è molto di romanzato. Episodi che mi hanno colpito: se sei un po’ osservatore, intorno a noi si trova molto da raccontare. Il bello è la formazione che coinvolge i personaggi, che “escono” dalla storia meno confusi, credo, rispetto all’inizio, ma non mancano le sorprese.

Informazioni sulle presentazioni e sull’autore si trovano sulla sua pagina Facebook.

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Marisa Pucci e la biblioteca sociale Cesanella

Come nasce una biblioteca sociale: “l’avventura” a favore della comunità della Cesanella – INTERVISTA AUDIO

Marisa Pucci e la biblioteca sociale Cesanella
Marisa Pucci e la biblioteca sociale Cesanella

Forse non tutti la conoscono perché non è molto grande ed è nata di recente, nel 2017, ma il suo obiettivo è nobile: offrire opportunità gratuite di lettura a tutti. Parliamo della Biblioteca Sociale della Cesanella, aperta nei locali della parrocchia San Giuseppe Lavoratore, in via Guercino, progetto cheha preso il via grazie a due bibliotecarie per passione, come si definivano Marisa Pucci e Antonietta Rebonati.

Dopo la scomparsa di quest’ultima nel marzo 2023, il progetto però non è naufragato come spesso accade ma viene portato avanti caparbiamente dalla signora Pucci. E potevamo non intervistare chi si dedica agli altri in modo gratuito e appassionato? Così è nata questa intervista per una nuova puntata di “Venti minuti da Leone” (in onda l’1 e il 2 maggio alle ore 13:10 e alle ore 20 sulla frequenza di Radio Duomo Senigallia, 95.2 FM, con replica domenica 5 maggio dalle ore 16:50) ma che vi proponiamo anche in versione testuale su Vocemisena.it.

Com’è nato il progetto di una biblioteca sociale alla Cesanella e quando?
Nasce a seguito dello scioglimento di un caffè letterario serale, con l’obiettivo di mantenere viva l’attenzione sul mondo editoriale. Abbiamo in due dato vita a questo piccolo spazio nel 2017, pensavamo di non riuscire a riempirlo. E invece abbiamo superato quota 7 mila libri. Sono divisi in 27 generi, compresa una categoria Nobel, ma abbiamo anche dei doppi suddivisi nelle sezioni geografia, storia, religione, arte e così via, che per ora rimangono qui più da consultazione; sarebbe anche possibile portarli via su offerta libera, così ci potremo comprare altri libri.

Da dove arriva la sua passione per i libri?
Facevo supplenze come maestra alle elementari, poi ho fatto anche altri lavori, ma ho sempre letto e acquistato libri e il piacere di leggere mi è sempre rimasto. Ora questa nuova sfida che in realtà va avanti ormai da 7 anni.

Chi fornisce i volumi alla biblioteca?
Sono tutte donazioni dalle librerie “domestiche”, chi cambia casa, chi si trasferisce, qualche eredità delle persone: l’invito è sempre quello a donarli e a non buttarli mai, possono sempre servire alla comunità.

Ed è frequentata?
Ci sono dei giorni che c’è la fila, altri in cui si vedono facce nuove e altri ancora in cui se ne vedono poche. Per questo cerchiamo più che libri i lettori. Ma oggi, si vede continuamente, molti preferiscono giocare con il cellulare. Chi viene qui rimane contento, ma ovviamente vorremmo fare di più, compresa l’informatizzazione di tutto.

Chi viene qui?
Sono soprattutto persone anziane, nonni a prendere i libri per i nipoti, o persone lavoratrici che leggono in macchina mentre attendono in figli.

Cosa bisogna fare per poter usufruire di questi libri?
Basta venire qui alla bilioteca sociale della Cesanella, di fianco la chiesa del quartiere, lasciarmi nome, cognome e numero di telefono e poi scegliere ciò che vuole. Il servizio è gratuito.

Che richieste le fanno?
Bisognerebbe allargare un po’ i servizi, i giorni di apertura, pensavamo anche a un doposcuola ma ci vogliono persone, attrezzature e spazi.

Quali iniziative portate avanti oltre al prestito dei libri?
Per il momento facciamo anche delle serate d’autore, solitamente il venerdì, così da presentare i libri di autori locali e non solo. L’ultima è stata a metà aprile, prima ancora a gennaio, la prossima probabilmente a giugno. Poi forniamo anche libri a qualche albergo o stabilimento balneare che ne faccia richiesta, ogni anno li cambiamo in modo che la clientela trovi libri diversi.

Quindi un bilancio positivo…
Si, servirebbe anche una mano per poter tenere aperto in altri giorni o orari. Al momento la Biblioteca Sociale Cesanella è aperta ogni mercoledì dalle 15 alle 17. Speriamo anche di poter fare dei lavori in questi locali per renderli più confortevoli e aprirli di più. Nel frattempo mi dedico anche ai consigli di lettura che si possono trovare sula pagina Facebook dedicata “Caffè Letterario – Biblioteca sociale Cesanella“.

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Leonardo Badioli

Cultura, storia, ecologismi: intervista allo scrittore senigalliese Leonardo Badioli

Leonardo Badioli
Leonardo Badioli

Venti minuti da Leone parla oggi di cultura, precisamente di editoria locale. Il focus è con Leonardo Badioli, ex insegnante di Senigallia ma soprattutto autore di vari libri che spaziano su tanti argomenti. A lui abbiamo chiesto di parlacene, scoprendo due fili conduttori, due legami con l’ambiente inteso come luogo fisico da preservare e come contesto socioculturale da cui attingere. Con questa intervista diamo il via a una serie di sguardi e intromissioni nel mondo della cultura libraria per scoprire autori del posto e autori che parlano di questi luoghi, magari con nuove storie o con nuovi sguardi su episodi del passato.

Qualche informazione su di te
Sono nato sotto le bombe, poi ho vissuto il ‘68, ho visto tanti cambiamenti e tanti ritorni indietro. E ne ho scritto. Innanzitutto grazie alla mia esperienza di insegnante ho compreso grazie ai bambini come scrivere e farmi comprendere.

Com’è nata la tua passione per la scrittura?
Mi ripeto sempre che ho dato dignità culturale al genere letterario del volantino. Mi occupavo in quegli anni turbolenti di realizzare volantini che avessero i congiuntivi a posto e che fossero scritti bene. Poi annotavo tutti su dei quaderni e riguardando quegli appunti sono nati i primi scritti, più che altro li usavo per sciogliere la lingua o la penna, come si dice. Se le riguardo ora, a distanza di 30 anni, vedo molte differenze. E molta immaturità.

Il primo libro è sugli esperimenti di Galvani sui pesci torpedine nell’Adriatico, poi arriva “Kakavishtayam – un libro occidentale dei morti”, in seguito racconti l’episodio dell’assalto alla rocca roveresca di Senigallia con “la congiura Fornaciari” e tanti altri, come la strage del Valentino ne “il dito del diavolo”. Cambi spesso argomento, ma c’è un minimo comune denominatore?
Ce n’è uno involontario, cioè l’evoluzione del mio stile nel passare del tempo e dei libri, e poi uno che potremmo dire ecologista, ma inteso come capacità di coordinare fatti locali e internazionali nell’ottica del pianeta. Racconto per esempio nel primo libro “Raja torpedo” anche del numero di pesci che oggi non si trovano quasi più nell’Adriatico, mentre nell’ultimo, “Il mare di sopra”, cerco di capire e far comprendere alcuni dei cambiamenti che sempre il mare, in questo caso un iperoggetto, subisce e dimostra, persino con le conchiglie. E poi c’è questo rapporto tra localismo e globalismo, che oggi si potrebbe riassumere con il termine “glocal” ma che io non avevo inizialmente considerato.

C’è un libro a cui sei particolarmente legato?
Ho vissuto con mia sorella il periodo in cui era malata di Alzheimer e ho potuto raccontare qualcosa che poi è divenuto un romanzo. Ma in realtà è uno scambio tra i suoi quadri e i miei scritti, una sorta di binario senza gerarchia tra testo e figura: due racconti paralleli che si spiegano reciprocamente e che mi hanno coinvolto molto a livello emotivo.

L’intervista completa andrà in onda lunedì 22 e martedì 23 aprile alle ore 13:10 e alle ore 20, poi in replica domenica 28 a partire dalle ore 16:50. Ovviamente su Radio Duomo Senigallia / In Blu (95.2 FM).
Buon ascolto.

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Il centro di aggregazione giovanile a Montemarciano

Biblioteca, centro sociale e di aggregazione: locali inadeguati (e ridotti) a Montemarciano

Il centro di aggregazione giovanile a Montemarciano

Continua a far discutere la situazione della biblioteca comunale “G. Moretti” di Montemarciano, spostata nella frazione di Marina dopo la vendita del palazzo comunale e il trasloco di libri e uffici. La coabitazione negli stessi locali del centro sociale di via Roma 40, dove svolge le attività anche il centro di aggregazione giovanile, ha costretto l’amministrazione comunale a ridurre dunque gli spazi a disposizione, per far fronte a una carenza di immobili e locali che perdura da tempo.

Maurizio Grilli
Maurizio Grilli

La situazione non è di facile soluzione, sia per i costi dell’eventuale acquisto di immobile da adibire a tali servizi, sia per la nota vicenda appunto del palazzo municipale, per il quale va trovata una via d’uscita entro il febbraio 2025, quando scadrà il contratto d’affitto con l’Inail con cui attualmente si stanno tamponando le criticità logistiche ma non tanto quelle economiche.

Su tutti questi argomenti è intervenuto il capogruppo di Progetto Montemarciano 2.0 Maurizio Grilli: l’esponente dell’opposizione locale non solo auspica che la comunità possa tornare presto a godere di servizi in spazi adeguati ma punta il dito contro l’amministrazione comunale, responsabile politicamente della situazione che si è venuta a creare. Le sue parole nel file audio: clicca sul tasto play.

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“Cieli sereni”. A Senigallia la presentazione del libro di don Luca Peyron

L’auditorium ‘San Rocco’ di Senigallia, alle ore 21.00, ospiterà la presentazione del libro del sacerdote torinese Luca Peyron, ‘Cieli sereni. Trovare Cristo seguendo le stelle’, alla presenza dell’autore, che ne discuterà con don Davide Barazzoni, prete della nostra diocesi, studioso della figura dello scienziato e Servo di Dio, Enrico Medi.

Si legge in una recensione: “Il libro è un percorso straordinario: incrocia la luce che viene dal passato remoto della formazione cosmica e la luce che viene dal futuro, inaugurato dalla resurrezione di Cristo. Questo non è un libro scientifico, ma uno scienziato potrebbe scoprire quanto possa essere serio ciò che non è solo scienza. Questo non è un libro per astronomi, ma un astronomo potrebbe scoprire quanto possa essere preciso il suo rapporto con Dio. Questo non è un libro per credenti, ma un credente potrebbe scoprire quanto possa essere bello fare un po’ di scienza dal proprio balcone”.

Questo insomma, non è un libro per qualcuno in particolare, forse per questo può essere un libro per chiunque. Chiunque voglia aprire la finestra di casa e guardare in su, o la finestra del proprio cuore e guardarci davvero dentro. L’evento è proposto dalla Libreria Mastai, nell’anniversario dei 10 anni dall’apertura del punto vendita in via Cavallotti, insieme alla Diocesi di Senigallia ed in collaborazione con la Fondazione Gabbiano.

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La locandina festival Io leggo forte 2023 a Senigallia

Il centro storico di Senigallia diventa un grande libro grazie al festival della lettura a voce alta

La locandina festival Io leggo forte 2023 a Senigallia

L’11 e il 12 Luglio a Senigallia prende il via la seconda edizione di IO LEGGO FORTE! Festival della lettura a voce alta, promosso dal Comune di Senigallia a cura del LaboratorioCentroVoce in collaborazione con la Rocca Roveresca, Ventura Edizioni, la Fondazione Arca ETS, l’associazione Noncantopercantare, libreria Mondadori e Kamillo libreria per ragazzi.

Una grande festa sull’arte del reading che si realizza nelle splendide locations della Rocca Roveresca, del Palazzetto Baviera, del cortile della Biblioteca Antonelliana e in tutto il centro storico della città. La manifestazione prevede un ricchissimo programma di eventi gratuiti e si avvale della partecipazione di studenti, volontari donatori di voce e affermati professionisti.

Tra le proposte due maratone di lettura: “Le parole del mare” e “ Maratona Manzoni” a cura di lettori volontari condotte da Luigi Brecciaroli trasmesse in diretta con la sua trasmissione “Amo la radio” on the road in onda su Radio Arancia Network.

In programma anche Guerrilla reading, momenti di lettura singola e collettiva di fronte alla libreria Mondadori e i Talk di approfondimento sul libro e i benefici della lettura a cura di Ventura edizioni.

E’, inoltre, presente una postazione per registrare estratti di audiolibri e audiopoesie offerte a chiunque vorrà cimentarsi.

La mattina è dedicata alla formazione con due workshops: l’attore Antonio Fazzini conduce il laboratorio “La lettura ad alta voce- tecnica e stile”, sul racconto “L’intrusa” di Jorge Louis Borges; la cantante Antonella Vento “BellaVoce” laboratorio di educazione vocale e respirazione.

Anche per l’edizione 2023 grande attenzione è rivolta ai bambini e alle famiglie con una sezione a loro dedicata: letture animate e laboratori per bambini dai 3 ai 10 anni in collaborazione con l’attrice Alessandra Chiappa della libreria Kamillo e le animatrici della Biblioteca Speciale di Fondazione a.r.c.a. ETS con un doppio appuntamento alle 17:30 e alle 21:00.

Novità 2023 l’evento Fast book. Beep, Avanti il prossimo! in cui la libroterapeuta e psicologa Valeria Catufi e lo scrittore Francesco Bettini consigliano libri da leggere in base alla propria personalità; altra novità gli aperitivi letterari scelti dal “menù della poesia” serviti da camerieri attori offerti nei bar del Centro.

Ventura edizioni cura, inoltre, le presentazioni e letture del libro “Malagiù, la sirena di Senigallia”, una storia di mare di Roberta Rocchetti e del libro e audiolibro “L’origine delle note” della musicista Ilenia Stella.

La sera in programma spettacoli-reading evento: Novecento” di Alessandro Baricco con Beatrice Gregorini e i musicisti Samuele Garofoli, Giacomo Rotatori e Daniele Marconi e “Sensibilità burlesque” di A. Schnitzler con l’attrice Giorgia Trasselli e l’accompagnamento musicale di Giovanni Baleani al cortile della Rocca Roveresca.

La notte ci si sposta in spiaggia con gli spettacoli “Dillo alla luna”, notturni di poesia e musica con Antonella Vento, Roberto Chiostergi, Alberto Pancotti, Fabrizio Giuliani, Patrizio D’Agnessa, i musicisti di NonCantoperCantare e i lettori del LaboratorioCentroVoce.

In tutto il centro storico della città saranno allestiti vari “angoli” dedicati agli eventi in programma, Radio Arancia Network e Amo la Radio saranno presenti con dirette radio per tutta la durata del Festival.

L’ingresso a tutti gli eventi è gratuito, la direzione artistica del festival è a cura di Beatrice Gregorini.

“Leggere ad alta voce significa non solo trasmettere una storia, ma anche comunicare le proprie emozioni, creare una relazione, talvolta rendere indimenticabile l’esperienza”

Leggi il programma completo su: www.ioleggofortefestival.it

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