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Tag: medici

Marina di Montemarciano “stretta” tra il ripascimento della spiaggia e gli ambulatori medici – L’intervista

L’intervista con il sindaco di Montemarciano, Maurizio Grilli, ha toccato due temi principali: l’erosione costiera e la situazione degli ambulatori medici a Marina di Montemarciano. E’ in onda mercoledì 9 e giovedì 10 aprile alle ore 13:10 e alle ore 20, mentre domenica 13 verrà replicata a partire dalle 16:50, secondo contributo audio su tre consecutivi. Il servizio è disponibile anche qui in questo articolo, assieme a un brete testo: basterà cliccare sul tasto play del lettore multimediale.

Per quanto riguarda l’erosione costiera, il sindaco ha fatto il punto sui lavori di ripascimento della spiaggia. Il primo stralcio è stato interrotto a fine marzo, come previsto, e dopo alcuni interventi di sistemazione, il lungomare sarà liberato dai mezzi. I lavori riprenderanno dopo l’estate, tra fine settembre e inizio ottobre, motivo per cui non si asfalterà il lungomare ora rovinato. Finora è stato riversato circa un quarto del materiale previsto, ghiaia prelevata dal fiume Esino, e la qualità sembra ottima. Le spiagge interessate sono tornate fruibili. Il sindaco è fiducioso che questo intervento, unito a una manutenzione annuale, possa garantire una certa stabilità alla spiaggia per diversi anni. Il sindaco si è detto preoccupato di possibili ricorsi al TAR, auspicando che non ostacolino i lavori, cruciali per rilanciare la vocazione turistica di Montemarciano. Ha ricordato i ritardi nella fase iniziale dei lavori e teme che possano ripetersi. Ha annunciato l’intenzione di organizzare un incontro con la cittadinanza per fornire informazioni più precise sull’andamento dei lavori, probabilmente dopo la ripresa dell’intervento in autunno. Infine, ha chiarito che il piano di difesa costiera non prevede scogliere rigide nel tratto più a nord.

Riguardo agli ambulatori medici a Marina di Montemarciano, il sindaco ha ribadito che si tratta di una struttura privata. Attualmente lo spazio è libero perché i medici operano a Montemarciano per loro scelta. Sono in corso interlocuzioni con l’Ast per trovare un nuovo medico per la frazione di Marina. Grilli si è detto cautamente ottimista. Ha definito “strumentalizzazione politica” la raccolta firme promossa – anche – da un esponente della precedente giunta, sottolineando che il problema della carenza di medici a Marina esisteva già prima a causa di scelte professionali, e che l’iniziativa ha coinvolto ingiustamente altre professioniste. Pur comprendendo il disagio dei cittadini, ha ricordato che gli ambulatori attuali sono raggiungibili anche con i mezzi pubblici. L’inserimento dell’Ast della località di Marina tra le “zone carenti” è un passaggio necessario: ora si spera che porti all’arrivo di un nuovo medico a Marina, evidenziando come la situazione attuale sia stata innescata dal trasferimento di un medico fuori comune.

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Sanità, il comitato di Senigallia: «l’arrivo dei medici è una mezza verità»

La recente notizia dell’arrivo di collaboratori e medici per l’ospedale di Senigallia giunta dall’Azienda Sanitaria Territoriale (Ast) di Ancona ha suscitato reazioni abbastanza fredde in città, non certo entusiastiche. Il perché è presto detto: non tutti i professionisti – alcuni sono specializzandi – rimarranno con incarichi definitivi, mentre altri sono in coabitazione con altri presidi sanitari.

Nasce da qui la nuova lamentela del comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Senigallia che critica l’annuncio voluto dall’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini per mettere a tacere alcune critiche sul suo operato. Secondo gli attivisti della sanità senigalliese, quest’opera di assunzioni “à la carte” (propr. «alla carta») non risponde alle reali esigenze del nosocomio Principe di Piemonte, né della comunità che chiede da anni rinforzi permanenti. «Le assunzioni propagandate per l’Ospedale di Senigallia sono una mezza verità – sostengono -: non sono stati assunti sei medici ma quattro camici bianchi a scadenza, con un “incarico di collaborazione”, un medico a tempo pieno e uno part-time».

Sempre il comitato per l’ospedale spiega che al pronto soccorso arriveranno tre medici con incarico co.co.pro., massimo 30 ore a settimana, assunti per occuparsi dei codici verdi e bianchi: questi sono i casi meno prioritari, che occupano il personale sanitario e che costringono a lunghe attese e relative proteste, fino a vere e proprie aggressioni agli oepratori in servizio; non si tratta quindi di personale per l’emergenza. E’ andata meglio in neurologia, con un medico assunto mentre in pediatria arriverà un professionista ma part time, condiviso al 50% con l’ospedale Profili di Fabriano. Il sesto medico è ancora uno specializzando co.co.pro..

«Propagandare come definitiva una soluzione parziale e poco dignitosa è una pezza peggiore del buco» continuano dal comitato che si rivolgono all’assessore Saltamartini chiedendo: «quanto pensa che resisteranno i camici bianchi dopo 30 anni di studi e di sacrifici fatti nella speranza di un lavoro dignitoso e  in un ruolo apicale se invece vengono reclutati all’occorrenza? Fra sei mesi l’ospedale sarà di nuovo in affanno e senza medici».

Dopo il consueto attacco alla precedente giunta regionale di centrosinistra che avrebbe «tolto dieci primari al nostro ospedale» e alla nuova giunta di centrodestra per non aver trovato in tre anni risorse per Senigallia, il comitato torna a chiedere una casa di Comunità e un ospedale di comunità «necessarie per una sanità del territorio che riduca gli accessi al pronto soccorso e le patologie post acuzie. E intanto tutto tace sul fronte della nuova palazzina del pronto soccorso «finanziata con 16 milioni del PNRR da spendere entro il 30 giugno 2026» di cui «non si vede in giro nemmeno un mattone».

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Sanità, in arrivo medici per pronto soccorso e neurologia

L'ospedale di Senigallia

Sanità, arrivano collaboratori e medici per l’ospedale di Senigallia. L’annuncio è di quelli destinati a rimanere segnati per anni nel calendario dato che non si vedono tutti i giorni rinforzi per i vari ospedali della provincia dorica.

Lieta novella quella che giunge dall’Azienda Sanitaria Territoriale di Ancona che ha pubblicato nell’albo pretorio gli atti per l’assunzione di molteplici figure mediche che andranno a potenziare gli organici di diversi reparti. In particolare nelle aree della medicina e chirurgia di accettazione e d’urgenza, ma anche la ginecologia e l’ostetricia, la pediatria, la neurologia e la radiologia.

Per l’ospedale di Senigallia arriverà personale di rinforzo al pronto soccorso, con tre medici che opereranno nel presidio di via Cellini; sarà rafforzata la neurologia con l’assunzione di una dottoressa, mentre la pediatria vedrà l’arrivo di un dirigente medico per le due sedi ospedaliere di Senigallia e di Fabriano e il contemporaneo conferimento dell’incarico di collaborazione a un medico specializzando.

«Assunzioni importanti – ha affermato l’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini – : le figure reclutate andranno a potenziare alcuni settori di importanza strategica per il territorio implementando le attività ospedaliere in tutta l’AST Ancona».

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(Dis)continuità assistenziale: mancano i medici alla postazione di Arcevia – L’INTERVISTA

La postazione ospedaliera ad Arcevia

Ancora problemi per la continuità assistenziale di Arcevia, che viene temporaneamente accorpata a Corinaldo e Ostra Vetere. Per la giornata del 4 novembre sono previsti ancora disagi alla popolazione data l’impossibilità da parte dell’Ast Ancona – l’azienda sanitaria territoriale – di trovare medici che possano coprire alcuni turni nella postazione medica nella “perla dei monti”.

A darne l’annuncio è l’amministrazione comunale di Arcevia che, informata dal direttore del distretto sanitario di Senigallia Alessandro Marini ha potuto inoltrare alcune comunicazioni ai propri cittadini.
La direzione amministrativa e territoriale dell’Ast ha infatti reso noto che i turni di domani, sabato 4 novembre, non potranno essere coperti dalla postazione medica arceviese, motivo per cui dalle ore 8 alle ore 20 verrà coperto dalla postazione di Corinaldo, mentre dalle ore 20 alle ore 8 sarà coperto dalla postazione di Ostra Vetere).

Una situazione che comporta disagi alla popolazione, sempre più anziana e con difficoltà deambulatorie, costretta a spostarsi di vari chilometri prima di raggiungere il medico. Non è la prima volta che accade e sicuramente non sarà l’ultima in cui Arcevia viene accorpata a livello di continuità assistenziale ad altri comuni: ma dal territorio arrivano forti segnali di stanchezza e contrarietà a queste decisioni, dettate però dalla carenza di personale medico.

A fare il punto è il sindaco Dario Perticaroli che abbiamo intervistato per approfondire la situazione. Potete ascoltare l’INTERVISTA cliccando sul player.

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Sanità, nuove assunzioni per l’ospedale senigalliese

L'ospedale di Senigallia
L’ospedale di Senigallia

Nuove assunzioni nel sistema sanitario regionale, nuova linfa per la sanità pubblica che attraversa un periodo di profonda crisi per carenza di personale, trasformazioni che si trascinano da anni e tagli ai finanziamenti.

In particolare, nel territorio senigalliese è in arrivo un dirigente medico di cardiologia, assunto mediante l’utilizzo della graduatoria stilata dopo il concorso pubblico, mentre sono cinque gli infermieri che arriveranno  a supporto delle attività ospedaliere e territoriali dell’intera Ast di Ancona.

«Figure professionali – ha dichiarato l’assessore alla sanità della Regione Marche Filippo Saltamartini – che andranno a potenziare i servizi integrando il personale, consentendo così una più efficace gestione delle attività e una maggiore qualità di prestazioni offerte all’utenza».

Pochi giorni fa era stata annunciata invece l’assunzione, sempre da concorso pubblico, di un dirigente medico di ortopedia e traumatologia che entrerà in servizio presso la unità operativa complessa di Senigallia. Secondo Saltamartini con questa figura «si completa l’organico dell’unità senigalliese».

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Accoglienza migranti, situazione delicata a Serra de’ Conti: a rischio la tenuta sociale

L'ex hotel de' Conti in via Santa Lucia a Serra de' Conti potrebbe trasformarsi in un centro di accoglienza straordinario per migranti
L’ex hotel de’ Conti in via Santa Lucia a Serra de’ Conti potrebbe trasformarsi in un centro di accoglienza straordinario per migranti

Situazione difficile e complessa a Serra de’ Conti dove, oltre alla questione migranti che da qualche settimana sta tenendo banco, si aggiunge anche l’aspetto sanitario e amministrativo legato alla “partenza” del dottor Vinicio Costarelli. Proprio quest’ultimo, con un pubblico avviso affisso nei locali del poliambulatorio, ha voluto informare che «dopo 7 mesi di regolare presenza e attività svolta a fronte di appena 350 pazienti diventa ovvio ragionare sulla reale necessità della mia presenza a Serra de’ Conti. Il resto è storia recente e comunque ho provveduto, affinché nessuno rimanesse ‘a piedi’, a chiamare la collega Dr.ssa Sarah Galassi al subentro sempre nella sede del distretto».

«Una decisione sofferta quanto necessaria» continua Costarelli che precisa come «l’interruzione della mia attività professionale a Serra de’ Conti [sia] dettata dallo scarso interesse della popolazione che migrata ad Arcevia, Barbara, Ostra Vetere ha preferito questa soluzione itinerante rispetto alla presenza di un medico in loco. Della questione ho portato a conoscenza il sindaco Letizia Perticaroli che è rimasta alquanto meravigliata, in quanto mia sostenitrice, delle numerose richieste di assistenza ricevute che poi si sono dimostrate fittizie». Un vero e proprio sfogo quello del dr Costarelli. Senza di lui, rimangono dunque in servizio a Serra de’ Conti solo la dr.ssa Jamila Panza, a tempo pieno, e la dr.ssa Sarah Galassi, quest’ultima solo il lunedì dalle ore 16:30 alle ore 19 e il venerdì dalle ore 10 a alle ore 12:30. Per quanto riguarda i pediatri, si registra invece l’arrivo della dr.ssa Riccarda Tesse che sarà presente nel poliambulatorio tutti i mercoledì, dalle ore 9:30 alle ore 12:30.

Per ciò che concerne invece la questione migranti è il “Comitato 13 Marzo” a raccogliere le preoccupazioni della comunità e a farsi promotore di un dialogo, in primis, con l’amministrazione comunale e, in secundis, con tutte le autorità che intervengono nello stabilire la destinazione di chi arriva in Italia fuggendo da altri paesi. «La notizia della futura destinazione dell’Hotel de’ Conti quale Centro di Accoglienza Straordinaria per migranti (CAS) sta destando non poca sorpresa e preoccupazione nell’intera comunità» si legge in una nota stampa. L’avvio di una trattativa già da febbraio 2022 per la compravendita della struttura in via Santa Lucia, proseguita con un preliminare di vendita a dicembre scorso ma senza che ancora sia conclusa, ha fatto il paio con la notizia della partecipazione della società acquirente al bando prefettizio per l’accoglienza, in scadenza il 15 dicembre 2022, di stranieri per una capienza fino a 50 persone e un secondo bando da 51 a 100 ospiti. 

«Pur ritenendo doverosa ogni azione solidale verso popolazioni in estrema difficoltà che cercano di fuggire da guerre e carestie, e ricordando che Serra de’ Conti ha già offerto prova, in molte occasioni, di generosità e accoglienza (popolazioni balcaniche, rifugiati ucraini, migranti attualmente ospiti in frazione Osteria con il progetto SAI)», dal Comitato 13 Marzo si ritiene giusto che i residenti e le attività economiche nelle immediate vicinanze dovessero essere avvertiti. Famiglie ed esercizi commerciali «subiranno un inevitabile deprezzamento del valore economico delle loro proprietà e attività e questi “effetti collaterali” non possono essere sacrificati a vantaggio del solo “business”». 

La comunità è preoccupata per i rischi che l’inevitabile senso di diffidenza e timore produrrà: condizionamenti nelle abitudini anche per via del numero così concentrato di persone provenienti da altri paesi con altri stili di vita e altri valori, ma anche limitazioni per possibili e spiacevoli fatti di cronaca. Episodi che inducono i cittadini a pensare che «la dislocazione di questo CAS nel centro abitato» sia «del tutto inidonea per tale struttura e per la sicurezza della collettività». Da qui l’appello a ridistribuire le presenze per non gravare troppo sulla comunità serrana che si ribadisce solidale ma che non vuole rinunciare alla sicurezza.

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L’allarme: «Mancano medici alla cardiologia di Senigallia». La replica dell’Ast: «Notizia senza fondamento»

L'ospedale di Senigallia
L’ospedale di Senigallia

Botta e risposta tra il comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Senigallia e l’Azienda Sanitaria Territoriale di Ancona sulla nota carenza di personale medico. Ancora una volta il nosocomio senigalliese torna al centro del dibattito ma stavolta con notizie più rassicuranti dopo l’allarme lanciato dagli attivisti relativamente alla cardiologia senigalliese ancora senza due medici.

«L’assessore Saltamartini e la commissaria Ast2 Storti, prorogata nell’incarico fino al 10 aprile, devono prendere provvedimenti con i loro dirigenti che “ritardano” le assunzioni» spiegano i referenti del comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Senigallia. E poi denunciano la grave situazione: la pianta organica è di nove dottori ma attualmente ve ne sono sette e uno sta per andare in pensione, senza contare riposi e ferie ancora da godere. «Intanto il reparto è sempre tutto pieno nei posti letto disponibili. I pazienti arrivano anche da altri nosocomi: forse perché non ce la facevano a ricoverare altri pazienti molto gravi e allora hanno individuato la nostra struttura come supporto al loro lavoro? Vi sono i numeri più alti di prestazioni sanitarie cardiologiche della Ast 2, è la struttura che cura il più alto numero di infarti. Nel 2022 è stata la cardiologia-utic che ha lavorato di più per ricoveri, visite e altro». Da qui l’attacco: «Ad oggi non vi sono segni concreti di assunzioni ma solo promesse. In amministrazione non si muove nulla. Ora però devono dirci cosa vogliono fare. E dirlo in fretta perché ai medici non piace stare a bordo di una nave che sta affondando». E dopo la partenza di vari professionisti dall’ospedale di Senigallia la lamentela è: «Vogliamo fermare questa emorragia sanitaria o continuare a perdere professionisti?»

L’Azienda Sanitaria Territoriale di Ancona ha voluto però rassicurare la cittadinanza: «Sono in fase di attuazione tutte le procedure per il reperimento della figura del dirigente medico e del primario e dunque le paventate criticità relativamente al personale in servizio non hanno fondamento». L’Ast Ancona precisa infatti che «attualmente mancherebbe in organico solo un dirigente medico e la figura del primario in questo momento è ricoperta da un dirigente  facente funzione». In merito al posto vacante di dirigente medico «la Direzione ha già approvato una graduatoria a tempo determinato giusto la scorsa settimana con avviso pubblico (determina n. 331 del 9 marzo 2023). In graduatoria ci sono tre dirigenti medici specialisti più uno specializzando, in primis proprio per far fronte alla situazione di Senigallia. La prossima settimana partirà l’interpello per reintegrare la figura mancante in organico, fermo restando che le successive cessazioni saranno sempre sopperite attraverso tale graduatoria. Per quanto riguarda il direttore della struttura complessa tra l’altro gli uffici stanno predisponendo il bando sulla base dei nuovi criteri stabiliti dalla giunta regionale con dgrm n 215 dello scorso 27 febbraio stante la modifica normativa intervenuta con la legge 118/2022».

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Il dott. Spini in pensione, Arcevia si “consola” con altri due medici professionisti

Il saluto al medico Spini in pensione da parte delle amministrazioni comunali vallive: ad Arcevia sono giunti due sostituti
Il saluto al medico Spini (al centro) giunto alla pensione, da parte delle amministrazioni comunali vallive: ad Arcevia sono intanto giunti due sostituti

Due medici sono arrivati ad Arcevia al posto del dott. Francesco Ireneo Spini che ha raggiunto la meritata pensione. E le due notizie sono state salutate con favore dalla comunità montana che può contare su un più presente servizio di assistenza medica e sanitaria.

A inizio 2023 il congedo in quiescenza di Spini, medico di medicina generale operante presso l’ospedale di comunità di Arcevia. A lui sono andati i saluti e il pubblico ringraziamento dell’amministrazione comunale per «tutti questi anni trascorsi presso la struttura arceviese», in cui «si è sempre contraddistinto per l’alto spirito di servizio, la professionalità e la disponibilità, requisiti fondamentali per chi svolge un pubblico servizio, soprattutto se si parla di sanità».

Il dispiacere per un professionista che lascia il lavoro è stato però subito alleviato dalla notizia dell’arrivo di, non uno, ma ben due medici in sua sostituzione, una dottoressa proveniente da Senigallia, Sarah Galassi, e un dottore di Barbara, Lorenzo Rossini…

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Dalle valli Misa e Nevola l’appello: «La sanità sta male, rafforzatela»

L'ospedale di Senigallia
L’ospedale di Senigallia

I sindaci delle valli Misa e Nevola lanciano un appello, rivolto alla politica regionale, affinché si possano risolvere le note problematiche della sanità pubblica. Le criticità non più gestibili, come il depotenziamento dei servizi sanitari locali che costringe le autorità al valzer dei medici per sopperire alle carenze, impongono una presa di posizione forte del territorio. E il primo risultato utile è stato quello di mettere insieme i nove sindaci delle unioni dei comuni “Le Terre della Marca Senone” e “Misa-Nevola”, i quali chiedono misure concrete e serie per rafforzare la risposta sanitaria ed ospedaliera nell’area della Dimensione Territoriale Ottimale 7, che conta 77.521 abitanti.

Dai primi cittadini di Arcevia, Barbara, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Ostra, Ostra Vetere, Senigallia, Serra de’ Conti e Trecastelli, è stato segnalato il grave stato di “salute” dei servizi sanitari territoriali. E’ tutto denunciato in una lettera inviata al governatore Francesco Acquaroli e all’assessore regionale alla sanità e servizi sociali Filippo Saltamartini.

In particolare sono state evidenziate le situazioni al limite del dignitoso che riguardano il numero, in continua diminuzione, dei medici di medicina generale (medici di famiglia) e dei pediatri di libera scelta; il 118 che «da moltissimo tempo» non svolge il servizio H24 medicalizzato per i comuni di Arcevia…

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Ponte Rio: la popolosa frazione ha il suo nuovo medico di base

Il dott. Aboud Assad e i sindaco di Trecastelli Marco Sebastianelli
Il dott. Aboud Assad e i sindaco di Trecastelli Marco Sebastianelli

Buone notizie per i residenti di Ponte Rio, località della municipalità di Monterado. Tra pochi giorni prenderà infatti servizio il nuovo medico nell’ambulatorio comunale di viale I° Maggio n. 9, il dott. Aboud Assad. L’inizio è fissato per metà mese, a due settimane esatte dalla cessazione della precedente figura medica, la d.ssa Fiorella Perlini che aveva terminato a fine novembre.

Dopo la cessazione del medico di base, molte persone avevano lamentato la carenza di altre possibilità: dato che nessuno si era detto disponibile a coprire l’ex comune di Monterado, praticamente non c’erano altri professionisti a cui rivolgersi se non andando a pescare tra quelli indicati dall’Asur che operano però fuori dal Comune di Trecastelli. Non tutti i cittadini avevano fatto la scelta: per molte persone, perlopiù anziane, spostarsi per andare dal medico è un problema se non c’è un accompagnatore disponibile.

Così era scattata la petizione con una raccolta firme tra i circa 1500 residenti a Ponte Rio: quasi 500 persone avevano firmato chiedendo la prossimità di un servizio indispensabile, come l’ambulatorio medico, rimasto scoperto dopo la cessazione dell’attività della dottoressa Perlini.

Dopo giorni di lamentele e interlocuzione, finalmente la buona notizia di un nuovo medico: il dottor Aboud Assad inizierà l’attività ambulatoriale dal 15 dicembre, mettendo a tacere per fortuna le proteste. Rimane però l’amaro in bocca, dato che la pratica poteva essere chiusa prima della cessazione della dottoressa Perlini, evitando i disagi alla popolazione che si è subito mobilitata.

Il ruolo centrale dei medici di famiglia

Il Dott. Fiorenzo Federiconi è stato intervistato da Radio Duomo per analizzare il rapporto con i suoi pazienti durante la pandemia.

Il medico di famiglia Dott. Fiorenzo Federiconi ha analizzato come è cambiato il rapporto con i suoi pazienti dall’inizio della Pandemia a oggi, sottolineando le difficoltà e le problematiche di operare in questo contento.

Come si affronta una pandemia inaspettata?
Non è facile spiegare questo periodo che c’è piombato addosso come una valanga. Nessuno si aspettava una cosa del genere nemmeno noi operatori sanitari che di situazioni impegnative le viviamo quotidianamente, non eravamo mai venuti a contatto con una realtà del genere. Certamente l’inizio di questa pandemia ci ha trovato un po’ spiazzati per cui abbiamo dovuto riorganizzare tutto il lavoro, sia ambulatoriale che di gestione delle visite domiciliari, dell’assistenza ai pazienti non deambulanti che mensilmente andiamo a visitare a casa per i controlli di routine.
C’è voluto un po’ di tempo per entrare a regime e le prime settimane sono state un po’ faticose, perché i decreti legge e normativi, così come le regolamentazioni si susseguivano di settimana in settimana, per cui dovevamo aggiornare il nostro modus operandi quasi quotidianamente, infatti capitava che quello che facevi oggi perché avevi determinate regole da rispettare, dopo due o tre giorni non erano più valide.
Nel periodo estivo ci siamo un po’ rilassati e tutto apparentemente iniziava a assumere una connotazione di pseudo-normalità, i casi come sappiamo erano notevolmente diminuiti per cui anche l’impegno professionale stava un attimino rientrando. Adesso ci ritroviamo di nuovo in una fase di grosso impegno, con contagi importanti anche qui a Senigallia e nell’entroterra.

Sono cambiate le esigenze dei pazienti ora che si intravede la luce, pensiamo ai vaccini…
Riceviamo tantissime telefonate dalle persone che chiedono quando si potranno vaccinare, se sono nella categoria di diritto alla vaccinazione. Prima ricevevamo tante domande sull’infezione, su cosa rischiava il paziente se contraeva il Coronavirus. Come detto ora vogliono informazioni sui tempi delle vaccinazioni, sul tipo, sugli effetti collaterali, indicazioni e controindicazioni per questo noi medici dobbiamo sempre aggiornarci per essere sempre pronti a dare una risposta.
Il medico di famiglia che ha in carico nuclei interi di famiglie deve essere pronto a dare delle risposte a 360°. Non affrontiamo solo problemi di salute ma anche quelli sociali e economici delle persone. In questo periodo sia dal punto di vista sanitario che dal punto di vista economico e sociale ci vengono chiesti anche degli aiuti che non riguardano solo la salute.