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Tag: mostra

Arte, visite guidate in pinacoteca per “Et incarnatus est” nel fine settimana dell’Immacolata

Il lungo fine settimana con la festività mariana dell’Immacolata ha visto la Pinacoteca di Senigallia aperta sabato 6 dicembre e lo sarà anche domenica 7 e lunedì 8, sempre con orario 9-12 e 16-19. Sarà così possibile visitare l’esposizione “Et incarnatus est – Un itinerario per riscoprire il dono della vita” il grande evento espositivo giubilare della Diocesi senigalliese con la curatela di Elide Oro e Lorenza Zampa.

Un percorso nella ricca galleria museale dell’appartamento del cardinale affacciate sull’elegante piazza Garibaldi dal cielo stellato di luci e che ha il suo cuore nella mostra “Immagini di maternità. La bellezza della vita che nasce”. Un progetto che unisce nell’Anno Giubilare tutte le Diocesi marchigiane, grazie alla sinergia tra Chiese locali, Conferenza Episcopale Marchigiana e Regione Marche, per una iniziativa di vasto respiro, con la volontà di fare rete tra le diverse realtà.

Un percorso che avrà – come ogni domenica d’autunno e sino al 6 gennaio – anche il 7 dicembre un appuntamento di vera eccezione grazie alle visite guidate gratuite in programma alle ore 17 (non occorre prenotazione, visita in lingua italiana sino a disponibilità dei posti) per un approfondimento fra arte e cultura.

La Pinacoteca di Senigallia è aperta sabato, domenica e festivi, in orario 9-12/16-19, con ingresso gratuito.

Info: www.diocesisenigallia.it

Il “mito ritrovato”, Francesco Trevisani a Jesi: la bellezza ritorna alla luce

“Venere e Adone morente con amorini” (particolare), dipinto di Francesco Trevisani (1656-1746), Collezione Intesa Sanpaolo

Dal dialogo virtuoso tra la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi e Intesa Sanpaolo è nato un progetto espositivo che va ben oltre la semplice mostra: “Francesco Trevisani. Il mito ritrovato”, allestita a Palazzo Bisaccioni, è una raffinata operazione di tutela e valorizzazione di un patrimonio artistico privato che torna finalmente a disposizione della collettività.

Il percorso espositivo, curato da Roberta Angalone con apparati didattici di Sara Tassi e Beatrice Ruggeri, riporta in scena il ciclo mitologico del grande pittore seicentesco Francesco Trevisani, cinque imponenti tele appartenenti alle collezioni Intesa Sanpaolo, già commissionate nel Settecento da una nobile famiglia senigalliese, gli Augusti.

Dopo secoli di passaggi, restauri e spostamenti, le opere si trovano oggi a Jesi, in uno spazio capace di restituirne la piena leggibilità e la potenza narrativa. Il progetto, inoltre, non si limita all’allestimento: durante l’intero periodo dell’esposizione, le tele sono restaurate in itinere, consentendo al pubblico di assistere a un vero e proprio “cantiere della bellezza”, in cui l’arte si mostra nella sua dimensione più fragile e viva.

Il percorso storico delle cinque opere costituisce esso stesso una narrazione affascinante, segnata da passaggi di proprietà, vicende familiari e mutamenti urbani. Documenti conservati presso l’Archivio Storico Comunale di Senigallia (Fondo Augusto Arsilli) attestano con certezza che i dipinti furono venduti nel 1753 dal conte senigalliese Agostino Augusti – verosimilmente anche il committente – al signor Giuseppe Serra, in occasione della tradizionale Fiera di Senigallia. In un secondo momento, i quadri vennero poi acquistati dalla nobile famiglia Baviera, entrando a far parte delle decorazioni di Palazzo Baviera di via Arsilli, dove adornavano un sontuoso salone noto come il Camerone. Qui il marchese Alessandro Baviera li descrisse allora come “cinque grandi quadri parietali, copie del Veronese”, espressione che ne rivela la magnificenza e l’impatto scenografico. Quel piano nobile, abitato da Romualdo Baviera e da sua moglie Eleonora Antici, zia di Giacomo Leopardi, era considerato un autentico scrigno di arte e raffinatezza.

Dopo il terremoto del 1930, che distrusse parte dell’appartamento, le tele furono con ogni probabilità trasferite altrove, trovando ospitalità nel più celebre Palazzetto Baviera in piazza del Duca. In seguito, il ciclo fu acquistato dalla Banca Popolare di Senigallia, che scelse di conservarlo presso la sala conferenze dello stesso Palazzetto Baviera, rendendolo visibile alla cittadinanza. A partire dal 1989, infine, l’intera serie trovò nuova dimora nel Palazzo Marcolini di Corso II Giugno, sede della Banca, dove fu sottoposta a un accurato restauro prima dell’attuale collocazione nelle collezioni Intesa Sanpaolo.

A inaugurare la serie dei restauri è stato il dipinto “Venere e Adone morente con amorini” (olio su tela, 235 x 176 cm), prima opera a ritrovare la sua originaria luminosità. Il racconto ovidiano della dea innamorata e del giovane cacciatore ferito a morte da Marte si traduce, nel linguaggio morbido e struggente di Trevisani, in una scena di intensa umanità. Venere tenta di trattenere l’amato, mentre gli amorini, testimoni silenziosi, sostengono il corpo esanime: il dolore diviene pittura, la tragedia si fa gesto, e la luce si posa sulle figure come una carezza che addolcisce il destino.

Con “Il mito ritrovato”, Jesi si fa custode di un dialogo tra passato e presente, dove il restauro non è soltanto recupero materiale, ma atto d’amore verso la memoria. Le tele di Trevisani tornano così a parlare, testimoniando la continuità di un linguaggio artistico capace di unire storia e bellezza.

Marco Pettinari

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“Venere e Adone morente con amorini” (olio su tela, 235 x 176 cm), dipinto di Francesco Trevisani (1656-1746), Collezione Intesa Sanpaolo
“Venere e Adone morente con amorini” (olio su tela, 235 x 176 cm), dettaglio del dipinto di Francesco Trevisani (1656-1746), Collezione Intesa Sanpaolo

Et incarnatus est, un autunno di visite guidate gratuite

Autunno tempo propizio per godersi l’arte e la storia di Senigallia e del suo ampio territorio dall’Adriatico all’Appennino, dal Cesano all’Esino con una visita ad ingresso gratuito alla Pinacoteca di Senigallia, nella centralissima piazza Garibaldi, aperta nei fine settimana.

Esperienza che si arricchisce ancora di più ogni domenica alle ore 17 grazie alla possibilità di ammirare con visita guidata gratuita “Et incarnatus est – Un itinerario per riscoprire il dono della vita” il grande evento espositivo giubilare della Diocesi senigalliese.

Il ricco percorso è incentrato sul tema della maternità, soggetto che le curatrici Elide Oro e Lorenza Zampa hanno scelto di indagare e raccontare attraverso tre fasi cruciali, dandone una lettura su due piani paralleli e riportando alla luce opere pittoriche e scultoree uniche, convogliate in Pinacoteca dall’interno territorio diocesano.
Per la prima volta, questo ampio ed eterogeneo patrimonio storico – artistico viene riunito ed esposto al pubblico in maniera inedita nelle grandi sale espositive di piazza Garibaldi, al Palazzo vescovile di Senigallia.

Ogni domenica, dunque alle ore 17, la visita guidata gratuita all’esposizione accompagnata da giovani esperti di storia dell’arte, e almeno una volta al mese proprio da una delle curatrici: come accaduto domenica 28 settembre con la dott.ssa Elide Oro e come accadrà nelle prossime occasioni. Ricordiamo che non occorre prenotazione, che la visita è in lingua italiana, fruibile sino a disponibilità dei posti.

La Pinacoteca di Senigallia è aperta sabato, domenica e festivi, in orario 9-12 / 16-19, con ingresso gratuito, sino al 6 gennaio 2026.

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Senigallia, visite guidate settimanali gratuite per ammirare l’arte sacra e devozionale

Saranno due le visite guidate settimanali gratuite, disponibili in orario serale, proposte dalla Diocesi di Senigallia per ammirare “Et incarnatus est”, l’esposizione inaugurata con grande successo lo scorso 31 luglio alla pinacoteca di piazza Garibaldi.

Professionisti del settore accompagneranno in un itinerario alla scoperta del museo diocesano e alla pagine dedicate al progetto giubilare “per riscoprire il dono della vita” come reca il sottotitolo. Un percorso interamente gratuito, nelle sale dell’appartamento del cardinale: il suo cuore è la mostra “Immagini di maternità. La bellezza della vita che nasce”, che unisce nell’anno giubilare tutte le Diocesi marchigiane, grazie alla profonda sinergia tra chiese locali, Regione Marche e Conferenza episcopale marchigiana.
Si tratta, quest’ultima, di una iniziativa di vasto respiro regionale, con la volontà di fare rete tra le diverse realtà diocesane, realizzando così un progetto unico e condiviso.

Visite guidate gratuite in programma tutti i giovedì e domeniche del mese di agosto, con inizio della visita alle ore 21,30 (non occorre prenotazione, visita in lingua italiana sino a disponibilità dei posti) per un approfondimento fra arte e cultura, una mostra giubilare per una nuova condivisione nella tutela e valorizzazione dei beni culturali, proseguendo la scoperta poi nelle varie sedi dei musei diocesani delle Marche.

La pinacoteca di Senigallia è visitabile dal giovedì alla domenica, in orario 21 – 24, con ingresso gratuito. Info: www.diocesisenigallia.it.

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Il percorso espositivo “Et incarnatus est” alla pinacoteca diocesana di Senigallia contiene al suo interno la mostra "Immagini di maternità"
Il percorso espositivo “Et incarnatus est” alla pinacoteca diocesana di Senigallia contiene al suo interno la mostra “Immagini di maternità”

Senigallia, inaugurata la mostra promossa dalla Diocesi “Et incarnatus est”

Grande successo per l’inaugurazione dell’esposizione “Et incarnatus est. Un itinerario per riscoprire il dono della vita” che si è tenuta giovedì sera, 31 luglio, nella pinacoteca di Senigallia. La presentazione alla cittadinanza dell’evento culturale promosso dalla Diocesi ha raccolto commenti molto positivi.

Consensi che confermano una stagione museale molto partecipata. Da oggi, arricchita da un percorso articolato in più sezioni. All’interno di questo percorso espositivo, grande attenzione viene dedicata a “Immagini di Maternità. La bellezza della vita che nasce”, la mostra che unisce nell’anno giubilare tutte le Diocesi marchigiane, grazie alla profonda sinergia tra Chiese locali, Regione Marche e Conferenza Episcopale Marchigiana.

Il ricco percorso espositivo, che gode del patrocinio del Comune di Senigallia, è stato presentato al numeroso pubblico intervenuto, dopo i saluti del vescovo Franco Manenti e del vicesindaco Riccardo Pizzi, dalle curatrici Elide Oro e Lorenza Zampa. Hanno condotto gli intervenuti nelle rinnovate sale della Pinacoteca alla scoperta del tema della Maternità, sviluppato secondo letture interpretative trasversali e parallele. C’è di più: si tratta di un percorso tematico itinerante, allestito in tre sezioni: due presso la pinacoteca e una nell’altrettanto centralissimo palazzo Mastai – casa museo Pio IX.

L’esposizione a ingresso gratuito accompagnerà le aperture dei musei diocesani per tutto l’anno giubilare, fino al 6 gennaio 2026 offrendo la possibilità di partecipare a visite guidate, condotte dagli operatori museali con un doppio appuntamento settimanale: ogni giovedì e domenica di agosto, alle ore 21.30, sempre a ingresso gratuito e senza necessità di prenotazione. Prima visita domenica 3 agosto, condotta direttamente da una delle due curatrici, per andare alla scoperta di questo patrimonio storico – artistico secolare ma sempre in dialogo con la contemporaneità.
Per informazioni: www.diocesisenigallia.it.

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Giubileo: le Marche un museo diffuso col progetto “Pellegrini di Speranza”

E’ stato presentato ufficialmente il progetto “Pellegrini di Speranza”, promosso dalla Conferenza Episcopale Marchigiana (CEM)  in occasione del Giubileo 2025 e realizzato in collaborazione con la Regione Marche. Un museo diffuso, un percorso che vuole unire e, ovviamente, valorizzare i luoghi della fede attraverso il grande patrimonio artistico, storico e culturale dislocato sul territorio regionale. Il progetto si rivolge a tutti e tutte – fedeli e turisti, studenti e famiglie, visitatori e appassionati d’arte – per far vivere a pieno il Giubileo attraversando musei, santuari, cammini e comunità.

Museo diffuso e catalogo

Al centro dell’iniziativa c’è la mostra diffusa “Immagini di maternità. La bellezza della vita che nasce”. Da metà luglio a fine novembre 2025, 14 musei diocesani delle Marche ospitano una mostra tematica dedicata alla maternità, con opere che raccontano la vita e la speranza attraverso i secoli. Ogni sede allestisce una sala con immagine coordinata, costruendo un grande museo diffuso a livello regionale. 

Il via è stato dato a Urbino lo scorso 14 luglio, seguita da San Severino Marche il 15 e da Comunanza il 17; poi si passerà il 23 luglio a Pesaro, il 24 a Fano e Fermo, il 25 a Fabriano, il giorno dopo ad Ancona e Osimo, il 28 a Macerata per chiudere il mese di a Senigallia (il 31). Ad agosto apriranno le esposizioni ad Ascoli Piceno (11 agosto), Loreto (14) e Jesi (30 agosto). 

In parallelo all’esposizione, sarà pubblicato un catalogo completo che raccoglie le opere selezionate nei 14 musei, arricchito da schede descrittive, contributi scientifici e approfondimenti sul tema della maternità nell’arte sacra.

Cammini giubilari

Grande attenzione è riservata alla valorizzazione dei cammini spirituali delle Marche, con una nuova edizione della guida “Cammini e Itinerari spirituali”, che raccoglie percorsi storici come la Via Lauretana, i Cammini Francescani, Benedettini e delle Abbazie. L’obiettivo è incentivare il pellegrinaggio lento, a piedi o in bicicletta, promuovendo le aree interne e i valori della sostenibilità.

Nel mese di ottobre si terrà uno degli eventi simbolici più significativi: la Peregrinatio Mariae, pellegrinaggio della statua della Madonna di Loreto da Loreto a Roma (2–12 ottobre 2025) lungo la Via Lauretana, con tappe liturgiche nelle diocesi attraversate. Il pellegrinaggio culminerà a Roma l’11 e 12 ottobre in occasione del Giubileo della Spiritualità Mariana, con celebrazioni solenni presso San Salvatore in Lauro (la chiesa dei marchigiani a Roma) e San Pietro.

Le dichiarazioni

«Si tratta di un progetto dal valore molto significativo, un modello virtuoso per il nostro territorio che può andare anche oltre l’anno giubilare» ha affermato durante la presentazione il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. L’obiettivo è valorizzare il patrimonio spirituale, culturale, architettonico, artistico. «Porta il nostro territorio ad essere attrattivo per i pellegrini e per i marchigiani stessi, resi consapevoli del valore reale e dell’importanza del patrimonio che le Marche possiedono».

«La mostra diffusa è una iniziativa particolarmente innovativa nel metodo, perché realizza una sala espositiva giubilare in ciascun museo diocesano» ha dichiarato Nazzareno Marconi, presidente della Cem, la conferenza episcopale marchigiana, nonché vescovo di Macerata. «Per la prima volta si realizza una iniziativa culturale comune tra tutte la Diocesi delle Marche valorizzando le competenze locali che già animano e dirigono i nostri musei diocesani. Un secondo progetto di collaborazione tra CEM e Regione riguarda gli uffici stampa e della comunicazione sociale delle nostre Diocesi, che stanno lavorando insieme in un progetto multimediale di rete per comunicare al meglio le iniziative».

Francesco Massara, vescovo delegato dalla CEM per i beni culturali e arcivescovo delle Diocesi di Camerino e Fabriano-Matelica-San Severino, si è concentrato sul museo diffuso definendolo «un’esperienza sperimentale, innovativa e unica per l’intero panorama nazionale: per la prima volta una mostra diffusa mette in rete i musei delle 13 Diocesi marchigiane, ciascuno con almeno tre opere significative selezionate non solo per il loro pregio artistico, ma per il contenuto simbolico e teologico con cui raccontano il tema che ci guida: la maternità e la bellezza della vita che nasce, privilegiando naturalmente le immagini mariane. Alcune di queste opere provengono da chiese rese inagibili dal sisma: riportarle allo sguardo del pubblico significa restituire memoria, identità e speranza ai territori feriti, trasformando la fruizione culturale in gesto di ricostruzione morale e spirituale. È un segno concreto di speranza e di bellezza che le nostre Chiese offrono al territorio, narrando il Vangelo attraverso i colori, la luce e le forme dell’arte».

«L’Anno Giubilare che stiamo vivendo è una grande occasione per far conoscere le chiese delle Marche» ha precisato Angelo Spina, vescovo delegato della CEM per la comunicazione e arcivescovo della Diocesi di Ancona-Osimo. «Questi monumenti di fede, di arte, di storia, di spiritualità, presenti nella Regione Marche vanno fatti conoscere e per questo è necessario dare una comunicazione unitaria, pur rispettando le singole realtà, per partecipare a tutti la positività, la bellezza di luoghi e di eventi, così da poterne dare durante tutto l’anno una coerente comunicazione e un resoconto ampio e dettagliato. Il Giubileo è una opportunità per comunicare la speranza, che non diventi una cosa riservata a ognuno di noi; piuttosto, sia qualcosa che riceviamo per darlo agli altri, perciò è importante andare verso gli altri con una verità comunicabile e seminare la speranza». «Ora è il momento di unire le forze e far diventare il tutto un’unica voce, una grande voce, in modo integrato, pur conservando le particolarità».

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Mostra “heART of Gaza”, a Senigallia un esempio di lavori culturali che vanno ‘diritti’ al cuore

La terza settimana di gennaio ha portato con sé una interessante mostra di disegni. Sì, di disegni, avete letto bene. Per chi se la fosse persa, ricapitoliamo alcune informazioni: si trattava di HeART of Gaza, con i lavori realizzati dai bambini e dalle bambine (ma anche ragazzi e ragazze) della striscia di Gaza, quindi proprio al centro del conflitto tra Israele e Palestina, o meglio, e Hamas. L’esposizione, allestita all’ex pescheria del foro annonario di Senigallia, è stata visitata fortunatamente da centinaia di persone nel corso della sua breve apertura, il che ha permesso anche alle scuole di organizzare una visita e di partecipare ai laboratori proposti. 

Tra gli istituti ha partecipato anche la scuola primaria Rodari di Senigallia, parte dell’istituto comprensivo Marchetti. «La priorità della scuola in un momento storico così difficile come quello attuale – si legge in una nota stampa della scuola senigalliese – è educare i bambini alla pace, per riportare la pace nel mondo. E questo è stato anche lo spirito che ha guidato le insegnanti della scuola primaria Rodari nella scelta di accompagnare gli alunni in visita alla mostra “Heart of Gaza”». (ASCOLTA e LEGGI LE INTERVISTE ALLE ASSOCIAZIONI ORGANIZZATRICI DELL’EVENTO)

Dalle loro opere il dramma che stanno vivendo solo per il fatto di essere di Gaza «emerge perfettamente e i nostri alunni ne sono rimasti colpiti. Ce lo aspettavamo, ma è bene che i piccoli crescano in consapevolezza perché sarà loro compito costruire società più giuste ed essere sempre e ovunque messaggeri di pace. Le classi che in questi giorni si sono recate in visita alla mostra, partecipando anche ai bellissimi laboratori di domenica 19 gennaio, hanno voluto esprimere una vicinanza a quelle vittime innocenti, con pensieri, disegni, emozioni nel cuore e nella mente». 

Un’attività formativa più che didattica, nella consapevolezza che il confronto, a volte anche duro, su temi così importanti come la pace, la giustizia, il rispetto dei diritti umani, vale tutto l’impegno di questo mondo. Impegno per cui la scuola ha voluto ringraziare le associazioni – una dozzina – che hanno reso possibile questa mostra così toccante e significativa. 

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A Senigallia la mostra con i disegni dei bambini della striscia di Gaza – INTERVISTE AUDIO e GALLERIA di FOTO

Giubileo della Speranza: una mostra curata da Fides e vita a Borghetto di Monte San Vito

Dal 20 gennaio al 2 febbraio 2025 la parrocchia di Monte San Vito, nella chiesa “Cuore Immacolato di Maria” di Borghetto, ospiterà la mostra “Spes non confundit: Il giubileo della speranza” realizzata da Fides Vita per l’Anno santo che stiamo vivendo. Dopo averla visitata al 34° Convegno a San Benedetto del Tronto  dove fu presentata, il parroco, don Andrea Baldoni, ha desiderato esporre questa mostra per la propria comunità e per quanti vorranno visitarla.

Attraverso immagini e simboli, con testi che sostengono la riflessione e la preghiera, questa mostra è dedicata alla riscoperta della virtù della Speranza ed è uno strumento che accompagna a vivere la grazia del Giubileo approfondendone la storia, i segni e i gesti.

La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle ore 8.00 alle ore 19.00; al termine delle celebrazioni sarà sempre presente una guida disponibile ad accompagnare nella visita al percorso. Per gruppi e classi è possibile prenotare visite guidate contattando il numero 338 9748405 anche in orari diversi da quelli indicati.

Mercoledì 22 gennaio, alle ore 21.15, i curatori della mostra terranno un incontro aperto a tutti. La mostra è itinerante e può essere noleggiata. Per informazioni scrivere a mostre.fidesvita@gmail.com o chiamare il numero 347 6348467.

A Senigallia la mostra con i disegni dei bambini della striscia di Gaza – AUDIO e FOTO

Si parla di cultura, società, guerra e pace nella nuova puntata di “20 minuti da Leone”. E’ stata inaugurata recentemente una mostra, Heart of Gaza, con i disegni di bambini e delle bambine provenienti dalla striscia di Gaza, quindi al centro del conflitto tra Israele e Hamas. Un’esposizione aperta fino al 21 gennaio, all’ex pescheria del Foro Annonario di Senigallia, con cui gli organizzatori si prefiggono di sostenere la comunità palestinese, anche con una raccolta fondi, ma soprattutto di sensibilizzare l’opinione pubblica locale e marchigiana su quanto sta avvenendo da mesi in quei territori martoriati dalla guerra. Le interviste raccolte durante l’inaugurazione sono racchiuse in questo servizio in onda venerdì 17 e sabato 18 gennaio alle ore 13:10 e alle ore 20, con un’ulteriore replica domenica 19 a partire dalle 16:50, sempre su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM). L’audio è fruibile anche qui cliccando il tasto “riproduci” del lettore multimediale, accompagnato da alcuni estratti testuali.

Roberto Primavera, del direttivo ANPI di Senigallia: qual è lo scopo della mostra?
Quello principale è di sensibilizzare e aiutare questa comunità con cui siamo riusciti ad incontrarci, per cui sicuramente raccoglieremo anche dei fondi perché c’è bisogno di un grande aiuto a Gaza, perché a Gaza la quotidianità ha dei costi assurdi per effetto di quello che sta succedendo. Chiaramente è anche quello di sensibilizzare e cercare di mitigare l’indifferenza, c’è un’indifferenza enorme di quello che sta succedendo a Gaza e purtroppo dobbiamo anche dire che la situazione non nascono dalle cose terribili che sono successe il 7 ottobre: quello che sta succedendo è terribile ma è il sintomo di una situazione incancrenita da decenni.

Come è stato possibile allacciare il primo contatto con gli organizzatori di questa mostra ce lo spiega Emanuela Pettinari, volontaria del progetto Heart of Gaza.
Questa iniziativa nasce grazie ad una storia di amicizia, cioè l’amicizia fra Mohamed Timraz, un ragazzo che vive nella striscia di Gaza, e Féile Butler, una illustratrice irlandese conosciuta tramite i social. E’ nata l’idea che questa mostra potesse girare il mondo, per dare voce ai bambini che voce non hanno, cioè ai bambini che vivono nella striscia di Gaza. L’iniziativa si sviluppa nella città di Deir al-Bala: gli artisti sono bambini, bambine, ragazzi e ragazze tra i 3 e i 17 anni, che raccontano attraverso questi disegni ciò che vivono, ciò che sperimentano ogni giorno. Da questa loro amicizia è nata la nostra amicizia con Mohamed che ha portato la nostra mostra a Monte San Vito, Chiaravalle, Senigallia, e poi continuerà grazie alla collaborazione di tante persone e di una rete comunitaria che si è creata intorno a questo progetto.
La rete di associazioni del terzo settore che si sono prodigate per arrivare a questo risultato è composta dalle sezioni senigalliesi di Arci, Anpi, la sezione di Monte San Vito dell’Anpi, la banda musicale Roberto Zappi, la bottega del mondo solidale di Chiaravalle, la scuola di pace Buccelletti di Senigallia, Libera, Factory 00, Spazio Lapsus, l’Associazione Cattolica, la Rete per la Pace Subito, gli Amici dell’Unità Solidale e il Gris Marche.

Per l’allestimento alla ex pescheria del Foro Annonario sono stati scelti dei materiali di recupero provenienti dall’alluvione che ha colpito le Marche e soprattutto la zona senigalliese e Valliva nel settembre 2022, mentre sul significato dei disegni interviene Raffaella Persichella, sceneggiatrice e volontaria dell’iniziativa.
Ci sono disegni che parlano del passato, dei loro ricordi, però per la maggioranza ci sono disegni che parlano della loro quotidianità, della difficoltà che stanno vivendo nella striscia di Gaza. La forza e il potere di questi disegni sta nella loro sincerità. Le persone usciranno da questa mostra con una consapevolezza diversa perché sono dei disegni estremamente toccanti.

Al centro c’è sempre il tema della guerra e della violenza. Vescovo Manenti, cosa ci dicono questi disegni?
I bambini di Gaza chiedeno a noi di stare di fronte ai fatti e non alle interpretazioni. Ci dicono che la violenza non risolve i problemi, anzi ne crea di altri, li amplifica, rende irrespirabile l’aria della comunità. Ormai quotidianamente i notiziari ci passano le notizie e il rischio è quello di abituarci alle morti, soprattutto quelle dei bambini. Mi auguri invece che si possa dare voce insieme ai bambini, perché qui c’è di mezzo la dignità e la qualità umana della vita.

Daniele Marzi, perché la Scuola di Pace sostiene questa mostra?
In questo periodo c’è un rigurgito bellicista, sta cambiando la percezione e la mentalità proprio nell’opinione pubblica del fatto che la guerra possa essere nuovamente un’opzione, dopo che l’avevamo bandita, che l’avevamo ripudiata noi come nazione nella nostra Costituzione. Per quanto riguarda il conflitto proprio israelo-palestinese, qui c’è stata un’informazione riduttiva: è come se il conflitto fosse nato il 7 ottobre del 2023. In realtà sappiamo che non è così, che è un conflitto lunghissimo e noi come Scuola di Pace non ci schieriamo da nessuna parte, ma cerchiamo di stare sempre dalla parte delle vittime delle guerre e i bambini sono la più innocente, la prima vittima di tutti i conflitti e cerchiamo di dare voce, quindi, di far vedere anche con questa mostra cosa significa realmente la guerra. La guerra significa morte, distruzione, ingiustizia e questo invece nei media non passa e l’opinione pubblica quindi sta un po’ assuefacendosi alla mentalità che in fondo se io subisco un attacco come ha subito Israele, per esempio, gravissimo e terroristico, ho il diritto di reagire, tant’è che il governo parlava di diritto a difendere, ma in realtà qui si sta avvallando un diritto alla vendetta, perché non c’è una proporzione fra quello che è accaduto e quello che sta accadendo attualmente. C’è un’alternativa, è la non violenza, è discutere, è la diplomazia, è considerare tutti gli esseri umani degni di vivere e portatori di una parte di verità.

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Senigallia e la fotografia, s’inaugura la mostra ‘La camera oscura di Giacomelli’

Prenderà il via venerdì 13 dicembre la mostra ‘La camera oscura di Giacomelli’, un grande evento espositivo su uno dei più importanti fotografi italiani del novecento con cui Senigallia omaggia il “suo” maestro Mario Giacomelli nel centenario della nascita.

L’esposizione verrà inaugurata alle ore 18 nella sala conferenze di palazzetto Baviera con un incontro e con l’apertura ufficiale della mostra allestita nelle sale di palazzo del Duca. Qui saranno esposte fino al 6 aprile 2025 circa cento fotografie originali, tra vintage e stampe d’epoca, che attraversano tutta la produzione di Mario Giacomelli, dagli anni ‘50 fino al 2000, anno della sua morte.

L’esposizione senigalliese si compone di otto sale per un viaggio nel mondo di Mario Giacomelli, che si si apre con un’installazione multimediale con la sua stessa voce, tratta da un’intervista, e immagini in movimento e frammenti scritti di pensieri per far comprendere il rapporto tra fotografia e poesia con cui ha esplorato la realtà e l’interiorità. Fulcro della mostra è la camera oscura, il luogo dove Giacomelli dava forma al suo immaginario trasformando la materia in visioni potenti e universali. Oltre alle opere esposte si trovano attrezzature originali, come la sua macchina fotografica Kobell, e oggetti di scena utilizzati per i suoi scatti. Accanto a questi, provini di stampa, appunti manoscritti e interviste.

L’iniziativa è dell’Archivio Mario Giacomelli, organizzata dal Comune di Senigallia e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, e apre di fatto le celebrazioni del 2025 per il centenario della nascita dell’artista senigalliese che grande slancio diede alla fotografia italiana a partire dal secondo dopoguerra.

Per il centenario della nascita di Mario Giacomelli è già stato predisposto un articolato programma di mostre: oltre a quella di Senigallia, le prime esposizioni del 2025 saranno a Roma al palazzo delle Esposizioni, dal 17 aprile al 1° settembre 2025, e a Milano, palazzo Reale, dal 24 maggio al 21 settembre 2025. Il calendario di eventi toccherà varie sedi nazionali e internazionali per concludersi nel 2027.

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Io non ho mani che mi accarezzino il volto, 1961, provino con appunti di stampa_Courtesy Archivi Mario Giacomelli © Eredi Giacomelli
Io non ho mani che mi accarezzino il volto, 1961, provino con appunti di stampa_Courtesy Archivi Mario Giacomelli © Eredi Giacomelli

Biennale d’arte “Città di Senigallia”: doppio evento a palazzetto Baviera e galleria Expo-Ex 

Sabato 14 settembre alle ore 17, presso palazzetto Baviera, sarà inaugurato il secondo periodo espositivo della Biennale istituzionale d’arte diretta da Pablo T, maestro dell’astrattismo extrasensoriale di fama internazionale, e organizzata dalla direttrice di Asti art gallery, Romina Tondo. La Biennale ospiterà una vera e propria autorità del mercato dell’arte contemporanea: il prof. Giammarco Puntelli, critico d’arte internazionale, art mental coach, con oltre 260 curatele e 22 direzioni artistiche nazionali e internazionali al suo attivo. 

Interverranno al vernissage anche la dott.ssa Annalisa Puntelli Sacchetti, storica dell’arte, e l’assistente alla curatela, il dott. Paolo Calcari.  

La Biennale Istituzionale d’Arte si svilupperà in due tempi: presso palazzetto Baviera il pubblico e la stampa potranno assistere alla presentazione degli organizzatori e degli ospiti da parte del maestro Pablo T e delle autorità cittadine, poi inizierà la presentazione di “Profili d’Artista”, collana prestigiosa dell’Editoriale Giorgio Mondadori.

Il prof. Puntelli, inoltre, aprirà il cuore pulsante della manifestazione, la mostra “Storie di Artisti” alla galleria Expo Ex: una straordinaria collettiva d’arte contemporanea che coinvolgerà nomi di grandi maestri, tra cui quello di Stefano Solimani. La mostra alla Expo Ex resterà aperta dal 14 al 29 settembre. Oltre a sabato 14, dopo l’inaugurazione, sarà visitabile nei seguenti orari: martedì pomeriggio dalle ore 16 alle 19, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 19; domenica pomeriggio dalle 16 alle 19. Lunedì chiuso. 

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In mostra a palazzo Mastai a Senigallia gli orologi da tavolo e da torre legati a papa Pio IX – L’INTERVISTA

Lorenza Zampa, la guida della mostra “Il tempo dei papi” allestita a Palazzo Mastai a Senigallia

E’ stata inaugurata lo scorso 27 giugno e rimarrà fruibile, a ingresso gratuito, fino al 6 gennaio 2025 la nuova mostra dal titolo “Il tempo dei papi. Antichi orologi della collezione di Palazzo Mastai e l’orologio di Pio IX dal Torrino del Quirinale” e allestita a Palazzo Mastai – Casa Museo Pio IX. L’evento nasce dal ritorno nella sede espositiva, dopo un restauro lungo circa tre anni, di quattro orologi antichi da tavolo appartenuti a Papa Pio IX nel periodo del suo lungo pontificato. Della mostra e di tutto ciò che ruota attorno all’ultima iniziativa promossa dalla Diocesi di Senigallia abbiamo parlato con Lorenza Zampa, operatrice museale di palazzo Mastai e della pinacoteca diocesana. L’intervista andrà in onda venerdì 26 luglio alle ore 13:10 e alle ore 20; sabato 27 negli stessi orari e infine domenica 28 a partire dalle ore 16:50, la terza di tre interessanti interviste tutte da riascoltarsi per quanti se le fossero perse. Chi vorrà potrà proseguire con la lettura ma l’audio integrale della chiacchierata è disponibile anche cliccando il tasto play del lettore multimediale.

Cosa si può vedere in questa mostra?
Il percorso è articolato con alcuni meccanismi di orologi da torre esposti sulla scalinata di accesso al piano nobile di casa Mastai che quindi vanno ad arricchire i pezzi in mostra, mentre è stato allestito nel salone d’onore il grosso dell’esposizione, il monumentale meccanismo di orologio del Torrino del Quirinale. Si tratta del meccanismo che proprio il pontefice senigalliese fece installare nel 1858 nell’allora residenza dei papi, oggi sede della presidenza della Repubblica. Un orologio a pendolo con ruote dentate e un sistema di pesi e contrappesi in uso fino al 1961. A contornare il perimetro della sala ci sono quattro pregevoli esempi di orologi da tavolo, o parigine, realizzati in vari materiali che esprimono il gusto artistico di Pio IX. C’è anche un orologio a cucù in legno intagliato oppure un altro con l’effigie del pontefice.

Erano oggetto di donazioni o collezionismo?
Sappiamo che sono stati collezionati dal papa e che sono sempre stati qui a palazzo Mastai ma da tempo non erano fruibili per un lungo restauro. Pio IX diede avvio a una vera e propria rivoluzione nel computo del tempo per gli Stati romani: il passaggio dalle ore italiche alle ore francesi, quelle da noi oggi correntemente usate.

Cioè?
La giornata era sempre suddivisa in 24 ore, ma nel sistema francese il nuovo giorno iniziava a mezzanotte, mentre in quello all’italiana scattava un’ora dopo il tramonto, quindi era più impreciso e soggetto alla variazione delle stagioni. Poteva andare bene in periodi contraddistinti dalle operazioni agricole, ma non ai tempi moderni, più frenetici. Con l’orologio del Torrino del Quirinale diede proprio il via a questa rivoluzione che non venne inizialmente ben accolta, ingenerando confusione.

Hanno ancora valore questi oggetti?
Indubbiamente si. Anche se non sono funzionanti nei meccanismi, hanno un valore economico, estetico, storico, anche per il legame con Pio IX, personaggio importante per la storia di questo paese pur tra le travagliate vicende. In uno compare un papa un po’ austero nonostante i suoi dipinti lo ritraggano sempre con un abbozzo di sorriso. Una di queste parigine porta la firma di un famoso orologiaio parigino, Honoré César Pons (1773-1851), come scoperto durante il restauro dalla d.ssa Raffaella Marotti dell’Università degli studi di Urbino. Un valore aggiunto a questi oggetti dalla qualità artistica indiscussa.

Qual è la loro datazione storica?
Più o meno sono dello stesso arco temporale, della metà del 19esimo secolo, ci sono vari elementi che ci portano a comprendere la datazione, ma lascio la sorpresa a quanti verranno in visita.

Hai accennato a un aneddoto…
Sì, il meccanismo del torrino del Quirinale venne trafugato qualche anno fa dai depositi a Roma e successivamente ritrovato grazie alle indagini del nucleo dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale. Rischiava di essere venduto in maniera illecita nel mercato dell’antiquariato.

Sono in programma altre iniziative legate alla mostra?
C’è già un buon interesse di senigalliesi e turisti per questa mostra, con visitatori anche da Argentina e Irlanda. Faremo un mini catalogo, parte di una raccolta di quaderni sulle esposizioni diocesane, con schede di restauro e saggi che riguardano il lavoro sugli oggetti esposti in queste mostre. Ci sarà una presentazione non appena sarà pronta la pubblicazione, ma anche altri eventi collaterali, convegni e incontri sul tema dell’orologeria e del tempo, sempre molto affascinante.

L’esposizione è visitabile tutti i giorni feriali in via Mastai, 14 a Senigallia, a Palazzo Mastai – Casa Museo Pio IX, sempre a ingresso gratuito. Dal lunedì al giovedì l’orario è 9-14; il venerdì e il sabato l’orario è pomeridiano dalle 15 alle 20 (ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura). 

Altre informazioni: www.diocesisenigallia.itwww.pionono.it – tel. 071.60649 – 071.7920709.

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