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Tag: mostra

Persone che assistono durante una visita guidata alla mostra in pinacoteca diocesana a Senigallia "Sulla via di Francesco" alle spiegazioni della curatrice e storica Lorenza Zampa

“Sulla via di Francesco”: grande interesse per la mostra in Pinacoteca a Senigallia. E già si guarda agli eventi autunnali

Si avvia verso la conclusione il ricco programma estivo delle visite guidate alla Pinacoteca di Senigallia. L’appuntamento di domenica 30 agosto, sempre con inizio alle ore 21.30, sarà l’ultima occasione estiva per fruire dell’accompagnamento speciale alla scoperta dei tesori artistici custoditi nella struttura e, in particolare, della mostra “Sulla via di Francesco. Un percorso d’arte e di luoghi per conoscere il Poverello”.

L’iniziativa, che ha animato le serate di luglio e agosto, registra un bilancio ampiamente positivo: per tutto il periodo di apertura della mostra, le visite guidate hanno riscosso un vivo e costante interesse, testimoniato sia da una buona partecipazione di pubblico sia dal coinvolgimento attivo dei visitatori. In ogni appuntamento, turisti e appassionati hanno interagito con attenzione e curiose domande rivolte anche alle curatrici dell’esposizione, le storiche dell’arte Elide Oro e Lorenza Zampa, che hanno saputo illustrare con grande chiarezza la genesi, la ricchezza e il valore spirituale del percorso espositivo, intervenendo personalmente in più occasioni.

L’esposizione, allestita in occasione dell’ottavo centenario dalla morte di San Francesco (1226-2026), si fregia del prestigioso patrocinio del Pontificio Consiglio per la Cultura e del Consiglio Regionale delle Marche. Il progetto rappresenta una preziosa testimonianza della sinergia tra le chiese locali, la Regione Marche e la Conferenza episcopale marchigiana nell’anno giubilare francescano, capace di valorizzare e unire le eccellenze nella regione e dell’intero territorio diocesano – dal Cesano all’Esino, dall’Adriatico agli Appennini. Tele, statue, paramenti, argenterie, spartiti musicali e mobilio d’epoca dialogano con un ricco corpus di opere pittoriche e lignee, offrendo un’emozionante narrazione a tappe dei momenti più significativi della vita del santo: dalla profonda devozione al crocifisso al dono delle stimmate, fino al legame spirituale con Santa Chiara.

Un’esperienza che va oltre l’aspetto artistico: l’esempio di San Francesco continua infatti a rivelarsi una straordinaria chiave di lettura della realtà quotidiana, offrendo spunti di riflessione di grande attualità per affrontare le sfide culturali, sociali e spirituali che ci troviamo davanti.

Il percorso di valorizzazione legata alla figura del Poverello d’Assisi proseguirà anche oltre la stagione estiva. È infatti in fase di realizzazione il quaderno dell’esposizione, la cui presentazione pubblica è prevista nel corso delle prossime settimane. Inoltre, la Diocesi sta lavorando all’organizzazione di diversi eventi collaterali, anche musicali, sempre incentrati sulla testimonianza francescana.

A partire dal mese di settembre, infine, la Pinacoteca tornerà agli orari autunnali. La mostra “Sulla via di Francesco. Un percorso d’arte e di luoghi per conoscere il Poverello” sarà dunque visitabile il sabato, la domenica e nei giorni festivi dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19, fino a gennaio 2027.

Per informazioni: www.diocesisenigallia.it e sulle pagine Facebook e Instagram della Pinacoteca Diocesana di Senigallia.

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“Trecastelli Liberata”: una mostra ricorda la guerra dell'estate del 1944 nella valle del Cesano per la liberazione dal nazifascismo

La mostra “Trecastelli Liberata” ricorda la guerra del 1944 nella valle del Cesano

La memoria non è solo un esercizio nostalgico. E’ anche un dovere che restituisce con la piena consapevolezza ciò che fu e ciò che sarebbe potuto essere. Oltre i faldoni pieni di polvere o le celebrazioni stantie, c’è una mostra che ricorda vicende dolorose e tratti di umanità. Il tutto in una valle del Cesano di 82 anni fa. E’ “Trecastelli Liberata”, l’esposizione allestita nei locali sotterranei della chiesa di San Pellegrino, nella frazione di Ripe. Un’iniziativa che ripropone con scatti fotografici, materiali d’epoca e documenti quel teatro di guerra che fu nel 1944 questo territorio.

“Trecastelli Liberata” riapre il libro della Storia alla pagina dell’estate 1944. In quei mesi, la vallata del fiume Cesano si trasformò in un campo di battaglia. Qui si colpirono a vicenda le truppe alleate polacche e quelle di occupazione tedesche in ritirata dall’Italia, durante la progressiva liberazione del nostro paese che nel frattempo trovava la forza per insorgere. Ma chi combatteva e chi risiedeva in queste zone pagava a caro prezzo le dinamiche bellicistiche: lo stesso paesaggio può dirsi plasmato da quelle vicende di diversi decenni fa.

L’iniziativa culturale è nata per volontà dell’associazione «Battaglia del Cesano 1944» in collaborazione con l’amministrazione comunale e la sezione locale dell’Anpi. Nasce dall’esigenza di restituire la memoria di quella tragedia e di offrire uno strumento per acquisire consapevolezza.

“Trecastelli Liberata”: una mostra ricorda la guerra dell'estate del 1944 nella valle del Cesano per la liberazione dal nazifascismo

L’inaugurazione di “Trecastelli Liberata” ha visto la partecipazione delle istituzioni civili, religiose e delle associazioni d’arma, insieme alla console onoraria della Polonia, Cristina Gorajski. Una presenza che sottolinea come il legame tra queste terre e il popolo polacco non sia un semplice rapporto diplomatico, ma una radice comune unita anche da lutto e gratitudine.

Il percorso allestito a Ripe non si limita tuttavia alla singola rievocazione. S’inserisce all’interno di un disegno culturale più vasto, avviato già lo scorso anno a Mondolfo. Le diverse tappe della memoria lungo il corso del Cesano tracceranno un itinerario di consapevolezza. L’obiettivo è permettere di ripercorrere i luoghi fisici del dolore e della resistenza, trasformandoli in presidi di coscienza critica per le nuove generazioni.

La mostra “Trecastelli Liberata” rimarrà aperta e visitabile su prenotazione fino alla fine di settembre, offrendo a chiunque lo desideri la possibilità di scendere in quei sotterranei per misurarsi, a distanza di ottantadue anni, con il peso della guerra di cui oggi tanto si parla con troppa facilità.

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“Trecastelli Liberata”: una mostra ricorda la guerra dell'estate del 1944 nella valle del Cesano per la liberazione dal nazifascismo
Visite guidate per la mostra su san Francesco alla pinacoteca diocesana di Senigallia: persone in ascolto delle spiegazioni della curatrice Lorenza Zampa

Arte e spiritualità, la via di san Francesco in mostra alla pinacoteca di Senigallia

In occasione degli 800 anni dalla morte di san Francesco d’Assisi, la pinacoteca della Diocesi di Senigallia ospita la mostra intitolata «Sulla via di Francesco», curata dalle storiche dell’arte Lorenza Zampa ed Elide Oro. L’esposizione, visitabile fino al prossimo 6 gennaio, propone un itinerario composito volto a delineare la figura del santo e l’impatto del suo messaggio. Ancora oggi sono di straordinaria attualità, come ci ha spiegato ai microfoni di Radio Duomo Senigallia (95.2FM) la curatrice Lorenza Zampa. Potete riascoltare qui sotto l’AUDIO dell’intervista grazie al lettore multimediale.

Zampa ha tratteggiato la natura innovativa del Santo, definendolo «un vero comunicatore» e ricordando la sua capacità di rivolgersi alle folle con profonda umanità. Il percorso scientifico della mostra ripercorre i momenti fondamentali della sua esistenza e della sua spiritualità attraverso varie sezioni tematiche. Tra i soggetti approfonditi figurano la conversione, l’intenso legame con santa Chiara e l’ordine femminile, la devozione alla croce e il tema dell’immacolata concezione, particolarmente caro alla tradizione francescana.

Il materiale espositivo comprende un’ampia varietà di beni culturali, inclusi dipinti, sculture e manufatti polimaterici. Tra le opere esposte spiccano due presepi in ceramica e legno realizzati da mani monastiche, un set di candelabri settecenteschi recanti lo stemma dell’ordine provenienti dalla Chiesa dell’Immacolata e un imponente crocifisso tardo-trecentesco. A questi si affiancano quadri provenienti da edifici di culto del territorio o recuperati dai depositi, come un dipinto conservato a Palazzo Mastai e reso per la prima volta fruibile al pubblico. L’allestimento rappresenta anche un’occasione per salvaguardare e mostrare beni artistici spesso custoditi in chiese momentaneamente chiuse al pubblico o inagibili a causa di eventi sismici, operazione resa possibile anche grazie all’impiego dei fondi dell’otto per mille.

Lorenza Zampa
Lorenza Zampa

L’esperienza conoscitiva pensata dalle curatrici non si limita alle sale della Pinacoteca. Le tappe della mostra offrono infatti uno stimolo per intraprendere un itinerario fisico tra i borghi e le colline marchigiane, alla riscoperta delle storiche sedi francescane disseminate sul territorio.

Per quanto riguarda le modalità di fruizione, nel periodo estivo la Pinacoteca garantisce l’apertura serale dal giovedì alla domenica, dalle ore 21 alle 24, offrendo inoltre visite guidate gratuite nei giorni di venerdì e domenica alle 21.30. Da settembre a gennaio subentrerà l’orario autunno-inverno, con aperture durante i fine settimana e i giorni festivi nelle fasce orarie 9-12 e 16-19. È inoltre prevista la pubblicazione di un catalogo tascabile contenente saggi di approfondimento sulle opere e sulla storiografia francescana.

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BeatleSenigallia 2026

BeatleSenigallia torna con l’ottava edizione: 22 eventi tra musica, teatro e cultura

Nel 2017 si faceva largo nella mente dell’allora comandante della polizia stradale di Senigallia Paolo Molinelli l’idea di un evento sui Beatles a Senigallia. Nel 2018 poi prese forma nella prima edizione di BeatleSenigallia che oggi – covid a parte – torna per l’ottava edizione. Nove anni dopo, quella scommessa di realizzare qualcosa sulla passione per il quartetto di Liverpool, si è trasformata in uno degli momenti culturali più attesi della provincia.

Dato l’inizio imminente del primo appuntamento per il 2026, abbiamo intervistato il fondatore di BeatleSenigallia. Qui sotto potrete ascoltarvi l’AUDIO dell’intervista a Paolo Molinelli, in onda su Radio Duomo Senigallia (95.2 fm) alle ore 13:10 e alle ore 20 di mercoledì 3 e giovedì 4 giugno. Replica domenica 7 alle ore 16:50.

L’ottava edizione prenderà il via l’8 giugno e si chiuderà il 4 settembre. Ben 22 eventi in 15 città e 2 province, per un totale di 28 giorni di spettacolo. Meno degli scorsi anni, ammette Molinelli con autoironia: «L’anno scorso erano 36 iniziative, un record. Quest’anno sono medaglia d’argento». Ma la qualità, a sentirlo raccontare, è sempre a un livello alto.

La prima novità dell’edizione 2026 è il luogo d’esordio: non una piazza, non un teatro, ma il centro commerciale Il Maestrale. L’8 giugno verrà inaugurata una mostra, e il 12 giugno è in programma un concerto nel pomeriggio. Una scelta che Molinelli giustifica richiamando la filosofia stessa dei Beatles: «Hanno sempre dimostrato che non c’è dicotomia tra successo e qualità. Erano in mezzo alla gente, e noi vogliamo esserlo allo stesso modo».

La rassegna è dedicata a Yellow Submarine, la canzone che nel 2026 compie sessant’anni. «La sanno tutti, anche i muri», dice Molinelli, e racconta di un bambino di prima elementare che a Pesaro, durante un concerto, si è avvicinato al palco per chiederla. Non era in scaletta, ma gliela hanno suonata lo stesso. «Piccoli fan crescono».

Gli appuntamenti spazieranno anche a Castelfidardo, nell’ambito del festival “I favolosi anni Settanta”, dove verrà inaugurata una mostra alla chiesa di San Francesco che resterà aperta tre giorni. Ancora: a Offagna (Buskers festival); Mondolfo; Sassoferrato; Sirolo e Fano. Qui Molinelli intervisterà Riccardo Russino, coautore insieme a Vincenzo Oliva di un libro dedicato a John Lennon dal titolo evocativo: “Parole, musica e contraddizioni di un genio inquieto”.

Il sottotitolo riassume bene la figura del musicista. Un uomo – come gli altri componenti – travolto dalla fama in un’epoca in cui nessuno sapeva ancora cosa significasse diventare celebri a vent’anni. Ha attraversato droghe, lutti e disillusioni per approdare, nei primi anni ‘70, a un impegno politico straordinariamente evocativo ma anche anticipatore di temi attualissimi. «Parlava di pace e di femminismo nel 1972», ricorda Molinelli, «quando in Inghilterra il femminismo era ancora quello delle suffragette della mamma nel film Mary Poppins».

Il cuore della rassegna si concentrerà però a Senigallia tra il 22 e il 26 luglio. Il 22, al monumento a John Lennon e alla panchina dei Beatles fatti realizzare dallo stesso Molinelli al parco della pace, andrà in scena un happening con gli artisti Stefania e Gaetano Ricci, Paolo Fornarole e Stefano Spazi. Dal 24 al 26, in piazza Roma, spazio a un atto unico teatrale dedicato proprio a Yellow Submarine, firmato da Vittorio Saccinto di Rose Bianche sull’asfalto, accompagnato da incursioni nel jazz con il duo composto da Stefano Coppari e Riccardo Federici.

Dopo Marco Ferradini e Francesco Baccini nelle edizioni precedenti, quest’anno l’ospite d’onore sarà Ricky Gianco, cantautore degli anni ‘60, amico di Gino Paoli, che racconterà in prima persona il suo incontro con i Beatles. Presenti anche Clarissa Vichi che si esibirà con un trio; e Gigi Cifarelli, chitarrista milanese di straordinaria tecnica, ospite a Corinaldo.

Ma BeatleSenigallia non si limita alla musica e in questa edizione torna a produrre una pubblicazione. Dopo la storia grottesca dell’incontro immaginario tra Mozart e i Beatles, e il catalogo della mostra alla Rocca Roveresca del 2024, il terzo libretto sarà dedicato a George Harrison: “The Quiet Beatle” per via della sua spiritualità. «Falsamente tranquillo», precisa Molinelli. Verrà presentato in anteprima a Fano e poi a settembre alla Rocca Roveresca.

Come sempre, tutti gli eventi sono gratuiti. E come ogni anno, alla fine della stagione, parte del ricavato delle attività verrà devoluto a un’associazione benefica: nel 2025 furono 1.300 euro destinati all’ANDOS, l’associazione donne operate al seno. Quest’anno ne beneficerà “Rose bianche sull’asfalto”, un’associazione senza scopo di lucro per la sensibilizzazione alla prevenzione della guida in stato di ebbrezza e sotto effetto di sostanze stupefacenti, nata dopo l’incidente mortale costato la vita al 14enne Francesco “Saccio” Saccinto.

Molinelli non è musicista – ce lo ha confessato lui stesso – e forse è proprio per questo che è riuscito a costruire qualcosa di più di un festival: un ecosistema culturale potremmo definirlo, capace di coinvolgere artisti e generi diversi, di attrarre persone di qualsiasi età e livello d’istruzione, di includere piazze, chiese, centri commerciali e anfiteatri romani. Ogni anno trova il modo di reinventare qualcosa mantenendo fede a se stesso. «Da piccolo mi piacevano i Beatles. Mi sono invecchiato e mi piacciono ancora i Beatles», conclude. «Io sono veramente felice».

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Falegnameria Oberdan Gregorini in via Tarducci, anni '20 del Novecento. Foto: Archeoclub di Corinaldo

Quando la campagna era un mondo a parte e il lavoro un affare di famiglia: una mostra a Corinaldo racconta la società tra ‘800 e ‘900

Una fotografia non ritrae soltanto un volto o un mestiere. Ferma il tempo. Cattura un’insegna, uno scorcio di facciata, un brano di manifesto strappato. Da tutto questo si può ricostruire un intero mondo che non c’è più. Ne è convinto Raoul Mancinelli, giornalista e saggista, che ha curato il catalogo della mostra “Economia e società. Il lavoro dei corinaldesi tra ‘800 e ‘900“, visitabile al teatro Goldoni di Corinaldo fino a giugno. Su Radio Duomo Senigallia (95.2 fm) è andata in onda la sua intervista, oggi disponibile anche qui.

La mostra è promossa dall’Archeoclub di Corinaldo. Da anni raccoglie e valorizza materiali e fotografie d’epoca legate alla storia del comprensorio della valle del Misa-Nevola. L’esposizione si concentra sul mondo del lavoro in un arco temporale di grandi trasformazioni sociali, politiche, industriali ed economiche: quello in cui l’Italia periferica iniziava, con fatica e ritardo, ad affacciarsi alla modernità industriale.

Il racconto si concentra sull’economia mezzadrile, che nelle Marche dell’Ottocento rappresentava molto più di un semplice rapporto contrattuale tra proprietario e coltivatore. Era un sistema che strutturava la vita nella sua interezza. Che coinvolgeva tutti i componenti della famiglia. Chi voleva emigrare doveva chiedere il permesso al padrone, perché sottrarre un membro alla famiglia significava sottrarre braccia alla terra. Allora la logica familiare permeava ogni ambito della vita e dell’economia locale. Dall’artigianato al commercio, tutti i settori ruotavano attorno all’agricoltura e questa dettava i ritmi, i vincoli, persino le gerarchie.

Raoul Mancinelli
Raoul Mancinelli

Uno degli aspetti più significativi che Mancinelli mette in luce riguarda la frattura tra mondo rurale e urbano. A Corinaldo, nella seconda metà dell’Ottocento, solo un quarto della popolazione risiedeva nel centro abitato. Il resto viveva in campagna e accedeva raramente ai servizi del paese: si andava in città la domenica per la messa, dal medico in caso di malattia, dal padrone per necessità. Il mercato settimanale era il solo momento che univa le due realtà, il luogo in cui si comprava e si vendeva, certo, ma anche il principale spazio di socialità condivisa.

Proprio da quella frattura nacque la tradizione cooperativistica di Corinaldo. Si proponeva esplicitamente di includere i mezzadri e i piccoli coltivatori, fornendo servizi a categorie tradizionalmente ignorate o respinte. Promossa dal cento più agiato e dal clero locale con una spiccata vocazione solidaristica, diventa il primo ponte strutturato tra la città e la campagna. Nel dopoguerra quella tradizione si consoliderà con la cantina sociale e la stalla sociale, esperienze che hanno lasciato un segno duraturo nell’identità del territorio.

Cosa si è perso in questa trasformazione secolare? La risposta di Raoul Mancinelli è: la dimensione comunitaria, familiare, di prossimità che teneva insieme persone e generazioni. Il mondo iperconnesso ha prodotto un paradosso: siamo più vicini a chi è lontano e più lontani da chi ci sta accanto. Eppure qualcosa si era guadagnato. La disuguaglianza sociale, pur tornando oggi a crescere, ha conosciuto nel ‘900 una significativa compressione.

Tutto questo viene raccontato senza tante parole in una mostra – “Economia e società. Il lavoro dei corinaldesi tra ‘800 e ‘900“ – che è stata inaugurata lo scorso 18 aprile. Rimarrà visitabile fino al 21 giugno al teatro Goldoni di Corinaldo. L’iniziativa è promossa dall’Archeoclub di Corinaldo. Il catalogo è curato da Raoul Mancinelli.

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‘Sulla via di Francesco’: una mostra a Senigallia

“Sulla via di Francesco. Un percorso d’arte e di luoghi per conoscere il Poverello” è il titolo dell’esposizione che apre da Pasqua alla Pinacoteca di Senigallia con il patrocinio del Pontifico Consiglio per la Cultura e del Consiglio Regionale delle Marche. Ideata e curata dalle storiche dell’arte Elide Oro e Lorenza Zampa Sulla via di Francesco èuna mostra che ha l’intento di esplorare la figura del Santo attraverso un percorso a tappe che ne riscoprano il cammino di vita e gli episodi più significativi tra i quali la devozione a Cristo Crocifisso, l’esperienza delle stimmate, il legame con Santa Chiara e molto altro. Inoltre l’esposizione, proposta nell’Ottavo centenario dalla morte di San Francesco (1226-2026) si estende virtualmente anche fuori dalla Pinacoteca di Senigallia mediante la segnalazione della presenza francescana nel territorio diocesano e l’invito ai visitatori, fedeli e turisti a percorrere un itinerario che, dalle eleganti sale della Pinacoteca diocesana in piazza Garibaldi, esce alla scoperta di chiese e conventi, luoghi di arte e di cultura, a volte ultime tracce di un antico passato, dove le testimonianze di San Francesco d’Assisi permangono ancora.

Tutti temi che i visitatori troveranno espressi nel ricco corpus di opere pittoriche e lignee, alcune delle quali inedite o esposte dopo lungo tempo, selezionate per questo ampio progetto di mostra, che animerà per tutto questo Anno Giubilare Francescano 2026 e oltre la proposta culturale e il calendario di eventi della Pinacoteca. L’esposizione, ad ingresso gratuito, sarà visitabile nel periodo aprile-maggio nei giorni di Sabato, domenica e festivi* (*chiuso: 6 aprile pomeriggio) con orario 9-12/16-19 e con tutti i dettagli sull’apertura comunque facilmente consultabili sul sito www.diocesisenigallia.it e sulle pagine social della Pinacoteca (fb e ig).

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In pinacoteca diocesana, a Senigallia, si è tenuto l’incontro conclusivo della mostra “Et Incarnatus Est”

Senigallia, alla pinacoteca diocesana il finissage della mostra “Et Incarnatus Est”

Si è svolto giovedì 12 marzo, presso la Pinacoteca Diocesana di Senigallia, l’incontro conclusivo della mostra “Et Incarnatus Est”, occasione durante la quale è stato presentato anche il quaderno che accompagna il percorso espositivo. La conferenza è stata moderata dalla giornalista Laura Mandolini de La Voce Misena.

Ad aprire l’incontro è stato il Vescovo di Senigallia, Mons. Franco Manenti, che ha espresso parole di ringraziamento nei confronti di tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto espositivo. A seguire è intervenuto il Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Senigallia, Riccardo Pizzi, che ha portato il saluto del Sindaco Massimo Olivetti e dell’Amministrazione comunale, sottolineando il valore culturale dell’iniziativa e il ruolo della Pinacoteca nella valorizzazione del patrimonio artistico e spirituale del territorio.

Il primo contributo di approfondimento è stato poi affidato al Dott. Gabriele Barucca, già Soprintendente della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona Lodi e Mantova, autore di uno dei saggi contenuti nel quaderno. Nel corso del suo intervento, il professor Barucca ha illustrato i risultati di uno studio dedicato alle forme di religiosità popolare, con un focus specifico sul culto lauretano. Tra le testimonianze più significative di questa diffusa devozione figurano anche alcuni plastici lignei dipinti, esposti in mostra e oggetto della sua analisi.

Sono quindi intervenute le due curatrici della mostra e del quaderno, le storiche dell’arte Lorenza Zampa ed Elide Oro, che hanno illustrato la genesi del progetto espositivo e approfondito la struttura dei contenuti della pubblicazione. Nel suo intervento, Lorenza Zampa ha dedicato particolare attenzione al tema della maternità, analizzato anche alla luce delle trasformazioni della società contemporanea. Elide Oro ha invece presentato uno dei suoi saggi dedicati al rapporto tra arte e testi sacri, offrendo al pubblico alcune informazioni sulle interessanti scoperte iconografiche emerse nel corso delle ricerche condotte insieme alla collega.

L’incontro ha rappresentato così il momento conclusivo del progetto espositivo, reso possibile anche grazie ai contributi CEI otto per mille alla Chiesa Cattolica, offrendo al pubblico l’opportunità di ripercorrere i contenuti culturali e spirituali della mostra e di approfondire, attraverso il dialogo tra arte, storia e fede, il significato dell’Incarnazione e del dono della vita.

Al termine della presentazione, i partecipanti hanno potuto visitare liberamente l’esposizione, che ha goduto del patrocinio del Pontificio Dicastero della Cultura e del Comune di Senigallia, chiudendo simbolicamente un percorso che ha unito ricerca storica, riflessione teologica e valorizzazione del patrimonio artistico della Diocesi di Senigallia e del suo territorio.

dalla Diocesi di Senigallia

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In pinacoteca diocesana a Senigallia l'esibizione del duo Musicanuova, con Marco Ferretti voce e Miriam Cenerelli organo, dedicati a San Francesco d'Assisi.

Concerto in pinacoteca a Senigallia per il centenario francescano

Il centenario francescano ormai alle porte è occasione per la Pinacoteca di Senigallia di ospitare un concerto del duo Musicanuova con Marco Ferretti voce e Miriam Cenerelli organo, dedicati a San Francesco d’Assisi. 

Il concerto, ad ingresso gratuito, è in programma per domenica 21 dicembre (e replica il 4 gennaio) alle ore 16,30 ed è parte integrante del progetto musicale, nato in occasione del Centenario Francescano 2023-2026 per gli 800 anni della Regola Bollata, del Natale di Greccio, delle Stimmate, del Cantico delle creature e della Pasqua di Francesco. 

Dopo il concerto la Pinacoteca offrirà una visita guidata gratuita all’esposizione “Et incarnatus est” aperta sino al 6 gennaio nel museo diocesano per l’occasione dell’Anno Giubilare.
Il ricco percorso espositivo che potrà essere ammirato è incentrato sul tema della Maternità, soggetto che le curatrici Elide Oro e Lorenza Zampa hanno scelto di indagare e raccontare attraverso tre fasi cruciali, dandone una lettura su due piani paralleli e riportando alla luce opere pittoriche e scultoree uniche, convogliate in Pinacoteca dall’interno territorio diocesano.  

La Pinacoteca di Senigallia è aperta sabato, domenica e festivi, in orario 9-12/16-19, con ingresso gratuito, sino al 6 gennaio 2026. 

Info: www.diocesisenigallia.it.

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Visite guidate in pinacoteca diocesana a Senigallia per la mostra "Et incarnatus est"

Arte, visite guidate in pinacoteca per “Et incarnatus est” nel fine settimana dell’Immacolata

Il lungo fine settimana con la festività mariana dell’Immacolata ha visto la Pinacoteca di Senigallia aperta sabato 6 dicembre e lo sarà anche domenica 7 e lunedì 8, sempre con orario 9-12 e 16-19. Sarà così possibile visitare l’esposizione “Et incarnatus est – Un itinerario per riscoprire il dono della vita” il grande evento espositivo giubilare della Diocesi senigalliese con la curatela di Elide Oro e Lorenza Zampa.

Un percorso nella ricca galleria museale dell’appartamento del cardinale affacciate sull’elegante piazza Garibaldi dal cielo stellato di luci e che ha il suo cuore nella mostra “Immagini di maternità. La bellezza della vita che nasce”. Un progetto che unisce nell’Anno Giubilare tutte le Diocesi marchigiane, grazie alla sinergia tra Chiese locali, Conferenza Episcopale Marchigiana e Regione Marche, per una iniziativa di vasto respiro, con la volontà di fare rete tra le diverse realtà.

Un percorso che avrà – come ogni domenica d’autunno e sino al 6 gennaio – anche il 7 dicembre un appuntamento di vera eccezione grazie alle visite guidate gratuite in programma alle ore 17 (non occorre prenotazione, visita in lingua italiana sino a disponibilità dei posti) per un approfondimento fra arte e cultura.

La Pinacoteca di Senigallia è aperta sabato, domenica e festivi, in orario 9-12/16-19, con ingresso gratuito.

Info: www.diocesisenigallia.it

“Venere e Adone morente con amorini” (particolare), dipinto di Francesco Trevisani (1656-1746), Collezione Intesa Sanpaolo

Il “mito ritrovato”, Francesco Trevisani a Jesi: la bellezza ritorna alla luce

“Venere e Adone morente con amorini” (particolare), dipinto di Francesco Trevisani (1656-1746), Collezione Intesa Sanpaolo

Dal dialogo virtuoso tra la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi e Intesa Sanpaolo è nato un progetto espositivo che va ben oltre la semplice mostra: “Francesco Trevisani. Il mito ritrovato”, allestita a Palazzo Bisaccioni, è una raffinata operazione di tutela e valorizzazione di un patrimonio artistico privato che torna finalmente a disposizione della collettività.

Il percorso espositivo, curato da Roberta Angalone con apparati didattici di Sara Tassi e Beatrice Ruggeri, riporta in scena il ciclo mitologico del grande pittore seicentesco Francesco Trevisani, cinque imponenti tele appartenenti alle collezioni Intesa Sanpaolo, già commissionate nel Settecento da una nobile famiglia senigalliese, gli Augusti.

Dopo secoli di passaggi, restauri e spostamenti, le opere si trovano oggi a Jesi, in uno spazio capace di restituirne la piena leggibilità e la potenza narrativa. Il progetto, inoltre, non si limita all’allestimento: durante l’intero periodo dell’esposizione, le tele sono restaurate in itinere, consentendo al pubblico di assistere a un vero e proprio “cantiere della bellezza”, in cui l’arte si mostra nella sua dimensione più fragile e viva.

Il percorso storico delle cinque opere costituisce esso stesso una narrazione affascinante, segnata da passaggi di proprietà, vicende familiari e mutamenti urbani. Documenti conservati presso l’Archivio Storico Comunale di Senigallia (Fondo Augusto Arsilli) attestano con certezza che i dipinti furono venduti nel 1753 dal conte senigalliese Agostino Augusti – verosimilmente anche il committente – al signor Giuseppe Serra, in occasione della tradizionale Fiera di Senigallia. In un secondo momento, i quadri vennero poi acquistati dalla nobile famiglia Baviera, entrando a far parte delle decorazioni di Palazzo Baviera di via Arsilli, dove adornavano un sontuoso salone noto come il Camerone. Qui il marchese Alessandro Baviera li descrisse allora come “cinque grandi quadri parietali, copie del Veronese”, espressione che ne rivela la magnificenza e l’impatto scenografico. Quel piano nobile, abitato da Romualdo Baviera e da sua moglie Eleonora Antici, zia di Giacomo Leopardi, era considerato un autentico scrigno di arte e raffinatezza.

Dopo il terremoto del 1930, che distrusse parte dell’appartamento, le tele furono con ogni probabilità trasferite altrove, trovando ospitalità nel più celebre Palazzetto Baviera in piazza del Duca. In seguito, il ciclo fu acquistato dalla Banca Popolare di Senigallia, che scelse di conservarlo presso la sala conferenze dello stesso Palazzetto Baviera, rendendolo visibile alla cittadinanza. A partire dal 1989, infine, l’intera serie trovò nuova dimora nel Palazzo Marcolini di Corso II Giugno, sede della Banca, dove fu sottoposta a un accurato restauro prima dell’attuale collocazione nelle collezioni Intesa Sanpaolo.

A inaugurare la serie dei restauri è stato il dipinto “Venere e Adone morente con amorini” (olio su tela, 235 x 176 cm), prima opera a ritrovare la sua originaria luminosità. Il racconto ovidiano della dea innamorata e del giovane cacciatore ferito a morte da Marte si traduce, nel linguaggio morbido e struggente di Trevisani, in una scena di intensa umanità. Venere tenta di trattenere l’amato, mentre gli amorini, testimoni silenziosi, sostengono il corpo esanime: il dolore diviene pittura, la tragedia si fa gesto, e la luce si posa sulle figure come una carezza che addolcisce il destino.

Con “Il mito ritrovato”, Jesi si fa custode di un dialogo tra passato e presente, dove il restauro non è soltanto recupero materiale, ma atto d’amore verso la memoria. Le tele di Trevisani tornano così a parlare, testimoniando la continuità di un linguaggio artistico capace di unire storia e bellezza.

Marco Pettinari

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“Venere e Adone morente con amorini” (olio su tela, 235 x 176 cm), dipinto di Francesco Trevisani (1656-1746), Collezione Intesa Sanpaolo
“Venere e Adone morente con amorini” (olio su tela, 235 x 176 cm), dettaglio del dipinto di Francesco Trevisani (1656-1746), Collezione Intesa Sanpaolo
Il percorso espositivo “Et incarnatus est” alla pinacoteca diocesana di Senigallia contiene al suo interno la mostra "Immagini di maternità"

Et incarnatus est, un autunno di visite guidate gratuite

Autunno tempo propizio per godersi l’arte e la storia di Senigallia e del suo ampio territorio dall’Adriatico all’Appennino, dal Cesano all’Esino con una visita ad ingresso gratuito alla Pinacoteca di Senigallia, nella centralissima piazza Garibaldi, aperta nei fine settimana.

Esperienza che si arricchisce ancora di più ogni domenica alle ore 17 grazie alla possibilità di ammirare con visita guidata gratuita “Et incarnatus est – Un itinerario per riscoprire il dono della vita” il grande evento espositivo giubilare della Diocesi senigalliese.

Il ricco percorso è incentrato sul tema della maternità, soggetto che le curatrici Elide Oro e Lorenza Zampa hanno scelto di indagare e raccontare attraverso tre fasi cruciali, dandone una lettura su due piani paralleli e riportando alla luce opere pittoriche e scultoree uniche, convogliate in Pinacoteca dall’interno territorio diocesano.
Per la prima volta, questo ampio ed eterogeneo patrimonio storico – artistico viene riunito ed esposto al pubblico in maniera inedita nelle grandi sale espositive di piazza Garibaldi, al Palazzo vescovile di Senigallia.

Ogni domenica, dunque alle ore 17, la visita guidata gratuita all’esposizione accompagnata da giovani esperti di storia dell’arte, e almeno una volta al mese proprio da una delle curatrici: come accaduto domenica 28 settembre con la dott.ssa Elide Oro e come accadrà nelle prossime occasioni. Ricordiamo che non occorre prenotazione, che la visita è in lingua italiana, fruibile sino a disponibilità dei posti.

La Pinacoteca di Senigallia è aperta sabato, domenica e festivi, in orario 9-12 / 16-19, con ingresso gratuito, sino al 6 gennaio 2026.

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Il percorso espositivo “Et incarnatus est” alla pinacoteca diocesana di Senigallia contiene al suo interno la mostra "Immagini di maternità"

Senigallia, visite guidate settimanali gratuite per ammirare l’arte sacra e devozionale

Saranno due le visite guidate settimanali gratuite, disponibili in orario serale, proposte dalla Diocesi di Senigallia per ammirare “Et incarnatus est”, l’esposizione inaugurata con grande successo lo scorso 31 luglio alla pinacoteca di piazza Garibaldi.

Professionisti del settore accompagneranno in un itinerario alla scoperta del museo diocesano e alla pagine dedicate al progetto giubilare “per riscoprire il dono della vita” come reca il sottotitolo. Un percorso interamente gratuito, nelle sale dell’appartamento del cardinale: il suo cuore è la mostra “Immagini di maternità. La bellezza della vita che nasce”, che unisce nell’anno giubilare tutte le Diocesi marchigiane, grazie alla profonda sinergia tra chiese locali, Regione Marche e Conferenza episcopale marchigiana.
Si tratta, quest’ultima, di una iniziativa di vasto respiro regionale, con la volontà di fare rete tra le diverse realtà diocesane, realizzando così un progetto unico e condiviso.

Visite guidate gratuite in programma tutti i giovedì e domeniche del mese di agosto, con inizio della visita alle ore 21,30 (non occorre prenotazione, visita in lingua italiana sino a disponibilità dei posti) per un approfondimento fra arte e cultura, una mostra giubilare per una nuova condivisione nella tutela e valorizzazione dei beni culturali, proseguendo la scoperta poi nelle varie sedi dei musei diocesani delle Marche.

La pinacoteca di Senigallia è visitabile dal giovedì alla domenica, in orario 21 – 24, con ingresso gratuito. Info: www.diocesisenigallia.it.

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Il percorso espositivo “Et incarnatus est” alla pinacoteca diocesana di Senigallia contiene al suo interno la mostra "Immagini di maternità"
Il percorso espositivo “Et incarnatus est” alla pinacoteca diocesana di Senigallia contiene al suo interno la mostra “Immagini di maternità”
Inaugurata con successo “Et Incarnatus est”, la mostra promossa dalla Diocesi di Senigallia in pinacoteca e a palazzo Mastai. Da sinistra: Riccardo Pizzi, Lorenza Zampa, Franco Manenti, Elide Oro

Senigallia, inaugurata la mostra promossa dalla Diocesi “Et incarnatus est”

Grande successo per l’inaugurazione dell’esposizione “Et incarnatus est. Un itinerario per riscoprire il dono della vita” che si è tenuta giovedì sera, 31 luglio, nella pinacoteca di Senigallia. La presentazione alla cittadinanza dell’evento culturale promosso dalla Diocesi ha raccolto commenti molto positivi.

Consensi che confermano una stagione museale molto partecipata. Da oggi, arricchita da un percorso articolato in più sezioni. All’interno di questo percorso espositivo, grande attenzione viene dedicata a “Immagini di Maternità. La bellezza della vita che nasce”, la mostra che unisce nell’anno giubilare tutte le Diocesi marchigiane, grazie alla profonda sinergia tra Chiese locali, Regione Marche e Conferenza Episcopale Marchigiana.

Il ricco percorso espositivo, che gode del patrocinio del Comune di Senigallia, è stato presentato al numeroso pubblico intervenuto, dopo i saluti del vescovo Franco Manenti e del vicesindaco Riccardo Pizzi, dalle curatrici Elide Oro e Lorenza Zampa. Hanno condotto gli intervenuti nelle rinnovate sale della Pinacoteca alla scoperta del tema della Maternità, sviluppato secondo letture interpretative trasversali e parallele. C’è di più: si tratta di un percorso tematico itinerante, allestito in tre sezioni: due presso la pinacoteca e una nell’altrettanto centralissimo palazzo Mastai – casa museo Pio IX.

L’esposizione a ingresso gratuito accompagnerà le aperture dei musei diocesani per tutto l’anno giubilare, fino al 6 gennaio 2026 offrendo la possibilità di partecipare a visite guidate, condotte dagli operatori museali con un doppio appuntamento settimanale: ogni giovedì e domenica di agosto, alle ore 21.30, sempre a ingresso gratuito e senza necessità di prenotazione. Prima visita domenica 3 agosto, condotta direttamente da una delle due curatrici, per andare alla scoperta di questo patrimonio storico – artistico secolare ma sempre in dialogo con la contemporaneità.
Per informazioni: www.diocesisenigallia.it.

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Presenti (da sinistra): Nazzareno Marconi, presidente Conferenza Episcopale Marchigiana (CEM) e vescovo di Macerata; Francesco Acquaroli, presidente Regione Marche; Angelo Spina, vescovo delegato della CEM per la comunicazione e arcivescovo della Diocesi di Ancona-Osimo e Francesco Massara, vescovo delegato dalla CEM per i beni culturali e arcivescovo delle Diocesi di Camerino e Fabriano-Matelica

Giubileo: le Marche un museo diffuso col progetto “Pellegrini di Speranza”

E’ stato presentato ufficialmente il progetto “Pellegrini di Speranza”, promosso dalla Conferenza Episcopale Marchigiana (CEM)  in occasione del Giubileo 2025 e realizzato in collaborazione con la Regione Marche. Un museo diffuso, un percorso che vuole unire e, ovviamente, valorizzare i luoghi della fede attraverso il grande patrimonio artistico, storico e culturale dislocato sul territorio regionale. Il progetto si rivolge a tutti e tutte – fedeli e turisti, studenti e famiglie, visitatori e appassionati d’arte – per far vivere a pieno il Giubileo attraversando musei, santuari, cammini e comunità.

Museo diffuso e catalogo

Al centro dell’iniziativa c’è la mostra diffusa “Immagini di maternità. La bellezza della vita che nasce”. Da metà luglio a fine novembre 2025, 14 musei diocesani delle Marche ospitano una mostra tematica dedicata alla maternità, con opere che raccontano la vita e la speranza attraverso i secoli. Ogni sede allestisce una sala con immagine coordinata, costruendo un grande museo diffuso a livello regionale. 

Il via è stato dato a Urbino lo scorso 14 luglio, seguita da San Severino Marche il 15 e da Comunanza il 17; poi si passerà il 23 luglio a Pesaro, il 24 a Fano e Fermo, il 25 a Fabriano, il giorno dopo ad Ancona e Osimo, il 28 a Macerata per chiudere il mese di a Senigallia (il 31). Ad agosto apriranno le esposizioni ad Ascoli Piceno (11 agosto), Loreto (14) e Jesi (30 agosto). 

In parallelo all’esposizione, sarà pubblicato un catalogo completo che raccoglie le opere selezionate nei 14 musei, arricchito da schede descrittive, contributi scientifici e approfondimenti sul tema della maternità nell’arte sacra.

Cammini giubilari

Grande attenzione è riservata alla valorizzazione dei cammini spirituali delle Marche, con una nuova edizione della guida “Cammini e Itinerari spirituali”, che raccoglie percorsi storici come la Via Lauretana, i Cammini Francescani, Benedettini e delle Abbazie. L’obiettivo è incentivare il pellegrinaggio lento, a piedi o in bicicletta, promuovendo le aree interne e i valori della sostenibilità.

Nel mese di ottobre si terrà uno degli eventi simbolici più significativi: la Peregrinatio Mariae, pellegrinaggio della statua della Madonna di Loreto da Loreto a Roma (2–12 ottobre 2025) lungo la Via Lauretana, con tappe liturgiche nelle diocesi attraversate. Il pellegrinaggio culminerà a Roma l’11 e 12 ottobre in occasione del Giubileo della Spiritualità Mariana, con celebrazioni solenni presso San Salvatore in Lauro (la chiesa dei marchigiani a Roma) e San Pietro.

Le dichiarazioni

«Si tratta di un progetto dal valore molto significativo, un modello virtuoso per il nostro territorio che può andare anche oltre l’anno giubilare» ha affermato durante la presentazione il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. L’obiettivo è valorizzare il patrimonio spirituale, culturale, architettonico, artistico. «Porta il nostro territorio ad essere attrattivo per i pellegrini e per i marchigiani stessi, resi consapevoli del valore reale e dell’importanza del patrimonio che le Marche possiedono».

«La mostra diffusa è una iniziativa particolarmente innovativa nel metodo, perché realizza una sala espositiva giubilare in ciascun museo diocesano» ha dichiarato Nazzareno Marconi, presidente della Cem, la conferenza episcopale marchigiana, nonché vescovo di Macerata. «Per la prima volta si realizza una iniziativa culturale comune tra tutte la Diocesi delle Marche valorizzando le competenze locali che già animano e dirigono i nostri musei diocesani. Un secondo progetto di collaborazione tra CEM e Regione riguarda gli uffici stampa e della comunicazione sociale delle nostre Diocesi, che stanno lavorando insieme in un progetto multimediale di rete per comunicare al meglio le iniziative».

Francesco Massara, vescovo delegato dalla CEM per i beni culturali e arcivescovo delle Diocesi di Camerino e Fabriano-Matelica-San Severino, si è concentrato sul museo diffuso definendolo «un’esperienza sperimentale, innovativa e unica per l’intero panorama nazionale: per la prima volta una mostra diffusa mette in rete i musei delle 13 Diocesi marchigiane, ciascuno con almeno tre opere significative selezionate non solo per il loro pregio artistico, ma per il contenuto simbolico e teologico con cui raccontano il tema che ci guida: la maternità e la bellezza della vita che nasce, privilegiando naturalmente le immagini mariane. Alcune di queste opere provengono da chiese rese inagibili dal sisma: riportarle allo sguardo del pubblico significa restituire memoria, identità e speranza ai territori feriti, trasformando la fruizione culturale in gesto di ricostruzione morale e spirituale. È un segno concreto di speranza e di bellezza che le nostre Chiese offrono al territorio, narrando il Vangelo attraverso i colori, la luce e le forme dell’arte».

«L’Anno Giubilare che stiamo vivendo è una grande occasione per far conoscere le chiese delle Marche» ha precisato Angelo Spina, vescovo delegato della CEM per la comunicazione e arcivescovo della Diocesi di Ancona-Osimo. «Questi monumenti di fede, di arte, di storia, di spiritualità, presenti nella Regione Marche vanno fatti conoscere e per questo è necessario dare una comunicazione unitaria, pur rispettando le singole realtà, per partecipare a tutti la positività, la bellezza di luoghi e di eventi, così da poterne dare durante tutto l’anno una coerente comunicazione e un resoconto ampio e dettagliato. Il Giubileo è una opportunità per comunicare la speranza, che non diventi una cosa riservata a ognuno di noi; piuttosto, sia qualcosa che riceviamo per darlo agli altri, perciò è importante andare verso gli altri con una verità comunicabile e seminare la speranza». «Ora è il momento di unire le forze e far diventare il tutto un’unica voce, una grande voce, in modo integrato, pur conservando le particolarità».

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A Senigallia la mostra con i disegni dei bambini della striscia di Gaza

Mostra “heART of Gaza”, a Senigallia un esempio di lavori culturali che vanno ‘diritti’ al cuore

La terza settimana di gennaio ha portato con sé una interessante mostra di disegni. Sì, di disegni, avete letto bene. Per chi se la fosse persa, ricapitoliamo alcune informazioni: si trattava di HeART of Gaza, con i lavori realizzati dai bambini e dalle bambine (ma anche ragazzi e ragazze) della striscia di Gaza, quindi proprio al centro del conflitto tra Israele e Palestina, o meglio, e Hamas. L’esposizione, allestita all’ex pescheria del foro annonario di Senigallia, è stata visitata fortunatamente da centinaia di persone nel corso della sua breve apertura, il che ha permesso anche alle scuole di organizzare una visita e di partecipare ai laboratori proposti. 

Tra gli istituti ha partecipato anche la scuola primaria Rodari di Senigallia, parte dell’istituto comprensivo Marchetti. «La priorità della scuola in un momento storico così difficile come quello attuale – si legge in una nota stampa della scuola senigalliese – è educare i bambini alla pace, per riportare la pace nel mondo. E questo è stato anche lo spirito che ha guidato le insegnanti della scuola primaria Rodari nella scelta di accompagnare gli alunni in visita alla mostra “Heart of Gaza”». (ASCOLTA e LEGGI LE INTERVISTE ALLE ASSOCIAZIONI ORGANIZZATRICI DELL’EVENTO)

Dalle loro opere il dramma che stanno vivendo solo per il fatto di essere di Gaza «emerge perfettamente e i nostri alunni ne sono rimasti colpiti. Ce lo aspettavamo, ma è bene che i piccoli crescano in consapevolezza perché sarà loro compito costruire società più giuste ed essere sempre e ovunque messaggeri di pace. Le classi che in questi giorni si sono recate in visita alla mostra, partecipando anche ai bellissimi laboratori di domenica 19 gennaio, hanno voluto esprimere una vicinanza a quelle vittime innocenti, con pensieri, disegni, emozioni nel cuore e nella mente». 

Un’attività formativa più che didattica, nella consapevolezza che il confronto, a volte anche duro, su temi così importanti come la pace, la giustizia, il rispetto dei diritti umani, vale tutto l’impegno di questo mondo. Impegno per cui la scuola ha voluto ringraziare le associazioni – una dozzina – che hanno reso possibile questa mostra così toccante e significativa. 

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A Senigallia la mostra con i disegni dei bambini della striscia di Gaza – INTERVISTE AUDIO e GALLERIA di FOTO