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Tag: Ostra

Ad Ostra il concerto esperienziale di Emiliano Toso

Emiliano Toso torna sabato 13 dicembre 2025, alle ore 21.00, al Teatro “La Vittoria” di Ostra, con un concerto esperienziale a 432hz pianoforte e violino. «Uno spazio protetto – scrivono gli organizzatori – in cui connettersi con la propria parte interiore, un momento sospeso in cui percepire la forza della vita. Questo evento permetterà a tutti i partecipanti di immergersi nelle melodie dei brani di Translational Music, suonati al pianoforte da Emiliano Toso, accompagnato dal violino di Valentina Wilhelm, e sperimentare così i benefici effetti di questa musica che sanno andare oltre il momento dell’ascolto».

ASCOLTA LA NOSTRA INTERVISTA A EMILIANO TOSO

Emiliano Toso, Ph.D. è un biologo molecolare, musicista e compositore che ha unito biologia e musica creando composizioni che vengono utilizzate in tutto il mondo in ambienti assistenziali, ospedalieri, centri olistici, lavorativi, didattici e creativi, per il benessere e lo stato psico-fisico delle persone donando pace, rilassamento e ascolto. La sua carriera di scienziato lo ha portato a lavorare per 16 anni come biologo molecolare senza mai abbandonare la sua passione per la musica, diventata uno degli ingredienti principali della sua vita e della sua crescita personale.

Nel 2013, realizza il suo sogno incidere il suo primo album “Translational Music” – “Una mare di cellule sotto un cielo di stelle”, con il quale inaugura il suo progetto di integrazione fra Biologia e Musica a 432hz. Translational Music è il suo modo di tradurre le sue emozioni in un piano più alto, quello della Musica.

I brani Translational Music  di Emiliano Toso sono eseguiti con strumenti acustici accordati con il Biological Tuning o diapason scientifico a 432Hz e i suoi concerti/conferenza regalano momenti esperienziali che uniscono scienza ed arte nella sinfonia della Vita, con la Musica che parla alle cellule – “Biology Experience”.

Il 16 novembre 2020, fortemente voluto dal Neurochirurgo Prof. Roberto Trignani, per la prima volta al mondo, Emiliano Toso accompagnato da un pianoforte accordato a 432hz, ha suonato all’interno della sala operatoria dell’Ospedale Salesi di Ancona, dove il Prof. Trignani e la sua equipe, hanno operato un bambino affetto da una patologia importante. Nel 2023 ha pubblicato il suo primo libro per Mondadori, “In Armonia” – un viaggio alla scoperta del sorprendente legame tra la musica e le cellule. Il 5 aprile 2024, riceve a Genova il prestigioso Premio Montale FDC per la sezione Musica.

Biglietto unico 25.00 € – Bambini da 0 a 12 anni gratis. Persone con disabilità, gratis (paga solo l’accompagnatore). Biglietti in vendita su www.vivaticket.it e in tutti i punti vendita autorizzati.

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Da Arcevia a Senigallia gli spettacoli della 42/a stagione di “Teatro Ragazzi”

Tutto pronto per la 42/a Stagione di Teatro Ragazzi che prenderà avvio il 17 ottobre prossimo e condurrà famiglie e scuole fino al maggio 2026. E’ stato presentato un ricco cartellone che, con 46 spettacoli dedicati alle famiglie, 84 per le scuole e varie altre iniziative, toccherà ben 13 Comuni tra le province di Ancona e Macerata. Per quanto riguarda la zona della nostra diocesi, sono interessate le città di Arcevia, Chiaravalle, Corinaldo, Ostra e Senigallia.

La rassegna è tra le più longeve d’Italia nel settore ragazzi/e. Direzione artistica ed organizzativa sono del Teatro Giovani Teatro Pirata, che gode del sostegno del ministero della cultura, della Regione Marche e dei Comuni coinvolti ma si avvale anche della collaborazione, preziosa, di Amat-Associazione Marchigiana Attività Teatrali, Cms-Consorzio Marche Spettacolo, Jesi Educa, Rassegna Malati di Niente, progetto Epic, Ambito 10 Fabriano, Asp Ambito 9, Fondazione Cariverona.

Come anticipato, il cartellone 2025-2026 propone 84 appuntamenti dedicati alle scuole di vario ordine e grado, e 46 spettacoli per famiglie; ma in programma, inoltre, vi sono 2 eventi pomeridiani per i piccolissimi (+1 anno), 4 spettacoli per ragazzi e ragazze più grandi (young adult), 3 giorni di escape room, un nuovo spettacolo di teatro per corrispondenza, e tante altre proposte.

Il via al programma di spettacoli nei teatri sparsi per tutta la diocesi senigalliese, per quanto riguarda il cartellone festivo (ore 17) dedicato alle famiglie, è a fine ottobre. Andranno in scena – tra gli altri – gli spettacoli: “Ipant” di Matteo Pallotto (26 ottobre, teatro Misa di Arcevia), “La vendetta della fata Morgana” dei Burattini di Mattia (1 novembre, teatro Goldoni di Corinaldo), “Fagiolino contro i maligni” dei Burattini di Mattia (2 novembre, teatro La Vittoria di Ostra), “Cinderella Vampirella” di Tgtp (2 novembre, teatro Giacconi di Chiaravalle), “Fiabe a colori” del Teatro dell’Orsa (16 novembre, teatro Misa di Arcevia), “Cenerentola” della Compagnia della Rancia (23 novembre, teatro La Fenice di Senigallia), “Jack e il ragazzino che sorvolò l’oceano” de La luna nel Letto (18 gennaio, teatro La Fenice di Senigallia), “Il buono, lo gnomo e il cattivo” del Teatro delle Dodici Lune (25 gennaio, teatro Misa di Arcevia), “Legami” de L’Abile Teatro/Tgtp (1 febbraio, teatro Goldoni di Corinaldo), “Felicia” di Quinto Equilibrio (1 febbraio, teatro Giacconi di Chiaravalle), “Fagiolino Astrologo” de I Burattini di Mattia (8 febbraio, auditorium San Rocco a Senigallia), “Il paese senza parole” di Rosso Teatro (1 marzo, teatro La Vittoria di Ostra), “Bu! Una divertente storia di paura” di Claudio Milani (1 marzo, teatro Giacconi di Chiaravalle), “Il mio amico Dino” di Lagrù Teatro (8 marzo, auditorium San Rocco a Senigallia), “Gran cabaret de Madame Pastiche” di Marta Pistocchi (15 marzo, teatro Goldoni di Corinaldo), “Nel ripostiglio di mastro Geppetto” di Armamaxa Teatro (22 marzo, teatro Misa di Arcevia).
Biglietti in vendita un’ora prima dell’inizio dello spettacolo presso il botteghino del Teatro, spettacoli domenicali: €8.00 adulti, €6.00 ragazzi.

Novità della 42a edizione è la proposta dedicata ai piccolissimi da un anno di età accompagnati dai genitori, nella “Sphera” allestita al Teatro Moriconi di Jesi il 25 e 26 novembre ore 18, e curata dalla compagnia Teatro di Carta. Nell’atmosfera magica di un piccolo igloo, sorprendente di ombre, luci e colori trasportano gli spettatori in un viaggio divertente e suggestivo. Lo spettacolo di teatro d’ombre, oggetti, suoni e rumori dura 30 minuti ed è un evento organizzato in collaborazione con Jesi Educa, posto unico 6 euro.

Il manifesto per gli spettacoli della 42/a stagione di "Teatro Ragazzi" promossa dal Teatro Giovani Teatro Pirata
Il manifesto per gli spettacoli della 42/a stagione di “Teatro Ragazzi” promossa dal Teatro Giovani Teatro Pirata

Per ragazzi e ragazze della fascia “Young Adult” (+14), nell’area Misa e Nevola si terrà lo spettacolo “Freevola. Confessione sull’insostenibile bisogno di ammirazione” di Trento Spettacoli, una proposta sul dovere di piacere e sull’identità femminile (13 novembre, teatro Misa di Arcevia). Inizio alle ore 21, posto unico 8 euro.

Tra le novità, una doppia proposta di gioco, una a teatro, l’altra a casa. Dal 27 al 29 dicembre, il teatro Misa di Arcevia si trasforma in una gigantesca “Escape Room” a tema natalizio, tra enigmi da risolvere e percorsi misteriosi: “Babbo Natale è in teatro, o forse no. Forse ci sono i suoi elfi, disposti a tutto per difendere i suoi segreti”, fa sapere l’ideatore di questa singolare sfida, della durata 60 minuti e da giocare con un massimo di 10 partecipanti. Posto unico 10 euro.

Da un’idea di successo di Simone Guerro, nata nel periodo del Covid come risposta alla chiusura dei teatri, torna in una veste nuovissima “Il Teatro in una scatola”, ovvero il TeatroXCorrispondenza che arriva direttamente a casa dei bimbi in un pacco speciale per giocare insieme ai propri cari. Si tratta di un laboratorio di costruzione dello spazio scenico per tutta la famiglia in cui, dopo l’allestimento del teatro con i suoi personaggi, si possono esplorare in due puntate – guidati da podcast – le avventure di Jole, la protagonista dell’omonimo libro di Silvia Vecchini per la casa editrice Topipittori Premio Andersen 2023; narra delle vicende di una bambina che si ritrova ad affrontare il percorso da scuola a casa da sola. Nel materiale per seguire/giocare alla storia una mappa illustrata della città, due stivali da pioggia formato bambola, da infilare nelle dita, e tante altre sorprese. Il progetto artistico è condiviso con Ilaria Sebastianelli. Costo del pacco 30 euro, all’interno vi sono due scatole, una per puntata.

In programma, anche, la Scuola di teatro, dedicata alla fascia d’età dai 6 agli 11 anni, e a quella dai 12 ai 20 anni, al Teatro Moriconi di Jesi.

Per le scuole di ogni ordine e grado, il cartellone propone alcune tra le migliori produzioni di teatro ragazzi nazionali, con 84 spettacoli nei teatri dei vari comuni, e su richiesta anche direttamente nelle scuole dell’infanzia. In programma ci sono anche laboratori per ragazzi progetti formativi per docenti tra cui “Le parole di chi sta crescendo” a cura della scrittrice Silvia Vecchini. Da segnalare, tra gli altri, lo spettacolo su Carlo Urbani “Goccia dopo Goccia” di Tgtp, “I senza tutto” di Tgtp sulla fragilità di chi non ha casa (con il sostegno di Asp Ambito 9 nell’ambito del progetto “Housing First”), il tema del bullismo affrontato in varie performance, tra cui “Spaidermen” di Armamaxa Teatro, il teatro in lingua inglese, l’Aida di Verdi raccontata ai più piccoli dalla compagnia Teatro Linguaggi.

Info e programmazione completa:
Teatro Giovani Teatro Pirata
Via Mazzoleni, 6/a – 60035, Jesi (AN)
Cell. 334.1684688 – tel. 0731.56590
ufficioscuola@teatrogiovaniteatropirata.it
biglietteria@teatrogiovaniteatropirata.it
www.teatrogiovaniteatropirata.it

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Giornate FAI d’autunno: cinque tesori aperti tra Senigallia e Arcevia

Torna l’atteso appuntamento con le giornate FAI d’autunno, un’iniziativa che da decenni rinnova la «feconda alleanza tra cittadini virtuosi e migliaia di volontari», come l’ha definita il presidente Fai Marco Magnifico. Sabato 11 e domenica 12 ottobre saranno aperti al pubblico 700 beni storici, culturali e paesaggistici solitamente non fruibili di tutta Italia. L’edizione di quest’anno, la quattordicesima, si preannuncia ricca di scoperte, soprattutto nel territorio diocesano tra Senigallia e Arcevia. Nel servizio AUDIO – in onda lunedì 6 e martedì 7 ottobre alle ore 13:10 e alle ore 20 su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM) e che è disponibile anche qui grazie al lettore multimediale – potrete sentire le voci di alcuni dei protagonisti dell’evento.

La missione del FAI: cultura, speranza e sostegno

L’iniziativa non è solo un’opportunità di fruizione, ma anche di raccolta fondi e di sensibilizzazione per il Fondo Ambiente Italiano (FAI), che quest’anno celebra anche i suoi 50 anni. La partecipazione è fondamentale: ad ogni visita, con una donazione libera, i cittadini potranno sostenere la missione della fondazione nel tutelare e valorizzare il ricchissimo patrimonio del Paese. Il contributo non è solo economico, ma anche civico e culturale: il FAI offre conoscenza, e i cittadini con la loro presenza offrono la forza per continuare a realizzarla.

Il programma nelle Marche: borghi e vino d’eccellenza

Le Marche hanno risposto all’appello del Fai con l’apertura di ben 46 beni, 5 nell’area senigalliese che mirano a coniugare la valorizzazione dei borghi e l’eccellenza vitivinicola locale. La delegazione FAI di Senigallia ha selezionato un percorso che spazia dalla storia rurale all’enologia di pregio. Come ha spiegato la capodelegazione locale, Maria Rosa Castelli, l’attenzione è puntata sul borgo di Nidastore ad Arcevia, risultato primo nel censimento dei “Luoghi del Cuore” delle Marche con quasi 12.000 voti, tra tutela e valorizzazione. I visitatori potranno ammirare mostre fotografiche, assaggiare prodotti tipici e assistere all’esibizione dei falconieri dell’associazione “Le ali della terra”.

Quattro le cantine che aderiscono all’iniziativa: Conti di Buscareto (Ostra), Villa Bucci (Ostra Vetere), Roberto Venturi (Castelleone di Suasa) e Opera Pia Mastai Ferretti (Senigallia). I proprietari racconteranno la storia delle loro famiglie e del vino, mentre i giovani apprendisti ciceroni guideranno i percorsi nelle vigne, evidenziando il profondo legame tra vino e territorio.

Le informazioni e l’elenco completo dei beni, con orari e dettagli, è disponibile sul sito fondoambiente.it.

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Il Santuario della Madonna della Rosa verso i trecento anni di vita. La festa apre le celebrazioni

Nei giorni scorsi al Santuario della Madonna della Rosa, in Ostra con la festa annuale, si è aperto un anno ricco di avvenimenti che si concluderà la prima domenica di settembre dell’anno 2026. In questa data ricorderemo, un evento importantissimo, il trecentesimo anniversario della Incoronazione della Vergine e del Bambino con le auree corone, avvenuto con decreto del Capitolo Vaticano il 1°settembre 1726; nonché il duecentesimo anniversario della fondazione della Pia Unione Amici ed Artigiani del Santuario.

Le auree corone per sicurezza non sono mai esposte perché custodite in un caveau di un istituto, ma per l’occasione e solo per la giornata di domenica 7 settembre u.s., precedentemente restaurate da un artigiano orafo di Ostra, sono state esposte per essere ammirate e poi ritornare al sicuro. L’annuale festa è stata preceduta da un triduo di preparazione avente per tema l’amore rivolto alla Madonna, ai malati e al Giubileo.

La domenica mattina alla presenza dell’Amministrazione Comunale, alla messa delle ore 9,30 si è celebrato l’evento principale con al termine la tradizionale benedizione dei veicoli ed autisti, ed un momento conviviale, reso possibile dall’aiuto della BCC di Ostra e della locale sezione AVIS, hanno collaborato il circolo AUSER, il moto club, il gruppo SBKK, il FERRARI Club e il gruppo Sgassati 500. Nel pomeriggio la messa conclusiva è stata celebrata dal Vescovo Emerito di Jesi Mons. Gerardo Rocconi. Al termine la corale “Santa Maria in Castagnola” di Chiaravalle ha eseguito brani in onore della Vergine Maria. 

Il Vescovo Gerardo ha invitato l’assemblea a domandarsi quale fede stiamo vivendo: una fede solida e adulta o una fede fragile e spesso poco curata? Quindi ha proposto la fede di Maria come modello per tutti  i cristiani. Una fede radicata sull’ascolto della Parola di Dio e su una relazione viva con Lui. Oggi c’è bisogno di una fede viva e in questo nuovo anno pastorale, importante per il Santuario, verrà proposto un Cammino di fede rivolto agli adulti. Tutto il periodo della festività è stato curato dalla Pia Unione Artigiani e Amici del Santuario della Madonna della Rosa con la supervisione del Rettore parroco don Giuseppe Giacani. Il Santuario ha anche un proprio sito Internet, una pagina Facebook ed Instagram dove tutti possono attingere notizie e seguirne la sua vita.

Amici del santuario

Unitalsi Senigallia in festa. Al santuario della Madonna della Rosa un Giubileo gioioso

“Non riesco a stare in piedi, non ne ho più la forza…” “E se ti prendessi a braccetto?” “Sono in carrozzina, non riesco a ballare…” “E se ballassi vicino a te?” “Non guido più ormai, non mi sento più sicuro di uscire da solo.” “E se venissi a prenderti e ti accompagnassi?”. La fragilità, in ogni sua forma, innata o sopraggiunta, ci rende difficile vivere la quotidianità in autonomia, aggrava anche le più piccole azioni, diminuisce, se non impedisce, la possibilità di condivisione.

Fare una passeggiata all’aperto, andare a fare shopping, salire e scendere dai mezzi pubblici in città, fare una vacanza, andare al mare… Sono azioni che sembrano talmente di routine e talmente scontate per tanti che ci si dimentica di guardarsi intorno per sostenere chi quella routine può solo vederla attraverso gli occhi di altri, può viverla solo se accanto ci sono persone disposte a camminare per loro, con loro. L’Unitalsi tenta di fare questo da sempre: cammina accanto ai bisogni dei più fragili e sostiene il passo di chi è rallentato dal peso della disabilità, dell’età che avanza, della malattia. E stare accanto significa dedicarsi ai bisogni, avere volontà di prendersi cura, riservare un tempo da donare. È quello che tutta la famiglia unitalsiana ha fatto anche domenica 25 maggio presso il Santuario della Madonna della Rosa, a Ostra: ci siamo ritrovati per il pellegrinaggio giubilare diocesano dei malati e degli anziani.

Abbiamo vissuto la Santa Messa, presieduta dal Vescovo Franco e animata dai volontari, che ha visto tanta partecipazione di fedeli; abbiamo condiviso la gioia del pranzo insieme presso la Casa del Pellegrino e, nel pomeriggio, ci siamo goduti un rilassante e divertente momento di festa con musica e giochi all’aria aperta, accompagnati da una bellissima e fresca giornata di sole e da un profumato e gustoso caffè, per concludere poi con la recita del Santo Rosario e la benedizione dei malati, insieme al nostro Vescovo Franco.

Una stupenda giornata per tutta l’associazione Unitalsi di Senigallia che ha vissuto con le sue socie e i suoi soci, con tanti altri pellegrini la gioia della condivisione, dell’amicizia, della bellezza di ritrovarsi ad uno degli appuntamenti tanto attesi. Un ringraziamento grande al vescovo Franco e ai sacerdoti che ci hanno guidato e accompagnato in questa giornata e che ci supportano nei momenti di vita associativa.

Invitiamo tutti quelli che hanno il desiderio di vivere la gioia del servizio a sperimentare che si riceve ancora di più di quello che si è donato e ci auguriamo di poter accogliere ciascuno di coloro che vogliono camminare con noi “a braccetto” verso mete di festa e condivisione! Ricordiamo che la nostra associazione è aperta a tutti e siamo felici di attendervi in questa grande e multiforme famiglia! Con l’Unitalsi si può sperimentare che ragionare con il cuore è l’unica strada percorribile per essere veramente felici: uomini e donne, unione di cuori, umanità e umiltà, un unico ideale, la fraternità.

Unitalsi Senigallia

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Bruno Peverini: un “Partigiano della vita” tra resistenza, sindacato e incontri inaspettati

La recente festa della Liberazione del 25 aprile 2025 ha offerto un’occasione preziosa per riscoprire la figura di Bruno Peverini, staffetta partigiana, nato a Casine di Ostra nel 1927 e scomparso alla soglia dei 97 anni. Proprio in questi giorni è stato ripresentato a Ostra un volume del 2023 curato dal nipote Paolo Pirani, che ne ha ripercorso la vita ai microfoni di Radio Duomo Senigallia. L’intervista, in onda mercoledì 30 aprile e giovedì 1 maggio alle ore 13:10 e alle ore 20, sarà in replica anche domenica 4 a partire dalle 16:50, sempre sulla frequenza 95.2 FM. L’audio è disponibile anche qui, cliccando il tasto riproduci (= play) del lettore multimediale che accompagna questo testo.

“Partigiano della vita” racchiude lo spirito di resistenza di un uomo che ha vissuto i principali fatti del secolo breve. Peverini fu tra i fondatori di un nucleo di opposizione al regime fascista a Casine di Ostra. Ma si è poi evoluto, assumendo un significato più ampio, in linea con la visione gramsciana di chi si impegna costantemente per il bene comune, per la famiglia e per gli altri.

La sua biografia si snoda attraverso tre fasi significative. La prima giovinezza nell’ostrense, dove fondò anche nel 1948 del “Falco”, un’associazione tuttora attiva che promuove valori di amicizia al di là delle appartenenze politiche e sociali; la seconda fase come protagonista nel sindacato CGIL, ma anche nella commissione centrale che rappresentava l’unità sindacale con la CISL e la UIL. Passò 30 anni a difesa dei diritti dei lavoratori, in un periodo storico complesso, segnato anche dalla minaccia del terrorismo. Infine, dopo la carriera nell’Atac come conducente di autobus a Roma, aprì alcune attività ricettive con la sua famiglia, dimostrando una vitalità e una capacità di reinventarsi che lo hanno accompagnato fino alla fine.

Nell’intervista Pirani ci ha raccontato alcuni aneddoti, a partire dalla fermezza con cui ha sventato un tentativo di infiltrazione delle Brigate Rosse in una fabbrica romana, bloccando una giovane Adriana Faranda, ma anche incontri con personalità della cultura del calibro di Fellini, Pasolini, Picasso, o della politica come De Gasperi e Togliatti, fino a una giovanissima Elisabetta, futura regina d’Inghilterra.

Lungo tutta la sua vita, Bruno Peverini è sempre rimasto fedele a due principi. Il primo è la positività, la capacità di guardare al “bicchiere mezzo pieno“, di scorgere orizzonti di speranza anche nelle difficoltà; il secondo, ancora più cruciale, è il valore dell’amicizia e del rispetto reciproco, capaci di superare le differenze ideologiche e sociali. Un insegnamento quanto mai attuale, di fronte a episodi di intolleranza e negazionismo che le cronache ci raccontano ancora oggi, che ci arriva da un partigiano della vita.

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25 aprile: le celebrazioni la Liberazione a Senigallia e nei comuni delle valli Misa e Nevola

SENIGALLIA – Il 25 aprile, festa della Liberazione, non è un giorno qualunque. Non è una ricorrenza o tanto per e non è una celebrazione a cui presenziare controvoglia; meglio non andarci allora. Il 25 aprile è invece il simbolo di una rinascita. Rinascita da un periodo storico che tra alti e bassi – più bassi che alti – ha messo in luce la drammaticità del comportamento umano, così come l’assurdità della guerra. Ma il 25 aprile è soprattutto una festa laica, perché tutte le persone – di qualsiasi razza, sesso e credo religioso – hanno in qualche modo partecipato alla resistenza dal nazifascismo. Ecco perché rinviarla non ha senso.

Il parere dell’Anpi, l’associazione nazionale partigiani d’Italia, è chiarissimo: il suo presidente nazionale Gianfranco Pagliarulo ha affermato: «La scomparsa di Papa Francesco è una gravissima perdita per tutti, laici e cattolici, e in particolare per gli antifascisti che hanno condiviso le sue parole di pace e di fratellanza su scala universale. Condividiamo perciò il lutto nazionale. Ricordiamo peraltro che il 25 aprile di quest’anno è l’80° anniversario della Liberazione. Si tratta di un appuntamento di straordinaria rilevanza, perché celebra il giorno della Liberazione dal nazifascismo e della fine della guerra. Confermiamo di conseguenza le iniziative promosse, che si svolgeranno ovviamente in piena civiltà e senso di responsabilità e nel dovuto rispetto della giornata di lutto». Rispetto del lutto ma non certo rinvio delle manifestazioni. Perché serve solo senso civico, non rinvii che, tra l’altro, creano un pericoloso precedente.

A Senigallia l’80esimo anniversario della Liberazione d’Italia verrà celebrato già dalle ore 9 con la messa alla chiesa dei Cancelli, con il vescovo Franco Manenti. A seguire deposizione della corona d’alloro presso il sacrario ai Caduti in piazza Garibaldi per poi proseguire nei luoghi simbolo della memoria: Aldo Cameranesi – San Silvestro; Federico Paolini – Via Dalmazia; Anna Frank – Via Capanna; Salvo D’Acquisto – Via Verdi; Caduti di Cefalonia – Via Dogana Vecchia. L’evento terminerà in piazza Roma quando alle 12 ci sarà la deposizione della corona di alloro presso la lapide ai Caduti e con gli interventi di Massimo Olivetti, sindaco di Senigallia, e di Mabel Morri, presidente ANPI Senigallia. Concluderanno l’evento una lettura di poesie a cura dell’Associazione Nelversogiusto e un breve concerto della banda cittadina. L’Anpi senigalliese ha previsto inoltre anche peril pomeriggio, dalle ore 16 alle ore 20, al foro annonario una festa in linea con la sobrietà richiesta con musica, bevande e merenda, giochi di ruolo e letture per bambine e bambini. Tra una musica e l’altra dei gruppi che saliranno sul palco (Franco Lorenzetti Band, i Rise Blues, il Trio Cant’Anima e Stand-up Comedy Marche), ci saranno anche una serie di interventi delle associazioni partecipanti. Negli spazi della ex-pescheria verrà inoltre inaugurata la mostra “La Resistenza nel senigalliese e la Costituzione”, aperta dal 25 al 27 aprile, con orari: venerdì 25 e sabato 26, ore 16-20; domenica 27, ore 10-12, 16-20. 

Non è stato reso noto il programma di celebrazioni ad Arcevia, mentre a Barbara si terrà la messa alle ore 8:30 e poi alle 9:15 al monumento ai Caduti ci sarà la cerimonia dell’alzabandiera, la deposizione di una corona d’alloro e i saluti istituzionali con il sindaco Massimo Chiù.

A Belvedere Ostrense il riitrovo è in piazza Martiri Patrioti alle ore 10, con l’accompagnamento della banda musicale cittadina, per arrivare alla deposizione di fiori presso la stele in memoria del carabiniere “Euro Tarsilli” e di tutte le vittime del terrorismo; alle ore 10:30 la deposizione di una corona al monumento ai caduti del battaglione San Marco e, un quarto d’ora dopo, alle 10:45 al monumento ai Caduti nelle due guerre mondiali. La commemorazione ufficiale sarà presieduta dal sindaco Sara Ubertini per poi partecipare alla messa alle ore 11:15 in chiesa di San Pietro Apostolo.

Castelleone di Suasa celebra la Liberazione conferendo la cittadinanza onoraria alla memoria del carabiniere Gino Serra, classe 1906, residente in paese e morto nel ‘44 per lo scoppio di una mina, già medaglia d’argento alla memoria al Valor Militare conferita dal Ministero della Difesa della Repubblica Italiana il 21 maggio 1948. L’evento, organizzato in collaborazione con l’Associazione Combattenti e Reduci e ANPI – sezioni di Castelleone di Suasa, prevede alle ore 10 il ritrovo in piazza Vittorio Emanuele II e formazione del corteo in direzione del monumento ai Caduti di tutte le guerre, alzabandiera, deposizione delle corone di alloro, saluti istituzionali e consegna, agli eredi di Gino Serra, della cittadinanza onoraria alla memoria del carabiniere. Alle ore 11 messa presso la chiesa comunale di S. Francesco di Paola. Presterà servizio la banda musicale “Giuseppe Verdi” di Castelleone di Suasa diretta da Daniele Bianchi.

Le celebrazioni a Chiaravalle sono state organizzate con la sezione locale dell’Anpi, intitolata a “Edo Magnalardo”. Il via alle ore 10 al cimitero di Chiaravalle, con la deposizione di un simbolo tricolore sulle tombe dei partigiani lì tumulati. Alle ore 10:30 in largo Oberdan il ritrovo e partenza del corteo istituzionale accompagnati dalla banda “Città di Chiaravalle” fino a piazza Mazzini dove si terrà la deposizione di corone d’alloro al monumento ai Caduti. Poi ci si sposterà ore 11 in piazza Risorgimento per l’intervento della sindaca Cristina Amicucci e dell’ANPI di Chiaravalle. Stessa piazza dove è stata allestita una mostra sulla liberazione dal nazifascismo (ore 9-13).

A Corinaldo l’80esimo anniversario della Liberazione si celebrerà con due momenti distinti: alle ore 10 il raduno e deposizione di una corona al cippo del sottotenente  Alfonso Casati con autorità e rappresentanze; alle 10:30 il raduno presso il palazzo comunale e partenza del corteo, deposizione di una corona al sacrario cittadino e al monumento ai Caduti. Presta servizio il Corpo bandistico “Città di Corinaldo”. A seguire, alle ore 11:30 in sala consiliare Ciani, si terranno gli interventi per la consegna delle borse di studio  “Arnaldo Ciani”, comandante partigiano e primo sindaco di Corinaldo dopo la Liberazione, in collaborazione con la scuola secondaria di primo grado “Guido degli Sforza”.

Inizierà alle 11 anche il programma di iniziative a Montemarciano, con il corteo e la deposizione delle corone d’alloro al monumento ai Caduti e alle lapidi di Carlo Falcinelli, Aldo Camerunesi e Aldo Moro. Parteciperanno la banda musicale “Gastone Greganti” e la corale “San Cassiano”, oltre alla Consulta delle Ragazze e dei Ragazzi.

Il programma di Monte Porzio prevede alle ore 11 il ritrovo presso il monumento ai Caduti; alle 11.15 la deposizione di una corona a cui seguiranno delle riflessioni con i ragazzi della scuola secondaria di primo grado “Enrico Fermi” di Monte Porzio e con il sindaco Marco Moscatelli.

In occasione delle celebrazioni dell’80° anniversario della festa della Liberazione a Monte San Vito, il 25 aprile 2025 si terrà la messa nella chiesa di san Giovanni alle ore 9:30, poi a seguire corteo con deposizione della corona di alloro presso il monumento in memoria dei fratelli Cervi, e in piazza della Repubblica al monumento ai Caduti delle guerre. Interverrà la Banda Musicale “Roberto Zappi” Città di Monte San Vito, gli alunni del CCR dell’Istituto Comprensivo Montemarciano- Monte San Vito e la delegazione ANPI.

Cerimonia in piazza Romagnoli a Morro d’Alba per la Liberazione. L’iniziativa partirà alle 11 con la deposizione di una corona commemorativa e la lettura di testi sul significato della giornata e della ricorrenza. Concluderanno la mattinata il discorso celebrativo del sindaco Enrico Ciarimboli, poi i canti e le marce della Liberazione con la partecipazione della banda cittadina.

Nella vicina Ostra la celebrazione comincerà con la messa alle ore 9:30 alle chiesa di San Pietro Ap. in località Vaccarile e con la deposizione della corona d’alloro alla lapide nel piazzale; ci si sposterà poi alle 10:45 al cippo e al milite ignoto per la deposizione della corona d’alloro mentre alle 11:15 in sala comunale ci sarà l’intervento “Voci di Libertà” a cura della classe 3A della scuola “A. Menchetti”. A seguire la presentazione del libro di Paolo Pirani, dedicato al concittadino ostrense Bruno Peverini dal titolo “Partigiano della vita”. Presterà servizio la banda “Città di Ostra-Ovidio Bartoletti”.

Discorso in piazza del sindaco di Ostra Vetere Massimo Corinaldesi e deposizione di una corona monumento ai Caduti, a partire dalle ore 10:30 sono le iniziative organizzate dal Comune in ossequio al lutto nazionale deciso dal governo.

Programma che invece a Serra de’ Conti prevede alle ore 10:15 la deposizione omaggio a Salvo D’Acquisto nella frazione Osteria dove è presente il monumento dedicato al carabiniere; alle 10:30 il raduno in piazza Gramsci con l’onore ai caduti e deposizione corona d’alloro, a seguire il corteo per le vie cittadine fino alla chiesa dove si terrà la messa. La giornata si concluderà con la commemorazione ufficiale presso il monumento ai Caduti di piazza IV Novembre, con gli interventi delle autorità e del consiglio comunale dei Ragazzi. Alla manifestazione interverrà la Centenaria Società Concertistica.

A Trecastelli l’inizio della cerimonia per la Liberazione è previsto alle 8.45 con la deposizione della corona d’alloro al monumento ai Caduti di Monterado, cui seguiranno un momento di raccoglimento e i saluti istituzionali. La cerimonia di deposizione sarà preceduta da un breve corteo con partenza da largo Maria Lisa Cinciari Rodano. Alle ore 9.15 si raggiungerà il monumento ai Caduti di Castel Colonna per la deposizione della corona d’alloro, seguito da un breve momento di raccoglimento. Infine alle ore 9.30 ci sarà la deposizione della corona d’alloro al monumento ai Caduti di Ripe, sempre seguito dal momento di raccoglimento. La cerimonia si concluderà con la deposizione della corona d’alloro alla targa di Giuseppe Grossi situata presso le scale della sede Comunale di Ripe.

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Da 40 anni in scena per i più giovani, la storia di Teatro Giovani Teatro Pirata – INTERVISTA

C’è una realtà che da decenni produce e organizza spettacoli e stagioni teatrali rivolte ai ragazzi, dall’infanzia all’adolescenza. Si chiama “Teatro Giovani Teatro Pirata”. Data la creazione di una rete urbana di comuni – tra cui Arcevia, Chiaravalle, Corinaldo, Montemarciano, Ostra e Senigallia – che ripongono “attenzione” culturale alla giovane età, abbiamo deciso di intervistare Marina Ortolani, responsabile organizzativa dell’impresa TGTP, nell’ambito della nuova puntata di 20 minuti da Leone. Puntata che sarà in onda lunedì 14 ottobre e martedì 15 alle ore 13:10 e alle ore 20,  ma un’ulteriore replica si potrà ascoltare, sempre su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM) anche domenica 20 a partire dalle 16:50. In questo articolo trovate sia l’audio dell’intervista che un estratto testuale.

Quando parte questa avventura?
Comincia 40 anni fa, con il collettivo artistico Teatro Pirata a Jesi, che diventa una compagnia teatrale di teatro di figura, che nel tempo poi ha avuto riconoscimento ministeriale come compagnia diciamo professionale, e diventa una vera e propria impresa di produzione di teatro per le nuove generazioni. Due i binari, attivi ancora oggi: uno è quello per le famiglie alla domenica, l’altro è durante la settimana un programma di spettacoli per le scuole. Siamo partiti con cinque date nella stagione 1983-84, per arrivare ai 106 della scorsa stagione. Tra le tappe intermedie: nel 2014 il Teatro Pirata si fonde col Teatro Giovani, l’associazione di Serra San Quirico, che portava avanti la rassegna nazionale del Teatro della scuola. Nasce Teatro Giovani Teatro Pirata che ha 10 anni in pratica e da quel momento c’è stato un forte impulso all’espansione sul territorio della provincia Ancona e di Macerata. 

Perché rivolgersi ai giovanissimi? C’era forse un vuoto da colmare? 
Sì, c’era poca offerta. Il Teatro Ragazzi nasce più o meno negli anni ‘70, non c’erano spettacoli dedicati ai bambini, prima. C’era il teatro per gli adulti, la prosa, oppure le compagnie di giro, i burattinai che andavano nelle piazze, un teatro popolare. Poi comincia tutta una ricerca di un teatro dedicato all’infanzia che darà il via al Teatro Ragazzi Italiano e il teatro pirata si inserisce in questo movimento con una fascia dall’infanzia all’adolescenza. Gli spettacoli vengono pensati dall’origine per rivolgersi a quel pubblico particolare che sono i bambini, che non stanno seduti su una sedia ad ascoltarci se non siamo capaci di raccogliere la loro attenzione. Le produzioni per la domenica si rivolgono a un target tra i tre e i dieci anni, mentre nelle scuole ci allunghiamo e arriviamo anche alle superiori e quindi agli adolescenti.

Lo spettacolo nasce da zero o c’è una rivisitazione dei grandi classici, però in chiave chiaramente per l’infanzia o per l’adolescenza?
A volte ci siamo ispirati ai classici, faccio un esempio come Robinson Crusoe, prendendo spunto proprio dal libro. In altre volte le storie sono completamente inventate. Spesso sono solo delle suggestioni, il “liberamente tratto da…”. Comunque tutto è sempre elaborato per poter essere ascoltato e seguito dal pubblico di riferimento.

Prima riunione per la Rete Urbana di Teatro Ragazzi
Prima riunione per la Rete Urbana di Teatro Ragazzi

I ragazzi sono interessati al teatro?
Dipende dalle storie, dalle idee, dal linguaggio e anche dai professionisti che poi mettono in campo le loro idee, ecco, da dove prendono le idee. Il pubblico giovanile, ecco i bambini sono più veri, però, il ritorno che abbiamo è un ritorno molto potente, ma sono molto interessati invece, se si riescono a coinvolgere, se lo spettacolo e gli attori sono alla loro altezza. Questo sembra una controtendenza, perché loro stanno sugli smartphone, però, questa magia che è l’atto artistico che accade dal vero, crea questo incontro, che è il teatro: è utile alla crescita dei ragazzi e riesce a far accadere cose molto magiche.

Se il programma delle prime edizioni constava di pochi spettacoli e adesso si è arrivati a oltre 100 serate, qualcosa lo vorrà dire…
Sì, ma un po’ in tutta Italia è questa tendenza. Il teatro ragazzi è una realtà estremamente interessante, produttiva, che fa tanto pubblico. Per dare un’idea, noi l’anno scorso siamo arrivati quasi a 17 mila presenze. C’è molta voglia di andare a teatro, i comuni l’hanno capito.

Poi è nata una rete…
A un certo punto ci siamo resi conto che noi, bene o male, programmavamo in 10-15 teatri. La rete c’era, la rete è nata dal basso, l’abbiamo solo dovuta formalizzare, istituire. Però tutti questi comuni aderivano a questo progetto, perché è un progetto culturale, educativo e sociale. Mettiamo in rete tutto, la promozione la facciamo in rete, il calendario è pensato in maniera tale che ogni comune abbia la sua proposta e che, nel comporre questo puzzle, i comuni siano di aiuto gli uni agli altri, non si diano mai fastidio. In questa rete c’è anche il segno della regione Marche e dell’AMAT che è l’associazione marchigiana di attività teatrali che è con noi in questa avventura. All’inizio erano 16, adesso sono arrivati a 19, entrerà anche un ventesimo, quindi siamo a 20 comuni che hanno stabilito unendosi in questa rete urbana di teatro ragazzi, di voler promuovere il teatro ragazzi nelle varie programmazioni e di dare sostegno a questo progetto che è creativo, formativo, a vantaggio delle nuove generazioni.

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Fanesi: «Valorizzare il patrimonio e rendere Ostra un paese al passo coi tempi» – INTERVISTA

Valorizzazione del centro storico, con le sue bellezze architettoniche e le sue mura urbiche, ma anche alta attenzione all’edilizia scolastica e all’intercettazione dei fondi extracomunali disponibili grazie ai bandi ministeriali ed europei. Queste le linee guida dell’amministrazione Fanesi a Ostra che abbiamo intervistato nell’ultima puntata di Venti minuti da Leone in onda lunedì 30 settembre e martedì 1° ottobre alle ore 13:10 e alle ore 20 su Radio Duomo Senigallia. Un’ulteriore replica sarà in onda domenica 6 ottobre alle 16:50, mentre sarà sempre disponibile l’audio dell’intervista in questo articolo con un estratto testuale.

Partiamo subito con la vicenda di palazzo Censi.
Poco più di una settimana fa è implosa, quindi è crollata all’interno, non ci sono state macerie all’esterno dell’edificio, il tetto di una pertinenza di palazzo Censi, quindi non l’edificio principale. Chiaramente un tetto ammalorato per mancanza di manutenzione ordinaria. È un edificio di proprietà dell’azienda sanitaria: siamo assolutamente consapevoli che nelle priorità di intervento e di investimento dell’azienda certamente non c’è palazzo Censi di Ostra. È totalmente inutilizzato. Questi interventi tampone non risolvono il problema, spero sia possibile trovare un percorso condiviso per poterlo recuperare e riutilizzare. 

Quali prospettive future?
È talmente grande, è talmente bello che può essere, anzi a mio avviso, deve essere destinato ad usi diversi. Possono esserci spazi per la rappresentanza a piano terra, spazi destinati alle abitazioni nei piani superiori, ma può ospitare una struttura ricettiva. È stato fatto in passato uno studio per una ipotetica destinazione dell’edificio, ma su iniziativa dell’amministrazione di Ostra, non è stato condiviso con l’AST; l’intervento sarà dell’ordine economico almeno di una decina di milioni di euro. 

Nel prossimo futuro toccherà alla nuova scuola media Menchetti…
Assolutamente sì. Questa già è una buona notizia. La nostra comunità aspetta da circa 40 anni la nuova scuola media. Siamo veramente, profondamente, lieti di poter dire ai nostri cittadini che adesso sta diventando una realtà. Il cantiere è partito già da qualche giorno. Adesso stanno facendo lo scasso per le fondazioni. L’abbiamo voluta come una scuola modulare, quindi che possa in futuro crescere: ci sono due ettari di terreno, quindi ci potranno essere tutti gli sviluppi possibili e immaginabili. La nuova scuola sorge nell’area ex fornace, quindi è una zona baricentrica rispetto a chi vive nel centro storico o nelle frazioni. I tempi di lavoro saranno molto stretti e per l’anno scolastico 2026-27 i ragazzi potranno trasferirsi nella nuova scuola. 

Di quella zona già ne parlava la precedente amministrazione: che cosa è cambiato?
Di quell’area se ne parla da anni, era già stata individuata come area di destinazione per la nuova scuola più o meno 40 anni fa. Nel settembre 2019 abbiamo partecipato a un bando, il sisma 120, e il progetto è stato finanziato a marzo 2021. Poi è stato tutto fermo per un lunghissimo periodo ed è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale solo a inizio 2023 perché nel frattempo è passato da finanziamento del ministero, quindi italiano, all’interno dei fondi PNRR. 

Servirà solo la Manchetti?
Sì, si tratta di una delocalizzazione perché non era conveniente, né dal punto di vista logistico né economico, fare questo tipo di intervento sulla scuola di corso Matteotti con le sue criticità. MA quando ci siamo insediati avevamo le scuole tutte con delle gravissime criticità dal punto di vista della vulnerabilità sismica, tant’è che abbiamo sempre detto che una priorità della nostra amministrazione sarebbe stata quella di rendere sicuri tutti gli edifici scolastici. Questo abbiamo fatto. In questo momento, le scuole sono tutte sicure, sono tutte rispondenti alle prescrizioni della norma, sono tutte rinnovate e riqualificate. Abbiamo voluto anche lasciare le altre scuole come servizio di prossimità, un’attenzione che c’è anche a livello nazionale di non andare più a mettere tutti insieme in un unico polo scolastico tutti i servizi scolastici, ma lasciarli di prossimità soprattutto quelli per i bambini più piccoli. 

L’edificio già esistente in corso Matteotti che fine farà?
Sicuramente l’ala perpendicolare alla strada sarà abbattuta, probabilmente sarà abbattuto tutto. Una parte sarà sicuramente al servizio del palazzo come zona parcheggio, perché via Matteotti è sofferente da questo punto di vista. Per il resto ancora non sappiamo con certezza: probabilmente ci saranno delle strutture sportive da affiancare al palazzetto. In questo momento stiamo pensando a questo, ma vediamo. 

Per quanto riguarda le altre scuole?
La crocioni ha una primaria normale e una primaria a tempo pieno. Abbiamo mantenuto la scuola Morganti a Pianello perché riteniamo che una scuola sia un centro nevralgico per una frazione, quindi abbiamo ritenuto opportuno non solo riaprirla, ma investire su quella scuola. E’ stata messa a norma dal punto di vista sismico, è stata alleggerita da tutta una parte in cemento armato che gravava sulla struttura rendendola non sicura. Abbiamo partecipato a un bando e stato approvato il nostro progetto e in questo momento c’è un cantiere aperto per realizzare una palestra ad uso della scuola, che risponde anche a tutti i requisiti indicati dal pai, trattandosi di un’area alluvionale e alluvionata; questa è sollevata da serra, sotto ci sarà una specie di portico che servirà come aula verde per i ragazzi. Questo intervento ci ha dato la possibilità anche di abbattere un rudere che insisteva nell’area della scuola da decenni non utilizzato. Quindi lo spazio che viene tolto al giardino dalla nuova palestra è rimpiazzato da quello ottenuto dall’abbattimento del rudere. 

Altre iniziative in questo nuovo mandato?
Al momento abbiamo cinque cantieri aperti, a pioggia uno dietro l’altro: abbiamo il cantiere della nuova scuola Menchetti, c’è il cantiere della palestra della Morganti, c’è il cantiere del marciapiedi che unirà la frazione di Casine e Pianello, c’è il cantiere di uno spazio di accoglienza e ricettività per giovani, quindi una specie di ostello con anche una sala insonorizzata per esperienze musicali. Tra le progettazioni a cui stiamo lavorando c’è la pavimentazione nuova per piazza dei Martiri; la riqualificazione di tutta la cinta muraria; la riqualificazione di due accessi al paese. 

La torre civica sarà a fruizione turistica?
È possibile fruirne fino al primo livello di merli. Ci sono da fare degli interventi rispetto alla scala per arrivare su alla sommità ma è un intervento che si può mettere in conto.

La valorizzazione turistica e l’edilizia scolastica sono argomenti su cui la comunità ha delle grosse aspettative….
Assolutamente sì, ma ci siamo dati due linee di intervento. Da una parte è quella di conservare, prenderci cura e mantenere il più possibile, valorizzandolo, tutto il patrimonio storico-artistico che abbiamo. Dall’altra parte però cercare di avere un paese e un comune che sia al passo con i tempi e quindi capace di rispondere alle esigenze ma anche alle provocazioni della contemporaneità, quindi utilizzare gli strumenti, anche digitali, per poter rendere più accessibili i servizi e per creare anche nuovi servizi.

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Ostra – Ostra Vetere: iniziati i lavori di ripristino della viabilità danneggiata dall’alluvione 2022

Sono cominciati i lavori di ripristino della viabilità danneggiata dall’alluvione del settembre 2022 tra i Comuni di Ostra e Ostra Vetere. La strada di via Pioli che collega i due Comuni dell’Anconetano duramente colpiti dall’alluvione, sarà completamente risistemata.

L’intervento prevede il rifacimento del fondo stradale, degli scoli e delle zanelle, oltre al nuovo manto asfaltato. I lavori a base d’asta ammontano a circa un milione di euro. Le opere sono state finanziate e progettate direttamente dalla struttura commissariale istituita per gli eventi alluvionali del 2022. L’infrastruttura viaria risulta strategica per la viabilità tra i due Comuni, anche in attesa del rifacimento del ponte del Coppetto del quale si attende

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Alluvione 2022, ridotto il numero di vasche di espansione: «La manutenzione costa». E i lavori vanno a rilento – L’INTERVISTA

Sono sufficienti quattro o cinque vasche di espansione, seppure ampliate nelle superfici e quindi nella quantità di acqua che è possibile stoccarvi all’interno, per evitare nuove alluvioni? La tempistica dei lavori è adeguata ai cambiamenti climatici in atto? Quale percentuale di indennizzi dei danni si può considerare opportuna dopo un terremoto o un’alluvione? Di tutto questo abbiamo parlato con il Comitato 15 Settembre, recentemente audito dalla commissione ambiente del Senato che sta per discutere di una legge quadro sugli eventi calamitosi. Abbiamo intervistato Mirko Guazzarotti, cittadino di Ostra alluvionato sia nel 2014 che nel 2022 e attualmente vicepresidente del comitato. L’intervista è in onda venerdì 28 giugno alle ore 20, sabato 29 alle ore 13:10 e alle ore 20 e infine domenica 30 a partire dalle 17:15, sempre su Radio Duomo Senigallia/In Blu (95.2 FM). L’audio è disponibile anche in questo articolo, cliccando sul lettore multimediale, mentre chi vorrà potrà proseguire con la lettura.

Ripercorriamo innanzitutto i lavori fatti: sono sufficienti?
Finora sono stati fatti i lavori in somma urgenza che hanno ripristinato l’alveo dei fiumi a com’erano nel 1925. Sono già efficaci perché in qualche modo hanno evitato nuove alluvioni della scorsa primavera, ma non sono sufficienti. Le università di Ancona, Camerino e Firenze hanno elaborato degli studi che sono confluiti nel nuovo piano d’assetto, che si basa su quello del 2016 ma che aggiunge alcune novità. 

Perché le vasche di espansione, che inizialmente erano una dozzina, ora sono state ridotte?
Pancaldo, Ponte Lucerta, Bettolelle, Casine verranno fatte, se ne aggiungeranno anche altre, come quella alla Marazzana, più verranno rifatti tutti i ponti.

E’ sufficiente?
Secondo noi sì, perché saranno ampliate, quindi conterranno più acqua di quanto inizialmente prospettato. Il problema è la manutenzione: meno vasche significa meno costi di gestione per il futuro, lì è il nodo. Attualmente sul fiume si stanno impegnando decine di enti diversi: dalla Regione alla struttura commissariale, dal consorzio di bonifica ai comuni, dalla provincia all’Anas fino ai privati. Abbiamo proposto di unificarli in un ufficio speciale per il fiume.

Ma c’è già un ufficio speciale per il fiume…
Sì ma non ha né personale né risorse, quindi ora è una scatola vuota che non serve a nulla.

La situazione è cambiata rispetto al 2014?
Dopo l’alluvione del 2014 non venne fatto granché, quasi nulla. Ora si stanno facendo dei lavori che hanno fatto venire fuori anche gli interventi fatti 50 anni fa, ma non basta: i detriti si accumulano continuamente e senza manutenzione si tornerà alla situazione del 2022, quando il fiume era ridotto ai minimi termini.

Quindi c’è comunque il rischio alluvione?
Il fiume è stato riportato alle condizioni di circa cento anni fa, ma servono le vasche di espansione, un lavoro sui fossi primari e secondari, cambiare le culture e tutto contribuirà ad allungare i tempi di corrivazione, mitigando realmente i rischi per la popolazione o comunque riducendo l’impatto di nuovi eventi alluvionali. Servono anche procedure più rapide per gli appalti, un po’ come per ponte Morandi. Qui dopo quasi due anni non s’è fatto ancora nulla dei lavori programmati. Siamo molto indietro.

E per l’allertamento della popolazione?
Anche qui non è stato fatto nulla. Il 15 settembre 2022, solo i cittadini di Senigallia sono stati avvisati. Esistono delle procedure vetuste, ma comunque c’erano gli idrometri che avrebbero dovuto comunicare i dati e qualunque tecnico avrebbe potuto leggerli e dare l’allarme. Quello di Serra de’ Conti segnava da 70 centimetri a 5 metri d’acqua in poche ore, ad Arcevia situazione simile, invece di dare l’allarme hanno chiamato i sindaci per chiedere loro di andare a verificare la situazione, mettendo a rischio la vita dei sindaci e degli operatori di protezione civile. It Alert è stato sperimentato una volta sola. E’ partito nel 2019 ed entro giugno 2022 doveva essere operativo. Nonostante la tragedia nostra e poi quella in Emilia Romagna, Toscana e altre zone, ancora non è attivo. Allora approfittiamo dei campanili che sono tutti elettrificati. Si potevano evitare 13 vittime.

E’ vero che il letto del fiume ora ripulito mette a repentaglio la popolazione?
No, perché se faccio passare la stessa quantità di acqua in un tubo stretto o largo, la velocità sarà diversa, minore nel caso del tubo largo. Viene comunque contenuta più acqua che è la prima vasca di espansione. 

C’è il problema degli argini a Senigallia che non si possono modificare…
Lì è il collo dell’imbuto, bisogna lavorare per non fare arrivare l’acqua a Senigallia, quindi fermarla prima, a monte, con le vasche di espansione. Che poi saranno utili anche in caso di siccità stoccando riserve per i periodi più caldi. Certo a Senigallia si deve fare manutenzione ed eliminare i pericoli e gli ostacoli, come il ponte II Giugno che è stato rifatto sbagliando.

Ci sono vedute diverse da parte dei vari territori e comuni?
Sì e non gioca a nostro favore. I 9 comuni coinvolti dall’alluvione hanno tutti le stesse necessità ma ognuno va avanti per conto suo, mentre dovrebbero unirsi per avere una voce più forte.

Queste istanze le avete sottoposte al Senato?
Sì, la commissione ambiente. Ci hanno chiesto delle osservazioni in vista di una legge quadro sulla ricostruzione dopo gli eventi calamitosi e sulla protezione civile.

Cosa avete riferito?
Abbiamo osservato che servono trattamenti economici uguali per tutti, senza differenze tra regioni o eventi. Devono essere incrementati i rimborsi per gli appartamenti alluvionati, portando il massimale da seimila a 18mila euro. Non è sufficiente ma è già più sostanzioso. Poi le automobili: finora sono arrivati circa 4mila euro di indennizzo, mentre niente per i ciclomotori e non è giusto. Anche cantine, garages e pertinenze sono state trattate diversamente se erano legate, quindi attaccate, all’abitazione principale oppure staccate: nel secondo caso non si percepiscono risarcimenti e non si sa in base a quale logica. Grida vendetta anche il fatto che tutti abbiamo sottoscritto inizialmente il modulo B1, firmando una dichiarazione con certi importi. In seguito sono state fatte perizie asseverate e spesso i danni erano molto maggiori, ma il risarcimento viene per legge legato alla cifra più bassa, anche se frutto della dichiarazione di una persona non esperta.

Con certi rimborsi non si riparte…
No, ovviamente no. E poi sono state escluse recinzioni, impianti elettrici esterni e tante altre cose, non lo troviamo giusto.

E ora?
Scriveremo a tutti i parlamentari marchigiani di qualunque colore politico per avere appoggio su queste richieste. Il territorio è stato pesantemente colpito e senza contributi veri ma anche senza la mitigazione del rischio non si riparte più. Anche le delocalizzazioni servono perché molti non riescono a investire su una casa alluvionata due volte.

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Elezioni 2024, i primi nomi dei candidati a sindaco nelle valli Misa e Nevola

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Fervono gli ultimi ritocchi alle liste per le elezioni comunali dell’8 e 9 giugno 2024 che interesseranno sei comuni delle valli Misa e Nevola. Scade infatti l’11 maggio il termine per depositare i nomi dei componenti le liste e i simboli. Alle urne andranno i cittadini di Arcevia (4.242 abitanti secondo le rilevazioni 2023 dell’Istat); Barbara (1271 abitanti); Belvedere Ostrense (2096); Castelleone di Suasa (1.557); Montemarciano (9.780); Ostra (6.287); Serra de’ Conti (3.562 ab.) e Trecastelli (7.517) per un totale di popolazione che supera di poco le 36 mila unità.

Abbiamo intervistato alcuni primi cittadini delle amministrazioni comunali che andranno al voto e continueremo con il programma radiofonico “Venti minuti da Leone” a sentire i candidati, sia di maggioranza che di opposizione, che si presenteranno agli elettori. C’è però intanto un dato che si può dare: metà dei sindaci lascia nonostante il secondo mandato sia solitamente più “semplice” da affrontare. Non si ricandideranno infatti i primi cittadini di Arcevia Dario Perticaroli, di Barbara Riccardo Pasqualini e di Serra de’ Conti Letizia Perticaroli. Questioni politiche, motivi di salute e impegni personali i motivi alla base della scelta.

Pronta a subentrare, in caso di vittoria alle urne Marisa Abbondanzieri ad Arcevia, dove ancora non si è palesato uno sfidante; a Barbara si parla dell’impegno ormai pressoché certo di Massimo Chiù, attuale vicesindaco e assessore con deleghe ai lavori pubblici, infrastrutture e sport. Possibile una sola lista in lizza come già avvenuto nel 2019. A Serra de’ Conti, invece, sarà quasi certamente sfida a due tra l’attuale vicesindaco Pieramelio Baldelli e, dall’opposizione, Silvano Simonetti, con un passato da primo cittadino alle spalle.

Chi si ripresenta agli elettori è invece Marco Sebastianelli, sindaco di Trecastelli, alla guida di Trecastelli Passione Comune. Per sfidarlo si parla di Gloria Montironi, attuale consigliera d’opposizione ma le trattative sembrano ancora in alto mare. A Ostra si ripresenta anche Federica Fanesi, attuale sindaca; non si conosce il nome del o della sfidante ma il centrosinistra che in passato ha candidato Storoni è al lavoro per programma e nomi. Infine, a Castelleone di Suasa, il sindaco Carlo Manfredi tornerà alle urne per quello che sarebbe il terzo mandato in caso di elezione: il percorso però è ostacolato dall’ex sindaco Giovanni Biagetti.

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