Un invito per i giovani e le giovani di Senigallia e diocesi. L’appuntamento è per la tradizionale Messa in preparazione al Natale. L’appuntamento è venerdì 19 dicembre 2025, presso la Chiesa dei Cancelli, a Senigallia, alle ore 18.45. Al termine della celebrazione ci sarà tempo per fare festa, cenare insieme e per una simpatica tombola presso i locali parrocchiali della Parrocchia del Duomo, di fianco alla Cattedrale. Pizza, bibite e una cartella della tombola, 10 euro. E’ possibile iscriversi attraverso un apposito modulo google della Pastorale giovanile diocesana.
Saranno circa 70mila i giovani italiani che parteciperanno al Giubileo dei giovani che si aprirà il 28 luglio (fino al 3 agosto) a Roma. Li accompagneranno oltre 100 vescovi e centinaia di sacerdoti. E dalla diocesi di Senigalia partiranno in 166, il gruppo più numeroso delle diocesi marchigiane. Per dare loro accoglienza e supporto logistico il Servizio nazionale per la pastorale giovanile (Snpg) ha previsto anche “Casa Italia” ospitata presso la Lumsa, Libera Università Maria SS. Assunta in Via di Porta Castello. Qui i gruppi italiani in arrivo troveranno 100 volontari, provenienti da varie regioni e da diverse realtà ecclesiali, pronti a dare aiuto e assistenza. Di questo importante evento, che si accredita ad essere il più ricco di partecipanti – sono attesi circa un milione di giovani da tutto il mondo –, ne abbiamo parlato con don Riccardo Pincerato, responsabile del Servizio nazionale di Pastorale giovanile.
Che Giubileo sarà questo per i giovani pellegrini italiani? Dopo quello del 2000, questo è il primo Giubileo ordinario, il primo del nuovo millennio. Il primo Giubileo per i nostri giovani in un tempo di chiesa diverso e di cultura e di società diverse rispetto a quello degli anni 2000. L’impressione è che sarà un Giubileo ‘ricercato’ al quale i giovani hanno scelto di partecipare, di esserci. Ci sono alcune caratteristiche che lo rendono particolare. Innanzitutto, il tema della mobilità che rispetto al 2000 è molto diversa. Oggi la possibilità di viaggiare per i giovani è notevolmente aumentata rispetto al 2000. La possibilità di venire a Roma, di conoscerla, oggi è maggiore rispetto al passato. La decisione di esserci nasce da una consapevolezza del contesto in cui il Giubileo si svolge: si tratta di un’esperienza proposta dalla Chiesa, un’esperienza di fede, di relazione e di incontro. C’è poi un altro aspetto da tenere in considerazione… Quale sarebbe? Partecipare al Giubileo per molti giovani è anche un modo per conoscere una Chiesa nuova. Non c’è più Papa Francesco, c’è Papa Leone, c’è una Chiesa nuova rispetto al 2000 e di questa Chiesa i giovani stanno facendo esperienza nei loro territori. Ciò che mi preme sottolineare è che, se nel 2000 la Chiesa con la parrocchia, la comunità, era ancora ‘il centro del villaggio’, oggi non è più così. Non è scontato che un giovane senta forte l’appartenenza alla Chiesa, alla comunità cristiana. Molti giovani oggi non arrivano alla Chiesa attraverso cammini ‘ordinari’ come possono essere oratori, movimenti, aggregazioni di vario tipo. Per loro vivere il Giubileo ha anche il sapore della sfida, quella di scoprire o riscoprire la Chiesa e la comunità ecclesiale. Per molti giovani potrebbe rappresentare una prima volta di un’esperienza ecclesiale e di fede. Non mancheranno, poi, quei giovani che hanno scelto di partecipare perché spinti dai genitori che si ricordano del grande Giubileo del 2000, dell’oceanico raduno a Tor Vergata con Giovanni Paolo II. Il Giubileo diventa così un’eredità lasciata loro dalla famiglia e un invito ad avventurarsi in questa grande esperienza. Come pastorale giovanile italiana proponete anche un intenso programma di eventi. Come è strutturato? È un programma che ruota intorno a tre proposte: “Le 12 parole per dire speranza” (mercoledì 30 e giovedì 31 luglio), un percorso di ascolto e confronto articolato in incontri tematici distribuiti in dodici chiese giubilari della città. Le parole sono ‘coraggio, soglia, riscatto, abito, responsabilità, coscienza, senso, scoperta, promessa, popolo, gioia piena, abbraccio’. Attorno ad esse si raccoglieranno le voci di chi, nella vita personale o professionale, testimonia una speranza incarnata, le voci dei giovani presenti e la voce dei vescovi. Ci sono poi le esperienze di ‘prossimità’ che sono un’opportunità per vivere la speranza come gesto concreto di servizio. E poi “Tu sei Pietro, confessio fidei con i giovani italiani” il 31 luglio in piazza san Pietro, ispirato alla figura dell’apostolo Pietro. Altro evento è quello che si svolgerà il 30 e il 31 luglio, pensato con il Servizio per la pastorale delle persone con disabilità, “Giubileo for all” in cui i giovani potranno partecipare a momenti di riflessione, preghiera e spettacolo. Mancano pochi giorni alla partenza, cosa consiglierebbe ai giovani di mettere nello zaino? Qualcosa che sia davvero utile a vivere questo pellegrinaggio a Roma. E non mi riferisco al sacco a pelo… Nello zaino devono trovare posto due parole, non oggetti, ma parole. La prima è ‘docibilità’: un termine che indica la disposizione che uno ha ‘ad essere insegnato’, che indica una persona che ‘ha imparato a imparare’. A Roma i giovani faranno esperienza di fatica, di stanchezza, di testimonianza, vivranno esperienze comunitarie. Faranno esperienza di Dio. Se non si renderanno docibili e docili all’incontro, alla sfida, all’imprevisto, alla fatica, alla Parola, alla Chiesa, saranno sassi impermeabili e non avranno il gusto del pellegrinaggio. La seconda parola è ‘stupore’: essere docili alla vita e allo spirito apre allo stupore e alla meraviglia. Docilità al soffio dello spirito e stupore. In un tempo in cui tutti urlano, l’invito è fidarsi di chi bisbiglia al tuo cuore parole di salvezza e di gioia.
Proseguono le interviste di “Venti minuti da Leone”, il nuovo format radiofonico di Radio Duomo Senigallia, agli esponenti e protagonisti del territorio diocesano. L’ospite che ci ha raggiunti in studio è don Paolo Vagni, responsabile della pastorale giovanile e vocazionale di Senigallia ma anche a livello regionale. Con lui abbiamo fatto una panoramica di quelle che sono le attività rivolte ai giovani, quali sono i motivi di fondo e quali i prossimi appuntamenti.
Vi ricordiamo che le tre interviste settimanali vanno in onda il lunedì, mercoledì e venerdì alle ore 13:10 e poi alle 20, con replica il giorno successivo agli stessi orari, e infine la domenica a partire dalle ore 16:50. Dove? Su Radio Duomo Senigallia/In Blu, ovviamente, sui 95.2 FM. Buon ascolto a chi accenderà la radio o cliccherà il tasto play del lettore multimediale mentre auguriamo buona lettura a chi preferisce invece questo strumento.
Intanto spieghiamo cos’è la pastorale. E’ un servizio, più che un ufficio, nato a metà anni ‘90, che si rivolge ai giovani ma anche a chi fa formazione e a chi si occupa di loro nelle parrocchie. Io coordino le attività sia a livello diocesano che regionale. Noi siamo di aiuto anche per le realtà più piccole o con meno persone a disposizione.
Facciamo qualche esempio di attività e proposte fatte. Tutte quelle attività che vengono fatte nelle parrocchie ma anche quelle più importanti che interessano tutta la diocesi. L’obiettivo è sempre quello di coinvolgere i giovani: un esempio potrebbe essere Destate la Festa, una proposta aperta a tutti per costruire qualcosa per la città partendo dal messaggio di pace di papa Francesco. Ma poi si cerca anche di andare sempre avanti a livello di qualità per approfondire il proprio cammino di fede ma anche quello di scoperta di sé e con gli altri, attraverso percorsi insieme, periodi di convivenza, anche vacanze insieme con momenti formativi. C’è poi tutto l’impegno per chi si occupa dei giovani con supporto, coordinamento di chi fa formazione.
Come vi ponete verso i giovani? Coinvolgerli non significa solo chiamarli durante gli eventi a fare volontariato o servizio perché sarebbe solo prosciugante e prima o poi viene lasciato lì; cerchiamo di andare oltre rendendo il percorso nutriente per i ragazzi stessi. Attraverso vari linguaggi e modalità, li accompagniamo a un livello maggiore di profondità sia nel rapporto con loro stessi che nel rapporto con Dio.
Cos’è il Punto Giovane? E’ un’esperienza di vita che dura un mese in un appartamento a Senigallia sopra la Casa della Gioventù. Studenti maggiorenni, universitari o anche lavoratori che convivono, fanno un’esperienza di qualità, profonda. Questa che si è formata è la 98esima comunità, il progetto va avanti da oltre 20 anni e viene ricordata come una bella esperienza.
Perché la convivenza? Perché la formazione si fa nell’ordinario, nella vita quotidiana, non facendo cose straordinarie. L’evento di formazione dura un solo giorno, mentre qui si viene accompagnati da chi è più avanti nel percorso, un po’ come nella vita monastica, una sorta di “tirocinio” se volessimo usare un termine moderno. Mentre si vive insieme, ci sono dei momenti di formazione, la messa, l’ascolto della parola del Vangelo e poi il confronto con gli altri conviventi, in modo da avere uno sguardo più profondo.
Parliamo delle altre attività Ci sono anche convivenze in Seminario che riguardano le classi di scuola superiore. Prima del covid ne avevamo oltre 15 all’anno, durante i mesi invernali, oggi ripartiamo con cinque o sei ma siamo ripartiti. E’ un’esperienza più semplice, se vogliamo, del Punto Giovane ma tarata sull’esperienza dei ragazzi. L’anno scorso c’è stata la richiesta di poter aderire a questo progetto da parte di una classe che aveva perso una compagna di scuola, per poter gestire un momento così delicato e unire il gruppo classe.
C’è l’esigenza di questi momenti formativi? Viviamo in tempi di povertà interiore. Non parlo solo di partecipazione alla messa, sarebbe troppo riduttivo: intendo quella difficoltà a relazionarsi col passato, le famiglie da cui provengono; a relazionarsi col futuro in un momento di benessere diffuso, con tante opportunità di studio o lavorative; a relazionarsi col presente, con se stessi, le proprie ferite, le proprie difficoltà, ad accettarsi. Si va avanti spesso senza affrontare i propri dolori ma anestetizzandosi.
Di fondo c’è un’incapacità di gestire le proprie emozioni, le relazioni, di orientarsi? Ci sono domande grosse che mettono in crisi un po’ tutti: cosa farò, qual è la mia strada, gli affetti. Oggi le emozioni spaventano tantissimo e noi cerchiamo di imparare assieme a loro a dare dei nomi a dei luoghi del cuore che facciamo fatica ad abitare, che ci fanno paura.
Guardiamo al futuro: che iniziative verranno messe in campo nei prossimi mesi? Le esperienze del cammino annuale si ripetono, quindi Destate la Festa ad agosto sul tema della pace e dell’intelligenza artificiale; poi a settembre ci sarà invece il pellegrinaggio a piedi per la diocesi di Senigallia, un’esperienza pluriennale che è stata lanciata nel 2006, ripetuta nel 2010, 2015, dovevamo farla nel 2020 ma è saltata causa covid e quest’anno la riproponiamo. Un gruppo di giovani camminerà in giro per la diocesi, a piedi, andando a conoscere sia la terra, le zone, le parrocchie, sia quei luoghi e quei volti significativi per la nostra storia e per la fede, come Enrico Medi, per esempio. Il tema sarà l’esodo, inteso come raggiungimento della salvezza in quella terra promessa che è la nostra vita, liberandoci dalla schiavitù interiore per vivere appieno la nostra vita. In tutte le serate ci saranno dei momenti da vivere insieme, non solo messe o preghiere ma anche spettacoli e altre iniziative. I pellegrini saranno accolti dalle famiglie delle varie parrocchie e sarà una bella esperienza, una piccola missione.
Ma i giovani sono ancora presenti nella vita della Chiesa? Si ma spesso rischiamo, non solo a livello di società civile ma anche ecclesiastica, di usare i giovani, di considerarli solo come persone che possono fare qualcosa. Io, ma non sono il solo, vorrei invece portare avanti un cambio di paradigma in cui possano ricevere nutrimento da quelle attività che portano avanti, senza sentirsi usati. Non sono a servizio nostro ma siamo noi adulti a servizio loro. Se provano esperienze profonde, belle, significative per loro stessi, poi desidereranno mettersi a loro volta a servizio degli altri.
Festa della pacedell’Azione Cattolica Domenica 28 gennnaio l’Azione cattolica di Senigallia organizza la Festa della Pace. La mattina è dedicata in modo particolare, ai ragazzi dell’Acr che vivranno la loro assemblea diocesana a partire dalle ore 9.00, al cinema ‘Gabbiano’. Alle 15.30 la S. Messa, per adulti, ragazzi e giovani, alla Chiesa dei Cancelli, presieduta dal vescovo Franco e a seguire la Marcia della Pace nelle vie del centro città.
Scuola di preghiera per giovanissimi Presso il Monastero delle Clarisse di Pollenza (MC), dalla sera di venerdì 2 febbraio fino al pomeriggio di domenica 4 febbraio, avrà luogo la Scuola di Preghiera per Giovanissimi, ragazzi dal 2 al 5 Superiore, organizzata dal Servizio di pastorale giovanile della diocesi e dal Settore Giovani di Ac. Per informazioni: don Paolo Vagni, tel. 347 6121929
Incontro ecumenico con la Chiesa ortodossa georgiana Un incontro di conoscenza con la comunità della Chiesa apostolica ortodossa georgiana di Senigallia, grazie alla presenza del loro prete, il presbitero p. Matteo Kutelia, giovedì 8 febbraio alle ore 18.30 presso il salone della Parrocchia del Porto. A seguire cena a buffet per i partecipanti. Questa comunità celebra una volta al mese la Divina Liturgia grazie all’ospitalità della Parrocchia del Porto.
Esercizi spirituali per Giovani Il Servizio diocesano di Pastorale giovanile propone gli esercizi ignaziani guidati dal padre gesuita Narciso Sunda. L’appuntamento è ad Assisi, S. Maria degli Angeli, nei giorni 21 – 25 febbraio prossimi. Per informazioni: don Paolo Vagni, tel. 347 6121929
Esercizi spirituali per famiglie
L’appuntamento annuale della nostra Pastorale familiare per un tempo custodito in cui ricentrare la coppia e la famiglia nel rapporto col Signore. I modi e i tempi di questi esercizi spirituali sono pensati per permettere anche la presenza dei bambini, che nei tempi di preghiera e di silenzio staranno con apposite baby sitter. Saranno predicati da p. Marco Vianelli, responsabile nazionale di Pastorale familiare e si terranno nei giorni 1 – 3 marzo 2024, a Pesaro, Villa Borromeo. Per informazioni: don Andrea Franceschini, tel. 347 1460354
Venerdì 24 e sabato 25 novembre, Giornata Mondiale della Gioventù celebrata in Diocesi, in concomitanza con la ricorrenza dei 20 anni dalla nascita del Punto Giovane.
Il programma:
venerdì 24 novembre
Ore 19 Celebrazione Eucaristica alla Chiesa dei Cancelli
Ore 20 cena alla Casa della Gioventù
Ore 21.30 presso la Casa della Gioventù, musica e parole dei Neri per scelta, sui temi del cammino del mese
25 novembre – GMG Diocesana – 20 anni del Punto Giovane presso il Seminario
Ore 15 incontri laboratoriali sul “fare casa” nella Chiesa, per i ragazzi delle superiori
Ore 17.30 tavola rotonda sui 20 anni di Punto Giovane, ospiti vari della nostra Chiesa di Senigallia accompagnati dall’ intervento di Massimiliano Colombi, Sociologo e Docente all’Istituto Teologico Marchigiano.
Ore 20 cena
Dopo cena festa con concerto degli “Zero prove”, storica band del punto giovane e della pastorale giovanile di qualche anno fa.
Comunichiamo anche le altre iniziative della Pastorale Giovanile e Vocazionale diocesana nel mese di novembre:
– Domenica 12 novembre riprendono le esperienze di vita comune delle classi di scuola superiore in seminario; inizierà il Liceo Classico, accompagnati da don Davide Barazzoni.
– Mercoledì 15 novembre cambio comunità del mese al Punto Giovane, accompagnerà l’esperienza don Matteo Guazzarotti. Celebrazione Eucaristica ai Cancelli ore 19,15.
– Giovedì 17 novembre riprende il cammino vocazionale di vita comune per i ragazzi delle superiori, 25 ragazzi dalla 3 al 5 superiore, vivono insieme per alcuni giorni ogni mese, in seminario.
Non ci si ferma neanche quest’anno con Destatelafesta. Ritorna infatti dal 14 al 16 agosto 2023 la trentaquattresima edizione delle festa che caratterizza la città, la Chiesa diocesana, i giovani della diocesi di Senigallia; Come sempre è pensata dai giovani per i giovani, per tutta la città, per i turisti. Normalmente negli anni in cui si celebra la Giornata Mondiale della Gioventù in giro per il mondo, si decide di non fare la festa ma quest’anno un grande entusiasmo ha spinto i responsabili a non fermarsi. Il Covid ha rallentato l’evento ma lo scorso anno è stata un’edizione davvero bella per clima tra i ragazzi e riuscita della festa, così ci siamo detti di non interrompere questa onda buona di resurrezione (esteriore ed interiore) di una fascia d’età particolarmente colpita dalle chiusure, dall’isolamento. Piazza Duomo ancora una volta si vestirà del colore delle magliette dei tanti volontari che nelle tre serate saranno i protagonisti indiscussi. Lo scorso anno ci hanno colpito le parole di alcuni degli ospiti della serata cultura, i quali riguardo a questa effettiva partecipazione da protagonisti dei giovani, sono rimasti piacevolmente sorpresi. Desideriamo custodire questo dono ereditato negli anni, di un’esperienza in cui giovani pensano e costruiscono, senza il permesso o il filtro degli adulti. Nella nostra società non è facile viverlo, nemmeno al lavoro, siamo felici di offrire questo ai nostri giovani.
In quei giorni non mancheranno musica, dibattito culturale, spettacolo animato dai giovani e nemmeno l’immancabile stand gastronomico che ci permette di coprire (speriamo) le spese; ed è così che mangiando un piatto di gnocchi al ragù o un fritto di pesce, sarà possibile passare una serata in compagnia, ascoltando musica live, dialoghi culturali o assistendo allo
spettacolo d’animazione, perché sappiamo che a volte i tempi “inutili” sono quelli davvero utili, in questo tempo di monetizzazione di ogni cosa.
Come ogni anno ci lasciamo guidare dal messaggio per la giornata della Pace di Papa Francesco, messaggio che innerva la festa e dona alle serate il filo rosso. Il titolo di quest’anno del testo del Papa è: “Nessuno può salvarsi da solo”. Il tema proposto è un invito a ricordare quanto il moderno concetto di “farcela da soli” non sia sempre veritiero ma anzi, il chiedere aiuto e affidarsi a qualcuno può rivelarsi inaspettatamente una scelta coraggiosa, controcorrente e vincente.
Questo il desiderio e il tema da cui partire per tutte le iniziative che vengono intraprese dai volontari disposti a preparare, ormai da gennaio, una festa tanto bella quanto impegnativa. È così che la creatività diventa anche occasione di riflessione e scambio per la città illuminata dall’energia dei volontari. Attenzione a non lasciarsi ingannare però, poiché ciò che da fuori appare come un divertente evento di pochi giorni, in realtà nasconde un’organizzazione che richiede impegno e tanto desiderio di mettersi al servizio degli altri, due qualità che i ragazzi della diocesi non mancano di mostrare costantemente. La divisione del lavoro è dunque fondamentale e ciascuna commissione (cultura, bar, cucina, animazione, festaland, logistica, fatica…) conosce il proprio compito e responsabilità: è solo con un sapiente equilibrio fra queste, con la capacità di fare squadra, di sentirsi corpo, che si può creare qualcosa di più grande di sé stessi, profondo, autentico.
Lo spirito di gruppo e la bellezza dell’amicizia che nasce con quest’esperienza poi si fa ancora più solida con la vita comune dei volontari in seminario nei giorni prima, durante e dopo la festa. Far parte dello stesso progetto e lavorare insieme è diverso da vivere insieme, dormire, mangiare, condividere momenti ordinari e con questo legame costruire qualcosa. Anche questo può sembrare un’aggiunta inutile ma nella nostra Chiesa ormai siamo certi che ci si forma e si cresce condividendo la vita, non basta fare o capire cose insieme, ma è la vita che insegna. La bellezza dei giovani e del volontariato al servizio di qualcosa di più grande non lascia indifferente nessuno, mai, questo sarà il dono anche di quest’anno.
Marta Pierfederici
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A Pianello di Ostra, sabato 19 novembre, dalle ore 17.00 la Giornata mondiale della Gioventù a livello diocesano: sarà un pomeriggio d’ascolto, relazioni e spettacolo! Inoltre verranno fornite le prime informazioni sulla Giornata mondiale della gioventù che si terrà di Lisbona, in Portogallo, la prossima estate.
Dal 1 al 6 agosto 2023 la capitale lusitana ospiterà infatti la Giornata Mondiale della Gioventù (GMG Lisbona 2023), l’incontro del Papa con i giovani di tutto il mondo. Nel corso di una settimana, i giovani saranno invitati a partecipare ad incontri di preghiera, condivisione e svago. Al mattino, la catechesi in più lingue consentirà momenti di formazione di gruppo. E per tutta la giornata, il Festival della Gioventù offrirà una serie di concerti, musical, conferenze, mostre, …, che renderanno la GMG Lisbona 2023 un evento culturalmente ricco. I momenti salienti sono le celebrazioni (eventi centrali) in cui il Papa è presente, come la Messa di apertura e la cerimonia di accoglienza del Santo Padre, la via-crucis, la veglia e, l’ultimo giorno, la messa di invio.
“Maria si alzò e se ne andò in fretta” (Lc1, 39) è la citazione biblica scelta da papa Francesco come motto dell’incontro mondiale.
Il primo a piantare qui il seme dell’ecumenismo per le nuove generazioni fu Benedetto XVI nel 2007 durante l’Agorà dei giovani italiani a Loreto. In quell’occasione il Papa consegnò il mandato missionario a “72 discepoli” scelti tra quasi mezzo milione di ragazzi. Due di loro raggiunsero nei giorni seguenti Sibiu, in Romania, per la III Assemblea ecumenica europea. Da qui iniziarono a germogliare nuove relazioni bilaterali con i luterani danesi di Aarhus, gli ortodossi rumeni di Resita, gli anglicani di St. Albans, gli svedesi di Linköping dove a Vadstena è custodito il corpo di santa Brigida. In breve fu la volta del primo “Campo europeo ecumenico per giovani” che in circa dieci anni porterà a Loreto migliaia di ragazzi.
Poi la lunga interruzione causata dal Covid-19 e infine la ripresa del cammino nei giorni scorsi con la XII edizione del campo ecumenico dal titolo “Da Eurhope a Eurhome: la memoria fiorirà”, che si è svolto dal 7 al 10 agosto scorsi presso l’istituto salesiano di Loreto. Circa settanta i partecipanti di età compresa tra 17 e 25 anni di confessione cattolica, ortodossa e greco-cattolica. Tra loro italiani, ungheresi e romeni, giunti a Loreto con il mandato dei loro vescovi insieme a quattro sacerdoti della diocesi romena di Caransebes e due seminaristi della diocesi ungherese di Debrecen. A guidare il campo l’équipe storica composta da don Francesco Pierpaoli di Fano e don Giorgio Paolini di Pesaro, ai quali si sono aggiunti suor Catherine Southwood e una coppia di giovani sposi pesaresi, Marco Sanchioni ed Elena Ranocchi, che si sono fidanzati e hanno celebrato il loro matrimonio proprio durante un precedente campo ecumenico di Loreto.
«Quest’anno – spiega don Pierpaoli – è stato come un grembo di ripartenza dopo il lungo stop della pandemia. In tutti i ragazzi c’era un forte desiderio di conoscere Loreto, che è la capitale spirituale che Giovanni Paolo II ha indicato per i giovani d’Europa. Qui infatti è custodita la casa di Maria che è la casa del “sì” giovane». Tre giorni intensi vissuti in piena sintonia e gioia. “Perché siamo divisi se stiamo così bene insieme?”: è stata questa la domanda ricorrente dei giovani che hanno avuto l’opportunità di confrontarsi su temi di stretta attualità: la custodia del Creato, le disparità tra ricchi e poveri, la guerra in Europa e la divisione tra cristiani. Per loro l’arcivescovo prelato di Loreto, monsignor Fabio Dal Cin, ha espresso parole di incoraggiamento durante la veglia all’interno Santa Casa: «la Chiesa deve ripartire da voi – ha detto – ed è per questo che vi invito ad essere costruttori di pace e vi affido la preghiera per il bene del mondo».
Oltre ai lavori di gruppo e di animazione, i ragazzi hanno particolarmente apprezzato la cosiddetta “preghiera di luce” del mezzogiorno. «Non potendo vivere l’adorazione eucaristica per ovvi motivi -– spiega Patricia dalla Romania – ci riunivamo in chiesa ciascuno con un lumino spento e, dopo una breve introduzione guidata, ci raccoglievamo in silenzio per circa mezz’ora prima di accendere la luce e portarla all’altare». Ogni delegazione inoltre si è alternata nell’animazione della Messa celebrata nel proprio rito. «Al momento dell’Eucaristia abbiamo sperimentato la ferita della divisione – spiegano alcuni ragazzi ungheresi – perché pur vivendo tutto il giorno insieme non potevamo mangiare alla stessa tavola di Gesù».
Per questo, come gesto di comunione, i fratelli ortodossi segnavano la benedizione sulla fronte degli altri giovani. «È stato questo forse il momento più forte – spiega don Pierpaoli – che però ci apre ad un impegno quotidiano. La ferita infatti può diventare una feritoia e quindi un dono maggiore da vivere come l’attesa di una terra promessa che è l’unità». Nel corso delle giornate è stata anche programmata, insieme alla delegazione luterana svedese collegata via skype, la XIII edizione del Campo che si terrà nell’ultima settimana di luglio 2023. «Poco dopo – conclude don Pierpaoli – partiremo per la Gmg di Lisbona, in Portogallo a cui prenderanno parte anche ragazzi di altre confessioni cristiane, perché la fede che cercano i giovani fa rima con una Chiesa unita».
Il centro sociale Casa della Gioventù, con il patrocinio del Comune di Senigallia, torna nuovamente ad organizzare “Destate la festa”. La festa si svolgerà in piazza Garibaldi con appuntamenti diversi tra cultura, musica, spettacolo, incontri e dibattiti.
Il Papa incontrerà incontrerà gli adolescenti della nostra diocesi lunedì 18 aprile 2022. Abbiamo interpellato don Paolo Vagni, responsabile diocesano della Pastorale giovanile.
Papa Francesco il 18 aprile 2022 incontrerà tanti adolescenti italiani: come si prepara la nostra diocesi a questo appuntamento? Sono tanti gli adolescenti della nostra diocesi che prenderanno parte a questo appuntamento: ben 160! Partiremo alle 5,30 da Senigallia. Ci siamo organizzati come Marche e ci vediamo prima, alle 12, a Sant’Andrea della Valle per ascoltare una catechesi di don Fabio Rosini, a cui come Marche abbiamo chiesto di aiutarci. Poi andremo in piazza San Pietro dove alle 17 dove incontreremo il Papa. Le parrocchie da cui provengono sono diverse e tra queste ci sono Corinaldo, Castelleone, Portone, Marzocca, Chiaravalle, Ostra, Serra de Conti, Barbara, Trecastelli….
Cosa muove e cosa chiede questa convocazione? Questa fascia d’età vive un periodo molto difficile, già l’adolescenza è complessa, è ancora più complessa nell’epoca contemporanea e tanto di più nei quasi due anni di covid. Forse dare spazio e attenzione a questa fascia d’eta è importante. Nonostante questo, quando ho appreso la notizia, è nata in me una grossa dose di scetticismo. Non vorrei scandalizzare nessuno ma vedo in questo evento il rischio di guardare indietro, cercando soluzioni per il futuro nelle soluzioni trovate nei decenni passati. Abbiamo sperimentato in tanti la bellezza di certi eventi ma il rischio è illudersi di aver fatto qualcosa di importante solo per aver radunato un numero considerevole di adolescenti. No, un evento come questo è la ciliegina sulla torta sopra qualcosa che già esiste. Un evento che rimane spot rischia di illudere il cuore di un giovane che inizia a sperare di aver scovato bellezza m apoi non la trova tornando a casa, nella propria comunità. Allora se c’è un evento di questo tipo, è necessario un prima e un dopo, un tessuto su cui si innesta. Poi c’è da dire comunque, che il Signore fa ciò che vuole ed è capace di far crescere fede da un evento spot senza un seguito. Alla fine per fortuna, oltre le teorie, per forza gli lasciamo fare come vuole.
Tornano gli esercizi spirituali per giovani, promossi dalla Pastorale giovanile diocesana. Scrivono gli organizzatori: “Negli ultimi tre anni la situazione della pandemia non ci ha permesso di proporli, ma pensiamo che per i giovani sia un momento importante per la loro crescita nella fede e nell’incontro con il Signore. Gli esercizi ignaziani proposti non sono solo un tempo di preghiera e di silenzio, ma un vero e proprio corso per imparare a discernere.
Guiderà gli esercizi fra Daniele Randazzo, frate del Terzo ordine regolare di San Francesco e parroco di Santa Maria della Salute a Primavalle, nella periferia di Roma, collaboratore con il Centro Aletti per gli esercizi ignaziani…
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