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Tag: Protezione Civile

Una delle due vasche di espansione a Bettolelle di Senigallia. A destra l'argine artificialmente ribassato per l'ingresso dell'acqua in caso di piena

Senigallia, i dubbi sulla sicurezza tra nuove vasche e lavori sul fiume Misa

Poco più di un mese fa c’è stata la consegna ufficiale alla Regione Marche delle vasche di espansione tra Brugnetto e Bettolelle. E’ stata salutata come un momento storico per la sicurezza della città di Senigallia e della vallata del fiume Misa. Eppure, a quasi quattro anni dall’alluvione del settembre 2022, il clima resta teso.

La struttura commissariale punta ancora sui cantieri avviati e su quelli ancora rimasti indietro. Dall’altra sponda le associazioni ambientaliste e i cittadini chiedono rassicurazioni e una diversa gestione della risorsa fiume. Del tema abbiamo discusso su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), con il dirigente regionale alla Protezione Civile Stefano Stefoni e di Luciano Montesi, socio fondatore di Confluenze. L’audio è disponibile qui grazie al lettore multimediale.

Le nuove vasche tra automatismi e manualità

L’opera tra Brugnetto e Bettolelle mira a stoccare oltre un milione di metri cubi d’acqua. Montesi apprezza l’intento di alleggerire la pressione sul centro abitato in caso di piena del fiume Misa. Solleva però dubbi sulla manutenzione e sulla logistica. «Ho visto manovelle con viti in ferro soggette a ruggine, posizionate in punti pericolosi da raggiungere, magari di notte durante una piena. Mi sembra una soluzione in parte improvvisata». L’ing. Stefoni ha difeso la qualità dell’intervento: «Abbiamo semplificato la gestione eliminando saracinesche pericolose da azionare durante le piene. Le vasche ora funzionano in automatico tramite sifoni. Solo a fine evento, e solo se servirà, si interverrà manualmente per svuotarle più velocemente». 

L'assessore regionale Tiziano Consoli e il dirigente della protezione civile Stefano Stefoni
L’assessore regionale Tiziano Consoli e il dirigente della protezione civile Stefano Stefoni

Montesi fa riferimento anche alla quantità di acqua immagazzinata nelle vasche e che viene rilasciata durante lo stesso evento di piena. «Se arriva tanta acqua c’è il rischio che esca dalla vasca. C’è un restringimento che costringe l’acqua a entrare nella vasca continuamente: l’opera di resa è molto stretta. Sono solo due portelle da due metri di larghezza per due metri in altezza. E dopo non so cosa succede, speriamo non succeda altro».

Il paradosso: città più vulnerabile a causa degli argini

Un altro punto critico sollevato da Confluenze riguarda la velocità dell’acqua. L’approccio basato su pulizia radicale e rafforzamento degli argini nelle campagne potrebbe paradossalmente danneggiare Senigallia. «Il fiume oggi ha argini più robusti che impediscono l’esondazione nelle campagne. Significa che la massa d’acqua arriva tutta e più velocemente in città, senza la vegetazione a rallentarla». «Dal punto di vista della sicurezza, il centro storico non ha guadagnato nulla».

Miriam Bertuzzi, presidente di Confluenze, e Luciano Montesi, socio fondatore, ospiti a Radio Duomo Senigallia per i 30 anni di vita dell'associazione.
Miriam Bertuzzi, presidente di Confluenze, e Luciano Montesi, socio fondatore

Anche le modalità d’intervento sono al centro del dibattito, definite da Confluenze troppo invasive. In particolare si contesta l’uso massiccio delle ruspe e l’utilizzo di materiali presi in loco. «Questi argini del nostro fiume sono fatti con sabbione e ghiaia, ed è ovvio che quando arriva la piena la pressione faciliti l’erosione, lo sfondamento e, quando c’è tanta acqua, il sormonto dell’argine».

Inoltre, i «falsi problemi» sulla presenza di alberi che possono stare nella banchina, cioè quella parte che si trova tra l’alveo e l’argine, o sulle tane degli animali negli argini, allontanerebbero le persone da una più ampia e forse più amara consapevolezza. «Non è la natura che fa danni, ma l’uomo che ha costruito troppo vicino al fiume sottovalutando i rischi – incalza Montesi. Sono gli uomini che hanno costretto il fiume Misa, a carattere torrentizio, a stare dentro degli argini evidentemente troppo stretti».

Trasparenza e partecipazione: l’altra sfida

Ora si progettano nuove vasche a Pancaldo di Ostra Vetere e a Ponte Lucerta di Trecastelli. Si parla da tempo della ricostruzione dei ponti Garibaldi e Portone, ma non di alcuni ponticini fondamentali per la viabilità nella vallata.  Però resta aperto il tema della condivisione con la cittadinanza. Confluenze non ha firmato l’accordo proposto nell’assemblea “Contratto di Fiume”, lamentando tempi troppo stretti per l’analisi dei documenti e una cronica mancanza di trasparenza. «Chiediamo un’amministrazione trasparente. Perché non mostrare alla città i plastici dei nuovi ponti? Chi governa ha il diritto di decidere, ma i percorsi partecipativi sono indispensabili». Insomma sicurezza idrogeologica ancora non fa rima con partecipazione né con dialogo. Eppure servirebbero entrambi.

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Protezione civile di Trecastelli: da sinistra l'ex coordinatore Adriano Allegrezza, al centro il nuovo responsabile Matteo Grucci, a destra il sindaco Marco Sebastianelli

Esperienza e futuro: passaggio di testimone alla protezione civile di Trecastelli

Nuova fase per quanto riguarda il gruppo comunale di Protezione Civile a Trecastelli. Adriano Allegrezza, figura storica e coordinatore per diversi anni, ha ceduto il testimone a Matteo Grucci, giovane ingegnere civile ambientale di vent’anni. Un cambio che, come emerso in un’intervista a Radio Duomo Senigallia, mira a coniugare la solida esperienza maturata in occasioni anche drammatiche con nuove energie e un maggiore coinvolgimento delle giovani generazioni. L’intervista, andata in onda nei giorni scorsi, è disponibile anche qui grazie al lettore multimediale.

Gli interventi

Il gruppo – ufficialmente nato nel 2014 con la fusione delle preesistenti comunità di Castel Colonna, Monterado e Ripe – era però già attivo da tempo e conta oggi circa 25 iscritti. La sua storia è costellata di interventi cruciali: dal terremoto de L’Aquila del 2009 a quello del 2016 tra Marche e Umbria, passando per quello in Emilia Romagna nel 2012. E poi le alluvioni del 2014 e 2022 che hanno colpito duramente il territorio vallivo e senigalliese, con in mezzo anche l’emergenza pandemia. Non mancano inoltre le collaborazioni con le amministrazioni comunali per eventi e manifestazioni di rilievo, come il passaggio in zona del Giro d’Italia.

Un bilancio sul campo

Adriano Allegrezza ha raccontato con commozione l’impegno costante del gruppo, spesso in prima linea in situazioni drammatiche. Ha ricordato l’operato instancabile durante l’alluvione del 2022 a Passo Ripe, dove l’attenzione si è concentrata sulla messa in sicurezza della popolazione e delle strade, seguita da giorni di interventi con motopompe e assistenza per la pulizia delle abitazioni. Un aneddoto particolarmente toccante è quello di una lettera di ringraziamento di un cittadino aiutato dalla protezione civile di Trecastelli.

Il futuro è giovane

Nonostante l’età, appena 20 anni, Matteo Grucci ha già vissuto il “battesimo del fuoco” con l’alluvione del 2022, un mese dopo la sua iscrizione. La sua esperienza, unita agli studi in ingegneria civile ambientale, promette una gestione con uno sguardo più giovane e nuove prospettive. Il nuovo coordinatore ha posto l’accento sulla necessità di attirare nuovi volontari e di far crescere il gruppo, sia in numero che in esperienze, anche extra-regionali. Tra i prossimi impegni per l’estate anche l’attività di antincendio boschivo con la Regione Marche, con pattugliamenti sia a piedi che con mezzi fuoristrada nei parchi regionali.

Un intervento della protezione civile di Trecastelli in un garage allagato durante l'alluvione
Un intervento della protezione civile di Trecastelli in un garage allagato durante l’alluvione

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A Chiaravalle ‘Io non rischio’, due giornate per imparare buone pratiche di Protezione civile.

Il Comune di Chiaravalle parteciperà alle giornate nazionali della campagna “Io non rischio – Buone pratiche di Protezione Civile”, per sensibilizzare la cittadinanza sui comportamenti da tenere per ridurre rischi come terremoto, alluvione, maremoto, rischio vulcanico e incendi boschivi. L’appuntamento è per sabato 14 ottobre, a partire dalle ore 15.00, in Largo Oberdan e domenica 15, dalle ore 9.00, in Corso Matteotti. L’iniziativa sarà diffusa anche nella piazza digitale di Instagram @iononrischiochiaravalle e di Facebook “Io Non Rischio Chiaravalle” 

La due giorni, che chiuderà la Settimana Nazionale della Protezione Civile, porterà migliaia di volontarie e volontari di protezione civile ad animare numerosi punti informativi in tutta Italia, in oltre mille piazze dalle grandi città alle isole minori, per diffondere a cultura della prevenzione attraverso cui ciascuno può fare la differenza nella sicurezza propria e di chi gli sta intorno.  Io non rischio è, infatti, un’iniziativa di comunicazione pubblica basata sulla sinergia tra scienza, volontariato e istituzioni, che si rivolge a tutti, con messaggi chiari e riconoscibili, per trasformare la consapevolezza in azione, 365 giorni l’anno. 

È un appuntamento veramente importante che serve sia a valorizzare l’impegno straordinario delle volontarie, dei volontari e della nostra struttura comunale, che a contribuire alla costruzione di una diffusa cultura della Protezione Civile. “ – ricorda il sindaco di Chiaravalle Cristina Amicucci – ”Questa iniziativa a carattere nazionale è fondamentale per la nostra città, che com’è noto insiste in un’area con potenziali criticità ambientali. Dobbiamo avere tutti piena consapevolezza dei rischi connaturati al vivere in un territorio fragile dal punto visto idrogeologico, tecnologico e sismico. La prima forma di sicurezza è il match tra l’intervento di tutte le forze in campo della Protezione Civile, che viene coordinato e svolto nel momento dell’emergenza, e il corretto comportamento dei cittadini che devono preventivamente sapere cosa fare in caso di calamità.“ – ha concluso il primo cittadino – “È proprio questo lo scopo delle piazze fisiche e virtuali di “Io Non Rischio”, in cui le volontarie e i volontari appositamente formati daranno ai cittadini le corrette informazioni sulla prevenzione e su come comportarsi in caso di determinati eventi“.  

Sul sito ufficiale www.iononrischio.gov.it e sui profili social della Campagna (Facebook, Twitter e Instagram) è possibile consultare materiali informativi, reperire informazioni utili e aggiornamenti sugli appuntamenti in programma.

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Presentata la maxi simulazione di protezione civile aad Arcevia: presenti in conferenza stampa da sinistra Darco Pellos, prefetto di Ancona; Stefano Aguzzi, assessore alla protezione civile; Dario Perticaroli, sindaco di Arcevia e Stefano Stefoni, dirigente protezione civile regionale

Arcevia: maxi simulazione di protezione civile con terremoto di magnitudo 7.2 e crisi sanitaria

Presentata la maxi simulazione di protezione civile aad Arcevia: presenti in conferenza stampa da sinistra Darco Pellos, prefetto di Ancona; Stefano Aguzzi, assessore alla protezione civile; Dario Perticaroli, sindaco di Arcevia e Stefano Stefoni, dirigente protezione civile regionale
Presentata la maxi simulazione di protezione civile aad Arcevia: presenti in conferenza stampa da sinistra Darco Pellos, prefetto di Ancona; Stefano Aguzzi, assessore alla protezione civile; Dario Perticaroli, sindaco di Arcevia e Stefano Stefoni, dirigente protezione civile regionale

Via nella perla dei monti alla maxi esercitazione europea di protezione civile “Modex Arcevia 2023”. L’iniziativa, presentata in Regione nei giorni scorsi, avrà inizio domani, martedì 6 giugno, e fino a venerdì 9 terrà impegnati 250 partecipanti provenienti da molti paesi e 70 osservatori internazionali. Una mobilitazione impressionante in cui verrà simulato lo scenario di un’emergenza conseguente ad un evento sismico in collaborazione con il dipartimento della protezione civile, la Prefettura di Ancona e Comune di Arcevia.

Il paese dei 9 castelli, che aveva ospitato già nel 2015 una prima esercitazione dello stesso livello, si trasformerà in un paese fittizio (Modulistan), con tanto di cartellonistica e segnaletica stradale modificata ad hoc, in cui si verificherà un terremoto di magnitudo 7.2 che darà luogo a emergenze sanitarie di varia complessità. E proprio la vastità dell’operazione che coinvolgerà anche gli ospedali di Fabriano, Jesi e Senigallia.

Come ha spiegato il dirigente della Protezione Civile regionale, Stefano Stefoni, la nuova simulazione Modex Arcevia prenderà l’avvio operativamente dalle ore 07.30 del 6 giugno alle ore 15.00 del 9 giugno ininterrottamente e vedrà coinvolti dall’estero tre moduli sanitari (Emergency Medical Team – EMT) provenienti da Romania, Germania, Austria, una squadra di supporto tecnico dalla Lituania, personale sanitario dall’Andorra, un gruppo di esperti europei di protezione civile dalla Romania, Italia, Grecia.

Modex simulerà l’intero ciclo di una missione di soccorso dall’arrivo sul luogo del disastro alle operazioni di smobilitazione, al massimo grado di realismo anche con figuranti/pazienti feriti. E’ prevista un’area esercitativa di 126 kmq, una media di circa 350 simulatori/giorno, centinaia di casi sanitari simulati, un modulo TAST e 70 esperti/osservatori da una cabina di regia. Ogni modulo EMT sarà composto da una struttura campale, materiali sanitari e sarà dotato di personale sanitario e logistico (30/40 unità).

L’iniziativa si inserisce in un ampio percorso coordinato e finanziato dalla Commissione Europea: ha lo scopo di verificare specifici aspetti della gestione di emergenze, che prevedano l’attivazione del meccanismo di protezione civile a livello europeo, in particolare, testando la capacità di risposta dei paesi coinvolti da tali simulazioni. Ma è soprattutto finalizzato alla stesura di protocolli di intervento delle strutture sanitarie, omogenei a livello internazionale, per garantire le attivazioni più efficaci e operative nelle diverse condizioni di emergenza campale. 

L’esercitazione si concluderà nella serata del 9 giugno con un social event che si svolgerà nella piazza di Arcevia, a cui parteciperanno tutti gli organizzatori, gli esperti, i team stranieri intervenuti e i volontari di protezione civile oltre che la popolazione di Arcevia e la mattina del 10 giugno è prevista la cerimonia di chiusura dell’evento, con la condivisione dei risultati esercitativi, il saluto a tutti i team partecipanti e la consegna degli attestati.

«Arcevia ha aderito con grande entusiasmo e consapevolezza a questo evento – ha spiegato il sindaco Dario Perticaroli – e tutta la popolazione, giovane e anziana, le tante associazioni hanno profuso il massimo sforzo per la migliore ospitalità e organizzazione di questa esercitazione. Oltre al significato in termini di cultura della prevenzione, sarà anche un’occasione di promozione turistica e di racconto delle eccellenze del territorio».

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Cumuli di rifiuti e detriti nella frazione di Pianello di Ostra, una delle più colpite dall'alluvione del 15 settembre 2022

Protezione civile, i sindaci chiedono di più

Cumuli di rifiuti e detriti nella frazione di Pianello di Ostra, una delle più colpite dall'alluvione del 15 settembre 2022
Cumuli di rifiuti e detriti nella frazione di Pianello di Ostra, una delle più colpite dall’alluvione del 15 settembre 2022

In occasione della 39a Assemblea annuale nell’ambito dell’appuntamento sul tema delle responsabilità dei sindaci in protezione civile, è stato presentato il primo Rapporto sulle attività della Protezione civile dei Comuni. Si tratta della prima indagine con la quale si è voluto approfondire lo stato dell’arte rispetto alle attività di protezione civile sul territorio.

Sono stati interpellati tutti i Comuni capoluogo di provincia e quelli con popolazione superiore ai 50 mila abitanti, che hanno fornito dati sugli addetti dedicati alle attività di protezione civile, automezzi a disposizione e modello organizzativo, coprendo rappresentano oltre il 32% della popolazione italiana (19 milioni di abitanti).

“Il quadro delineato dalla nostra indagine è sconfortante – è quanto afferma Paolo Masetti, sindaco di Montelupo Fiorentino e delegato Anci sulla materia – basti pensare che gli addetti della Protezione Civile sono appena lo 0,6% del totale dei dipendenti comunali, in media uno ogni 21 mila abitanti (ogni 33 mila nei comuni capoluogo) con 6 automezzi a disposizione, laddove un comune in media trova a dover far fronte in un anno a 77 allerte con 184 interventi, in totale nel 2021 i comuni intervistati hanno svolto oltre 26 mila interventi di Protezione Civile in oltre 11 mila allerte”.

“Da anni ormai sollecitiamo un’azione di governo e parlamento per dare dignità all’imprescindibile lavoro…

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Alluvione, sindaci delle valli Misa e Nevola: “Servono interventi tempestivi ed efficaci”

Eseguire al più presto tutti gli interventi di competenza ed adottare tempestivamente tutte le misure ed i chiarimenti indispensabili per fornire un aiuto concreto alle popolazioni così duramente colpite dal fenomeno alluvionale dello scorso 15 settembre. E’ questo il significato dell’appello lanciato da parte dei Sindaci dei Comuni di Arcevia, Barbara, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Ostra, Ostra Vetere, Senigallia, Serra de’Conti, Trecastelli con una serie di lettere indirizzate al Commissario Straordinario e Presidente della Giunta Regionale della Regione Marche Francesco Acquaroli, al Vice Commissario Straordinario Stefano Babini, all’assessore alla Protezione Civile Stefano Aguzzi, al Dirigente della Protezione Civile Stefano Stefoni ed al Prefetto di Ancona Darco Pellos. Numerose le criticità segnalate nelle istanze trasmesse dai Sindaci con particolare riferimento ai temi della viabilità, delle modalità di trattamento del legname trasportato dall’alluvione e del sistema di allertamento delle popolazioni.

Per quanto riguarda la viabilità i Sindaci sollecitano le competenti autorità regionali ad emanare nel più breve tempo possibile il provvedimento che nel corso dei recenti incontri con i Comuni si erano impegnate ad adottare e che concerne la chiara indicazione del soggetto attuatore degli interventi sulla viabilità ( strade, ponti etc.).
Altro provvedimento invocato dai Sindaci è quello finalizzato a stabilire in modo chiaro e formale le modalità di trattamento del legname trasportato dall’alluvione all’interno delle proprietà private e la gestione delle ingenti quantità di alberi abbattuti e in procinto di cadere lungo gli argini e all’interno degli alvei dei fiumi Misa e Nevola.

Le criticità forse più preoccupanti tra quelle segnalate dai Sindaci con le varie lettere inviate alle autorità regionali sono forse quelle riguardanti gli interventi urgenti da realizzare sugli alvei dei fiumi Misa e Nevola. Dopo ricordato come le materie della manutenzione dei fiumi e del sistema di allertamento della popolazione siano di esclusiva competenza regionale, i Sindaci hanno evidenziato che attualmente, come acclarato dalla stessa Protezione Civile, il sistema di rilevamento dell’acqua nelle aste fluviali del Misa e del Nevola non è in grado di accertare l’esatto quantitativo di acqua in alveo, dato indispensabile per salvaguardare ed accrescere la sicurezza della popolazione. Tale situazione è stata ulteriormente aggravata dall’alluvione del 15 settembre che ha radicalmente modificato la conformazione delle aste fluviali così come degli argini e del terreno circostante. Pertanto- proseguono i Sindaci nella loro nota- le Amministrazioni Comunali si trovano nell’impossibilità di svolgere quei compiti di monitoraggio in loco del livello dei fiumi assegnati loro dal Dipartimento di Protezione Civile Regionale, in quanto non dispongono in alcun modo di competenze, strumentazioni e risorse umane adeguate.

Alla luce della gravissima situazione esposta che determina la materiale impossibilità dei primi cittadini di tutelare efficacemente la sicurezza delle proprie comunità, i Sindaci chiedono con forza alle competenti autorità regionali di provvedere con urgenza alla messa in sicurezza dei fiumi Misa e Nevola e di approntare un sistema di rilevamento ed allertamento di valle funzionante e funzionale.

ANC Senigallia

Protezione Civile A.N.C. Senigallia: volontariato a servizio della comunità

Alice Tinti del Nucleo di Volontariato e Protezione Civile A.N.C. di Senigallia descrive ai microfoni di Radio Duomo – Inblu le attività di supporto alla popolazione svolte dall’associazione nel corso degli anni e quelle relative a questo periodo di emergenza sanitaria.

Il Nucleo di Volontariato e Protezione Civile A.N.C. (Associazione Nazionale Carabinieri) di Senigallia viene costituito circa vent’anni fa partendo dall’idea di alcuni carabinieri in congedo iscritti a questa associazione di voler essere in qualche modo utili alla comunità. Sempre rispettando l’ideologia e i principi dell’arma si è trovato a intervenire in scenari devastanti, quali il terremoto dell’Aquila nel 2009, dell’Emilia del 2012 e delle Marche nel 2016 ad Arquata del Tronto, con compiti di vigilanza e di sicurezza. Si è trovato e si trova a partecipare anche ad azioni di volontariato a supporto di organizzazioni e manifestazioni sportive, ricreative e culturali. Attualmente è impegnato con il Dipartimento di Protezione Civile Marche e con la sanità per contrastare la pandemia del Covid 19. Alcuni volontari hanno dato disponibilità anche per la consegna della spesa e la ricezione delle chiamate al numero verde, insieme alle altre associazioni. I componenti del nucleo, sia carabinieri effettivi e ausiliari che soci, familiari, simpatizzanti sono tutti iscritti all’Associazione Nazionale Carabinieri. Per contattarci è possibile consultare il profilo Facebook Protezione Civile – A.N.C. Senigallia, andare sul sito www.protcivancsenigallia.it oppure mandare una mail a info@protcivancsenigallia.it . a cura di Barbara Fioravanti