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Mobilitazione e cura “aprono” un punto d’ascolto: la lezione di Senigallia

E' stato inaugurato a fine settembre 2026 a Senigallia un punto d'ascolto dell'Erap Marche e dell'unione dei comuni "Le terre della marca senone"

E' stato inaugurato a fine settembre 2026 a Senigallia un punto d'ascolto dell'Erap Marche e dell'unione dei comuni "Le terre della marca senone"

E’ stato inaugurato nei giorni scorsi a Senigallia un punto d’ascolto promosso dall’Erap Marche. Lo sportello sarà un punto di riferimento per gli assegnatari di alloggi popolari. Non solo per quelli della spiaggia di velluto ma per tutte le vallate Misa e Nevola. Fin qui sembrerebbe una notizia di rilevanza limitata, seppur celebrata con taglio del nastro a cui hanno preso parte, oltre ai vertici dell’ente dorico, anche diversi sindaci del senigalliese. Qualcosa che interessa solo una porzione di cittadine e cittadini e non altri. In questo caso, invece, il valore di un traguardo istituzionale non si misura soltanto nel nastro tagliato, ma nel percorso che lo ha reso possibile. In particolare, nella capacità di trasformare una singola voce in un movimento strutturato.

Questa è la (breve) storia di cui abbiamo parlato a “20 minuti da Leone“. La trasmissione va in onda su Radio Duomo Senigallia (95.2 fm). La trovate dal lunedì al venerdì alle ore 13:10 e alle 20, il sabato alle ore 20 e la domenica alle 16:50. La puntata è disponibile in podcast anche qui, grazie al lettore multimediale.

La vicenda

Da diverso tempo vengono segnalate problematiche con gli alloggi popolari gestiti o di proprietà dell’ente regionale per l’abitare pubblico. Riscaldamenti o sistemi di condizionamento che non funzionano o che si guastano con frequenza; costi elevati e più alti del mercato libero; infiltrazioni e umidità; distacchi non solo di intonaci ma persino di caldaie e boiler; ritardi nelle manutenzioni; rimpallo di responsabilità. Situazioni che vengono registrate in più palazzine, anche recenti.

A Senigallia gli inquilini si sono mobilitati. Grazie al coordinamento del sindacato Sunìa di Ancona e dello spazio Arvultùra gli incontri e le assemblee hanno generato varie iniziative. Di fatto la comunità ha preteso un cambio di passo alle istituzioni, sostenendo che i diritti non sono concessioni calate dall’alto. La convinzione è che siano il risultato di una spinta democratica dal basso e di amministrazioni che non fanno più orecchie da mercante.

L’esito di questa vicenda – che piano piano ha portato innanzitutto alla mobilitazione consapevole, poi ad alcune manutenzioni e interventi e infine all’apertura del punto d’ascolto in via Capanna, proprio sotto un condominio Erap – evidenzia l’importanza di questi fattori. Da un lato ci sono le persone che prendono coscienza delle proprie necessità e degli strumenti, come la mobilitazione, per farsi sentire a vari livelli. Dall’altro ci sono gli amministratori disposti ad abbandonare le logiche dell’arroccamento per riallacciare il filo del dialogo, che si mettono innanzitutto all’ascolto e poi alla ricerca di soluzioni. Non basta, ovvio, ma queste sono due condizioni necessarie per poter arrivare da qualche parte.

I commenti

Nel servizio AUDIO di cui sopra, potrete conoscere i vari punti di vista. Quello delle realtà sociali promotrici della protesta, per esempio. Secondo Sunìa e Arvultùra, «senza la spinta dal basso e le lotte degli inquilini questo punto d’ascolto non sarebbe mai nato».
Per l’Erap Marche il presidente, Tommaso Fagioli, ha dichiarato di essere «su un binario giusto tra ascolto e rapidità di esecuzione». L’unione dei comuni “Le terre della marca senone” ha cercato di fungere da raccordo e facilitatore per trovare soluzioni concrete.

Dal canto suo il sindaco di Senigallia Massimo Olivetti ha fatto sapere di essere al lavoro al nuovo piano urbanistico generale (Pug) per «dare risposte sia a livello di emergenza abitativa sia anche per le giovani coppie». Anche i sindaci della’ambito territoriale sostengono questa posizione. Sono infatti convinti che «quando le istituzioni si mettono attorno a un tavolo per ascoltare i cittadini, i risultati arrivano e le risposte diventano fattibili».

Le sfide

Resta ora la sfida cruciale di far sì che il punto d’ascolto non rimanga un esercizio di facciata, ma si traduca in un modello strutturato di gestione del welfare pubblico. La partita aperta della’emergenza abitativa – evidenziata dalle quasi mille famiglie in attesa di un alloggio nei vari comuni della Marca Senone (bando 2021) – dimostra infatti che la tenuta sociale di un territorio si gioca sulla capacità di coordinare l’azione delle istituzioni con la vigilanza attiva della cittadinanza.

La lezione che arriva da questa vicenda è chiara: quando gli utenti superano l’isolamento e gli enti accettano il confronto senza barriere, la tutela della dignità e del diritto alla casa smette di essere una rivendicazione per diventare un cantiere di soluzioni concrete.

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