Skip to main content

Tag: alberi

Al via la stagione turistica: come si presenta la città di Senigallia? INTERVISTA AUDIO

Con l’avvio della bella stagione non poteva mancare un’intervista all’assessora all’ambiente, al verde e al porto di Senigallia, Elena Campagnolo. Con lei abbiamo cercato di fare il punto sui lavori di sistemazione del lungomare e della spiaggia di velluto, ma anche sulle alberature abbattute e quelle da ripiantare. Questioni ambientali, di vivibilità dello spazio cittadino, turistiche ma anche di decoro urbano si intrecciano dunque in questo audio che potete ascoltare venerdì 6 e sabato 7 giugno alle ore 13:10 e alle ore 20, ma anche qui in questo articolo grazie al lettore multimediale presente.

Estate e lavori

Campagnolo ha illustrato lo stato dei preparativi di Senigallia: si sta concentrando sulla manutenzione e sul decoro urbano, inclusi il taglio dell’erba nelle aree verdi, la potatura delle tamerici e la sistemazione delle siepi sul lungomare. Sebbene la stagione turistica sia già iniziata con diversi eventi e l’afflusso di visitatori, la preparazione della “spiaggia di velluto” procede tenendo conto delle condizioni meteorologiche che hanno rallentato la completa pulizia delle spiagge. Il fatto che siano ancora presenti i cumuli di sabbia da vagliare e i detriti da rimuovere ha suscitato in città qualche malumore.

Al porto

Se in spiaggia sono già arrivate le isole ecologiche e le griglie per il rimessaggio delle attrezzature dei bagnanti, discorso diverso è da fare invece per l’area portuale, in procinto di “ospitare” il mezzo per il dragaggio dell’avamporto, in cui il pescaggio è ridotto, inutile ai fini turistici e rischioso anche per gli operatori della pesca locale. Questi lavori, finanziati dallo Stato, dureranno circa dieci giorni e permetteranno l’ingresso a imbarcazioni di maggiori dimensioni senza impattare sul turismo: il materiale dragato – essendo non inquinato – verrà reimmesso in mare per il ripascimento.

Alberi e critiche

Lavori in corso a Senigallia per il taglio dell'erba nelle aree verdi della città

Senigallia possiede un patrimonio di oltre 30 mila alberi, quasi tutti censiti. L’assessora ha difeso la gestione, compresi gli abbattimenti, come quelli recenti su via Mercantini, perché motivati da perizie agronomiche sulla precarietà strutturale dei pioppi. Rispondendo alle critiche delle associazioni ambientaliste sulla trasparenza, Campagnolo ha affermato che c’è stato un dialogo iniziale e che, nonostante alcune incomprensioni, l’amministrazione ha scelto di procedere con gli interventi per riqualificare le vie e migliorare il decoro. Presenterà un bilancio delle piantumazioni e degli alberi abbattuti.

Riconoscimenti: bandiera blu e G20 spiagge

La città si è vista confermate le bandiere blu della Fee per la spiaggia e per l’approdo turistico, ma si può fregiare anche delle “spighe verdi” e del vessillo “eco schools” sempre in tema ambientale. Tra le iniziative per la sostenibilità ha annunciato la distribuzione di posaceneri in carta kraft per sensibilizzare i fumatori a non gettare mozziconi in spiaggia. Sul network G20 Spiagge, che riunisce le “città fisarmonica” che vedono triplicare la popolazione d’estate, Campagnolo si è detta ottimista considerandola un’opportunità per confrontarsi con realtà simili su temi cruciali come l’erosione costiera, gli spiaggiamenti e la gestione dei rifiuti estivi. All’orizzonte anche una legge nazionale per facilitare la gestione delle suddette tematiche nei centri del turismo che superano il milione di presenze.

Segui La Voce Misena sui canali social FacebookInstagramX e Telegram.

Verde urbano, la “corsa” del Comune di Senigallia tra lavori straordinari e manutenzioni – INTERVISTA AUDIO

Le operazioni di abbattimento degli alberi malati in viale dei Pini a Senigallia

Ambiente e verde urbano sono stati recentemente al centro del dibattito cittadino senigalliese per i motivi più diversi: dai lavori che hanno interessato alcune strade e quindi gli alberi che vi erano messi a dimora, fino agli interventi di somma urgenza per via dell’alluvione. Lo sfondo è sempre lo stesso: la ricerca di quell’equilibrio tra le esigenze del singolo e quelle della collettività tenendo però alta l’attenzione sulle necessarie tutele ambientali per fronteggiare il cambiamento climatico in atto. Per questo motivo abbiamo intervistato l’assessora all’ambiente e al porto del Comune di Senigallia Elena Campagnolo.

Per ascoltare l’intervista basterà cliccare sul tasto play del lettore multimediale, mentre per chi ama la lettura c’è di seguito la versione testuale.

A che punto è la revisione del piano del verde urbano?
Strutturiamo giorno dopo giorno il piano del verde, perché sappiamo dove interveniamo, quando e cosa si sta facendo. Stiamo facendo lavori ordinari e straordinari per metterci al pari rispetto ad alcune situazioni che ci son state lasciate. Poi la cosa è capitata anche a noi: vuoi per l’alluvione, la manutenzione ordinaria è stata un po’ tralasciata e ora recuperiamo terreno, andando a visionare tutte le strade, non solo quelle del centro storico ma anche delle frazioni. Dobbiamo sistemare quelle piante che devono essere curate, alcune abbattute e altre piantumate. Abbiamo però il quadro generale e sono soddisfatta del lavoro degli uffici comunali.

Si parla spesso di abbattimenti, ma ha qualche numero da darci?
Abbiamo piantumato decine e decine di esemplari e altre ne pianteremo il prossimo autunno per arrivare a circa 200 nuovi alberi.

Forse non è un numero altisonante che possa far notare la cosa al singolo cittadino.
Secondo me è un lavoro che il cittadino inizia a vedere, però si vedrà meglio nel corso degli anni, per ovvie ragioni. La piantumazione fatta nel lungomare o in viale Anita Garibaldi non dà ancora nell’occhio perché sembrano solo alberelli o cespugli: ma serve del tempo perché crescano e allora questo lavoro di potenziamento si mostrerà a tutti. Nel frattempo non vedo io alcun articolo sui giornali di lamentela per l’erba alta: evidentemente l’ufficio sta lavorando bene.

Elena Campagnolo
Elena Campagnolo

Una delle critiche su viale Anita Garibaldi era proprio che servirà troppo tempo, decenni, prima che si avranno effetti sulla qualità dell’aria, sull’ombreggiatura.
Come una persona giovane corre di più, anche una pianta giovane dà più ossigeno rispetto ad alcune anziane. Le critiche vengono spesso da chi non vede la prospettiva futura, ma la scelta dei pini fatta allora è dovuta ad altri fattori: non c’erano le macchine di oggi, né le esigenze di oggi, per esempio sul fronte disabilità o solo per la necessità di avere piste ciclabili. E poi bisogna dare la possibilità ai residenti di parcheggiare in zona, oltre che transitare su una strada che non sia una montagna russa. E poi i pini non sono nemmeno tra le piante che danno una migliore qualità dell’aria di altri alberi. Nel resto del viale il risultato sarà lo stesso.

Ma allora le critiche degli ambientalisti sul fatto che la giunta è per gli abbattimenti?
Noi non siamo per l’abbattimento sempre e comunque: se dall’ufficio mi dicono che l’albero può rimanere in condizioni di sicurezza, il pino rimane. Ma in alcuni casi si tratta di prendere le decisioni che devono essere prese.

Quali altri interventi sul verde urbano?
A fine estate interverremo sul lungomare Marconi, ancora non possiamo dire se ci saranno alberi o cespugli. Dove c’è la siepe spesso ci viene chiesto la rimozione perché è un ricettacolo di rifiuti e poi la sabbia si va a infilare sotto rendendo difficile la pulizia del lungomare. E poi interverremo in viale Anita Garibaldi, lungo lo Stradone Misa dove toglieremo le ceppaie rimaste a terra, ma essendo un argine dobbiamo attendere la Regione che ha operato finora in somma urgenza: dobbiamo capire come si muoverà d’ora in avanti. Poi interverremo noi. Così come a fianco del nuovo ponte Garibaldi, immagino che ci sarà del verde anche per mitigare l’impatto, ma per ora lasciamo lavorare i progettisti.

Segui La Voce Misena sui canali social FacebookInstagramX e Telegram.

Morro d’Alba, censimento degli alberi lungo i fronti delle strade

Alberi secchi e pericolosi a Senigallia
Alberi secchi, foto di repertorio

È in via di ultimazione, da parte di un agronomo incaricato dal Comune, il censimento di tutte le specie di alberi lungo i fronti stradali del territorio di Morro d’Alba. Il motivo? La sicurezza dei cittadini ma anche l’incolumità dei beni, pubblici e privati. Lo ha annunciato il Comune che ha anche indicato una categorizzazione suddivisa per colori.

Il tecnico incaricato dal Comune ha provveduto a indicare con il colore rosso le piante secche da abbattere; con il colore blu le piante per le quali è necessaria la rimonda del secco, una manutenzione di potatura per ripristinare le normali condizioni di sicurezza e evitare la caduta anche improvvisa di rami su cose e persone; infine è stato usato il colore giallo per indicare le piante infestate dall’edera che sono da attenzionare: una volta rimossa l’edera occorrerà verificare le condizioni della pianta.

«Occorre precisare – spiegano dal comune – che una volta rimossa l’edera la pianta potrebbe presentare la necessità di rimozione di rami secchi anche importanti. Inoltre una pianta non segnata, vicino ad altre segnate, che evidenzia seccume e/o edera, non esclude l’obbligo del monitoraggio del proprietario che ne è sempre il responsabile».

Troppe dunque le piante che non sono in condizioni di sicurezza e, di conseguenza, troppi i rischi che si corrono, soprattutto in giornate segnate dal maltempo come sempre più frequentemente accade. Ovviamente non tutte sono state interessate dall’iniziativa. «Quello che è stato fatto è segnalare le situazioni più importanti – continuano gli amministratori – Gli interventi delle piante segnalate possono essere attuati tutto l’anno, senza limiti temporali, ma per intervenire occorre presentare in Comune delle foto della pianta e una semplice comunicazione che si può scaricare dal sito».

Segui La Voce Misena sui canali social FacebookInstagramX e Telegram.
Scarica l’app da Google Play o da App Store.

Abbattimenti e ripiantumazioni: «Sindaco, li vogliamo ascoltare i cittadini?»

Ripresi i lavori per l'abbattimento dei pini in viale Anita Garibaldi a Senigallia

SENIGALLIA – Una lettera al sindaco Massimo Olivetti e agli assessori Elena Campagnolo e Nicola Regine per ribadire la propria posizione, ma anche rivolta alla cittadinanza per fare chiarezza circa gli abbattimenti di viale Anita Garibaldi e circa la loro sostituzione con altri tipi di piante, a siepe o ad albero.

Il viale, con i suoi alti pini – alcuni pericolanti come si è avuto modo di vedere negli anni – è certamente uno dei più caratteristici di Senigallia e i lavori per il rifacimento della strada hanno evidentemente eliminato questa sua caratteristica; un pregio che afferiva non solo alla dimensione estetica ma anche alla qualità dell’aria della zona e all’ombreggiatura, decisamente importante in queste annate sempre più calde. Di tutto questo se n’era parlato in un incontro di quasi due anni fa tra amministrazione comunale e associazioni ambientaliste, spiega il Gruppo Società e Ambiente, ma senza che si sia arrivati a un accordo. E questo su vari punti della strategia dell’amministrazione Olivetti.

«Nell’incontro i tecnici del Comune presenti hanno dapprima presentato la loro idea progettuale, che consisteva nel mettere a dimora al posto dei pini degli alberetti, quali l’oleandro allevato ad albero ed altre amenità del genere. Tale scelta sarebbe stata giustificata da aspetti tecnici presenti sul viale. Subito si è manifestata la netta contrarietà da parte delle associazioni presenti ad una scelta del genere, ben lontana dal sostituire degnamente ciò che si stava perdendo. Dimostrata successivamente la superabilità dei presunti problemi tecnici, si è iniziato a discutere in merito ad alberi veri».

Dalle perizie, su tutte quella dell’agronomo prof. Alberto Minelli, emergevano suggerimenti per le nuove specie da piantare. Nel dettaglio si elencavano alcune specie che secondo il Gsa potevano andare bene fatta qualche eccezione per la tipologia unita all’ubicazione della pianta. Dopo quel momento c’è stato solo un altro incontro, fanno sapere dal Gsa, giudicandolo «non molto costruttivo». Così come oggi si parla di inserire anche il pitosforo su cui vengono espresse più d’una perplessità, dati i progressi della botanica applicata al giardinaggio.

Altre criticità vengono riscontrate a Marzocca di Senigallia, dove la stessa problematica (l’abbattimento dei pini) è stata affrontata dai cittadini con una netta contrarietà, fatta eccezione per quei casi di alberi pericolanti. «Sono i residenti di via Capri che chiedono dialogo e reclamano di essere ascoltati – spiega Stefania Pagani, capogruppo di Vola Senigallia – come l’amministrazione accoglie sempre le richieste di abbattimento, chiedono che venga accolta la richiesta di non abbattimento, ma di tutela di questi alberi storici». Se è vero che per abbattere un albero esistono motivazioni certe e ben circostanziate, queste dovrebbero essere rese note, rendendo partecipi i cittadini. 

«Non si tratta di un servizio a “domanda individuale” perché i pini sono un bene comune della cittadinanza – continua Pagani che poi si rivolge al sindaco Olivetti per chiedere se ci sono altri programmi di abbattimento in corso. «Nel caso dica chiaramente qual è il reale progetto di ripiantumazione. Sindaco, questa volta li vogliamo ascoltare i residenti di via Capri? Vogliamo ascoltare le preoccupazioni e le rimostranze di questi cittadini?».

Segui La Voce Misena sui canali social FacebookInstagramTwitter e Telegram, oppure scarica l’app da Google Play o da App Store.

Scusate il ritardo

Ripresi i lavori per l'abbattimento dei pini in viale Anita Garibaldi a Senigallia

Al termine delle due lunghe querelle che hanno impegnato un buon numero di cittadini di Senigallia nella difesa di Villa Torlonia e dei pini di viale Anita Garibaldi, vicende terminate rispettivamente con l’abbattimento dell’una e di gran parte (per ora!) degli altri, alcune riflessioni saranno utili per non disperdere ciò che di buono si è fatto.

Una riguarda il valore dell’impegno civico per una cosa in cui si crede. Sapevamo che difficilmente ce l’avremmo fatta; pure abbiamo fatto il possibile per raggiungere lo scopo. Ne valeva la pena? La saggezza antica e l’arte della politica hanno sempre suggerito di non impegnarsi in battaglie che si sa già come andranno a finire; ma oggi quasi mi sento di dire che le sole battaglie che meritano di essere combattute – sto parlando di battaglie civili – sono quelle che quasi certamente non saranno vinte; perché sono quelle che aprono la via ai nuovi paradigmi.

Vediamo in dettaglio. In entrambe le vicende – della villa e dei pini – l’ostacolo più escludente che veniva opposto era quello dei tempi; e cioè che i comitati avevano le loro ragioni, ma purtroppo si eravano svegliati troppo tardi e non c’era più modo di cambiare direzione. Dove erano arrivati in tempo, invece, non aveva tempo il Tar.

A parte il fatto (qui penso alla Soprintendenza) che per dire la verità non è mai tardi, è proprio questo il passaggio più critico nelle due vicende: siamo arrivati tardi. Ma perché il più delle volte le class action dei cittadini arrivano in ritardo? Chi cercasse una risposta piena dovrebbe partire da lontano.

Per esempio da Aarhus 1998. Lì la convenzione internazionale sull’accesso alle informazioni, la partecipazione dei cittadini e l’accesso alla giustizia in materia ambientale, aveva stabilito che, appunto, in materia ambientale (e assumo quella storica come diversità culturale) le parti avrebbero potuto confrontarsi all’inizio del procedimento, e non a decisione assunta. Fin dall’atto del recepimento di quella convenzione, del resto, l’Italia aveva subito depotenziato questa istanza spostando accesso e partecipazione al termine del procedimento. Che novità?  – dicevano i sovranisti di allora – : da noi esistono già le leggi sulla trasparenza (D.L. 124 e 142) e le osservazioni ai piani!

Ma anche senza andare lontano non è difficile spiegarsi perché i cittadini arrivano sempre in ritardo e quindi vengono sempre respinti. Già nel 1991 il Consiglio Comunale di Senigallia all’unanimità aveva approvato il documento più importante: lo Statuto (download); e lo Statuto istituiva il referendum comunale. Qualcuno ha memoria di quanti referendum comunali (a parte quello consultivo su Morro che ci aveva imposto la Regione) sono stati fatti nei trendue anni ad oggi che sono trascorsi? Nessuno. Mai. Non è stato fatto nemmeno il regolamento per poterlo tenere.

Eppure nel primo atto deliberativo dei lavori nel viale Anita Garibaldi si trova scritto subito, in alto, che si tratta di lavori (comprendenti gli abbattimenti) che l’intera cittadinanza desidera e chiede. Come fanno a dirlo se non c’è stata consultazione? L’impressione sarà stata anche quella; ma è bastato che una persona aprisse una raccolta firme per accorgersi che la cittadinanza non era affatto unanime e concorde: chi guardava la strada, chi guardava i pini. E anche chi voleva farli convivere, e questi eravamo noi.

Si arriva tardi oggi, o anche non si arriva per niente perché ormai non esistono più canali e strumenti della partecipazione. Le varie consulte, le circoscrizioni, i circoli, le commissioni aperte… più niente che poco. Le associazioni sono citate solo quando conviene al citofono. Tutto chiuso. Eliminate perfino le bacheche. Restano i social, ossia le illusioni di contare qualcosa.

Ah ma noi abbiamo consultato la gente e fatto conferenze al Teatro Portone – ci vengono a dire. Appunto: dove le cose arrivano già approvate. 

di Leonardo Badioli

Segui La Voce Misena sui canali social FacebookInstagramTwitter e Telegram, oppure scarica l’app da Google Play o da App Store.

Alberi, «non più rinviabile un intervento organico di recupero del verde pubblico perduto»

Ripresi i lavori per l'abbattimento dei pini in viale Anita Garibaldi a Senigallia
Ripresi i lavori per l’abbattimento dei pini in viale Anita Garibaldi a Senigallia

Si è celebrata lo scorso martedì 21 novembre la giornata nazionale degli alberi e tradizionale ormai festa dell’albero. «Nella nostra città assistiamo da tempo ad abbattimenti continui di alberi, con le motivazioni più varie, elementi che sono indispensabili alla salute di tutti e al mantenimento della buona qualità di vita a Senigallia – interviene Il gruppo società e ambiente. Su questo fronte purtroppo non rileviamo cambiamenti di visione e politica dagli anni passati».

Secondo il Gsa, infatti «importanti polmoni verdi della città sono stati cancellati o impoveriti, con conseguente aumento della superficie cementificata e impermeabilizzata, e con la creazione di isole di calore sempre più ampie. Ci sembra il momento giusto per parlare degli alberi di questa città, soprattutto di tutti quelli che aspettano ancora essere impiantati a sostituzione dei mancanti con esemplari adeguati alle funzioni di cui abbiamo bisogno (ombra, purificazione dell’aria, assorbimento acqua piovana, biodiversità) e di buona qualità. Riteniamo non più rinviabile un intervento organico di recupero del verde pubblico perduto, nonché di un suo potenziamento».

Segui La Voce Misena sui canali social FacebookInstagramTwitter e Telegram, oppure scarica l’app da Google Play o da App Store.

Ripreso l’abbattimento dei pini in viale Anita Garibaldi dopo l’ok del Tar Marche – INTERVISTA

Ripresi i lavori per l'abbattimento dei pini in viale Anita Garibaldi a Senigallia

Sono ripresi i lavori per l’abbattimento di 23 pini in viale Anita Garibaldi, dopo che il Tar Marche ha dato il via libera al taglio delle piante. Nonostante sulla questione procedurale si esprimerà solo il prossimo 10 gennaio 2024, intanto ha disposto la possibilità di riprendere le operazioni che erano state sospese. Attività propedeutiche all’intervento di riqualificazione dell’intero viale che caratterizza il quartiere Portone.

Non sono bastate dunque le proteste di cittadini, associazioni ambientaliste e politici di Senigallia per fermare l’annientamento delle piante e discutere anche di altri aspetti come l’assorbenza delle acque piovane del terreno in zona dopo la nuova asfaltatura: il cantiere è ripreso nel pomeriggio di giovedì 26 ottobre.

Ne abbiamo parlato con l’assessore ai lavori pubblici Nicola Regine e con una residente del viale, Cristina Giombetti, i cui pareri possono essere ascoltati nell’intervista audio qui sotto.

Segui La Voce Misena sui canali social FacebookInstagramTwitter e Telegram, oppure scarica l’app da Google Play o da App Store.

«Giunta Olivetti ha fallito su alberi e ascolto»

Viale Anita Garibaldi

Sulla vicenda dell’abbattimento degli alberi in viale Anita Garibaldi, poi sospeso d’urgenza dal Tar in attesa che si riunisse la camera di consiglio per decidere se legittimo o meno, si inserisce anche il Pd senigalliese che accusa il sindaco Olivetti di aver fallito sia in tema di ambiente che nell’ascolto della città.

«Al di là della legittimità o meno che resta da verificare e sulla quale non entriamo nel merito, diversamente si può fare sulle modalità con le quali l’Amministrazione sta conducendo questo tema. Sono da poco passati tre anni dall’insediamento del Sindaco Olivetti, il quale, ricordiamo, è stato anche membro di un’importante associazione ambientalista della nostra città. Tra le grandi promesse non mantenute da questa Giunta c’è proprio il coinvolgimento della società civile e, nel caso di specie, delle associazioni ambientaliste» sostengono dall’unione comunale del Partito Democratico.

Tutti ricorderanno che uno dei cavalli di battaglia elettorali delle liste collegate all’attuale sindaco Olivetti era proprio l’ascolto della città. Un cambiamento in positivo perché Olivetti e altri esponenti accusavano il centrosinistra, fino ad allora al governo di Senigallia, di aver fatto come voleva. «Ma a tre anni di mandato possiamo constatare che così non è stato- continua il PD -. Anzi, oltre a non essersi mosso nulla, la situazione è oltremodo peggiorata. Ciò è confermato dalle numerose proteste di cittadini, diversi dei quali sono ricorsi anche per vie legali. Anche in questa occasione, dunque, il Sindaco Olivetti ha dimostrato che le proteste da lui sostenute nei confronti delle amministrazioni di centrosinistra precedenti erano fine a se stesse, strumentali al solo fine elettorale».

Da via Armellini spiegano infine che le alberature hanno bisogno di manutenzione, mentre la versione della giunta Olivetti è che le piante devono essere abbattute: «La destra sta portando avanti una narrazione che identifica negli alberi, in particolare nei pini, una minaccia che si può sventare soltanto con l’abbattimento degli stessi. Forse ai più della maggioranza sfugge che un albero ha bisogno di manutenzione, perché è naturale che se un pino, che magari già da tempo risulta molto pendente, ha una chioma troppo pesante, inevitabilmente prima o poi cadrà. La smetta, dunque, l’amministrazione di giustificare ogni tipo di abbattimento con la motivazione della sicurezza ed inizi, dopo anni di promesse, a dire ai cittadini quali sono i loro progetti» concludono dal Pd di Senigallia.

Segui La Voce Misena sui canali social FacebookInstagramTwitter e Telegram, oppure scarica l’app da Google Play o da App Store.

Senigallia, sospeso l’abbattimento dei pini in viale Anita Garibaldi

Lavori in viale Anita Garibaldi

Dalle proteste al ricorso al Tar, alcuni cittadini di Senigallia sono riusciti a fermare per ora l’abbattimento di oltre 20 pini in viale Anita Garibaldi. L’annuncio arriva dal tribunale amministrativo regionale che deciderà il prossimo 25 ottobre sulla vicenda: intanto ha ordinato la sospensione dei lavori.

La vicenda

In viale Anita Garibaldi è da tempo attivo un cantiere per la riqualificazione di un primo tratto, da via Capanna a via Mercantini: i lavori sono quasi terminati, manca l’asfaltatura finale, la messa a dimora di nuove piante, la segnaletica, i marciapiedi, ma il grosso dell’intervento è concluso. All’orizzonte si deve però avviare il secondo stralcio, quello relativo al risanamento conservativo nel tratto compreso tra via Mercantini e corso Matteotti.

Le proteste

Alcuni cittadini nei giorni scorsi avevano impedito i lavori di abbattimento di 23 pinus pinea, gli alti alberi che danno ombra e frescura al viale ma che hanno causato anche ingenti danni tra interventi di rifacimento dell’asfalto rovinato dalle radici e crolli di intere piante, anche sulle case. Le proteste hanno portato a un rinvio dei lavori.

Il tar

Dopo il rinvio disposto dal sindaco per calmare la situazione che aveva visto l’intervento delle forze dell’ordine, è arrivato il parere del Tar Marche. Il tribunale amministrativo regionale ha ordinato la sospensione dei lavori per permettere che il Collegio decida sul tema, rinviando tutto al prossimo 25 ottobre, data molto vicina e che non incide sui finanziamenti al progetto arrivati grazie al Pnrr. Una misura cautelativa motivata così: “l’esecutività degli atti impugnati (ordinanze, delibere, progetti  del Comune di Senigallia, Ndr) consente l’immediato abbattimento delle alberature site ai lati del Viale Anita Garibaldi, vanificando in maniera irreversibile l’interesse fatto valere dalle parti ricorrenti, prima della celebrazione della camera di consiglio, sia pure fissata entro i brevissimi termini imposti dalla vigente normativa, per la trattazione collegiale dell’istanza cautelare, sicché al fine di garantire l’effettività della tutela giurisdizionale, e di consentire un ulteriore approfondimento – rispetto alla cognizione sommaria propria della fase cautelare monocratica – delle problematiche giuridiche sottoposte all’esame del Tribunale con l’impugnativa, e con le difese prospettate dalle parti resistenti, è necessario disporre la provvisoria sospensione dell’esecuzione degli atti impugnati”.

Sostieni La Voce Misena: seguici sui canali social FacebookInstagramTwitter e Telegram, oppure scarica l’app da Google Play o da App Store.

Crollati due pini in via Rossini a Senigallia, nessun ferito

I due pini caduti in via Rossini a Senigallia
I due pini caduti in via Rossini a Senigallia

Ennesimo crollo di pini in città, il che ripropone il tema della manutenzione degli alberi. È successo nel tardo pomeriggio di ieri, domenica 14 maggio, in via Rossini teatro di due abbattimenti nella giornata di venerdì scorso. Questa volta i due alberi sono crollati, appoggiandosi sul muretto sull’argine del fiume Misa. Uno di essi è finito con la chioma in acqua.

Del fatto ha dato notizia la stessa amministrazione comunale attraverso i canali social del sindaco Massimo Olivetti. «Poco fa sono caduti, uno dietro l’altro, due pini che si trovavano nell’area adiacente il vecchio lavatoio comunale in Via Rossini. Uno dei due ha la chioma nell’alveo ed è rimasto appoggiato nel muretto dell’argine».

Sul posto sono intervenuti subito i vigili urbani, il personale della protezione civile ed i vigili del fuoco del distaccamento di Senigallia. «Anche io mi sono recato sul posto ed ho dato disposizione di rimuovere l’albero dal fiume» continua il sindaco.
L’area rimarrà transennata fino a conclusione delle operazioni che richiederanno diverse ore, sostiene l’amministrazione comunale senigalliese da tempo alle prese con le alberature della città.

Molte di esse richiedono la sostituzione perché malate, a dirlo sono le relazioni degli agronomi, analisi condotte dall’ufficio verde assieme all’università bolognese; altre invece necessitano di manutenzione che secondo le associazioni ambientaliste non è stata sempre in primo piano in questi anni.

Il grave fatto, avvenuto peraltro in assenza di condizioni meteorologiche particolarmente avverse, ripropone il tema della cura, spesso solo sbandierata, ma soprattutto della sicurezza delle persone e delle cose. Lungo lo stradone Misa un grosso pino cadde un paio di anni fa su un’auto in transito ferendo il conducente. Solo per fortuna è in grado di raccontare la brutta esperienza. Ma nessuna città si può permettere episodi simili.

Registrati sul sito per leggere tutte le notizie e scarica l’app de La Voce Misena l’app da Google Play o da App Store.

Completamente sradicato dal terreno il pino crollato domenica 14 maggio in via Rossini a Senigallia
Completamente sradicato dal terreno il pino crollato domenica 14 maggio in via Rossini a Senigallia

Alberi tagliati lungo lo stradone Misa: dopo le critiche arriva anche l’esposto alla Procura di Ancona

Il taglio degli alberi lungo lo stradone Misa, a Senigallia, avvenuto a pochi giorni dall'alluvione del settembre 2022
Il taglio degli alberi lungo lo stradone Misa, a Senigallia, avvenuto a pochi giorni dall’alluvione del settembre 2022

Tanto tuonò che piovve. Dopo la serie di critiche per il taglio degli alberi lungo lo stradone Misa a pochi giorni dall’alluvione (settembre 2022), arriva anche l’esposto in Procura della Repubblica. Un esposto di 19 pagine e 15 allegati: alcuni cittadini riuniti in un Comitato spontaneo per la Difesa degli Alberi in Città, si sono rivolti alla Procura di Ancona in merito all’«atterramento dell’intera alberatura dello Stradone Misa e di numerose essenze arboree in altre parti del centro urbano di Senigallia».

I cittadini vogliono vedere chiaro sulle decisioni prese «da qualche tempo a questa parte» nei confronti di «un numero altissimo di alberi singoli – lecci, pini, querce, tamerici – e di interi viali», abbattuti «per opera e commissione dell’amministrazione comunale». Mentre in qualche caso gli interventi erano stati presentati e spiegati alla popolazione e alle associazioni cittadine interessate al verde urbano, altri «sono avvenuti come di sorpresa, anche nottetempo, con motivazioni appena accennate o nemmeno discusse». Il comitato spontaneo di ambientalisti vuole essere certo quindi che siano state rispettate le normative.

Da qui alcune domande: «Il filare di alberi abbattuti lungo il fiume insistevano nell’area demaniale.  È stata chiesta l’autorizzazione all’ufficio competente? In particolare, visto il supplemento seguito dopo solo 3 giorni, a modifica della relazione precedente dell’agronomo, per il quale tutti i pini e non solo quelli primariamente segnalati come instabili erano ammalorati, la mano del tecnico è stata forzata affinché questi indicasse la necessità di abbatterli tutti in due notti? L’autorizzazione all’abbattimento riporta inesattezze sul numero di alberi da abbattere e sulla data di emissione. Perché? A chi giova tutto ciò, stante il depauperamento del patrimonio pubblico? Questi ed altri simili quesiti, se confermati, descriverebbero gravi inosservanze delle norme vigenti», concludono i cittadini.

Dal canto suo, l’assessora all’ambiente Elena Campagnolo aveva, proprio sul tema, confermato a La Voce Misena i sopralluoghi degli agronomi e le relazioni pubbliche. «Sono stati tolti perché l’alluvione ha eroso sia l’argine che la base degli alberi. Subito dopo l’esondazione che ha assottigliato gli argini, sono state riversate nei pressi delle piante enormi quantità di rifiuti, fanghi e detriti: durante la rimozione alcune radici sono state tagliate e strappate dai mezzi, quindi non erano più stabili. Se poi consideriamo anche che il terreno argilloso non consentiva l’ospitalità a tali grosse piante, si capiscono i motivi alla base di tale decisione». E sulla tempistica quantomeno frettolosa, sempre Campagnolo aveva detto di aver «preferito effettuare i lavori quando ancora il viale era chiuso per le operazioni di pulizia post alluvione. In alternativa avremmo dovuto riaprire e poi richiudere lo Stradone Misa, gravando nuovamente sulla cittadinanza, cosa che abbiamo evitato in un momento come questo». 

Ma «lo stradone Misa – era la rassicurazione – verrà ripiantumato; cercheremo una specie adatta al terreno argilloso, non certo i pini che lì non potevano proprio starci» ha concluso l’assessora all’ambiente.

Registrati sul sito per leggere tutte le notizie e scarica l’app de La Voce Misena l’app da Google Play o da App Store.

Lo stradone Misa a Senigallia senza più gli alti alberi che lo caratterizzavano
Lo stradone Misa a Senigallia senza più gli alti alberi che lo caratterizzavano (ottobre 2022)

Giù i pini malati tra le proteste delle associazioni. Il Comune: «Per anni nessuna cura agli alberi»

Le operazioni di abbattimento degli alberi malati in viale dei Pini a Senigallia
Le operazioni di abbattimento degli alberi malati in viale dei Pini a Senigallia

Giù gli alberi tra le proteste in viale dei Pini, dove l’amministrazione comunale ha dato avvio all’operazione di potatura e abbattimento delle piante malate. Una situazione che si è venuta a creare dopo anni di scarse manutenzioni e cure ai caratteristici pini che danno il nome al viale tanto che si sono registrati anche diversi crolli. Immediate però le proteste delle associazioni ambientaliste che hanno gettato l’allarme sull’impoverimento della città di Senigallia per quanto riguarda il verde pubblico. 

A tal proposito, il Gruppo Società e Ambiente – l’organizzazione di volontariato di Senigallia che da anni si batte per una “senigallia verde” – ha scritto agli amministratori cercando di trovare soluzioni alternative ma nel frattempo ha lanciato una petizione che in cinque giorni ha superato le 830 firme.

Giovedì pomeriggio, 16 febbraio, si è svolto un incontro tra amministratori e associazioni ambientaliste: i primi hanno ribadito la necessità di procedere a tali interventi per ridurre i rischi di crolli e cedimenti (già verificatisi) in una strada ormai divenuta importante per la viabilità cittadina; dall’altro lato, Gsa, Confluenze, Italia Nostra e vari cittadini si sono esposti per lamentare la progressiva riduzione del verde, chiedendo una maggior tutela anziché l’abbattimento delle piante.

Elena Campagnolo
Elena Campagnolo

«Non abbiamo mai chiesto di non occuparsi di eventuali alberi pericolosi, ma di essere trasparenti sulle modalità con cui sono stati individuati e valutati tali» spiegano dal Gsa. Il nodo infatti non è lasciare che le piante – se poco o per nulla curate – crollino in strada rischiando di colpire qualcuno o danneggiare auto e case ma quello di «adottare una modalità diversa di gestione del verde pubblico, che sia finalizzata davvero alla tutela del patrimonio ambientale, e che sia partecipata e condivisa con la cittadinanza».

A loro ha replicato l’assessora all’ambiente Elena Campagnolo (in FOTO), nell’audio che potete ascoltare qui sotto.

Scarica l’app de La Voce Misena da Google Play o da App Store: è gratis