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Tag: animali

Specie aliene o invasive nelle Marche: a chi o cosa dobbiamo prestare attenzione?

Liberare le tartarughine comprate alla fiera (dove ancora è possibile acquistarle) è un gesto “naturale” o rischia di mettere a repentaglio l’ecosistema locale? Il granchio blu da dove arriva? E’ una specie “aliena”? E perché dobbiamo occuparci del gambero rosso della Louisiana o del lupo, rivolgendoci a personale esperto? Sono queste alcune delle domande che abbiamo posto alla dottoressa Noemi Pollonara, educatrice ambientale alla riserva naturale Ripa Bianca di Jesi, reduce da un recente incontro a Marina di Montemarciano che si è tenuto lo scorso 17 gennaio in collaborazione con WWF e Regione Marche, per parlare appunto di specie esotiche invasive nelle Marche. Ecco l’audio integrale dell’intervista insieme a un estratto testuale.

Che cosa si intende per specie invasive? Di che cosa parliamo?
Parliamo di specie esotiche o anche specie aliene che sono tutte quelle specie che sono state spostate diciamo dal loro areale di origine e portate in Italia, nel caso nostro, dall’uomo. Quindi c’è sempre un’azione dell’uomo alla base, volontariamente o accidentalmente. Tra queste specie esotiche o aliene, quindi che sono originarie di un altro posto, vi rientrano anche alcune che per noi sono molto familiari, come per esempio il pomodoro, le patate, che sono americane. Però ce ne sono alcune che quando arrivano in Italia poi diventano invasive: significa che creano dei problemi alla biodiversità autoctona, quindi alle specie sia animali che vegetali che già erano presenti nel nostro territorio, agli ecosistemi, e possono anche creare dei problemi alla salute umana, quindi magari trasmetterci delle malattie, e alla fine poi tirando le somme comunque creano anche un danno economico abbastanza rilevante. 

Ed è un grande problema…
È importante che le persone conoscano questo problema perché in realtà molte persone nemmeno nemmeno lo sanno, perché a volte con dei semplici comportamenti noi possiamo evitare magari la diffusione di alcune specie, ecco, oppure l’introduzione di specie nuove.

Parliamo quindi di importazioni degli animali legate alla vendita, al commercio?
Alcuni animali sono stati portati volontariamente per il mercato alimentare, come il gambero rosso della Louisiana, che è un gambero d’acqua dolce e viene dall’America, è stato portato per essere allevato e poi per essere mangiato banalmente. Un altro esempio sono le nutrie, portate in Italia per essere allevate e per fare la pelliccia, quella che si chiamava di castorino. E poi ci sono tante altre specie che invece sono state portate accidentalmente, cioè sono state portate senza accorgersi sostanzialmente. Degli esempi sono il punteruolo rosso, di cui si parlava tanto magari qualche anno fa, che è quell’insettino rosso parassita delle palme arrivato proprio con il commercio delle palme; un altro esempio è la zanzara tigre che è arrivata in questo modo involontariamente, facendo le uova e le larve nell’acqua trasportando dell’acqua stagnante. Oppure il granchio blu, un granchio di mare che ormai è abbastanza famoso, arrivato involontariamente dall’America, cioè le uova e le larve sono state trasportate con le acque di zavorra delle navi. 

Noemi Pollonara
Noemi Pollonara

E le piante? Anche quelle sono arrivate involontariamente?
Vale lo stesso discorso. Alcune piante sono arrivate involontariamente, perché magari i semi contaminavano la lana delle pecore, quindi commerciando la lana non era perfettamente pulita, alcune piante sono arrivate e sono diventate invasive, tipo il senecione sudafricano che è una margheritina contaminante e può creare dei problemi quando diventa invasiva per esempio nei pascoli perché è tossica. 

C’è un rischio per l’uomo?
Potrebbe esserci un rischio per l’uomo, diciamo che comunque queste specie creano dei danni nei vari servizi ecosistemici, quindi comunque alla fine l’uomo ne riceve un danno indiretto. Il rischio diretto di infezione da animale all’uomo è molto basso, non è quello diciamo il problema principale, non è una minaccia diretta all’uomo, si parla di altri tipi di danni insomma. 

Perché diventano invasive queste specie?
Hanno un vantaggio nell’ambiente in cui arrivano e sulle specie autoctone, riescono a diffondersi e a riprodursi velocemente e ad occupare il territorio.

Che soluzioni?
L’Unione Europea ha stabilito appunto attraverso questi regolamenti una lista delle specie più pericolose, di cui ha vietato il commercio, l’allevamento, la liberazione. Queste leggi poi sono state recepite dall’Italia che le ha applicate. Per esempio a ripabianca abbiamo fatto l’anno scorso, nel 2024, un monitoraggio e delle attività di controllo di principalmente due specie che sono presenti qua nella riserva, che sono la testuggine palustre dalle orecchie rosse e il gambero rosso della Louisiana. Abbiamo fatto proprio delle attività di cattura, perché sono delle specie appunto che troviamo ovunque e che minacciano la fauna, soprattutto in questo caso la fauna autoctona.

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Cani: la loro corretta gestione per evitare problemi (e goderseli a pieno)

Gabria Pierfederici
Gabria Pierfederici con il pastore belga Malinois

Come gestire correttamente un cane in modo che non sia un problema né per sé per gli altri animali? Quali razze scegliere in base alle proprie capacità? Ci sono razze davvero pericolose? Oppure: vorrei un cane da adottare ma non so se fidarmi di quelli che sono stati in canile. Saranno più soggetti a problematiche rispetto ad altri? Queste sono solo alcune domande che molto spesso trovano risposte solo dagli amici, solo per sentito dire, mentre servirebbe interpellare qualche esperto. Così è nata questa intervista a Gabria Pierfederici, addestratrice cinofila Enci e istruttrice per cani da soccorso in superficie, attività che svolge per il nucleo di volontari di protezione civile Falchi della Rovere di Senigallia. Potete ascoltarla cliccando sul tasto play del lettore multimediale.

Chi si rivolge a te e che problematiche sono più frequenti?
Tutte le persone, di ogni età, che hanno problemi con i propri cani: da quelli morsi dal proprio animale fino a quelli che vogliono solo migliorare un aspetto nell’addestramento, passando per coloro che non riescono a fare una passeggiata “tranquilla”. Molte delle problematiche arrivano però da una non adeguata gestione degli animali da parte dei proprietari. Ovviamente dipende anche dalle razze.

Ci sono delle razze più problematiche di altre?
Alcune pretendono più attenzione e conoscenza delle loro caratteristiche. Come il mastino tibetano o il lupo cecosclovacco. Rischi di non sapere dove sbattere la testa.

Poi ovviamente dipende anche dal tempo che passi con l’animale…
Certo non puoi pretendere che se rimani 12 ore al lavoro poi quando torni a casa il cane sia tranquillo. Ha bisogno di un rapporto costante, ecco perché è impegnativo, ma in generale ogni cane ha bisogno di attenzioni durante tutto il giorno.

Quali razze sconsiglieresti a chi è alle prime armi?
Forse il Golden Retriever è più gestibile rispetto ad altre razze ma comunque attenzioni ne richiedono tutte. Sicuramente non consiglierei il mastino, il Malinois, il lupo cescoslovacco, il maremmano e tutti i cani da guardianìa. Si rischia di non avere quelle attenzioni che il cane richiede e arrivare allo scontro.

Possono aggredire il proprietario?
Potrebbero. Ma ci sono diversi segnali di stress o di attenzione che il cane lancia prima di arrivare all’estremo, come per esempio girare le spalle ad altri animali o persone: significa chiudere ogni possibilità di dialogo. Poi sta al proprietario conoscerli e rispettarli. Se si forza la mano, poi dopo, potrebbe arrivare anche il morso.

Basta conoscere il proprio cane per evitare problemi?
Bisognerebbe avere delle competenze che vanno oltre il proprio cane e che in generale riguardano altre informazioni come le caratteristiche degli animali, le regole da rispettare per una corretta conduzione a passeggio, i segnali di stress o quelli calmanti… Può servire farsi seguire da un esperto in modo da non dover cambiare strada quando si incontrano altri animali.

I cani che sono stati in canile hanno normalmente più problemi rispetto ad altri?
No, sfatiamo il mito. Ci sono cani che usciti dal canile hanno cambiato completamente vita, sono tranquillissimi e sono gestibili da tutti o comunque non danno più problemi rispetto ad altri.

Servono tanti incontri per risolvere i problemi nel rapporto col proprio cane?
Normalmente no, però i padroni devono essere collaborativi e seguire i consigli anche in casa, perché sono loro che poi ci vivono assieme durante il giorno, al di fuori quindi dell’incontro o della lezione.

E il corso per il patentino promosso dal Comune di Senigallia? A cosa serve?
Secondo me sono molto utili e fortunatamente vi partecipano non solo coloro che vi sono obbligati. L’intera popolazione si sta interessando a questa iniziativa e qui c’è una buona consapevolezza. Alcuni degli ultimi partecipanti nemmeno hanno un cane e quindi si informano su cosa significhi avere un cane, che necessità abbia. Danno una buona informazione e formazione.

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Senigallia si prepara per la bella stagione: partiti i lavori di sistemazione e pulizia dell’arenile

Partiti i lavori di sistemazione e pulizia della spiaggia di velluto di Senigallia

La spiaggia di Senigallia è in questi giorni sotto i ferri per rifarsi il look. Sono partiti e proseguiranno almeno fino al prossimo mese i lavori di sistemazione e pulizia dell’arenile, da nord a sud, in vista dell’imminente stagione balneare in partenza il 10 maggio. Lavori che si stanno concentrando in alcune zone più centrali ma che riguarderanno in queste sei settimane – le due già passate più le prossime quattro – tutti i 14 km di spiaggia da Cesano a Marzocca.

Proprio nei due rami di lungomare, ponente e levante, sono in azione due vagliatori (in FOTO quello a Cesanella): si tratta di macchinari che separano la sabbia dagli altri materiali, come plastiche, metalli, tronchi, rami e detriti, anche di ridotte dimensioni. Caratteristici di questo periodo sono infatti i cumuli di sabbia o rifiuti affiancati sparsi un po’ di alcune, limitate, zone di arenile. Forse non un bello scenario per quanti si sono recati al mare in questi giorni ma necessario per poter portare avanti i lavori in tempo. Al momento non si può parlare di “corsa” come accaduto nelle passate stagioni primaverili, se non altro perché a oggi non ci sono stati grandi eventi meteorologici che hanno messo in discussione il calendario dei lavori di sistemazione.

Dunque mezzi pesanti in azione sulla spiaggia per ripulirla ma anche per rimuovere le dune – la fascia artificiale a protezione della parte “alta” dell’arenile – che vengono realizzate tra ottobre e novembre, prima dell’inverno, per evitare danni ai box che vengono lasciati nel resto dell’anno o che venga portata via dalle mareggiate gran parte della spiaggia. L’erosione non è infatti un fenomeno isolato in alcuni tratti della costa adriatica, ma riguarda un po’ tutta Italia e Senigallia non è da meno, anche se in certe zone è più accentuata. Come la porzione centrale tra molo e rotonda, dove la duna verrà rimossa per ultima.

Una buona notizia per chi ha un cane è che diversi stabilimenti balneari – circa una dozzina – hanno chiesto l’autorizzazione a creare delle aree ad hoc per gli animali d’affezione. Non potranno fare il bagno però, ma soltanto accedere alla spiaggia. Gli unici due stabilimenti dove i quattrozampe potranno entrare in acqua sono dislocati uno a ponente e l’altro a levante, per questioni di igiene pubblica.

C’è infine la novità che riguarda l’installazione di nuovi bagni – intesi come servizi igienici – a disposizione dell’utenza del lungomare e del porto. Quelli nell’area portuale sono in fase di realizzazione, anche se le riprese della serie tv con Marco Bocci hanno portato a un temporaneo stop ai lavori: i lavori riprenderanno tra pochi giorni; per quelli sul lungomare, sia nord che sud, si tratterà di una sostituzione, a cominciare da quelli più datati e in peggiori condizioni.

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Se il mare si scalda ancora

Il granchio crocifisso o charybdis feriata (Credits: Fabio Grati, Cnr-Irbim)
Il granchio crocifisso o charybdis feriata (Credits: Fabio Grati, Cnr-Irbim)

Dopo il granchio blu dell’oceano Atlantico e poi quello dell’oceano Indiano, ecco che il mare Adriatico viene raggiunto da un’altra specie aliena: il granchio crocifisso, Charybdis feriata. Il rinvenimento è avvenuto a largo delle coste di Senigallia grazie a un pescatore artigianale durante le operazioni di routine. A darne l’annuncio sono alcuni ricercatori dell’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine del Consiglio nazionale delle ricerche di Ancona (Cnr-Irbim), presso il cui laboratorio è stato portato l’esemplare per essere sottoposto ad ulteriori studi. Si tratta di un «ritrovamento significativo, in quanto questa specie è originaria delle acque tropicali e subtropicali dell’oceano Indiano e Pacifico» spiegano gli studiosi.

Diverse settimane fa c’era stato il ritrovamento del granchio blu originario delle coste atlantiche americaneCallinectes sapidus – che ha recentemente invaso le principali aree di produzione dei molluschi bivalvi dell’Adriatico con severi impatti ecologici ed economici nelle regioni del Veneto e dell’Emilia Romagna; un mese fa circa è stata dimostrata la presenza nell’Adriatico di una seconda specie di granchio blu, il Portunus segnis, originario del mar Rosso e dell’oceano Indiano occidentale. Ora questa terza specie di granchio nuotatore alieno, il cui primo rinvenimento nel Mediterraneo avvenne nel 2004 al largo di Barcellona.

Che si stesse espandendo colonizzando alcune aree era noto, ma finora esistevano pochissimi avvistamenti: uno nel golfo di Genova nel 2022 e prima a Livorno nel 2015, sempre vicino a grandi porti. Il che significa che è il trasporto navale il vettore che ha reso possibile l’arrivo sulle coste italiane. Al momento «considerate le caratteristiche ecologiche del granchio crocifisso e la sua tolleranza termica – spiegano dal Cnr-Irbim di Ancona – non riteniamo che ci sia il rischio di un’invasione di questa specie in Adriatico. Sappiamo, tuttavia, che l’attuale aumento delle temperature sta favorendo il successo di specie tropicali invasive». 

Il fenomeno verrà monitorato ma è un chiaro segnale non solo del surriscaldamento dei nostri mari, Adriatico e Mediterraneo in primis per la loro limitatezza. Non si tratta dell’unico ritrovamento di specie aliene – sì il termine fa un po’ sorridere ma di questo si tratta -, anzi la lista di animali che sono stati introdotti nel mare nostrum è decisamente lunga e grazie alla collaborazione con i pescatori è possibile avere il polso della situazione. Di certo è un evento da tenere in alta considerazione per le possibili gravi ripercussioni nell’habitat di destinazione, potendo soppiantare altre specie autoctone, ma anche come campanello d’allarme del surriscaldamento globale.

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Senigallia, canile e oasi felina allagata due volte in otto mesi: passeggiata e raccolta fondi

Il canile rifugio e oasi felina di Senigallia alluvionato nel 2022 e 2023
Il canile rifugio e oasi felina di Senigallia alluvionato nel 2022 e 2023

Non si fermano le iniziative post alluvione del 15 settembre 2022, quando l’acqua dei fiumi Misa e Nevola si trasformò in fango allagando migliaia di abitazioni e locali, tra cui anche il canile rifugio e oasi felina lungo la strada provinciale Arceviese, a Senigallia. Proprio da qui vogliono partire i volontari delle associazioni animaliste che si occupano di cani e gatti perché con il maltempo del 16 maggio scorso acqua e fango sono entrate nuovamente nella struttura causando altri danni e disagi.

L’iniziativa si svolgerà domenica 28 maggio, dalle ore 9 alle 12,30 a Senigallia presso il sentiero degli aironi, quel percorso ciclopedonale che passa a fianco del fiume Misa. A ideare la passeggiata è l’associazione Cuori Pelosi, assieme al Rotaract e Rotary Club Senigallia, nell’ambito del più ampio progetto “Siamo Tutti sulla stessa arca”. 

Duplice lo scopo dell’evento: da un lato quello di sensibilizzare sull’esigenza di benessere, salute globale e prevenzione, che non può prescindere dall’attenzione all’ambiente, al mondo animale e alla sua interazione con l’uomo; dall’altro quello di raccogliere fondi per il progetto per l’acquisto di un monoblocco coibentato per gli ospiti pelosi del canile-oasi.

Le drammatiche vicende legate all’alluvione del 15 settembre 2022, che ha flagellato l’intera vallata Misa e Nevola, e al maltempo del 16 maggio 2023 che hanno fortemente colpito l’Emilia Romagna ma causato allagamenti anche nelle Marche e nel senigalliese, hanno provocato danni e disagi anche alla struttura e oasi di via Arceviese. Per due volte gli animali sono stati raggiunti da acqua e fango che poi i volontari hanno provveduto a spalare via con grandi sforzi ed enormi rischi per la vita dei quattro zampe. Una nuova struttura è quindi una necessità non più rinviabile.

L’iniziativa gode del patrocino del Comune di Senigallia: per parteciparvi è possibile iscriversi al seguente link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSchEdKS2iqp3oIoOxPedurA6nDqLGp2ClIZkyy556uERGbX2A/viewform. L’iscrizione costa solo 5 € e lungo il percorso ci saranno a disposizione gadget, punti ristoro e sorprese per tutti.

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Volontari al lavoro per liberare il canile rifugio e oasi felina di Senigallia dal fango dell'alluvione
Volontari al lavoro per liberare il canile rifugio e oasi felina di Senigallia dal fango dell’alluvione

Sfilata di cani in piazza a Senigallia per favorire le adozioni

Il canile rifugio di Senigallia
Il canile rifugio di Senigallia (foto: luglio 2021)

Si intitola “Finalmente a casa” l’evento benefico che si terrà domenica 23 aprile a Senigallia per facilitare l’incontro tra le persone che vorrebbero un cane e gli animali ancora chiusi nei box e negli stalli dei canili. L’iniziativa, giunta alla quinta edizione, si svolgerà in piazza del Duca (mattino: ore 10 – 12.30; pomeriggio: ore 15 – 20) in collaborazione con i vari canili della zona e con il Comune di Senigallia che ospita l’evento.

Lo slogan è “Vieni e adotta un cane”: parole semplici perché è bene ripetere che il numero degli animali abbandonati è ancora troppo alto. Ma in cosa consiste? I cani dei canili saliranno sul palco per “raccontarsi”: per un giorno usciranno dai box e assaporeranno com’è la vita fuori da essi, conosceranno tante persone e chissà, magari troveranno la persona o la famiglia adatta per l’adozione tanto sognata.

Durante la manifestazione “Finalmente a casa”, si potranno quindi vedere tutti i cani disponibili per le adozioni – in collaborazione con i volontari delle varie associazioni che gestiscono i canili di tutta la regione Marche – ma anche far sfilare il proprio cane adottato; ci saranno anche giochi a quiz e premi per il pubblico, esibizione dei cani da ricerca e tanto altro, assicurano gli organizzatori che hanno chiamato con loro anche educatori cinofili.

InfoFinalmente a casa

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Ancora tutto sospeso nell’allevamento di cani di Trecastelli

Al canile di Trecastelli è importante l'aiuto dei volontari delle associazioni animaliste intervenute nel caso di brucellosi canina
Al canile di Trecastelli è importante l’aiuto dei volontari delle associazioni animaliste intervenute nel caso di brucellosi canina

Situazione di stallo all’allevamento It Show Kennel di Trecastelli, dove tra il 2020 e il 2021 scoppiò uno dei più gravi focolai di brucellosi canina di tutta Europa con centinaia di cani coinvolti. Dopo che l’attività e gli animali furono posti sotto sequestro, dopo che le autorità e le associazioni animaliste volontarie riuscirono a fornire un supporto per il mantenimento e la successiva adozione di numerosi quattro zampe, la situazione sembra essersi bloccata aggiungendo altra sofferenza nella vita degli animali.

A denunciarlo sono proprio le realtà che si occupano di protezione animali Enpa, Lav, Leidaa, Lndc Animal Protection, Oipa e l’associazione Amici Animali di Osimo che hanno chiesto urgenti riscontri e incontri per iniziare le terapie ai cani rimasti nella struttura di Trecastelli. In un primo momento infatti, le attività si sono concentrate sull’aiuto alla proprietà e agli animali costretti in spaventose condizioni igieniche e spazi ristretti, con lo spettro di un focolaio che in Italia non si vedeva da tempo. Chiarite le proporzioni dell’infezione da brucellosi canina – una zoonosi trasmissibile anche all’uomo, che provoca aborti continui – si è riusciti a salvare gli animali non contagiati, a separarli dagli altri e, dopo numerosi test e controlli, a darli in adozione.

Per oltre 300 animali, la situazione si è risolta tra maggio 2021 e gennaio 2022. Ma per altre centinaia di cani, la vita è ancora costretta…

Continua a leggere sull’edizione digitale di giovedì 28 aprile, cliccando qui.
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La Fattoria Didattica Dei Conti a Scapezzano, luogo per grandi e piccoli

Fattoria Didattica Dei Conti

Sonia Boria, titolare insieme al marito della Fattoria Didattica Dei Conti a Scapezzano di Senigallia, dai microfoni di Radio Duomo – Inblu descrive le fasi della nascita di questa bella realtà del nostro territorio e le interessanti proposte per grandi e piccoli, che riprenderanno non appena la situazione lo renderà possibile.

Sono qui per raccontarvi questa nostra esperienza. La nostra fattoria nasce nel 2001 con le prime caprette che erano state acquistate per il latte per i nostri figli perché avevano un problema di intolleranza alimentare. Poi sono arrivate anche le prime galline, le prime anatre, il primo vitellino, il primo maialino, l’asino, il cavallo, vari animali insomma. I bambini, stando in campagna, ci avevano fatto queste richieste e ci hanno guadagnato soprattutto in salute. In seguito le mie amiche che insegnavano a scuola ci hanno richiesto di poter venire con gli alunni, mosse dal fatto che i bambini vedessero gli animali solo in fotografia sui libri e non ne avessero mai toccato o accarezzato uno di questi che abbiamo in fattoria. E così ci siamo aperti alle scuole, pensando che non potesse interessare, invece le richieste erano sempre di più. Abbiamo iniziato a fare dei percorsi formativi, visto che già iniziavano a esserci le prime fattorie didattiche, e insieme agli insegnanti abbiamo elaborato varie proposte, in modo da poterci agganciare ai programmi scolastici tramite questo tipo di esperienze. Anche le famiglie hanno poi iniziato a chiedere di poter venire con gli altri figli. Abbiamo accolto favorevolmente anche la loro richiesta. Così siamo rimasti aperti anche la domenica per loro e abbiamo visto che le prenotazioni aumentavano.

Poi è nata la prima scampagnata il 25 aprile in fattoria, a base di lonza, fave e pecorino, dove le persone portavano la classica coperta, si stendevano all’ombra e si mangiava tutti insieme. Adesso è diventata un po’ una tradizione: tutti gli anni, eccetto l’anno scorso e penso che salterà anche quest’anno, l’appuntamento si ripete. È un momento di condivisione. Sono anche nati i primi eventi in fattoria di domenica, che promuoviamo sui nostri social, Facebook, Instagram e sul sito web, per cui le persone possono prenotarsi e trascorrere con noi una giornata in campagna. Per noi vivere qui è stata una grossa scelta di vita. Successivamente, 10 anni fa, è nato anche il centro estivo in fattoria, visto che le famiglie sempre più ci chiedevano un’alternativa al mare e allo sport per il periodo estivo, di modo che i bambini potessero vivere differenti esperienze in ambienti diversi. Il bambino per noi è importante perché viene qui per realizzare dei sogni. Noi proviamo a esaudire i molti desideri dei più piccoli.

Studiamo soprattutto le scienze naturali e la geografia dal vivo, facciamo anche molte passeggiate, oltre a stare in fattoria, coltivare l’orto tutti i giorni e accudire gli animali. Quattro anni fa abbiamo iniziato a proporre gli agriaperitivi, per cui abbiamo avuto un boom di partecipazioni, dove le persone la sera vengono via dal mare per fare un aperitivo in fattoria. Li avevamo chiamati “Agroaperitivi al tramonto in fattoria”. E mentre i genitori degustavano dei salumi, seduti sulle balle di paglia o a terra, noi portavamo i bambini in fattoria a vedere come dormivano gli animali, anche se spesso molti erano svegli per il chiasso, come se stessero aspettando il nostro arrivo per vederli dormire. È bello vivere in una fattoria, non ci si annoia mai! Qui il lavoro non manca, tutti i giorni dell’anno e anche durante le festività. In questo periodo di chiusura al pubblico a causa del Covid gli animali sono lì tutti i giorni che ci aspettano, aspettano noi e voi, per quando riapriremo, aspettano le vostre coccole e carezze. Loro sanno dare tanto affetto! Grazie a tutti per l’attenzione e seguiteci sui nostri social e sul nostro sito www.fattoriadidatticadeiconti.it.

a cura di Barbara Fioravanti