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Tag: Belvedere Ostrense

25 aprile: le celebrazioni la Liberazione a Senigallia e nei comuni delle valli Misa e Nevola

SENIGALLIA – Il 25 aprile, festa della Liberazione, non è un giorno qualunque. Non è una ricorrenza o tanto per e non è una celebrazione a cui presenziare controvoglia; meglio non andarci allora. Il 25 aprile è invece il simbolo di una rinascita. Rinascita da un periodo storico che tra alti e bassi – più bassi che alti – ha messo in luce la drammaticità del comportamento umano, così come l’assurdità della guerra. Ma il 25 aprile è soprattutto una festa laica, perché tutte le persone – di qualsiasi razza, sesso e credo religioso – hanno in qualche modo partecipato alla resistenza dal nazifascismo. Ecco perché rinviarla non ha senso.

Il parere dell’Anpi, l’associazione nazionale partigiani d’Italia, è chiarissimo: il suo presidente nazionale Gianfranco Pagliarulo ha affermato: «La scomparsa di Papa Francesco è una gravissima perdita per tutti, laici e cattolici, e in particolare per gli antifascisti che hanno condiviso le sue parole di pace e di fratellanza su scala universale. Condividiamo perciò il lutto nazionale. Ricordiamo peraltro che il 25 aprile di quest’anno è l’80° anniversario della Liberazione. Si tratta di un appuntamento di straordinaria rilevanza, perché celebra il giorno della Liberazione dal nazifascismo e della fine della guerra. Confermiamo di conseguenza le iniziative promosse, che si svolgeranno ovviamente in piena civiltà e senso di responsabilità e nel dovuto rispetto della giornata di lutto». Rispetto del lutto ma non certo rinvio delle manifestazioni. Perché serve solo senso civico, non rinvii che, tra l’altro, creano un pericoloso precedente.

A Senigallia l’80esimo anniversario della Liberazione d’Italia verrà celebrato già dalle ore 9 con la messa alla chiesa dei Cancelli, con il vescovo Franco Manenti. A seguire deposizione della corona d’alloro presso il sacrario ai Caduti in piazza Garibaldi per poi proseguire nei luoghi simbolo della memoria: Aldo Cameranesi – San Silvestro; Federico Paolini – Via Dalmazia; Anna Frank – Via Capanna; Salvo D’Acquisto – Via Verdi; Caduti di Cefalonia – Via Dogana Vecchia. L’evento terminerà in piazza Roma quando alle 12 ci sarà la deposizione della corona di alloro presso la lapide ai Caduti e con gli interventi di Massimo Olivetti, sindaco di Senigallia, e di Mabel Morri, presidente ANPI Senigallia. Concluderanno l’evento una lettura di poesie a cura dell’Associazione Nelversogiusto e un breve concerto della banda cittadina. L’Anpi senigalliese ha previsto inoltre anche peril pomeriggio, dalle ore 16 alle ore 20, al foro annonario una festa in linea con la sobrietà richiesta con musica, bevande e merenda, giochi di ruolo e letture per bambine e bambini. Tra una musica e l’altra dei gruppi che saliranno sul palco (Franco Lorenzetti Band, i Rise Blues, il Trio Cant’Anima e Stand-up Comedy Marche), ci saranno anche una serie di interventi delle associazioni partecipanti. Negli spazi della ex-pescheria verrà inoltre inaugurata la mostra “La Resistenza nel senigalliese e la Costituzione”, aperta dal 25 al 27 aprile, con orari: venerdì 25 e sabato 26, ore 16-20; domenica 27, ore 10-12, 16-20. 

Non è stato reso noto il programma di celebrazioni ad Arcevia, mentre a Barbara si terrà la messa alle ore 8:30 e poi alle 9:15 al monumento ai Caduti ci sarà la cerimonia dell’alzabandiera, la deposizione di una corona d’alloro e i saluti istituzionali con il sindaco Massimo Chiù.

A Belvedere Ostrense il riitrovo è in piazza Martiri Patrioti alle ore 10, con l’accompagnamento della banda musicale cittadina, per arrivare alla deposizione di fiori presso la stele in memoria del carabiniere “Euro Tarsilli” e di tutte le vittime del terrorismo; alle ore 10:30 la deposizione di una corona al monumento ai caduti del battaglione San Marco e, un quarto d’ora dopo, alle 10:45 al monumento ai Caduti nelle due guerre mondiali. La commemorazione ufficiale sarà presieduta dal sindaco Sara Ubertini per poi partecipare alla messa alle ore 11:15 in chiesa di San Pietro Apostolo.

Castelleone di Suasa celebra la Liberazione conferendo la cittadinanza onoraria alla memoria del carabiniere Gino Serra, classe 1906, residente in paese e morto nel ‘44 per lo scoppio di una mina, già medaglia d’argento alla memoria al Valor Militare conferita dal Ministero della Difesa della Repubblica Italiana il 21 maggio 1948. L’evento, organizzato in collaborazione con l’Associazione Combattenti e Reduci e ANPI – sezioni di Castelleone di Suasa, prevede alle ore 10 il ritrovo in piazza Vittorio Emanuele II e formazione del corteo in direzione del monumento ai Caduti di tutte le guerre, alzabandiera, deposizione delle corone di alloro, saluti istituzionali e consegna, agli eredi di Gino Serra, della cittadinanza onoraria alla memoria del carabiniere. Alle ore 11 messa presso la chiesa comunale di S. Francesco di Paola. Presterà servizio la banda musicale “Giuseppe Verdi” di Castelleone di Suasa diretta da Daniele Bianchi.

Le celebrazioni a Chiaravalle sono state organizzate con la sezione locale dell’Anpi, intitolata a “Edo Magnalardo”. Il via alle ore 10 al cimitero di Chiaravalle, con la deposizione di un simbolo tricolore sulle tombe dei partigiani lì tumulati. Alle ore 10:30 in largo Oberdan il ritrovo e partenza del corteo istituzionale accompagnati dalla banda “Città di Chiaravalle” fino a piazza Mazzini dove si terrà la deposizione di corone d’alloro al monumento ai Caduti. Poi ci si sposterà ore 11 in piazza Risorgimento per l’intervento della sindaca Cristina Amicucci e dell’ANPI di Chiaravalle. Stessa piazza dove è stata allestita una mostra sulla liberazione dal nazifascismo (ore 9-13).

A Corinaldo l’80esimo anniversario della Liberazione si celebrerà con due momenti distinti: alle ore 10 il raduno e deposizione di una corona al cippo del sottotenente  Alfonso Casati con autorità e rappresentanze; alle 10:30 il raduno presso il palazzo comunale e partenza del corteo, deposizione di una corona al sacrario cittadino e al monumento ai Caduti. Presta servizio il Corpo bandistico “Città di Corinaldo”. A seguire, alle ore 11:30 in sala consiliare Ciani, si terranno gli interventi per la consegna delle borse di studio  “Arnaldo Ciani”, comandante partigiano e primo sindaco di Corinaldo dopo la Liberazione, in collaborazione con la scuola secondaria di primo grado “Guido degli Sforza”.

Inizierà alle 11 anche il programma di iniziative a Montemarciano, con il corteo e la deposizione delle corone d’alloro al monumento ai Caduti e alle lapidi di Carlo Falcinelli, Aldo Camerunesi e Aldo Moro. Parteciperanno la banda musicale “Gastone Greganti” e la corale “San Cassiano”, oltre alla Consulta delle Ragazze e dei Ragazzi.

Il programma di Monte Porzio prevede alle ore 11 il ritrovo presso il monumento ai Caduti; alle 11.15 la deposizione di una corona a cui seguiranno delle riflessioni con i ragazzi della scuola secondaria di primo grado “Enrico Fermi” di Monte Porzio e con il sindaco Marco Moscatelli.

In occasione delle celebrazioni dell’80° anniversario della festa della Liberazione a Monte San Vito, il 25 aprile 2025 si terrà la messa nella chiesa di san Giovanni alle ore 9:30, poi a seguire corteo con deposizione della corona di alloro presso il monumento in memoria dei fratelli Cervi, e in piazza della Repubblica al monumento ai Caduti delle guerre. Interverrà la Banda Musicale “Roberto Zappi” Città di Monte San Vito, gli alunni del CCR dell’Istituto Comprensivo Montemarciano- Monte San Vito e la delegazione ANPI.

Cerimonia in piazza Romagnoli a Morro d’Alba per la Liberazione. L’iniziativa partirà alle 11 con la deposizione di una corona commemorativa e la lettura di testi sul significato della giornata e della ricorrenza. Concluderanno la mattinata il discorso celebrativo del sindaco Enrico Ciarimboli, poi i canti e le marce della Liberazione con la partecipazione della banda cittadina.

Nella vicina Ostra la celebrazione comincerà con la messa alle ore 9:30 alle chiesa di San Pietro Ap. in località Vaccarile e con la deposizione della corona d’alloro alla lapide nel piazzale; ci si sposterà poi alle 10:45 al cippo e al milite ignoto per la deposizione della corona d’alloro mentre alle 11:15 in sala comunale ci sarà l’intervento “Voci di Libertà” a cura della classe 3A della scuola “A. Menchetti”. A seguire la presentazione del libro di Paolo Pirani, dedicato al concittadino ostrense Bruno Peverini dal titolo “Partigiano della vita”. Presterà servizio la banda “Città di Ostra-Ovidio Bartoletti”.

Discorso in piazza del sindaco di Ostra Vetere Massimo Corinaldesi e deposizione di una corona monumento ai Caduti, a partire dalle ore 10:30 sono le iniziative organizzate dal Comune in ossequio al lutto nazionale deciso dal governo.

Programma che invece a Serra de’ Conti prevede alle ore 10:15 la deposizione omaggio a Salvo D’Acquisto nella frazione Osteria dove è presente il monumento dedicato al carabiniere; alle 10:30 il raduno in piazza Gramsci con l’onore ai caduti e deposizione corona d’alloro, a seguire il corteo per le vie cittadine fino alla chiesa dove si terrà la messa. La giornata si concluderà con la commemorazione ufficiale presso il monumento ai Caduti di piazza IV Novembre, con gli interventi delle autorità e del consiglio comunale dei Ragazzi. Alla manifestazione interverrà la Centenaria Società Concertistica.

A Trecastelli l’inizio della cerimonia per la Liberazione è previsto alle 8.45 con la deposizione della corona d’alloro al monumento ai Caduti di Monterado, cui seguiranno un momento di raccoglimento e i saluti istituzionali. La cerimonia di deposizione sarà preceduta da un breve corteo con partenza da largo Maria Lisa Cinciari Rodano. Alle ore 9.15 si raggiungerà il monumento ai Caduti di Castel Colonna per la deposizione della corona d’alloro, seguito da un breve momento di raccoglimento. Infine alle ore 9.30 ci sarà la deposizione della corona d’alloro al monumento ai Caduti di Ripe, sempre seguito dal momento di raccoglimento. La cerimonia si concluderà con la deposizione della corona d’alloro alla targa di Giuseppe Grossi situata presso le scale della sede Comunale di Ripe.

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Enrico Medi, il bene comune, l’intelligenza artificiale – INTERVISTA al vicepostulatore della causa di beatificazione don Davide Barazzoni

Enrico Medi tra la gente. Foto tratta da Enricomedi.it
Enrico Medi tra la gente. Foto tratta da Enricomedi.it

Lo scorso 23 maggio abbiamo dato la notizia della proclamazione dal Dicastero delle Cause dei Santi a Venerabile del prof. Enrico Medi, notizia accolta con soddisfazione ma anche con sorpresa nella Diocesi di Senigallia che pure aveva fatto partire la causa di beatificazione nel 1995. Per conoscere meglio la figura del politico e docente laico marchigiano e per comprendere anche l’attualità del suo messaggio, abbiamo intervistato don Davide Barazzoni che è il vice postulatore della causa di beatificazione di Medi per la diocesi locale. L’intervista è in onda oggi, mercoledì 29 maggio, alle 13:10 e alle 20; domani giovedì 30 maggio, con gli stessi orari, e domenica 2 giugno, a partire dalle 17 circa, sempre su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM). L’audio è disponibile anche cliccando il tasto play del lettore multimediale, mentre chi vorrà potrà proseguire con la lettura dell’articolo.

Come è stata accolta la notizia in Diocesi?
Era un passaggio che attendevamo ma la notizia ci ha comunque sorpreso perché i tempi di canonizzazione non sono stabili a priori. Negli ultimi mesi c’era però del movimento e la causa aveva avuto il favore all’interno del Dicastero per le cause dei santi e che è arrivata proprio tre giorni prima del 50esimo anniversario della morte di Medi.

Che iniziative avete organizzato?
Erano legate all’anniversario della morte. Sabato 18 maggio erano invitati a Belvedere Ostrense dove Medi visse per qualche anno gli studenti dei licei intitolati a Medi, come lo scientifico di Senigallia, ma non solo, e tante persone e autorità. E’ stato sottolineato il valore della figura di Medi e l’attualità del suo messaggio per i giovani. Per la venerabilità ancora nulla, stiamo valutando come muoverci.

Conosciamo meglio Enrico Medi: che figura è stata?
L’ho studiato per tre anni con un dottorato di ricerca e sono rimasto sorpreso della sua poliedricità. Ha cercato di armonizzare la fede cristiana che ha sempre fatto parte della sua vita, la scienza, dato che studiò fisica, e la filosofia, il pensiero metafisico. Fin da giovanissimo ha portato avanti questo desiderio di armonia in tutti i campi, da quello politico e come deputato, all’interno della sua famiglia, come interprete per il Vaticano degli eventi scientifici, come esponente di rilievo del panorama scientifico nazionale e internazionale.

Quali insegnamenti se ne traggono?
Lo stupore l’ha guidato, a partire dalla bellezza del creato che ammirava nelle colline di Belvedere Ostrense. Lì è nata la gratitudine verso il Creatore, ma allo stesso tempo la curiosità per capire come funzionassero le cose. La ricerca scientifica però era sempre accompagnata dal Padre celeste. I suoi studi non l’hanno portato a dire che oltre la scienza non c’è nulla, ma anzi ha cercato di avvicinarla a Dio.

E’ ancora attuale il messaggio di Medi?
Direi proprio di sì, si possono fare tanti esempi come con l’intelligenza artificiale. Nel momento in cui programmo qualcosa che poi potrà decidere perché glielo permetto, è evidente che se non pongo delle domande di senso o di etica, la macchina prenderà il sopravvento. L’importante per Medi non era convincere i non credenti ma far sì che si ponessero le giuste domande man mano che si andava avanti con la ricerca scientifica. Allora si parlava di energia nucleare o di edilizia antisismica, temi rivolti al bene comune. Se avesse ragionato come politico solo per il suo interesse o solo in chiave di vantaggio economico per lo Stato, non avremmo avuto certi risultati. Quel bene comune oggi alcuni politici se lo sono dimenticato.

Celebrata una messa a Senigallia in occasione dei 50 anni dalla morte di Enrico Medi
Celebrata una messa a Senigallia in occasione dei 50 anni dalla morte di Enrico Medi

Come si diventa venerabili? Qual è il percorso della causa?
Il Dicastero per le cause dei Santi valuta delle ricerche e studi che rientrano nella causa di beatificazione di una persona, circondata da fama di santità, che può partire solo a cinque anni dalla sua morte. In una prima fase, diocesana, si raccolgono quindi le testimonianze – qui fu avviata da mons. Odo Fusi Pecci nel 1995 ed è durata circa 20 anni – dirette e indirette sulla persona. Poi questi documenti passano al Dicastero a Roma, la fase romana, e vengono analizzati da esperti che esprimono una valutazione. Per Medi questa seconda fase è durata una decina di anni. Il Papa ha riconosciuto le virtù eroiche che ha permesso di far passare Medi da Servo di Dio a Venerabile.

E per la beatificazione?
Qui serve che venga attestato un miracolo, una guarigione, che può riguardare chiunque nel mondo, avvenuta attraverso la preghiera e quindi per l’intercessione in questo caso di Medi. Una commissione di scienziati credenti e non credenti valuta poi la documentazione e si attesta il miracolo. Per la canonizzazione, ovvero la santità, servirebbe un secondo miracolo avvenuto nel periodo tra la beatificazione e la canonizzazione.

Non è che la Chiesa sta facendo un’operazione di marketing, per recuperare consenso?
La finalità della Chiesa è quella di promuovere e far conoscere il Credo e i testimonial, per dirla con termini attuali, sono importanti. Pur non abbracciando le logiche promozionali, la Chiesa cerca di attualizzare il messaggio di fede, con volti riconoscibili al di là degli uomini di fede dei secoli passati, recuperando le figure dei laici. Sono figure più attuali, forse messe da parte in passato, di cui abbiamo bisogno perché parlano di quotidianità, di autenticità. L’invito che mi sento di fare è appunto quello di continuare a pregare per Enrico Medi, di chiedere la grazia e la guarigione. Speriamo che dal cielo, per mezzo della sua intercessione, il Signore possa mandarci un segno del fatto che questo percorso vada avanti fino al riconoscimento di beato.

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Festival organistico internazionale ‘Città di Senigallia’, concerto di chiusura a Belvedere

Come da tradizione, il festival si concluderà a Belvedere Ostrense, domenica 27 agosto 2023 nella Chiesa di San Pietro Apostolo con il singolare duo, ocarina e organo, costituito da Anima Musices che, grazie alle bellissime sonorità dell’antico organo costruito probabilmente da Vincenzo Montecucchi attorno al 1793, propone un variegato programma. Inizio come sempre alle 21,15 con ingresso gratuito.

L’ocarina – in realtà un flauto globulare – è caratterizzata da un particolare timbro di suggestione arcaica; non possiede un repertorio specifico, ma, si adatta all’esecuzione di un vasto repertorio che viene “rubato” anche alla musica colta e adattato di volta in volta alle esigenze dell’esecutore e delle occasioni. Il programma del concerto accompagnerà il pubblico in un’atmosfera di “Danze, concerti e sinfonie dal Medioevo al Novecento”, come riporta il titolo della serata.

In programma composizioni di Guillame De Machaut, Antonio Valente, Johann Hermann Schein, fino a Handel con il “Concerto Hwv 295 Il cucù e l’usignolo”e oratorio “Salomon”, Johann Sebastian Bach “Concerto in re minore BWV 974 Andante spiccato – Adagio – Presto”, Domenico Puccini, Ferdinando Provesi ed Ottorino Respighi1879-1936da “Antiche arie e danze” Suite n. 2 Laura Soave (Balletto con Gagliarda, Saltarello e Canario), Bergamasca.

Anima Musices nasce nell’ambito del Conservatorio “Girolamo Frescobaldi” di Ferrara, dalla collaborazione di Doralice Minghetti, clavicembalista e ocarinista, e Giuseppe Monari, organista e clavicembalista. Doralice Minghetti ha conseguito con il massimo dei voti e la lode le lauree di I e II livello in Clavicembalo e tastiere storiche al Conservatorio «Girolamo Frescobaldi» di Ferrara.

Ricopre l’incarico di accompagnatrice al cembalo per lo stesso Conservatorio. Si esibisce regolarmente come continuista in gruppi strumentali e vocali spaziando dal repertorio barocco a quello contemporaneo.

Giuseppe Monari si è laureato con lode e menzione d’onore in Organo e Composizione organistica (I livello) al Conservatorio “Girolamo Frescobaldi” di Ferrara  e ha conseguito con la stessa votazione il biennio di secondo livello in Organo al Conservatorio “Lucio Campiani” di Mantova, sotto la guida di Federica Iannella, direttore artistico del FOI. Dal 1986 ha ricoperto la carica di organista titolare degli storici strumenti del Duomo dei SS. Filippo e Giacomo in Finale Emilia (Mo). Dal 2018 è insegnante di pianoforte e organo presso l’Associazione culturale “Modena Musica Sacra”.

Il Festival Organistico Internazionale è promosso dalla “Fondazione Dottor Leopoldo Uccellini Cavaliere di Gran Croce”,  in collaborazione con la Regione Marche, i Comuni di Senigallia, Belvedere Ostrense, Chiaravalle, Corinaldo.

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L’arte che fa accoglienza: inaugurato il murale di Belvedere Ostrense

“Benvenuti a Belvedere”: inaugurato il murale della pittrice Tina Loiodice a Belvedere Ostrense
“Benvenuti a Belvedere”: inaugurato il murale della pittrice Tina Loiodice a Belvedere Ostrense

Belvedere Ostrense ha inaugurato domenica scorsa, 9 luglio, l’opera pittorica della pittrice Tina Loiodice intitolata “Benvenuti a Belvedere”. Si tratta di un murale grande quanto la facciata di un intero edificio: è il primo in assoluto che compare in paese ed ha un significato speciale. 

Il murale riproduce lo scorcio tipico di Belvedere Ostrense, con i tre campanili della chiesa di San Pietro Aposto, quello della Torre dell’Orologio e quello della Collegiata di Santa Maria e il profilo delle case che circondano l’antica cinta muraria. 

L’immagine è di grande impatto visivo, per via delle sue dimensioni e dei suoi colori, ed è stata realizzata nell’edificio di piazzale Risorgimento, il primo che si incontra all’arrivo in paese e che accoglie cittadini e passanti all’ingresso del centro cittadino. Il murale è valorizzato di notte con un’apposita illuminazione.

«Questa splendida opera di street art realizzata da Tina Loiodice rappresenta per Belvedere un fantastico biglietto da visita, visto che è situata proprio all’ingresso del paese – ha commentato la sindaca Sara Ubertini – l’auspicio è che possa divenire una bella cartolina, un volano che attiri turisti alla riscoperta di storia, cultura e tradizioni enogastronomiche».

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Asfaltature e riqualificazioni, ecco il programma degli interventi a Belvedere Ostrense

Asfaltature, lavori pubblici e riqualificazioni a Belvedere Ostrense
Asfaltature, lavori pubblici e riqualificazioni a Belvedere Ostrense

Partiti i lavori di asfaltatura di via Crocifisso-Pozzolungo, via Fornaci e un tratto di via Anselmo Marchi a Belvedere Ostrense. Si tratta un intervento particolarmente importante di sicurezza stradale, possibile grazie a risorse extracomunali: il costo di questi lavori, circa 100.000 euro, è stato finanziato per metà dalla Regione Marche e altrettanti da Viva Servizi.

Sempre a Belvedere Ostrense, è stata finanziata anche la realizzazione del percorso pedonale in via Crocifisso-Pozzolungo, che partendo dalla chiesa del Santissimo Crocifisso collegherà lo stadio comunale “M. Piccioni”, per un anello di quasi 6 km a contatto con la natura con la riqualificazione delle aree picnic. Il costo dell’intervento è di 185 mila euro, finanziato per il 70% con il contributo del GAL Colli Esini – San Vicino e per il restante 30% (60 mila euro) mediante mutuo contratto dal Comune.

Ma l’ente locale è alle prese con la copertura di altri numerosi interventi che dovrebbero partire nel 2023. Tra questi la demolizione e ricostruzione dell’asilo nido in via Orti con 1,7 milioni di euro dal piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr); la riqualificazione dell’area pedonale di largo Tosi a ridosso delle mura castellane, comunemente chiamata dai belvederesi “Pineta” grazie a 139.734 euro provenienti dal Gal (Gruppo di azione locale) Colli Esini e, sempre dalla stessa realtà, altri sono in arrivo 157.221 euro per la riqualificazione del centro di aggregazione sociale in piazza San Pietro.

Belvedere Ostrense, conclusi i lavori al palazzetto dello sport di via Tarsilli

Il palazzetto dello sport a Belvedere Ostrense
Il palazzetto dello sport a Belvedere Ostrense

Finalmente Belvedere Ostrense ha visto concludersi l’intervento di consolidamento e messa in sicurezza del palazzetto dello sport di via Euro Tarsilli. L’iter burocratico del progetto da 340 mila euro è stato avviato anni fa, addirittura sotto le precedenti amministrazioni regionale e comunale, e prevedeva ben tre cantieri per sistemare sia il terreno a rischio frana, sia la strada e l’area dell’ingresso al palasport, sia i locali interni.

A spiegare cos’è avvenuto è intervenuto l’assessore ai lavori pubblici di Belvedere Ostrense Luca Baldi. Il primo cantiere è stato avviato a settembre 2021 e si è occupato del consolidamento della frana a valle dello stabile: la ditta ha realizzato una tura di ben 52 pali trivellati di 80 cm di diametro e 12 metri di profondità, collegati tra loro con un cordolo in cemento armato. L’opera per rendere stabile il terreno, è stata accompagnata dal rifacimento delle fognature, dai drenaggi e dalla realizzazione di un nuovo tratto di strada per consentire la circolazione delle auto attorno al palazzetto. Oltre 227 mila euro il costo di questa prima tranche di lavori, cofinanziati…

Continua a leggere nell’edizione digitale di giovedì 30 giugno, cliccando QUI.
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Inaugurazione della Biblioteca Comunale di Belvedere Ostrense, martedì 10 maggio

Si terrà martedì 10 maggio, alle ore 17.00, l’inaugurazione della Biblioteca Comunale di Belvedere Ostrense, nella nuova sede situata in Piazzale Risorgimento 10.

Un servizio, la cui attuale gestione è affidata alla società Innovative Multiservice, che torna a disposizione dei cittadini e soprattutto dei più giovani con l’obiettivo di creare occasioni di incontro e di crescita culturale.

“Siamo molto felici di poter inaugurazione la Biblioteca – spiega il Sindaco Avv. Sara Ubertini – e ci auguriamo che questa possa diventare fin da subito un riferimento per i nostri giovani. Un ringraziamento particolare lo vogliamo rivolgere alla sezione dell’Avis di Belvedere Ostrense che ha donato un computer e una stampante da mettere a disposizione della struttura, dimostrando ancora una volta vicinanza alla comunità e grande sensibilità verso tutte le iniziative dell’Amministrazione Comunale”.

All’inaugurazione di martedì, alla quale tutta la cittadinanza è invitata a partecipare, seguirà un secondo evento, previsto per martedì 24 maggio, sempre alle ore 17.00, in cui verrà presentato il libro per bambini “Conèra” edito da Ventura Edizioni. All’iniziativa sarà presente l’illustratrice Monica Gattari e l’incontro si chiuderà con un laboratorio di pittura per bambini.

Anche la Biblioteca Comunale di Belvedere Ostrense aderisce alla Campagna Nazionale “Il Maggio Dei Libri” indetta dal Centro per il libro e la lettura.

Marco Pettinari

Belvedere Ostrense a caccia di finanziamenti pubblici: i lavori per la comunità

L'assessore Luca Baldi
L’assessore Luca Baldi

Ammonta a oltre 4,5 milioni di euro il totale di finanziamenti richiesti dal Comune di Belvedere Ostrense nell’ambito delle risorse stanziate per il Pnrr. L’assessorato ai lavori pubblici e l’ufficio tecnico sono infatti da tempo dietro a molteplici opportunità, porte che si stanno aprendo grazie ai soldi derivanti dal piano nazionale di ripresa e resilienza. Nonostante le difficoltà per la carenza di organico, per la burocrazia e per la tempistica con cui i bandi vengono emessi e chiusi, Belvedere Ostrense potrebbe arrivare a demolire e ricostruire alcuni immobili tra cui l’asilo nido, il teatro e una palestra comunali. Ma non solo.

«Opportunità che comunque non ci stiamo facendo sfuggire – spiega l’assessore Luca Baldi – ad oggi infatti, abbiamo partecipato a quasi la totalità dei bandi emessi, inviando progetti per 4,6 milioni di Euro di investimenti».

Nel dettaglio ecco l’elenco di opere per le quali l’amministrazione belvederese cerca contributi sovracomunali. Si va dal 1,7 milioni di euro di finanziamento per la demolizione e ricostruzione dell’asilo nido in via Orti, a quello da 577 mila euro per…

Continua a leggere sul numero digitale di giovedì 7 aprile, disponibile a questo link.
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Alessandro Ricci e la pittura del ‘700 a Belvedere Ostrense

Nella chiesa di San Pietro Apostolo, situata nella piazza antica di Belvedere Ostrense all’interno delle mura castellane, è collocata una delle pochissime opere attribuite al fermano Alessandro Ricci presenti sul territorio della Diocesi di Senigallia. In realtà sembrerebbe che la maestosa chiesa in stile neoclassico, di origini medievali ma ricostruita nel ‘400 e ristrutturata nel tardo ‘700 dall’architetto fanese Pasquale Ciarrafoni, conservi anche un’altra opera realizzata dallo stesso autore. Il dipinto in questione, raffigurante una Madonna del Rosario, riporta in basso a destra un’iscrizione in latino, Ricci pinxit 1797, a noi utile per attribuire l’opera ad Alessandro Ricci e non a un altro componente della famiglia di pittori comprendente Ubaldo (1669-1731), Natale (1677-1754), fratello minore di Ubaldo, Filippo (1715-1793), figlio di Natale, e, appunto, Alessandro, figlio di Filippo.

Alessandro (1750-1829), fortemente influenzato – come riporta Pietro Zampetti (1913-2011), per anni Direttore delle Belle Arti del Comune di Venezia e Professore di Storia dell’arte all’Università Cà Foscari – dalla frequentazione di Giambattista Tiepolo, uno dei maggiori pittori del Settecento veneziano, e di suo figlio Giandomenico, ha operato molto nel territorio di Fermo, tra i comuni di Servigliano e Monterubbiano, ma alcune sue opere sono presenti anche nell’anconetano.
A Belvedere, oltre alla pala d’altare già precedentemente citata, l’altro dipinto presente nella chiesa parrocchiale dedicata a San Pietro è una Madonna Addolorata con Sant’Antonio abate e San Biagio, protettore della gola e delle attività agricole, che la Chiesa Cattolica ricorda il 3 febbraio.

Madonna Addolorata, Alessandro Ricci, 1795, olio su tela, Belvedere Ostrense

L’opera risale al XVIII secolo ma grazie a una iscrizione latina sul manico del pettine da cardatore, posto tra Sant’Antonio e San Biagio, sappiamo essere stata realizzata dal nostro pittore precisamente nel 1795: Alexander Ricci pin. Firmi 1795.
Il dipinto, alto circa 2 metri e mezzo, mostra la Vergine Maria, seduta su un trono di nubi, circondata in cielo dagli angeli e in terra da Sant’Antonio, riconoscibile per la croce tau sul mantello, il bastone con appesa la campanella, il libro e il fuoco, e San Biagio, rappresentato secondo l’iconografia tradizionale in abiti vescovili, con la mitra e il pastorale, e con accanto i simboli del martirio, ovvero la foglia di palma e il pettine da cardatore con il quale venne torturato.

San Biagio era un medico cristiano, vissuto tra il III e il IV secolo in Armenia, che venne nominato vescovo di Sebaste, la sua città.
Nonostante la concessione della libertà di culto nell’Impero Romano, introdotta da Costantino il Grande, a causa della sua fede venne comunque  imprigionato e per punizione il suo corpo fu straziato coi pettini in ferro che si adoperavano per districare e pulire la lana. La morte arrivò poi per decapitazione nel 313.

Nella pala d’altare del Ricci lo sguardo di Sant’Antonio così come il dito indice di San Biagio sono rivolti verso la raffigurazione di Maria Addolorata, rappresentata dal pittore fermano con solo alcuni dei simboli che meglio identificano questo tipo di immagine: la spada conficcata nel cuore, certamente il più indicativo, e le mani giunte con le dita intrecciate. Una particolarità dell’opera sono i tre angioletti, ai lati della Vergine, che tengono in mano uno la Corona di Spine, simbolo della tortura di Cristo, e gli altri due  il Velo della Veronica, simbolo della salita al Calvario.

Marco Pettinari