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Tag: Cultura

Fosforo, la festa della scienza, edizione 2016, a Senigallia

Scienza, al via Fosforo 2026 tra intelligenza artificiale e pannolini lavabili

«Siamo partiti 16 anni fa rivolgendoci principalmente alle famiglie, ma oggi parliamo a tutti: dai ragazzi di TikTok che riscoprono la scienza attraverso i social, fino ai turisti che passeggiano sul lungomare». A dirlo è Mattia Crivellini, direttore di Fosforo: la festa della scienza, intervenuto negli studi di Radio Duomo Senigallia per la rubrica “20 minuti da Leone”. L’intervista è riascoltabile qui oltre che sulla frequenza 95.2 FM.

L’edizione 2026 della kermesse, in programma dal 21 al 24 maggio, si presenta come un cantiere aperto di innovazione, manualità e riflessione geopolitica, guidato da una parola chiave che quest’anno risuona più forte che mai: trasformazioni. La prima grande trasformazione è strutturale. Per ragioni di ordine pubblico legate alle recenti elezioni politiche, il festival abbandona la piazza e si concentra interamente all’aperto nel vallato della Rocca Roveresca.

«Tutta la festa all’aperto sarà lì – spiega Crivellini –. Troverete stand, spettacoli, un camioncino in cui entrare per scoprire la bellezza delle onde gravitazionali e persino un “robo-cane” che pascolerà sul prato della Rocca. Vogliamo raccontare la complessità del mondo in cui viviamo, dall’instabilità geopolitica all’avvento dell’IA, senza semplificare ma offrendo gli strumenti per capire».

Il festival adotta l’approccio rigoroso ma accessibile della “scuola Angela”: cucire addosso a ogni tema scientifico il vestito divulgativo più adatto. Si va così dalla cucina alla fisica, passando per la realtà virtuale (Fosforo VR) allestita alla Rotonda a Mare, dove i visitatori – grazie a visori 3D e video a 360° realizzati con i droni – potranno esplorare i borghi arancioni delle Marche o viaggiare istantaneamente dalla spiaggia del Conero al Lago di Pilato, simulando le “passaporte” di Harry Potter.

Il dibattito sull’Intelligenza Artificiale entra nel vivo non solo nei dibattiti, ma nella gestione stessa del festival. Crivellini, che venerdì sera sarà sul palco del Teatro La Fenice con lo spettacolo “The AI Era” (ironizza: «Sarò l’ospite che farà meno strada da casa al palco della storia di Fosforo»), ha svelato un retroscena sorprendente sul dietro le quinte della manifestazione.

Il nuovo portale del festival (fosforo.me) è stato interamente sviluppato in pochissime settimane da un team ridottissimo, grazie all’uso di sistemi generativi: «Gestisce ospiti, logistica, cibo e prenotazioni. Sono 120.000 righe di codice sviluppate dall’IA. Se venerdì sera alla Fenice il lettore QR code dei biglietti non dovesse funzionare, in fondo sarei rassicurato: significherebbe che l’errore umano resiste! Scherzi a parte, questi strumenti sono “pappagalli”, ripetono probabilisticamente senza un pensiero dietro, ma ti permettono un livello di personalizzazione sartoriale prima impensabile».

Presentata alla rotonda a mare di Senigallia l'edizione 2026 di Fosforo, la festa della scienza
Presentata alla rotonda a mare di Senigallia l’edizione 2026 di Fosforo, la festa della scienza

Se il Teatro La Fenice e la Rotonda saranno i poli della tecnologia e delle mostre (quella fotografica in collaborazione con Canon Italia, Polo 9 el’istituto Panzini), la Biblioteca Comunale Antonelliana rimarrà il quartier generale dei laboratori didattici per i più piccoli. Tra i progetti più curiosi e di forte impatto ambientale spicca quello legato ai pannolini lavabili, finanziato da Fondazione CariVerona in collaborazione con Salus Familiae e coop. Stella del Mattino. Sabato mattina alle 10:30, l’ostetrica Marianna Lombardi e la nota pediatra “social” Carla Tomasini spiegheranno come abbattere l’impronta ecologica delle neo-famiglie attraverso un sistema virtuoso di economia circolare: una lavanderia industriale specializzata si occuperà del ritiro, del lavaggio e della riconsegna dei pannolini in appositi punti di raccolta nei comuni marchigiani. «Quando vedi l’enorme montagna di immondizia generata da tre anni di pannolini usa e getta, inizi a pensarci sul serio», sottolinea il direttore.

Le attività dedicate alle scuole sono già entrate nel vivo, mentre il programma per il grande pubblico si svilupperà da giovedì (oggi) fino a domenica sera, 24 maggio. Grazie ai finanziamenti di Comune, Regione Marche e del GIS (Gruppo Imprenditori Senigalliesi), tutti gli eventi di Fosforo sono completamente gratuiti. Molte attività sono a fruizione libera nel Vallato della Rocca, mentre per i laboratori e gli spettacoli a posti limitati (come quelli del Teatro La Fenice) è necessaria la prenotazione sul sito.

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Dante tra codici segreti e Senigallia: Francesco Fioretti si racconta al “DanteDì”

Il 25 marzo è il giorno in cui, secondo gli studiosi, ebbe inizio il viaggio ultraterreno della Divina Commedia. Per celebrare il DanteDì, abbiamo ospitato Francesco Fioretti, scrittore, docente e autore de Il libro segreto di Dante, un romanzo capace di scalare le classifiche con oltre 300mila copie vendute. L’intervista realizzata da Marco Pettinari, storico collaboratore de La Voce Misena nonché presidente di Sena Nova, è in onda oggi mercoledì 25 e domani, giovedì 26 marzo alle ore 13:10 e alle ore 20 su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), oltre che disponibile in questo articolo grazie al lettore multimediale.

Al centro del colloquio, il fascino magnetico che Dante esercita ancora oggi, sospeso tra rigore storico e mistero narrativo. Fioretti ha svelato la genesi del suo successo, nato dall’approfondimento di un enigma numerologico reale: il celebre 515 (o DXV), citato nel XXXIII canto del Purgatorio. Ricorrono strutture numeriche, quasi ossessioni, che dimostrano come Dante non scrivesse solo per i contemporanei, ma per un pubblico futuro capace di decifrare i livelli di lettura più profondi.

Perché Dante affascina ancora le nuove generazioni? Secondo Fioretti, la Commedia è un «liofilizzato» della letteratura europea: «In essa troviamo già le tragedie di Shakespeare, il Mefistofele di Goethe e persino Dostoevskij». Ma la vera sorpresa arriva dall’Oriente. Dante sta conoscendo un’ondata di simpatia travolgente in Cina. Fioretti ha citato l’opera dell’artista Dai Du Du, un enorme affresco dove Dante dialoga con cento personaggi della storia mondiale. «Dante traduce i concetti astratti in immagini; per questo è il poeta più traducibile e universale».

La lapide con i versi di Dante in cui parla di Senigallia affissa alle mura a fianco della rocca roveresca
La lapide con i versi di Dante in cui parla di Senigallia affissa alle mura a fianco della rocca roveresca

L’intervista ha toccato anche il legame di Dante con il territorio adriatico. Sebbene Senigallia venga citata nel XVI del Paradiso come esempio di città decaduta a causa delle lotte tra Guelfi e Ghibellini (ma anche per ragioni demografiche e sociali a cui seguirà più tardi il ripopolamento malatestiano da cui poi il detto ‘Senigallia mezza ebrea mezza canaia’), Fioretti non esclude che il Poeta l’abbia visitata fisicamente. «La biografia monumentale di Giuseppe Indizio suggerisce che Dante possa essere passato per queste zone nei primi anni dell’esilio», ha sottolineato lo studioso. Le descrizioni di Fonte Avellana, avvolta nella nebbia, o di altri luoghi, appaiono troppo verosimili per non essere frutto di un’esperienza diretta. Inoltre, la presenza dei figli di Dante nel fermano avvalora l’ipotesi di una geografia marchigiana molto cara all’Alighieri.

Questa intervista su un Dante decisamente vivo, meno accademico e più vicino a noi, che Fioretti ha proposto rispondendo alle domande di Marco Pettinari, si chiude con un’ultima questione: cosa chiederebbe oggi Fioretti a Dante? Lasciamo però che possiate ascoltare la risposta direttamente nell’audio che accompagna questo articolo, anticipandovi solo che si parla di «luce e musica».

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Francesco Fioretti
Francesco Fioretti (Foto tratta dal suo profilo Fb)
Piero della Francesca, "Madonna di Senigallia" (dettaglio), dipinto, 1470-85, conservato nella Galleria Nazionale delle Marche, Urbino.

Piero della Francesca, Giovanni Santi, Sebastiano del Piombo: i grandi esuli dell’arte di Senigallia

Vi sono state a Senigallia opere d’arte ormai da tempo espatriate. Una perdita considerevole per la città privata della loro presenza. L’orgoglio cittadino sarebbe stato accresciuto se fossero rimaste nel posto originario. Un po’ come la città di Pergola che ha avuto risonanza grazie ai bronzi dorati di Cartoceto; un po’ come Fano, che sa benissimo l’attrattiva culturale e turistica se avesse indietro il “Lisippo” oggi custodito al Getty Museum di Los Angeles. Ma la storia, nelle sue imprevedibili dinamiche, sottrae e concede. Bisogna farsene una ragione.

Nella nostra città furono almeno tre le presenze importanti che non ci sono più. 

Piero della Francesca, "Madonna di Senigallia", dipinto, 1470-85, conservato nella Galleria Nazionale delle Marche, Urbino.
Piero della Francesca, “Madonna di Senigallia”, dipinto, 1470-85, conservato nella Galleria Nazionale delle Marche, Urbino. Fonte: Wikimedia

La più rilevante di tutte queste opere d’arte è la celebre “Madonna di Senigallia”. Si tratta di un dipinto supremo dell’arte occidentale, come lo sono gran parte delle tavole dell’artista che l’ha creata. Senza di lui lo spazio d’invenzione sarebbe stato mutilo, meno definita la comprensione del processo di formazione della struttura dell’immagine. Sarebbe mancato un anello importante nell’evoluzione pittorica del nostro sguardo.

Piero della Francesca è l’artefice della “Madonna di Senigallia” (l’immagine è tratta da qui), opera di equilibrio algido e matematico nella costruzione dello spazio, tuttavia non esente da atmosfere di intimità domestiche di sapore fiammingo. Nella corte urbinate, dove l’artista operò, si incontravano presenze di Fiandra come Giusto di Gand, che vi lasciò diversi dipinti; è accertato un incontro con Rogier Van der Weyden, che profuse la sua arte presso gli Estensi di Ferrara, non tanto discosto dalla città ducale.

La “Madonna di Senigallia” è universalmente conosciuta con questo nome perché si trovava nella chiesa conventuale di Santa Maria delle Grazie quando, agli inizi del secolo scorso, venne ospitata per motivi di sicurezza presso la Galleria Nazionale di Urbino. Fu trafugata nel 1975 e poi fortunatamente ritrovata insieme a opere d’arte come la “Flagellazione”, sublime capolavoro di prospettiva lineare di Piero, e la “Muta” di Raffaello. Ma non è l’unico esempio.

Giovanni Santi, "Annunciazione", dipinto 1476-ante 1494, conservato alla Galleria Nazionale delle Marche, Urbino.
Giovanni Santi, “Annunciazione”, dipinto 1476-ante 1494, conservato alla Galleria Nazionale delle Marche, Urbino. Fonte: Catalogo dei beni culturali

Altro espatrio conobbe la tempera di Giovanni Santi, l’uomo a cui toccò una figliolanza di genio. Sicuramente fu ventura, ma anche un po’ sventura, perché l’artista non godé sempre di buona considerazione, vittima dell’inevitabile confronto con l’inarrivabile figlio Raffaello Sanzio. Poteva essere solo un minore al cospetto di colui che fu tra i maggiori di tutti i tempi. Il Vasari disse “…da lui, quando visse, la natura temette d’essere vinta, ora che egli è morto, teme di morire”. Il padre scontò sicuramente nell’apprezzamento del mondo il legame di sangue con un genio. Se la progenie lo sopravanza in grandezza, non per questo è da trascurare le qualità d’artista del padre.

Per Senigallia, Giovanni Santi dipinse una “Annunciazione”, allocata originariamente nella chiesa della Maddalena (che non è quella che conosciamo ora) e fu eseguita in occasione della nascita di Francesco Maria I della Rovere, figlio di Giovanni della Rovere e della consorte Giovanna da Montefeltro, figlia del duca Federico. Il dipinto (l’immagine è tratta da qui) offre una tavolozza di morbidi colori pastello e presenta moduli edilizi fuori scala, ancora memori delle sproporzioni tardogotiche tra figure e architetture, ma tutto sommato di impatto armonioso per il riuscito esercizio di prospettiva.

Sebastiano Del Piombo, ritratto di Francesco Arsilli, conservato alla Pinacoteca Podesti di Ancona
Sebastiano Del Piombo, ritratto di Francesco Arsilli, conservato alla Pinacoteca Podesti di Ancona. Fonte: Serenissima News

Un’altra dipartita riguarda il dipinto di Sebastiano del Piombo. Una tela con tanto di firma dell’autore piazzata sotto il ritratto dell’amico e nostro concittadino Francesco Arsilli. Si tratta del medico e umanista senigalliese, frequentatore della corte papale. Dopo le vicende drammatiche del sacco di Roma nel 1527, talmente terrorizzato, decise di far ritorno nella sua città natale.

Nel ritratto di Sebastiano del Piombo, Francesco Arsilli è disegnato a mezza figura, semivoltato, col viso di tre quarti verso lo spettatore e con l’indice della mano destra che indica un suo componimento poetico. Curioso è il mantello col pellicciotto che gli avvolge il collo da farlo sembrare un nobiluomo nordico abbigliato per rigori climatici diversi da quelli della nostra penisola.

Il dipinto (l’immagine è tratta da qui) fu di proprietà della famiglia Augusti Arsilli di Senigallia: decenni fa emigrò alla Pinacoteca di Ancona dove oggi ha stabile dimora e lo si può ammirare. Purtroppo nessuna istituzione cittadina di allora riuscì a trattenerlo in casa.

Piero Sbaffi

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Visite guidate in pinacoteca diocesana a Senigallia per la mostra "Et incarnatus est"

Arte, visite guidate in pinacoteca per “Et incarnatus est” nel fine settimana dell’Immacolata

Il lungo fine settimana con la festività mariana dell’Immacolata ha visto la Pinacoteca di Senigallia aperta sabato 6 dicembre e lo sarà anche domenica 7 e lunedì 8, sempre con orario 9-12 e 16-19. Sarà così possibile visitare l’esposizione “Et incarnatus est – Un itinerario per riscoprire il dono della vita” il grande evento espositivo giubilare della Diocesi senigalliese con la curatela di Elide Oro e Lorenza Zampa.

Un percorso nella ricca galleria museale dell’appartamento del cardinale affacciate sull’elegante piazza Garibaldi dal cielo stellato di luci e che ha il suo cuore nella mostra “Immagini di maternità. La bellezza della vita che nasce”. Un progetto che unisce nell’Anno Giubilare tutte le Diocesi marchigiane, grazie alla sinergia tra Chiese locali, Conferenza Episcopale Marchigiana e Regione Marche, per una iniziativa di vasto respiro, con la volontà di fare rete tra le diverse realtà.

Un percorso che avrà – come ogni domenica d’autunno e sino al 6 gennaio – anche il 7 dicembre un appuntamento di vera eccezione grazie alle visite guidate gratuite in programma alle ore 17 (non occorre prenotazione, visita in lingua italiana sino a disponibilità dei posti) per un approfondimento fra arte e cultura.

La Pinacoteca di Senigallia è aperta sabato, domenica e festivi, in orario 9-12/16-19, con ingresso gratuito.

Info: www.diocesisenigallia.it

“Venere e Adone morente con amorini” (particolare), dipinto di Francesco Trevisani (1656-1746), Collezione Intesa Sanpaolo

Il “mito ritrovato”, Francesco Trevisani a Jesi: la bellezza ritorna alla luce

“Venere e Adone morente con amorini” (particolare), dipinto di Francesco Trevisani (1656-1746), Collezione Intesa Sanpaolo

Dal dialogo virtuoso tra la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi e Intesa Sanpaolo è nato un progetto espositivo che va ben oltre la semplice mostra: “Francesco Trevisani. Il mito ritrovato”, allestita a Palazzo Bisaccioni, è una raffinata operazione di tutela e valorizzazione di un patrimonio artistico privato che torna finalmente a disposizione della collettività.

Il percorso espositivo, curato da Roberta Angalone con apparati didattici di Sara Tassi e Beatrice Ruggeri, riporta in scena il ciclo mitologico del grande pittore seicentesco Francesco Trevisani, cinque imponenti tele appartenenti alle collezioni Intesa Sanpaolo, già commissionate nel Settecento da una nobile famiglia senigalliese, gli Augusti.

Dopo secoli di passaggi, restauri e spostamenti, le opere si trovano oggi a Jesi, in uno spazio capace di restituirne la piena leggibilità e la potenza narrativa. Il progetto, inoltre, non si limita all’allestimento: durante l’intero periodo dell’esposizione, le tele sono restaurate in itinere, consentendo al pubblico di assistere a un vero e proprio “cantiere della bellezza”, in cui l’arte si mostra nella sua dimensione più fragile e viva.

Il percorso storico delle cinque opere costituisce esso stesso una narrazione affascinante, segnata da passaggi di proprietà, vicende familiari e mutamenti urbani. Documenti conservati presso l’Archivio Storico Comunale di Senigallia (Fondo Augusto Arsilli) attestano con certezza che i dipinti furono venduti nel 1753 dal conte senigalliese Agostino Augusti – verosimilmente anche il committente – al signor Giuseppe Serra, in occasione della tradizionale Fiera di Senigallia. In un secondo momento, i quadri vennero poi acquistati dalla nobile famiglia Baviera, entrando a far parte delle decorazioni di Palazzo Baviera di via Arsilli, dove adornavano un sontuoso salone noto come il Camerone. Qui il marchese Alessandro Baviera li descrisse allora come “cinque grandi quadri parietali, copie del Veronese”, espressione che ne rivela la magnificenza e l’impatto scenografico. Quel piano nobile, abitato da Romualdo Baviera e da sua moglie Eleonora Antici, zia di Giacomo Leopardi, era considerato un autentico scrigno di arte e raffinatezza.

Dopo il terremoto del 1930, che distrusse parte dell’appartamento, le tele furono con ogni probabilità trasferite altrove, trovando ospitalità nel più celebre Palazzetto Baviera in piazza del Duca. In seguito, il ciclo fu acquistato dalla Banca Popolare di Senigallia, che scelse di conservarlo presso la sala conferenze dello stesso Palazzetto Baviera, rendendolo visibile alla cittadinanza. A partire dal 1989, infine, l’intera serie trovò nuova dimora nel Palazzo Marcolini di Corso II Giugno, sede della Banca, dove fu sottoposta a un accurato restauro prima dell’attuale collocazione nelle collezioni Intesa Sanpaolo.

A inaugurare la serie dei restauri è stato il dipinto “Venere e Adone morente con amorini” (olio su tela, 235 x 176 cm), prima opera a ritrovare la sua originaria luminosità. Il racconto ovidiano della dea innamorata e del giovane cacciatore ferito a morte da Marte si traduce, nel linguaggio morbido e struggente di Trevisani, in una scena di intensa umanità. Venere tenta di trattenere l’amato, mentre gli amorini, testimoni silenziosi, sostengono il corpo esanime: il dolore diviene pittura, la tragedia si fa gesto, e la luce si posa sulle figure come una carezza che addolcisce il destino.

Con “Il mito ritrovato”, Jesi si fa custode di un dialogo tra passato e presente, dove il restauro non è soltanto recupero materiale, ma atto d’amore verso la memoria. Le tele di Trevisani tornano così a parlare, testimoniando la continuità di un linguaggio artistico capace di unire storia e bellezza.

Marco Pettinari

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“Venere e Adone morente con amorini” (olio su tela, 235 x 176 cm), dipinto di Francesco Trevisani (1656-1746), Collezione Intesa Sanpaolo
“Venere e Adone morente con amorini” (olio su tela, 235 x 176 cm), dettaglio del dipinto di Francesco Trevisani (1656-1746), Collezione Intesa Sanpaolo
La bandiera dell'Anpi sventola al foro annonario di Senigallia

Mabel Morri (ANPI Senigallia): «Tempi bui e politica distante. Ma la città è viva e partecipa»

«Tempi neri, nerissimi». Non usa mezzi termini Mabel Morri, presidente dell’ANPI sezione di Senigallia “Giulia Giuliani e Luigi Olivi”, per descrivere l’attuale momento politico. Intervenuta ai microfoni di Radio Duomo, Morri ha tracciato un’analisi lucida e preoccupata della crescente disaffezione dei cittadini verso la politica, partendo dal dato dell’astensionismo, ormai il più grande partito italiano. Potete riascoltare l’intervista, andata in onda nei giorni scorsi sulla frequenza 95.2 FM, anche in questo articolo grazie al lettore multimediale. Nel testo, invece, vi proponiamo una sintesi degli argomenti trattati.

«La politica è purtroppo lontana dalla gente, soprattutto a livello nazionale», ha dichiarato Morri, sottolineando un clima di indifferenza di fronte a problemi drammatici, come i femminicidi o le difficoltà di accesso all’aborto nella regione Marche. «Non c’è ancora la percezione che le cose stiano andando così male». Un distacco che l’ANPI ha tentato di colmare, almeno sul fronte elettorale, con un appello formale dei presidenti provinciali per incentivare al voto, ricordando come sia «un diritto e un dovere costituzionale».

Il «cortocircuito» del ponte Garibaldi

Se la politica nazionale appare distante, il dibattito locale mostra segni di grande vitalità. La presidente dell’ANPI ha portato come esempio la mobilitazione cittadina sul progetto del nuovo ponte Garibaldi, che ha visto un «bell’attivismo» capace di mettere in secondo piano le appartenenze partitiche. L’ANPI stessa ha preso posizione, partecipando al consiglio grande e sollevando dubbi sulla legittimità dell’operazione. «La nostra partecipazione ha fatto storcere il naso a qualcuno», ammette Morri, «ma crediamo che l’ANPI debba sottolineare la mancanza di partecipazione democratica, a prescindere dal colore di chi governa».
E sul ponte: il progetto è stato «calato dall’alto, senza discussione» e in potenziale violazione dell’articolo 9 della Costituzione, che tutela il paesaggio e il patrimonio storico. «Riteniamo che il nuovo ponte non tuteli il paesaggio e deturpi l’ambiente».
La presidente ha poi evidenziato un «cortocircuito» politico. A fronte della promessa del presidente Acquaroli di fermare l’iter in caso di netto rifiuto dalla città, Morri si chiede perché il segnale – una petizione firmata da un quarto della popolazione – non sia stato colto. «Ci sembra che Regione e Comune siano totalmente scollegate», ha aggiunto, citando anche l’esclusione di Senigallia dalla ZES (Zona Economica Speciale) come prova di «scollamento».

L’impegno per la pace e la memoria

L’intervento sul ponte rientra nella missione dell’ANPI di fare politica «a modo nostro», ovvero attraverso la cultura, la memoria e l’impegno per la pace. Un impegno che si è concentrato fortemente sulla questione palestinese. «Come ANPI abbiamo collaborato tantissimo con i movimenti e le associazioni per la pace», ha spiegato Morri, evocando lo spirito unitario della Resistenza, composta da «una moltitudine di anime diverse». Tra le iniziative, la mostra “HeArt of Gaza” con i disegni dei bambini della striscia, i presidi in piazza Saffi o la lettura dei nomi delle vittime palestinesi e la partecipazione record (oltre 500 senigalliesi) alla marcia Perugia-Assisi. «Ma non dimentichiamo tutte le altre guerre: Congo, Sudan, Yemen, Siria», ha precisato Morri. «Come ANPI non staremo in silenzio», citando un cartello visto allo sciopero di settembre: “I tuoi nipoti studieranno il tuo silenzio”.

I “leoni da tastiera” e la sfida della cultura

L’attività dell’ANPI prosegue instancabile, seguendo il «calendario civile» che tiene conto del 25 aprile, del 25 luglio con la “pastasciutta antifascista” e del 2 giugno) e aggiungendo nuove date, come la commemorazione del 3 luglio e la lapide al Ponterosso per il partigiano Federico Paolini. La cultura resta uno strumento chiave, con la rassegna letteraria “Autunno Resistente” e la proposta di linguaggi diversi, come il cinema d’animazione (la proiezione de “La tomba delle lucciole” al Gabbiano). Un servizio alla comunità che, tuttavia, non manca di attirare critiche. 
«Ogni anno, per la pastasciutta antifascista, a ogni comunicazione è un cecchinaggio», racconta Morri, parlando degli insulti sui social. «Credo siano leoni da tastiera, persone che vivono nella loro bolla e forse fomentate da quei personaggi politici che ancora fanno fatica a parlare di antifascismo». Per la presidente, però, questo odio social è la prova che «stiamo facendo bene».
Tra le prossime iniziative, gli ultimi appuntamenti per “Autunno Resistente”, una mostra su foto originali di Hiroshima per gli 80 anni del lancio della bomba atomica nella seconda guerra mondiale e l’avvio dei preparativi per l’80° anniversario della Repubblica italiana nel 2026.

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Il “Papero Alfredo” della compagnia Teatro Giovani Teatro Pirata

Da Arcevia a Senigallia gli spettacoli della 42/a stagione di “Teatro Ragazzi”

Tutto pronto per la 42/a Stagione di Teatro Ragazzi che prenderà avvio il 17 ottobre prossimo e condurrà famiglie e scuole fino al maggio 2026. E’ stato presentato un ricco cartellone che, con 46 spettacoli dedicati alle famiglie, 84 per le scuole e varie altre iniziative, toccherà ben 13 Comuni tra le province di Ancona e Macerata. Per quanto riguarda la zona della nostra diocesi, sono interessate le città di Arcevia, Chiaravalle, Corinaldo, Ostra e Senigallia.

La rassegna è tra le più longeve d’Italia nel settore ragazzi/e. Direzione artistica ed organizzativa sono del Teatro Giovani Teatro Pirata, che gode del sostegno del ministero della cultura, della Regione Marche e dei Comuni coinvolti ma si avvale anche della collaborazione, preziosa, di Amat-Associazione Marchigiana Attività Teatrali, Cms-Consorzio Marche Spettacolo, Jesi Educa, Rassegna Malati di Niente, progetto Epic, Ambito 10 Fabriano, Asp Ambito 9, Fondazione Cariverona.

Come anticipato, il cartellone 2025-2026 propone 84 appuntamenti dedicati alle scuole di vario ordine e grado, e 46 spettacoli per famiglie; ma in programma, inoltre, vi sono 2 eventi pomeridiani per i piccolissimi (+1 anno), 4 spettacoli per ragazzi e ragazze più grandi (young adult), 3 giorni di escape room, un nuovo spettacolo di teatro per corrispondenza, e tante altre proposte.

Il via al programma di spettacoli nei teatri sparsi per tutta la diocesi senigalliese, per quanto riguarda il cartellone festivo (ore 17) dedicato alle famiglie, è a fine ottobre. Andranno in scena – tra gli altri – gli spettacoli: “Ipant” di Matteo Pallotto (26 ottobre, teatro Misa di Arcevia), “La vendetta della fata Morgana” dei Burattini di Mattia (1 novembre, teatro Goldoni di Corinaldo), “Fagiolino contro i maligni” dei Burattini di Mattia (2 novembre, teatro La Vittoria di Ostra), “Cinderella Vampirella” di Tgtp (2 novembre, teatro Giacconi di Chiaravalle), “Fiabe a colori” del Teatro dell’Orsa (16 novembre, teatro Misa di Arcevia), “Cenerentola” della Compagnia della Rancia (23 novembre, teatro La Fenice di Senigallia), “Jack e il ragazzino che sorvolò l’oceano” de La luna nel Letto (18 gennaio, teatro La Fenice di Senigallia), “Il buono, lo gnomo e il cattivo” del Teatro delle Dodici Lune (25 gennaio, teatro Misa di Arcevia), “Legami” de L’Abile Teatro/Tgtp (1 febbraio, teatro Goldoni di Corinaldo), “Felicia” di Quinto Equilibrio (1 febbraio, teatro Giacconi di Chiaravalle), “Fagiolino Astrologo” de I Burattini di Mattia (8 febbraio, auditorium San Rocco a Senigallia), “Il paese senza parole” di Rosso Teatro (1 marzo, teatro La Vittoria di Ostra), “Bu! Una divertente storia di paura” di Claudio Milani (1 marzo, teatro Giacconi di Chiaravalle), “Il mio amico Dino” di Lagrù Teatro (8 marzo, auditorium San Rocco a Senigallia), “Gran cabaret de Madame Pastiche” di Marta Pistocchi (15 marzo, teatro Goldoni di Corinaldo), “Nel ripostiglio di mastro Geppetto” di Armamaxa Teatro (22 marzo, teatro Misa di Arcevia).
Biglietti in vendita un’ora prima dell’inizio dello spettacolo presso il botteghino del Teatro, spettacoli domenicali: €8.00 adulti, €6.00 ragazzi.

Novità della 42a edizione è la proposta dedicata ai piccolissimi da un anno di età accompagnati dai genitori, nella “Sphera” allestita al Teatro Moriconi di Jesi il 25 e 26 novembre ore 18, e curata dalla compagnia Teatro di Carta. Nell’atmosfera magica di un piccolo igloo, sorprendente di ombre, luci e colori trasportano gli spettatori in un viaggio divertente e suggestivo. Lo spettacolo di teatro d’ombre, oggetti, suoni e rumori dura 30 minuti ed è un evento organizzato in collaborazione con Jesi Educa, posto unico 6 euro.

Il manifesto per gli spettacoli della 42/a stagione di "Teatro Ragazzi" promossa dal Teatro Giovani Teatro Pirata
Il manifesto per gli spettacoli della 42/a stagione di “Teatro Ragazzi” promossa dal Teatro Giovani Teatro Pirata

Per ragazzi e ragazze della fascia “Young Adult” (+14), nell’area Misa e Nevola si terrà lo spettacolo “Freevola. Confessione sull’insostenibile bisogno di ammirazione” di Trento Spettacoli, una proposta sul dovere di piacere e sull’identità femminile (13 novembre, teatro Misa di Arcevia). Inizio alle ore 21, posto unico 8 euro.

Tra le novità, una doppia proposta di gioco, una a teatro, l’altra a casa. Dal 27 al 29 dicembre, il teatro Misa di Arcevia si trasforma in una gigantesca “Escape Room” a tema natalizio, tra enigmi da risolvere e percorsi misteriosi: “Babbo Natale è in teatro, o forse no. Forse ci sono i suoi elfi, disposti a tutto per difendere i suoi segreti”, fa sapere l’ideatore di questa singolare sfida, della durata 60 minuti e da giocare con un massimo di 10 partecipanti. Posto unico 10 euro.

Da un’idea di successo di Simone Guerro, nata nel periodo del Covid come risposta alla chiusura dei teatri, torna in una veste nuovissima “Il Teatro in una scatola”, ovvero il TeatroXCorrispondenza che arriva direttamente a casa dei bimbi in un pacco speciale per giocare insieme ai propri cari. Si tratta di un laboratorio di costruzione dello spazio scenico per tutta la famiglia in cui, dopo l’allestimento del teatro con i suoi personaggi, si possono esplorare in due puntate – guidati da podcast – le avventure di Jole, la protagonista dell’omonimo libro di Silvia Vecchini per la casa editrice Topipittori Premio Andersen 2023; narra delle vicende di una bambina che si ritrova ad affrontare il percorso da scuola a casa da sola. Nel materiale per seguire/giocare alla storia una mappa illustrata della città, due stivali da pioggia formato bambola, da infilare nelle dita, e tante altre sorprese. Il progetto artistico è condiviso con Ilaria Sebastianelli. Costo del pacco 30 euro, all’interno vi sono due scatole, una per puntata.

In programma, anche, la Scuola di teatro, dedicata alla fascia d’età dai 6 agli 11 anni, e a quella dai 12 ai 20 anni, al Teatro Moriconi di Jesi.

Per le scuole di ogni ordine e grado, il cartellone propone alcune tra le migliori produzioni di teatro ragazzi nazionali, con 84 spettacoli nei teatri dei vari comuni, e su richiesta anche direttamente nelle scuole dell’infanzia. In programma ci sono anche laboratori per ragazzi progetti formativi per docenti tra cui “Le parole di chi sta crescendo” a cura della scrittrice Silvia Vecchini. Da segnalare, tra gli altri, lo spettacolo su Carlo Urbani “Goccia dopo Goccia” di Tgtp, “I senza tutto” di Tgtp sulla fragilità di chi non ha casa (con il sostegno di Asp Ambito 9 nell’ambito del progetto “Housing First”), il tema del bullismo affrontato in varie performance, tra cui “Spaidermen” di Armamaxa Teatro, il teatro in lingua inglese, l’Aida di Verdi raccontata ai più piccoli dalla compagnia Teatro Linguaggi.

Info e programmazione completa:
Teatro Giovani Teatro Pirata
Via Mazzoleni, 6/a – 60035, Jesi (AN)
Cell. 334.1684688 – tel. 0731.56590
ufficioscuola@teatrogiovaniteatropirata.it
biglietteria@teatrogiovaniteatropirata.it
www.teatrogiovaniteatropirata.it

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Il teatro Tullio Giacconi di Chiaravalle

Al via a Chiaravalle la nuova stagione del teatro Tullio Giacconi

ArmoniCittà è il titolo della nuova stagione del teatro Tullio Giacconi di Chiaravalle, proposta dalla storica collaborazione fra Comune e Amat con il sostegno del ministero della cultura e della Regione Marche. Cinque titoli scelti fra spettacoli di tensione etica e sociale, atmosfere natalizie, classici senza tempo e protagonisti della scena contemporanea.

In anteprima di stagione l’evento speciale Chi è di scena, mostra del fotografo italo-francese Emanuele Scorcelletti in programma alle Salette Giacconi dall’11 al 26 ottobre, dedicata al mondo dello spettacolo e promossa dal Comune in collaborazione con il Circolo Fotografico AVIS di Chiaravalle e con i Musei Civici del Comune di Jesi. Il vernissage, previsto alle ore 19 dell’11 ottobre, sarà preceduto alle ore 18 da un talk dell’artista con il critico Massimo Raffaeli presso il Teatro.

Ad aprire il cartellone del teatro Tullio Giacconi giovedì 16 ottobre è Chiara Francini con Alessandro Federico in Coppia aperta quasi spalancata di Dario Fo e Franca Rame con la regia di Alessandro Tedeschi. Spettacolo fra i più popolari degli anni Ottanta, racconta di una coppia di coniugi figli del Sessantotto e della mutata coscienza del nostro Paese, ironizzando su una certa psicologia maschile, insofferente al concetto di monogamia ma tradizionalmente gelosa.

Campo Teatrale/Eco Di Fondo è la giovane compagnia che sabato 29 novembre presenterà Piccole apocalissi, una drammaturgia di Fabio Banfo, Giulia Viana e Giacomo Ferraù (che firma anche la regia), selezionata nell’edizione 2023/24 di “Next”. Nel 1977 è stato mandato nello spazio un disco con musiche, immagini e suoni che illustrassero le potenzialità della nostra specie a eventuali alieni che lo avessero eventualmente trovato. Nel 2013 la sonda con il disco è uscita dal sistema solare e ora viaggia nello spazio interstellare. Questo spettacolo racconta di quanto sia difficile scegliere cosa raccontare per dire chi siamo.

L’appuntamento natalizio con il gospel è sabato 27 dicembre, in collaborazione con San Severino Blues. Protagonisti James Patterson Gospel Singers che, forti di sei singoli di successo e di tre nomination ai Grammy Awards, portano in scena con energia e passione uno spaccato della straordinaria tradizione del più autentico canto religioso afroamericano.

Domenica 11 gennaio Andrea Pennacchi, uno degli attori ‘impegnati’ più amati dal pubblico, presenta Alieni in laguna, spettacolo che esplora l’impatto delle specie aliene sulla biodiversità, il ruolo dei cambiamenti climatici e dell’intervento umano. La narrazione di Pennacchi oscilla tra comicità e dramma, tra passato nostalgico e presente crudamente in trasformazione.

Chiude la stagione sabato 7 marzo Paolo Briguglia con Un amore, adattamento del romanzo di Dino Buzzati diretto da Alessandra Pizzi: il monologo ritrae perfettamente un rapporto morboso ed equivoco, dove l’ossessione viene confusa con l’amore. Come tristemente accade troppo spesso anche oggi.

«L’armonia – spiega Francesco Favi, assessore alla cultura di Chiaravalle – non è la negazione della disarmonia, bensì il difficile ma non impossibile accordo di elementi che in partenza sono tutt’altro che equilibrati. È quanto accade ad esempio in una prova d’orchestra: per Federico Fellini si trattava di un’immagine emblematica della vita in una società, dove ogni strumento da una parte manteneva la propria identità, dall’altra andava a formare un discorso armonioso con gli altri. Una potente metafora della politica, ovvero l’arte – imperfetta e perfettibile al tempo stesso – di coltivare il presente e di immaginare il futuro operando una sintesi tra posizioni divergenti. È con questo spirito che nella stagione ArmoniCittà si intrecciano comicità e dramma, memoria e futuro, parole, musica e immagini: un mosaico di sensibilità e linguaggi che fanno da specchio della nostra vita».

Abbonamenti e biglietti in vendita presso la biglietteria del teatro Tullio Giacconi (tel. 071/7451020) o nei punti vendita del circuito AMAT/VivaTicket e online su vivaticket.com (con aggravio del costo in favore del gestore del servizio). Previste riduzioni.
Informazioni: AMAT (tel. 071/2072439), Ufficio Cultura Comune di Chiaravalle (tel. 071/9499266).

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Roberto Pradisi

Elezioni regionali Marche 2025, intervista a Roberto Paradisi (Forza Italia)

C’è chi in politica porta la propria dote di impegno, esperienza e competenza e chi invece cerca in politica una dote, spesso un ruolo, con compenso ovviamente. E’ questa la netta distinzione con cui Roberto Paradisi, coordinatore locale di Forza Italia, si presenta agli elettori in vista delle prossime consultazioni regionali del 28 e 29 settembre. Un concetto chiaro, semplice, che restituisce dignità alla politica e al voto, in un momento in cui tanti diffidano e non votano. L’intervista integrale è in onda martedì 16 settembre, alle ore 13:10 e alle ore 20 su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), ma è disponibile anche in quest’articolo grazie al lettore multimediale.

Forte di una carriera come avvocato, docente universitario e con un lungo impegno nel mondo sportivo, Paradisi ha esposto le sue ragioni, le sue proposte e la sua visione per il futuro della regione, ponendo l’accento sulla concretezza di un impegno civico libero, a detta sua, da condizionamenti di partito.

Sanità, sport e cultura: il programma per le Marche

Paradisi si concentra su diverse aree chiave, a partire dalla sanità, un settore che assorbe oltre l’80% del bilancio regionale. Pur riconoscendo i meriti dell’attuale giunta Acquaroli nell’aver invertito la rotta rispetto al passato in cui si accentravano risorse e competenze, l’esponente di FI insiste sullo stop ai medici gettonisti, proponendo un’alternativa: «Richiamiamo i medici di famiglia in pensione, come è successo durante il Covid, e cominciamo a rimpinguare tutti i borghi e i presidi sanitari». L’obiettivo è quello di «un borgo, un presidio sanitario», garantendo a ogni comunità, anche la più piccola, l’accesso a guardie mediche e a un soccorso di base efficiente. Critiche invece per il mancato avvio delle case di comunità promesse ma anche a chi si impegna per vedere «la medaglietta», dimenticando la sostanza della questione.

Il candidato ha poi collegato indissolubilmente lo sport alla cultura, definendoli «la più potente medicina contro lo sballo e il disagio giovanile». Per quanto riguarda lo sport, ha criticato la gestione di alcune strutture pubbliche, come nel caso della palestra di via D’Aquino a Senigallia, chiusa per lavori improvvisati nel mese di avvio delle attività sportive da parte delle varie società, e il «regime dei presidi» che nega l’uso delle palestre scolastiche alle società sportive, in violazione di una legge del 1996. Per la cultura, Paradisi ha proposto un festival dei classici, itinerante nei teatri e anfiteatri romani della regione. Un progetto che non solo valorizzerebbe il patrimonio culturale delle Marche, ma creerebbe anche un indotto turistico, trasformando la cultura in un motore di crescita.

Turismo e protezione civile: proposte per il territorio

In materia di turismo, Paradisi ha difeso strenuamente il settore plein air, smentendo il pregiudizio che i turisti in camper non generino un’economia virtuosa. «Chi si muove con un mezzo da 80 mila euro ha un’importante capacità economica, e spende», ha affermato. «Va al ristorante, nei mercati, nei negozi. Dobbiamo creare aree attrezzate per intercettare questi flussi».

Sull’annoso tema del rischio idrogeologico, Paradisi ha ribadito la necessità di accelerare la costruzione delle vasche di espansione e ha proposto la soluzione di un coordinamento unico di protezione civile per ogni vallata: «Davvero pensiamo che si possa lasciare tutto alla singola volontà dei sindaci che si scambiano sms?». L’obiettivo finale sarebbe quello di creare una sorta di «commissario di fiume» per una gestione rapida ed efficace delle emergenze.

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Utopica porta il fantasy a Senigallia

Utopica porta il fantasy e la fantascienza “a spasso” per Senigallia

Tre giorni di spettacoli, fantasia e magia sono in programma a Senigallia con la prima edizione di “Utopica”, il festival del fantasy che si terrà dal 19 al 21 settembre. Il centro storico si trasformerà in un mondo incantato e parallelo dove potranno rivivere leggende medievali e mitologie antiche, affiancate dalle avventure tratte da libri, film, serie tv e giochi di ruolo.

Dai combattimenti de “Il Signore degli Anelli”, alle magie della saga di Harry Potter, fino alle guerre stellari di “Star Wars” o alle emozioni dei cartoni animati: Senigallia diverrà il regno del possibile, attraverso incontri, concerti, performance, spettacoli, mostre e attività per tutte le età e per tutti coloro che vogliono lasciarsi sorprendere.
L’evento Utopica, promosso e organizzato da LEG Live Emotion Group e dal Comune, si snoderà tra la celebre rocca roveresca di Senigallia, piazza del Duca, piazza Simoncelli e il foro annonario.

Spazio dedicato anche ai fumetti e all’arte dell’illustrazione con artisti affermati e talenti emergenti. E ancora, giochi di ruolo, tornei, parate di cosplay, dimostrazioni tra miniature e carte, concerti e spettacoli con le sigle dei cartoni animati più famosi e un’area cinema dedicata a film, serie TV, doppiaggio, videogiochi, fumetti e anime.

Un evento culturale, che attinge a piene mani dal pop, ma utile anche in chiave turistica per allungare la stagione come sottolineato dagli amministratori comunali durante la presentazione di ‘Utopica’.

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Inaugurata con successo “Et Incarnatus est”, la mostra promossa dalla Diocesi di Senigallia in pinacoteca e a palazzo Mastai. Da sinistra: Riccardo Pizzi, Lorenza Zampa, Franco Manenti, Elide Oro

Senigallia, inaugurata la mostra promossa dalla Diocesi “Et incarnatus est”

Grande successo per l’inaugurazione dell’esposizione “Et incarnatus est. Un itinerario per riscoprire il dono della vita” che si è tenuta giovedì sera, 31 luglio, nella pinacoteca di Senigallia. La presentazione alla cittadinanza dell’evento culturale promosso dalla Diocesi ha raccolto commenti molto positivi.

Consensi che confermano una stagione museale molto partecipata. Da oggi, arricchita da un percorso articolato in più sezioni. All’interno di questo percorso espositivo, grande attenzione viene dedicata a “Immagini di Maternità. La bellezza della vita che nasce”, la mostra che unisce nell’anno giubilare tutte le Diocesi marchigiane, grazie alla profonda sinergia tra Chiese locali, Regione Marche e Conferenza Episcopale Marchigiana.

Il ricco percorso espositivo, che gode del patrocinio del Comune di Senigallia, è stato presentato al numeroso pubblico intervenuto, dopo i saluti del vescovo Franco Manenti e del vicesindaco Riccardo Pizzi, dalle curatrici Elide Oro e Lorenza Zampa. Hanno condotto gli intervenuti nelle rinnovate sale della Pinacoteca alla scoperta del tema della Maternità, sviluppato secondo letture interpretative trasversali e parallele. C’è di più: si tratta di un percorso tematico itinerante, allestito in tre sezioni: due presso la pinacoteca e una nell’altrettanto centralissimo palazzo Mastai – casa museo Pio IX.

L’esposizione a ingresso gratuito accompagnerà le aperture dei musei diocesani per tutto l’anno giubilare, fino al 6 gennaio 2026 offrendo la possibilità di partecipare a visite guidate, condotte dagli operatori museali con un doppio appuntamento settimanale: ogni giovedì e domenica di agosto, alle ore 21.30, sempre a ingresso gratuito e senza necessità di prenotazione. Prima visita domenica 3 agosto, condotta direttamente da una delle due curatrici, per andare alla scoperta di questo patrimonio storico – artistico secolare ma sempre in dialogo con la contemporaneità.
Per informazioni: www.diocesisenigallia.it.

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Gregorio Sassoli al cinema Gabbiano di Senigallia

Uno sguardo diverso sui senzatetto: a Senigallia il regista Sassoli con il film ‘San Damiano’

L’estate del cinema ‘Gabbiano’ di Senigallia si è arricchita lo scorso 28 luglio della proiezione di ‘San Damiano’, un’opera che racconta l’incontro tra persone senzatetto segnate dalla violenza e dalla solitudine, che parla di chi vive ai margini. In questo caso si tratta dei senza dimora stanziati attorno alla stazione Termini di Roma. Erano presenti per l’occasione, Gregorio Sassoli, uno dei due registi; Alessandro Carta, presidente della Fiopsd – Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora; e Chiara Mondaini, responsabile dell’area inclusione e pari opportunità della cooperativa sociale Polo9. L’evento è nato grazie alla collaborazione con la stessa cooperativa Polo9, Caritas Senigallia, Free Woman, On the road, La Tenda di Abramo, Cnca e RiBò: sigle che a diverso titolo nel nostro territorio sono impegnate in questo ambito.

Durante l’intervista, Sassoli ha detto che “San Damiano” è nato casualmente, dall’incontro con il senzatetto Damiano mentre registravano un altro film. «Volevamo una storia immersiva, non un’opera giornalistica o di classico stile documentario ed in effetti la chiave di tutto è l’emotività, che attraversa ogni scena, rendendo l’esperienza profonda e coinvolgente. Il significato della pellicola si concentra proprio su questo: raccontare quanto sia difficile sopravvivere alle proprie ferite, ma anche come, attraverso l’arte e i legami umani, si possa lentamente tornare a respirare».

Un film che mostra la violenza e la brutalità che si addensano nella quotidianità delle persone in strada. De-umanizzate, etichettate. Un messaggio forte, che spesso ignoriamo. «Non è un film da vedere a cuor leggero – spiega una delle giovani giurate del cinema Gabbiano – non è facile da digerire ed è a tratti destabilizzante. È un racconto che non cerca di commuovere, bensì di scuotere tramite le sue storie di emarginazione e disagi sociali».

Mercoledì 6 agosto 2025 sarà presente in arena l’attrice del film “Coppia aperta, quasi spalancata”, Chiara Francini.

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Raffaele "Lello" Marangio

“Io Leggo Forte” a Senigallia: Lello Marangio e la disabilità tra ironia e inclusione

Si è conclusa con successo la recente edizione del festival “Io Leggo Forte” a Senigallia, che dal 18 al 20 luglio ha animato la città con l’arte della lettura. Promosso dall’associazione Laboratorio Centro Voce, con il partenariato del Comune di Senigallia e il patrocinio della Regione Marche e del Cepell (Centro per il libro e la lettura), l’evento ha visto tra i suoi momenti più significativi e vivaci l’incontro con Raffaele “Lello” Marangio. Lo scrittore, sceneggiatore e cabarettista, autore del libro sulla disabilità “Al mio segnale scatenate l’infermo”, è stato intervistato da Laura Mandolini: l’audio, andato in onda su Radio Duomo Senigallia nei giorni scorsi, è disponibile in questo articolo grazie al lettore multimediale. 

L’ironia come salvezza

Marangio, che a causa della poliomielite si muove in sedia a rotelle, ha trasformato la sua disabilità in un incredibile punto di forza, affrontando il tema con una prospettiva unica: quella dell’umorismo. Un approccio che ha caratterizzato tutta la sua vita e la sua prolifica produzione letteraria, iniziata a soli 13 anni. Marangio ha sottolineato come, nell’Italia di oggi, il vero virus da combattere sia quello dell’indifferenza. «Se eliminiamo l’indifferenza, l’accoglienza e l’inclusione delle persone disabili diventano molto più facili», ha affermato. Pur riconoscendo i progressi fatti rispetto al passato, specialmente nel Nord Italia in termini di servizi, ha evidenziato le persistenti disparità, soprattutto al Sud.

Oltre il paternalismo e il compatimento

L’autore ha criticato la tendenza a guardare alla disabilità con uno sguardo pietistico o paternalistico. «La disabilità è spesso vista come un incidente sulla strada: si guarda, si passa e si pensa ‘l’importante è che non sia capitato a me’», ha detto. Per Marangio, la lotta all’indifferenza deve partire anche dalle persone con disabilità stesse, che devono rivendicare i propri diritti «non in maniera pietistica, ma facendo in modo che la gente si vergogni delle cose che non fa». Ha poi toccato il tema delle barriere mentali, strettamente connesse a quelle architettoniche. «Se esistono ancora barriere architettoniche, significa che esistono ancora barriere mentali». Ha ribadito un concetto fondamentale: ciò che è a misura di una persona con disabilità, come una passerella per la spiaggia, è in realtà a misura di tutti, rendendo la vita più facile per mamme con passeggini, anziani o persone con difficoltà temporanee.

La cultura dell’inclusione e il ruolo dei media

Secondo Marangio, i mass media hanno una grande responsabilità nel veicolare messaggi diversi. «In televisione spesso si cerca l’abilismo, l’eroe paralimpico, o la storia drammatica che avvilisce. Ma se facciamo sorridere, il messaggio arriva molto più forte e trapassa le barriere» ha spiegato, citando la sua esperienza al Giffoni Film Festival. Infine, parlando di felicità e disabilità, Marangio ha offerto una prospettiva illuminante: «La persona felice è quella che riesce a essere soddisfatta della propria vita, anche con poco». La disabilità più grande, per lui, è la mancanza di sensibilità verso gli altri, l’egoismo e l’indifferenza che impediscono di dare felicità. 

L’incontro con Lello Marangio al festival “Io Leggo Forte” ha offerto una lezione preziosa: la risata può essere un potente strumento di inclusione, capace di abbattere muri e costruire ponti di comprensione.

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Consegnati, dalla delegazione senigalliese del Fondo per l'Ambiente Italiano, gli attestati di partecipazione agli alunni delle sei classi terze e della 2^B che sono diventati guide esperte di uno dei “luoghi del cuore” della città in occasione delle giornate del Fai di primavera 2025

Continua la collaborazione tra il FAI e la scuola Fagnani di Senigallia

Chiamateli pure “apprendisti ciceroni”, ma è certamente grande la soddisfazione dei ragazzi della scuola Fagnani, che mercoledì scorso hanno ricevuto gli attestati di partecipazione da Marcello Mengucci e Mara Natalucci, in qualità di membri della delegazione senigalliese del Fondo per l’Ambiente Italiano (Fai).

Gli alunni delle sei classi terze, insieme ai loro compagni della 2^B, hanno infatti preso parte alle giornate del Fai di primavera, diventando guide esperte di uno dei “luoghi del cuore” della città: il museo della scuola Pascoli, che conserva arredi e materiali didattici di più di ottant’anni fa. 

«La consegna degli attestati del Fai è sempre una gradita occasione per evidenziare l’importanza di questa collaborazione – sottolinea Patrizia Leoni, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Senigallia centro di cui fa parte la scuola Fagnani – specie in un anno giubilare per il Fai, che festeggia i cinquant’anni di attività. Gli studenti coinvolti nel progetto, ovviamente, cambiano di anno in anno. Quello che non cambia è il valore di fondo, ossia la conoscenza della bellezza, anche quella dei luoghi meno noti, che genera rispetto e nuova cultura».

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Mario Giacomelli in una foto di Giovanna Calvenzi (© The Mario Giacomelli Archive)

A Senigallia una consulta della fotografia, la proposta in aula per discussione e voto

E’ stata lanciata ormai alcuni mesi fa la proposta di istituire una consulta comunale della fotografia a Senigallia. Oggi l’iniziativa del presidente del consiglio comunale Massimo Bello e della presidente della consulta della cultura Anna Maria Bernardini si trova a un passo dall’approvazione finale. Tra pochi giorni approderà in aula consiliare per la discussione generale, degli emendamenti e del voto. Inizia da questi elementi l’intervista a uno dei due proponenti, Bello, ai microfoni di Radio Duomo Senigallia (95.2 FM) lunedì 28 e martedì 29 aprile alle ore 13:10 e alle ore 20, oltre a una replica ulteriore domenica 4 maggio alle 16:50. L’audio integrale è disponibile anche in questo articolo, assieme a un breve testo.

L’idea nasce dalla volontà di creare un luogo istituzionale di coordinamento, proposta e riflessione per le numerose associazioni fotografiche della città, in un territorio storicamente legato alla fotografia grazie a figure come Mario Giacomelli, Giuseppe Cavalli e tanti altri. Proprio in vista del centenario della nascita di Giacomelli, che cade come si saprà proprio nel 2025, si è ritenuto importante dare vita a questo spazio permanente per sostenere e sviluppare la cultura fotografica attraverso una rete coordinata dall’ente locale.

Atto ancora più di rilievo, secondo Bello, un «valore aggiunto» dato il riconoscimento di Senigallia come “Città della Fotografia” ottenuto dalla Regione Marche nel 2018. Non si tratterebbe di un doppione della consulta della cultura, in quanto quest’ultima ha una portata più generale, mentre la nuova consulta si focalizzerà specificamente sul settore fotografico, ricco di storia, eventi e importanti esponenti locali, nazionali e internazionali. Un organismo ovviamente aperto alla partecipazione delle varie associazioni fotografiche di Senigallia e che va oltre la portata delle celebrazioni per Giacomelli o la recente scomparsa di Riccardo Gambelli, altro importante esponente della “scuola del MISA”, divenendo un organismo permanente.

La proposta ha registrato anche umori tiepidi, dai consiglieri di minoranza durante la seduta congiunta della prima e quarta commissione consiliare in cui si discuteva dell’iniziativa di istituire la consulta della fotografia. In tal senso, Bello preferisce non commentare direttamente la posizione di astensione, auspicando però un’unità di intenti su una proposta che considera apolitica e importante per la cultura della città. E un voto unanime in consiglio comunale.

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