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Tag: economia

Roberto Pradisi

Senigallia, verso le elezioni: centrodestra in affanno su sanità, tasse, sport e ponte Garibaldi

Roberto Paradisi, segretario di Forza Italia a Senigallia, non le manda certo a dire. Ai nostri microfroni traccia un bilancio della politica cittadina e regionale in vista degli appuntamenti elettorali del prossimo autunno 2025 per le regionali e della primavera 2026 per le comunali. Bilancio in cui non risparmia elogi né critiche, soprattutto su alcuni temi di fondamentale importanza per la cittadinanza, come la sanità pubblica e il progetto del nuovo ponte Garibaldi. Ma segnali chiari al centrodestra senigalliese arrivano anche su economia, tasse, sport e cultura. Questo breve testo è accompagnato da un lettore multimediale per riascoltarsi l’audio dell’intervista a Paradisi, andata in onda nei giorni scorsi su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM).

Uno dei temi su cui la posizione di Paradisi è in contrasto con quella della struttura commissariale (e quindi anche con l’amministrazione Olivetti che l’ha avallata) è il progetto per la ricostruzione di ponte Garibaldi. Tema caldo a Senigallia, che sta tenendo banco da mesi, su cui gli animi non accennano a calmarsi. Paradisi lo definisce una «oscenità» che «sventrerà il prospetto architettonico neoclassico» di Senigallia. «Quel ponte Senigallia non lo vuole», ha affermato con decisione all’assessore regionale Aguzzi, facendo eco alle quasi 10 mila firme di cittadini contrari raccolte da alcune associazioni di Senigallia. Nonostante la volontà politica espressa dal commissario Babini, Paradisi si chiede: «Ma si può veramente lasciare che un ponte in una città con un contesto neoclassico sia progettato da un tecnico dell’Anas?».

Altro fronte di battaglia è la sanità. Paradisi riconosce gli sforzi della giunta Acquaroli, ma denuncia la situazione insostenibile per le liste di attesa e soprattutto la «carenza incredibile di medici», soprattutto al pronto soccorso. «Non si può tenere due medici in pronto soccorso a fronte di una richiesta altissima», afferma. Critica inoltre il ritardo nell’attivazione dell’ospedale e della casa di comunità, finalmente previsti anche a Senigallia dopo un’iniziale dimenticanza, ma di cui si attende ancora la realizzazione concreta.

Non mancano le critiche all’amministrazione Olivetti sui temi di sua competenza. Paradisi chiede la revoca delle deleghe a Liverani e Pizzi, il primo per la nota vicenda giudiziaria; e accusando il secondo di aver «penalizzato lo sport in modo pesantissimo». In particolare, contesta l’aumento delle tariffe per le attività sportive, definendo «gravi» alcune dichiarazioni dell’assessore e vicesindaco “nato” con la lista La Civica e ora in forza a Fratelli d’Italia per questioni di equilibri interni alla maggioranza.

Sull’economia, Paradisi contesta come non sia stato osservato sinora quanto annunciato nel programma elettorale. Chiede una revisione delle tasse, in particolare dell’addizionale IRPEF, e l’innalzamento della “no tax area”. «Non è stata abbassata di un solo centesimo nessuna tassa», sottolinea.

Paradisi conclude ribadendo che la priorità di Forza Italia è certamente il centrodestra, ma lancia un avvertimento: «Se le altre forze del centrodestra a livello locale non ci ascoltano, ci snobbano o addirittura ci vogliono isolare, noi ne prenderemo atto e ci guarderemo intorno». Un segnale chiaro, che potrebbe ridisegnare gli equilibri politici, almeno a Senigallia.

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Donald Trump (Foto AFP/SIR)

Dazi USA, terremoto per l’export delle Marche: imprese in crisi ma non mancano le opportunità

Tra annunci e pause, tra sparate e passi indietro, la politica di Trump con i suoi dazi imposti in modo unilaterale a tutto il mondo, sta avendo effetti negativi sull’economia e sta spaventando le imprese, anche quelle della nostra regione Marche. Molte, in attesa di capire cosa succederà, hanno fermato gli investimenti e bloccato anche metà delle produzioni data l’incertezza per quanto riguarda l’export verso gli Stati Uniti, uno dei principali mercati in cui le Marche esportano beni e prodotti. A che punto siamo e come se ne esce da questa situazione? Lo abbiamo chiesto a Massimiliano Santini, direttore Cna Ancona. L’intervista è in onda venerdì 11 aprile, alle ore 13:10 e alle 20; sabato 12, alle ore 20 e poi domenica 13 a partire dalle ore 16:50 (il terzo di tre contributi audio). Audio integrale che è disponibile anche qui, in questo articolo – basterà cliccare sul tasto play – assieme a un breve testo.

Un mercato cruciale in difficoltà

L’export marchigiano verso gli USA è sceso a 1,2 miliardi nel 2024. Un calo drastico che mette in ginocchio numerose piccole e medie imprese, cuore pulsante dell’economia locale. Settori chiave come l’automotive, con 90 aziende e 6.000 dipendenti solo nella provincia di Ancona, sono particolarmente vulnerabili. Altri settori che esportano negli States sono il manifatturiero, il farmaceutico, la meccanica, la moda e, ovviamente, l’agroalimentare.

Incertezza e nuove rotte

L’altalena di annunci e ripensamenti di Trump ha generato un clima di forte incertezza, rendendo difficile per le imprese pianificare il futuro. Di fronte a questo scenario, la CNA di Ancona lancia un appello alla diplomazia e alla negoziazione, ma invita anche le imprese a esplorare nuovi mercati. L’Africa, il Medio Oriente, l’India e il Sud America rappresentano potenziali sbocchi per l’export marchigiano.

Massimiliano Santini, direttore Cna Ancona
Massimiliano Santini, direttore Cna Ancona

Le proposte della CNA per sostenere le imprese

Per superare la crisi, c’è una serie di misure concrete che va dalla semplificazione burocratica agli incentivi agli investimenti e al sostegno all’export. Ma soprattutto bisogna guardare a questa crisi come a un’opportunità, diversificando i mercati e rafforzando la competitività del sistema produttivo regionale.

L’Europa come mercato catalizzatore di capitali

In questo scenario, l’Europa deve rafforzare la sua voce e porsi come un polo attrattivo per i capitali, promuovendo le transazioni in euro e adottando politiche comuni in materia di energia, immigrazione, demografia, infrastrutture e digitalizzazione.

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Anna Gabbianelli

Confindustria, Gabbianelli: «Senigallia e vallate possono e devono attrarre giovani e investitori»

Il comitato territoriale di Confindustria di Senigallia e delle valli Misa e Nevola ha visto un recente cambiamento alla sua guida. Dopo anni di impegno da parte di Renato Mandolini, al suo posto è stata eletta presidente Anna Gabbianelli. Ne abbiamo approfittato per porle qualche domanda dando così uno sguardo alle imprese del territorio locale ma senza perdere di vista il contesto produttivo, economico e geopolitico, sia nazionale che internazionale. Scenario che presenta certamente sfide complesse ma anche opportunità di crescita. L’intervista è andata in onda su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM) nei giorni scorsi ma l’audio integrale della nostra chiacchierata con la referente locale di Confindustria accompagna questo articolo grazie al lettore multimediale. Buon ascolto.

L’instabilità internazionale

Il mondo dell’economia, sia a livello nazionale che internazionale, sta attraversando un periodo di grande incertezza. Le tensioni geopolitiche – come la guerra in Ucraina e i conflitti in Medio Oriente, che ognuno spera si possano concludere velocemente, ma anche le nuove politiche commerciali aggressive di alcuni paesi leggasi Stati Uniti, stanno creando un clima di instabilità che si ripercuote anche sulle imprese italiane e, a cascata, su quelle locali.

Le sfide da affrontare

Le aziende italiane, in particolare quelle del settore manifatturiero, si trovano ad affrontare diverse sfide, tra cui la difficoltà nel reperire materie prime, l’aumento dei costi energetici e la concorrenza internazionale. A livello interno, la burocrazia eccessiva e la mancanza di fiducia nel futuro rappresentano ulteriori ostacoli alla crescita.

Il territorio Misa e Nevola

Nonostante le difficoltà, comprese quellle causate dall’alluvione del 2022, il territorio di Senigallia e delle valli Misa e Nevola si distingue per la sua dinamicità e resilienza. Le 62 aziende associate a Confindustria, che spaziano dalla meccanica alla cartotecnica, dall’energia ai servizi, rappresentano un tessuto imprenditoriale variegato e innovativo.

Le priorità di Confindustria

Il nuovo direttivo, guidato dalla presidente Anna Gabbianelli, ha individuato alcune priorità per sostenere le imprese del territorio. Tra queste, la creazione di filiere tra le aziende, per favorire la collaborazione e la condivisione di risorse, e l’attenzione alla formazione dei giovani, per garantire il ricambio generazionale e la disponibilità di manodopera qualificata. Ma puntando sulla qualità della vita, sulla ricchezza del patrimonio culturale e sulla vivacità del tessuto sociale si possono attrarre investitori.

Uno sguardo al futuro

Nonostante le mille incognite, le imprese del territorio hanno dimostrato una grande capacità di ripresa. La capacità di innovazione è indicata da molti imprenditori come l’unica chiave per continuare a crescere, mentre le progettualità con il mondo della scuola sono ormai la base per ridare slancio all’intero territorio.

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Il presidente di Confindustria Marche Roberto Cardinali in un incontro ad Ancona del maggio 2024 (Foto: Confindustria Marche)

Industria e commercio ancora in difficoltà: terzo trimestre 2024 negativo

Il terzo trimestre dell’anno non porta con sé buone notizie per quanto riguarda la produzione industriale e l’attività commerciale. Dati in calo che, secondo Confindustria Marche, confermano  il permanere di un clima congiunturale ancora debole, che sembra peggiorare di anno in anno.

L’ultimo rapporto presentato dagli industriali marchigiani parla di un consuntivo sul terzo trimestre 2024 negativo. Non è però una novità: il dato era ampiamente atteso, anzi anticipato da uno studio svolto alla fine del primo semestre sulle prospettive per la chiusura dell’anno. Di più: nel trimestre luglio-settembre 2024, l’industria manifatturiera regionale non solo registra attività produttiva e commerciale in calo rispetto ai primi mesi dell’anno, ma mostra un andamento sottotono anche rispetto ai livelli rilevati nello stesso periodo del 2023.

Secondo i risultati dell’indagine del centro studi “Giuseppe Guzzini” di Confindustria Marche, la produzione industriale ha registrato una flessione del 3,0% nel terzo trimestre 2024 su base tendenziale (-3,8% nel secondo trimestre). Un dato ancora peggiore di quello nazionale che si attesta al -2,6%.

Meno peggio l’attività commerciale: nel complesso è in calo dello 0,4% rispetto al periodo luglio-settembre 2023, con una contrazione sul mercato interno e un aumento sul mercato estero. Le vendite sul mercato interno hanno registrato una diminuzione dell’1,6%, mentre le vendite sull’estero hanno registrato una crescita pari al 2,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Unica nota positiva sembra essere quella occupazionale: nella media del trimestre luglio-settembre 2023, i livelli occupazionali sono cresciuti dello 0,8%.

Di debolezza del mercato interno parla il presidente di Confindustria Marche Roberto Cardinali quale causa che influenza il report sul terzo trimestre 2024, anche se accompagnato da timidi segnali di ripresa nel mercato estero. «Pesa sull’economia regionale l’incertezza derivante dal debole andamento dell’economia tedesca, dall’acuirsi delle tensioni internazionali e dalle elezioni USA». 

Se il contesto internazionale non è favorevole alla produzione industriale marchigiana, qualche beneficio nel contenere la negatività è data dalle «decisioni di riduzione dei tassi prese dalle banche centrali per sostenere l’economia e contenere l’inflazione» spiega ancora Cardinali che guarda al futuro con un cauto ottimismo: «In questo scenario – ha concluso – il miglioramento delle attività di esportazione, seppur ancora contenuto, è un buon segnale. Le aziende marchigiane stanno cercando di superare il momento difficile puntando sui mercati esteri, mantenendo allo stesso tempo un presidio significativo sui mercati più maturi e competitivi».

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lavoro, ferro, artigianato, operaio

Economia, le Marche arrancano: aumenta il ricorso alla cassa integrazione

Arranca l’economia marchigiana. Fatte salve alcune eccezioni legate soprattutto a grandi e consolidati gruppi rivolti al mercato internazionale, la nostra regione non sta vivendo un periodo di buone prestazioni economiche. A suggerirlo, tra gli altri indicatori, c’è anche il massiccio ricorso alla cassa integrazione.

Nel periodo gennaio-settembre 2024, sottolinea la Cgil regionale, sono state richieste e autorizzate complessivamente 15,2 milioni di ore di Cassa integrazione, FIS e altri fondi di solidarietà. In particolare, la CIG (ordinaria, straordinaria e in deroga) si attesta a 15 milioni di ore, mentre il ricorso a FIS e altri fondi arriva a circa 200 mila ore. 

Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nelle Marche la CIG registra un aumento di 4,6 milioni ore (+45%). La tendenza risulta essere molto più accentuata rispetto al valore medio italiano (+20%) e a quella del Centro Italia nel complesso (+4,4%).

Dati che spaventano. A beneficiare di più di queste ore di Cig e delle altre misure di solidarietà sono le province di Ascoli Piceno e Fermo (+111,5%) e Pesaro Urbino (+48,5%), che evidenziano un aumento superiore alla media regionale; Macerata registra un +40% mentre ad  Ancona si osserva l’aumento più contenuto (+14,8%) ma pur sempre un incremento.

Per quanto riguarda i settori, l’industria assorbe la maggior parte delle ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni (14,6 milioni) e fa registrare un aumento di +4,9 milioni di ore (+51,2%). Scendendo ancora nel dettaglio, i comparti che osservano l’incremento maggiore sono pelli, cuoio e calzature (+178,2%), tessile e abbigliamento (+231,2%), Chimica, gomma, plastica (+52,4%). La meccanica e metallurgia segna +39,3%, che in termini assoluti ammonta ad un aumento di 1,8 milioni di ore.

Per ciò che concerne il terziario, le ore di Cig registrate sono 88 mila: c’è un calo di quasi 123 mila ore (-58,1%), riscontrabile in maniera più o meno accentuata in tutti i comparti. Nell’edilizia sono 276 mila, con un calo di 180 mila ore (-39,4%).

«La crisi nelle Marche avanza – dichiara Eleonora Fontana, segretaria regionale Cgil Marche – e questi dati confermano quanto si prevedeva già nel precedente trimestre. L’industria nella regione sta attraversando una fase di crisi preoccupante che rischia di aggravare la situazione occupazionale regionale. Vanno rilanciati gli investimenti in innovazione, occorre un piano di politiche industriali e sostenere la domanda interna di aumento dei salari».

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aeroporto, volo, aereo, ryanair, compagnie aeree

«Potenziare l’aeroporto delle Marche con Ryanair e attuare la macroregione adriatico-ionica»

Nuova puntata di 20 minuti da Leone con ospite il presidente del consiglio comunale di Senigallia, Massimo Bello, promotore di una proposta per il potenziamento dell’aeroporto di Falconara. Come? Tramite la realizzazione di un hub da parte di una compagnia aerea importante.L’intervista sarà in onda mercoledì 9 ottobre e giovedì 10 alle ore 13:10 e alle 20, poi anche domenica 13 a partire dalle 16:50 (la seconda di tre interviste). Sempre su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM). L’audio integrale è infine disponibile in questo articolo con un estratto testuale dell’intervista.

Cosa prevede la proposta?
Questa proposta riguarda sostanzialmente la possibilità di potenziare la nostra infrastruttura aeroportuale, ma anche di dare piena attuazione alla macroregione adriatico-ionica. Riguarda una richiesta che il consiglio comunale, approvando la mozione, dovrebbe fare direttamente alla Regione Marche, che è l’organo deputato per riflettere su queste due proposte e, in particolare, sulla possibilità di potenziare il nostro aeroporto marchigiano prevedendo un centro Ryanair che possa implementare le tratte e quindi i voli.

Da dove nasce l’idea?
Da una dichiarazione che l’amministratore delegato della Ryanair ha fatto tempo fa sui massimi quotidiani nazionali, affermando come Falconara potesse essere un punto di riferimento per la Ryanair all’interno del nostro territorio. Ovviamente se l’amministratore delegato ha posto l’accento sulla nostra struttura probabilmente ci sono dei presupposti. Se dal territorio arriva una richiesta in tal senso, giunta e consiglio regionale insieme rifletteranno su questa situazione.

Di questa proposta, che eventualmente il consiglio comunale potrebbe approvare dopo una valutazione in commissione, se ne dovrebbe fare carico la Regione: il vantaggio per chi è? Per Ryanair o per il territorio? 
Le Marche hanno un aeroporto da tantissimo tempo e nel corso di questi anni l’aeroporto di Falconara è stato sempre all’attenzione del dibattito politico ma anche istituzionale. Negli ultimi anni si sono visti degli sviluppi positivi del nostro aeroporto con l’implementazione di alcune tratte. Nulla toglie però alla Regione Marche di potenziare questa infrastruttura e per fare questo è ovvio che bisogna interfacciarsi con le compagnie aeree. Quando si parla di territorio ovviamente si parla di tutti gli stakeholders che operano nel territorio marchigiano. Interessa intanto alla classe imprenditoriale, ma anche al mondo formativo e universitario. Poi il turismo e la cultura quindi il vantaggio va anche ai nostri operatori e ai nostri comuni che hanno la possibilità di disegnare politiche turistico-culturali anche in base all’afflusso di persone che possono venire a visitare le nostre realtà. Quindi è un vantaggio complessivo per tutti. 

La regione dovrebbe investire delle risorse? 
Abbiamo un patrimonio turistico, culturale, ambientale, paesaggistico e culturale immenso. Già la regione Marche si sta impegnando e sta investendo soprattutto nel mondo del turismo e nel mondo della cultura. Qui si tratta di implementare attività e servizi. Intanto il primo passo è quello di mettersi al tavolo con, in questo caso, la Raia Nere, che ha lanciato questa opportunità o questa possibilità di capire quali possono essere gli sviluppi. E’ ovvio che poi comportano anche degli investimenti.

I problemi dell’aeroporto Raffaello Sanzio di Falconara sono ben noti. Ce ne sono tanti che sono di carattere economico: i contributi che vengono dati dalla regione, ad esempio, si configurano come aiuti di Stato? Ledono la legittima concorrenza tra i privati? 
E’ una questione che credo sia presente in ogni angolo d’Europa. Il confine è molto labile e è ovvio che ci sono dei controlli da parte dell’Unione Europea, ci sono dei controlli anche da parte degli stati membri nel momento in cui vengono poste sul tavolo queste situazioni. Da ciò che mi risulta non ci sono situazioni negative, anche perché poi, oggi, tutte le realtà istituzionali, anche di un certo spessore, sono attente sulla questione degli aiuti di Stato che possono contravvenire quelle che sono le direttive dell’Unione Europea. Qui non c’è stato il superamento o lo sconfinamento che potesse far emergere la questione degli aiuti di Stato, anche perché altrimenti l’Europa l’avrebbe sottolineato e rimarcato in modo molto chiaro e inequivocabile.

Massimo Bello
Massimo Bello

Quali altre ripercussioni potrebbe avere un potenziamento dell’aeroporto di Falconara?
L’altra richiesta, sempre con la proposta che ho presentato, riguarda l’attuazione della macroregione adriatico-ionica, che è una strategia dell’Unione Europea, approvata nel 2014, che vede la Regione Marche, tutte le regioni della costa adriatica insieme alle regioni degli stati che stanno al di là dell’Adriatico, quindi nella zona balcanica, unite nella possibilità di creare occasioni economiche, culturali, formative, turistiche per promuovere e sviluppare questa area del sud dell’Europa. Con la mozione si chiede anche di riflettere sulle attività da mettere in cantiere, come lo sviluppo aeroportuale. 

L’aeroporto potrebbe essere il mezzo anche per valorizzare il territorio attraverso la strategia della macroregione adriatico-ionica? 
La proposta che io ho avanzato è quella di attuare la strategia della macroregione adriatico-ionica anche attraverso il nostro aeroporto. Pensate che la macroregione comprende una popolazione enorme: tutta la costa adriatica, i paesi che sono al di là dell’adriatico, tutta la penisola balcanica e all’interno di questa macroregione. Oltre a parlare di cultura, turismo, economia, sviluppo, ambiente, non può non parlare di infrastrutture e quindi far cadere l’attenzione sulla struttura aeroportuale delle Marche per collegarsi all’interno della macroregione adriatico-ionica, ma anche con il resto d’Europa. 

Quando questa proposta verrà esaminata dalle commissioni, poi dall’aula consiliare, quindi quando potrà arrivare sul tavolo della Regione? 
Sarà esaminata dalle commissioni permanenti del consiglio comunale, dalla prima e dalla quarta commissione. La prima commissione si occupa di affari generali e istituzionali e di sviluppo economico; la quarta commissione si occupa di turismo, cultura, formazione. E’ un passaggio obbligato dal nostro regolamento e poi credo che la mozione una volta licenziata dalle commissioni possa approdare in consiglio comunale entro ottobre. Avremo due sedute ad ottobre, il 16 e il 28. Vediamo il dibattito consiliare cosa sortirà.

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Massimo Oivetti

Senigallia e l’avanzo di bilancio: un tesoretto per nuovi lavori ed eventi culturali – INTERVISTA AUDIO

Massimo Oivetti
Massimo Olivetti

Il conto consuntivo 2023 del Comune di Senigallia si chiude con un avanzo di bilancio importante, circa 10 milioni di euro. Il numero è stato annunciato durante il consiglio comunale di martedì 30 aprile 2024 dal sindaco Massimo Olivetti, in qualità di assessore ad interim al bilancio dopo le dimissioni di Ilaria Bizzarri. Un avanzo che però non ha ancora una destinazione precisa nel futuro utilizzo e allora abbiamo chiesto informazioni direttamente al primo cittadino che ha risposto volentieri alle domande per questo nuovo appuntamento con “Venti minuti da Leone”. L’intervista sarà in onda oggi, mercoledì 8 maggio, e domani, giovedì 9, su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), ma sarà disponibile anche in audio e in versione testuale qui su Vocemisena.it. Basterà cliccare il tasto play del lettore multimediale o proseguire con la lettura.

Come è stato ottenuto questo risultato?
L’avanzo in generale non è un buon segno perché potrebbe significare che non ho speso ciò che prevedevo o, in caso di disavanzo, che ne ho spesi di più. L’anomalia del bilancio 2023 così come il consuntivo 2022 è determinata dal recupero fiscale, non coattivo. Si tratta di un controllo più specifico, soprattutto sull’Imu, che ha portato a un dialogo con privati cittadini e imprese. Da qui abbiamo potute recuperare quasi 2,8 milioni di euro, ma non si tratta solo di entrate ma hanno fatto calare anche il fondo crediti di dubbia esigibilità, quindi ci ritroviamo con un importo di quasi il doppio da utilizzare.

Quali altre azioni hanno portato a queste cifre?
Abbiamo ridotto le cause amministrative, alcune delle quali andavano avanti da quasi venti anni o per questioni di lana caprina, che ci costringevano ad accantonare vari soldi. Da 2,6 milioni siamo scesi a 600 mila euro. Di fatto abbiamo recuperato soldi per un terzo bilancio.

E come verranno utilizzati questi soldi?
Trattandosi di soldi che abbiamo “una tantum”, non possiamo fare certe operazioni come assumere personale o avviare convenzioni che durino per anni. Possiamo solo investirli o utilizzarli nell’ambito di questo esercizio finanziario, come per far fronte a spese sociali o realizzare eventi culturali.

Per esempio?
Per esempio nella scuola dell’infanzia alla Cesanella, dove è stato rinvenuto parecchio amianto, abbiamo dovuto stanziare 600 mila euro in più per la bonifica e forse ne dovremo utilizzare altri 2-300 mila. Ecco perché è una benedizione avere questi soldi in più, altrimenti avremmo dovuto accendere un mutuo per far fronte all’imprevisto.

L’edilizia scolastica è uno dei settori al centro dell’operato dell’amministrazione pubblica…
Sì, alle Saline c’è l’intervento per la nuova Marchetti e l’Arcobaleno; alla Cesanella questo intervento che si è momentaneamente fermato ma anche quello alla primaria che contiamo invece di terminare in tempo per settembre. Poi interverremo alla scuola di Cesano con questi fondi aggiuntivi, all’silo di Marzocca e all’Aldo Moro dove dovremo fare con questi soldi qui un ampliamento delle aree, senza contare poi Montignano.

E per il settore cultura, per gli eventi?
Stiamo attirando i media per dare visibilità alla città: Rds fa un evento suo; Radio Monte Carlo accompagnerà il festival del jazz; Radio 105 è partner di XMasters; la serie tv con Marco Bocci su Mediaset, Alessandro Borghese con i 4 ristoranti e più avanti Sky con il calcio mercato servono appunto ad accendere i riflettori su Senigallia. Cerchiamo quindi anche eventi che attirino persone. Ci muoviamo anche per il rilancio della parte storica attraverso percorsi archeologici tra Senigallia, Castelleone, Arcevia e Ostra Vetere, o l’arte sacra di cui la valle è piena o i palazzi storici.

Nel bilancio una voce è quella dei contributi relativi all’alluvione 2022 che non sono ancora stati richiesti dai cittadini interessati. Come lo spiega?
E’ stata una sorpresa per cui abbiamo contattato i cittadini che inizialmente avevano fatto richiesta dei famosi 5mila e 20mila euro attraverso il modulo B1 e C1. C’è chi non ha fatto i lavori, chi prevedeva un certo danno che in realtà era minore, ci sono insomma situazioni da chiarire. Qualcuno nemmeno ci credeva che sarebbero arrivati soldi subito a seguito dell’alluvione. Come per le auto alluvionate, per la prima volta c’era un contributo ma molti per sfiducia non hanno nemmeno fatto domanda.

Quanti cittadini sono ancora fuori casa dopo l’alluvione?
Circa 40 persone, una ventina di famiglie. A parte 3 o 4 che si trovano in zone particolari, vicino il fiume o che non erano servite da acqua potabile comunale, la maggior parte si trovava in casa di un solo piano in zone Pai. Qui non si possono alzare le abitazioni ma noi abbiamo chiesto variazioni normative per un secondo piano lasciando il primo trasparente, con colonne ma senza pareti. Altre persone erano in affitto ma i proprietari non hanno ancora fatto o terminato i lavori. E questo è un problema sociale ma anche di natura educativa: chi prima metteva la casa in affitto, non vedo perché non debba usare la contribuzione per mettere a posto l’appartamento e far rientrare le persone.

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Egidio Muscellini

Guerra e pandemia, imprese in difficoltà anche nelle valli Misa e Nevola – INTERVISTA AUDIO

Egidio Muscellini
Egidio Muscellini

Continuano le interviste nel programma radiofonico di Radio Duomo Senigallia/In Blu dal titolo “Venti minuti da Leone”. In questo spazio per le riflessioni sulle problematiche e sulle opportunità del territorio che va da Arcevia a Senigallia e da Chiaravalle a Mondolfo, abbiamo avuto tra gli ospiti Egidio Muscellini (in FOTO), presidente del comitato territoriale di Senigallia della Confartigianato che comprende il mandamento delle valli Misa e Nevola e quindi tutti i comuni da Arcevia a Senigallia.

In quest’area, insistono migliaia di imprese artigianali e commerciali: il saldo però continua a essere negativo, perché pesano diversi fattori a livello globale. Dopo la crisi della pandemia, è subentrato il conflitto tra Russia e Ucraina che ha portato a conseguenze impattanti per famiglie e imprese, tra cui aumenti generalizzati dei prezzi di ogni prodotto. E altrettanta apprensione si origina a ogni notizia di guerre o tensioni che si riaccendono, come adesso in Medio Oriente.

«Sicuramente il contesto nazionale e internazionale crea problemi vari – spiega Muscellini – tra cui aumenti di carburanti e materie prime che creano problemi alle nostre aziende, chi in maniera più marcata e chi meno, ma tutte ne risentono». Poi ovviamente dipende dal tipo di attività: un’attività con forni elettrici ha risentito maggiormente dell’aumento delle bollette energetiche rispetto a un negozio di abbigliamento.

Il contesto ha anche portato alla chiusura soprattutto di piccole attività che non hanno saputo far fronte all’aumento generalizzato dei costi, su tutti appunto energia e materie prime. «Tra i problemi c’è anche lo spopolamento dei centri storici che portano poi alla chiusura dei piccoli negozi, per cui si rende necessario un rilancio della qualità dell’abitare nei centri e nei borghi delle vallate». Anche in questo caso il fenomeno è più accentuato nei paesi dell’entroterra che potrebbero rinascere con il turismo, «una risorsa da sfruttare sicuramente».

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La rotatoria con la scritta "Senigallia" a scopi turistici

«Eventi e turismo per creare ricchezza nel territorio di Senigallia» – INTERVISTA AUDIO

Alan Canestrari

L’amministrazione comunale di Senigallia, attraverso i suoi vari uffici e assessorati, sta mettendo in campo una serie di iniziative per rendere la città bella e attrattiva non solo per i turisti ma anche per i cittadini e le imprese. Un modo certo per incentivare i flussi di arrivi e presenze nella spiaggia di velluto ma che strizza anche l’occhio agli investitori: lo scopo è anche quello di favorire l’insediamento di varie attività attraverso l’organizzazione di un nutrito programma di eventi di rilievo appoggiato su un contesto di iniziative “secondarie” diffuse sul territorio.

Questa è la strategia messa in campo. A rivelarlo è l’assessore allo sviluppo economico Alan Canestrari, intervenuto sulla stagione turistica e sugli eventi organizzati a Senigallia proprio per aumentare la visibilità della città, la sua promozione turistica ma anche per rafforzare il tessuto economico.

Per ascoltare le sue parole, basterà cliccare sul tasto play del lettore multimediale.

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Ambiente, economia e sanità: i nuovi focus di Radio Duomo Senigallia

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Fonte: Pixabay

Nuove interviste nel programma “Venti minuti da Leone” in onda su Radio Duomo Senigallia / In Blu (95.2 FM). Ci sono altri tre appuntamenti in questa settimana che va dal 18 al 24 marzo per quanto riguarda il nuovo spazio radiofonico recentemente avviato e realizzato in collaborazione con La Voce Misena.

Tre nuovi focus e approfondimenti che partiranno oggi, lunedì 18 marzo, alle ore 13:10 con l’intervista a Enea Barazzoni, esponente del Partito Democratico di Senigallia, sulle politiche ambientaliste intraprese e sulle scelte green che si potrebbero fare nel territorio senigalliese, riprendendo il piano strutturale del verde urbano. L’intervista andrà in replica alle ore 20 di oggi e poi nuovamente alle 13:10 e alle 20 di domani, martedì 19.

Il secondo approfondimento riguarda invece l’andamento delle imprese dell’artigianato e commercio nell’area Misa e Nevola: per l’occasione abbiamo sentito il presidente del mandamento territoriale Senigallia e vallata della Confartigianato Egidio Muscellini. Potrete ascoltare l’intervista a partire da mercoledì 20 marzo alle ore 13:10, con replica poi alle 20 e il giorno seguente, giovedì 21 agli stessi orari, 13:10 e 20.

Infine abbiamo dato spazio al Tribunale del Malato Carlo Urbani di Senigallia, intervistando il suo presidente Umberto Solazzi. Proprio quest’anno ricorrono infatti i 20 anni di attività alla guida dello sportello in cui si rivolgono sempre più cittadini alle prese con le difficoltà della sanità pubblica. L’intervista andrà in onda venerdì 22, alle ore 13:10 con replica nei medesimi orari: alle 20 dello stesso venerdì e poi il giorno seguente, sabato 23, con il doppio appuntamento delle 13:10 e 20.

Infine, per chi non avesse avuto modo di ascoltarsi le tre interviste durante la settimana, c’è un’ultima possibilità la domenica, alle ore 16:50, in cui tutte e tre le interviste saranno disponibili una di seguito all’altra, per non perdersi alcun contenuto di “Venti minuti da Leone”. Dove? Sulla frequenza 95.2 FM di Radio Duomo Senigallia, ovviamente!

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Lavoro, occupazione, imprese

Aumenta il ricorso alla cassa integrazione nelle Marche

Lavoro, occupazione, imprese

Cassa integrazione guadagni, le Marche si confermano in uno stato di difficoltà soprattutto per edilizia e industria. L’allarme arriva dalla Cgil regionale che ha elaborato i dati Inps relativi al 2023 da cui emerge con chiarezza che nella regione Marche sono state richieste e autorizzate complessivamente 16,4 milioni di ore di Cassa integrazione, FIS (Fondo integrativo salariale) e altri fondi di solidarietà, in controtendenza con quanto sta avvenendo nel centro Italia (-27,4%) e in generale nel belpaese (-12,7%). 

La parte del leone la fa l’industria che assorbe ben 15 dei 16 milioni di ore autorizzate di CIG (ordinaria, straordinaria e in deroga) nel 2023. In termini assoluti, è significativo l’incremento nella meccanica (+1,1 milioni di ore), sebbene in un anno l’aumento relativo maggiore si registri nel legno (+36,1%) e, in particolare, nella carta, stampa ed editoria (+210%). L’edilizia, con 551 mila ore, ha osservato un rilevante aumento delle ore di CIG rispetto all’anno precedente (+33,7%). 

Difficoltà anche nel terziario che si riprende un po’ rispetto al 2022 (-69,1%) ma rimane a livelli superiori rispetto al periodo pre-pandemia. (+99,6%): le ore autorizzate di CIG sono quasi totalmente ascrivibili al settore degli studi professionali, vigilanza e case di cura (226 mila ore), unico settore che dal 2022 ha visto una crescita della CIG (+130,8%).

Da qui l’allarme della Cgil regionale che parla di «segnale della crisi che stanno vivendo le imprese trainanti l’economia marchigiana» con il rischio di «pesanti ricadute sull’occupazione». 

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euro, soldi, banconote, monete, ricchezza, redditi

Rincari dei prezzi: l’autunno porterà con sé altri aumenti, stangata per le famiglie

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Foto da Pixabay

Se l’estate appena trascorsa aveva visto rincari un po’ in tutti i settori, l’autunno non sarà da meno. Tra cibo, bollette, benzina, scuola, mutui e ristorazione, in autunno per gli italiani si prospetta una stangata da 1.600 euro a famiglia. La stima è di Assoutenti.

Ipotizzando due pieni al mese, la benzina costerà 177,6 euro e il gasolio costerà 247,2 euro all’anno in più a famiglia. Per la bolletta dell’elettricità l’associazione dei consumatori stima una spesa di 644 euro annui a famiglia, 190 euro in più per la spesa alimentare, di circa 95 euro in più per il corredo scolastico. La stangata più forte è quella relativa ai mutui che crescono di 1.100 euro in più.

Alimenti

Per bar e ristoranti le famiglie spenderanno mediamente 28 euro in più per un quadrimestre. Coldiretti stima invece i rincari sul paniere alimentare con la frutta che registra un aumento del 9,4% e del 20,2% per la verdura. Ma a rincarare di più sono zucchero e olio: lo zucchero segna +43%, mentre l’olio di oliva registra un + 37%. Rincari legati al caro carburante e al maltempo che ha tagliato i raccolti.

I rischi

Dall’Università Politecnica delle Marche viene sottolineato il rischio che l’aumento dei prezzi dei beni metterà ancora più in difficoltà le famiglie a basso reddito dato che son prodotti che entrano quotidianamente nel paniere degli acquisti,mentre stabili sono i beni durevoli come i prodotti tecnologici che si acquistano con frequenza più bassa e che quindi incidono meno sui conti annuali delle famiglie.

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uva, vite, viticoltura, vino, agricoltura

Vino, produzioni vitivinicole in calo nelle Marche: settore in difficoltà ma c’è chi si allea

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Foto da Pixabay

Stime in netto ribasso di almeno il 30% per quanto riguarda le produzioni vitivinicole nelle Marche. La causa non è solo da addebitare allo sviluppo del batterio peronospora ma anche alle condizioni climatiche che hanno messo in subbuglio le coltivazioni, prima con un periodo prolungato di siccità fino ad aprile scorso e poi con piogge oltre la media stagionale per maggio e giugno.

Se a questo si aggiungono le già note difficoltà economiche legate alle spese per gli indispensabili trattamenti fitosanitari, all’aumento dei prezzi dei singoli prodotti e del carburante, all’innalzamento degli interessi dei mutui e alle contrazioni delle vendite per la diminuzione di presenze turistiche, ecco che emerge un quadro molto preoccupante per gli imprenditori agricoli e per gli operatori del settore vitivinicolo.

«È indispensabile allora un supporto da parte della Regione Marche per sostenere il settore» ha affermato il vicepresidente della commissione consiliare regionale per lo sviluppo economico Antonio Mastrovincenzo, il quale ha depositato «un’interrogazione, sottoscritta da tutto il gruppo Pd, per chiedere al presidente Acquaroli e all’assessore all’agricoltura Antonini di prevedere urgenti e adeguati ristori economici».

A Senigallia nasce il nuovo Consorzio dei Vignaioli delle Marche
A Senigallia nasce il nuovo Consorzio dei Vignaioli delle Marche

Ma c’è intanto chi prova a reagire alle difficoltà del settore unendo le proprie forze: si tratta dei piccoli produttori di vino a filiera corta che hanno dato vita al nuovo “Consorzio dei Vignaioli delle Marche”. Presieduto da Massimo Palmieri, già delegato regionale della FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti), è una realtà di cui fanno parte i produttori regionali di vino che sono integralmente coinvolti nel ciclo produttivo e che presentano i loro vini sul mercato con limitata o nessuna intermediazione commerciale. Lo scopo è «affermare la loro centralità – spiegano – nella produzione sostenibile di qualità e nella difesa e promozione del territorio». 

Il nuovo ente risponde anche alla necessità da parte dei piccoli produttori di essere rappresentati in un contesto in cui le aziende più grandi rischiano di fagocitare tutte le altre e quindi ad aumentarne la visibilità. La sede del consorzio è al momento individuata nella residenza municipale di Senigallia in attesa che vi sia la disponibilità di un immobile comunale: il sindaco Massimo Olivetti ha affermato che è di ottimo auspicio per «gettare le basi di una collaborazione che punti alle eccellenze del territorio sia in campo enogastronomico che turistico e formativo».

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Lavoro, occupazione, imprese

Diminuisce la cassa integrazione nelle Marche, ma siamo ancora sopra il periodo pre-pandemia

Lavoro, occupazione, imprese

Diminuisce, di poco, il ricorso alla cassa integrazione nelle Marche rispetto al 2022 ma il dato generale della prima metà del 2023 è ancora sopra i livelli pre-pandemia. A registrare il maggior utilizzo di CIG (ordinaria, straordinaria e in deroga) sono i settori dell’industria, dove si osservano incrementi significativi nella carta, stampa ed editoria (+683,6%), nel legno (+166,2%) e nella chimica-gomma-plastica (+146,7%); moderato l’aumento della CIG nel settore della meccanica (+1,4%), mentre il calzaturiero e l’abbigliamento registrano una diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2022. 

Questi i principali dati che emergono dai report dell’Inps elaborati dall’IRES CGIL Marche. Altro ramo in cui c’è preoccupazione è l’edilizia: sono quasi 385 mila le ore di CIG autorizzate, in crescita del 61,9% – pari a +147 mila ore – rispetto allo stesso periodo del 2022. La causa è ascrivibile per lo più al blocco dei bonus e dei crediti incagliati che hanno generato paura nel settore.

Complessivamente, nel periodo gennaio-giugno 2023 sono state richieste e autorizzate 6,5 milioni di ore di Cassa integrazione, mentre il ricorso a FIS e altri fondi di solidarietà arriva a circa 227 mila ore. Un dato che secondo Eleonora Fontana, segretaria della Cgil Marche, «è in calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma sempre al di sopra del periodo pre-pandemia. Tutto questo conferma il perdurare di una crisi ampia e stratificata, trasversale a diversi settori, in particolare la meccanica, il legno, la carta-stampa editoria, i trasporti e le comunicazioni. Crisi che viene da lontano e della quale non si intravede la fine».

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Marche: crescono i redditi ma anche le disuguaglianze

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Foto da Pixabay

Nelle Marche si è più ricchi di mille euro ciascuno in un anno. Nel 2022 dalle dichiarazioni dei redditi fatte da 1,1 milioni di contribuenti marchigiani, con un valore medio di 21.345 euro, emerge che rispetto all’anno precedente il reddito medio per contribuente è aumentato di 981 euro. Praticamente un incremento del 4,8%. Forse una buona notizia per qualcuno dopo gli anni della pandemia che hanno visto abbassarsi redditi e patrimoni per far fronte alla crisi che ha investito il mondo, ma di certo non è la ripresa che ci si aspettava.

I redditi dichiarati dai marchigiani sono inferiori sia alla media nazionale (22.520 euro)  sia alla media delle regioni del centro (23.242 euro). Nella graduatoria delle regioni italiane, le Marche si collocano all’11° posto dopo la Toscana. I dati sui redditi 2021 sono stati resi noti dal ministero dell’economia e finanze, ed elaborati dall’IRES CGIL Marche.

Rimangono però tanti problemi nelle Marche a cui quei quasi mille euro in più in un anno non riescono a far fronte nemmeno da distante. Innanzitutto il 40,4% dei contribuenti marchigiani dichiara un reddito inferiore a 15.000 euro; nella fascia fino a 26.000 euro di reddito dichiarato si colloca il 74,5% dei contribuenti marchigiani a cui corrisponde il 46,7% del reddito complessivamente dichiarato della regione. Non una ricchezza diffusa, ma una povertà dilagante. Lo 0,7% dei contribuenti più ricchi (7.700 contribuenti con reddito individuale superiore a 120 mila euro) detiene un monte reddito addirittura più elevato rispetto al 25,9% dei contribuenti più poveri (285.382 contribuenti con reddito individuale inferiore a 10 mila euro).

In secondo luogo, anche tra le cinque province ci sono forti disparità: Ancona regge e registra il reddito medio più elevato (22.649 euro), mentre Fermo osserva il valore più basso (19.358 euro). Tra i Comuni, quello con il reddito medio più elevato è Numana, con 26.073 euro, mentre quello che registra il valore più basso è Monte Grimano Terme (14.682 euro).

Se poi guardiamo alle categorie, i lavoratori dipendenti hanno un reddito medio di 19.888 euro e contribuiscono per il 51,2% dei redditi complessivamente dichiarati. Anche in questo caso il valore si attesta al di sotto della media nazionale (21.497 euro) e del centro Italia (21.734 euro). Inoltre, le Marche sono una tra le regioni con il più ampio divario tra reddito da lavoro dipendente e reddito medio (-6,8%): ulteriore segnale della fragilità dei salari.
Il reddito medio da lavoro autonomo ammonta a 57.386 euro, tipologia che fa registrare un significativo aumento rispetto all’anno precedente (+8.060 euro, +16,3%). Il reddito medio da pensione risulta essere di 17.790 euro e osserva un aumento dell’1,9% rispetto al 2020.

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