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Tag: Massimo Olivetti

centro storico, Senigallia, ponte Perilli, ferrovia

Commercio e centri storici tra desertificazione e discriminazione: l’intervista

Il dibattito sul rilancio dei centri storici marchigiani – dopo la discussione istituzionale – ha fatto parlare tantissime persone attraverso i social. E non sempre si tratta di interventi dei soliti imbecilli, per dirla alla Umberto Eco. Si muove su due binari la proposta di legge numero 793 lanciata lo scorso 22 giugno dal centrodestra nelle Marche. E’ intitolata “Disposizioni per la valorizzazione e la riqualificazione dei centri storici, dei luoghi del commercio di particolare interesse e delle attività economiche che concorrono alla salvaguardia delle caratteristiche storico-culturali dei luoghi“.

Uno è quello del contrasto ai fenomeni come la desertificazione commerciale, evidenziata dalla progressiva chiusura di storiche attività di vicinato, e l’omologazione dell’offerta, spesso legata alla diffusione dei franchising e alla perdita di identità locale. L’altro è quello della tutela dei prodotti che si legano all’identità di un territorio. Ma, come sempre, la medaglia ha due facce e il rischio di trovare come capro espiatorio una determinata tipologia di esercizi commerciali è dietro l’angolo. E su questo abbiamo ascoltato i pareri di due esponenti politici di Senigallia: Massimo Olivetti e Maurizio Mangialardi. L’intervista, andata in onda nei giorni scorsi su Radio Duomo Senigallia (95.2fm), è disponibile anche qui.

L’obiettivo della giunta Acquaroli è fornire ai Comuni linee guida operative per uno sviluppo del commercio nei centri storici. Con un riferimento ai settori merceologici, alla tutela delle produzioni locali e al recupero degli immobili dismessi o sfitti. L’annuncio della legge ha tuttavia sollevato un polverone, circa i possibili limiti alle attività di ristorazione etnica. 

Massimo Olivetti
Massimo Olivetti

Massimo Olivetti, sindaco di Senigallia, in attesa di visionare il testo definitivo è rimasto prudente. Si è dichiarato concorde sulla necessità di garantire il decoro urbano. Ha però sollevato la questione degli spazi esterni, tra gestioni non adeguate e materiali non conformi. Olivetti ha evidenziato che la priorità della proposta di legge non risiede nel tipo di prodotto venduto. Anzi, ha rifiutato logiche di esclusione verso specifici alimenti come il kebab. Al centro c’è il rispetto dei regolamenti comunali di pulizia e manutenzione delle aree esterne. Risultato da raggiungere anche tramite un inasprimento delle sanzioni.

Maurizio Mangialardi
Maurizio Mangialardi

Dall’opposizione, il consigliere regionale ed ex sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi, ha espresso forti perplessità sulla pdl. In particolare ha definito il testo privo di reale incisività in assenza di stanziamenti economici. Ha inoltre richiamato l’esperienza dei piani di riqualificazione già attuati in passato a Senigallia, come nel caso di via Carducci, per rimarcare che la qualità urbana si ottiene tramite contesti regolamentati e investimenti concreti, non attraverso slogan che seguono dinamiche politiche all’interno di alcune correnti di partito.

Il riferimento è ovviamente a Lega e Fratelli d’Italia, il cui rischio è vedersi “mangiate” porzioni di consenso elettorale da Vannacci e sodali. Secondo Mangialardi non potrà mai essere approvata dal consiglio regionale una legge che si fondi sulla discriminazione della ristorazione etnica. Ha definito inaccettabile l’idea di escludere determinate categorie merceologiche in base alla provenienza. Come se all’estero venissero escluse le pizzerie italiane perché promuovono un prodotto non locale.

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Il confermato sindaco di Senigallia Massimo Olivetti riceve le congratulazioni da Dario Romano, candidato sconfitto alle elezioni comunali 2026

Senigallia: le elezioni 2026 riscrivono la storia, tra il calo dei partiti e il “fuoco amico” nel PD

Il verdetto delle urne per le elezioni amministrative 2026 di Senigallia consegna una pagina inedita alla storia locale. Per la prima volta in decenni, il centrodestra ottiene la conferma per un secondo mandato consecutivo. Massimo Olivetti si riconferma sindaco al primo turno con il 51,74% delle preferenze, superando lo sfidante del centrosinistra Dario Romano (47,30%). Al di là del calo dell’affluenza, ferma al 59,66%, lo spoglio rivela una profonda mutazione della geografia politica. Ora la scena è dominata dalle liste civiche, con forti scosse all’interno dei partiti tradizionali.

La vera sorpresa nella coalizione di maggioranza è l’evidente travaso di voti dalle sigle storiche al civismo guidato dal sindaco. La lista “Senigallia al Centro” ha in queste elezioni raggiunto l’incredibile quota del 19,7%, diventando il primo gruppo della coalizione. Una crescita trainata da figure come Gabriele Cameruccio – il più votato in assoluto con 812 preferenze, ma che civico certamente non è – e Andrea Morsucci, volto noto del comitato degli alluvionati “Tra due fiumi”.

Questo exploit ha letteralmente oscurato i partiti tradizionali. Fratelli d’Italia è stabile all’11,53% (esattamente come nel 2020). Netta contrazione invece degli alleati. La Lega crolla infatti dal 10% al 6,7%, mentre Forza Italia scivola dal 4,2% al 3,6%. Un ridimensionamento, quest’ultimo, legato anche a profonde fratture interne. L’uscita di esponenti storici verso la lista civica concorrente “La Civica” (attestatasi al 7,5%) testimonia il progressivo isolamento della linea del coordinatore azzurro Roberto Paradisi. Non pervenuto il supporto della lista “Noi con Olivetti“, con i referenti Liverani e Da Ros esclusi dal consiglio comunale.

Sul fronte opposto, il panorama del centrosinistra si presenta capovolto. Il Partito Democratico si conferma la prima forza politica della città superando il 27%. La sua crescita non è bastata a compensare il fallimento politico del “campo largo” in queste elezioni amministrative. Il Movimento 5 Stelle, al rientro sulla scena locale, si è rivelato quasi ininfluente fermandosi a un magro 3,42% e restando fuori dal consiglio. Buono il risultato di “Onda Civica per Senigallia” e “Allenza Verdi Sinistra/SenigalliaCambia-Cambia Senigallia”, che riescono a eleggere entrambe un consigliere. Anche qui, poco rilevante è stata la prestazione di Progetto Senigallia Riformista, fermo al 2,5%.

A pesare sul destino della coalizione progressista, oltre al flop pentastellato, è stato soprattutto il “fuoco amico” interno al PD. Subito dopo il voto, il capogruppo regionale Maurizio Mangialardi ha sferrato un duro attacco pubblico alla gestione della campagna elettorale. Ha evidenziato una spaccatura mai sanata con l’ala del partito legata alla segretaria regionale Chantal Bomprezzi, moglie dello stesso candidato sindaco Dario Romano. Una faida interna che, secondo molti osservatori, ha privato Romano del sostegno compatto dei vertici proprio nelle fasi decisive. Praticamente, queste elezioni amministrative sono divenute l’ennesimo terreno di scontro. Tanto che nessuno dei “big” del Pd si era pubblicamente espresso a favore di Romano.

Mentre il centrosinistra si interroga sulle macerie di una coalizione divisa, Olivetti si prepara al secondo mandato forte di una legittimazione che passa più dalle persone che dai simboli di partito, mettendo subito in cima all’agenda la questione post-alluvione. Tra le sfide, quella di portare avanti una gestione fatta di tanti lavori pubblici in assenza delle risorse del pnrr.

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Il confronto di lunedì 18 maggio, al cinema Gabbiano, tra i tre candidati a sindaco di Senigallia in queste elezioni comunali 2026: da sinistra Marco Binci, Massimo Olivetti e Dario Romano

Elezioni, Senigallia: grande partecipazione al cinema Gabbiano per l’incontro con i candidati

Si è tenuto lunedì 18 maggio, al cinema Gabbiano di via Maierini, l’atteso dibattito pubblico tra i tre candidati alla carica di sindaco di Senigallia: Marco Binci, Massimo Olivetti e Dario Romano. Si è svolto in un clima di grande correttezza tra i tre politici, ma soprattutto – ed è questo il segnale che a noi piace di più – di grande, grandissima e civile partecipazione in un momento fondamentale per la vita cittadina come le elezioni del 24 e 25 maggio.

L’evento, organizzato dalla Fondazione Gabbiano, realtà editrice de “La Voce Misena” e “Radio Duomo Senigallia in Blu“, ha riempito la sala del cinema Gabbiano ma ha registrato un altissimo seguito anche in streaming e sulle frequenze radiofoniche. Numerose, davvero tante, le domande che ci sono giunte dal pubblico presente e da quello da casa: un attestato di fiducia, crediamo, nei nostri confronti che sono state poi rivolte ai candidati sindaci.

GUARDA IL VIDEO DELLA SERATA

Il dibattito è stato all’insegna del fair play e dei contenuti, sono stati rispettati tempi e regole del confronto. Un momento di alta democrazia. I tre candidati a queste elezioni Marco Binci (Rinasce Italia), Massimo Olivetti (che riunisce il centrodestra compatto) e Dario Romano (con il centrosinistra stavolta unito) hanno risposto alle domande dei giornalisti Laura Mandolini e Carlo Leone, toccando i temi nevralgici per il futuro della città.

Il confronto di lunedì 18 maggio, al cinema Gabbiano, tra i tre candidati a sindaco di Senigallia in queste elezioni comunali 2026: da sinistra Marco Binci, Massimo Olivetti e Dario Romano

Il focus si è concentrato su alcune macroaree cruciali. Turismo e cultura in primis, con le strategie per il rilancio economico, la destagionalizzazione degli eventi e un cartellone che possa abbracciare in maniera inclusiva tutte le sensibilità portando anche innovazioni nella proposta. Spazio poi a economia e ambiente, con il sostegno alle imprese locali e lo sviluppo del territorio che non deve però mai tralasciare l’attenzione alla sostenibilità e né dimenticare i recenti disastri alluvionali.

Si è parlato tanto anche di frazioni, servizi sociali e anziani. I candidati hanno parlato della necessità di potenziare l’assistenza territoriale, ma affiancandola a progetti di inclusione, con la gestione del welfare in una città dall’età media avanzata e in continua crescita. Infine – ma non per minore importanza dato che in queste elezioni il tema è emerso più volte – i giovani. E’ stata segnalata l’esigenza di spazi di aggregazione, divertimento ma anche formazione e opportunità lavorative che possano porre un freno alla fuga delle nuove generazioni.

Molto interessante la voglia di protagonismo del pubblico, presente in sala, collegato con Radio Duomo Senigallia o connesso tramite i canali social. Abbiamo cercato di fornire più modi e strumenti di partecipazione, convinti che sia la strada giusta per riportare le persone a interessarsi di politica. Un percorso che possa riavvicinare la gente al confronto democratico, civile, senza attacchi scomposti ma con un sano diritto di critica e voglia di informarsi. Questa è la strada per non rassegnarsi all’astensionismo.

Sebbene ci sia stata qualche critica rispetto la scelta degli organizzatori di riservare i posti in presenza esclusivamente ai cittadini non candidati alle elezioni, per la maggioranza (non da intendersi a livello politico cittadino) delle persone si è rivelata la soluzione vincente. Che ha permesso anche di evitare inutili e spiacevoli episodi che si osservano in altre occasioni.

La seconda parte della serata è stata, come anticipavamo sopra, animata da tantissime domande arrivate direttamente dal pubblico in sala, segno di una cittadinanza attiva e vogliosa di risposte concrete, lontana dagli slogan della propaganda. I tre aspiranti primi cittadini hanno raccolto le sollecitazioni della platea, approfondendo dettagli amministrativi e visioni politiche. Le domande che non è stato possibile rivolgere in quell’occasione, sono state girate ai candidati, proponendo di darvi risposta tramite i loro canali social, per un maggiore livello informativo in vista dell’imminente appuntamento alle urne di domenica 24 e lunedì 25 maggio.

Per chi non avesse potuto seguire l’evento in diretta, la registrazione del confronto resta disponibile sui canali social (Facebook e YouTube) de La Voce Misena e Radio Duomo.

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Il ministro al turismo Mazzi a Senigallia con il sindaco Massimo Olivetti e il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli

Il ministro del Turismo Mazzi a Senigallia per sostenere Olivetti: “Una realtà in grande salute”

La campagna elettorale in vista delle elezioni amministrative senigalliesi si fa sempre più intensa. A portare il suo sostegno al candidato di centrodestra Massimo Olivetti è arrivato a Senigallia, nella tarda mattinata di mercoledì 6 maggio, grazie ad un’iniziativa di Fratelli d’Italia, il nuovo ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, da poco più di un mese alla guida di questo dicastero, già componente del Governo Meloni quale sottosegretario al ministero della Cultura, con delega allo spettacolo.

La Rotonda a mare sullo sfondo, accompagnato dall’europarlamentare Carlo Ciccioli, dal Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ed accolto dal consigliere regionale marchigiano Corrado Canafoglia, Mazzi ha elogiato le bellezze naturali e storiche della città, dell’intera regione: “Ho trovato una regione in grande salute, un territorio che ho nel cuore anche perché ci ho trascorso molte volte le vacanze”. Il ministro ha richiamato inoltre l’eccellente performance del comparto turistico regionale, definendo le Marche “una regione di successo”. “Nel 2025 – ha aggiunto – il territorio ha registrato 3 milioni di arrivi e ben 12 milioni di presenze. Questa città, che conta meno di 50 mila abitanti, ha saputo generare numeri straordinari con 225 mila arrivi e oltre un milione di presenze”, “Senigallia, insieme a tutto il suo territorio, si conferma come una delle mete più belle e attrattive d’Italia“. Sollecitato dai giornalisti sulla difficile contingenza planetaria, il ministro ha detto: “Attraversiamo un momento di crisi a livello internazionale, ma voglio ispirare il mio mandato all’ottimismo, che fa rima con turismo. Il nostro è un ministero che parla di sole, spiagge e vacanze: bisogna infondere fiducia, mentre a volte c’è troppo allarmismo e sensazionalismo”. Infine una tiratina d’orecchie agli organi di informazione, a suo dire troppo spesso forieri di paure esagerate, sottolineando invece come la situazione reale sia “molto meno grave” di quanto descritto dai media. “Leggo di emergenze, ad esempio sul jet fuel – ha spiegato il ministro in quota Fratelli d’Italia – smentite poi dallo stesso commissario dei trasporti. L’allarmismo non fa bene a un comparto cruciale che da solo vale il 13% del Pil e che, insieme a tutto l’indotto, si stima superi il 25%”. Secondo l’esponente, l’attuale congiuntura internazionale paradossalmente favorirà le mete nazionali: “Molti cittadini europei non andranno nei Paesi extra europei e guarderanno all’Italia, che resta tra le destinazioni più importanti, seconda dopo la Spagna. Abbiamo 4.800 km di costa, bellezze naturali e un patrimonio artistico unico: chi cerca il sole, il bello e la cultura sceglierà noi”.

Quanto alle Marche, Mazzi parla di una regione “in piena salute”. “Nel 2025 il territorio ha segnato un record con quasi 3 milioni di arrivi e 12 milioni di presenze – ha ricordato – eppure i primi dati del 2026 stanno già superando quei numeri. Il turismo in Italia aumenta ogni anno e sono convinto che crescerà ancora”.

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Senigallia, elezioni: coalizioni compatte ma c’è l’ipotesi di un terzo polo

Le elezioni comunali del 24 e 25 maggio si avvicinano ma il quadro politico non è ancora del tutto definito. Centrodestra e centrosinistra si presentano compatti, e oguno rivendica questo come fattore di reale novità rispetto al passato, mentre cresce l’attesa attorno alla creazione di un terzo polo di cui si dovrebbero conoscere gli esiti a giorni e quindi alla possibile candidatura di Marco Binci. Mancano poche settimane al voto e Senigallia si prepara a una sfida elettorale che si preannuncia combattuta. Da un lato il sindaco uscente Massimo Olivetti, 61 anni, avvocato, sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e due liste civiche: “Senigallia al Centro” e “La Civica”. Dall’altro Dario Romano, 39 anni, manager d’azienda, ex presidente del consiglio comunale e attuale capogruppo del PD, alla guida di una coalizione di centrosinistra che riunisce PD, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, “Progetto Senigallia Riformista” e “Onda Civica per Senigallia”. Ma c’è un terzo polo. O perlomeno vorrebbe esserci. Di tutto questo abbiamo parlato su Radio Duomo Senigallia (95.2fm) a “20 minuti da Leone”: vi proponiamo anche qui il servizio audio in onda lunedì e martedì alle ore 13:10 e alle ore 20.

Stando alle voci, potrebbe arrivare un terzo candidato. Marco Binci, 50enne di Iesi, professionista nel settore dei carburanti ed ex Movimento 5 Stelle, starebbe lavorando alla costruzione di un polo alternativo al tradizionale schema bipolare che da anni domina la politica cittadina. Il progetto raccoglierebbe il testimone lasciato cadere da Azione, il cui coordinatore locale Maurizio Perini aveva inizialmente lavorato all’idea che sarebbe dovuta «nascere per il mal di pancia di qualcuno» (ASCOLTA L’INTERVISTA A MAURIZIO PERINI) per poi confluire nel sostegno al centrodestra di Olivetti. Binci ha dichiarato di conoscere bene la città, di frequentarla assiduamente e di avere le idee chiare sui suoi punti critici – il rischio idrogeologico in primis – e sulle sue potenzialità, a partire dal turismo, con l’obiettivo di renderla economicamente vivace in tutte le stagioni. Il nome di Michele Carboni, in un primo momento circolato come possibile candidato alternativo alle elezioni, sarebbe stato messo da parte proprio per puntare su Binci.
Il tempo però stringe: il termine per la presentazione delle liste è fissato a sabato 25 aprile, e fino a quel momento l’intera operazione resta avvolta nell’incertezza.

Quel che è certo è il lavoro che è stato fatto nel centrosinistra. Romano rivendica la solidità della propria coalizione, costruita – a suo dire – «senza accordi sottobanco ma attraverso un lavoro paziente e condiviso». Tra gli elementi che cita con soddisfazione c’è lo svolgimento delle primarie, che avrebbero dato nuova energia alla partecipazione civica, e il reinserimento in lista di Gennaro Campanile, storico compagno di viaggio con cui c’era stata una frattura, ora candidato indipendente nelle file del PD. Per quanto riguarda le elezioni, il programma del centrosinistra si concentra sulla qualità della vita nelle frazioni e nei borghi, con particolare attenzione ai servizi di prossimità, alle politiche sociali, alla casa, al lavoro, all’ambiente, alla mobilità e alla cultura. Romano promette una squadra rinnovata, con molti volti giovani e competenti.

Nel centrodestra il sindaco uscente Olivetti difende il bilancio del suo mandato sottolineando come – nonostante emergenze non da poco, vedi covid e alluvione 2022 – l’amministrazione abbia saputo gestire risorse proprie al di là dei fondi PNRR, chiudendo con un avanzo non vincolato di circa 7 milioni di euro. Il primo cittadino respinge le critiche di chi lo accusa di aver costruito il proprio bilancio sull’onda dei finanziamenti straordinari, precisando che meno di un quarto dei circa 100 milioni di lavori pubblici avviati proveniva dai fondi europei. Per il futuro, Olivetti punta sulla riduzione della pressione fiscale, sulla sicurezza, sullo sport per i giovani e sul welfare per la terza età, oltre che su una continuità nei lavori pubblici. Quanto all’europeputato Carlo Ciccioli di Fratelli d’Italia, intervenuto alla presentazione della lista in vista delle elezioni, ha ribadito la piena fiducia in Olivetti, definendolo persona competente e pragmatica, sottolineando al contempo la presenza in lista del consigliere regionale Corrado Canafoglia come garanzia di un filo diretto con la Regione Marche.

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centro storico, Senigallia, ponte Perilli, ferrovia

Accessibilità: il Peba non è una rivoluzione a Senigallia

Per decenni, parlare di barriere architettoniche a Senigallia è stato un po’ come discutere del meteo. Tutti d’accordo nel desiderare il bel tempo, ma con l’ombrello sempre a portata di mano, per rassegnazione e sfiducia. Oggi (aprile 2026) la spiaggia di velluto sembra finalmente decisa a mettere via quell’ombrello. L’attesa è durata quasi quarant’anni. Il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche e Sensoriali (Pebas) promosso dal Comune sta per migliorare l’accessibilità a Senigallia.

Un po’ di storia

La necessità di un piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche risale addirittura a metà degli anni ’80. A Senigallia il cronometro sembra rimasto fermo ad allora. Per anni il tema è stato scavalcato da altre priorità e da urgenze di bilancio che hanno causato vari rinvii. Nel 2017 è arrivata la scossa. L’associazione Luca Coscioni e i Radicali Marche hanno presentato una diffida per un’inadempienza ormai cronica.

Nonostante una mozione votata all’unanimità, il percorso è rimasto accidentato. Di mezzo s’è messa anche la pandemia che dal 2020 ha scombussolato i piani di varie amministrazioni. E poi l’alluvione del 2022 ha peggiorato la situazione. Solo a fine 2023, la giunta Olivetti ha provato a cambiare passo, e di questo le va reso merito. Come poi auspicato anche da volti e nomi noti.

Il piano

La novità, introdotta dall’assessore Nicola Regine e dal consigliere Andrea Carletti, è l’aggiunta di quella “S” finale: sensoriali. Non più solo rampe per sedie a rotelle, ma una città fruibile anche a chi ha disabilità visive o uditive. Il piano prevede uno stanziamento di 900mila euro da investire nei prossimi 3-5 anni. Di certo non una priorità dunque. Ma cosa cambierà concretamente nel tessuto urbano?

Questi gli interventi annunciati dall’amministrazione senigalliese per ridurre le barriere architettoniche e sensoriali. Innanzitutto la creazione di un percorso accessibile dall’Opera Pia Mastai Ferretti alle piazze e fino ai portici Ercolani. Prevede rampe, doppio percorso (80 cm per sedie a rotelle + 60 cm tattile per non vedenti) e nuove pavimentazioni. Poi la ridistribuzione e l’aumento dei parcheggi in centro storico riservati alle persone con disabilità. E l’adeguamento di tutti gli attraversamenti pedonali con rampe e piastrelle tattili certificate Unione italiana ciechi e ipovedenti (Uici).

E ancora: il rifacimento delle rampe di accesso al lungofiume (pendenze sotto l’8%), installazione di segnaletica tattile, rampe metalliche modulari per superare i dislivelli tra strada e portici Ercolani, e riconfigurazione degli accessi al ponte degli Angeli dell’8 Dicembre 2018. L’inserimento di pavimentazione tattile agli attraversamenti di viale Leopardi, nuovi marciapiedi in porfido e rampe inclinate per superare i dislivelli tra i vari isolati.

Per concludere, il Pebas prevede anche la realizzazione di un percorso pedonale continuo e a norma lungo il lungofiume sul lato di via XX Settembre, con nuova pavimentazione in cotto a spina di pesce, conservando le alberature esistenti. E l’installazione in piazza del Duca di balaustre anticaduta in ferro bronzato lungo il muretto della rocca roveresca, e nuove panchine in travertino con illuminazione LED, che fungono anche da protezione verso il lato ribassato della piazza.

Le osservazioni

Il tempismo dell’annuncio però non è passato inosservato: manca poco più di un mese alle consultazioni locali e il rischio che il Pebas, così come concepito, venga visto come l’ennesima promessa da campagna elettorale è alto. Tuttavia, la giunta difende l’operato parlando di un «investimento sulla dignità» e sottolineando che la libertà di movimento è un diritto, non un privilegio concesso gentilmente dalla politica.

L’iter ora prevede il passaggio al vaglio della Soprintendenza per i pareri definitivi prima dell’apertura effettiva dei cantieri. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire. Ma dopo 40 anni di “meteo variabile” e promesse non rispettate per svariati motivi, i cittadini di Senigallia – specialmente i più fragili – ora si aspettavano qualcosa di più di un annuncio: magari interventi concreti già in essere.

E soprattutto che i lavori non riguardasserno solo il centro storico ma che venissero estesi a tutte le frazioni, dove le persone vivono, e al lungomare. Perché un altro rischio è che fra anni ci si possa vantare di aver sistemato solo una minima porzione della città antica, quando invece dovrebbe da tempo essere posta fine a una corsa a ostacoli partita fin troppo tempo fa.

Carlo Leone

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Massimo Olivetti e Dario Romano: confronto diretto al cinema ‘Gabbiano’ di Senigallia

Siamo arrivati all’evento organizzato all’interno del percorso laboratoriale de “La città che vogliamo”, pensato in vista delle elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026: giovedì 9 aprile 2026, alle ore 21 al cinema ‘Gabbiano’ si terrà infatti il confronto tra i candidati a sindaco di Senigallia attualmente in lizza Massimo Olivetti e Dario Romano. Il dibattito è aperto, gratuito e senza prenotazione. L’ingresso sarà consentito dalle 20:30 fino ad esaurimento posti. Per chi lo desidera sarà possibile seguire la serata in diretta su Radio Duomo e sul canale YouTube de La Voce Misena.

Ai due contendenti verranno poste le domande emerse durante il percorso, riportate sul documento disponibile al link https://www.diocesisenigallia.it/wp-content/uploads/2026/03/La-citta-che-vogliamo-documento-di-sintesi-.pdf. A queste si aggiungeranno stimoli riguardanti altri temi di carattere locale.

“Ci auguriamo – scrivono gli organizzatori – che questo evento possa stimolare la cittadinanza ad approfondire la conoscenza dei candidati e delle compagini che li sostengono. Questa serata conclude “La città che vogliamo”, un percorso volto a contrastare l’astensionismo, incoraggiare la partecipazione attiva e il voto consapevole”. La cittadinanza è invitata a partecipare.

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Inaugurate la nuova scuola dell'infanzia Arcobaleno e della palestra della scuola secondaria di primo grado Marchetti di Senigallia

Senigallia: polo scolastico alle Saline ancora più integrato, sicuro ed efficiente

Sabato 14 marzo Senigallia ha inaugurato gli ultimi due edifici del polo scolastico in zona Saline, e precisamente la scuola dell’infanzia Arcobaleno e la palestra della scuola secondaria di primo grado Marchetti, parte dello stesso istituto comprensivo. Alla cerimonia erano presenti il sindaco Massimo Olivetti, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e diverse autorità civili, militari e religiose. I dettagli nel servizio AUDIO che vi proponiamo, con interviste realizzate sul posto.

Il campus – di cui è già stata inaugurata lo scorso ottobre la scuola secondaria – si trova tra via dei Gerani e via Podesti (la statale Adriatica sud), tra la piscina da mesi chiusa per inagibilità e il pattinodromo Stefanelli. «Oggi abbiamo una scuola che rispetta l’ambiente, l’efficienza energetica e soprattutto la sicurezza dei bambini» ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando anche la funzione sociale della palestra.

Gli edifici sono costruiti interamente in legno, con struttura antisismica di classe 4 – superiore ai requisiti di legge – e classificazione energetica A4 NZEB, emissioni quasi zero. Il terreno è stato rialzato di due metri per proteggersi da allagamenti e alluvioni. L’area esterna è realizzata con materiali drenanti mentre oltre al parco, il quartiere è dotato di vasche di raccolta dell’acqua piovana.

Le aule della scuola dell’infanzia Arcobaleno sono organizzate per aree tematiche: circle time, manipolazione, logica, scienze. Presenti LIM in ogni sezione e microscopi digitali, finanziati con fondi europei. La palestra polifunzionale sarà disponibile la mattina per le attività scolastiche, ma sarà aperta la sera alle associazioni sportive del territorio.

Sul fronte economico, l’intervento da oltre 12 milioni di euro è stato coperto per 3 milioni dal PNRR, per 2 milioni dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) e per il resto da fondi comunali, tramite un partenariato pubblico privato della durata di 20 anni. Le vecchie strutture – non più conformi alle norme sismiche dal 2012 – dovranno essere abbattute. Il comune ha aperto il confronto con i cittadini per decidere come riutilizzare quelle aree.

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Affollato l'incontro tra sindaco e residenti di Roncitelli sui cedimenti in piazza

Roncitelli: affollato incontro tra giunta e residenti. Sicurezza, georadar e riqualificazione

C’era parecchia partecipazione ieri sera, 24 febbraio, a Roncitelli per l’incontro con il sindaco Massimo Olivetti e la giunta municipale. L’obiettivo era semplice ma fondamentale: guardarsi in faccia e capire a che punto sono i cedimenti in piazza Giordano Bruno. Il problema, emerso a fine dello scorso anno e aggravatosi recentemente, sta comprensibilmente togliendo il sonno a molti residenti.

La domanda che tutti avevano in testa era: “Sta cedendo tutta la piazza?”. Su questo, il sindaco ha voluto subito rassicurare i presenti mostrando i risultati dei rilievi fatti con il georadar. Le mappe parlano chiaro: a parte la “sacca” che già si è verificata e che è sotto costante osservazione, nel resto della piazza e del centro storico non sono stati trovati altri vuoti strutturali. E questa è la buona notizia. Ma c’è anche la cattiva.

Il sindaco di Senigallia Massimo Olivetti all'incontro con i residenti di Roncitelli sui cedimenti in piazza
Il sindaco di Senigallia Massimo Olivetti all’incontro con i residenti di Roncitelli sui cedimenti in piazza

Il sindaco ha ripercorso le tappe della vicenda che ha visto Roncitelli balzare agli inattesi “onori” della cronaca. Tutto è partito a fine novembre 2025 con le prime segnalazioni e l’intervento dei vigili del fuoco. Da lì è scattata una vera corsa contro il tempo: incarichi ai tecnici, sopralluoghi e un’ordinanza alla proprietà della casa coinvolta per metterla in sicurezza. Secondo il Comune, il privato non si sarebbe mosso per tempo e ha deciso di intervenire in via sostitutiva (spendendo circa 10.800 euro) per transennare e proteggere l’area. Nel frattempo, si è cercato di capire l’origine del problema: si sospettava una perdita dell’acquedotto gestito da Vivaservizi, mentre le videoispezioni sulle fogne comunali non hanno mostrato guasti interni.

La situazione è diventata più delicata all’inizio di febbraio, quando si è aperta una nuova cavità al centro della piazza. Per questo motivo, ieri è arrivata la decisione più sofferta ma necessaria: è stata firmata l’ordinanza per l’abbattimento dell’immobile inagibile. Una scelta obbligata per evitare rischi maggiori e permettere ai tecnici di lavorare in sicurezza.

Cosa succede adesso? Il piano per le prossime settimane è già pronto. Per prima cosa si procederà con altri controlli georadar anche nel terreno privato (previa autorizzazione) per essere certi che non ci siano sorprese sotto le fondamenta della casa. Subito dopo, si passerà alla fase operativa vera e propria: il consolidamento del sottosuolo con il riempimento dei vuoti. L’idea non è solo quella di “tappare i buchi”, ha reso noto Olivetti ai cittadini, ma di arrivare il prima possibile alla messa in sicurezza definitiva per poi far tornare piazza Giordano Bruno a essere il punto di ritrovo della comunità, con una riqualificazione. L’amministrazione ha promesso inoltre di tenere i canali di comunicazione sempre aperti: ogni novità tecnica verrà comunicata subito.

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L'abitazione in piazza Giordano Bruno, a Roncitelli di Senigallia, che dovrà essere abbattuta
Approvato dal consiglio comunale di Senigallia il bilancio di previsione 2026-2028

Senigallia, sì al bilancio di previsione: meno tasse e più esenzioni

SENIGALLIA – Il consiglio comunale ha approvato la manovra finanziaria proposta dalla giunta Olivetti che punta sulla riduzione della pressione fiscale. Nonostante i costi dell’alluvione e l’inflazione, cala l’Irpef e si amplia la fascia di esenzione per i redditi bassi.

Il sindaco Massimo Olivetti ha presentato i dati, evidenziando il recupero di 10 milioni di euro in tre anni grazie alla lotta all’evasione fiscale. «La nostra amministrazione è riuscita a diminuire per tutti i cittadini l’addizionale Irpef dallo 0,8 allo 0,78 e nel contempo ad aumentare il livello delle fasce di esenzione del pagamento dell’addizionale portandola dagli attuali 13mila euro di reddito annuo a 15mila euro».

Il sindaco ha poi rivendicato la solidità dei conti: «Un bilancio in salute che ha combattuto in modo vigoroso l’evasione fiscale, rientrando di 10 milioni di euro in tre anni, sfido chiunque nel dire che questa operazione non abbia dimostrato coraggio nel perseguire una politica che non è simpatica. Quando siamo arrivati questo Comune era in disavanzo, sostanze economiche che abbiamo dovuto pagare per rimettere a posto tutti i conti».

Sul fronte dei rifiuti, confermate riduzioni drastiche della Tari per le fasce Isee più basse (fino al 90%) e per le famiglie con disabili. «Sono quattro anni – ha sottolineato – che non la aumentiamo e che la finanziamo con il milione di avanzo di amministrazione. Ora, nelle fasce più deboli queste percentuali vengono quasi azzerate o ridotte moltissimo. Senza contare che un 10% in più di ribasso è stato previsto anche per quelle famiglie che hanno un disabile a carico».

Dura la replica alle critiche del capogruppo Pd Dario Romano e a Gennaro Campanile (Amo Senigallia), definite «prive di qualsivoglia fondamento». Olivetti ha ricordato come il centrosinistra avesse portato le tasse al massimo: «Chi oggi critica è lo stesso che portò l’Irpef al massimo e voltò le spalle agli alluvionati. Sarebbe bene – ha concluso il sindaco – che Romano contestualizzasse la sua richiesta di misure in favore degli alluvionati quando a suo tempo non votò a favore di quelle individuate da questa amministrazione proprio a sostegno di chi aveva subito ingenti danni». Dal governo nazionale sono state stanziate risorse per gli alluvionati: 52milioni di euro sono stati distribuiti a coloro che avevano subito danni dal maltempo del 15 settembre 2022.

In chiusura, il primo cittadino ha confermato il focus sul turismo e annunciato il deposito del progetto per la nuova piscina delle Saline.

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Giornata delle Marche 2025: a Senigallia il picchio d'oro a Sofia Raffaeli, accompagnata da sinistra dal presidente Coni Marche Fabio Luna, dal presidente regionale Francesco Acquaroli e dal consigliere Renzo Marinelli

Giornata delle Marche: a Senigallia i giovani protagonisti

SENIGALLIA – Si è celebrata mercoledì 10 dicembre, al teatro La Fenice, l’edizione 2025 della Giornata delle Marche. Davanti a una platea di 300 studenti e numerose autorità, la manifestazione intitolata “Generazione Marche” ha acceso i riflettori sul tema più urgente per il territorio: il futuro dei giovani, tra la necessità di arginare la fuga di cervelli e la volontà di creare opportunità concrete per chi resta o vorrebbe tornare. Il servizio con le voci dei protagonisti, in onda venerdì 12 e sabato 13 dicembre alle ore 20 su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM) e in replica domenica 14 alle 17:15 circa, è disponibile anche qui grazie al lettore multimediale.

Sebbene non siano mancati i toni celebrativi e gli slogan della politica – con gli interventi del sindaco Massimo Olivetti, del presidente del consiglio regionale Gianluca Pasqui e del presidente Francesco Acquaroli – il cuore dell’evento ha battuto per le due eccellenze premiate, esempi tangibili di talento e visione.

Il Picchio d’Oro 2025, l’a massima ‘onorificenza regionale, è stato conferito a Sofia Raffaeli. La giovanissima campionessa di ginnastica ritmica di Chiaravalle, già oro mondiale e bronzo alle Olimpiadi di Parigi 2024, è stata premiata per aver scritto la storia dello sport italiano e per la sua capacità di ispirare i coetanei con umiltà e determinazione. «L’errore è fondamentale per crescere, è più importante perdere che vincere se serve a rialzarsi», ha dichiarato l’atleta dal palco che ha anche affermato di portare sempre con sé le Marche.

Il Premio del Presidente è andato invece al manager Alexander D'Orsogna
Il Premio del Presidente è andato invece al manager Alexander D’Orsogna

Il Premio del Presidente è andato invece al manager Alexander D’Orsogna. Marchigiano d’adozione, D’Orsogna è stato premiato per la visione manageriale che ha permesso il rilancio e il riposizionamento strategico dell’Aeroporto delle Marche, trasformandolo in un asset logistico e turistico cruciale per l’intera regione.

La giornata – arricchita dalle emozionanti performance del coro studentesco “Sing the Future” dell’Università politecnica delle Marche diretto da Laura Petrocchi – ha visto l’intervento video del ministro per i giovani e lo sport Andrea Abodi. Quest’ultimo ha ribadito che, «al di là delle parole, servono fatti concreti per trasformare le Marche in una terra attrattiva» per le nuove generazioni e per riconquistare la loro fiducia, persa a causa delle mancate risposte, assenti per troppo tempo.

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Il teatro La Fenice di Senigallia ha ospitato la Giornata delle Marche 2025 dedicata ai giovani
Il teatro La Fenice di Senigallia ha ospitato la Giornata delle Marche 2025 dedicata ai giovani
La giunta comunale ha presentato la sua proposta di bilancio di previsione 2026/2028 per Senigallia. Da sinistra Romagnoli, Cameruccio, Olivetti, Campagnolo, Pizzi, Regine

Senigallia, bilancio 2026/28: tasse giù grazie alla lotta all’evasione

Scendono alcune tasse, viene confermata l’attenzione al sociale, proseguono investimenti sulle opere pubbliche. La Giunta comunale di Senigallia anticipa scelte e numeri relativi al bilancio di previsione 2026-2028, un documento che l’amministrazione definisce “di svolta”, frutto di anni di recupero dell’evasione fiscale che ora permette di restituire risorse ai cittadini.

La novità più rilevante riguarda l’addizionale comunale Irpef. La proposta della giunta prevede un doppio intervento: l’innalzamento della soglia di esenzione, che passa da 13 mila a 15 mila euro, e una riduzione dell’aliquota per i redditi superiori, che scende dallo 0,8% allo 0,78%. «È il primo passo di un percorso di defiscalizzazione – spiega il sindaco e assessore alle finanze Massimo Olivetti – reso possibile da un bilancio solido che vede la spesa corrente aumentare a oltre 58 milioni di euro, garantendo e talvolta incrementando i servizi senza tagliare nulla».

Novità per la sosta a pagamento. Le strisce blu sul lungomare avranno vita più breve: il pagamento sarà attivo solo dal 15 giugno al 15 settembre, eliminando le due settimane di inizio giugno e le due di fine settembre previste quest’anno. Inoltre, per i parcheggi in “Zona A” (esclusi quelli centralissimi di Piazza Simoncelli e Piazza Manni), saranno introdotti abbonamenti annuali, venendo incontro ad alcune richieste di residenti. Confermate invece le tariffe per l’imposta di soggiorno e la pubblicità. Per la Tari, chiuso il capitolo del recupero quadriennale relativo all’errore del 2020, si attende la tariffazione Arera, ma senza i rincari pregressi la quota dovrebbe comunque scendere anche se in maniera quasi impercettibile per i cittadini.

Il piano delle opere pubbliche 2026/2027 è corposo. Tra gli interventi principali figurano la riqualificazione completa di via Verdi (oltre 1,1 milioni di euro), la sistemazione del lungomare Marconi (1,1 milioni) e il completamento del doppio senso di marcia sul lungomare Da Vinci. Attenzione anche alle frazioni con 700 euro per le strade di Ciarnin e Marzocca e la messa in sicurezza della strada di Filetto. Sul fronte strutture esistenti, a breve ci sarà il taglio del nastro per la palestra Marchetti e la fine lavori per l’ex collegio Pio IX, mentre per palazzo Gherardi l’avvio del cantiere (tetto ed esterni) è previsto per fine gennaio, con il Comune a caccia di fondi alternativi al PNRR per gli interni.

Resta il punto interrogativo sulla piscina delle Saline. L’immobile, rientrato in possesso del Comune da meno di un mese, è sotto esame tecnico: «A gennaio decideremo la strategia, valutando anche l’ipotesi di project financing», fanno sapere dalla giunta.

Confermati le previsioni economiche per gli eventi estivi più importanti: sono a bilancio i fondi per il Summer Jamboree (400mila euro), gli X Masters e il grande raduno Harley Davidson previsto per maggio, per la cui macchina organizzativa saranno destinati 200mila euro.

Infine, un segnale forte sul fronte legalità: il Comune ha manifestato interesse per acquisire una villa confiscata alla criminalità organizzata ed ubicato in zona Scapezzano. Nel caso in cui vada a buon fine l’operazione, l’immobile, che necessita di sanatorie urbanistiche, dovrà essere destinato a scopi sociali, così come previsto dall’a ‘apposita legge che regola la confisca e l’uso sociale di quanto tolto all’illegalità.

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Riaperto al traffico viale Anita Garibaldi dopo i lavori pubblici di riqualificazione

Senigallia, lavori pubblici a raffica

La primavera porta con sé, come sempre, un’intensificazione dell’attività nei cantieri. Ma qual è la situazione in quelli già aperti a Senigallia? La risposta l’ha fornita il sindaco Massimo Olivetti, rispondendo ad alcune domande nell’intervista a “Venti minuti da Leone” andata in onda nei giorni scorsi su Radio Duomo Senigallia (95.2 fm). Se l’audio è disponibile a questo link – il primo cittadino fa il punto anche su ponte Garibaldi, piscine, elezioni e turismo – noi ci concentriamo oggi sui lavori pubblici.

Una buona notizia è che è stata aperta al traffico la parte di viale Anita Garibaldi in cui da mesi si stava prolungando il cantiere. Con la fine dell’intervento – manca solo la piantumazione delle essenze vegetative – il quartiere può finalmente riappropriarsi di un importante viale che collega l’area di via Capanna e delle scuole con la zona Portone, il centro e la statale 16. Concluso anche l’ampliamento di strada alla Passera, dopo quanto fatto per il parcheggio della frazione, il che agevolerà l’immissione nella via, riducendo il rischio in quell’incrocio già teatro di numerosi incidenti.

Mentre ancora il cantiere in viale Leopardi/viale IV Novembre non accenna a spostarsi verso la rotatoria con la statale, si avvicina invece a conclusione invece la realizzazione della rotatoria tra strada della Marina e la statale Adriatica nord, zona Cesanella/Cesano: il cantiere è in fase di sistemazione delle zone verdi a lato della carreggiata e dell’illuminazione pubblica. Asfaltatura già completata in quel punto, il bitume per rifare il manto stradale verrà distribuito anche in altre vie su tutto il territorio comunale, per un importo di circa 600 mila euro.

Se per via Mattei non è ancora stato previsto nulla se non il rattoppo di alcune buche, discorso a parte merita via Verdi, dove la situazione è leggermente migliore anche se comunque necessita di manutenzione. E’ in fase di approvazione il progetto di sistemazione, l’amministrazione comunale sta aspettando la parte tecnica. 

Tralasciando le strade, passiamo ai lavori pubblici sugli edifici. E’ praticamente terminata la sistemazione di palazzo Bonopera che si affaccia sull’omonimo viale e sulla stazione Fs. Al piano terra verrà sistemato l’ufficio turismo mentre l’ufficio cultura andrà al piano di sopra, di fatto realizzando un polo unico con la biblioteca comunale Antonelliana. Dunque verrà sgomberato palazzo Ferroni Frati, l’ex tribunale in via Fratelli Bandiera, anche se ancora non c’è una data.

Stanno andando avanti celermente anche gli interventi all’ex collegio Pio IX in piazza Garibaldi: qui avranno sede le varie associazioni che già vi svolgevano la loro attività, promette il sindaco Olivetti. Per il secondo piano, invece c’è la proposta di una sorta di edilizia sociale per anziani. 

Agli sgoccioli la questione con la soprintendenza per quanto riguarda palazzo Gherardi: lo storico albergo Roma, poi sede del liceo classico Perticari che oggi versa in stato di semi abbandono, dovrà essere riqualificato con i fondi Pinqua già stanziati e che sono quasi a rischio di restituzione se non si sblocca la situazione per l’esproprio di alcuni locali che serviranno per poter installare un ascensore e abbattere quindi le barriere architettoniche. Nascerà un polo museale, ma i lavori non partiranno prima del 2026 con tutta probabilità.

Capitolo a parte merita invece l’edilizia scolastica. Procede spedito anche il cantiere in zona Saline per la nuova scuola secondaria di primo grado (medie) Marchetti e per l’infanzia Aquilone. Per l’autunno, confida il sindaco, dovrebbe esserci l’inaugurazione. Gettate le fondamenta per il nuovo polo 0-6 anni a largo Michelangelo, zona Cesanella, che quindi sembra ancora lontana dalla sua conclusione dopo lo stop per la bonifica milionaria. Lavori ripresi ma ancora i tempi son lunghi anche per l’ala est della Puccini, con un rifacimento ex novo della struttura dichiarata inagibile.

Amministrazione in trepidante attesa anche dell’escavo dell’avamporto. Un intervento che si sarebbe dovuto fare molto tempo fa dato il pescaggio ridotto. Si sta premendo sull’acceleratore in vista della stagione turistica per poter far accedere le imbarcazioni dei turisti. «Cercheremo di farlo il prima possibile, perché abbiamo necessità di renderlo più utilizzabile» le parole del sindaco. Sempre legato al turismo e alla fruizione della spiaggia è in corso l’operazione di vagliatura della sabbia dai detriti portati dalle mareggiate. I grossi cumuli sono ancora ben visibili sia a nord che a sud del porto, nonostante la stagione sia ufficialmente già iniziata il primo maggio.

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Ponte Garibaldi, progetto «indifendibile e senza dialogo: non vi meravigliate ora del ricorso»

Da giorni, dopo l’annuncio del ricorso al Tar contro questo progetto di ponte Garibaldi, si parla di possibile restituzione dei soldi che gli alluvionati hanno ricevuto come primo e parziale indennizzo per i danni subiti. Non sembrano essere bastate le rassicurazioni di quanti hanno fatto ricorso: l’accusa lanciata inizialmente dal vicecommissario Babini, a cui hanno replicato le associazioni di Senigallia, e poi ripresa da altri esponenti politici continua a fare il giro della città. Anche l’ex sindaco Maurizio Mangialardi è voluto intervenire, definendo «vergognosa la strumentalizzazione delle paure», un «terrorismo ingiustificabile e ingiustificato».

«Olivetti e Acquaroli dovrebbero al contrario rassicurare i cittadini dicendo la verità, ovvero che nessuno dovrà restituire nulla – spiega ancora Mangialardi – e che se gli alluvionati non hanno ancora ricevuto quanto spetta loro è per i ritardi della “filiera”, non certo per un ricorso al Tar su ponte Garibaldi. Ancora ad oggi molti alluvionati sono costretti a vivere in albergo senza poter tornare nelle proprie case. Cittadini e imprese (diversamente da quanto accade in Emilia Romagna) non avranno il 100% dei ristori, ma solo una parte, per una scelta consapevole e precisa del governo nazionale e giunta regionale. Le infrastrutture su tutta la vallata da Arcevia fino a Senigallia non sono ancora state ripristinate, con interventi a macchia di leopardo, senza alcuna coerenza, e in forte ritardo. Tutta colpa del ricorso al TAR?».

Maurizio Mangialardi
Maurizio Mangialardi

Ma l’ex primo cittadino di Senigallia, attuale vicepresidente dell’assemblea legislativa regionale delle Marche va anche oltre. In particolare, oltre a sottolineare di non aver mai presentato ricorsi o esposti, ritiene «ingiusto e ingeneroso incolpare le associazioni ambientaliste. Al contrario, è proprio il fatto che ci siano ricorsi a rappresentare in modo plastico (purtroppo) il fallimento della politica, dovuto all’incapacità di ascoltare e intessere qualsiasi tipo di dialogo da parte del sindaco Olivetti e del presidente e commissario Acquaroli».

In sintesi: tutta colpa della mancata capacità o volontà della politica di ascoltare la città – quasi diecimila firme raccolte significano un quarto di città mica bruscolini – se siamo arrivati al ricorso contro un «indifendibile progetto di obbrobrioso ponte autostradale». «Escludendo ogni possibilità di modifica, andando avanti per la loro strada senza interloquire con nessuno, avendo liquidato in modo brutale le associazioni e i cittadini, non ci si può stupire adesso se qualcuno ha deciso di ricorrere al TAR» conclude Mangialardi che accusa Olivetti e Acquaroli di aver sbattuto «la porta in faccia» a cittadini e associazioni.

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L'antenna per le telecomunicazioni installata al parco della Cesanella, a Senigallia. Foto di Carlo Leone

Antenne e salute: Senigallia svenduta ai giganti delle telecomunicazioni? – L’INTERVISTA

Ancora polemiche per il piano antenne approvato dal comune di Senigallia. Dopo alcune esternazioni da parte del comitato Senigallia Facciamo Eco, che muove accuse ben precise all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Massimo Olivetti, abbiamo deciso di parlarne con il diretto interessato, il primo cittadino che è intervenuto ai microfoni di Radio Duomo Senigallia. Per chi volesse, oltre al testo, è disponibile grazie al lettore multimediale anche l’audio integrale dell’intervista.

Partiamo dalle contestazioni, qui solo riassunte, meglio spiegate però nel file audio che accompagna l’articolo. Dalla questione della trasparenza relativamente al piano antenne si passa alla questione paesaggistica, con l’esempio della collina del Cavallo; dalla problematica relativa alla salute delle persone nei pressi dei ripetitori e quindi dalla questione delle onde elettromagnetiche alle autorizzazioni per l’installazione sul territorio comunale delle infrastrutture, per concludere con le leggi nazionali che impongono standard, opportunità e limitazioni all’azione delle imprese e degli enti pubblici.

Sindaco Massimo Olivetti, quindi c’è il rischio di un’antenna ‘selvaggia’ a Senigallia?
No, devo dire che mi dispiace perché oramai l’abbiamo scritto in ogni salsa, la normativa nazionale ed europea che è entrata in vigore da alcuni anni prevede che il comune debba fare, possa fare un piano antenne per individuare i luoghi di proprietà comunale dove mettere le antenne. Se questo non avviene il gestore può mettere le antenne dove vuole, senza ascoltare il parere del comune, quindi veramente lì potevano venire fuori mille antenne, in qualunque posto, perché bastava che un privato dava la loro proprietà e il comune non avrebbe avuto parola, questo è successo con l’antenna del Cavallo. Sono arrivati, hanno posto l’antenna, hanno fatto un accordo con il privato e hanno tirato su l’alto palo. Con questo piano delle antenne noi abbiamo individuato dei luoghi dove saranno possibili insistere, mettere questi pali – peraltro non è vero che ci siano 1500 antenne, ma saranno molto più limitate – nelle quali e sono di proprietà comunali poste lì non potranno essere poste altrove nel nostro territorio, avranno una forte limitazione, è una semplice pianificazione di quelle che sono le aree, evidentemente possono essere solo aree comunali. 

Che altro poteva fare il comune?
L’alternativa è sempre la solita, il comune poteva non fare niente e quindi lasciare veramente all’antenna selvaggia quello che era, il lavoro che è stato svolto a parte dei tecnici incaricati per fare questo processo, per fare questa individuazione è durato circa due anni, all’interno del quale per la prima volta noi abbiamo fatto un’analisi, abbiamo demandato la parte che è costata di più, la parte che ha approfondito di più e la parte relativa all’esposizione che la cittadinanza ha in relazione alla presenza delle antenne. Se voi andate a vedere nel 2019 era stata posta un’antenna, ma anche dal 2017 sono state poste antenne in qualunque posto, se voi vi mettete davanti al foro annonario, vedrete lì dietro una bellissima antenna che è messa dietro uno dei maggiori monumenti, ho fatto il caso della Rotonda, se andate davanti alla Rotonda, girate gli occhi dietro le vostre spalle e vedete come minimo 8 antenne e così via, tutto il territorio senigalliese. Se non avessimo messo questa situazione non avremmo individuato dei luoghi dove potranno essere poste queste antenne.

Ma quante saranno?
Non saranno così numerose come è stato scritto, non so da dove prendono loro l’indicazione, è evidente che non esiste un sistema per impedire ai gestori di poter mettere antenne nel territorio comunale, esiste semplicemente invece un potere dei comuni di pianificare delle aree di proprietà comunale in cui il gestore è tenuto a metterle, non obbligato, ma semplicemente perché ha un costo inferiore rispetto a quello che potrebbe essere un privato, quindi un costo abbastanza irrisorio nell’ambito della postazione, questo è previsto da una normativa che arriva da parte dell’Europa ed è previsto da una normativa nazionale. 

Questo canone annuo sarebbe di 800 Euro per le postazioni? Perché così basso?
Il canone è fissato per legge in 800 Euro l’anno e una volta che arriva il soggetto uno dice guarda se vuoi mettili per 800 Euro l’anno ed è finalizzata la ratio della norma è finalizzata a dire le antenne possono essere poste solo in luoghi, non posso imporlo perché la normativa europea mi dice che siccome si tratta di un’infrastruttura superiore salta tutte le regole, è un criterio per il quale si allettano le società a mettere questi ripetitori in zone che sono individuate da parte del comune. 

Quindi comunque rimane la possibilità per la società delle telecomunicazioni di installare una postazione, un’antenna in altra area però pagando un canone maggiore?
Ovvio, questo rimane, però permette al comune di fare quella trattativa che in più di uno ci hanno detto che dovevamo fare, senza questo strumento non avremmo potuto farlo, non a caso è stato approvato da poco a Pesaro, sta partendo Fano, Jesi, le maggiori città lo stanno facendo un po’ tutte, perché altrimenti noi avremmo un discorso selvaggio. La norma che è stata prevista in Italia e ammessa in Europa è una norma che aggira il divieto da parte dei comuni o delle realtà territoriali di potersi opporre all’installazione di strutture così importanti, ma permette agli enti di poter individuare delle aree dove in teoria c’è una proposta migliore da un punto di vista economico per il soggetto che arriva in modo tale che le mette lì, se le mette lì non le può mettere da un’altra parte.

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