A Passo Ripe di Trecastelli, al comando di Polizia Locale dell’Unione dei Comuni “Le terre della marca senone”, si è svolta la cerimonia di consegna degli attestati di merito che la Regione ha voluto conferire agli agenti che si sono contraddistinti durante il periodo pandemico e quello dell’alluvione, un ringraziamento e riconoscimento per l’operato durante i tragici eventi.
Gli agenti sono stati premiati dai sindaci dei quattro comuni che hanno conferito all’Unione il servizio di Polizia Locale: Riccardo Pasqualini, sindaco di Barbara; Federica Fanesi, sindaca di Ostra; Massimo Corinaldesi, primo cittadino di Ostra Vetere, Marco Sebastianelli sindaco di Trecastelli.
Le motivazioni delle onorificenze parlano dell’«impegno e non comune senso del dovere dimostrati durante l’emergenza epidemiologica da covid-19, anteponendo con onore la salute dell’intera comunità alla propria» e «per il sostegno e il grande supporto alla popolazione colpita in occasione degli eventi atmosferici avversi, che nel mese di settembre 2022 hanno colpito le province di Ancona e di Pesaro Urbino». Un impegno che non è mancato nell’emergenza e che continua nell’attività quotidiana sul territorio.
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Presentata la maxi simulazione di protezione civile aad Arcevia: presenti in conferenza stampa da sinistra Darco Pellos, prefetto di Ancona; Stefano Aguzzi, assessore alla protezione civile; Dario Perticaroli, sindaco di Arcevia e Stefano Stefoni, dirigente protezione civile regionale
Via nella perla dei monti alla maxi esercitazione europea di protezione civile “Modex Arcevia 2023”. L’iniziativa, presentata in Regione nei giorni scorsi, avrà inizio domani, martedì 6 giugno, e fino a venerdì 9 terrà impegnati 250 partecipanti provenienti da molti paesi e 70 osservatori internazionali. Una mobilitazione impressionante in cui verrà simulato lo scenario di un’emergenza conseguente ad un evento sismico in collaborazione con il dipartimento della protezione civile, la Prefettura di Ancona e Comune di Arcevia.
Il paese dei 9 castelli, che aveva ospitato già nel 2015 una prima esercitazione dello stesso livello, si trasformerà in un paese fittizio (Modulistan), con tanto di cartellonistica e segnaletica stradale modificata ad hoc, in cui si verificherà un terremoto di magnitudo 7.2 che darà luogo a emergenze sanitarie di varia complessità. E proprio la vastità dell’operazione che coinvolgerà anche gli ospedali di Fabriano, Jesi e Senigallia.
Come ha spiegato il dirigente della Protezione Civile regionale, Stefano Stefoni, la nuova simulazione Modex Arcevia prenderà l’avvio operativamente dalle ore 07.30 del 6 giugno alle ore 15.00 del 9 giugno ininterrottamente e vedrà coinvolti dall’estero tre moduli sanitari (Emergency Medical Team – EMT) provenienti da Romania, Germania, Austria, una squadra di supporto tecnico dalla Lituania, personale sanitario dall’Andorra, un gruppo di esperti europei di protezione civile dalla Romania, Italia, Grecia.
Modex simulerà l’intero ciclo di una missione di soccorso dall’arrivo sul luogo del disastro alle operazioni di smobilitazione, al massimo grado di realismo anche con figuranti/pazienti feriti. E’ prevista un’area esercitativa di 126 kmq, una media di circa 350 simulatori/giorno, centinaia di casi sanitari simulati, un modulo TAST e 70 esperti/osservatori da una cabina di regia. Ogni modulo EMT sarà composto da una struttura campale, materiali sanitari e sarà dotato di personale sanitario e logistico (30/40 unità).
L’iniziativa si inserisce in un ampio percorso coordinato e finanziato dalla Commissione Europea: ha lo scopo di verificare specifici aspetti della gestione di emergenze, che prevedano l’attivazione del meccanismo di protezione civile a livello europeo, in particolare, testando la capacità di risposta dei paesi coinvolti da tali simulazioni. Ma è soprattutto finalizzato alla stesura di protocolli di intervento delle strutture sanitarie, omogenei a livello internazionale, per garantire le attivazioni più efficaci e operative nelle diverse condizioni di emergenza campale.
L’esercitazione si concluderà nella serata del 9 giugno con un social event che si svolgerà nella piazza di Arcevia, a cui parteciperanno tutti gli organizzatori, gli esperti, i team stranieri intervenuti e i volontari di protezione civile oltre che la popolazione di Arcevia e la mattina del 10 giugno è prevista la cerimonia di chiusura dell’evento, con la condivisione dei risultati esercitativi, il saluto a tutti i team partecipanti e la consegna degli attestati.
«Arcevia ha aderito con grande entusiasmo e consapevolezza a questo evento – ha spiegato il sindaco Dario Perticaroli – e tutta la popolazione, giovane e anziana, le tante associazioni hanno profuso il massimo sforzo per la migliore ospitalità e organizzazione di questa esercitazione. Oltre al significato in termini di cultura della prevenzione, sarà anche un’occasione di promozione turistica e di racconto delle eccellenze del territorio».
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Le storie richiamano una cura speciale. Per ravvicinarsi servono delicatezza, garbo, pudore, tenerezza. Mia nonna avrebbe detto “grazia”, una sorta di “umanità aumentata”. Si fa fatica a non piangere e le parole fanno fatica a rompere la sacralità del silenzio che accompagna le parole di vita sofferta, piegata, spezzata. Eppure la profonda sofferenza, attraverso parole spezzate come il pane e offerte alla comunità, apre a una possibilità di condivisione.
Ci è stato raccontato “l’ignoto nemico” che durante la pandemia ha richiesto a tanti medici e infermieri una inedita capacità di “fronteggiare”, di “stare insieme”di fronte ai nuovi rischi. Ricolmi di ansia e di paura perché consapevoli di non saper fare, eppure presenti, fianco a fianco, colleghi che si scoprono profondamente tali in quanto con-legati, legati insieme. Messi di fronte a una sfida del giorno per giorno, ad accettare che il cammino apre cammino in territori profondamente modificati e le cui vecchie mappe non funzionano più da orientamento.
“Siamo tutte e tutti fragili, perché la fragilità è in noi ed è costitutiva dell’umano” (E. Borgna). È proprio lo scoprirsi fragili che apre a un’alleanza tra donne e uomini a partire proprio da questa condizione comune. La stessa condizione che apre all’esperienza di incontro con Dio: “Cosa posso temere, Signore, se tu sei con me?”. Il pianto di V., la voce spezzata di Ariella ci hanno fatto comprendere di essere di fronte alla vita concreta. Siamo riusciti a riconciliarci con la dimensione emotiva, scoprendo che non siamo solo razionalità. L’esperienza del terremoto (1980,1986,2016), l’esodo dalla propria terra, il ritorno dei genitori nelle SAE con la possibilità di…
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La copertina del numero di natale 2022 de La Voce Misena
Un numero speciale dedicato ad Natale in giorni difficili per la nostra realtà. Pagine nate dalla collaborazione tra Fondazione ‘Gabbiano’ e Caritas diocesana per dare voce alle tante emergenze che abbiamo vissuto in questi mesi: la pandemia, la crisi sociale legata ad essa, alla guerra tornata in Europa.
E ancora, voci di migranti in fuga dalla violenza, di chi è impaurito dal terremoto, di chi ce la mette tutta per andare avanti. Voci di imprenditori, artigiani, commercianti, preti, volontari, famiglie che tengono duro. Per augurarci buon Natale, pensando a quel Dio che ha messo casa tra noi.
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L’annuale presentazione del Rapporto Censis è sempre un’occasione per riflettere sulle condizioni della società italiana. Anche il 56° Rapporto indica alcuni elementi puntuali che, però, mostrano le caratteristiche di una situazione che è risultati di processi radicati nel tempo.
L’insicurezza è il primo dato evidenziato: il 92,7% degli italiani è convinto che l’alta inflazione durerà molto tempo; il 69,3% ha paura di non riuscire a conservare il suo tenore di vita. L’84,5% ritiene che eventi accaduti in paesi lontani possano stravolgere la quotidianità; il 66,5% si dichiara insicuro.
Negli ultimi anni evidenzia il Censis si sono sovrapposte quattro crisi profonde: pandemia, aumento del costo della vita, guerra in Europa, crisi energetica. In tale contesto non è più possibile correre ai ripari con azioni tampone o con interventi specifici capaci di risolvere un problema circoscritto.
Abbiamo bisogno della pazienza di intraprendere un cammino lungo che offra una prospettiva, sembra essere questo il messaggio che….
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Danni nelle chiese di Senigallia dopo il terremoto del 9 novembre
Di prima mattina, senza avvisare, con una violenza terribile è arrivato il terremoto. In tanti, nel mio quartiere, già duramente provato dalla recente alluvione, sono scesi in strada allertati da una scossa fortissima, infinita.
E ho provato una gran pena per tutti. L’ennesima allerta che, come se ce ne fosse bisogno, ci ha ricordata la precarietà della vita. Le persone sono stanche di tutte queste crisi, una dietro l’altra e capita molto spesso di ascoltare parole di disincanto, di delusione se non addirittura di cinismo. Siamo anche stanchi di consolazioni a buon mercato, di immaginare un futuro di cui vediamo i contorni sfumati.
Gli alluvionati attendono aiuti e certezze sulla sicurezza, si guarda il fiume con timore, si desiderano azioni concrete che possano mitigare i rischi, ci si…
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Che la crisi economica non fosse finita era chiaro; che a ciò si potessero aggiungere sempre più eventi legati al clima, o al contesto internazionale, era meno semplice da immaginare, anche se qualche segnale già esisteva. E così il tessuto economico cittadino va sempre più trasformandosi e impoverendosi. Si allunga infatti l’elenco di attività imprenditoriali, più o meno storiche, che chiuderanno i battenti definitivamente, segno – questo sì evidente – delle difficoltà del momento.
Alla lista si aggiunge il ristorante Il Tucano. Dal 7 novembre porte chiuse. Per sempre come hanno specificato i titolari, con grande dispiacere dei tanti avventori e clienti ormai affezionati alla ultratrentennale realtà ristorativa. Tra le cause di questa dolorosa scelta c’è principalmente la difficoltà a mantenere un locale così ampio e importante con i costi attuali. La crisi internazionale ha lanciato alle stelle il prezzo di energia e gas: il caro bollette è divenuta una delle voci più importanti tra i bilanci aziendali, rendendo sempre più complicato far quadrare i conti, ma anche il rincaro delle materie prime.
Ma non è l’unica realtà a fermarsi e questo, al di là delle personali simpatie e nostalgie, è forse il preoccupante dato che emerge nella vallata Misa e Nevola. Solo per citarne alcune…
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Cittadini, forze dell’ordine e volontari della Protezione civile premiati con attestati di rigraziamento, riconoscenza e benemerenza dalla Città di Trecastelli. Al centro il sindaco Marco Sebastianelli
Trecastelli celebra e ringrazia quanti si sono impegnati a favore della popolazione colpita dall’alluvione e durante la pandemia da covid. L’iniziativa, promossa dall’amministrazione comunale, si è svolta sabato 22 ottobre, in occasione della festa patronale, sul sagrato della chiesa della Madonna del Rosario, a Passo Ripe. Oltre 130 le persone e le realtà omaggiate con un attestato di riconoscenza, ringraziamento e della civica benemerenza: tra queste vi sono liberi cittadini, operai comunali, addetti delle forze dell’ordine, volontari della Protezione civile. Mani che hanno stretto altre mani, nei momenti di maggiore difficoltà; che hanno portato aiuti e pacchi alimentari quando tutta la nazione era alle prese con il coronavirus; braccia che hanno alleviato il dolore per la scomparsa di qualche caro; corpi che si sono sorretti a vicenda quando i fiumi sono esondati e hanno cominciato a invadere case e terreni, spazzando via tutto ciò che l’acqua e il fango incontravano lungo il “cammino”.
Un ringraziamento molto sentito quello dell’amministrazione comunale, i cui stessi rappresentanti sono stati interessati dagli allagamenti diffusi su tutto il territorio vallivo Misa e Nevola: è stato celebrato dunque l’impegno civico, oltre il senso del dovere perché in alcuni casi si è messa a rischio la propria incolumità.
L’attestato di civica riconoscenza è andato a…
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La ripresa inaspettata e forte della diffusione dei contagi da betacoronavirus Sars-Cov-2 dovuta alla sua variante Omicron 5 ci coglie impreparati. La stagione estiva è quella in cui le persone e le famiglie cercano una maggiore libertà di aggregazione, movimento e contatti interpersonali ma anche in cui il sistema sanitario nazionale vede ridotto il numero di medici, infermieri e altri operatori sanitari. Il rischio maggiore lo corrono i soggetti esposti al contagio, a causa dell’età, di condizioni fisiche debilitanti o di malattie pregresse o in corso.
Con l’attuale prevalenza delle varianti Omicron, sono quasi sempre queste persone quelle che richiedono una ospedalizzazione in reparti di isolamento o ad alta e media intensità di cura. La società deve proteggere anzitutto loro, i “più deboli” di fronte alla ripresa dei contagi covid, e questo richiede un sacrificio per tutti, una solidarietà concreta e puntuale, una carità per il perdurante tempo di pandemia che sollecita i “più forti”, in particolare i giovani e i sani, a qualche rinuncia piccola per sé ma di grande valore per i “più deboli”.
Perdon Roberto Colombo, esperto genetista delle malattie ereditarie rare e già professore ordinario della Facoltà di medicina e chirurgia dell’Università Cattolica, serve da subito l’assunzione di comportamenti profilattici più responsabili verso il bene della salute e della vita delle persone anziane, fisicamente compromesse e più vulnerabili al covid…
Continua a leggere l’intervista completa sull’edizione digitale di giovedì 21 luglio, cliccando QUI. Sostieni l’editoria locale, abbonati a La Voce Misena
Torniamo a parlare di pandemia e contagi. Sono numeri alti in termini assoluti quelli che l’estate 2022 sta portando con sé, cogliendo un po’ tutti di sorpresa. Ma se si guardano i malati impegnativi, i soggetti fragili che si positivizzano o coloro che richiedono l’assistenza medica avanzata o il ricovero ospedaliero in terapia intensiva, beh allora quest’ondata incute forse meno timore.
Per fare il punto sulla situazione abbiamo chiesto il parere del dottor Claudio Balicchia, medico che non solo ha contribuito a creare le linee guida delle Usca a marzo 2020 ma che poi da allora, ininterrottamente, ha lavorato in prima linea a casa dei malati del territorio. Ed è proprio lui a cercare di contestualizzare l’ondata estiva di contagi che stiamo vivendo, senza creare ulteriori allarmismi.
«Fondamentalmente, se oggi ci fosse il virus dell’autunno scorso, stando ai numeri che si registrano, avremmo reparti e terapie intensive piene fino a scoppiare. Le caratteristiche cliniche di questo virus Omicron 5 sono molto diverse dalle varianti Delta o dal virus originario: ecco perché oggi c’è molta meno pressione sul sistema ospedaliero. Dovremmo essere, presumibilmente, al picco di questa ondata e iniziare la decrescita entro fine luglio». E se così stanno le cose, forse allora è il caso di iniziare a prestare meno attenzione ai numeri assoluti e concentrarsi di più sui…
Continua a leggere sull’edizione digitale di giovedì 14 luglio, cliccando QUI. Sostieni l’editoria locale e abbonati a La Voce Misena
La cultura occupa sempre meno spazio all’interno della società nel nostro Paese. L’Istat, dati alla mano, ci fornisce un quadro desolante nel recentissimo rapporto intitolato “Benessere Equo e Sostenibile” (aprile 2022). Alcuni segnali di regressione erano già arrivati nell’ultimo decennio con la crisi del mercato editoriale e del teatro, la piega sempre più “popolare” e frivola evidenziata nei palinsesti di alcune emittenti televisive, il proliferare sul web di piattaforme zeppe di contenuti di bassissimo profilo e altre tendenze tipiche del nostro tempo. A complicare ulteriormente le cose è intervenuto, nei due anni che ci lasciamo alle spalle, il generale ritiro sociale imputabile alla pandemia Covid-19 che, per motivi legati ai protocolli sanitari e alla paura del contagio, ha allontanato le persone dai luoghi deputati per eccellenza alle manifestazioni culturali come musei, sale cinematografiche, auditorium, teatri.
Il crollo più evidente (-8,3%) riguarda soprattutto la partecipazione agli spettacoli e alle iniziative in presenza, la lettura invece parrebbe “reggere” meglio attestandosi attorno al 22,9%(sullo standard convenzionale di almeno quattro libri l’anno). Ovviamente la rilevazione, per essere completa, dovrebbe riguardare anche la classifica dei libri più venduti per capire verso quali contenuti si sono orientate le preferenze dei lettori.
Nel rapporto Istat dedicato al benessere i dati raccolti si occupano di fotografare anche lo stato di salute emotiva e psicologica degli adolescenti. Pure in questo ambito le notizie sono sconfortanti: negli anni di pandemia i giovani tra 14 e 19 anni hanno testimoniato un “deterioramento significativo della soddisfazione per la vita, con la percentuale di molto soddisfatti che è passata dal 56,9% del 2019 al 52,3% del 2021”. Le difficoltà maggiori che gli adolescenti riferiscono sono relative alle prospettive future, alle relazioni con i pari e con il mondo degli…
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“Il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da Covid-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza (cfr DL 24 marzo 2022, n.24), offre la possibilità di una prudente ripresa. In seguito allo scambio di comunicazioni tra Conferenza episcopale italiana e Governo italiano, con decorrenza 1° aprile 2022 è stabilita l’abrogazione del Protocollo del 7 maggio 2020 per le celebrazioni con il popolo”. Lo precisa una lettera della Presidenza della Cei. Tuttavia, la situazione sollecita tutti a “un senso di responsabilità e rispetto di attenzioni e comportamenti per limitare la diffusione del virus”.
La Cei offre alcuni consigli e suggerimenti. Obbligo di mascherine: il DL 24/2022 proroga fino al 30 aprile l’obbligo di indossare le mascherine negli ambienti al chiuso, “pertanto nei luoghi di culto al chiuso si acceda sempre indossando la mascherina”; distanziamento, non è obbligatorio rispettare la distanza interpersonale di un metro, “pertanto si predisponga quanto necessario e opportuno per evitare assembramenti specialmente all’ingresso, all’uscita e tra le persone che, eventualmente, seguono le celebrazioni in piedi”; igienizzazione: “si continui a osservare l’indicazione di igienizzare le mani all’ingresso dei luoghi di culto”; acquasantiere: “si continui a tenerle vuote”; scambio di pace: “è opportuno continuare a volgere i propri occhi per intercettare quelli del vicino e accennare un inchino, evitando la stretta di mano o l’abbraccio”; distribuzione dell’Eucaristia: “i Ministri continueranno a indossare la mascherina e a igienizzare le mani prima di distribuire l’Eucaristia preferibilmente nella mano”; sintomi influenzali: “non partecipi alle celebrazioni chi ha sintomi influenzali e chi è sottoposto a isolamento perché positivo al Covid-19”; igiene ambienti: “si abbia cura di favorire il ricambio dell’aria sempre, specie prima e dopo le celebrazioni. Durante le stesse è necessario lasciare aperta o almeno socchiusa qualche porta e/o finestra. I luoghi sacri, comprese le sagrestie, siano igienizzati periodicamente mediante pulizia delle superfici con idonei detergenti”; processioni: è possibile riprendere la pratica delle processioni”. Nella considerazione delle varie situazioni e consuetudini locali “si potranno adottare indicazioni particolari. Il discernimento degli Ordinari potrà favorire una valutazione attenta della realtà e orientare le scelte”.
Quanto agli orientamenti per la Settimana Santa, “si esortino i fedeli alla partecipazione in presenza alle celebrazioni liturgiche limitando la ripresa in streaming delle celebrazioni e l’uso dei social media per la partecipazione alle stesse”. A tal riguardo si segnala che i media della Cei – Tv2000 e Circuito radiofonico InBlu – trasmetteranno tutte le celebrazioni presiedute dal Santo Padre. Nello specifico, si offrono i seguenti orientamenti: “la Domenica delle Palme, la Commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme sia celebrata come previsto dal Messale Romano. Si presti però attenzione che i ministri e i fedeli tengano nelle mani il ramo d’ulivo o di palma portato con sé, evitando consegne o scambi di rami”; “il Giovedì Santo, nella Messa vespertina della “Cena del Signore”, per il rito della lavanda dei piedi ci si attenga a quanto prescritto ai nn. 10-11 del Messale Romano (p.138). Qualora si scelga di svolgere il rito della lavanda dei piedi si consiglia di sanificare le mani ogni volta e indossare la mascherina”; “il Venerdì Santo, tenuto conto dell’indicazione del Messale Romano (‘In caso di grave necessità pubblica, l’Ordinario del luogo può permettere o stabilire che si aggiunga una speciale intenzione’, n. 12), il Vescovo introduca nella preghiera universale un’intenzione ‘per quanti soffrono a causa della guerra’. L’atto di adorazione della Croce, evitando il bacio, avverrà secondo quanto prescritto ai nn. 18-19, del Messale Romano (p. 157)”; “la Veglia pasquale potrà essere celebrata in tutte le sue parti come previsto dal rito”. Gli orientamenti sono estesi a seminari, collegi sacerdotali, monasteri e comunità religiose.
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