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Tag: vescovo

Auguri Natale 2023 Vescovo Franco Manenti

La luce che rischiara la notte. Gli auguri di Natale del vescovo di Senigallia, Franco Manenti

Tra le feste che ci accompagnano nella vita, quella del Natale riscuote indubbiamente il maggior apprezzamento. Viene preparata a lungo e con cura: dalla pubblicità commerciale impegnata a convincerci che la gioia della festa è assicurata dal prodotto reclamizzato, ai “segni” tipici del Natale, il presepe e l’albero (almeno uno dei due non manca nelle nostre case). Senza escludere per il giorno di Natale o la vigilia i “tradizionali” pranzo o cena.

I credenti, poi, trovano nella liturgia del tempo che prepara alla festa (l’Avvento) e in quella del giorno di Natale, l’invito a disporre il proprio “cuore” (la propria vita) all’incontro con il Figlio di Dio che “è nato per noi”, a gioire perché il Figlio di Dio viene a offrirci l’amore che “salva” l’esistenza dalla presa devastante del male.

Eppure anche la festa del Natale, come le altre feste, religiose e laiche, deve affrontare la “sfida” dell’esistenza “ferita” di un gran numero di persone, colpita dal male (la malattia, gli abusi e violenze, la povertà e precarietà, le relazioni “in frantumi”, l’ingiustizia, la bramosia di pochi che affama i molti…) che impedisce di beneficiare appieno della gioia di una festa, Natale compreso.

Si tratta di una sfida cui non è possibile sottrarsi, tentando, magari, di lasciar perdere, almeno nel giorno della festa, il proprio dolore, oppure scegliendo di non fare festa, perché la sofferenza patita non può essere consolata, perché non è riconoscibile alcun orizzonte di speranza.

E’ possibile “fare festa” a Natale, a motivo della nascita del Figlio di Dio che viene a “consolare” il nostro dolore, a offrire un orizzonte affidabile alla nostra esistenza minacciata e colpita dal male?

Penso che la risposta è offerta da quelle persone che per prime, oltre duemila ani fa, hanno ricevuto la notizia che era “nato un Salvatore”, “alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge” (Lc 2,8).

Non doveva essere una situazione tranquilla quella dei pastori, al buio della notte, di guardia per proteggere il proprio gregge dai ladri e dagli animali predatori. In questa difficile situazione i pastori danno ascolto alle parole di “un angelo del Signore” che li sollecita a superare la comprensibile paura  (“non temete: ecco vi annuncio una grande gioia… oggi, nella città di Davide è nato per voi un Salvatore…”) di fronte a quella luceche li avvolgeva e di cui non conoscevano la provenienza. Decidono di andare vedere quel “bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia”. E dopo quella visita, tornano nel buio della notte, a fare la guardia al loro gregge, non più timorosi, ma pieni di gioia (“glorificando e magnificando Dio per quello che avevano udito e visto”).

Anche noi stiamo vivendo un tempo che spesso appare come il buio della notte che ci costringe a “fare la guardia” alla nostra vita, che sentiamo minacciata da quanto accade nel mondo, attorno a noi o addirittura nella nostra stessa esistenza.

Impariamo dai pastori che non si sono lasciati convincere dalla paura, ma dalla parole dell’angelo e andiamo anche noi come loro a “vedere” questo bambino che “è nato per noi”, questo “figlio che ci è stato dato”, perché anche noi, come i pastori possiamo renderci conto ancora una volta che Dio che non abbandona i propri figli a se stessi, alle tante follie che le cronache di ogni giorno ci segnalano, ma che vuole riscattare la storia degli uomini dal male che avvelena le relazioni tra le persone, tra i popoli, che aggredisce la natura e la costringe a gemere, che oscura il futuro, impoverendolo di speranza.

L’augurio che rivolgo a tutti, soprattutto, a chi ritiene di non poter “fare festa” a Natale, è che riconosciamo in Gesù, il Figlio di Dio che è nato per noi, la possibilità della pace e della speranza per la nostra vita, anche quando è colpita duramente, e per l’umanità, che in questi tempi si trova a patire una notte che mette paura.

+ Franco
Vescovo di Senigallia

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Il vescovo di Senigallia porta i suoi auguri di Natale in diversi reparti dell’ospedale di Senigallia

Il vescovo di Senigallia, Franco Manenti, in questi giorni sta facendo visita a diversi reparti dell’Ospedale civile di Senigallia. In questa occasione, accompagnato dal cappellano dell’osedale don Giacomo Bettini, incontra il personale sanitario, operatori ed operatrici, medici, degenti. In molti casi purtroppo la visita è resa più difficile dalla presenza del Covid.

Sabato prossimo, alle ore 17.00, il vescovo celebrerà la S. Messa nella Chiesa dell’Ospedale, trasmessa anche in diretta sulla pagina facebook ‘cappellania ospedale di Senigallia’. Il giorno dopo, domenica 24 dicembre, sarà in visita nella casa di risposo della Fondazione ‘Città di Senigallia’, alle ore 16.00.

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Il vescovo incontra i politici e gli amministratori dei comuni della diocesi di Senigallia

Il prossimo sabato 16 dicembre, dalle ore 10 alle ore 12, avrà luogo il consueto incontro del vescovo Franco Manenti (foto) con le persone impegnate in politica, con gli amministratori ed i consiglieri regionali e dei comuni e della nostra diocesi.

L’appuntamento sarà centrato sul tema “Al cuore della democrazia- partecipare tra storia e futuro, che accompagnerà le diocesi italiane in vista della 50a Settimana sociale dei cattolici a Trieste, nel prossimo luglio. Anche la diocesi di Senigallia ha a cuore la democrazia, come dimostrato dall’attivazione di diversi percorsi partecipativi in questi ultimi anni.

Il Vescovo Franco coglierà l’occasione per ascoltare quanto arriverà dagli amministratori locali, ai quali ha già inviato alcune domande per stimolare il momento di conversazione corale.

L’incontro sarà ospitato dalla parrocchia di S. Giuseppe Lavoratore presso il quartiere Cesanella.
La parte finale della mattina ci sarà un confronto con il gruppo di giovani Civico 8, che nelle stesse ore si confronteranno con dei giovani amministratori su idee e sogni per il bene comune.

Ricordiamo oltre i consiglieri regionali tutti i comuni coinvolti all’interno della diocesi: Arcevia, Barbara, Belvedere Ostrense, Castelleone di Suasa, Chiaravalle, Corinaldo, Mondolfo, Monte Porzio, Monte San Vito, Montemarciano, Morro d’Alba, Ostra Vetere, Ostra, Senigallia, Serra de’ Conti e Trecastelli.

Commissione diocesana pastorale sociale e del lavoro

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Vorrei risorgere dalle mie ferite: a Senigallia si è parlato di abusi nella Chiesa cattolica

Venerdì 24 novembre, presso il palazzetto Baviera, il Servizio diocesano per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili ha organizzato un incontro aperto alla cittadinanza con Anna Deodato (nella fotografia) della diocesi di Milano, autrice del libro “Vorrei rinascere dalle mie ferite”, titolo della stessa serata. La relatrice, dopo una breve introduzione, ha presentato alcune testimonianze di vittime di abusi dove non si narrano fatti, non si descrivono circostanze, bensì si evidenziano reazioni emotive, dinamiche interne, conseguenze traumatiche e relazionali. Sono stati momenti molto toccanti che hanno coinvolto tutti i presenti, calati in un profondo silenzio. Come ha concluso il vescovo Manenti, dopo aver ascoltato tanto dolore e tanta sofferenza non ci sono considerazioni e commenti, occorre un tempo di riflessione e di sedimentazione. L’abuso di potere, l’abuso di fiducia, l’abuso spirituale, sino ad arrivare all’abuso sessuale, non sono fasi teoriche, bensì tappe di storie di vita, di cui essere consapevoli come comunità cristiana ed avere il coraggio di agire, di interrompere, di curare. Il silenzio omertoso ha avuto la meglio per troppo tempo nella Chiesa: è il tempo della verità, della libertà, della purificazione comunitaria.

Il Servizio diocesano di tutela dei minori e delle persone vulnerabili, attivo a Senigallia da un anno,  con un numero di telefono 3534494319 e un indirizzo di posta elettronica tutelaminori@diocesisenigallia.it, oltre a gestire uno sportello di ascolto,  organizza percorsi di sensibilizzazione e di formazione offerti a famiglie, parrocchie, associazioni e movimenti diocesani. La prevenzione è la via maestra per vincere l’indifferenza e l’omertà, la formazione lo strumento irrinunciabile per leggere le situazioni, per accompagnare ogni percorso educativo, per riconoscere rischi e ferite.

Servizio diocesano per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili

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Una riflessione incentrata anzitutto sulla Speranza quella proposta dal vescovo di Senigallia, Franco Manenti, nell'omelia pronunciata durante la Messa davanti la Chiesa delle Grazie nel giorno della commemorazione dei fedeli defunti, 2 novembre.

Il vescovo di Senigallia, Franco Manenti, ha presieduto la Messa al cimitero delle Grazie

Una riflessione incentrata anzitutto sulla Speranza quella proposta dal vescovo di Senigallia, Franco Manenti, nell’omelia pronunciata durante la Messa nel piazzale antistante la Chiesa delle Grazie nel giorno della commemorazione dei fedeli defunti, 2 novembre.

In tanti hanno preso parte alla celebrazione, presenti i parroci della città ed il sindaco Olivetti, durante la quale il vescovo Franco è partito dall’umanissima esperienza dell’attesa: le donne e gli uomini attendono, dalle cose più minute e semplici alle aspettative più grandi. E la Lettera di San Paolo ai Romani, nella seconda lettura, suggerisce il modo cristiano di viverla: “L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio. La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio”. Pensare alla morte non è tanto ‘attendere’ l’inevitabile fine, ma fondare la Speranza in una storia, le nostre storie e la grande storia, già inserite in un’eternità salvata. Nonostante i segni di morte violenta di questo tempo e le mille contraddizioni che rovinano il Creato.

a cura di L.M.

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Diocesi di Senigallia: le nomine del vescovo Franco all’inizio dell’anno pastorale

All’inizio del nuovo anno pastorale, il vescovo diocesano Franco Manenti ha nominato nuovo vicario episcopale per la pastorale – al posto di don Paolo Gasperini – don Francesco Savini che rimane parroco di Chiaravalle, responsabile dei preti giovani della diocesi e vicario della Vicaria di Chiaravalle.

Nuovo responsabile per la pastorale familiare – al posto di don Davide Barazzoni – don Andrea Franceschini che continua ad essere parroco di Marzocca e Montignano, Assistente unitario dell’Azione Cattolica e vicario della Vicaria di Senigallia.

Vice parroco di Ripe, Passo Ripe, Castelcolonna, Monterado e Brugnetto, nell’unità pastorale “Cinque pani e due pesci”, don Davide Barazzoni. Nuovo responsabile per i “preti over 70” – al posto di don Egidio Bugugnoli – don Giancarlo Giuliani che rimane Direttore della Caritas diocesana, Presidente dell’Istituto diocesano sostentamento clero e collaboratore parrocchiale nell’Unità Pastorale Betania (Chiaravalle, Monte San Vito e Borghetto).

Si comunica inoltre che la Conferenza episcopale marchigiana ha nominato responsabile per la Pastorale giovanile regionale don Paolo Vagni responsabile del Servizio di pastorale giovanile diocesano dal 2018 e direttore del Centro diocesano vocazioni dal 2019. Inoltre don Emanuele Piazzai, Direttore dell’Ufficio catechistico regionale e rimane direttore dell’Ufficio catechistico diocesano.

L’omelia del vescovo Franco alla Messa nel primo anniversario della alluvione nel senigalliese

Abbiamo camminato nel buio della sera, con nel cuore il buio del dolore per la perdita di persone care, un dolore che a distanza di un anno continua ad accompagnare la nostra vita; portandoil dolore per la devastazione di tante nostre case, di tanti luoghi di lavoro e del territorio. Abbiamo camminato nel buio della paura che irrompe nel nostro cuore a ogni segnalazione di un possibile pericoloso evento naturale; nel buio di un futuro incerto, un futuro che in tante persone non riesce ad alimentare speranzee a dare coraggio.

Se abbiamo camminato nel buio, questa sera, però, non abbiano camminato al buio, perché abbiamo camminato insieme, con la luce di fiaccole che hanno illuminato la sera e che hanno impedito al buio della sera di rendere incerti i nostri passi.

Un anno fa, nei giorni dolorosi e drammatici di una devastante alluvione, a impedire che quanto era accaduto avvolgesse la nostra vita e, come il buio della sera, bloccasse il cammino della nostra vita, è stata la luce di una generosa e operosa solidarietà, da parte di moltissime persone, soprattutto giovani, che senza alcuna convocazione, hanno raggiunto i nostri territori, sono entrate nelle  nostre case devastate, non hanno solo spalato fango, rimosso detriti, ma anche ascoltato i racconti del nostro dolore e dei nostri smarrimenti. Una solidarietà che ci ha sorpreso e consolato, che ha ridato ai nostri cuori la luce della fiducia e il coraggio della speranza.

È stata la luce delle nostre Chiese diocesane, delle nostre comunità, della società civile, che con i loro gruppi organizzati hanno affrontato con tempestività le molteplici emergenze provocate dall’alluvione.

E’ stata la luce della solidarietà tra le persone dei nostri territori, soprattutto dei territori più colpiti, che ci ha ricordato che non siamo un assemblamento d’individui, ma una comunità di persone, capaci di condivisione, che ci ha ridato coraggio e permesso tante ripartenze. Questa sera ci siamo ritrovati per onorare la memoria delle vittime di quella alluvione, per alimentare anche la luce della solidarietà, delle condivisione, del sentirci una comunità di persone, la sola luce che può impedire al buio delle tante prove della vita di presidiare il nostro cuore e oscurare il nostro cammino.

Stiamo celebrando l’Eucaristia, che per le persone credenti, non è un rito, come i tanti che compiamo nelle vita, ma rappresenta la Pasqua di Gesù, la sua vittoria sulla morte, che raggiunge la nostra vita e che ci consente questa sera di riaffidare a Lui le vittime dell’alluvione, perché le renda partecipi della sua vita risorta, non più minacciata dal male né sopraffatta dalla morte.

Il vangelo appena proclamato (Gv 19,25-27) ha parlato di Gesù, che, nel momento in sta per soccombere alla morte, ci affida a Maria, sua madre. Gesù ci affida a Lei, che, ai piedi della croce assiste alla morte violenta, devastante, di suo figlio, non solo perché è in grado comprende il dolore di chi ha perso una persona cara, ma anche e soprattutto, perché non abbandona la sua fiducia in Dio, il cui amore è più forte della morte, fiducia dichiarata tanti anni prima nel rendersi disponibile a essere la madre di Suo Figlio. Per questo riconosciamo Maria, madre della speranza, di quella speranza che, alimentata dalla fede in Gesù, impedisce alla morte di oscurare il cammino della nostra esistenza.

Permettetemi un’ultima parola, un invito. A tutti: non lasciamo venir meno la luce della solidarietà, della cura reciproca, soprattutto delle persone che fanno più fatica nel cammino della vita. Quella solidarietà che abbiamo sperimentato nei giorni dolorosi della prova, diventi lo stile abituale dei nostri rapporti, il clima che si respira nelle nostre comunità, ecclesiali e civili.

Ai responsabili della cosa pubblica: alimentate la luce della speranza, operando con tempestività, concretezza ed efficacia per la definitiva messa in sicurezza del territorio, perché, come ho ricordato nei giorni dell’alluvione, “non accada un’altra volta che l’acqua, bene prezioso e insostituibile per la nostra vita, porti morte e devastazione nelle nostre case, nella nostra vita e spenga le nostre speranze”.

+ vescovo Franco

Incontro di ascolto tra musulmani e cristiani

A Senigallia l’incontro tra l’imam Ait Ouhman Mohamed ed il vescovo Franco Manenti

Nella semplicità di un evento di poco più di mezz’ora può esserci tutto il senso dell’incontro tra diversità. È quanto accaduto sabato 15 aprile scorso, alle ore 18.30, nei locali parrocchiali del Porto, a Senigallia, quando l’imam Ait Ouhman Mohamed, della moschea di Ouarzazate (Marocco) ed il vescovo Franco Manenti si sono incontrati per un ascolto reciproco stimolato dal tema ‘Vincoli di pace – musulmani e cristiani in ascolto’.

Un versetto del Corano, proposto dall’imam, invita le persone a riconoscersi a vicenda. A questo invito ha fatto eco un versetto di San Paolo che, nella lettera agli Efesini, dice come Gesù “ha abbattuto il muro di separazione, abolendo nel suo corpo terreno la causa dell’inimicizia”.E si scopre come la spiritualità dell’una e dell’altra fede possa sul serio sostenere la conoscenza reciproca, l’accoglienza nella diversità.

“Mai come in questo tempo – ha detto Manenti – l’incontro tra culture è possibile, sono tanti i mezzi che lo consentono, eppure si fa fatica ad accoglierci”. E Ait Ouhman Mohamed insiste proprio sulla necessità di scommettere di più sull’umanità comune: “E’ molto più importante il legame umano, più che quello religioso”. Il vescovo ha condiviso questa priorità umana, irrobustita da “una risorsa, la fede, che consente all’umanità di esprimersi al meglio, perché dono di Dio”.

Ed è questa la scommessa grande: vincere la pigrizia del pregiudizio, guardarsi in faccia e dirsi che, alla fine, desideriamo tutti vivere in armonia, nella serenità quotidiana possibile.  “Guardiamo ognuno i nostri pensieri – ha concluso Ait Ouhman – è da qui che si comincia a vivere scelte di pace”.

Laura Mandolini

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Dialogo Islam – Cristianesimo: a Senigallia l’incontro tra il vescovo Manenti e l’imam Ait Ouhman

Accogliendo una proposta del Centro culturale islamico, la Diocesi è lieta di invitare i fedeli e la cittadinanza ad un appuntamento di dialogo interreligioso islamo-cristiano sabato 15 aprile p.v., dalle ore 18,30 alle ore 19,00 presso la piazza della Parrocchia del Porto in Senigallia. In tale occasione, considerando l’appello universale proprio di un tempo spirituale di conversione e di gioia per entrambi, quello pasquale e quello del ramadan (che per alcuni giorni si sovrapporranno), le voci della comunità islamica e della comunità cattolica della nostra città si alterneranno in un semplice, reciproco racconto ed ascolto.

La comunità islamica sarà rappresentata dall’imam Ait Ouhman Mohamed della moschea di Ouarzazate (Marocco), inviato in Italia dal Regno del Marocco per fornire istruzione religiosa nella Moschea “Enoor” di Senigallia durante il ramadan.

La comunità cristiana sarà rappresentata dal vescovo Franco Manenti e da alcuni fedeli laici che offriranno un accompagnamento musicale e canoro ai due interventi. Il formato semplice e breve, come anche la centralità del luogo dell’appuntamento – peraltro dolorosamente ferito dalla recente alluvione – vorrebbero favorire la più calorosa e ampia partecipazione possibile, oltre che offrire un segno di speranza e di impegno condiviso per il presente e il futuro della nostra casa comune.

Andrea Falcinelli

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L’annuncio che vince la paura. Gli auguri di Pasqua del vescovo Franco

«Voi non abbiate paura! So che cercate il crocifisso. Non è qui. E’ risorto, infatti, come aveva detto» (Mt 28,5-6). Queste le parole rivolte dall’angelo a Maria di Magdala e all’altra Maria, che all’alba del sabato si erano recate al sepolcro, dove Gesù era stato deposto il giorno prima. L’annuncio che Gesù non giaceva più nel sepolcro, perché risorto non aveva tuttavia dissolto del tutto i timori delle donne. L’evangelista Matteo annota che «abbandonando in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annunzio ai suoi discepoli». Anche Gesù risorto, incontrandole poco dopo, le inviterà a “non temere”.

Come interpretare questo insieme di “gioia grande e timore”? Alle due donne succede quello che accade a noi quando siamo raggiunti da una notizia tanto bella quanto inattesa e, soprattutto, insperata, tanto da temere che sia “troppo bella per essere vera”e avertiamo il bisogno di ulteriori conferme, di assicurazioni riguardo alla veridicità di quanto ci è stato comunicato o è accaduto. Maria di Magdala e l’altra Maria la conferma della bella notizia comunicata dall’angelo la riceveranno da Gesù stesso, il Maestro amato, che interromperà momentaneamente la loro corsa verso i discepoli. I gesti che le due donne compiono alla vista di Gesù («si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono») fanno pensare che il timore ha lasciato il posto alla gioia grande nel loro cuore.

Di questi tempi,quanto è accaduto nel nostro territorio e quanto sta accadendo nel mondo continua a provocare nel nostro cuore tante e grandi paure, che spesso finiscono per impedire la possibilità di gustare la gioia, la serenità, d’intravedere una speranza su cui investire le tante ripartenze nella vita, richieste da situazioni di morte, di difficoltà grandi, di sconfitte dolorose. Anche noi abbiamo bisogno che qualcuno ci venga incontro, ci inviti a non temere, a non cedere alle paure, perché porta notizie buone, che resistono alle prove della vita, che incoraggiano ancora una volta una ripartenza.

Il mio augurio, rivolto a tutti, di una “buona Pasqua” è che per ciascuno di noi ci sia una notizia che ci raggiunge, un avvenimento che irrompe nella nostra vita, persone che ci vengono incontro nel nostro cammino, che rappresentano una ragione solida per non continuare a temere per noi, per le persone che ci sono care, per gioire, essere sereni.

Alle donne e agli uomini credenti, l’augurio è che l’annuncio pasquale che Gesù non è rimasto prigioniero della morte, custodito in un sepolcro a cui recarsi come facciamo con i nostri cari defunti, ma è risorto, ha messo fuori gioco la morte con il suo il suo  carico di male, di paura, risuoni nuovamente come una buona notizia e sia riconosciuta comemotivo per assaporare una “gioia grande”. Anche in questi tempi.

+ Franco

Il dirigente del Commissariato di Senigallia, Agostino Licari, ha donato al vescovo Franco Manenti l’olio prodotto in un giardino a Capaci, sorto nel luogo dove il 23 maggio 1992 avvenne l'attentato mafioso

Al vescovo di Senigallia l’olio di Capaci nel 31° anno delle stragi siciliane a opera della mafia

Il dirigente del Commissariato di Senigallia, Agostino Licari, ha donato al vescovo Franco Manenti l’olio prodotto in un giardino a Capaci, sorto nel luogo dove il 23 maggio 1992 avvenne l'attentato mafioso
Il dirigente del Commissariato di Senigallia, Agostino Licari, ha donato al vescovo Franco Manenti l’olio prodotto in un giardino a Capaci, sorto nel luogo dove il 23 maggio 1992 avvenne l’attentato mafioso

Nell’ambito delle molteplici iniziative organizzate in occasione del 31° anniversario delle stragi mafiose di Capaci e di via D’Amelio – dove persero la vita i giudici Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Francesca Morvillo e i poliziotti incaricati della loro tutela, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina ed Emanuela Loi – nonché del 30° anniversario delle stragi compiute dalla mafia a Firenze, Roma e Milano, la Polizia di Stato e la Conferenza Episcopale Italiana (Cei) hanno dato avvio a una iniziativa di valenza simbolica molto importante.

Tutto è partito dall’idea da tempo avviata dall’associazione “Quarto Savona 15” (sigla radio in uso  all’auto di scorta del Giudice Giovanni Falcone) ed animata da Tina Montinaro, vedova del caposcorta, che ha iniziato una coltivazione di un un giardino sorto a Capaci, nel luogo dove avvenne l’esplosione

Nella mattinata di lunedì 3 aprile il dirigente del Commissariato di Senigallia, Agostino Licari, ha fatto visita al vescovo della Diocesi di Senigallia, Franco Manenti, donandogli l’olio prodotto quest’anno dalla coltivazione siciliana. Iniziativa dall’alta valenza che è lo stesso vicequestore a spiegare ai nostri microfoni.

Dalla coltivazione degli alberi di ulivo è stato prodotto un olio che già lo scorso anno è stato distribuito presso tutte le Diocesi della Sicilia e quest’anno si è pensato di estendere l’iniziativa a tutto il territorio nazionale, consegnando un’ampolla contenente l’olio a tutti i vescovi delle Diocesi italiane, in occasione delle liturgie pasquali.

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Dialoghi sulla parola - Verso la Pasqua

Dialoghi sulla parola: ora in diretta la quinta e ultima puntata con il Vescovo Franco Manenti e Luigi Mossuto

Qui sarà possibile seguire la quinta e ultima puntata di “Dialoghi sulla parola”: cinque giovedì per dialogare con il vescovo Franco sui vangeli delle domeniche di Quaresima. Ogni giovedì, alle ore 21.00, in diretta sulle frequenze di Radio Duomo Senigallia (95.200 FM) e sulla pagina facebook radioduomo/vocemisena un ciclo di trasmissioni dal titolo ‘dialoghi sulla Parola’.

Nella puntata di giovedì 30 marzo sarà presente negli studi radiofonici di Radio Duomo Luigi Mossuto per dialogare con il Vescovo Franco Manenti sul Vangelo della Veglia di Pasqua.

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Dialoghi sulla parola - Verso la Pasqua
Dialoghi sulla parola - quinta puntata

Dialoghi sulla parola, quinta e ultima puntata con il Vescovo Franco Manenti e Luigi Mossuto

Qui sarà possibile seguire la quinta e ultima puntata di “Dialoghi sulla parola”: cinque giovedì per dialogare con il vescovo Franco sui vangeli delle domeniche di Quaresima. Ogni giovedì, alle ore 21.00, in diretta sulle frequenze di Radio Duomo Senigallia (95.200 FM) e sulla pagina facebook radioduomo/vocemisena un ciclo di trasmissioni dal titolo ‘dialoghi sulla Parola’.

Nella puntata di giovedì 30 marzo sarà presente negli studi radiofonici di Radio Duomo Luigi Mossuto per dialogare con il Vescovo Franco Manenti sul Vangelo della Veglia di Pasqua.

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Dialoghi sulla parola, quarta puntata con il Vescovo Franco Manenti, Ilde Mosca e Pier Francesco Luzietti

Qui è possibile riascoltare la quarta puntata di “Dialoghi sulla parola”: cinque giovedì per dialogare con il vescovo Franco sui vangeli delle domeniche di Quaresima. Ogni giovedì, alle ore 21.00, in diretta sulle frequenze di Radio Duomo Senigallia (95.200 FM) e sulla pagina facebook radioduomo/vocemisena un ciclo di trasmissioni dal titolo ‘dialoghi sulla Parola’.

Nella puntata di giovedì 23 marzo sono stati presenti negli studi radiofonici di Radio Duomo Ilde Mosca e Pier Francesco Luzietti che hanno dialogato con il Vescovo Franco Manenti sul racconto del “La risurrezione di Lazzaro”.

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Dialoghi sulla parola

Dialoghi sulla parola, terza puntata con il Vescovo Franco Manenti e Roberto Mancini

Qui è possibile riascoltare la terza puntata di “Dialoghi sulla parola”: cinque giovedì per dialogare con il vescovo Franco sui vangeli delle domeniche di Quaresima. Ogni giovedì, alle ore 21.00, in diretta sulle frequenze di Radio Duomo Senigallia (95.200 FM) e sulla pagina facebook radioduomo/vocemisena un ciclo di trasmissioni dal titolo ‘dialoghi sulla Parola’.

Nella puntata di giovedì 16 marzo è stato presente negli studi radiofonici Roberto Mancini che ha dialogato con il Vescovo Franco Manenti sul racconto del “Cieco nato”.

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Dialoghi sulla parola