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Tag: Gennaro Campanile

Senigallia, sì al bilancio di previsione: meno tasse e più esenzioni

SENIGALLIA – Il consiglio comunale ha approvato la manovra finanziaria proposta dalla giunta Olivetti che punta sulla riduzione della pressione fiscale. Nonostante i costi dell’alluvione e l’inflazione, cala l’Irpef e si amplia la fascia di esenzione per i redditi bassi.

Il sindaco Massimo Olivetti ha presentato i dati, evidenziando il recupero di 10 milioni di euro in tre anni grazie alla lotta all’evasione fiscale. «La nostra amministrazione è riuscita a diminuire per tutti i cittadini l’addizionale Irpef dallo 0,8 allo 0,78 e nel contempo ad aumentare il livello delle fasce di esenzione del pagamento dell’addizionale portandola dagli attuali 13mila euro di reddito annuo a 15mila euro».

Il sindaco ha poi rivendicato la solidità dei conti: «Un bilancio in salute che ha combattuto in modo vigoroso l’evasione fiscale, rientrando di 10 milioni di euro in tre anni, sfido chiunque nel dire che questa operazione non abbia dimostrato coraggio nel perseguire una politica che non è simpatica. Quando siamo arrivati questo Comune era in disavanzo, sostanze economiche che abbiamo dovuto pagare per rimettere a posto tutti i conti».

Sul fronte dei rifiuti, confermate riduzioni drastiche della Tari per le fasce Isee più basse (fino al 90%) e per le famiglie con disabili. «Sono quattro anni – ha sottolineato – che non la aumentiamo e che la finanziamo con il milione di avanzo di amministrazione. Ora, nelle fasce più deboli queste percentuali vengono quasi azzerate o ridotte moltissimo. Senza contare che un 10% in più di ribasso è stato previsto anche per quelle famiglie che hanno un disabile a carico».

Dura la replica alle critiche del capogruppo Pd Dario Romano e a Gennaro Campanile (Amo Senigallia), definite «prive di qualsivoglia fondamento». Olivetti ha ricordato come il centrosinistra avesse portato le tasse al massimo: «Chi oggi critica è lo stesso che portò l’Irpef al massimo e voltò le spalle agli alluvionati. Sarebbe bene – ha concluso il sindaco – che Romano contestualizzasse la sua richiesta di misure in favore degli alluvionati quando a suo tempo non votò a favore di quelle individuate da questa amministrazione proprio a sostegno di chi aveva subito ingenti danni». Dal governo nazionale sono state stanziate risorse per gli alluvionati: 52milioni di euro sono stati distribuiti a coloro che avevano subito danni dal maltempo del 15 settembre 2022.

In chiusura, il primo cittadino ha confermato il focus sul turismo e annunciato il deposito del progetto per la nuova piscina delle Saline.

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Senigallia, la minoranza sul bilancio: «Manca visione, ecco la nostra contromanovra»

Si preannuncia un consiglio comunale di fuoco quello che, tra poco, vedrà l’aula impegnata nell’esame finale del bilancio di previsione 2026-2028. Al centro della contesa non c’è solo una sequenza di numeri, ma due visioni opposte della città. Da una parte la maggioranza guidata dal sindaco Olivetti, dall’altra un’opposizione che per l’occasione ha deciso di serrare i ranghi e presentarsi con un fronte compatto. Partito Democratico, Amo Senigallia, Alleanza Verdi Sinistra, Vola Senigallia e Vivi Senigallia hanno depositato una serie di emendamenti mirati a sviluppare e migliorare l’impianto finanziario del Comune, denunciando tagli al sociale e una cronica mancanza di investimenti su alcuni capitoli che non siano l’asfaltatura delle strade.

L’affondo sul sociale e l’Irpef

Il primo terreno di scontro è quello fiscale. Il centrosinistra boccia senza appello le manovre della Giunta sulle aliquote comunali. «Hanno ridotto l’irpef di 4 euro all’anno per cittadino, mancano 500 mila euro di investimenti e riducono la spesa sul sociale» dichiara senza giri di parole Dario Romano, candidato alle primarie del centrosinistra. L’opposizione propone invece di superare l’aliquota fissa introducendo scaglioni progressivi: esenzione confermata fino a 15.000 euro, ma con una riduzione per la fascia media (15-28 mila euro) compensata da un aumento per i redditi sopra i 50 mila euro.

Sulla stessa linea d’onda Gennaro Campanile, capogruppo di Amo Senigallia, che accusa l’amministrazione di immobilismo progettuale: «Non ci sono risposte in bilancio sul costo della vita, sulla questione abitativa o sull’emergenza nel settore delle cure. E questi sono solo esempi. Ma potremmo continuare dicendo che l’amministrazione Olivetti fa solo propaganda perché non ha progettato nulla di nuovo ma anzi, si basa sui progetti ereditati dalle precedenti giunte di centrosinistra. Tranne che per piazza Simoncelli, il cui progetto era pronto, con tanto di risorse. Lì non hanno voluto procedere, per il resto ora si fregiano dei benefici del piano Cervellati».

Emergenza casa e ambiente

La “contromanovra” della minoranza punta con decisione sull’emergenza abitativa. Tra le proposte spiccano incentivi IMU per favorire gli affitti a lungo termine (residenziali) e un incremento di 100 mila euro annui per il fondo per il diritto alla casa, risorse che verrebbero recuperate tramite una razionalizzazione delle spese dell’ufficio tecnico.

Sul fronte ambientale, l’obiettivo è incentivare la differenziata raddoppiando il contributo per chi conferisce rifiuti al centro ambiente (da 0,026 a 0,05 €/kg) e alzando lo sconto massimo sulla TARI a 70 euro. Resta poi alta la tensione sul rischio idrogeologico: l’opposizione chiede di attuare finalmente la mozione del 2022 per istituire un fondo comunale destinato ai sistemi di difesa passiva (paratie e valvole) per proteggere case e aziende dalle piene.

Sport, scuole e il “nodo” parcheggi

Il welfare passa anche per i servizi quotidiani. Le proposte dell’opposizione includono l’innalzamento delle soglie ISEE per la mensa scolastica e un taglio del 30% alle tariffe degli impianti sportivi per dare ossigeno alle associazioni del territorio.

Un capitolo a parte merita la piscina delle Saline. Mentre la maggioranza valuta la demolizione, la minoranza propone un investimento di 400 mila euro nel 2026 — finanziato dal plusvalore dell’area ex Ciriachi — per una manutenzione straordinaria immediata. «L’obiettivo è garantire continuità a un servizio pubblico oggi sostenuto solo da un vecchio impianto in cui piove all’interno», spiegano i consiglieri.

Infine, la stoccata sui parcheggi a pagamento, estesi anche alle ore serali. Un provvedimento che Campanile non esita a definire draconiano: «Hanno imposto i parcheggi a pagamento anche di sera e per noi è una cosa grave, come i dazi di Trump». L’emendamento chiede il ripristino del pedaggio sul lungomare entro le ore 20 per evitare quella che viene percepita come una «tassa su chi va a cena fuori».

La parola passa ora all’aula: il confronto sul futuro di Senigallia è appena iniziato.

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Seconda parte dell’intervista a Campanile: «Politiche accentrate nelle mani di Olivetti e Bello, non è nel nostro dna» – AUDIO

L'intervento di Gennaro Campanile in consiglio comunale
Gennaro Campanile in consiglio comunale (FOTO di repertorio)

Ecco la seconda parte dell’intervista al capogruppo di Amo Senigallia Gennaro Campanile. Continua la chiacchierata su tematiche politiche e sociali che riguardano la città ma anche il consiglio comunale e i lavori sul fiume Misa. Ecco le sue parole, in onda oggi mercoledì 11 settembre e domani, giovedì 12, alle 13:10 e alle 20, con un’ulteriore replica domenica 15 a partire dalle 16:50 (la seconda di tre interviste consecutive). L’audio integrale sarà disponibile anche in questo articolo, insieme a un estratto testuale.

Eravamo rimasti al fatto di considerare il fiume una risorsa e non un mostro: come stanno andando i lavori post alluvione?
Il sindaco ha deciso di delegare, la città è sostanzialmente commissariata. E non ci sono dirigenti, per cui chi si prende la responsabilità dei lavori? L’Anas ha chiuso ponte Garibaldi che poteva secondo me rimanere aperto a livello pedonale. E lo stesso sull’urbanistica, che dovrebbe cambiare gli assetti… la scelte si pagano.

Quindi contesta l’organizzazione amministrativa della macchina comunale?
Ma io faccio sempre l’esempio della mancata opposizione da parte del sindaco alla chiusura del parcheggio a fianco dell’autostrada per poterci abbancare la sabbia estratta dal fiume: ci sarà stato un altro posto anziché creare una discarica a cielo aperto in un parcheggio strategico per non far entrare le auto in città. E per fortuna che allora avevamo avuto la visione di chiedere ad Autostrade il ribaltamento del casello e gli 8 km di circonvallazione, con i 5 bypass, per decongestionare il centro storico. Al centrodestra manca questa visione.

Quale altra mancanza rimproveri all’amministrazione Olivetti?
Basta vedere le colonnine per la ricarica dell’auto elettriche, tre su sei non funzionano e quella al porto è ancora divelta, lasciata per terra, nemmeno l’hanno rimossa. Così come dà un senso di precarietà la rotatoria abbozzata su strada della Marina: sono due anni che è così.

Tutti temi affrontati in consiglio?
Sì, poi rimangono piccati, come se fossi un consigliere cattivo, ma in realtà mi ascoltano perché poi intervengono. Qualcuno dirà che era già previsto. Il mio lavoro è quello di controllare ciò che stanno o non stanno facendo. 

In minoranza sembra esserci una spaccatura, una divisione con l’altra parte del centrosinistra, che ancora non sembra sanata. Come mai?
Mah, la coalizione Volpini e la coalizione Campanile votano alla fine le stesse cose, se me lo chiedono io firmo anche i comunicati, la mia disponibilità è totale, ma bisogna essere in due a fare le cose. Io sicuramente ho difeso le scelte del passato, altri hanno voluto spesso sganciarsi rispetto ai dieci anni di governo Angeloni e almeno al primo mandato di Mangialardi…

Cioè?
Poi nel secondo ha fatto un po’ il protagonista assoluto, come spesso capita. Ci sono state forzature, come al progetto Conad, alla scuola di polizia che non erano nel programma, anche se volte al bene della città ma magari andavano condivise. Io preferisco il metodo che ha messo in campo la Diocesi sul parco che vogliamo o circa gli incontri sull’alluvione, ma il Comune viene sempre dietro mentre ci sarebbe necessità di un confronto magari in commissione ma non avviene più.

Come reputi l’attività politica in consiglio?
Il presidente Bello non garantisce tutti, i regolamenti che ha proposto erano solo per inserire la sua figura ovunque. Le politiche sono in mano a Olivetti che è anche assessore al bilancio, e a Bello che controlla tutto. Questo accentramento dei poteri non è nel nostro dna. Alcuni consiglieri non intervengono più, altri non hanno mai parlato e i consigli durano appena un’ora, nel question time il tempo è ridotto e non si riesce nemmeno a esplicitare un concetto.

Ma si guadagna con l’attività politica?
Ho fatto la denuncia dei redditi, dal Comune di Senigallia in un anno appena 1200 euro: ogni seduta il gettone è di circa 30 euro per il consiglio comunale, le commissioni sono sempre meno ma le pratiche vanno studiate, ci si confronta. Quindi il nostro è un vero servizio. Quando si denuncia un ritardo o un degrado è nel bene della città non in quello del singolo. Magari in Parlamento o in Europa ci sono stipendi d’oro, ma qui no. E infatti si trovano sempre meno candidati, sempre meno persone che hanno voglia di impegnarsi con continuità. Il rischio è di ricorrere solo a slogan quando ci sono le elezioni, ma poi non stupiamoci se la gente non vota più.

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Ghiaia e detriti alla foce del fiume Misa, ennesimo botta e risposta politico a Senigallia

L'isolotto di ghiaia e detriti alla foce del fiume Misa a Senigallia
L’isolotto di ghiaia e detriti alla foce del fiume Misa a Senigallia

La consueta isola di detriti alla foce del fiume Misa a Senigallia continua a creare dibattito politico. Dopo la segnalazione di numerosi residenti che sui social hanno pubblicato foto e video, è intervenuto anche il consigliere Gennaro Campanile sul tema della “spiaggetta” ghiaiosa che si è formata per l’ennesima volta all’uscita del canale fluviale. Ma pronta è la replica della giunta.

«C’è oggi una nuova passerella di cui non è stata fatta l’inaugurazione» commenta ironico il capogruppo di Amo Senigallia. «Un muro di sassi, ghiaia, sabbia e legna alto più di quattro metri, sale dal fondale fino a pelo dell’acqua (2,2-5 metri) e poi si alza ancora per circa 2 metri arrivando a levante a poche decine di centimetri dal bordo del molo. Una cosa così non si è mai vista».

Secondo il consigliere di minoranza, l’amministrazione che prima contava i giorni per attaccare la giunta Mangialardi oggi è silente sul tema mentre in città se ne parla da tempo. «Quasi ogni giorno mezzi meccanici scorrazzano sull’arenile e non si trovano le risorse per prendere un braccio meccanico, due camion e portare via tutto?».

«Si commenta da solo per gli atteggiamenti – replica bruscamente l’assessora all’ambiente Elena Campagnolo – ma, entrando nello specifico, due cose le dovrebbe sapere. La prima: quando parla di intervento sulla foce dovrebbe ricordarsi da buon ex amministratore che quel territorio è di competenza regionale. La seconda è che abbiamo iniziato ad avere problemi di canale dopo la costruzione del porto. Io non c’ero in giunta, lui invece?».

La “diga”, come è stata rinominata da qualcuno sui social, non sembra essere un vero e proprio ostacolo al deflusso dell’acqua: quando il fiume si ingrossa, la corrente trascina via quei materiali non sedimentati. Il problema rimane sempre di carattere igienico da un lato ed estetico dall’altro: nell’estate scorsa la barra di detriti impediva – in assenza di piogge – alla pochissima acqua di finire in mare. La stagnazione, unita alle alte temperature, ha causato il fiorire di alghe che poi sono marcite causando cattivi odori e dando una pessima immagine della città ai turisti. L’auspicio è che ciò non accada e che i materiali vengano rimossi quanto prima dalla foce del fiume Misa.

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L'isolotto di ghiaia e detriti alla foce del fiume Misa a Senigallia
L’isolotto di ghiaia e detriti alla foce del fiume Misa a Senigallia

Fondazione Città di Senigallia, la giunta regionale lascia Canafoglia commissario per un altro anno

La fondazione Città di Senigallia
La fondazione Città di Senigallia

La notizia del rinnovo dell’incarico, da parte della Regione Marche, all’avvocato Corrado Canafoglia quale commissario straordinario della fondazione Città di Senigallia ha fatto subito il giro del paese. C’era tempo fino a metà aprile perché la giunta Acquaroli prendesse una decisione dopo la “mini” proroga (l’incarico era scaduto il 28 febbraio) ma non è servito attendere fino alla fine perché dalle relazioni e dal documento istruttorio, la situazione è sembrata molto chiara al presidente regionale. 

Le difficoltà non sono del tutto state superate, c’è bisogno di operare ancora in gestione straordinaria e i tempi di insediamento di un nuovo cda (per il ritorno alla gestione ordinaria) non sono compatibili con le urgenze in cui vive l’ente socio assistenziale senigalliese. Ma non tutti la vedono così. 

Dal centrosinistra cittadino e regionale, infatti, continuano a piovere attacchi che ovviamente oggi si concentrano sulla scelta presa all’unanimità dalla giunta regionale di rinnovare l’incarico a Canafoglia fino al 30 aprile 2024 “e comunque fino all’approvazione del bilancio consuntivo 2023”. Tra chi ha sempre criticato il commissariamento (e anche il commissario) c’è Maurizio Mangialardi, capogruppo Pd in Regione: «Resto sbalordito di fronte alla totale assenza di valide motivazioni che hanno portato la giunta Acquaroli a prorogare l’incarico del commissario straordinario della Fondazione Città di Senigallia. Basti dire che è stato lo stesso commissario, fin dalla premessa della sua relazione di fine mandato, a parlare di gestione difficoltosa. Un eufemismo, considerati gli irrisori risultati ottenuti, per di più ottenuti quasi esclusivamente sulla pelle dei dipendenti, vittime di demansionamenti e licenziamenti, e tagliando i servizi erogati dall’ente».

Corrado Canafoglia, commissario straordinario della fondazione Città di Senigallia
Corrado Canafoglia, commissario straordinario della fondazione Città di Senigallia

L’ex sindaco ricorda anche che «sulla nomina del commissario straordinario pende ancora un ricorso davanti al presidente della Repubblica riguardante la sua legittimità». Se «le difficoltà della fondazione risiedono principalmente nella mancata erogazione dei contributi richiesti alla Regione Marche», la causa va secondo Mangialardi ricercata proprio in quel mancato appoggio da parte del governo regionale che oggi, vorrebbe «ricompensare lautamente, ovviamente a spese dei cittadini di Senigallia, il commissario straordinario per il sostegno dato al centrodestra in occasione delle elezioni regionali del 2020».

Anche il consigliere comunale Gennaro Campanile critica il rinnovo dell’incarico. «Se l’anno scorso il commissariamento aveva una logica, quest’anno la sua riconferma segna una sconfitta clamorosa della destra senigalliese che governa la città. […] Il sindaco Olivetti e la sua maggioranza non sarebbero in grado di nominare un consiglio di amministrazione autorevole e, soprattutto, capace di gestire la fondazione senza “logiche politiche”».

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Fondazione Città di Senigallia, polemica infinita

La fondazione Città di Senigallia
La fondazione Città di Senigallia

Sembra infinita la polemica che si sta protraendo da giorni sulla situazione della fondazione Città di Senigallia. Da un lato ci sono il commissario Corrado Canafoglia e il gruppo di Fratelli d’Italia che si è schierato apertamente in sua difesa; dall’altro c’è il capogruppo di Amo Senigallia Gennaro Campanile che continua a sollevare dubbi sull’operato del commissario e il resto della minoranza che evidenzia il necessario ritorno a una gestione ordinaria dell’ente socio assistenziale.

Dopo il clamore per le prime dichiarazioni di Campanile e la replica di Canafoglia che ha smentito qualsiasi ipotesi di chiusura della residenza protetta rassicurando la cittadinanza anche sugli utili in bilancio, il gruppo consiliare che fa capo a Bello e Liverani ha auspicato il rinnovo da parte della Regione Marche del mandato di commissario straordinario della fondazione all’avv. Canafoglia «a fronte dei risultati della gestione commissariale della struttura in questa fase critica vissuta dalla fondazione». Incarico che per ora è stato prorogato dalla giunta regionale fino a metà aprile, poi si valuterà.

Amo Senigallia torna a rivendicare che quanto affermato nasce semplicemente dalla relazione inviata da Canafoglia al consiglio comunale, dove si cita la proposta di accordo con l’Opera Pia. Una bozza di progetto con cui si «prevede una nuova società mista che gestisca i 40 posti “di cure intermedie”, che la fondazione Mastai Ferretti gestisca il “controllo di gestione e servizio amministrativo”, che alla nuova struttura è assegnato “il personale sanitario rispondente ai requisiti richiesti” (quindi non necessariamente tutto il personale) della Fondazione Città di Senigallia. La residenza protetta non è più prevista». Secondo il capogruppo di Amo Senigallia a tale ipotesi dovrebbe essere il consiglio comunale a dare il via libera o meno. Da Fratelli d’Italia è stato invece risposto innanzitutto che «il consiglio comunale, in questa fase di gestione commissariale, non ha alcun ruolo», e che tanto clamore non vi era stato «quando il centrosinistra e quindi l’allora assessore Campanile, ora consigliere di minoranza, gestivano l’ente fondazione con risultati devastanti e con criticità gestionali di cui solo adesso ne siamo venuti a conoscenza».

Contrario alla prosecuzione della gestione commissariale è il capogruppo Pd in consiglio regionale Maurizio Mangialardi: «Il mandato del commissario straordinario della fondazione Città di Senigallia è scaduto lo scorso 28 febbraio. E’ tempo che la giunta regionale ci dica in che forma dovrà proseguire la gestione di questo ente così strategico per la nostra città. A oggi, ci sembra che questa esperienza abbia dato risultati assolutamente deludenti, soprattutto se si considera che i risibili risparmi di cassa sono stati fatti quasi esclusivamente sulla pelle dei dipendenti con demansionamenti e licenziamenti». Anche in questo caso non si è fatta attendere la replica di Fratelli d’Italia, vero e proprio avvocato difensore del commissario Canafoglia. «Se per il consigliere regionale di minoranza del PD Mangialardi, passare da 900 mila euro di passività a quasi 4 mila euro di utili, significa aver ottenuto “risultati assolutamente deludenti e risibili”, allora vuol dire che la matematica non è il suo forte e, quindi, forse è meglio che si metta a studiare anche lui, magari insieme a Campanile. E quando scrive, sempre Mangialardi, che questi deludenti risultati “sono stati fatti quasi esclusivamente sulla pelle dei dipendenti”, deve andarci a parlare con i dipendenti della fondazione che, in più riprese, hanno lodato, e continuano a farlo, l’operato del commissario Canafoglia».

Lontani dalla bagarre politica gli altri gruppi consiliari di opposizione di PD, Vola Senigallia, Vivi Senigallia e Diritti al Futuro che però chiedono il ritorno alla gestione ordinaria. «In tutti questi mesi, con coerenza, abbiamo sempre contestato la scelta, scellerata, di nominare un commissario straordinario per la gestione della fondazione. A nostro avviso non esistevano i presupposti amministrativi, ma non abbiamo neppure individuato i presupposti legali. Inoltre, nel primo anno di commissariamento non si evidenzia alcun atto “straordinario” che non avrebbe potuto fare un legittimo consiglio di amministrazione. Proponiamo al sindaco Olivetti ed al presidente (del consiglio comunale, Ndr) Bello di non nascondersi dietro ad alibi inconsistenti, ma di ritornare ad una gestione ordinaria, normale e legale della fondazione città di Senigallia, realtà importantissima nel nostro contesto cittadino che necessita di una amministrazione trasparente che possa rispondere legittimamente al consiglio comunale».

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«Nessuna chiusura, Campanile getta discredito sulla fondazione Città di Senigallia»

La fondazione Città di Senigallia
Le due palazzine della fondazione Città di Senigallia

Sono numerose le difficoltà che sta vivendo la fondazione Città di Senigallia, ancora alle prese con i bilanci in rosso, con la vertenza Autostrade, con il progetto Orti del vescovo, ma si iniziano a vedere i primi risultati di un anno di gestione commissariale. A fare il punto è proprio il commissario straordinario Corrado Canafoglia che innanzitutto smentisce categoricamente le affermazioni del consigliere di Amo Senigallia Gennaro Campanile sulla paventata chiusura della residenza protetta per anziani di via del Seminario. 

Nonostante la condizione sia «migliorata rispetto agli anni precedenti», l’ente vive una «fase critica, molto delicata» spiega il noto avvocato senigalliese non solo perché il risanamento economico e finanziario dell’ente andrà avanti per lungo tempo ma perché su tutti i discorsi pende la spada di Damocle del contenzioso con Autostrade per cui si attende a breve la sentenza della Cassazione. La vicenda è legata all’esproprio di alcuni terreni per la realizzazione della terza corsia dell’A14 e della complanare e al loro indennizzo da 22 milioni di euro già incassati dall’ente senigalliese. «Se soccombente – spiega l’avvocato Canafoglia – l’ente dovrà versare 14/15 milioni di euro, mentre se vittoriosa dovrà comunque restituirne 6 milioni salvo rideterminazione della Corte di Appello». Dato che al momento l’ente dispone di soli 8,5 milioni di euro in cassa o in investimenti, si capisce la gravità della situazione.

A oggi, spiega Canafoglia, «la fondazione non ha raggiunto una condizione finanziario-patrimoniale sicura». La gestione discutibile di beni e risorse protratta per anni, le «pesanti perdite nei bilanci annuali» derivanti dagli alti costi della residenza protetta con passivi anche di oltre 2 milioni di euro (senza contare gli ammortamenti), avrebbero portato «l’ente a erodere le liquidità derivanti dall’indennità dell’esproprio dell’Autostrada per far fronte ai fabbisogni quotidiani». «L’esercizio 2022 si chiude con una perdita di bilancio di € 369.494 per cui, al netto degli ammortamenti post 2012 (€ 372.962,24), il risultato di bilancio effettivo per il 2022 si attesta con un utile di € 3.468,24».

Per raggiungere questo primo risultato si è dovuto lavorare innanzitutto sulla gestione, fino a ieri antieconomica, della residenza protetta disposta su due palazzine (quella nord da 42 posti e quella sud 17 da posti). «È come se avessimo un albergo che eroga servizi da 5 stelle dislocato su 2 edifici distanti tra loro ad un prezzo richiesto all’utente finale prossimo ad un 3 stelle» semplifica Canafoglia. Per diminuire le uscite si è lavorato sull’«esubero» dei dipendenti, alcuni non necessari alle esigenze dell’ente, e sulla palazzina sud, chiusa riorganizzando i servizi nell’altro edificio: dalla riorganizzazione dei lavoratori rimasti e dal mancato ricorso a cooperative esterne (per un costo medio annuo stimato sui 200 mila euro) è stato possibile «interrompere la continua emorragia di risorse finanziarie». All’orizzonte si profila un piano – ancora da approvare dalle autorità competenti – che prevede l’utilizzo dell’edificio nord come ospedale di comunità con 40 posti adibiti a cure intermedie e quello sud come Casa della Comunità, in collaborazione con la fondazione Opera Pia Mastai Ferretti.

Verrà anche alienato il patrimonio della fondazione inserito nel progetto Orti del vescovo: l’ente uscirà così dall’intervento edilizio (a oggi ancora fermo) per la realizzazione di numerosi appartamenti e negozi in centro storico, riqualificando l’ultima parte di via Portici Ercolani e via delle Caserme. La partecipazione era stata stimata nel 2011 in circa 1,3 milioni di euro, ma la quota è via via cresciuta fino a oltre 3,7 mln € e, «oggi rappresenta un’incognita estremamente pericolosa per l’Ente». 

Corrado Canafoglia, commissario straordinario della fondazione Città di Senigallia
Corrado Canafoglia, commissario straordinario della fondazione Città di Senigallia

Sotto la lente d’ingrandimento ci sono anche l’acquisizione di immobili «assolutamente non strategici alla mission della fondazione», tra cui il palazzo del Musinf; la questione del nuovo monoblocco ospedaliero, costruito su un’area di proprietà della fondazione che vi paga l’imu (oltre 36mila euro nel 2023) nonostante l’azienda sanitaria non versi nulla come affitto né voglia acquistare la porzione di terreno; i contributi, gli straordinari e i premi di produzione non versati al personale che non ha goduto nemmeno di migliaia di ore di ferie maturate; la vicenda della cucina (comprata e poi sparita) e del relativo servizio sovrastimato per le reali esigenze della fondazione, oggi poi esternalizzato; la questione delle aree edificabili di proprietà dell’ente, «soggette a complesse situazioni che ne limitano la loro potenzialità edificatoria», quando non a vera e propria «svalutazione». Tra le altre misure per risanare l’ente ci sono la rotazione degli incarichi e delle consulenze, le gare per affidare i servizi e gli appalti che portano a risparmi, oltre una maggior trasparenza amministrativa dato che è in corso pure un accertamento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, ma a tal proposito vige il massimo riserbo.

Su tutta questa situazione si inserisce l’intervento del consigliere Campanile: l’ex assessore aveva paventato la chiusura della residenza protetta e definito l’ente una «polveriera». «Le parole del consigliere Campanile sono infondate – spiega Canafoglia – gettano discredito sull’ente e sul lavoro dei dipendenti che ogni giorno si impegnano per dare un servizio qualitativo elevato agli ospiti e creano preoccupazione ai familiari degli ospiti». Tante le chiamate per avere rassicurazioni in tal senso e all’orizzonte si profilano azioni legali contro l’esponente della minoranza senigalliese. La fondazione Città di Senigallia oggi ospita 42 anziani nella palazzina nord, mentre in quella sud vi sono alcuni cittadini alluvionati assieme a un senigalliese che ha avuto la casa danneggiata da un incendio. Nello stesso edificio si svolgono anche le attività di 15 disabili psichiatrici che da anni venivano ospitati in un immobile dichiarato da Canafoglia «fatiscente e inagibile».

«Cosa c’entra il Consorzio di bonifica con i rifiuti che hanno invaso la spiaggia di Senigallia?»

I rifiuti che hanno invaso la spiaggia di Senigallia (marzo 2023)
I rifiuti che hanno invaso la spiaggia di Senigallia (marzo 2023)

«Cosa c’entra il Consorzio di bonifica con la marea nera che ha invaso per chilometri la spiaggia di velluto di Senigallia? E soprattutto, perché per ogni cosa che accade, la responsabilità viene sempre attribuita all’Ente di bonifica delle Marche, anche se non ha colpe?». Queste sono le domande che si sono posti (e che pongono alla comunità) i responsabili del Consorzio di Bonifica delle Marche. Domande che seguono l’intervento del consigliere Gennaro Campanile in cui l’ente veniva additato come principale responsabile del fenomeno che ha ricoperto l’arenile senigalliese di detriti e rifiuti.

«Ormai il Consorzio sembra essere diventato il capro espiatorio preferito – continuano dall’ente pesarese – quando non si riesce ad identificare un colpevole, cosicché gli altri possano scaricarsi la coscienza». Ma i settori di intervento sono limitati: ha il compito di «pulire i fossi in area extraurbana e non di fare manutenzione sul fiume, tanto meno in area urbana», viene precisato.

Impossibile escludere che dai fossi qualcosa sia finito in mare e poi sull’arenile di Senigallia, ma dire che è colpa del consorzio se dieci km di spiaggia sono invasi dai rifiuti è ben altra cosa. «Ancora esiste molta confusione sulle competenze di intervento e manutenzione dell’Ente di bonifica. Quello che è certo, è che il Consorzio è tra i pochissimi soggetti attivi che fanno prevenzione contro il dissesto idrogeologico».

Proprio in ottica di prevenzione contro nuovi disastri rientrano gli interventi di pulizia di alcuni fossi in area urbana affidati dal Comune di Senigallia, così come allo stesso consorzio regionale il commissario all’emergenza Acquaroli ha affidato la demolizione di ponte Garibaldi e l’installazione di una passerella provvisoria.

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I rifiuti che hanno invaso la spiaggia di Senigallia (marzo 2023)
I rifiuti che hanno invaso la spiaggia di Senigallia (marzo 2023)

Rifiuti spiaggiati a Senigallia, scoppia il dibattito sulla provenienza: «Sono quelli dell’alluvione»

Le operazioni di pulizia della spiaggia di Senigallia dopo le mareggiate che hanno spiaggiato enormi quantità di detriti e rifiuti
Le operazioni di pulizia della spiaggia di Senigallia dopo le mareggiate che hanno spiaggiato enormi quantità di detriti e rifiuti

Da qualche giorno è in corso la pulizia della spiaggia di velluto, invasa da una marea nera di detriti. Materiali che sono stati rigettati sull’arenile dalle mareggiate ma che provengono dall’entroterra, soprattutto dalle operazioni di sfalcio e taglio della vegetazione lungo i fiumi, i fossi e i corsi d’acqua minori. Il lungomare è in fase di riqualificazione dato l’approssimarsi delle festività pasquali e questa enorme quantità di detriti spiaggiati non può certo accogliere i turisti. 

Ma in città scoppia nuovamente il dibattito sulla provenienza di tali materiali: secondo il consigliere di Amo Senigallia Gennaro Campanile, l’origine è dai fossi recentemente ripuliti; dopo aver sistemato il reticolo secondario, gli sfalci sarebbero stati lasciati sul posto e poi la pioggia di qualche giorno fa ha provveduto a portarli fino al mare. Un’accusa ben precisa.

Di parere diverso invece l’assessora all’ambiente Elena Campagnolo: «I rifiuti che stiamo raccogliendo dalla spiaggia provengono dalla vallata della notte del 15 settembre. Siamo sicuri di questo perché così è accaduto anche nel 2014 quando il mare per mesi, anzi anni, continuò a riversare sull’arenile quantità enormi di rifiuti che la fiumana riversò nell’Adriatico».

Il fenomeno è ovviamente attenzionato sia dall’amministrazione comunale, sia dal vicecommissario all’alluvione Stefano Babini: «Non possiamo permetterci ciò che accadde allora – continua Campagnolo – e cioè che nel 2015 e 2016 pagammo nella tari lo scotto dello spiaggiamento dei rifiuti del 2014. Non sono rifiuti solo di Senigallia ma dell’intera vallata. La Regione ci deve venire incontro e ci ha già detto che non ci sarà alcun problema: stiamo già facendo il conto economico di quanto ci costerà questo spiaggiamento». 

Il problema è che fenomeni simili potrebbero ripetersi ma l’amministrazione è consapevole di questo dato di fatto: «Sappiamo però che non sarà né il primo né l’ultimo, speriamo solo che non accada durante la stagione turistica e balneare».

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Senigallia, «stravolta» la riqualificazione del lungomare Da Vinci e delle ex colonie Enel

Il progetto del complesso residenziale "Da Vinci" a Senigallia
Il progetto del complesso residenziale “Da Vinci” a Senigallia

La riqualificazione delle ex-colonie Enel sul lungomare Da Vinci è stata completamente «stravolta». A sostenerlo è il capogruppo di Amo Senigallia Gennaro Campanile che attacca la giunta per la variante urbanistica approvata. Un primo problema è di trasparenza: «La pratica non è passata in commissione né passerà in consiglio e la cittadinanza se ne sarebbe accorta a lavori ultimati, se non ci fosse l’obbligo di pubblicare le delibere di Giunta, sostiene l’ex assessore.

I lavori per realizzare un nuovo complesso residenziale in un punto della città dove sorgevano le colonie elioterapiche – che per un tratto della storia hanno significato anche l’internamento degli ebrei – prevedono ora alcune modifiche al progetto di cui si è discusso per anni.

L’allarme di Campanile è per quelle opere sparite, come la “nuova strada carrabile a ridosso della ferrovia e collegamento con il Lungomare” che sarà sostituita dalla “sistemazione della strada di collegamento tra via Rieti e Via Grosseto”; il marciapiede che doveva essere realizzato; il nuovo accesso al parcheggio esistente su via Podesti; l’impianto di sollevamento; i sottoservizi e gli “attraversamenti sotterranei all’asse ferroviario per il passaggio dei sottoservizi”. «Non è finita! Sparisce la “ristrutturazione del sottopasso ferroviario ad uso ciclopedonale e la sistemazione delle aree attigue” e viene sostituita con una nuova area a parcheggio pubblico di 3.168 mq. Due colonnine di ricarica per veicoli elettrici prenderanno il posto della “riqualificazione del Lungomare Leonardo da Vinci” e della “sistemazione area a verde compatto”».

I lavori per il nuovo complesso residenziale sul lungomare Da Vinci a Senigallia
I lavori per il nuovo complesso residenziale sul lungomare Da Vinci a Senigallia

Il problema è che «si scomputeranno circa metà degli oneri di urbanizzazione, si diventa proprietari di 3.000 mq a parcheggio, verrà aumentata la “concentrazione delle volumetrie edificatorie”. Uguale: si stravolge tutto, tranne le torri cementizie». Da qui la richiesta rivolta all’assessore all’urbanistica Gabriele Cameruccio di informare il consiglio e con esso la cittadinanza sulle modifiche approvate e sul perché di tali scelte. «A beneficio di chi? Non certo della cittadinanza», conclude l’esponente di Amo Senigallia.

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Senigallia, fermi i lavori in viale Leopardi. A rischio la rotatoria della Penna?

I lavori in viale Leopardi, a Senigallia
I lavori in viale Leopardi, a Senigallia

Nuovamente fermi i lavori in viale Leopardi e nel comparto della Penna, dove già da anni doveva essere ultimata una importante riqualificazione. L’intervento urbanistico, che porta con sé anche una rotatoria dove adesso c’è un semaforo a regolare il più importante incrocio cittadino, è infatti stato sospeso temporaneamente per poter eseguire le verifiche archeologiche del sottosuolo e quelle relative all’eventuale presenza di residuati bellici. Un passaggio obbligato per escludere rischi per l’incolumità di chi vi lavora e di chi vi vivrà ma anche per evitare che vengano dispersi resti potenzialmente di interesse storico. Ma in fin dei conti si tratta di un’ulteriore interruzione a un progetto da svariati milioni di euro che di problematiche ne ha viste tante fin dalla sua nascita. 

I lavori, previsti inizialmente per l’inverno 2017, prevedono la riqualificazione di un’importante area ora in stato di abbandono e degrado, proprio a ridosso del centro storico e degli uffici comunali. Tra le opere private si contano tre edifici residenziali lungo viale Leopardi, via Podesti e viale IV Novembre, con insediamenti commerciali al pian terreno; per quanto riguarda le opere pubbliche, grazie agli oneri di urbanizzazione nasceranno…

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Tariffe di palestre e impianti sportivi: le voci sugli aumenti

La scuola Leopardi di Senigallia
La scuola Leopardi di Senigallia

Pioggia di critiche alla scelta dell’Amministrazione comunale di rivedere in aumento le tariffe degli impianti sportivi cittadini e la contemporanea riduzione oraria degli spazi a disposizione delle società senigalliesi. Dopo la protesta dei dirigenti delle principali realtà locali, anche vari esponenti politici, non solo di centrosinistra, alzano le proprie voci. Il disciplinare per la concessione alle società sportive senigalliesi delle palestre scolastiche, in orario extrascolastico, riguarda le strutture delle scuole Leopardi (in FOTO), Belardi, Marchetti, Puccini, Rodari, Vallone, Montignano, Pascoli, il palazzetto dello sport di via Capanna e il palasport di via campo Boario. Gli spazi a disposizione a Senigallia per l’attività sportiva, di proprietà comunale, subiranno un adeguamento le tariffe a partire dal 1 settembre 2022 e fino al 31 agosto 2023. Adeguamento che le società hanno stimato in un drammatico +400%.

Sul tema l’ex sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi ha dichiarato che «Lascia senza parole l’affondo portato dall’amministrazione Olivetti al mondo dello sport senigalliese», mentre Gennaro Campanile, capogruppo di Amo Senigallia, ricorda come il nuovo bando preveda «un aumento delle tariffe reali, meglio, riduce lo sconto (attualmente intorno al 90%) di 20-25 punti. Il metodo Olivetti ha fatto “cilecca” con le società sportive». Anche dal centrodestra si leva qualche voce fuori dal coro. Luigi Rebecchini, capogruppo di Forza Italia-Civici per Senigallia, ricorda come nel programma elettorale del centrodestra si faceva riferimento proprio al non ritoccare le tariffe sportive: «Auspico un immediato ripensamento della delibera, per favore ripensateci».

Dalla giunta arriva la replica di Riccardo Pizzi, vicesindaco e assessore allo sport, che ritiene «montate ad acta» le polemiche. Innanzitutto, alcune delle società che hanno protestato – 13 su quasi un centinaio che operano a Senigallia – non sono coinvolte dall’adeguamento tariffario. «Una delle contestazioni mosse all’Amministrazione comunale sarebbe quella di aver deciso di aumentare indiscriminatamente ed esageratamente le tariffe delle strutture. In realtà questa affermazione non è esatta…

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Carlo Leone