Prima uscita per alcuni ospiti della Fondazione Opera Pia il venerdì appena trascorso, organizzata all’interno di un progetto del gruppo volontari de Il Seme insieme all’Avulss, con la psicologa Michela Boscaro e l’assistente sociale Valerina Sipari. Sono numerose infatti le attività di animazione, avviate da qualche tempo a questa parte dall’associazione di volontariato Il Seme, per gli anziani ospiti dell’Opera Pia che apprezzano e che riescono a partecipare a momenti creati per loro con un’attenzione particolare ai loro interessi.
In collaborazione con l’Auser, che ha messo a disposizione un autista per la guida del pulmino attrezzato dell’Opera Pia, alcuni ospiti della casa riposo di Senigallia sono stati in visita alla chiesa e al convento di Santa Maria delle Grazie. La chiesa è appena stata restaurata e accoglie, dietro all’altare, la meravigliosa pala della Madonna con Santi del Perugino, che rappresenta la Vergine col bambino fiancheggiati da sei figure di santi, databile a fine 1400, e una copia della Madonna di Senigallia di Piero della Francesca, ora collocata alla Galleria Nazionale delle Marche a Urbino. Nella zona esterna invece la visita è stata al chiostro, ottimamente conservato, e all’adiacente Museo della mezzadria, fondato da Sergio Anselmi nel 1978 per documentare la quotidianità di vita e di lavoro nelle campagne marchigiane nella prima metà del Novecento.
Grazie alla guida esperta di Donato Mori e alla gentilezza del custode Otello Cimarelli, gli ospiti dell’Opera Pia si sono lasciati conquistare da un pezzo di storia della nostra città e si preparano a intraprendere altre visite guidate, artistiche e storiche, sempre nelle giornate di venerdì. L’idea di riavvicinare gli ospiti all’arte, alla storia e alla bellezza del territorio fa parte della scelta di cura del benessere di tutte le persone accolte presso la casa di riposo.
Drammatica la situazione delle strutture per anziani e soggetti fragili del territorio senigalliese, altrettanto quanto quella delle famiglie che chiedono di far entrare i propri cari in residenze protette e rsa nonostante l’aumento dei costi. E’ il grave quadro emerso lo scorso 14 marzo in aula consiliare quando si è svolta la seduta congiunta della conferenza dei capigruppo e della 1^ commissione permanente per parlare dell’aumento delle rette mensili e dei problemi che le strutture socio assistenziali stanno vivendo ormai da tempo.
L’occasione ha visto la partecipazione del presidente Giovanni Bomprezzi, del vicepresidente Giuseppe Muzi e del consigliere Enrico Giacomelli per quanto riguarda la fondazione Opera Pia Mastai Ferretti che gestisce la residenza di via Cavallotti; e del commissario straordinario della fondazione Città di Senigallia Corrado Canafoglia per la struttura di via del Seminario. Entrambi hanno sottolineato vari problemi, tra cui lo stato di necessità che ha portato all’aumento dei costi per le famiglie degli ospiti.
In particolare, mentre Bomprezzi ha evidenziato come l’ultima contrattazione Uneba abbia comportato un aumento dei costi per il personale delle strutture per anziani ma in generale per tutte le realtà socio assistenziali. Per quanto riguarda l’Opera Pia si traduce in almeno 400 mila euro in più all’anno. Con l’aumento delle rette, si spera di arrivare a circa 250 mila euro, il che significa che per la residenza di via Cavallotti aumenterà il passivo.
Poi c’è tutta la questione del modello sanitario attualmente in vigore con gli ospedali sempre più in difficoltà che gestiscono solo la fase acuta dei problemi delle persone per poi rimandarle a casa. Qui però i malati non trovano un’assistenza adeguata. Il che si traduce in liste di attesa infinite per poter entrare nelle residenze protette, case di riposo e rsa.
Parte del nuovo cda della fondazione Opera Pia Mastai Ferretti di Senigallia. Da sinistra Enrico GIacomelli (consigliere), Giuseppe Muzi (vicepresidente), Giovanni Bomprezzi (presidente) e Massimo Bello, presidente del consiglio comunale senigalliese.
Dal canto suo Canafoglia ha invece rimarcato una delle cause che hanno portato a queste situazioni. E cioè il fatto che spesso nei cda di queste realtà sono sedute delle persone che per quanto in buona fede e col massimo impegno, non sono però né esperte né competenti su un settore così delicato e complesso, spostando uno dei temi anche sul campo politico che spesso “invade” le nomine dei cda. Politica – quella regionale – che è chiamata a rispondere con contributi maggiori, come richiesto a gran voce dai responsabili delle strutture per anziani e soggetti fragili e dai sindacati che protestano da tempo.
Da sinistra Massimo Bello, presidente del consiglio comunale senigalliese; Corrado Canafoglia, commissario straordinario della fondazione Città di Senigallia e Cinzia Petetta, assessora al welfare senigalliese
A tirare le somme dell’incontro, ci ha pensato il presidente del consiglio comunale Massimo Bello. «La gestione economica di queste strutture residenziali è sicuramente sempre più difficile – ha dichiarato – e di questo ce ne rendiamo conto tutti, benché l’impegno degli operatori sia straordinario, ma è evidente che il peso finanziario non possa e non debba ricadere sulle famiglie, spesso in gravi difficoltà. L’aumento delle rette non può e non deve essere l’unica risposta alle criticità e ai bisogni, altrimenti ciò diventerebbe socialmente insostenibile».
Quest’ultimo, di fronte al rischio paventato di chiusura di realtà simili a quelle senigalliesi o all’aumento ulteriore delle rette a carico delle famiglie anche per i pazienti in convenzione, ha proposto l’utilizzo di fondi europei. «È necessario, invece, individuare misure e strumenti alternativi per fare fronte a quelle esigenze di natura economico-finanziaria, a cui queste strutture sociosanitarie sono chiamate quotidianamente a risolvere. In questo contesto, assumono grande rilievo i fondi messi a disposizione dalla programmazione finanziaria dell’Unione europea. Si tratta di fondi diretti e indiretti, disponibili attraverso decine e decine di bandi europei, che possono tornare utili nella gestione straordinaria delle strutture, in particolare per quelle opere di adeguamento delle strutture, che libererebbero così risorse del bilancio corrente di ciascuna struttura, indirizzandole alla gestione ordinaria degli ospiti e dei servizi a loro collegati, senza incidere sulle rette e sugli investimenti».
Dopo anni di annunci, denunce e segnalazioni sempre più allarmanti sui potenziali rischi, ora si sta concretizzando tutto: i rincari delle rette per le strutture per anziani e soggetti fragili stanno divenendo realtà con aumenti stimati tra i 100 e i 150 euro in media al mese per ospite. Una situazione che i sindacati giudicano inaccettabile, che la politica ha ignorato per tanto tempo, e sulla quale si terrà un incontro in municipio a Senigallia.
L’iniziativa si terrà venerdì 14 marzo, alle ore 16, nell’aula consiliare “Giuseppe Orciari”: qui verranno ascoltati i responsabili delle principali strutture cittadine, la fondazione Opera Pia Mastai Ferretti col suo neopresidente Giovanni Bomprezzi e la fondazione Città di Senigallia con il commissario straordinario Corrado Canafoglia. Entrambi interverranno durante la seduta congiunta della conferenza dei capigruppo e della prima commissione permanente (affari istituzionali e generali).
«Ho assunto questa decisione dopo avere comunicato ai capigruppo, nei giorni scorsi, la necessità e l’opportunità di avere un confronto immediato con le due fondazioni, che si occupano dell’ospitalità della popolazione anziana nel nostro territorio, riguardo anche alle notizie apparse nei giorni scorsi sulla stampa, che annunciano l’aumento delle rette a carico dei familiari. L’audizione di venerdì può essere l’occasione giusta per un serio e utile confronto, e per avere una informativa puntuale sulla situazione di gestione e di organizzazione delle due strutture».
Perché dicevamo che denunce e segnalazioni sono rimaste inascoltate per anni? Più volte abbiamo riportato le parole dell’ex presidente dell’Opera Pia Mario Vichi (il passaggio a Bomprezzi c’è stato a fine 2024), per lungo tempo anche referente regionale degli enti gestori delle strutture socio assistenziali che si occupano di anziani, fragili e persone con disabilità. Vi rimandiamo alla nostra intervista realizzata a novembre 2024, quando Vichi lanciava l’allarme: «Se non c’è il contributo dello Stato, noi come tante altre strutture siamo fortemente in difficoltà. C’è stato un intervento della sanità nelle Marche nel 2023: di fronte ai 7 euro/giorno che avevamo chiesto in più, ce ne hanno dati 4. In questi due anni la situazione è peggiorata per un aumento di costi legati all’aumento generale, ma soprattutto al tempo in più che va dato per gli anziani, molto impegnativi: più oss, più infermieri, più materiale e questo chiaramente ha aumentato pesantemente i costi, un impegno molto più gravoso rispetto a cinque anni fa. Oggi stiamo di nuovo bussando alla regione dicendo che se non si viene incontro si rischia di chiedere alle famiglie a dir poco 7 euro al giorno in più».
L’auspicio è che quest’occasione della seduta congiunta dei due organi senigalliesi possa contribuire a mettere sui tavoli, su quelli che contano, una proposta di maggior intervento da parte della Regione in modo che i contributi possano in qualche modo sgravare il peso che ora ricade tutto sulle famiglie degli ospiti, con almeno 100/150 euro di media di aumenti nella tariffa mensile.
La questione dei contributi regionali agli enti gestori delle strutture socio assistenziali delle Marche torna al centro del dibattito locale. Per poterne sapere di più abbiamo scelto di intervistare Mario Vichi, presidente della fondazione Opera Pia Mastai Ferretti di Senigallia, ma anche referente regionale delle residenze protette per anziani: è lui a porre delle riflessioni, anche amare, sullo stato di difficoltà di queste realtà in cui ci si prende cura di circa 12 mila persone, tra anziani (la maggior parte) ma anche individui con disabilità o dipendenze e minori. L’intervista audio, che si trova integrale anche in questo articolo, andrà in onda lunedì 11 e martedì 12 novembre alle ore 13:10 e alle ore 20, mentre domenica 17 alle ore 16:50. Sempre su Radio Duomo Senigallia, naturalmente, sui 95.2 FM.
Partiamo da una panoramica della realtà locale La fondazione Mastai Ferretti di Senigallia è la struttura più grande delle Marche, ospita ben 240 anziani, oltre al centro diurno di altri 20, più gli appartamenti con altre 20 persone. Quindi è una realtà che copre diciamo abbastanza le esigenze. Poi ci sono altre due strutture a Senigallia. Nella vallata, ogni centro ha la sua residenza, i servizi sono nati tutti più o meno nella prima metà del 900 e fino a qualche anno fa era sostanzialmente sufficiente. La situazione è cambiata nel nostro territorio e nelle marche in particolare. L’invecchiamento della popolazione: si vive di più, l’età media cresce per uomini e donne, ma non si può dire nello stesso tempo che si viva in buona salute. A Senigallia e nelle marche, oggi il 25% della popolazione è over 65 anni; nel giro di 8-10 anni arriverà al 35%. Poche nascite e si vive di più, poi le famiglie non sono più quelle di un tempo; per gli anziani arriva il momento che da soli a casa non riescono a starci.
C’è un problema di natura sociale, è cambiata la famiglia, è cambiata la società, sono cambiati i ritmi: sapevo che alla domanda di assistenza alle persone anziane c’era un’offerta di posti limitata, è ancora così? La situazione sta addirittura peggiorando. Negli ultimi due anni, soprattutto dopo il Covid, noi ad esempio abbiamo ricevuto nel 2023 oltre 200 domande di ingresso e ne riusciamo a soddisfare 50, 60, che vuol dire su tre domande ne accontentiamo una e questo non riguarda solo noi, riguarda tutte le strutture del territorio. Si parla tanto di domiciliarietà. l’anziano deve stare a casa, ma in realtà gli anziani finché possono ci stanno a casa già di loro volontà. Arriva però un momento in cui, per i problemi della famiglia di cui abbiamo parlato prima e per mancanza di servizi da parte del sistema sanitario, si chiede l’ingresso nelle strutture. In genere non arrivano mai autonomi, ma sono tutti non autosufficienti: ciò comporta un impegno di assistenza molto molto alto oggi, rispetto a qualche anno fa.
Non siamo più di fronte alla casa di riposo che appunto ospitava persone anziane che potevano avere una prospettiva di vita ancora autonoma, ma di persone che hanno necessità di assistenza impegnativa, continua, qualificata. Infatti oggi parliamo di residenza protetta, non più di casa di riposo. Nella nostra struttura su 240 ospiti che abbiamo, dire 20 autonomi dico tanto, tutti gli altri sono semi e non autosufficienti. Serve un servizio sia di infermieri che di operatori sociosanitari intensivo. Le risposte che arrivano dal sistema sanitario? Purtroppo non ci sono. Tempo fa quando c’era un problema di tariffe per quel che riguarda il sostegno, perché il costo reale di un ospite sta intorno ai 2.500-3.000 euro al mese, se non c’è il contributo dello Stato noi come tante altre strutture siamo fortemente in difficoltà. C’è stato un intervento della sanità nelle Marche nel 2023: di fronte ai 7 euro/giorno che avevamo chiesto in più, ce ne hanno dati 4. In questi due anni la situazione è peggiorata per un aumento di costi legati all’aumento generale, ma soprattutto al tempo in più che va dato per gli anziani molto impegnativi, più oss, più infermieri, più materiale e questo chiaramente ha aumentato pesantemente i costi, un impegno molto più gravoso rispetto a cinque anni fa. Oggi stiamo di nuovo bussando alla regione dicendo che se non si viene incontro si rischia di chiedere alle famiglie a dir poco 7 euro al giorno in più.
Quella che lei ha descritto è una situazione che vale per tutta la regione Marche, forse magari anche per tutta Italia. Le Marche sostanzialmente sono tutte uguali perché la sanità delle Marche, per un fatto gravoso che parte dal 2005, non ha dato importanza all’assistenza anziani. La regione Marche dà un contributo di 37 euro al giorno; l’Emilia, il Veneto, la Lombardia, le altre danno dai 45 ai 60 euro al giorno. La differenza è tutta qua e oggi ci viene detto, sono stati fatti dei tagli, i soldi non ci sono: noi potremmo pareggiare un po’ i conti con almeno di 7 euro al giorno di incremento.
Se la situazione non si dovesse sbloccare a livello regionale e magari non tutte le famiglie fossero disposte o nelle capacità di poter far fronte a un aumento della retta mensile, che scenario ci si prospetta davanti? La regione insiste nel voler lasciare a casa gli anziani con le cure domiciliari, ma è una strada sbagliata che è stata lanciata nel 2021. Noi diciamo che le domande sono aumentate perché gli anziani vivono di più ma vivono non in buona salute e quindi chiedono di entrare. Ci sono delle trattative in corso, confidiamo che la regione Marche faccia un salto di qualità come hanno fatto le altre regioni. Altrimenti l’argomento va portato alla pubblica opinione. Nello stesso tempo poi c’è anche un altro problema con tutta una serie di nuovi parametri per l’accreditamento, che significa ore in più, specialisti in più e di conseguenza costi in più, ma il servizio di qualità costa: ci auguriamo che la politica e la regione Marche rimuovano gli ostacoli, comunque arriverà il momento che con le famiglie dovremmo metterci a tavolino e ragionare insieme. Non si vuole lo scontro, ma se le altre regioni danno mediamente 50 euro al giorno contro i 37 delle Marche un motivo ci sarà.
Dando uno sguardo a livello regionale, quante sono le strutture per anziani? L’organizzazione che rappresento io raccoglie circa 65 strutture di tutte le 5 province, ma nel totale sono circa 160 strutture. Gli anziani nelle marche che stanno nelle strutture sono circa 10 mila, poi ci sono circa 2 mila tra disabili, minori, dipendenze, quindi parliamo di circa 12 mila persone. E’ stato fatto qualcosa per i disabili e per i minori, niente per il resto.
E’ vero che la Bolkestein interessa anche le vostre strutture? Sui giornali s’è parlato in questi mesi dei bagnini, ma nessuno ha parlato dell’applicazione della legge sulla concorrenza nella sanità: dal 2025 le strutture nostre rischiano di essere oggetto dell’applicazione della legge sulla concorrenza. Le altre regioni non stanno ponendo come prioritario questo problema, la regione Marche sì. Sarà un problema in più, perché potrebbe significare che arriva il grande gruppo del nord che accaparra le strutture nostre, piccole o medie o grandi e quindi sradicando una storia, una tradizione. Vogliamo essere fiduciosi ma questo sarà un problema in più. Si rischia diciamo una privatizzazione anche di questo settore.
Che potenziali conseguenze al di là dello sradicamento e della tradizione? Sono gruppi privati, già qualcosa c’è nelle Marche. Le nostre strutture sono tutte senza scopo di lucro, le grandi strutture del nord sono strutture che pensano al risultato economico. Quindi sì, privatizzazione anche di questo settore, altro grosso rischio.
La regione avrebbe un vantaggio nell’arrivo dei grandi gruppi che potenzialmente potrebbero essere un pochino più autonomi a livello finanziario? Si preoccupa delle risorse scarse, sicuramente le pensa tutte pur di non spendere. Una cosa amara che sottolineo: c’è stato il G7 salute nelle Marche, nessuno ha parlato di anziani, questo è un messaggio negativo che è passato dal G7 di Ancuna di qualche settimana fa.
Completamente dimenticati insomma? Gli anziani non ci sono.
Una domanda riguarda a livello locale il progetto di accorpamento, collaborazione, fusione con la Fondazione Città di Senigallia per implementare i servizi con l’ospedale di comunità e la casa di comunità. Qual è lo stato dell’arte? Il progetto è stata fatta dalla dirigenza dell’Asur di Senigallia, che ha coinvolto noi e Città di Senigallia circa due anni fa. Un progetto ottimo perché prevedeva nelle strutture della Fondazione Città di Senigallia di costituire due nuclei, l’ospedale di comunità e la casa della salute.
Qual è la differenza tra le due? L’ospedale di comunità significa che l’ospedale cura le acuzie, il momento cruciale dopo di che manda a casa la persona o trova altre soluzioni, nel caso degli anziani magari dall’ospedale vanno a finire nelle case di riposo. L’ospedale di comunità è la struttura in cui la persona può essere inserita fino a che non si stabilizza, tant’è vero che l’aspetto sanitario è curato da medici dell’Asur, non da medici privati come invece nelle residenze protette dai medici di base. Invece la casa della salute è il servizio specialistico dei medici, quindi diciamo quello che è per capirci l’attuale poliambulatorio reso più specialistico con tutte le competenze. Tutto questo serve per alleggerire gli ospedali. E’ stata chiesta la disponibilità alla fondazione Città di Senigallia di mettere a disposizione i locali, visto che sono anche vicino all’ospedale, quindi ottima soluzione e in più i fabbricati già ci sono. All’Opera Pia è stato chiesto di portare avanti la gestione del sistema, si dovrebbe creare un soggetto nuovo, una società tra le due strutture che porterebbe avanti il servizio con una convenzione attraverso il servizio sanitario della Regione. Il progetto c’è, tutti l’hanno condiviso, sono passati due anni, la Regione ancora non ha dato luce verde, quindi siamo in attesa. So che qualche movimento c’è, ma al momento ancora non ci sono novità.
La cantante Cecille si è esibita cantando per gli anziani ospiti della fondazione Mastai Ferretti a Senigallia
Domenica 23 giugno la fondazione Mastai Ferretti ha ospitato la cantante Cecille. Un nome per molti forse sconosciuto ma che in realtà identifica un’artista del gruppo che collabora nei concerti mondiali di Andrea Bocelli, il cui valore è invece ben riconosciuto, tanto da essere stata coprotagonista al concerto fatto alla casa Bianca, alla presenza dei coniugi Biden.
L’esibizione all’Opera Pia di Senigallia di questa prestigiosa presenza è stata possibile grazie a un dono, quello della famiglia Brunelli che ha voluto ricordare così il suo caro Valerio, ospite della residenza protetta fino a poche settimane fa: il concerto era un segno di riconoscenza verso la struttura per il servizio reso ma anche per la dedizione che i familiari hanno trovato nel personale impegnato nelle cure e nelle operazioni di custodia dell’ospite.
Il pomeriggio in musica si è svolto nel giardino della fondazione di via Cavallotti, alla presenza di quasi tutti gli ospiti della struttura attenti e sereni nell’ascolto di musiche degli anni ‘50 e ‘60.
Non sarà questo l’unico appuntamento perché sono già in programma altri momenti musicali tra fine giugno e agosto con il trio canoro Stefano, Brunella e Giovanni, con la banda musicale Città di Senigallia e altre voci del gruppo di animazione di Polo9.
Un’iniziativa dal carattere non tanto nostalgico, nonostante la musica e il bel canto dei loro anni risveglino negli ospiti tanti ricordi, quanto terapeutico perché va a destare alcune abilità intellettive, a partire dalla memoria, spesso il primo segnale di un decadimento che accompagna quello fisico.
Il giardino sensoriale della fondazione Opera Pia Mastai Ferretti di Senigallia
Una festa della poesia, della fotografia e della musica. Questo è stata l’iniziativa “Opera Mia” promossa nella fondazione Opera Pia Mastai Ferretti (da qui il nome) nel giardino sensoriale di viale Leopardi. Un pomeriggio dedicato agli ospiti e ai loro familiari, un evento per ridare centralità alle persone e stimolare le abilità residuali.
Alcuni di loro, si è scoperto, hanno un passato artistico anche importante: c’è chi è stato un poeta, chi musicista, chi pittore e chi invece si è dedicato all’arte fotografica. Scoperti questi talenti, il servizio animazione e di psicologia ha iniziato un lavoro specifico, culminato poi nel progetto e nella festa “Opera Mia”.
La festa si è svolta ieri, mercoledì 22 maggio, con la collaborazione delle associazioni di volontariato della città coordinate dall’associazione Il Seme: erano presenti quasi tutti i familiari degli ospiti e tanti volontari hanno arricchito con la loro partecipazione l’evento in giardino, praticamente tutto occupato dal numero di persone presenti.
Il pomeriggio è stato allietato dalla musica di Landi e Streccioni (violino e fisarmonica), il che ha “scandito” i tempi della lettura di poesie create dagli ospiti Cavallari e Colombaroni, mentre esposte nei corridoi e nel giardino della struttura per anziani vi erano le fotografie di Gambelli, coetaneo ed amico di Giacomelli.
All’iniziativa hanno partecipato per l’amministrazione comunale il vicesindaco Pizzi, l’assessora ai servizi sociali Petetta e il presidente del consiglio comunale Bello, ma vi erano anche altri autorevoli rappresentanti delle istituzioni della città e del territorio.
Solo il tempo – stavolta inteso in senso meteorologico – ha guastato un po’ il pomeriggio con un temporale, ma la conclusione è stata lo stesso gratificante per tutti coloro che hanno messo anima e corpo nell’organizzazione della festa, in primis Paradisi, presidente dell’associazione Il Seme.
La struttura socioassistenziale della Fondazione Opera Pia Mastai Ferretti, in via Cavallotti a Senigallia
L’Avulss è una associazione autonoma di cittadini che, in basae alle diverse situazioni culturali, professionali, sociali, politiche, si mettono a servizio degli ultimi. Un impegno in prima persona, portato avanti anche attraverso le realtà socio-sanitarie dove si fa assistenza. Nel territorio della diocesi di Senigallia sono quattro realtà che operano in contesti di fragilità, con decine di volontari attivi e fantasiosi. Dopo aver conosciuto le associazioni Avulss di Chiaravalle (LEGGI QUI) e Mondolfo (LEGGI QUI), avviciniamoci a quella di Senigallia incontrando la presidente Flavia Fabrizzi.
Qual è l’identikit dell’Avulss senigalliese? L’Avulss della nostra città è accanto a chi soffre, cercando di aiutare a superare momenti di difficoltà, offrendosi come punto di riferimento. E si propone di migliorare la qualità della vita di chi è in stato di sofferenza mettendo a disposizione la presenza di volontari presso la casa di riposo Opera Pia ‘Mastai – Ferretti’, l’ospedale e case private.
Come coinvolgere nuovi volontari? Per diventare volontario occorre frequentare un apposito corso che si articola in una…
Nel vostro servizio all’Opera Pia, cosa ritenete più significativo? L’aspetto più importante della nostra attività di volontariato è quello di…
Continua a leggere nell’edizione digitale di giovedì 21 dicembre 2023, cliccando qui.
E’ terminato il laboratorio del “coro arcobaleno”, la singolare esperienza intergenerazionale proposta dal centro di aggregazione Le Rondini per prepararsi alle festività natalizie.
I bambini e le bambine si sono incontrati tutti i lunedì per provare dei canti di Natale insieme agli ospiti della casa di riposo gestita dalla fondazione Opera Pia Mastai ferretti. Una nuovissima esperienza per la struttura in cui si sono esibite voci bianche, rosse, gialle, verdi, di tutte le età dai 6 ai 90 anni, di tutte le religioni, culture e colori per cantare insieme.
Gli ospiti della casa di risposo attendevano con impazienza l’arrivo dei bambini e delle bambine per fare insieme le prove del concerto con la musica suonata alla tastiera da Fleur e Amanda (giovani volontarie europee), alla chitarra da Stefano Ardini, con la direzione del coro da parte della maestra Susanna Sabbatini e dal sacerdote don Umberto.
Lunedì 18 dicembre è stato il tempo della festa, con i canti classici di Natale scelti dagli ospiti e i canti sulla pace scelti dai piccoli: un coro condiviso dai tanti ospiti, dalle famiglie e dai bambini per augurare a tutti un anno pieno di salute, gioia e pace. Un momento molto bello ed emozionante che tutti si augurano di rivivere presto.
Volontariato, vicinanza, cura e attenzione ai più fragili: sono questi i fondamentali principi che hanno spinto quattro associazioni senigalliesi a mettersi insieme per dedicare il proprio tempo agli ospiti della struttura residenziale per anziani Opera Pia Mastai Ferretti. Avulss, Banca del Tempo, VIP Claun Ciofega Senigallia e Il Seme si uniscono con lo scopo di raccogliere e formare vecchi e nuovi volontari che potranno organizzare eventi, incontri e momenti di divertimento e intrattenimento per gli anziani ospitati presso la struttura di via Cavallotti.
“La novità” spiega Silvano Paradisi, presidente dell’associazione Il Seme, che rappresenta tutti i volontari e le volontarie che prestano servizio nei progetti Caritas e in questo caso coordina gli interventi “sta proprio nel metterci tutti insieme per lavorare meglio e con più coordinamento. Vogliamo offrire agli ospiti dell’Opera Pia Mastai Ferretti dei momenti di benessere e di vicinanza insieme a volontari preparati e attenti”. Ci sarà quindi un periodo di formazione, organizzato dal Seme, e di preparazione di iniziative, piccole feste ed eventi, che con l’arrivo della primavera potranno godere non solo dei locali interni alla struttura ma anche del nuovo giardino sensoriale, luogo di incontro e di aggregazione, dove gli anziani possono chiacchierare, trascorrere del tempo insieme e incontrare i volontari.
Per partecipare come volontari contattare Il Seme (331.1388788), associazione che sempre più apre lo sguardo verso nuovi settori di servizio fortemente sociali e posizionati all’interno di realtà collegate alla diocesi di Senigallia, proprio come l’Opera PiaMastai Ferretti.
Con soddisfazione il consiglio di amministrazione e il presidente della fondazione Opera Pia Mastai Ferretti comunicano che l’ente certificatore Bureau Veritas di Milano, dopo una severa verifica di tutti i requisiti previsti dal percorso di certificazione qualità, ha attestato che: “il sistema di gestione dell’organizzazione della Fondazione è stato valutato e giudicato conforme ai requisiti della norma di sistema di gestione ISO 9001 : 2015”.
In questi anni, nonostante il periodo difficile 2020-23 del covid, il servizio assistenza ha lavorato forte per migliorare l’organizzazione del lavoro, potenziare e formare il personale, attrezzare i reparti di strumenti anche informatici adeguati, stabilire e diffondere procedure e protocolli tali che tutti sanno come si deve lavorare nel ruolo che hanno.
Nella primavera il consiglio ha deciso di chiedere la certificazione di qualità anche perché entro l’anno tutte le strutture sociosanitarie dovranno rinnovare presso la sanità regionale le autorizzazioni all’esercizio e gli accreditamenti dei vari servizi di assistenza che fanno nei territori: questo è e sarà un impegno gravoso e costoso. Ma la qualità significa aver fatto quasi tutto il lavoro preparatorio.
La scelta conseguente è stata mettersi nelle mani di un consulente del settore per fare verificare la congruità del nostro sistema di lavoro; consulenza che ha guidato il nostro coordinamento nella stesura e revisione di tutte le procedure e protocolli fino ad arrivare ad un sistema completo che garantisce un principio: “scrivo regole che poi seguo nel lavoro; lavoro come è stato scritto”.
«Sono stati quattro mesi di forte impegno da parte di tutti i responsabili della struttura (gruppo di coordinamento, direttore sanitario, infermiere coordinatrici, assistente sociale, responsabili di reparto, della cucina, lavanderia, manutenzione, responsabile qualità, ecc.). Abbiamo rivisto tutto il sistema di lavoro adeguandolo alle rigorose norme della qualità e ci siamo riusciti con l’obiettivo della certificazione raggiunto. Ora è partito il nuovo modo di lavorare e questo è passato come cultura tra tutto il personale».
Il giardino sensoriale della fondazione Opera Pia Mastai Ferretti di Senigallia
Venerdì 16 giugno 2023, alle ore 17.00, momento di presentazione alla cittadinanza del nuovo giardino sensoriale presso l’Opera Pia Mastai Ferretti di via Leopardi. La storica struttura residenziale per anziani infatti presenta, in collaborazione con Il Seme, l’associazione di volontariato che rappresenta i volontari e le volontarie che prestano servizio nei progetti Caritas, un giardino sensoriale come luogo di incontro e di aggregazione. Qui, infatti, gli anziani della città potranno chiacchierare, trascorrere del tempo insieme e incontrare dei volontari formati.
Il pomeriggio inizierà con i saluti delle autorità e proseguirà con gli interventi del presidente dell’Opera Pia Mastai Ferretti, Mario Vichi, del presidente dell’associazione ‘Il Seme’ Silvano Paradisi, della vice presidente della cooperativa ‘Polo9’, che cura la gestione del Centro diurno Alzheimer ‘Il Granaio’, Anna Gobbettie e di varie associazioni. A seguire buffet e musica con il Duo Khroma, composto da Elena Solai al flauto ed Elisa Bellavia al pianoforte.
“Il progetto” spiega Silvano Paradisi “nasce come degna conclusione di un lungo percorso che ha visto coinvolti alcuni volontari pensionati e ha lo scopo di mettere insieme, tenere vicine e unite persone di una particolare fascia d’età, quella più anziana, in un modo affettuoso e ricreativo.” Caritas infatti ha spesso pensato in quale modo dare attenzione alla fascia più anziana della popolazione e l’idea finale è stata interessante: agire su due versanti lontani ma vicini. Offrire quindi la possibilità ai pensionati di fare servizio di volontariato e ai più anziani di ricevere la vicinanza del servizio da parte di queste persone. A questo scopo è stato costruito un percorso di formazione, durato 13 incontri, tra aprile e settembre 2022, dal titolo “In-formazione per tutti: volontari per a terza età”, seguito da molte persone che hanno al termine ricevuto anche un attestato.
“Il Seme” sottolinea Giovanni Bomprezzi di Caritas Senigallia “si sta aprendo a tutte le persone che vorranno fare volontariato, anche presso la struttura Opera Pia Mastai Ferretti, in un’ottica di ampliamento degli ambiti di servizio fortemente sociali e all’interno di realtà collegate alla diocesi”.
Chiara Michelon
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La fondazione Opera Pia Mastai Ferretti di Senigallia
Alla Fondazione “Mastai Ferretti” di Senigallia sono stati assegnati quattro posti per volontario del servizio civile, da svolgere tra gli ospiti della residenza protetta e della casa di riposo.
Cosa fa un volontario tra gli ospiti di una struttura? Crea relazioni umane, fa conversazione, chiede di conoscere le loro esperienze passate, e se la persona fa difficoltà a parlare o comprendere, inventa un sistema di contatto (sorriso, carezze, gioco, scambia esperienze) che permetta di mantenere accesa l’attenzione dell’ospite.
Cosa fa un giovane in servizio civile? Accompagna gli ospiti per una passeggiata nei giardini o anche in città, quando le condizioni climatiche lo permettono; usa strumenti come la musica, il disegno, i giochi di gruppo per generare festa e far sorridere; lavora con rappresentazioni…
Continua a leggere sull’edizione digitale del 2 settembre, cliccando QUI. Sostieni l’editoria locale, abbonati a La Voce Misena
L’Opera Pia ‘Mastai Ferretti’ raccontata in un libro scritto da Paolo Formiconi, Donato Mori e Giuseppe Santoni. Il volume sarà presentato nel giardino sensoriale, con ingresso in viale Leopardi, venerdì 9 settembre 2022, dalle ore 17.00.
Dopo i saluti istituzionali, con il Sindaco Olivetti, il vescovo Franco e l’intervento del Presidente dell’ente, Mario Vichi, saranno proprio gli autori a raccontare l’approfondito lavoro di ricerca che racconta l’evoluzione storico – topografica dell’area della Maddalena e di Porta Colonna, con un capitolo dedicato ai servizi per le persone anziane.
Interventi musicali di Letizia Cerasa, arpa e Gioele Bellagamba, violino.
In caso di maltempo, la presentazione avverrà presso la Chiesa della Maddalena; l’ingresso è libero.
La residenza protetta per anziani della Fondazione Opera Pia Mastai Ferretti di Senigallia
Sono oltre 100 le firme raccolte per protestare contro la Regione che non adegua da quasi 20 anni la quota di compartecipazione alle spese di assistenza. L’iniziativa è stata presa e resa nota nei giorni scorsi dai familiari degli ospiti della residenza protetta della fondazione Opera Pia Mastai Ferretti di Senigallia che hanno chiesto l’aiuto della politica ma annunciato anche di volersi rivolgere al garante regionale dei diritti della persona.
In una lettera aperta agli amministratori regionali, i congiunti dei degenti hanno riportato le condizioni che molti degli ospiti stanno sopportando da ormai quasi due anni, da quando è scoppiata la pandemia da covid-19.
«La ridotta mobilità e deambulazione dovuta alla lunghissima costrizione in una camera (che può significare il letto e poco più), l’impossibilità di aiuto e supporto da parte dei parenti, l’isolamento, le mascherine, i compagni di stanza che escono in barella e non tornano più, tutto questo è stato, ed è, causa di disagio, di paura, di percezione di abbandono. Alcuni sono già caduti. Altri, deprivati del contatto e della presenza dei propri cari per troppo tempo, si stanno abbandonando lungo un percorso di cui non si conosce la fine. Quelli che resistono, che vogliono resistere, hanno bisogno di sostegni, di aiuti per provare a farlo. Eccezionali, come eccezionale è la contingenza pandemica».
L’articolo integrale sarà disponibile nel settimanale digitale in uscita giovedì 28 ottobre a questo link. Abbonati e sostieni l’editoria locale
Il giardino sensoriale della Fondazione Opera Pia Mastai Ferretti di Senigallia
Un giardino sensoriale a favore delle persone anziane o con Alzheimer dove passeggiare e fare attività riabilitative. È la sfida lanciata dalla Fondazione Opera Pia Mastai Ferretti di Senigallia che ha realizzato un’area verde fruibile al posto dei vecchi pini che si affacciavano su viale Leopardi. Abbattuti tra le polemiche di alcuni ambientalisti, gli alti alberi creavano un pericolo per gli ospiti della residenza protetta di via Cavallotti e rendevano l’area di fatto non utilizzabile per alcuna attività.
Dopo il suo completo rifacimento e aver avviato un protocollo innovativo nelle terapie contro le demenze senili, è giunto per la realtà socio assistenziale il momento di tracciare un primo bilancio. Lo farà durante il convegno di giovedì 23 settembre all’auditorium Chiesa dei Cancelli, dove si parlerà a partire dalle ore 15 del progetto “AnzianAbili 3.0 – Percorsi riabilitativi sociosanitari e tecnologici per anziani vulnerabili”.
L’iniziativa della fondazione senigalliese vede come partner l’Asur Marche – Area vasta 2; l’Ambito sociale territoriale n. 8 di Senigallia; la cooperativa sociale Polo 9 e l’Università politecnica delle Marche (dipartimenti di ingegneria dell’informazione e di medicina sperimentale – neuroscienze). Grazie al sostegno di Fondazione CariVerona, è stato possibile avviare i lavori per un percorso terapeutico che si avvale del verde, delle piante, dell’acqua e della musica in filodiffusione per dare concretezza a un nuovo approccio nella lotta all’Alzheimer.
Esperienze sensoriali e attività motorie dunque sono al centro del progetto che si avvale anche della realtà virtuale per mantenere il più a lungo possibile le abilità cognitive delle persone anziane ospiti della struttura. Di tutto ciò si parlerà nel convegno di domani, che farà il punto sulle attività svolte con l’analisi dei dati e le valutazioni per il futuro. A seguire l’inaugurazione del giardino sensoriale.
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