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Tag: Fiume Misa

Due anni fa l’alluvione che devastò intere vallate: il ricordo, le commemorazioni, i lavori, la visione

Esattamente due anni fa si è verificata la drammatica alluvione che ha devastato diverse zone da Arcevia a Senigallia (oltre che la zona di Cantiano), coinvolgendo – chi più, chi meno – tutti i comuni delle valli Misa e Nevola. Un evento che ha portato con sé danni enormi – siamo oltre il miliardo di euro – ma soprattutto la morte di tredici persone di tutte le età, dagli 8 anni del piccolo Mattia Luconi agli 89 di Gino Petrolati. Un bilancio drammatico, forse il più grave della storia delle Marche. A due anni dalla tragedia dedichiamo questa puntata di Venti Minuti da Leone a loro, alle loro famiglie, al territorio ferito che sta provando a rialzarsi.

I FATTI

Nel pomeriggio del 15 settembre 2022 le precipitazioni che nell’alto anconetano e alto pesarese erano cadute abbondanti si sono riversate nelle vallate creando veri e propri fiumi sulle strade di campagna e di città. I corsi d’acqua primari e il reticolo secondario sono esondati in più punti travolgendo ogni cosa. Era di difficile previsione: la quantità è stata di oltre 400 mm di acqua in sei ore, una cosa incredibile, di molto superiore all’alluvione dell’Emilia Romagna quando di acqua ne scese poco più della metà. Tutto si è riversato a valle, allagando ogni comune fino all’abitato di Senigallia.

LE VITTIME

Se la spiaggia di velluto è stata quella ad essere maggiormente colpita per estensione territoriale, chi è stato colpito più duramente in termini di vite umane sono state Barbara, Arcevia, Serra de’ Conti e Ostra. In quell’occasione hanno perso la vita Mattia Luconi, Noemi Bartolacci, Brunella Chiù, Erina Febi, Mohamed Ennaij, Augusto Montesi, Michele Bomprezzi, Giuseppe Tisba, Andrea Tisba, Diego Chiappetti, Fernando Olivi, Maria Luisa Sereni e Gino Petrolati. Tutto questo avvenne praticamente senza che le popolazioni venissero informate: nessuno, se non quando era troppo tardi, si stava rendendo conto di ciò che accadeva. Solo intorno alle 20:30 a Senigallia arrivò l’allerta con l’avviso di mettersi al riparo nei piani alti. Verso le 23: 30 il fiume Misa cominciò a esondare in centro storico, dopo che l’enorme massa di tronchi, rami, detriti  si accatastò sui due ponti del centro cittadino, ponte Garibaldi, danneggiato, e ponte degli angeli, facendo da dighe. Il resto è storia nota e mezza città venne allagata.

LE COMMEMORAZIONI

Proprio tra sabato 14 e domenica 15 settembre 2024, a due anni dall’alluvione, le vittime sono state ricordate in tutti i comuni delle Valli Misa e Nevola, con varie iniziative. A Trecastelli il sindaco MArco Sebastianelli ha depositato un mazzo di fiori sul Nevola; a Barbara si è tenuta la messa solenne, officiata dal vescovo Franco Manenti, con la partecipazione di tutti i sindaci del territorio e di tante persone. A Senigallia il sindaco Massimo Olivetti e il presidente della Regione Acquaroli hanno depositato tredici rose sul Misa, una per ogni vittima. A Ostra c’è stata una fiaccolata a Pianello conclusa con una messa e la presentazione di un libro “Orme nel fango”. Anche a Ostra Vetere è stata celebrata una messa con lo spegnimento delle luci in piazza. Il presidente della giunta regionale nonché commissario all’emergenza alluvione Acquaroli ha evidenziato durante le commemorazioni in ricordo delle vittime sia il grande lavoro fatto finora, sia le attività in corso. Il presidente della Provincia di Ancona Daniele Carnevali ha rievocato le sue ripercussioni sulla cittadinanza: «A due anni dall’alluvione che ha colpito la valle del Misa, sono a confermare la vicinanza mia personale e dell’ente che rappresento in primis alle famiglie che hanno perso i loro cari e poi ad un intero territorio, colpito profondamente nella sua economia e sicurezza. Noi come Provincia abbiamo fatto e stiamo facendo tutto il possibile per i cittadini del territorio della val Misa. Voglio garantire che ci siamo, e che continuiamo a lavorare per riportare alla normalità la viabilità nei territori colpiti dalla tragica alluvione di due anni fa».

I LAVORI

Sul fronte dei lavori, proprio nei giorni scorsi è stato fatto il punto in regione, con Acquaroli e il vice commissario all’emergenza alluvione Babini. E’ stato ricordato che lo stato d’emergenza per l’alluvione 2022 è prorogato fino al 17 settembre 2025, così come i lavori in corso ammontano a circa 460 milioni, per fare fronte agli interventi sul territorio, ai ristori a imprese e privati e al piano delle opere strutturali rese necessarie dall’alluvione. «C’è la proroga dello stato d’emergenza, altri dodici mesi importanti per proseguire in questa azione – ha spiegato Acquaroli –. Siamo in procinto di mettere in campo tutta una serie di opere che sono state progettate per la mitigazione del rischio, tante infrastrutture progettate e oggi sulla via della cantierizzazione e della realizzazione per il conseguente ripristino di una maggiore sicurezza su tutto il territorio». Con una consapevolezza: «sappiamo benissimo che il rischio non potrà mai essere completamente azzerato, ma contenuto».

IL PIANO DELLE OPERE STRUTTURALI

Sono 1470 gli interventi approvati dal dipartimento di Protezione civile, 135,8 i milioni di euro stanziati, di cui 53 liquidati, per far fronte alle urgenze. Interventi sul Nevola e sul Misa, come pure sul Cesano e sul Burano, per il ripristino della buona funzionalità idraulica dei corsi d’acqua. Sono 24 i milioni per i ristori a imprese e privati, erogati come misure di immediato sostegno economico, ma è stata avviata anche l’erogazione dei ristori “pesanti”, per 4,6 milioni, contributi a favore di privati, titolari di attività economiche e produttive e imprese agricole. Sono 2,2 i milioni di euro destinati a contributo per automobili e furgoni danneggiati (668 autovetture e 85 furgoni). E’ di 130 milioni, infine, il piano delle opere strutturali che prevede la realizzazione di 34 opere, alcune con diversi impatti sull’assetto idraulico dei territori colpiti dall’alluvione, come le vasche di espansione. La prima, quella di Bettolelle-Brugnetto è stata terminata nella prima parte e potrebbe già oggi entrare in funzione, alla prima piena di una certa entità. Tra gli altri interventi da realizzare ci sono il completamento del secondo stralcio della realizzazione di vasche di espansione sul fiume Misa, la demolizione e il rifacimento del ponte Bettolelle, di quello sempre sul Misa nella frazione Pianello di Ostra e di quello di via delle Selve in località Casine di Ostra, ma anche diversi ponti sul Nevola e la realizzazione della cassa di espansione area Zipa sul Nevola a Ostra.

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Escavo del fiume Misa, il “monte” depositato a Ostra preoccupa i cittadini

Il "monte" di terra e altri materiali provenienti dall'escavo del fiume Misa e depositato temporaneamente a Ostra

Centinaia di migliaia di metri cubi di sedimenti sono stati asportati dall’alveo del fiume Misa – ma il discorso vale anche per il Nevola – per ridurre il rischio di nuove esondazioni dopo quelle del 2014 e del 2022. Lavori che erano ampiamente richiesti da una bella fetta di popolazione, così come dalle associazioni e dai comitati degli alluvionati di Senigallia e dell’entroterra, senza però che venisse specificata la destinazione di tali materiali, i depositi temporanei, costi e responsabilità. Così alcuni residenti di Ostra – il comune alluvionato che più ha pagato in termini di vite umane durante la tragedia del 15 settembre 2022 – si sono ritrovati un monte di terra in zona Zipa, il che ha suscitato fin da subito più d’una perplessità.

Sul quel deposito di materiali vari, che comprende quindi fanghi, terra, detriti legnosi, ghiaia e sabbia proveniente dal fiume Misa ma anche dall’avanporto (ex canale) non ci sono al momento molte informazioni, tranne quella per cui ci sarebbe il riutilizzo come sabbie per il ripascimento della spiaggia di Senigallia nei tratti dove l’erosione si manifesta con maggiore intensità e frequenza. L’aveva detto il vicecommissario all’emergenza alluvione Stefano Babini, senza però aggiungere altri dettagli.

E proprio questa assenza di informazioni preoccupa l’entroterra senigalliese, visto a volte come deposito a cielo aperto di materiali di cui poco si sa e che potrebbero avere anche conseguenze ambientali. Il dubbio lo solleva il gruppo consiliare Vivere Ostra, che ha raccolto le domande di alcuni cittadini preoccupati. In primo piano la questione della sicurezza di tali materiali, di cui non si sa nemmeno se siano stati caratterizzati, cioè analizzati prima del prelievo e del temporaneo deposito a Ostra, precisamente alla Zipa di Casine dopo che l’area di stoccaggio a Senigallia si era riempita.

«Il materiale – spiegano da Vivere Ostra – sembra essere depositato a terra, senza alcuna protezione dal percolamento in falda, è regolare? Si può fare? Il “monte” è del tutto disomogeneo (ghiaia, sabbia, limi, argille e scarti vegetali) per cui viene naturale domandarsi, qualora venga riusato per il ripascimento se, oltre alle analisi chimico-fisiche per valutarne la compatibilità con il tratto di litorale da ripascere, sia necessario vagliare ovvero separare soprattutto i limi e le argille e i resti vegetali del “monte di terra” poiché inadatte per ripascere le nostre spiagge e quindi viene da chiedersi che fine faranno questi depositi artificiali».

L’auspicio della minoranza ostrense è che l’amministrazione comunale abbia avuto rassicurazioni o garanzie circa il destino del monte artificiale, nella speranza che venga rimosso completamente, ovviamente a spese del soggetto conferente, e il prima possibile per evitare che sorgano problemi di natura ambientale.

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Lavori sul fiume Misa post alluvione: polemica tra maggioranza e opposizione

Nella seconda commissione consiliare de 9 gennaio 2024 l’audizione di Maurizio Brocchini, docente di idraulica alla Politecnica delle Marche, sui lavori sul fiume Misa post alluvione 2022
Nella seconda commissione consiliare de 9 gennaio 2024 l’audizione di Maurizio Brocchini, docente di idraulica alla Politecnica delle Marche, sui lavori sul fiume Misa post alluvione 2022

SENIGALLIA – Botta e risposta tra minoranza e maggioranza sul fiume Misa, sulla sicurezza idrogeologica e sui lavori per ridurre i rischi di nuove alluvioni. A sollevare il tema dei temi, quello che per la città di Senigallia dopo due disastri ambientali di enorme portata è divenuto l’argomento principe, è stata l’opposizione che a tal proposito ha chiesto di convocare la seconda commissione consiliare per svolgere l’audizione del prof. ing. Maurizio Brocchini, docente di idraulica alla Politecnica delle Marche e componente della “commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi” (abbrev. commissione grandi rischi). Alla presenza del sindaco Massimo Olivetti e dell’assessora ad ambiente e porto Elena Campagnolo si è discusso dei lavori previsti in zona foce: lo sfioratore e il prolungamento dell’ex molo di levante

«La documentata relazione e gli altrettanto precisi interventi tecnici e scientifici del prof. Brocchini (per rivedere l’incontro CLICCA QUI) hanno approfondito e autorevolmente confermato le posizioni già espresse in più occasioni pubbliche dalle forze politiche di opposizione e da tecnici locali di grande competenza» spiegano i consiglieri dei gruppi Partito Democratico, Vola Senigallia, Diritti al Futuro e Vivi Senigallia: «il “ventilato” prolungamento dell’ex molo di levante e lo sfioratore in darsena, “cavalli di battaglia” del Consorzio di Bonifica Marche e di soggetti contigui allo stesso, non solo hanno costi esorbitanti, ma produrrebbero danni certi al porto turistico e non avrebbero nessuna utilità per la riduzione del rischio nella nostra città di Senigallia e segnatamente nel centro storico».

Chiamato in causa perché quindi si dissociasse da tali progettualità, «il sindaco, dopo un lunghissimo giro di fumisterie verbali, non ha risposto, aggiungendo perfino che del secondo progetto non conosce lo stato dell’eventuale procedura amministrativa. Quindi un sindaco che, dopo aver pubblicamente sostenuto davanti alle telecamere che “Senigallia si salva lavorando alla foce”, non si assume la responsabilità di determinare nelle sedi competenti quegli atti veramente necessari per rendere la città molto più sicura di quanto in realtà ancora oggi purtroppo non sia» prosegue l’opposizione in una nota stampa.

Secondo il centrosinistra senigalliese, ciò che servirebbe veramente è un sistema di vasche di espansione da costruire il più velocemente possibile «a partire da quella di Brugnetto-Bettolelle, mentre i lavori di dragaggio della barra di foce e quelli di aumento delle sezioni idrauliche del Misa e del Nevola sono localmente utili, ma non possono certamente stoccare le grandi quantità d’acqua che arriverebbero in città tra gli argini del Misa nel caso di una piena simile a quella del settembre 2022». Da qui l’appello al primo cittadino perché possa sollecitare gli enti preposti a riprendere gli infiniti lavori per la messa in sicurezza del territorio.

Non si è fatta attendere la replica, in cui si parla innanzitutto di omissioni, inesattezze e «tanta faccia tosta». Un primo dato è che «entrambi questi progetti, che gli odierni consiglieri di minoranza definiscono “assurde ipotesi progettuali”, sono stati approvati diversi anni fa, quando la Regione Marche era guidata dall’allora presidente Ceriscioli» sottolinea Olivetti. «Chantal Bomprezzi era Assessora, Dario Romano Presidente del Consiglio Comunale, Lorenzo Beccaceci Consigliere Comunale di maggioranza del Comune di Senigallia: oggi chiedono a gran voce che siano interrotte queste che definiscono “assurde ipotesi progettuali”, ma all’epoca, quando questi progetti venivano proposti ed approvati, tacevano». Secondo il sindaco, espressione della maggioranza di centrodestra, l’opposizione si sarebbe fatta un clamoroso autogol perché «chiede conto a noi, oggi, delle decisioni prese prima della nostra elezione. Anche questa volta sarebbe stato meglio il silenzio».

Olivetti elenca poi alcuni risultati del post alluvione 2022: «siamo riusciti ad evitare che al Comune venisse addebitato il costo del materiale spiaggiato dopo l’evento alluvionale, così che i senigalliesi non hanno dovuto subire un oneroso aumento della TARI come avvenuto dopo l’alluvione del 2014; siamo riusciti a far avere ai nostri concittadini il contributo di autonoma sistemazione per chi era ed è fuori casa, anticipando i fondi statali (mediante il ricorso al debito fuori bilancio, mai votato dai consiglieri di minoranza: bell’esempio di solidarietà verso i più sfortunati!); siamo riusciti a far avere i primi aiuti a famiglie ed aziende nel 2023 e non dopo tre anni  come nel 2014; stiamo sollecitando e monitorando i lavori che il commissario ed il vicecommissario stanno effettuando sul fiume Misa, anche attraverso l’asportazione del materiale sopralluvionale che dopo l’alluvione del 2014 non era stato estratto».

Accuse dunque strumentali dal centrosinistra anche per le omissioni circa gli apprezzamenti che «il Prof. Brocchini nel corso della Commissione ha espresso per gli interventi finora messi in atto dalla struttura Commissariale». C’è tanto ancora da fare conclude il sindaco Olivetti a partire dalle «opere sul fiume nel territorio senigalliese ed in quello dei Comuni confinanti, una posizione ben diversa da quella del PD locale che parla di interventi su tutto l’asse fluviale. Tale nostro convincimento non è dettato da motivi di campanilismo quanto piuttosto da due circostanze oggettive: la prima è che in molte occasioni le esondazioni verificatesi a Senigallia sono dipese da rovesci nella bassa Valle del Misa (il caso del 2022 è davvero raro), per cui è urgente agire in questo tratto del fiume, e la seconda è che deve essere evitata l’esondazione in aree particolarmente popolose, come nel nostro Comune». 

Poi la stoccata finale: «Si tranquillizzino i nostri consiglieri di minoranza perché stiamo sollecitando la realizzazione delle opere di mitigazione lungo l’asse fluviale affinché non accada, come avvenuto in passato, che si debba attendere oltre quarant’anni ed un cambio epocale politico amministrativo per poter vedere iniziate le vasche di espansione».

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Dopo l’alluvione: dal decreto “Legna” maggior sicurezza per l’asta fluviale del Misa – L’intervista

A Senigallia il convegno sulla manutenzione e gestione del fiume Misa

Rimuovere e valorizzare la legna del fiume Misa; pulire l’alveo e le sponde per una maggiore sicurezza e tornare al ruolo di presidio che gli agricoltori e gli allevatori svolgevano un tempo. Questi gli obiettivi del progetto “Raccogliere per contenere, promuovere, prevenire” che Coldiretti, Federforeste, Consorzio di Bonifica e aziende agricole del territorio hanno presentato oggi 1° dicembre alla rotonda a mare di Senigallia.

Lo scopo del progetto è il seguente: i soggetti interessati – finora una decina di aziende agricole del territorio che sono già all’opera ma altre si spera possano aggiungersi – coopereranno per la raccolta e il riutilizzo della legna che si deposita negli alvei, sulle sponde dei fiumi e sulla battigia del litorale. La raccolta della legna si concentrerà tra maggio e settembre. Tutto il materiale sarà accatastato in punti designati per la raccolta di biomasse, vagliato e messo a disposizione delle stesse aziende agricole e dei cittadini per autoconsumo. La zona di raccolta è stata individuata nel territorio dei 32 Comuni compresi nei 1.100 chilometri quadrati del bacino idrico del Misa. Un’area che, secondo gli archivi, dal 1400 a oggi, è stata teatro di ben 44 eventi alluvionali gravi.

Del progetto hanno parlato ai nostri microfoni la presidente di Coldiretti Marche, Maria Letizia Gardoni, e l’onorevole Mirco Carloni, presidente della commissione agricoltura della Camera dei Deputati. Ecco cosa ci hanno detto.

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Politica e lavori sul fiume Misa, che confusione per i cittadini!

I lavori per liberare dai detriti la foce del fiume Misa a Senigallia, novembre 2023

Convegni a parte, la gestione del fiume Misa è da mesi al centro dell’attenzione della politica e dell’opinione pubblica. Mentre i partiti passano il tempo a scambiarsi accuse reciproche e poco più, i cittadini guardano con apprensione alle perturbazioni autunnali e invernali e hanno sempre meno fiducia nelle istituzioni o nei lavori effettuati a salvaguardia del territorio. E’ già capitato che dove si è intervenuti, si sia poi dovuti correre ai ripari, con continui interventi in somma urgenza. Una situazione che non fa bene alla comunità perché crea confusione, e quindi sfiducia, ma soprattutto mantiene alta la soglia di stress a cui è sottoposta.

Prova ne è l’ultima serie di comunicati politici inviati alle redazioni da parte di noti esponenti locali e regionali, in occasione dell’avvio dei lavori di rimozione della famosa barra di ghiaia e detriti che da anni si ripropone alla foce del fiume Misa. Un accumulo che per molti è segno d’incuria mentre per altri è solo un deposito temporaneo che alla prima forte corrente fluviale viene spazzata via per poi ripresentarsi grazie alle correnti marine. E già qui ce ne sarebbe per discutere se ciò che viene affermato sia corroborato da prove scientifiche o esperienziali oppure sia frutto di ipotesi personali o vaghe reminiscenze di qualcuno che ha riferito qualcosa sull’argomento, ascoltato magari con disattenzione.

Ma andiamo avanti. L’avvio dell’intervento di rimozione di questi materiali ha dato l’occasione a più persone di parlare. Tra questi il capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale delle Marche Carlo Ciccioli che parla di pianificazione e manutenzione messa in campo dalla giunta Acquaroli per mitigare i rischi alluvioni, come se prima non fosse stato fatto nulla. «Il nostro è un territorio bellissimo, ma fragile. Fragile anche perché si sono purtroppo registrati anni di assoluta incuria. La manutenzione e il controllo del territorio è stato per troppo tempo considerato solo un costo, non è così. È un investimento per la sicurezza dei cittadini, delle imprese e del pubblico in generale. Stiamo procedendo con celerità, affrontando con determinazione e senso di responsabilità gli iter burocratici farraginosi che andranno assolutamente modificati. Grazie ai tecnici, alla Protezione civile, al sub Commissario per l’alluvione del Misa e alla Giunta Regionale, presidente in testa. Un lavoro di squadra nell’interesse esclusivo dei senigalliesi e dei Comuni della valle. Fin dal nostro insediamento abbiamo iniziato a mantenere tutte le nostre promesse anche in questo campo: recuperare i ritardi nell’area dei lavori pubblici per il dissesto idrogeologico e colmare il clamoroso gap in cui, decenni di amministrazione di sinistra, hanno creato».

Queste le dichiarazioni di Ciccioli che scarica la colpa sui precedenti governi regionali e locali, alla stregua di quanto affermato finora dai rappresentanti del centrodestra senigalliese. Una contrapposizione che spacca l’opinione pubblica senza fornire dati reali né risposte concrete.

Di contro il Partito Democratico comunale – che molto spesso svicola dalle proprie responsabilità politiche su quanto fatto o non fatto nei decenni di amministrazione del territorio – e altre formazioni partitiche locali prendono in esame i lavori per porre alcune domande di cui dovrebbero invece fornire le risposte. «Per la seconda volta in un mese assistiamo alla rimozione della barra di foce sul fiume Misa. 100 mila euro stanziati per 5000 mc. Solamente due anni fa è stato speso 1.300.000 euro per 3000 mc e facciamo difficoltà a capire quale cifra sia corretta vista la distanza impressionante tra i numeri. L’ altra notizia è che il luogo dello stoccaggio previsto a Senigallia è saturo, quindi il materiale viaggerà su camion verso un’altra area individuata a Ostra. Mancano però un sacco di informazioni nella comunicazione della Regione riguardo questi interventi: intanto se il materiale stoccato a Senigallia sia stato analizzato, sia utilizzabile o già in uso sulla spiaggia dove è stata avviata la realizzazione delle dune invernali a “protezione” della spiaggia stessa. Oppure tutto finirà in discarica, oppure se si dovranno individuare ancora altre aree di stoccaggio facendo camminare i camion avanti e indietro per la valle con materiale prelevato nel fiume. Perché è così difficile sapere quale pianificazione sia stata fatta sul fiume Misa, come sono investite le risorse e come ridurremo il rischio?»

Dopo aver chiamato in causa Olivetti e Acquaroli, il centrosinistra locale costituito da PD valle Misa e Nevola, PD Senigallia, Diritti al Futuro, Vola Senigallia e Vivi Senigallia si concentra sulle spese sostenute finora per i lavori di somma urgenza. «Oramai sono stati spesi circa 7.000.000 in somme urgenze, non è ora di verificare se la spesa sia stata efficace prima di spendere ulteriori risorse? La copertura finanziaria non è senza fine, allora perché saccheggiare le risorse statali e regionali con continui inutili interventi sulla barra di foce, mentre i ristori arrivano “a lumaca” e i cantieri strutturali come le vasche di espansione e la riapertura delle strade nei comuni dell’interno non ci sono?».

Il rischio che corre il centrosinistra è quello di percorrere una strada di mezzo tra populismo (che dire allora dei ristori dopo l’alluvione del 2014?) e scaltrezza politica (si approfitta di ogni occasione) ma questo atteggiamento – così come quello del centrodestra di attaccare continuamente i governi rpecedenti – paga? Di certo, non infonde fiducia. E genera distacco dalla popolazione. Solo il dialogo, e non l’attacco, e il confronto basati su dati e non su teorie, su evidenze e non su interpretazioni, solo queste “armi non violente” possono portare a chiarire alcuni aspetti, a formare adeguatamente l’opinione pubblica, a fornire risposte e riavvicinare le persone alla gestione della cosa pubblica. Altrimenti è solo “cosa vostra”.

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La gestione del fiume Misa al centro di un convegno: la cura per evitare alluvioni e disastri

Si intitola “Prendiamoci cura del Misa – Raccogliere per contenere, promuovere, prevenire” il convegno che si terrà venerdì 1° dicembre alle ore 10 alla rotonda di Senigallia. Una giornata per fare il punto sulla situazione del fiume che attraversa la città ma soprattutto per comprendere come muoversi in alcune situazioni in cui la protezione dal dissesto idrogeologico passa attraverso la manutenzione del territorio.

L’iniziativa, promossa dalla Coldiretti Marche che ha coinvolto enti e istituzioni, si concentrerà soprattutto sulla gestione del fiume inteso come risorsa perché si possano evitare catastrofi come quella avvenuta nel 2022. Il corso d’acqua che ha seminato morte e devastazione sarà dunque osservato speciale del convegno.

Il programma della giornata prevede un primo intervento del sindaco di Senigallia Massimo Olivetti, poi quello del responsabile Federforeste Marche Andrea Montresor, il quale presenterà il progetto. A seguire il presidente del Consorzio di Bonifica Michele Maiani illustrerà il contesto di riferimento e le implicazioni per il territorio, mentre Maria Letizia Gardoni, presidente Coldiretti Marche, si concentrerà sul ruolo dell’agricoltura nella cura e salvaguardia del territorio. In chiusura l’intervento di Mirco Carloni, parlamentare e presidente della commissione agricoltura della Camera dei Deputati, specifico sulla protezione dal dissesto idrogeologico e sulla valorizzazione del legname depositato.

Una giornata dedicata alla salvaguardia del territorio, ancora più importante perché in ottica di prevenzione si possa mantenere il fiume in condizioni di non nuocere più alle persone, alle imrpese, alle comunità.

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Porto e fiume, un grande cantiere

I lavori per liberare dai detriti la foce del fiume Misa a Senigallia, novembre 2023

Giorni di intensi lavori in zona portuale a Senigallia, dove sono aperti diversi cantieri per migliorare la sicurezza, la fruibilità e i servizi della zona.

Dalla notte di oggi, martedì 28 novembre, sono infatti in corso i lavori per eliminare i detriti che si raccolgono alla foce del fiume Misa. Si tratta dell’intervento di somma urgenza per rimuovere la ormai famosa “barra” di ghiaia e altri materiali portati dal fiume che, innalzando il livello, ostacolano il deflusso dell’acqua. Il tratto interessato dai lavori è di circa 50 metri dalla barra verso monte ed il volume da rimuovere è stimato in 5000 metri cubi. Si tratta di materiale ghiaioso di provenienza fluviale che sarà trasportato ad Ostra, nell’area di deposito temporaneo, poiché l’area di deposito di Senigallia, attualmente individuata, è piena per effetto degli altri lavori. Ad occuparsene è l’impresa Eco Demolizioni di Rimini che già opera, per il Comune di Senigallia, per la sistemazione dell’arenile. L’intervento, finanziato con fondi commissariali, vede stanziati circa 100.000 euro, compreso trasporto, smaltimento e analisi ambientali.

I lavori all'ex hotel La Vela, al porto di Senigallia

Ma al porto sono in corso anche altri interventi. Uno è quello privato per la riqualificazione dell’ex hotel La Vela che spicca per la sua mole dalle basse casette dei pescatori prossime alla demolizione. L’intervento va avanti ormai da mesi ma in questo periodo l’attività si è fatta più frenetica in vista della pausa natalizia. La proprietà è passata alla nuova realtà Senigallia Hotels srl, guidata dall’albergatore Gabriele Piantini, che ha rilevato la struttura che ormai caratterizza lo skyline portuale senigalliese per farne un albergo di lusso. L’apertura è prevista per l’estate 2024, motivo in più per accelerare i lavori che hanno fatto chiacchierare tutta la città dato che l’albergo è chiuso da una decina di anni. La sua riapertura sarà una buona notizia per il turismo locale e non solo.

In corso la realizzazione dei bagni pubblici al porto di Senigallia

Di intervento pubblico si parla invece nell’area della banchina di ponente, tra l’edificio della capitaneria di porto e la statua di sant’Andrea. Qui è in fase di realizzazione una struttura igienica per l’utenza del porto. Per lo scopo sono state reperite risorse regionali per circa 250 mila euro, comprensive di progettazione, realizzazione dell’intervento e oneri di sicurezza. Il cantiere dovrebbe terminare entro l’anno l’allestimento dei bagni per far sì che chiunque si trovi nell’area possa usufruirne senza dover correre in centro città o nei locali del lungomare, la maggior parte dei quali chiusa durante l’inverno.

Le ex casette dei pescatori al porto di Senigallia, novembre 2023

Tra le altre aree interessate dai lavori c’è anche la schiera di casette cd. dei pescatori, la serie di edifici bassi che caratterizza piazzale Bixio e che verrà presto sostituita da una nuova progettazione di abitazioni. Il progetto prevede che dalle macerie degli otto immobili – acquistati all’asta nel febbraio 2020 per meno di 900 mila euro – vengano fuori due grossi edifici per un totale di 27 appartamenti (15 nel primo edificio e 12 nel secondo); questi si affacceranno sulla darsena della piccola pesca che nel frattempo verrà pedonalizzata, mentre la strada di collegamento con il lungomare Mameli passerà nel retro. La residenze al porto, così è stato chiamato il costruendo lotto, nasceranno – se tutto filerà liscio – tra 2025 e 2026.

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Due mine rinvenute vicino il ponte di Bettolelle durante i lavori per l’escavo del fiume Misa

Due ordigni bellici rinvenuti vicino il ponte di Bettolelle a Senigallia

Sono due le mine ritrovate nel fiume Misa a Senigallia, nel pomeriggio di ieri, 17 ottobre. Due ordigni bellici risalenti alla seconda guerra mondiale che sono rimasti nascosti nel letto del fiume e che sono stati rinvenuti all’altezza del ponte di Bettolelle. Il ritrovamento è avvenuto durante le operazioni di pulizia e di escavo dell’alveo fluviale disposte a seguito dell’alluvione del settembre 2022.

Non si conosce ancora l’origine dei due ordigni, né se siano rimaste per tutti questi anni in quell’area non distante dalel vasche di espansione in fase (ancora) di realizzazione, oppure se vi siano state portate dalla piena del fiume in occasione dell’alluvione di un anno fa.

Lavori per il ripristino della portata idraulica che sono stati immediatamente sospesi in prossimità del ponte: dopo il rinvenimento è stata disposta la chiusura al traffico per consentire le operazioni di messa in sicurezza dell’area, delimitata dagli artificieri dei Carabinieri, che hanno precluso l’accesso al cantiere e provveduto ad informare la Prefettura. Gli artificieri provvederanno poi a rimuovere i due ordigni e farli brillare altrove.

Non ci sono problemi per la popolazione, ha assicurato il sindaco di Senigallia Massimo Olivetti.

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L’assessore Aguzzi a Senigallia per monitorare i lavori sul Misa: lunedì il ponte sarà abbattuto

Sopralluogo a Senigallia, venerdì 13 ottobre, dell’assessore regionale alla Protezione civile Stefano Aguzzi. L’assessore era accompagnato dal dirigente del settore Stefano Stefoni e da altri tecnici incaricati, in città per constatare lo stato di avanzamento dei lavori di pulizia del fiume nel tratto cittadino. “Lunedì prossimo – ha detto Aguzzi – è previsto l’avvio dei lavori di abbattimento del ponte Garibaldi. La ditta appaltatrice ha già cominciato i carotaggi. Siamo in attesa della rimozione di un cavo di collegamento della rete telefonica a cui provvederà Telecom. L’abbattimento avverrà in pochi giorni. Poi nel giro di poche settimane sarà liberato completamente l’alveo del fiume dalle pile dell’attuale ponte, in modo da poter far defluire meglio a mare qualsiasi eventuale nuova piena”. Contemporaneamente, continuano i lavori di pulitura dell’alveo: “Sono lavori che procedono all’unisono – ha evidenziato Aguzzi. E’ un’unica progettualità che vede la completa messa in sicurezza di tutto l’alveo del fiume Misa per prevenire situazioni di sofferenza e dai risvolti drammatici quali quelle del 2022 e del 2014. Sono lavori eccezionali. Sei sono le ditte che stanno operando in questo momento. Una pulizia così completa del fiume non credo fosse mai avvenuta in precedenza. Solo per la pulizia dell’alveo e per l’asportazione del materiale sono impegnate risorse per 1 milione e 800 mila euro”.

I lavori in corso arrivano oltre il ponte di Ostra fino a quello del Coppetto a Ostra Vetere, che è in fase di abbattimento e per il quale è previsto un rifacimento. Sono in corso al momento anche lavori al ponte della Chiusa del Vallone per ripristinarne la viabilità e la funzionalità. “E’ un lavoro complessivo – sottolinea l’assessore – che parte da monte e arriva fino al centro storico di Senigallia e che consiste nel rimodellamento di tutto l’alveo del fiume, nel rafforzamento di tutti gli argini, nella pulizia di tutti i detriti che sono asportati e portati in luoghi di deposito”.

A questo proposito, il materiale cosiddetto di sovralluvionamento in arrivo dai vari cantieri lungo il fiume viene depositato in un luogo individuato e messo a disposizione dal Comune di Senigallia, quindi viene vagliato tramite un apposito macchinario. Il materiale accumulato finora è di circa 25 mila metri cubi, per i quali sono già stati movimentati circa 1500 camion. Si pensa in previsione di raccogliere complessivamente circa 50 mila metri cubi di materiale.

“Da ultimo – ha concluso Aguzzi – le vasche di espansione. La realizzazione di quella di Bettolelle volge al termine. Si prevede il completamento per l’inizio del prossimo anno. Allo stesso momento ne sono state finanziate altre 2 per 9 mln di euro complessivamente e sono in fase progettuale: una a monte di Passo Ripe sul Nevola e una a monte di Pianello d’Ostra sul fiume Misa. Erano lavori che si attendevano da tempo e credo che questa amministrazione regionale stia dando le risposte necessarie”.

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Ponti, vasche, argini e foce: i nodi sui lavori ai fiumi Misa e Nevola

Le zone di esondazione del fiume Misa a Senigallia, durante l'alluvione del 15 settembre 2022
Le zone di esondazione del fiume Misa a Senigallia, durante l’alluvione del 15 settembre 2022

Interventi in zona porto; sugli argini e sul letto dei fiumi Misa e Nevola; modifiche al progetto della vasca di espansione a Bettolelle; le criticità di Borgo Molino; il nodo dei ponti cittadini. Sono i temi relativi al post alluvione 2022 sollevati in Regione Marche da alcuni comitati e associazioni cittadine che hanno incontrato il vicecommissario delegato per l’emergenza alluvionale, Stefano Babini.

All’incontro del 20 settembre scorso hanno partecipato il coordinamento degli Alluvionati 2014 – 2022; il comitato a difesa del territorio area agricola di compensazione idraulica località Brugnetto; il comitato alluvionati Marazzana; il gruppo cittadini di Borgo Molino Alluvione 15-16 settembre 2022; il comitato regionale Coordiniamoci e l’associazione Novum, accompagnati dall’assessore all’ambiente Elena Campagnolo.

Tante le criticità sollevate: tra queste «l’esigenza del ripristino delle funzionalità pregresse nella zona della foce del fiume Misa, con l’ipotesi di un intervento sulla banchina di levante, dello sfioratore e di uno scolmatore». Sulle vasche di espansione, di cui una è in costruzione a Bettolelle di Senigallia, le associazioni e i comitati chiedono modifiche al progetto «per evitare che possa produrre, come avvenuto nell’alluvione del 2022, danni a cose e persone», oltre alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei fiumi Misa e Nevola, degli argini e dei bacini idrografici in generale dalla sorgente alla foce, con asportazione di alberi, ramaglie e detriti vari.

Tra le richieste anche quella di valutare la situazione del quartiere di Borgo Molino, «dove la realizzazione della complanare e della terza corsia dell’A14 non ha mantenuto l’invarianza idraulica condannando la popolazione a subire ben due alluvioni»; infine la questione dei ponti vecchi da rifare o quelli nuovi da modificare e la riapertura del contratto di fiume. Richieste a cui Babini ha espresso interesse e promesso un sopralluogo a Senigallia.

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Alluvione e lavori di messa in sicurezza: critiche su critiche

I lavori di pulizia straordinaria del fiume Misa
I lavori di pulizia straordinaria del fiume Misa

Non si placa il malcontento per come viene gestito il post alluvione a Senigallia e soprattutto nell’entroterra. Alcuni giorni fa, gli appartenenti a dei comitati e a delle associazioni di alluvionati del territorio si sono incontrati per fare il punto della situazione dopo il disastro del 15 settembre 2022. E il documento emerso è un atto di accusa verso la politica, ancora incapace di mettere concretamente in sicurezza il territorio.

Tra i nodi sollevati ci sono soprattutto la mancanza di un progetto organico di sistemazione delle vallate Misa e Nevola ma anche il rifacimento parziale di alcuni tratti di argini e sponde, con interventi giudicati persino dannosi per l’ambiente o fin troppo localizzati. C’è poi tutta la questione dei materiali legnosi e ghiaiosi lasciati ancora in alveo a 11 mesi dall’alluvione, mentre i primi ripascimenti effettuati in somma urgenza risultano già erosi dalle successive ondate di maltempo. 

La situazione è rimasta poi praticamente la stessa rispetto a 11 mesi fa anche per quanto riguarda la viabilità e i ponti provinciali: molti sono ancora da rifare e alcuni persino ancora da progettare, nonostante i proclami di pronto intervento. Su quest’ultimo aspetto, poi, i comitati denunciano una disparità di trattamento tra l’area di senigallia e l’entroterra. Anche la politica aveva sollevato il tema, con i dem Dario Romano e Andrea Storoni che evidenziavano il mancato ruolo di “capofila” che Senigallia avrebbe dovuto tenere per dare rilievo anche al resto della vallata. Da qui l’accusa che alcuni comitati di alluvionati lanciano alle istituzioni: quella «scarsa volontà politica di risolvere concretamente il problema». 

Infine il nodo della vasche di espansione: tra Brugnetto e Bettolelle vi è l’unica area in costruzione, ormai da più di un anno e che dovrebbe terminare entro l’anno il proprio intervento per poi procedere alla sua estensione. Sul progetto sono state riscontrate alcune criticità che gli alluvionati hanno sollevato in più d’una occasione, ma ancora senza risposta: in particolare, il restringimento dell’alveo da 80 a 16 metri; l’aumento della pressione e l’innalzamento del livello a monte del restringimento; gli argini del fiume Misa solo parzialmente rinforzati nella rottura dell’ansa a monte. Considerazioni che fanno temere un alto rischio che tale opera possa diventare una vera e propria fonte di pericolo per i cittadini residenti nella sua prossimità.

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Lavori di pulizia del fiume Misa anche tra Ostra e Ostra Vetere

I lavori di pulizia straordinaria del fiume Misa
I lavori di pulizia straordinaria del fiume Misa

Tra Borgo Bicchia e Borgo Molino, a Senigallia, i lavori di pulizia del fiume Misa e del suo alveo sono partiti lo scorso lunedì 7 agosto. Ma la Regione Marche ha intanto disposto altri lavori che interesseranno l’entroterra. In particolare Ostra e Ostra Vetere, dove sono previste la risagomatura delle sponde, la rimozione delle alberature trascinate dalla corrente ed accumulate nell’alveo, il taglio dei rami.

Un primo tratto è quello che va dal ponte a Pianello di Ostra, lungo la strada provinciale n. 360 “Arceviese”, verso monte. Il secondo nel tratto dal ponte del Coppetto, lungo strada provinciale n. 17 “Dell’Acquasanta”, verso valle. Entrambi gli interventi costeranno in totale 600 mila euro e saranno portati avanti da due differenti ditte.

Analogamente, ruspe ancora a Senigallia nella zone del ponte sulla strada provinciale 12 “Corinaldese” tra Borgo Bicchia e Borgo Catena. Due diverse ditte interverranno per analoghi importi, una verso valle e una verso monte. In questi ultimi due interventi è compresa anche la rimozione di materiali accumulati durante le ultime piene.

Insieme alla programmazione degli interventi infrastrutturali, ha puntualizzato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli nonché commissario per l’alluvione 2022 «è importante continuare ad operare per la pulizia degli alvei fluviali. Questi nuovi interventi si concentrano su diversi tratti tra Senigallia, Ostra, Pianello e Ostra Vetere».

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