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Tag: Regione Marche

manifattura, produzione industriale, industria italiana, made in Italy

Export Marche in picchiata: perso un terzo del valore in due anni

Un tracollo che non sembra conoscere sosta. Il sistema produttivo delle Marche lancia un grido d’allarme attraverso le parole di Giuseppe Santarelli, segretario generale della Cgil Marche, che commenta con estrema preoccupazione i dati relativi alle esportazioni regionali nel 2025. 

I numeri parlano chiaro: in meno di due anni, la regione ha visto sfumare un terzo del proprio valore export, scivolando nei bassifondi della classifica nazionale. Il confronto con il resto d’Italia è impietoso. Mentre il Paese prova a correre, le Marche restano al palo. Nel 2025, il valore delle esportazioni marchigiane si è attestato a 13,4 miliardi di euro, segnando una contrazione del -7,6% rispetto all’anno precedente. Il dato appare ancora più critico se confrontato con la media nazionale (+3,3%) e, soprattutto, con la performance del centro Italia, che nello stesso periodo ha registrato un balzo del +13,2%.

«I dati confermano un quadro in netto peggioramento – dichiara Santarelli -. Siamo la quart’ultima regione in Italia: dietro di noi restano solo Sicilia, Sardegna e Basilicata. Dopo cinque anni di governo, è tempo che la Giunta regionale si assuma la responsabilità di questa situazione».

Il cuore manifatturiero della regione è in crisi. Un peso determinante nel risultato complessivo è dato dal comparto farmaceutico, che ha registrato una riduzione superiore ai 750 milioni di euro. Ma anche escludendo questo settore, la flessione regionale resta evidente: -3,2%. A preoccupare maggiormente è il comparto della moda, colonna portante dell’economia locale, che registra un pesante -8,6%. Entrando nel dettaglio: Abbigliamento: -12,2%; Calzature: -6,9%. Non va meglio per la meccanica (-3,6%), con una nota dolente specifica per le macchine utensili, che perdono 200 milioni di euro di commesse (-10,2%). In calo anche gli elettrodomestici (-2,6%) e i mezzi di trasporto (-8,8%). Resistono solo alcune “isole felici”: Agroalimentare: +4,4%; Gomma-plastica: +3,7%; Prodotti elettronici: +10,2%; Metalli: +3,9%.

Oltre alla congiuntura negativa, emerge un problema strutturale legato alla dimensione delle imprese, sottolineato dal presidente di Confindustria Marche, Roberto Cardinali. Il numero di esportatori marchigiani si è più che dimezzato in vent’anni, passando dagli oltre 11.000 dei primi anni Duemila ai circa 5.600 del 2024. I dati evidenziano un divario profondo: a livello nazionale, le microimprese (meno di 10 addetti) sono il 40% degli esportatori, ma pesano solo per l’1,5% del valore totale. Le imprese con oltre 100 addetti (meno dell’8% del totale) realizzano oltre il 70% dell’export. Nelle Marche, questo squilibrio è evidente nella moda: nell’abbigliamento, il 60% delle imprese esportatrici sono micro-imprese, ma generano solo il 5,7% dell’export settoriale. Nelle calzature, le micro-imprese (50% del totale) contribuiscono per meno del 3%.

Ma su questo quadro già di per sé drammatico, aleggia anche l’ombra del conflitto. Secondo il leader della Cgil, il contesto geopolitico rischia di dare il colpo di grazia a un tessuto già fragile. I conflitti internazionali in corso stanno agendo come un moltiplicatore di criticità, incidendo direttamente sui costi energetici e sulle spese operative delle imprese, minando la competitività dei prodotti marchigiani sui mercati esteri. «Non si può continuare a nascondere la realtà – incalza Santarelli -. Occorrono scelte condivise e un orientamento delle risorse pubbliche che sia realmente mirato. Senza una strategia precisa, il rischio è che il declino diventi irreversibile».

L’appello alla politica è una richiesta netta alla Regione: abbandonare la narrazione ottimistica e affrontare i nodi strutturali. Per Santarelli, la gestione delle risorse pubbliche deve cambiare passo, privilegiando investimenti che possano restituire slancio alle imprese e proteggere i livelli occupazionali messi a rischio da questa crisi commerciale.

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lavoro, ferro, artigianato, operaio

Marche, il 2025 anno nero per la sicurezza sul lavoro: aumentano morti e infortuni

Le Marche si riscoprono fragili e pericolose per chi lavora. I dati definitivi dell’Inail relativi al 2025 fotografano un territorio regionale dove aumentano decisamente i morti sul lavoro e in maniera più lieve anche gli infortuni. Il tutto in controtendenza negativa rispetto al resto d’Italia. Se a livello nazionale l’incremento dei decessi si è fermato a un +0,3%, nelle Marche la crescita è stata del 40,9%. Meno marcato, ma pur sempre in crescita, l’aumento delle denunce di infortunio sul lavoro, +1,3%.

La geografia del rischio

Il dato peggiore è relativo alle vittime sul lavoro: si è passati dai 22 decessi del 2024 ai 31 del 2025. A preoccupare è soprattutto la dinamica: le morti “in itinere” (lungo il tragitto casa-lavoro) sono calate, ma sono quasi raddoppiati i decessi avvenuti direttamente “sul campo”, passando da 15 a 27. La provincia di Macerata è in testa in questa drammatica graduatoria con 11 vittime, seguita da Pesaro (6), Ancona e Ascoli Piceno (5 ciascuna) e Fermo (4). Il settore più colpito resta quello dell’Industria e dei Servizi, dove si sono registrati 27 dei 31 decessi complessivi.

Infortuni e malattie: i numeri

Non va meglio sul fronte delle denunce di infortunio, che salgono a quota 16.889 (+1,3%). L’analisi dei dati rivela due trend sociali significativi: da un lato l’invecchiamento della forza lavoro, con oltre un terzo degli infortuni che coinvolge lavoratori over 50; dall’altro il fattore migratorio: sono in netta crescita (+9,2%) le denunce che riguardano lavoratori extra-UE.
Anche le malattie professionali non concedono tregua: 7.987 denunce nel 2025 (+3,4%), con una prevalenza di patologie osteo-muscolari e dell’apparato respiratorio. Unico segnale in controtendenza, fortunatamente, è il calo dei casi di tumori professionali.
Anche per le denunce di infortunio la provincia maceratese è quella che paga il prezzo più alto con 113.545 casi, seguita da Pesaro (64.057 denunce), Ancona (55.750), Ascoli Piceno (52.221) e Fermo (41.316).

Il commento

«Non possiamo accettare che il lavoro continui a essere un luogo di rischio estremo», ha dichiarato Luca Talevi, segretario regionale della CISL Marche. Il divario tra il dato marchigiano e quello nazionale deve far riflettere istituzioni e imprese sulla necessità di controlli più serrati.«Il 2026 deve diventare l’anno della prevenzione – conclude Talevi – con un deciso calo degli infortuni e una diffusione sempre più ampia della cultura della sicurezza, intesa come bene comune». L’appello che arriva dalle parti sociali è univoco: investire in formazione e tecnologia non è più un costo, ma un obbligo morale per fermare una vera e propria strage.

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Riforma statuto Marche: via libera all’unanimità su parità di genere e linguaggio inclusivo

Importante passo avanti per l’assetto istituzionale della Regione Marche. La commissione ‘affari istituzionali’ ha licenziato tre proposte di legge che puntano a innovare lo statuto regionale, toccando temi che spaziano dall’efficienza amministrativa alla sensibilità culturale. I provvedimenti, oggi pronti per il vaglio dell’aula consiliare, seguono binari differenti ma convergono verso un aggiornamento complessivo delle regole del gioco regionali.

Le tre novità in arrivo

Il pacchetto di riforme si articola su tre pilastri. Il primo è l’ampliamento della giunta: su iniziativa della giunta stessa, come già annunciato subito dopo l’elezione di Acquaroli al secondo mandato, è stato approvato l’adeguamento dello statuto alla legge statale 122/2025. La novità principale riguarda l’aumento di due unità nel numero degli assessori, operazione che avverrà a invarianza finanziaria (senza costi aggiuntivi per le casse pubbliche). Su questo punto l’opposizione ha scelto la via dell’astensione.

Disco verde anche sull’equilibrio di genere. E’ stata approvata, stavolta, all’unanimità la proposta (prima firmataria Marta Ruggeri, M5s) per garantire una rappresentanza più equilibrata tra uomini e donne negli organi di vertice e della giunta.

Anche nel caso del linguaggio inclusivo il voto è stato unanime per la legge che promuove l’uso di termini consapevoli nella denominazione degli incarichi politici e amministrativi, un segnale di adeguamento ai moderni standard comunicativi.

Le reazioni politiche

La presidente della commissione, Jessica Marcozzi (FI), ha espresso profonda soddisfazione, sottolineando la «capacità di creare sintesi su tematiche molto diverse tra loro». Un plauso arriva anche da Marta Ruggeri (M5s, prima firmataria degli ultimi due atti), che parla di un vero e proprio «cambiamento culturale» per l’ente regionale.

Il percorso legislativo

La strada per l’entrata in vigore, tuttavia, è ancora lunga a causa della natura statutaria delle riforme. Le leggi approderanno oggi, martedì 13 gennaio, in consiglio. Trattandosi di modifiche allo statuto, servirà una doppia deliberazione a maggioranza assoluta, con un intervallo non inferiore a due mesi tra le due votazioni.

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Giornata delle Marche 2025: a Senigallia il picchio d'oro a Sofia Raffaeli, accompagnata da sinistra dal presidente Coni Marche Fabio Luna, dal presidente regionale Francesco Acquaroli e dal consigliere Renzo Marinelli

Giornata delle Marche: a Senigallia i giovani protagonisti

SENIGALLIA – Si è celebrata mercoledì 10 dicembre, al teatro La Fenice, l’edizione 2025 della Giornata delle Marche. Davanti a una platea di 300 studenti e numerose autorità, la manifestazione intitolata “Generazione Marche” ha acceso i riflettori sul tema più urgente per il territorio: il futuro dei giovani, tra la necessità di arginare la fuga di cervelli e la volontà di creare opportunità concrete per chi resta o vorrebbe tornare. Il servizio con le voci dei protagonisti, in onda venerdì 12 e sabato 13 dicembre alle ore 20 su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM) e in replica domenica 14 alle 17:15 circa, è disponibile anche qui grazie al lettore multimediale.

Sebbene non siano mancati i toni celebrativi e gli slogan della politica – con gli interventi del sindaco Massimo Olivetti, del presidente del consiglio regionale Gianluca Pasqui e del presidente Francesco Acquaroli – il cuore dell’evento ha battuto per le due eccellenze premiate, esempi tangibili di talento e visione.

Il Picchio d’Oro 2025, l’a massima ‘onorificenza regionale, è stato conferito a Sofia Raffaeli. La giovanissima campionessa di ginnastica ritmica di Chiaravalle, già oro mondiale e bronzo alle Olimpiadi di Parigi 2024, è stata premiata per aver scritto la storia dello sport italiano e per la sua capacità di ispirare i coetanei con umiltà e determinazione. «L’errore è fondamentale per crescere, è più importante perdere che vincere se serve a rialzarsi», ha dichiarato l’atleta dal palco che ha anche affermato di portare sempre con sé le Marche.

Il Premio del Presidente è andato invece al manager Alexander D'Orsogna
Il Premio del Presidente è andato invece al manager Alexander D’Orsogna

Il Premio del Presidente è andato invece al manager Alexander D’Orsogna. Marchigiano d’adozione, D’Orsogna è stato premiato per la visione manageriale che ha permesso il rilancio e il riposizionamento strategico dell’Aeroporto delle Marche, trasformandolo in un asset logistico e turistico cruciale per l’intera regione.

La giornata – arricchita dalle emozionanti performance del coro studentesco “Sing the Future” dell’Università politecnica delle Marche diretto da Laura Petrocchi – ha visto l’intervento video del ministro per i giovani e lo sport Andrea Abodi. Quest’ultimo ha ribadito che, «al di là delle parole, servono fatti concreti per trasformare le Marche in una terra attrattiva» per le nuove generazioni e per riconquistare la loro fiducia, persa a causa delle mancate risposte, assenti per troppo tempo.

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Il teatro La Fenice di Senigallia ha ospitato la Giornata delle Marche 2025 dedicata ai giovani
Il teatro La Fenice di Senigallia ha ospitato la Giornata delle Marche 2025 dedicata ai giovani
sanita pubblica, ospedale, cure mediche, pronto soccorso, ricovero, medicina, salute

Sanità: Senigallia, Arcevia e Chiaravalle le sedi prescelte per l’ospedale di comunità

Da tempo si attendevano notizie circa la possibilità di avere un ospedale a Senigallia. Finalmente è arrivata la comunicazione ufficiale: la giunta regionale ha approvato l’atto per il riordino della rete sanitaria territoriale che prevede in totale 21 ospedali di comunità nelle Marche, con 511 posti letti a disposizione. Tra questi, figurano le strutture di Senigallia e Arcevia per quanto riguarda il distretto sanitario locale, ma anche Chiaravalle per il resto del territorio afferente alla diocesi senigalliese.

Nella AST di Ancona gli ospedali di comunità previsti sono 7 (Senigallia, Arcevia, Jesi, Sassoferrato, Chiaravalle, Loreto e Casteldidardo), con 133 posti letto; nella AST di Pesaro Urbino sono 5 (Mombaroccio, Cagli, Macerata Feltria, Urbania e Fossombrone), con 131 posti letto in totale; nella AST di Macerata sono 5 (Recanati, Treia, Corridonia, Tolentino e Matelica) con 170 posti letto; nella AST di Fermo sono 2 (Sant’Elpidio a Mare e Montegiorgio) con 40 posti letto. A seguito dell’apertura del nuovo ospedale per acuti di Campiglione di Fermo, è attualmente in corso la programmazione della riorganizzazione dell’Ospedale Murri. Infine, nell’AST di Ascoli Piceno, previste 2 strutture (San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno) con 37 posti letto.

Gli standard per gli ospedali di comunità stabiliscono la presenza di almeno una struttura per ogni distretto e una dotazione di 2 posti letto ogni 10.000 abitanti.

Secondo l’assessore alla sanità, Paolo Calcinaro (che fornisce una tempistica molto lunga per l’entrata in vigore del sistema così riordinato) «la costituzione degli ospedali di comunità rappresenta un sistema molto importante per migliorare la risposta sanitaria sul territorio. Questo modello organizzativo potrà ridurre significativamente il fenomeno dello stazionamento di utenti al pronto soccorso, grazie alla maggiore capacità di ricovero e presa in carico dei pazienti. Sarà un processo graduale, che inizierà a dare i suoi frutti non prima di un anno dalla costituzione di tutti i posti letto aggiuntivi, ma che già preannuncia significativi benefici per la nostra sanità».

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L'Assemblea legislativa delle Marche, il consiglio regionale della XII legislatura

Marche, la giunta Acquaroli-bis: sei assessori per iniziare. Nuovo consiglio regionale. Le interviste

A quasi un mese dalle elezioni del 28-29 settembre, il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha dato il via al suo secondo mandato presentando nei giorni scorsi la nuova giunta regionale. La squadra parte con sei assessori, ma è già stato annunciato l’ampliamento a otto componenti, senza costi aggiuntivi per i cittadini. Nel frattempo, è iniziata la 12esima legislatura, con i nuovi 30 consiglieri eletti e l’annuncio del programma di governo. Nel servizio che abbiamo preparato, potrete ascoltare le voci dei protagonisti, a cominciare dal presidente e fino ai sei neo-assessori. L’AUDIO è disponibile cliccando il tasto “play” o “riproduci” del lettore multimediale.

«È una bella squadra, giovane, che dovrà dare continuità a un lavoro già impostato», ha dichiarato Acquaroli, sottolineando che i criteri di scelta hanno guardato all’esito delle votazioni ma anche puntato a recuperare «le capacità politiche che ognuno di questi elementi ha espresso sul territorio».

La nuova giunta regionale per le Marche
La nuova giunta regionale per le Marche

La composizione della nuova giunta

L’esecutivo vede diversi nuovi ingressi. Il presidente Acquaroli ha mantenuto per sé deleghe strategiche come turismo, cultura, commercio e ricostruzione, che verranno ridistribuite con l’ampliamento della squadra.

  • Francesco Baldelli (confermato): assessore a infrastrutture, lavori pubblici, edilizia sanitaria e ospedaliera.
  • Giacomo Bugaro (nuovo): assessore allo sviluppo economico, industria, artigianato, cooperazione, zona economica speciale (Zes), porti, aeroporto, interporto.
  • Paolo Calcinaro (nuovo): assessore alla sanità.
  • Tiziano Consoli (nuovo): assessore al lavoro, valorizzazione beni ambientali, tutela del paesaggio.
  • Francesca Pantaloni (nuova): assessora al bilancio, finanze, organizzazione, personale e pari opportunità. È l’unica donna in giunta.
  • Enrico Rossi (nuovo): nominato vicepresidente, è assessore all’agricoltura, pesca, urbanistica e istruzione.

La visione: “Più forza alle risposte”

Acquaroli ha spiegato che l’ampliamento a otto assessori risponde a una «necessità di dare più forza alle risposte» chiesta da molti corpi intermedi durante la campagna elettorale. «Quando un assessore ha tante deleghe alcune di esse purtroppo hanno meno spazio. È giusto recuperare un concetto che a parità di risorse si possa dare una squadra più numerosa». Il presidente ha ringraziato la giunta precedente per il lavoro svolto in condizioni difficili, tra pandemia e alluvioni, e ha sottolineato come l’ampio risultato elettorale rappresenti una responsabilità superiore.

Durante la seduta inaugurale della dodicesima legislatura, è stato illustrato il programma di governo “Più Marche”. I due pilastri indicati sono i giovani e la sanità. «Vogliamo puntare tanto sui marchigiani del futuro» ha affermato il presidente della giunta regionale. Sulla sanità, ha rivendicato i risultati positivi evidenziati da recenti classifiche nazionali, pur ammettendo che «non significa che non ci sono problemi». La priorità sarà la «ricostruzione della sanità territoriale» per alleggerire pronti soccorso e liste d’attesa.

Le sfide degli assessori

Il confermato Francesco Baldelli (infrastrutture) rivendica il risultato finora della «politica del fare» e annuncia che il 2 ottobre «è stato depositato il progetto che andrà a gara per la costruzione del nuovo ospedale di Pesaro».

Giacomo Bugaro allo sviluppo economico si concentrerà immediatamente sulla zes (zona economica speciale), in attesa dell’approvazione definitiva alla Camera. «Ho contattato il commissario Fitto per cercare di poter rendere la terza misura, la decontribuzione, disponibile per tutte le Marche» ha annunciato, dichiarando inoltre che convocherà subito le associazioni di categoria.

C’è grande attesa per il lavoro di Paolo Calcinaro alla sanità. L’ex sindaco di Fermo ha definito la sfida «veramente prestante» e ha individuato il primo obiettivo: «Si parte dalle liste di attesa, che è il tema dei temi secondo me»

Tiziano Consoli (lavoro e ambiente) si focalizzerà sul governo delle crisi aziendali, dall’area di Fabriano al Fermano, e sulla valorizzazione del paesaggio, tematiche giudicate «pesanti» e «importanti».

L’unica donna in giunta, Francesca Pantaloni (bilancio), ha sottolineato il «grande senso di responsabilità» e l’importanza della «collaborazione con tutti gli altri colleghi». Riguardo alla scarsa rappresentanza femminile, ha commentato: «Logicamente come donne dobbiamo conciliare più ambiti e quindi spesso non è semplice fare tutto».

Infine, Enrico Rossi, oltre al ruolo di vicepresidente (nomina arrivata «sul photo finish»), gestirà l’agricoltura con «sano pragmatismo» e massima disponibilità al «dialogo con gli interlocutori del settore primario».

Chiudendo il suo intervento nella prima seduta del consiglio regionale, Acquaroli ha tracciato un parallelo con l’inizio del suo primo mandato, contraddistinto da alluvioni e pandemia: «Cinque anni fa c’era il Covid, uno scenario surreale con plexiglass e mascherine. Oggi siamo tornati alla normalità e vogliamo continuare a costruire un futuro per la nostra regione».

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Massimiliano Santini, direttore Cna Ancona

Dazi Usa-Ue: l’accordo che fa male alle Marche

L’accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea sui dazi al 15% è stato l’argomento al centro di un’intervista con Massimiliano Santini, direttore della CNA di Ancona, che ha analizzato l’impatto del nuovo sistema tariffario, nonostante ancora i punti non noti, sul sistema produttivo ed economico marchigiano. L’intervista, in onda su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), è disponibile anche in questo articolo grazie al lettore multimediale.

I punti chiave dell’accordo

Tra le tariffe doganali viene introdotta un’aliquota del 15% sulla maggior parte delle esportazioni europee verso gli Stati Uniti. Sebbene sia inferiore al 30% inizialmente minacciato da Trump, rappresenta comunque un forte aumento rispetto al precedente valore medio dei dazi che si attestava sul 4,8%. Tra i settori coinvolti ci sono auto, semiconduttori, prodotti agroalimentari e farmaceutici, ma sono previste esenzioni per alcuni comparti specifici, tra cui farmaci generici, microprocessori, aeronautica, alcuni prodotti chimici e materie prime. Non basta: l’Ue si è impegnata all’acquisto di 750 miliardi di dollari di forniture militari e a investire circa 600 miliardi di dollari in beni e servizi americani, come gas e petrolio.

Le conseguenze economiche per l’Italia

Secondo Santini, l’accordo sui dazi rappresenta un compromesso necessario per evitare una guerra commerciale, ma le conseguenze per le imprese italiane saranno significative, anche se ancora siamo nella fase delle stime. Si ipotizza una contrazione delle vendite di prodotti Made in Italy negli Stati Uniti, un mercato fondamentale, che potrebbe toccare i 21 miliardi di euro. C’è poi il rischio che la tariffa del 15%, se trasferita sul prezzo finale, potrebbe rendere i prodotti originali italiani meno competitivi, favorendo la diffusione di prodotti “Italian Sounding” di qualità inferiore.

La richiesta della CNA al governo italiano

Il direttore della CNA ha espresso la necessità di un intervento immediato del governo Meloni per supportare le imprese di fronte all’introduzione di dazi così gravosi per l’Europa e per il nostro sistema economico. La richiesta principale è quella di introdurre misure compensative e alleggerire il carico che le aziende già affrontano, come l’eccessiva burocrazia e gli elevati costi energetici.

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Marche: un manifesto sulla sanità per tutti, a firma di tante associazioni

Un manifesto creato da una rete di associazioni impegnate nel mondo sanitario delle Marche da offrire ai candidati per le prossime elezioni regionali: ecco cos’è “Marche: una sanità per tutti”. Si tratta di un prezioso contributo che vuole essere utile a chiunque verrà eletto nella prossima tornata elettorale della Regione Marche prevista in autunno, firmato da ACLI (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) Marche, Ambulatorio Paolo Simone Maundodè Senigallia, ANFASS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) Macerata, Apito (Comitato Marchigiano Associazione don Paolo Tonucci) Marche, Comitati di partecipazione per la salute dei cittadini Regione Marche, Nucleo Provinciale di Coordinamento Ancona della Rete Civica GIMBE, Gruppo Solidarietà, SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle cure primarie) Marche. Una serie di proposte per un miglioramento delle politiche della salute nella nostra Regione in un’ottica assolutamente bipartisan perché la salute non ha colore politico e dovrebbe essere un diritto di tutti i cittadini.

Il documento nasce dall’esigenza di mandare un segnale alla politica marchigiana per stimolare un salto di qualità nella gestione delle politiche per la salute, mettendo a frutto il capitale morale e di risorse umane e professionali di cui dispone il nostro servizio sanitario regionale. Si tratta di dieci proposte che nascono nella convinzione che possano incrociare speranze, aspettative e volontà di tutti. Lo scopo è offrire uno spunto di riflessione ai futuri programmatori della sanità marchigiana, affinché non perdano di vista il concetto che il servizio sanitario è al servizio dei cittadini e non l’inverso.

Si tratta di un documento di valori e di proposte concrete, cioè di quelle caratteristiche fondanti che i firmatati ritengono debbano essere proprie delle politiche per la salute di ogni Regione.

Tra le dieci proposte del manifesto spiccano alcune tematiche prioritarie come la centralità della prevenzione, la tutela delle categorie più fragili e della povertà emergente in sanità, la necessità di individuare i distretti come sede prioritaria nell’erogazione dei servizi, la riaffermazione del primato della sanità pubblica rispetto a tutti gli altri soggetti – privati accreditati e convenzionati – in un ruolo di piena integrazione e la scelta dei professionisti nei ruoli dirigenziali che deve essere effettuata sulla base di comprovate competenze. Temi fondamentali per il benessere di tutti i cittadini della Regione Marche, sui quali i firmatari auspicano l’endorsment dei candidati alle future cariche dirigenziali della nostra Regione.

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Presenti (da sinistra): Nazzareno Marconi, presidente Conferenza Episcopale Marchigiana (CEM) e vescovo di Macerata; Francesco Acquaroli, presidente Regione Marche; Angelo Spina, vescovo delegato della CEM per la comunicazione e arcivescovo della Diocesi di Ancona-Osimo e Francesco Massara, vescovo delegato dalla CEM per i beni culturali e arcivescovo delle Diocesi di Camerino e Fabriano-Matelica

Giubileo: le Marche un museo diffuso col progetto “Pellegrini di Speranza”

E’ stato presentato ufficialmente il progetto “Pellegrini di Speranza”, promosso dalla Conferenza Episcopale Marchigiana (CEM)  in occasione del Giubileo 2025 e realizzato in collaborazione con la Regione Marche. Un museo diffuso, un percorso che vuole unire e, ovviamente, valorizzare i luoghi della fede attraverso il grande patrimonio artistico, storico e culturale dislocato sul territorio regionale. Il progetto si rivolge a tutti e tutte – fedeli e turisti, studenti e famiglie, visitatori e appassionati d’arte – per far vivere a pieno il Giubileo attraversando musei, santuari, cammini e comunità.

Museo diffuso e catalogo

Al centro dell’iniziativa c’è la mostra diffusa “Immagini di maternità. La bellezza della vita che nasce”. Da metà luglio a fine novembre 2025, 14 musei diocesani delle Marche ospitano una mostra tematica dedicata alla maternità, con opere che raccontano la vita e la speranza attraverso i secoli. Ogni sede allestisce una sala con immagine coordinata, costruendo un grande museo diffuso a livello regionale. 

Il via è stato dato a Urbino lo scorso 14 luglio, seguita da San Severino Marche il 15 e da Comunanza il 17; poi si passerà il 23 luglio a Pesaro, il 24 a Fano e Fermo, il 25 a Fabriano, il giorno dopo ad Ancona e Osimo, il 28 a Macerata per chiudere il mese di a Senigallia (il 31). Ad agosto apriranno le esposizioni ad Ascoli Piceno (11 agosto), Loreto (14) e Jesi (30 agosto). 

In parallelo all’esposizione, sarà pubblicato un catalogo completo che raccoglie le opere selezionate nei 14 musei, arricchito da schede descrittive, contributi scientifici e approfondimenti sul tema della maternità nell’arte sacra.

Cammini giubilari

Grande attenzione è riservata alla valorizzazione dei cammini spirituali delle Marche, con una nuova edizione della guida “Cammini e Itinerari spirituali”, che raccoglie percorsi storici come la Via Lauretana, i Cammini Francescani, Benedettini e delle Abbazie. L’obiettivo è incentivare il pellegrinaggio lento, a piedi o in bicicletta, promuovendo le aree interne e i valori della sostenibilità.

Nel mese di ottobre si terrà uno degli eventi simbolici più significativi: la Peregrinatio Mariae, pellegrinaggio della statua della Madonna di Loreto da Loreto a Roma (2–12 ottobre 2025) lungo la Via Lauretana, con tappe liturgiche nelle diocesi attraversate. Il pellegrinaggio culminerà a Roma l’11 e 12 ottobre in occasione del Giubileo della Spiritualità Mariana, con celebrazioni solenni presso San Salvatore in Lauro (la chiesa dei marchigiani a Roma) e San Pietro.

Le dichiarazioni

«Si tratta di un progetto dal valore molto significativo, un modello virtuoso per il nostro territorio che può andare anche oltre l’anno giubilare» ha affermato durante la presentazione il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. L’obiettivo è valorizzare il patrimonio spirituale, culturale, architettonico, artistico. «Porta il nostro territorio ad essere attrattivo per i pellegrini e per i marchigiani stessi, resi consapevoli del valore reale e dell’importanza del patrimonio che le Marche possiedono».

«La mostra diffusa è una iniziativa particolarmente innovativa nel metodo, perché realizza una sala espositiva giubilare in ciascun museo diocesano» ha dichiarato Nazzareno Marconi, presidente della Cem, la conferenza episcopale marchigiana, nonché vescovo di Macerata. «Per la prima volta si realizza una iniziativa culturale comune tra tutte la Diocesi delle Marche valorizzando le competenze locali che già animano e dirigono i nostri musei diocesani. Un secondo progetto di collaborazione tra CEM e Regione riguarda gli uffici stampa e della comunicazione sociale delle nostre Diocesi, che stanno lavorando insieme in un progetto multimediale di rete per comunicare al meglio le iniziative».

Francesco Massara, vescovo delegato dalla CEM per i beni culturali e arcivescovo delle Diocesi di Camerino e Fabriano-Matelica-San Severino, si è concentrato sul museo diffuso definendolo «un’esperienza sperimentale, innovativa e unica per l’intero panorama nazionale: per la prima volta una mostra diffusa mette in rete i musei delle 13 Diocesi marchigiane, ciascuno con almeno tre opere significative selezionate non solo per il loro pregio artistico, ma per il contenuto simbolico e teologico con cui raccontano il tema che ci guida: la maternità e la bellezza della vita che nasce, privilegiando naturalmente le immagini mariane. Alcune di queste opere provengono da chiese rese inagibili dal sisma: riportarle allo sguardo del pubblico significa restituire memoria, identità e speranza ai territori feriti, trasformando la fruizione culturale in gesto di ricostruzione morale e spirituale. È un segno concreto di speranza e di bellezza che le nostre Chiese offrono al territorio, narrando il Vangelo attraverso i colori, la luce e le forme dell’arte».

«L’Anno Giubilare che stiamo vivendo è una grande occasione per far conoscere le chiese delle Marche» ha precisato Angelo Spina, vescovo delegato della CEM per la comunicazione e arcivescovo della Diocesi di Ancona-Osimo. «Questi monumenti di fede, di arte, di storia, di spiritualità, presenti nella Regione Marche vanno fatti conoscere e per questo è necessario dare una comunicazione unitaria, pur rispettando le singole realtà, per partecipare a tutti la positività, la bellezza di luoghi e di eventi, così da poterne dare durante tutto l’anno una coerente comunicazione e un resoconto ampio e dettagliato. Il Giubileo è una opportunità per comunicare la speranza, che non diventi una cosa riservata a ognuno di noi; piuttosto, sia qualcosa che riceviamo per darlo agli altri, perciò è importante andare verso gli altri con una verità comunicabile e seminare la speranza». «Ora è il momento di unire le forze e far diventare il tutto un’unica voce, una grande voce, in modo integrato, pur conservando le particolarità».

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Vertice internazionale per l’Adriatico: ad Ancona si parla di un nuovo modello per la blue economy

Vertice internazionale per l’Adriatico: ad Ancona si parla di un nuovo modello per la blue economy

Italia, Albania, Croazia, Montenegro e Slovenia – i paesi che si affacciano sul mare Adriatico – si sono riuniti con i loro ministri e rappresentanti per discutere d’un nuovo modello di gestione per la blue economy. La filiera che mira a bilanciare lo sviluppo economico con la conservazione delle risorse marine e costiere deve basarsi non solo su un approccio numerico per quanto riguarda la sostenibilità, ma deve sfruttare le leve più innovative e parlare di più di cooperazione tra le realtà adriatiche.

Questo punto è stato al centro del vertice interministeriale che si è svolto oggi ad Ancona: un evento che aveva l’obiettivo di affrontare le sfide ambientali, economiche e sociali che interessano l’area. Tra i temi sono stati discussi i criteri attuali di gestione della pesca, ritenuti inadeguati rispetto alla reale situazione delle flotte e quindi in vari modi penalizzanti per le economie adriatiche. Altro tema è stato il fare fronte comune contro ulteriori tagli ai giorni di pesca, chiedendo che sia riconosciuta la forte riduzione già avvenuta nella capacità di pesca. 

Su tutti pesa però – ovviamente – la questione degli effetti dei cambiamenti climatici, che per molti esperti è già una crisi in atto da tempo: argomento fonte di numerosi dibattiti ma certamente da inserire nella valutazione degli stock ittici, insieme all’innalzamento del mare. Un approccio che vuole coniugare la tutela ambientale con la sicurezza alimentare e la coesione sociale delle comunità marittime.

Ma cambiamenti climatici significano anche invasione dell’Adriatico da parte di specie aliene, come il granchio blu che danneggia poi la molluschicoltura, e il surriscaldamento delle acque, che favorisce fenomeni come le mucillagini. Su questo fronte, si è evidenziata l’urgenza di interventi gestionali tempestivi e coordinati, per proteggere un comparto strategico per la blue economy dell’area.

L’incontro – che non ha di fatto visto la sigla di alcun patto ma che è stato una vetrina per molti esponenti politici nostrani – ha quindi solo sviluppato l’idea di una diplomazia congiunta e stabile tra i paesi dell’Adriatico – interni ed esterni all’unione europea – in grado di avere peso nei tavoli internazionali. L’idea è di fare dell’Adriatico un modello di governance cooperativa, in cui lo sviluppo economico non sia in contrasto con la sostenibilità, ma guidato da politiche comuni fondate su evidenze scientifiche.

All’evento dorico sulla blue economy hanno partecipato i ministri di Albania, Anila Denaj; Croazia, David Vlajčić; Montenegro, Vladimir Joković; Slovenia, Mateja Čalušić e Italia, Francesco Lollobrigida, affiancato dal sottosegretario del ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) Patrizio La Pietra e dal direttore generale per la pesca e l’acquacoltura Francesco Saverio Abate, dal presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, e dal Rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Gian Luca Gregori.

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Cure socio-assistenziali: Regione, enti gestori e sindacati siglano un accordo da 30 milioni

Dopo tante critiche, lamentele, incontri, tavoli e telefonate, il cerchio si è chiuso con la sigla di un accordo tra la Regione Marche, gli enti gestori delle strutture socio assistenziali e i sindacati. Sul piatto oltre 30 milioni di euro in tre anni che hanno lo scopo di aiutare le realtà marchigiane e le famiglie con un concreto supporto volto a diminuire il peso della retta mensile. Per il presidente della Regione Francesco Acquaroli si tratta di «una giornata importantissima» che ha portato a un «risultato storico».

È stato definito, siglato e presentato ufficialmente il progetto di Intervento Multileva per la residenzialità socio-sanitaria e sociale regionale. Il frutto di un tavolo unico tra tutti i soggetti coinvolti che hanno condiviso con soddisfazione l’importanza delle misure previste. L’Intervento Multileva per la Residenzialità Socio-Sanitaria e Sociale 2025–2027, prevede una dotazione complessiva di 30,6 milioni di euro per potenziare l’offerta e la qualità dei servizi delle strutture assistenziali e supportare le famiglie per abbattere i costi delle rette.

Con l’accordo la Regione Marche ha pianificato una serie di interventi a sostegno sia degli Enti gestori delle strutture residenziali sanitarie, sociosanitarie extraospedaliere e sociali, sia delle famiglie delle persone ospitate nelle medesime strutture, che compartecipano al pagamento delle rette.

Le risorse, nel triennio 2025-2027, ammontano a 30,6 milioni di cui: 20,9 milioni a supporto delle imprese (Enti gestori) e 9,7 milioni a supporto delle famiglie. Una strategia combinata, poiché si ritiene che solo con un’azione concertata si potranno ottenere risultati di maggior efficacia nell’ambito della residenzialità extraospedaliera sanitaria, sociosanitaria e sociale che in questi ultimi anni ha sofferto della perdita di capacità di acquisto dei redditi delle famiglie e dell’incremento costante dei costi legati all’assistenza e alla gestione delle strutture.

Tre le linee di intervento adottate, due destinate agli Enti gestori e una dedicata alle famiglie. Con il primo intervento, gli Enti gestori avranno a disposizione 5 milioni all’anno (a partire da luglio 2025, per un ammontare di 12,5 milioni) per incrementare la quota sanitaria della retta per le strutture convenzionate: Residenze Protette per anziani, Residenze Protette per anziani affetti da demenza e Strutture per i minori con disturbi psichiatrici. Si tratta di un aumento strutturale e definitivo.
Il secondo intervento permetterà di avere a disposizione 8 milioni per il triennio 2025-2027 attraverso bandi per il potenziamento dei servizi delle strutture residenziali extraospedaliere e sociali tramite il finanziamento di progetti volti all’implementazione e al miglioramento della qualità dell’assistenza, con precedenza alle progettualità presentate dalle strutture psichiatriche e dalle strutture ospitanti persone di minore età.
La linea di intervento dedicata alle famiglie, vedrà un budget complessivo di 9,7 milioni a disposizione nel biennio 2026-2027 per l’emissione di voucher a sostegno del costo della retta, erogati alla famiglia della persona ospitata nelle strutture residenziali autorizzate sanitarie, sociosanitarie e sociali in cui è presente il vincolo obbligatorio della compartecipazione alla spesa. Il voucher mensile, del valore minimo di 250 €, verrà assegnato in base al livello Isee della persona/del nucleo familiare.

Il presidente della Regione Marche e commissario delegato per l’alluvione 2022 Francesco Acquaroli
Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli

«Oggi è una giornata importantissima per la nostra Regione – ha detto il presidente Acquaroli (in FOTO) -. Siamo riusciti a raggiungere un accordo con uno sforzo enorme destinando oltre 30 milioni di euro per il prossimo triennio per supportare gli enti gestori nello svolgimento di servizi essenziali per la nostra comunità e attivando un concreto aiuto per abbattere il costo delle rette nei confronti delle famiglie delle persone ospitate nelle strutture residenziali. Un risultato che vuole dare un contributo a sostegno delle strutture che operano nel settore sociosanitario e che va incontro alle difficoltà di tantissime famiglie. Siamo ben consapevoli dell’importanza fondamentale di questo ambito di intervento e siamo soddisfatti di poter annunciare il raggiungimento di questo traguardo condiviso e concertato con i rappresentanti degli enti gestori e il mondo sindacale».

Partecipano al tavolo:

Confederazioni Sindacali CGIL, CISL, UIL
Comitato Enti Gestori Strutture per Anziani Senza Scopo di Lucro
Azienda Pubblica Servizi alla Persona “IR CR Macerata”
Associazione Religiosa Istituti Socio – Sanitari – Aris
Associazione Nazionale Strutture Territoriali e per la Terza Età -ANASTE
Comitato Aziende Pubbliche Servizi alla Persona
Confcooperative – Federsolidarietà Marche
AssCoop
Uneba Marche
Legacoop Sociali
Comitato Regionale Enti Accreditati per le Dipendenze Patologiche – Crea
Associazione italiana per la Cura Dipendenze Patologiche – Acudipa
Coordinamento delle Comunità di Accoglienza per Minori della Regione Marche
Coordinamento Italiano Case Alloggio per Persone con Hiv/Aids -C.I.C.A.
Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti (dipendenze patologiche) Marche
Confcommercio Salute Sanità e Cura

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Approvata in Consiglio delle Marche la legge regionale a sostegno della famiglia

Legge a testo unificato che prevede interventi a favore della famiglia, della genitorialità e della natalità. Ruolo centrale della Consulta regionale e attivazione di una rete territoriale a favore delle politiche della famiglia. Incentivi per la conciliazione dei tempi famiglia e lavoro.

Approvata dal Consiglio regionale Marche la proposta di legge a testo unificato (due le proposte inizialmente presentate, una a iniziativa del gruppo di FdI e l’altra a firma dei consiglieri Latini e Santarelli) relativa agli interventi a favore della famiglia, della genitorialità e della natalità (relatori i consiglieri Marco Ausili, FdI, per la maggioranza e Maurizio Mangialardi, Pd, per la minoranza).
La legge intende fornire un quadro organico e integrato della materia anche attraverso una programmazione degli interventi su più annualità. Viene valorizzato il ruolo dell’associazionismo e del terzo settore a sostegno delle politiche famigliari e rafforzato quello della Consulta regionale per la famiglia. Vengono anche attivate reti di collaborazione territoriale a sostegno della famiglia.

Tra gli altri aspetti rilevanti i contributi a sostegno della natalità, quelli destinati alle famiglie monoparentali e genitori separati o divorziati, quelli rivolti alle famiglie numerose e a quelle con nati prematuri. Altri punti qualificanti sono quelli relativi agli incentivi per la conciliazione dei tempi famiglia-lavoro e l’introduzione del Fattore Famiglia come strumento integrativo all’Isee.  Copertura finanziaria che risulta essere di 400 mila euro per il 2025 e 250 mila euro per il 2026 con possibilità di essere integrati con fondi nazionali ed europei.

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Aumenti sulle rette delle strutture per anziani: sindacati protestano contro la Regione Marche

Sugli aumenti in media di 100/150 euro al mese sulle rette delle strutture che ospitano, assistono e curano gli anziani (case di riposo, RP e RSA) non c’è più tempo da perdere, perché «sta diventando un’emergenza sociale». A dirlo sono i sindacati Cgil, Cisl e Uil di Senigallia, assieme alle relative sigle di ciascuna organizzazione legata ai pensionati: Spi, Fnp e Uilp.

Dalle organizzazioni sindacali parte infatti l’appello alle istituzioni perché si impegnino a non lasciare che ricada solo sulle famiglie tutto il peso della situazione. Già si era sollevato un coro di proteste per quanto si stava verificando, senza contare che gli stessi responsabili avevano lanciato l’allarme da anni per inevitabili aumenti nelle rette delle strutture. Responsabili che avevano chiesto un forte intervento della Regione perché adeguasse il contributo a quanto fanno le altre regioni del centro Italia.

«Questa responsabilità ce l’ha la Regione Marche – affermano Cgil, Cisl e Uil di Senigallia – che oltretutto ha tagliato drasticamente gli investimenti previsti a bilancio 2025 per il fondo di solidarietà e per le persone con disabilità e disturbi mentali e investe meno risorse finanziare per sostenere il pagamento delle rette». Famiglie che già devono subire e sostenere altri rincari di materie prime e bollette, l’inflazione: «Un combinato disposto che sta mettendo le famiglie in ginocchio. Inaccettabile!».

Ma non c’è solo il fattore economico sugli aumenti delle rette delle strutture, c’è anche un aspetto umano e un risvolto occupazionale. Secondo le sigle sindacali è ugualmente «inaccettabile che si “colpevolizzi” l’aumento del costo del lavoro come giustificazione per l’aumento delle rette», cosa sostenuta proprio dalla Regione. «Lavoratrici e lavoratori della sanità privata o delle Cooperative Sociali che attendono anni, per il rinnovo del loro contratto collettivo di lavoro hanno diritto di veder riconosciuti i legittimi aumenti». 

Da qui l’appello alla Regione Marche perché vengano riviste le cifre stanziate per il sociale e il welfare: «É sbagliato, distorto e ingiusto che ne facciano le spese i più deboli, i fragili, le persone che dovrebbero ricevere maggiori cure e attenzioni da parte della Regione».

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sanità, medicina, ospedale, cure, pronto soccorso

«La sanità nelle Marche? Roba da ricchi»

Lunghe liste di attesa, strutture socio-sanitarie il cui costo è in aumento e pesa sulle spalle delle famiglie, soprattutto quelle meno abbienti. E’ un quadro a tinte fosche quello che hanno tratteggiato Uil e Uil Pensionati Marche, nel descrivere la situazione della sanità pubblica marchigiana. Una difficoltà, secondo l’associazione di categoria, dovuta alle scelte politiche della Regione che hanno contraddistinto gli ultimi anni. E che di fatto porta le persone a far ricorso alla sanità privata. 

Liste di attesa

«Le lunghe liste di attesa sono la principale causa del ricorso alle prestazioni private – commenta Marina Marozzi, segretaria generale della Uil Pensionati Marche – ovviamente da parte di chi se lo può permettere. Se, come dice la Fondazione Gimbe rielaborando i dati dell’Istat, ogni marchigiano spende 638 euro (anno 2023) per curarsi, si deduce come sempre più marchigiani siano costretti a rinunciare a curarsi: sono stati il 9,7% contro la media nazionale del 7,6% – terza regione dopo Sardegna e Lazio – e, analizzando la media regionale, emerge che il 7,8% sono uomini e l’11,6% sono donne. Quest’ultimo dato non è un dettaglio da poco, ma il risultato di una condizione della donna che prima per via del gap salariale e poi quello pensionistico la pone in una situazione reddituale svantaggiata che la accompagna durante tutto il corso della vita».

Le strutture socio sanitarie

Costi che aumentano anche per i pazienti delle strutture sociosanitarie. «Il fondo di solidarietà con il quale i Comuni sostenevano il pagamento delle rette dei cittadini meno abbienti è stato azzerato – attacca Claudia Mazzucchelli, segretaria generale della Uil Marche – Con le scelte di bilancio che la Regione ha adottato vengono meno i sostegni economici destinati a un’utenza sempre più fragile, sempre più bisognosa di solidarietà e sempre più povera. La Uil aveva, invece, chiesto all’assessore regionale Saltamartini di incrementare le risorse e di allargare la platea del fondo, rappresentata inizialmente da disabili e psichiatrici, anche agli anziani non autosufficienti. L’assessore aveva assunto nel tempo precisi intendimenti – prosegue Mazzucchelli sulla sanità – ma quel che rimane è soltanto un’utenza che fa sempre più difficoltà a sopravvivere e a cui era necessario rivolgere una maggiore attenzione da parte del potere politico regionale».

Il nodo dei costi nella sanità.

Nel frattempo con apposita delibera, la giunta ha autorizzato l’aumento delle rette nelle strutture per disabili, ponendo a carico della regione 465.000 euro a copertura del maggior costo per gli utenti, ma limitatamente al 2024 e con risorse del bilancio 2025. «Ciò significa che dall’anno in corso gli ospiti di queste strutture devono farsi carico di quest’ultimo aumento – sottolinea Carlo Santini delegato sanità per la Uil confederale Marche  – oltre che dell’importo previsto in compartecipazione dai Comuni e finanziato con il fondo di solidarietà che però, appunto, è stato depennato dal bilancio regionale». 

Le critiche

«Si introduce invece una misura a favore degli anziani non autosufficienti indigenti di 4 milioni di euro per il triennio 24/27 – concludono dalla Uil Marche  – che riusciranno quindi a garantire una elemosina riservata a pochissimi, mentre in questi anni la Regione non ha mancato di soddisfare le richieste economiche provenienti dagli enti gestori delle residenze per anziani, che perennemente stentano a far quadrare il proprio bilancio nonostante gli interventi regionali che si susseguono periodicamente nel tempo».

Il lungomare, la spiaggia e la rotonda di Senigallia

Turismo record nelle Marche e Senigallia diventa la regina delle località regionali

Sono stati resi noti dalla Regione Marche i dati dei flussi turistici del 2024. Dati che segnano 2,7 milioni di arrivi e 11,7 milioni di presenze tra italiani e stranieri. Un incremento rispetto al 2023 rispettivamente del 4,11% e del 3,88%. Ma la Regione esulta perché, confrontandoli con il 2019, anno di riferimento prima della pandemia, la crescita degli arrivi registra un +12,7% e le presenze un +13,4%. E Senigallia diviene la regina delle Marche con oltre un milione di presenze.

Secondo palazzo Raffaello non si tratta di un caso isolato: l’aumento negli ultimi anni è stato costante. Particolarmente positivo il dato riguardante gli stranieri. Nel 2024 ne sono arrivati nelle Marche 506 mila contro i 456 mila del 2023 e i quasi 400 mila del 2019. Le presenze straniere sono state 2,21 milioni, +15% rispetto al 2023 quando se ne registrarono 1,92 milioni e +28% rispetto al 2019, che si attestò a quota 1,72 milioni di presenze straniere.

I numeri regionali sono stati illustrati alla prima giornata della Borsa Internazionale del Turismo a Milano, dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli che ha parlato di anno da record. 

Per quanto riguarda le città, dicevamo, Senigallia primeggia con oltre 225 mila arrivi e 1,01 milioni di presenze. Seguono Pesaro, con 263 mila arrivi e 948 mila presenze, e San Benedetto del Tronto, con 169 mila arrivi e 825 mila presenze.

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