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Tag: riqualificazione

Alla parrocchia San Giuseppe Lavoratore, zona Cesanella di Senigallia, alcuni murales e ritinteggiature hanno riqualificato l'area parrocchiale. A realizzarli sono stati giovani e adulti per ricostruire la comunità dopo alcune frizioni sociali.

Cesanella, quando l’arte unisce: giovani e parrocchia insieme per riqualificare il quartiere

Dalle scritte sui muri ai murales condivisi, dalla diffidenza alla collaborazione. È la storia di un piccolo progetto di comunità, che è stato portato avanti a Cesanella di Senigallia: qui la parrocchia dell’unità pastorale “Buon Samaritano” ha trasformato una situazione di tensione in un’occasione di crescita collettiva. Ne avevamo già parlato con il viceparroco don Matteo Guazzarotti, ma torniamo sull’argomento stavolta facendo parlare alcuni dei protagonisti del progetto: una volontaria, Stefania Vallesi; lo street artist Simone Travaglini, in arte ‘Travart’; ma soprattutto i giovani che hanno partecipato all’iniziativa, che si sono messi in gioco. L’intervista è andata in onda nei giorni scorsi ma potete ascoltarla grazie al lettore multimediale presente nel testo.

Tutto è nato da alcuni episodi di imbrattamento e dai malumori dei residenti per la presenza rumorosa di un gruppo di adolescenti che si ritrovava nella zona parrocchiale. Episodi che andavano avanti da tempo. Anziché reprimere o allontanare, il parroco don Andrea Franceschini e i viceparroci don Giuseppe Boglis e don Matteo Guazzarotti hanno scelto la via dell’inclusione, lanciando un progetto di riqualificazione che ha visto proprio i ragazzi come protagonisti.

«L’intento era dare a questi ragazzi una possibilità di rivalsa, gli strumenti per fare qualcosa di bello per loro ma anche con loro», spiega Stefania Vallesi, volontaria che ha dato una mano con l’iniziativa. «Come diceva don Matteo, la bellezza è già educante».

Stefania Vallesi e Simone Travaglini
Stefania Vallesi e Simone Travaglini

A dare forma artistica al progetto è stato chiamato Simone Travaglini, writer e artista meglio noto come ‘Travart’, il quale ha guidato i giovani nella realizzazione di murales sulle pareti parrocchiali. L’opera, intitolata “Oltre c’è altro, oltre c’è l’altro“, si basa sulla ripetizione del simbolo del “tally mark” – quattro linee verticali e una trasversale – reinterpretato come linguaggio narrativo universale. «Ho voluto dare a questi ragazzi la possibilità di raccontare la loro storia con un linguaggio autentico e semplice», racconta Travaglini. «Il titolo invita ad andare oltre le difficoltà, oltre i limiti, e a scoprire l’altro, la relazione, la comunità».

La diffidenza iniziale dei ragazzi – sedicenni e diciassettenni tra cui Ezio, Kyle, Nassabui, Devine, Achille e Matteo che hanno scelto di venire a raccontarsi a Radio Duomo Senigallia – si è sciolta progressivamente. Hanno pitturato muri, staccionate, vasi e panchine, lavorando fianco a fianco con i sacerdoti e i volontari. Hanno anche organizzato una cena collettiva, occupandosi della spesa, della preparazione e del servizio. «Erano titubanti all’inizio, ma quando hanno capito che l’intento era aiutarli davvero, che non c’erano secondi fini, la diffidenza è venuta meno», conferma Stefania.

I risultati si sono visti anche nei rapporti con il vicinato: i ragazzi hanno abbassato il volume della musica, ridotto il rumore, soprattutto nelle ore serali. «La gente si lamentava del casino. Il don ci è venuto a parlare, noi abbiamo accettato e cercato di far meno rumore», racconta uno dei ragazzi. Ora hanno a disposizione una stanza con biliardino e ping pong, ma all’orizzonte c’è la possibilità di ottenere uno spazio più grande nell’oratorio che possa ospitare il «numeroso e vivace» gruppo.

I giovani della Cesanella che hanno preso parte al progetto di riqualificazione dell'area parrocchiale
I giovani della Cesanella che hanno preso parte al progetto di riqualificazione dell’area parrocchiale

Ma dalle loro parole emergono esigenze più profonde: «A Senigallia non c’è niente per noi giovani», denunciano. Chiedono più opportunità, spazi di aggregazione, magari anche iniziative culturali a cui qualcuno pensa e qualcuno ancora no. Ma è comunque un grido che merita ascolto, indipendentemente da ciò che viene richiesto.

Intanto, alla Cesanella, un muro imbrattato è diventato un’opera d’arte condivisa. E soprattutto, ha insegnato che la bellezza educa davvero. Soprattutto quando si costruisce insieme.

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Il castello di Nidastore, ad Arcevia. Immagine da FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano

Arcevia, il borgo di Nidastore vince la sfida del Fai tra rilancio sociale ed economico

C’è un’Italia che non si arrende allo spopolamento, un’Italia fatta di borghi arroccati e comunità resilienti che trovano nel proprio patrimonio storico la forza per guardare al futuro. È il caso di Nidastore, il più settentrionale dei nove castelli di Arcevia, che oggi celebra un traguardo straordinario: il suo progetto è stato selezionato dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano e Intesa Sanpaolo nell’ambito della XII edizione del censimento “I Luoghi del Cuore”.

Il borgo marchigiano, che ha raccolto ben 11.153 voti (posizionandosi al 35° posto nazionale), riceverà un contributo economico di 40 mila euro per i primi interventi di recupero e riuso dell’edificio ottocentesco posto all’ingresso del borgo. Un atto fondamentale per ridare vita ad alcuni spazi storici e in disuso, trasformandoli in un motore di sviluppo per l’intera Valle del Misa e del Nevola.

Il cuore dell’intervento riguarda la ristrutturazione di tre ambienti in un edificio situato proprio all’ingresso del castello. Non si tratta di un semplice restauro estetico, ma di una vera e propria operazione sociale. Il progetto, curato dall’antica Istituzione Uomini di Nidastore (attiva fin dal XV secolo), prevede la creazione di uno spazio di aggregazione, un Infopoint turistico e un temporary shop. Si tratterà di un luogo dove gli abitanti potranno ritrovarsi, contrastando l’isolamento tipico delle aree interne, ma che servirà anche come punto di partenza strategico per escursioni naturalistiche e culturali nel territorio e infine come vetrina dedicata a produttori e artigiani locali per incentivare l’economia di prossimità.

L’intervento di Arcevia non è isolato, ma fa parte di una visione più ampia che il FAI porta avanti con determinazione: valorizzare l’Italia più fragile, quella delle aree interne e dei piccoli centri montani. Quest’anno il fondo ha stanziato ben 700.000 euro (la cifra più alta di sempre), destinati a venti progetti che incarnano l’identità e la memoria collettiva del Paese.

ASCOLTA L’INTERVISTA A GABRIO GOFFI – UOMINI DI NIDASTORE (AUDIO)

La partecipazione “dal basso” è la vera chiave di volta: per Nidastore, come per gli altri siti selezionati, il voto dei cittadini ha trasformato un desiderio di tutela in un’infrastruttura concreta. Il progetto dimostra che anche una frazione lontana dai grandi flussi turistici può diventare un polo d’attrazione se sostenuta da una visione culturale solida.

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I lavori alla rotatoria della Penna a Senigallia fonte di una nuova discussione politica

La rotatoria della Penna e il siparietto politico

I lavori alla rotatoria della Penna a Senigallia fonte di una nuova discussione politica
I lavori alla rotatori a della Penna a Senigallia fonte di una nuova discussione politica

In AppuntidiVista – la nostra striscia settimanale dedicata alla politica, alla cronaca, all’attualità, campi da cui cerchiamo di trarre degli spunti di riflessione, in onda su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM) il mercoledì dopo il giornale radio delle 12:30 e il sabato alle 12:30, 18:30 e 20:30 – abbiamo affrontato una tematica locale ma che in realtà nasconde un atteggiamento decisamente comune a tutte le persone. Quello della “rivendicazione” dei propri meriti e risultati di fronte a una narrazione altrui che non ne fa menzione.

E’ nato così un siparietto – non c’è altro modo per definirlo – che riguarda la comunicazione relativa ai lavori della nuova rotatoria all’incrocio della Penna a Senigallia (quello per intenderci tra via Podesti, viale Bonopera, viale IV Novembre e viale Leopardi). Tutti sanno che quello è uno snodo fondamentale per il traffico cittadino e i benefici che porterà per i conducenti e per i residenti della zona. Il problema è come questo passo in avanti viene comunicato. Da una parte c’è l’amministrazione attuale che esulta per il risultato a cui si è giunti, dimenticandosi di dire che non è un progetto suo. Dall’altra parte c’è il centrosinistra, sconfitto alle ultime elezioni sia in comune che in regione, che rivendica la paternità dell’ideazione. 

Non vi riportiamo le affermazioni dei protagonisti, le potete leggere sui social, in particolare sulla pagina Facebook “Massimo Olivetti sindaco di Senigallia” (LINK al post dell’11 ottobre) e su quella del Partito Democratico di Senigallia (post del 14 ottobre, disponibile anche sul sito pdsenigallia.it).

Cerchiamo di fare un passo in avanti. Partendo dalle parole del sindaco con cui l’amministrazione comunale si prende dei meriti per una progettazione non sua, e dalle parole del PD senigalliese che ne rivendica la paternità, cosa possiamo pensare? A chi giova questo teatrino? Mettere i puntini sulle “i” serve ai cittadini oppure al Pd senigalliese per rinfrescare la memoria degli elettori in vista delle prossime consultazioni amministrative della primavera 2026? E per quanto riguarda il centrodestra, davvero serve ricorrere a queste mezze verità? E’ questo il modo dell’una e dell’altra parte politica per (ri)conquistare l’elettorato?

Di certo passa un messaggio: chi è stanco dei giochi politici, delle diatribe infinite, delle frustrazioni di alcuni personaggi politici (che siano locali o nazionali poco importa), delle rivendicazioni, probabilmente non si entusiasmerà per questo ennesimo siparietto. E se è un/a cittadino/a con poca propensione a recarsi alle urne, alla prossima consultazione potrebbe astenersi del tutto, stanco/a e sfiduciato/a dalla politica e dai politici. Questo episodio non lo/la porterà al voto in futuro.

E se invece chi legge queste dichiarazioni è una persona schierata (da una parte o dall’altra ora non è rilevante), non modificherà le proprie convinzioni solo perché Tizio ribadisce che e Caio replica che. E leggendo i commenti sotto i vari post, si capisce che è così. Una clamorosa zappa sui piedi. Certo, a volte mettersi in discussione e provare a comprendere il punto di vista dell’altro sarebbe opportuno e, parlando in maniera utopica, la base del vero dialogo. Ma tant’è, oggi non è un atteggiamento molto in voga. Quindi ripetiamo la domanda: a chi giova questo teatrino?

Non è così che il centrosinistra dovrebbe cercare di ri-acchiappare voti; non è così che si riporta la gente al voto contro l’astensionismo dilagante; delle due l’una, o ci si rende conto che questo ragionamento (quello della rivendicazione, quella del noi siamo bravi, gli altri no) non funziona e si cambia registro nel centrosinistra, nel campo largo, nell’alleanza come l’ha chiamata Ricci, oppure la sconfitta è nuovamente dietro l’angolo, un’altra volta. E poi non venite a parlare di giustificazioni dicendo che per il secondo mandato è semplice essere rieletti: alle elezioni del 25 maggio 2014 Olivetti a Ostra perse contro un giovanissimo candidato del centrosinistra di nome Andrea Storoni. Il quale poi nel 2019 non venne riconfermato per fare posto all’ex assessora della giunta Olivetti Federica Fanesi, che invece alle elezioni comunali 2024 vinse la sfida per il suo secondo mandato. La differenza sta nella qualità della proposta e soprattutto nella credibilità delle persone candidate, che è una caratteristica che si costruisce pian piano, che si acquisisce negli anni, rimboccandosi le maniche senza facili populismi.

Dall’altra parte invece non è così che l’amministrazione attuale di centrodestra dovrebbe comunicare, perché chi ha un minimo di sale in zucca perde fiducia nelle istituzioni troppo schierate. Alla fine, se vogliamo dirla tutta, spiegare che il progetto nasce da altri è per il bene della comunità e “amore” della verità. Darebbe un segnale di trasparenza di cui c’è assolutamente bisogno.

Ah, prima che ci dimentichiamo: AppuntidiVista va in onda su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM) il mercoledì dopo il giornale radio delle 12:30 e il sabato alle 12:30, 18:30 e 20:30. Trattiamo di vari argomenti, prendendo spunto principalmente dall’attualità e dalla politica. Se volete intervenire, scrivete a redazione@vocemisena.it: potremo leggere i vostri messaggi o far sentire la vostra voce, fornendo così ulteriori spunti di riflessione. Solo interventi firmati: dell’anonimato non sappiamo che farci.

Carlo Leone

Taglio del nastro alla scuola secondaria di primo grado Giulio Fagnani di Senigallia

Scuole: inaugurata a Senigallia la “nuova” Fagnani. Spazi rinnovati, didattica in evoluzione

SENIGALLIA – Taglio del nastro alla scuola secondaria di primo grado Giulio Fagnani alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, per festeggiare la conclusione dei lavori di restauro che hanno interessato la storica sede di via Maierini. Un intervento importante e complesso durato quattro anni, che ha riguardato sia l’interno che l’esterno dell’edificio. 

«Si è trattato di una scelta prioritaria di questa amministrazione – ha ricordato il sindaco Massimo Olivetti – infatti, oltre ai 4 milioni impegnati per la Fagnani ci sono i 12 milioni per la nuova sede della Marchetti, oltre a numerosi altri interventi già realizzati o programmati, per un totale di 30 milioni di euro assegnati all’edilizia scolastica grazie alla sinergia fra Comune di Senigallia e Regione Marche. Ma oggi vorrei soprattutto ringraziare gli alunni e i docenti della Fagnani per la pazienza che hanno dimostrato, perché hanno continuato a fare scuola anche in mezzo a tanti disagi». 

Oltre al primo cittadino, erano presenti all’inaugurazione anche la giunta comunale al completo e il presidente del consiglio comunale Massimo Bello, che ha ricordato come la scuola Fagnani abbia «la stessa età della nostra nazione. È un’istituzione che non solo ha coinvolto tantissime generazioni di senigalliesi, ma sa anche guardare al futuro in una dimensione europea». Internazionalizzazione, dunque, ma anche utilizzo consapevole delle nuove tecnologie. 

Un’attenzione continua alla qualità del servizio pubblico è risuonata nel saluto della dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Senigallia Centro, Patrizia Leoni: «La scuola Fagnani rappresenta un’eccellenza educativa e gli ultimi dati Invalsi stanno lì a dimostrarlo, con oltre dieci punti percentuali superiori alla media nazionale. Sono risultati importanti, ottenuti grazie alle capacità di resilienza e di innovazione che la comunità scolastica ha saputo esprimere di fronte alle difficoltà». 

Alle parole della dirigente Leoni ha fatto eco Massimo Iavarone, dell’ufficio scolastico regionale: «i dati Invalsi collocano la scuola Fagnani molto in alto, e ora che anche la sede è stata restituita allo splendore che merita, mi auguro che possa fare ancora meglio. È un auspicio che rivolgo soprattutto ai ragazzi, perché siano i custodi di questa preziosa tradizione». 

Presenti per la Regione Marche l’assessore alla cultura, istruzione e sport Chiara Biondi e la consigliera Linda Elezi; entrambe hanno sottolineato «il grande lavoro di squadra messo in campo da Comune e Regione: investire nel futuro, ovvero nei giovani, offrendo loro strutture sicure e accoglienti, è il segnale più bello che le istituzioni possano dare». 

Al momento dei saluti istituzionali è poi seguito un giro per gli spazi rinnovati dell’edificio: dall’aula d’informatica, dove spicca l’acquisto recente di una stampante a taglio laser, a quella montessoriana; dalla palestra, anch’essa completamente rinnovata, ai laboratori di scienze e alle “aule del fare”, dove si incentiva l’apprendimento attraverso la manualità. 

Segno che il cantiere esterno si sarà pure concluso, ma quello della didattica non può che essere sempre in continua evoluzione. E per finire la musica, che ha aperto e concluso l’evento sulle note dei grandi compositori del settecento, gli stessi che – ha sottolineato la dirigente Leoni – probabilmente ascoltava anche quello straordinario uomo di scienze e di lettere che è stato Giulio Fagnani.

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L'intervento del dott. Iavarone dell'ufficio scolastico regionale
L’intervento del dott. Iavarone dell’ufficio scolastico regionale
Ostra- Foto da: Comune di Ostra

Fanesi: «Valorizzare il patrimonio e rendere Ostra un paese al passo coi tempi» – INTERVISTA

Valorizzazione del centro storico, con le sue bellezze architettoniche e le sue mura urbiche, ma anche alta attenzione all’edilizia scolastica e all’intercettazione dei fondi extracomunali disponibili grazie ai bandi ministeriali ed europei. Queste le linee guida dell’amministrazione Fanesi a Ostra che abbiamo intervistato nell’ultima puntata di Venti minuti da Leone in onda lunedì 30 settembre e martedì 1° ottobre alle ore 13:10 e alle ore 20 su Radio Duomo Senigallia. Un’ulteriore replica sarà in onda domenica 6 ottobre alle 16:50, mentre sarà sempre disponibile l’audio dell’intervista in questo articolo con un estratto testuale.

Partiamo subito con la vicenda di palazzo Censi.
Poco più di una settimana fa è implosa, quindi è crollata all’interno, non ci sono state macerie all’esterno dell’edificio, il tetto di una pertinenza di palazzo Censi, quindi non l’edificio principale. Chiaramente un tetto ammalorato per mancanza di manutenzione ordinaria. È un edificio di proprietà dell’azienda sanitaria: siamo assolutamente consapevoli che nelle priorità di intervento e di investimento dell’azienda certamente non c’è palazzo Censi di Ostra. È totalmente inutilizzato. Questi interventi tampone non risolvono il problema, spero sia possibile trovare un percorso condiviso per poterlo recuperare e riutilizzare. 

Quali prospettive future?
È talmente grande, è talmente bello che può essere, anzi a mio avviso, deve essere destinato ad usi diversi. Possono esserci spazi per la rappresentanza a piano terra, spazi destinati alle abitazioni nei piani superiori, ma può ospitare una struttura ricettiva. È stato fatto in passato uno studio per una ipotetica destinazione dell’edificio, ma su iniziativa dell’amministrazione di Ostra, non è stato condiviso con l’AST; l’intervento sarà dell’ordine economico almeno di una decina di milioni di euro. 

Nel prossimo futuro toccherà alla nuova scuola media Menchetti…
Assolutamente sì. Questa già è una buona notizia. La nostra comunità aspetta da circa 40 anni la nuova scuola media. Siamo veramente, profondamente, lieti di poter dire ai nostri cittadini che adesso sta diventando una realtà. Il cantiere è partito già da qualche giorno. Adesso stanno facendo lo scasso per le fondazioni. L’abbiamo voluta come una scuola modulare, quindi che possa in futuro crescere: ci sono due ettari di terreno, quindi ci potranno essere tutti gli sviluppi possibili e immaginabili. La nuova scuola sorge nell’area ex fornace, quindi è una zona baricentrica rispetto a chi vive nel centro storico o nelle frazioni. I tempi di lavoro saranno molto stretti e per l’anno scolastico 2026-27 i ragazzi potranno trasferirsi nella nuova scuola. 

Di quella zona già ne parlava la precedente amministrazione: che cosa è cambiato?
Di quell’area se ne parla da anni, era già stata individuata come area di destinazione per la nuova scuola più o meno 40 anni fa. Nel settembre 2019 abbiamo partecipato a un bando, il sisma 120, e il progetto è stato finanziato a marzo 2021. Poi è stato tutto fermo per un lunghissimo periodo ed è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale solo a inizio 2023 perché nel frattempo è passato da finanziamento del ministero, quindi italiano, all’interno dei fondi PNRR. 

Servirà solo la Manchetti?
Sì, si tratta di una delocalizzazione perché non era conveniente, né dal punto di vista logistico né economico, fare questo tipo di intervento sulla scuola di corso Matteotti con le sue criticità. MA quando ci siamo insediati avevamo le scuole tutte con delle gravissime criticità dal punto di vista della vulnerabilità sismica, tant’è che abbiamo sempre detto che una priorità della nostra amministrazione sarebbe stata quella di rendere sicuri tutti gli edifici scolastici. Questo abbiamo fatto. In questo momento, le scuole sono tutte sicure, sono tutte rispondenti alle prescrizioni della norma, sono tutte rinnovate e riqualificate. Abbiamo voluto anche lasciare le altre scuole come servizio di prossimità, un’attenzione che c’è anche a livello nazionale di non andare più a mettere tutti insieme in un unico polo scolastico tutti i servizi scolastici, ma lasciarli di prossimità soprattutto quelli per i bambini più piccoli. 

L’edificio già esistente in corso Matteotti che fine farà?
Sicuramente l’ala perpendicolare alla strada sarà abbattuta, probabilmente sarà abbattuto tutto. Una parte sarà sicuramente al servizio del palazzo come zona parcheggio, perché via Matteotti è sofferente da questo punto di vista. Per il resto ancora non sappiamo con certezza: probabilmente ci saranno delle strutture sportive da affiancare al palazzetto. In questo momento stiamo pensando a questo, ma vediamo. 

Per quanto riguarda le altre scuole?
La crocioni ha una primaria normale e una primaria a tempo pieno. Abbiamo mantenuto la scuola Morganti a Pianello perché riteniamo che una scuola sia un centro nevralgico per una frazione, quindi abbiamo ritenuto opportuno non solo riaprirla, ma investire su quella scuola. E’ stata messa a norma dal punto di vista sismico, è stata alleggerita da tutta una parte in cemento armato che gravava sulla struttura rendendola non sicura. Abbiamo partecipato a un bando e stato approvato il nostro progetto e in questo momento c’è un cantiere aperto per realizzare una palestra ad uso della scuola, che risponde anche a tutti i requisiti indicati dal pai, trattandosi di un’area alluvionale e alluvionata; questa è sollevata da serra, sotto ci sarà una specie di portico che servirà come aula verde per i ragazzi. Questo intervento ci ha dato la possibilità anche di abbattere un rudere che insisteva nell’area della scuola da decenni non utilizzato. Quindi lo spazio che viene tolto al giardino dalla nuova palestra è rimpiazzato da quello ottenuto dall’abbattimento del rudere. 

Altre iniziative in questo nuovo mandato?
Al momento abbiamo cinque cantieri aperti, a pioggia uno dietro l’altro: abbiamo il cantiere della nuova scuola Menchetti, c’è il cantiere della palestra della Morganti, c’è il cantiere del marciapiedi che unirà la frazione di Casine e Pianello, c’è il cantiere di uno spazio di accoglienza e ricettività per giovani, quindi una specie di ostello con anche una sala insonorizzata per esperienze musicali. Tra le progettazioni a cui stiamo lavorando c’è la pavimentazione nuova per piazza dei Martiri; la riqualificazione di tutta la cinta muraria; la riqualificazione di due accessi al paese. 

La torre civica sarà a fruizione turistica?
È possibile fruirne fino al primo livello di merli. Ci sono da fare degli interventi rispetto alla scala per arrivare su alla sommità ma è un intervento che si può mettere in conto.

La valorizzazione turistica e l’edilizia scolastica sono argomenti su cui la comunità ha delle grosse aspettative….
Assolutamente sì, ma ci siamo dati due linee di intervento. Da una parte è quella di conservare, prenderci cura e mantenere il più possibile, valorizzandolo, tutto il patrimonio storico-artistico che abbiamo. Dall’altra parte però cercare di avere un paese e un comune che sia al passo con i tempi e quindi capace di rispondere alle esigenze ma anche alle provocazioni della contemporaneità, quindi utilizzare gli strumenti, anche digitali, per poter rendere più accessibili i servizi e per creare anche nuovi servizi.

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L'ex collegio Pio IX in piazza Garibaldi a Senigallia

Presente problematico, futuro incerto per le associazioni con sede all’ex collegio Pio IX – L’INTERVISTA

L'ex collegio Pio IX in piazza Garibaldi a Senigallia
L’ex collegio Pio IX in piazza Garibaldi a Senigallia

L’associazione Le Rondini onlus gestisce un centro di aggregazione per bambini, bambine e adolescenti. E’ una realtà importante anche per il suo fine sociale: promuovere la socializzazione dei minori e favorirne il benessere psico-fisico nonché lo sviluppo delle potenzialità cognitive, affettive e relazionali. Aveva sede in piazza Garibaldi ma è stata costretta a trovare uno stallo temporaneo in attesa che venga riqualificato l’immobile. Delle attività che vi vengono svolte, della sua situazione attuale e delle prospettive future ci ha parlato la presidente Manuela Marchionni. Lei è l’ospite di questa puntata che va in onda oggi, venerdì 24 maggio, alle 13:10 e alle 20; domani, sabato 25 agli stessi orari; e domenica 26 a partire dalle 17:15 circa. Per chi se la perdesse, ecco il lettore multimediale: per ascoltare l’intervista basterà cliccare sul tasto play, o proseguire con la lettura dell’articolo.

Quando nasce e cosa fa l’associazione Le Rondini?
Il centro interculturale nasce nel 2003 presso la parrocchia del duomo, operando nei locali parrocchiali. Poi abbiamo cambiato sede e ci siamo trasformati nel 2012 in aps, associazione di promozione sociale. La sede divenne quella di piazza Garibaldi all’ex collegio Pio IX. Abbiamo una trentina di iscritti, minorenni di vari paesi e li aiutiamo con i compiti e facciamo tante attività e progetti: dall’educazione socio-affettiva al gioco accompagnato dalle educatrici, dalle dipendenze tecnologiche all’attività con l’Opera Pia.

Tante attività verso giovanissimi con difficoltà socio economiche o linguistico-culturali dunque…
L’aspetto importante è proprio questo: i nostri ragazzi sono per lo più stranieri e hanno difficoltà con la lingua italiana. A casa non viene parlata, per cui il nostro sostegno è fondamentale. In questo periodo stiamo seguendo dei ragazzi di terza media che devono sostenere l’esame.

Poi con la sede cos’è successo?
A fine marzo 2023 c’è stato un crollo di parte del soffitto e, non essendoci le condizioni di sicurezza, siamo rimasti senza sede. Dopo alcune soluzioni temporanee, dato che l’amministrazione comunale non poteva assicurarci altra sede, pur non di non chiudere le attività abbiamo preso dei locali in affitto.

Quali prospettive ora? Voi siete tra le associazioni che devono lasciare il collegio Pio IX per poter lasciare spazio ai lavori di ristrutturazione? 
Sì, ma non sappiamo se dopo i lavori potremo tornarvi. E ci servirebbe saperlo anche perché l’attuale sede presso un privato non ha un bagno a norma per le persone con disabilità. Per questo motivo non possiamo accreditarci presso la Regione Marche e quindi nemmeno ricevere i contributi previsti. Abbiamo quindi bisogno di sapere se avremo un nostro spazio, perché i contributi sono fondamentali per poter proseguire con le attività. E non possiamo chiedere alle famiglie dei nostri ragazzi una quota per poter far fronte alla gestione del centro perché molte sono in condizioni economiche disagiate.

Quanti siete nell’associazione?
Siamo una ventina di volontari che fanno i turni, poi c’è un’educatrice presente tutti i giorni. Una mano arriva dai ragazzi delle scuole medie e superiori che fanno una specie di alternanza scuola-lavoro con quello che oggi si chiama Pcto. Non è una semplice esperienza di stage ma un vero e proprio momento educativo e formativo. Altri arrivano dal progetto Volontariamente del Csv Marche; altri ancora infine dal Servizio Volontario Europeo (Sve) in collaborazione con la Caritas.

Come vi sostenete?
Alcuni volontari sono anche soci e pagano una quota per le attività dell’associazione. Poi ci sarebbero i contributi, ma al momento sono fermi per la questione di prima.

Che ripercussioni ci sono?
Se potessimo avere dei contributi certi, potremmo ampliare le attività o acquistare nuovi strumenti didattici e quindi migliorare i servizi a vantaggio dei minori che usuifruiscono di tali attività. Ma al momento rischiamo di doverle interrompere.

All’ex collegio Pio IX grazie al PINQUA (il programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare) ci sarà una riqualificazione. Cosa vi è stato detto al riguardo? C’è stato dialogo con l’amministrazione?
Abbiamo avuto dei contatti ma stiamo ancora attendendo le risposte.

La stessa affermazione è arrivata dall’associazione “Dalla Parte delle Donne”. La tempistica però non viene in vostro aiuto…
No, assolutamente, ci servono risposte entro giugno.

Le va di fare un appello?
Si, faccio un appello accorato al sindaco Massimo Olivetti perché possa coinvolgere i suoi collaboratori e arrivare a una soluzione della nostra problematica.

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Riqualificazioni, viabilità ed eventi per rilanciare il turismo nelle valli Misa, Nevola e Cesano

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Il rilancio della vallata Misa, Nevola e Cesano può passare principalmente attraverso il turismo e la riqualificazione dei borghi storici che contraddistinguono il territorio che va da Arcevia a Senigallia e da Chiaravalle a Mondolfo. Ne è convinto Egidio Muscellini, presidente del comitato territoriale di Senigallia della Confartigianato, intervenuto recentemente ai microfoni di Radio Duomo Senigallia/In Blu durante il programma “Venti minuti da Leone”. 

Il rappresentante delle imprese locali e artigiano egli stesso è partito da una disamina delle problematiche che affliggono le nostre zone e non solo – le questioni sono complesse e molto spesso hanno risvolti internazionali – per passare poi a individuare una possibile strada per uno sviluppo sostenibile delle vallate. 

«Sicuramente il contesto nazionale e internazionale crea problemi vari – spiega Muscellini – alle nostre aziende: chi in maniera più marcata e chi meno, ma tutte ne risentono». Crisi economica, aumenti di energia e materie prime, pandemia e guerre hanno gettato parecchia incertezza nel futuro: una soluzione nel breve ma anche nel lungo periodo potrebbe essere quella di puntare sui tesori di casa nostra, tra cui ambiente e i borghi ricchi di storia e peculiarità artistiche ed enogastronomiche.

«Io lavoro molto con i turisti stranieri che vengono qui da noi e apprezzano molto le nostre zone, sia per un discorso paesaggistico e naturalistico, sia per i cibi che vengono prodotti, insomma dal punto di vista enogastronomico. Sappiamo le nostre qualità ed eccellenze. Quindi grazie al turismo soprattutto dall’estero stiamo reggendo bene l’impatto negativo delle problematiche internazionali di cui parlavo prima. Però certamente una mano a risolvere alcune di queste criticità la darebbe anche una riqualificazione dei centri storici, sarebbe un incentivo in più a scegliere le Marche e le nostre vallate».

«Le presenze sono positive e le prospettive per il futuro sono buone: gli eventi aiutano a richiamare le persone, e da questo punto di vista c’è stato un grande impegno delle amministrazioni locali a creare nuove opportunità che invoglino i turisti a venire nei nostri territori. Poi molti scelgono anche di acquistare casa e ristrutturarla, io lavoro soprattutto con olandesi e tedeschi che vengono qui molto preparati e informati».

Altro nodo è la viabilità: «Sarebbe importante per le attività commerciali e per i turisti trovare strade adeguate. Si può sempre migliorare, questo è ovvio, anche se sappiamo con l’alluvione che molti progetti sono stati stravolti e si deve recuperare terreno. Vedo però che molti lavori stanno andando avanti e avrà ripercussioni sul turismo, agevolando gli spostamenti di chi viene a visitare le nostre vallate. E poi servirà fare molta informazione, abbiamo chiesto di migliorare anche questo aspetto e vedo che qualcosa si sta muovendo».

Le interviste di “Venti minuti da Leone” vanno in onda tutti i giorni dal lunedì al sabato alle ore 13:10 con replica poi alle ore 20 e la domenica a partire dalle ore 16:50.

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Senigallia, lungomare Marconi

Lungomare Marconi, dopo l’estate la riqualificazione

Senigallia, lungomare Marconi

A fine estate partirà il primo intervento di riqualificazione del lungomare di Senigallia. Lo ha annunciato ai microfoni di Radio Duomo l’assessora all’ambiente Elena Campagnolo. Si tratta del primo passaggio per ridare decoro e vitalità a una delle carte turistiche della città, il suo lungomare, fermo nella conformazione agli anni ‘60.

Dopo il lancio del concorso di idee “Velvet Waterfront”, prorogato nei termini per poter concedere la più ampia partecipazione, si è passati dunque a un primo intervento, in realtà già previsto al di fuori del bando e oggetto di contributi sovracomunali. Si tratta di risistemare il lungomare Marconi, allo scopo poi di pedonalizzarlo, anche se non c’è ancora un’ipotesi di avvio di quest’ultimo passaggio.

Tra i lavori c’è anche la sistemazione del verde urbano, oltre che la previsione di un supporto alla viabilità costituito dal parcheggio in studio al posto dell’ex azienda di soggiorno, tra l’ex hotel Marche e la stazione ferroviaria. Una soluzione contestata a livello politico e tecnico dall’opposizione consiliare ma che dovrebbe, almeno nelle intenzioni, ridurre il carico di auto e veicoli proprio sul lungomare Marconi.

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Palazzo Gherardi a Senigallia

Palazzo Gherardi: fermo il progetto, bloccata la musealizzazione del gabinetto scientifico

Palazzo Gherardi a Senigallia

Palazzo Gherardi è un antico e prestigioso edificio nel centro storico di Senigallia. Si affaccia sul fiume Misa, sul corso II Giugno, su piazza Simoncelli e sul foro annonario. Una posizione invidiabile. Come quella del futuro polo culturale che vi nascerà. Ma andiamo per gradi.

Il passato

Lo stabile è un lascito del conte Gherardi alla città perché ne nascesse una scuola o un centro formativo per i giovani senza troppe risorse per la propria istruzione. Dopo il 1877 divenne un albergo, il “Roma” e poi dal 1934 sede del liceo classico Giulio Perticari, fino agli anni a cavallo del duemila, quando un terremoto (quello del 1997) e il sovraffollamento (rispetto alla capienza originariamente prevista) portarono a individuare una nuova sede per studenti e docenti. Da allora l’edificio versa in stato di semi abbandono e, con esso, anche i reperti didattici di quello che fu il gabinetto scientifico.

Il futuro

Palazzo Gherardi sarà al centro di un importante progetto di riqualificazione attraverso un finanziamento ministeriale da ben 7,5 milioni di euro concesso, nell’ambito del programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare (PINQUA). Permetterà di riqualificare edifici e luoghi centrali della vita senigalliese, come anche il collegio Pio IX, il lungomare Marconi che collega porto e rotonda e il collegamento ciclabile tra il vallato della Rocca roveresca e i giardini Morandi situati dietro la stazione ferroviaria. Secondo il progetto presentato dall’amministrazione comunale, l’edificio in questione rinascerà come polo culturale con funzioni di ricerca e di accoglienza. Il piano nobile del palazzo sarà destinato allo studio della città e della tutela del territorio, alle ricerche sull’innovazione e sulla lotta ai cambiamenti climatici con l’attenzione rivolta alla sicurezza dei fiumi; il piano mezzanino, che un tempo ospitava la biblioteca comunale Antonelliana prima del trasferimento sopra il foro annonario, diverrà un ostello per i giovani, con spazi anche per il co-working.

Il presente

Ma a che punto siamo con il progetto relativamente al palazzo Gherardi e ai beni del gabinetto scientifico del liceo Perticari ancora contenuti al suo interno? Non avendo notizie da tempo lo abbiamo chiesto all’amministrazione comunale. Nel file audio che potete ascoltare cliccando sul tasto play, potrete sentire l’intervista con la voce prima del vicesindaco e assessore alla cultura Riccardo Pizzi e poi quella dell’assessore ai lavori pubblici Nicola Regine. Ecco cosa ci hanno detto.

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Gli edifici della ex Montedison di Falconara Marittima. (Fonte: Regione Marche)

Un parco e un sito per la produzione di idrogeno all’ex Montedison di Falconara

Gli edifici della ex Montedison di Falconara Marittima. (Fonte: Regione Marche)

Nuova vita, doppia vita per l’area ex Montedison a Falconara Marittima. Oltre al previsto parco culturale, storico e turistico, amministrazione comunale e proprietà del terreno stanno lavorando a un progetto che prevede anche la creazione di un impianto per la produzione di idrogeno. Si prospetta questo dunque nella tanto attesa riqualificazione della zona al confine con il comune di Montemarciano. Produzione di energia sostenibile a fianco della realizzazione di un’area verde e servizi.

Per valorizzare gli edifici tutelati dalla Soprintendenza delle Marche, simbolo di archeologia industriale del secolo scorso, l’idea è innanzitutto quella di realizzare le strutture previste dall’accordo tra i due enti locali sottoscritto nella scorsa legislatura, quindi un polo culturale e un’area per l’esposizione e la vendita delle eccellenze marchigiane inserite nel verde. Ma l’ultima ipotesi è quella di affiancarvi un sito per produrre energia pulita, così come incentivato da un bando regionale. Inoltre ci sarà anche un miglioramento della viabilità sulla statale Adriatica. 

Urbanistica e viabilità, economia del territorio ed occupazione, riqualificazione sociale e rilancio: sono questi i termini chiave attorno a cui ruota il progetto che riguarda un sito industriale chiuso da circa 30 anni. Come se non bastasse, si eliminerebbe anche la possibilità che soggetti senza fissa dimora vi si rifugino, con grandi pericoli per la loro incolumità.

Il nuovo progetto per la produzione di idrogeno potrà dunque rappresentare un primo tassello della riqualificazione del vecchio sito dismesso: il progetto del raggruppamento temporaneo di imprese guidato da Renco ha infatti tempi certi di conclusione (entro il 2026) e ha ottenuto finanziamenti per oltre quattro milioni di euro dai fondi PNRR destinati alla produzione di energia pulita.

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Il progetto del complesso residenziale con cui si vuole riqualificazione le ex colonie Enel sul lungomare Da Vinci a Senigallia

Ex colonie Enel, il progetto della discordia

Il progetto del complesso residenziale con cui si vuole riqualificazione le ex colonie Enel sul lungomare Da Vinci a Senigallia
Il progetto del complesso residenziale con cui si vuole riqualificazione le ex colonie Enel sul lungomare Da Vinci a Senigallia

Il progetto di riqualificazione delle ex colonie Enel non smette di dare origine a polemiche su polemiche. In origine, a dare il via alla critiche, ci fu l’abbattimento di un edificio storico, simbolo del passato cittadino alle prese con i grandi eventi della Storia; poi l’idea di interrompere il lungomare, scartata solo dopo ampie e trasversali critiche su spiagge private e scenari simili; in seguito a tenere banco arrivò la questione dei “mostri” a due passi dall’arenile, alti palazzoni di cui pochi sentivano la mancanza. Infine si è giunti al cambio di destinazione da turistico-ricettivo a residenziale di un’importante fetta del progetto che vede ora cancellato un hotel per fare spazio ad appartamenti. Anche mini appartamenti. Ora, comunque la pensiate, il progetto per le Residenze Da Vinci sull’omonimo lungomare di Senigallia ha dei punti che meritano di essere approfonditi e la politica dà ai cittadini questa possibilità, anche se modi e tempi possono non piacere. Su altri, ormai ci si può fare poco, il tempo dello sdegno o del compiacimento è passato da un pezzo e anche la città si attende che questa infinita riqualificazione termini per poter godere dei benefici tanto decantati.

Lasciando ormai da parte la questione storica – di fatto non si potrebbe nemmeno parlare di riqualificazione dato che è stato abbattuto l’esistente e costruiti ex novo altri palazzi che nulla c’entrano con quanto esisteva precedentemente – la questione è riesplosa in questi giorni perché maggioranza e opposizione si focalizzano su due aspetti diversi. Da un lato c’è la giunta Olivetti che si concentra sui benefici in termini economici, estetici e urbanistici del progetto; dall’altro ci sono le minoranze che, in maniera quasi compatta, parlano di regalo ai privati. Il nodo è che con la seconda variante approvata recentemente, l’8 agosto, non si aumentano le cubature o le altezze dei due palazzi che sorgono nella periferia a sud della città, ma si cambia la destinazione di una fetta rilevante della quota turistico-ricettiva (l’albergo) per fare posto a nuovi appartamenti. 

L’assessore all’urbanistica Gabriele Cameruccio parla di una variante che «non ha determinato né aumenti di volumetrie, né di ampiezze, né di altezze degli edifici, ma si è limitata ad incidere solo sulla destinazione turistico-ricettiva, prevista originariamente nella quota del 70% dell’edificato ed oggi ridotta a poco meno del 40% dello stesso. La modifica in questione è stata resa possibile inglobando la capacità edificatoria di un’area sita in via Rieti, senza alcun ulteriore consumo di suolo ai fini edificatori e senza modificare le dimensioni degli edifici da costruire, rispetto a quelli previsti dalle precedenti amministrazioni». Modifica che ha reso ancora più remunerativo il progetto dalla Iniziative Turistiche Senigallia Srl. In primo luogo per l’impresa che potrà piazzare sul mercato qualcosa come 50-60 appartamenti in più. In secondo, per le casse comunali in cui saranno versati 720.000 euro di contributo straordinario e altri 630.000 euro in opere pubbliche: in particolare il prolungamento della strada da via Rieti fino a via Grosseto e un parcheggio pubblico per circa 120 posti auto a servizio del lungomare Da Vinci.

Cameruccio, a nome della compagine di governo, spiega anche come questo cambio di prospettiva – quella di chiedere subito un esborso di denaro al privato e non solo opere pubbliche – permetta assieme al recupero dell’evasione e delle somme non versate da parte di privati di portare avanti un ambizioso «piano di opere pubbliche necessarie per recuperare quel patrimonio comunale (strade, scuole, impianti sportivi e strutture per la messa in sicurezza del territorio) lasciato nel completo abbandono negli ultimi decenni. Va infatti sottolineato come i tanti interventi, alcuni dei quali si stanno completando, non sono finanziati solo da PNNR, come qualcuno vorrebbe far intendere, ma soprattutto dalla nuova strategia di recupero di somme, che in precedenza non venivano raccolte. Ecco allora spiegato il motivo di tante polemiche, da parte di alcuni consiglieri oggi minoranza, che in passato amministravano la città, i quali tentano maldestramente di deviare l’attenzione da questo aspetto».

Sul tema è intervenuto il Partito Democratico prima, tramite il capogruppo in consiglio Dario Romano, e poi con una nota stampa ufficiale del gruppo dem di Senigallia. Romano ha definito l’uscita dell’amministrazione comunale una «arrampicata sugli specchi con cui dribbla in maniera maldestra tutte le domande e i dubbi che ci sono sulla variante». Il progetto originario sarebbe stato «completamente stravolto rispetto al piano d’area del 2018. Laddove era previsto un hotel e un piano di sviluppo ben preciso, ora vengono concessi 90 appartamenti. Tra l’altro diversi di questi saranno di soli 40 mq. Non una parola sulle assenze, al momento dell’adozione, del sindaco Olivetti e dell’assessora Campagnolo».

Oltre al capogruppo, da via Arsilli spiegano innanzitutto come «i 32 appartamenti previsti in origine diventeranno 90, addirittura 58 abitazioni in più. Naturalmente si tratta di appartamenti bilocali e trilocali, naturalmente di seconde case che sfoceranno in contratto di locazione di breve periodo. I prezzi di mercato al metro quadro per tali appartamenti si assestano intorno ai 5.000/6.000 euro, è facile immaginare quale guadagno aggiuntivo rappresenti questa variante per il costruttore. Nel frattempo stiamo assistendo ad una enorme carenza di appartamenti con contratti di locazione di lungo periodo ma a questa difficoltà l’amministrazione comunale non dà peso, non li riguarda». 

Di fatto, il Pd sottolinea come di fronte all’enorme guadagno per il costruttore a fronte di soli 1,3 milioni di euro per il Comune (praticamente il costo di circa quattro appartamenti), il Comune riceva in cambio di questa seconda variante pochi spiccioli, una strada e un parcheggio. «Il sindaco e il suo assessore Cameruccio dimenticano che quel 30% in più di residenziale è stato letteralmente regalato». «Per le regole del piano regolatore comunale nessun albergo, esistente, può essere trasformato in appartamenti. Quindi chi ha un albergo non può usufruire delle opportunità che invece sono state garantite nel caso delle colonie Ex-Enel. A questo punto è lecito chiedersi se questa operazione non sia solo una speculazione a vantaggio di pochi privati. Sindaco e assessori sembrano piegare le regole ad uso e consumo di chi può permetterselo, mentre ai normali cittadini non resta che assistere indifesi alla svendita della città». «Del resto – concludono dal Partito Democratico – l’approvazione della variante in pieno agosto, quasi di nascosto, suggerisce la volontà di tenere nascosta una situazione di cui non andare molto fieri, aggravata dall’assenza del sindaco Olivetti e dell’assessora Campagnolo, cosa mai accaduta prima per interventi edilizi di grande importanza».

Altro nodo è la trasparenza politica: più volte i consiglieri d’opposizione hanno lamentato poca informazione sui grandi processi di sviluppo della città. Anche Gennaro Campanile era intervenuto sul tema e approfitta di questo dibattito per rilanciare la questione dell’assenza del sindaco paventando un conflitto di interessi: «Una trasformazione, che concede al privato un maggior introito presumibile di oltre 10.000.000 di euro, non è “ordinaria amministrazione” e richiede la presenza del sindaco al momento dell’approvazione. Ebbene il sindaco non è stato presente ad entrambe le delibere di giunta (perché le delibere sono state due a distanza di mesi) che hanno interessato la variazione. Le deliberazioni di giunta non hanno avuto carattere di urgenza e quindi si poteva benissimo aspettare il ritorno del sindaco. Perché invece il sindaco non ha modificato l’ordine del giorno in considerazione della sua assenza? Tecnicamente il sindaco non ha preso nessuna decisione in merito alla ricchissima variazione urbanistica lasciando la responsabilità a persone da lui scelte. Perché il sindaco si è tenuto alla larga dalla decisione? Ricorrere ad impegni istituzionali o personali senza spiegarlo ai cittadini non è accettabile. I senigalliesi possono accettare che un sindaco non prenda posizione (e lasci decidere a persone da lui scelte) su argomenti che segneranno il futuro della città? Considerata l’assenza del sindaco in riunioni di giunta similari in cui sono stati approvati altri interventi urbanistici di grandissima rilevanza (e consistenza economica) che hanno qualcosa in comune con le ex-colonie dell’Enel, Amo Senigallia ha proposto un‘interrogazione per sapere se esistono conflitti di interessi legati magari a situazioni pregresse. Nessuna risposta nonostante sia un obbligo di legge ed il presidente del consiglio comunale Bello dovrebbe garantirlo».

Non si è fatta attendere la replica di Fratelli d’Italia: «Il PD e i suoi consiglieri sono completamente fuori dalle realtà e dalle verità». «Nulla è regalato perché il sindaco si chiama Olivetti, e non “Santa Claus”, e la variante, lo ripetiamo per l’ennesima volta, porta nelle casse comunali e alla città, un contributo straordinario di 1.350.000 euro. Soltanto il PD ha il coraggio di scrivere che “si tratta di un indennizzo irrisorio, briciole”». «Altra affermazione sbagliata e mistificatoria di una realtà inesistente, che il PD scrive senza sapere, è quella che per le regole del Piano Regolatore alcun albergo esistente potrebbe essere trasformato in appartamenti. Informiamo, e facciamo sapere al PD, che esistono i “CondHotel”», alberghi con stanze e miniappartamenti con cucina autonoma, che possono anche essere venduti per una destinazione residenziale. «Non esiste alcuna speculazione a vantaggio di pochi privati come il PD sostiene, ma una normalissima e regolarissima operazione urbanistica, tramite una variante, che favorisce tutti, il privato, l’amministrazione e la città».

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Il progetto delle residenze al porto di Senigallia

Solo case nella riqualificazione del porto di Senigallia

Il progetto delle residenze al porto di Senigallia
Il progetto delle residenze al porto di Senigallia

Dopo quello del borgo delle torri, miseramente fallito lasciando diversi acquirenti senza appartamenti e l’area ex Sacelit Italcementi senza riqualificazione, la zona del porto potrà forse rinascere con un altro progetto, quello delle residenze che si affacceranno sulla darsena Bixio. Si tratta di un’idea nata ormai tempo fa proprio dalle ceneri de La Fortezza srl per poter dare nuova vita a quegli edifici che si affacciano sull’area della piccola pesca senigalliese.

Gli otto immobili sono stati acquistati all’asta nel febbraio 2020 tra gli 800 e i 900 mila euro, ma poi non si era più saputo nulla del progetto che mira a riedificare le cd. “casette dei pescatori” sfruttando l’idea di pedonalizzare la via Bixio antistante la darsena. La strada di collegamento con il lungomare Mameli passerà dietro le abitazioni, demolendo la prima a ridosso della ferrovia e recuperandola in altezza negli altri corpi.

Per la zona portuale e per Senigallia si tratta di una nuova opportunità di rinascita dopo, appunto, il tramonto del borgo delle torri: ne nasceranno 27 appartamenti, 15 nel primo edificio e 12 nel secondo, affacciati su una piazza pedonalizzata su cui rinascerà, forse nel 2024, anche l’ex hotel La Vela. Un cartello della Immobiliare Benni srl ha annunciato la prossima realizzazione delle nuove abitazioni.

Il problema è che dal progetto sono spariti i negozi e le attività che sarebbero dovute nascere ai piani terra: una serie di esercizi commerciali e ristorativi che aveva reso appetibile il progetto anche per la comunità senigalliese. Ora ci si ritrova solo con le nuove casermone su tre livelli più sottotetto, senza possibilità di dare vita all’area, di renderla animata.

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La spiaggia di velluto e la rotonda a mare di Senigallia

Un concorso di idee per la riqualificazione del lungomare di Senigallia

La spiaggia di velluto e la rotonda a mare di Senigallia

L’amministrazione comunale di Senigallia ha promosso un concorso di idee per la valorizzazione dei 14 km di lungomare. Con l’iniziativa “Velvet Waterfront”, l’amministrazione comunale chiede di fatto aiuto agli esperti del settore per ridisegnare il lungomare, vero biglietto da visita cittadino, e per capire quali potrebbero essere le tendenze che guideranno la trasformazione più importante dei prossimi anni. Il concorso di idee – la cui scadenza per la presentazione delle proposte progettuali è fissata per il giorno 27 settembre alle ore 12 – servirà a porre nero su bianco diverse questioni che riguardano tutto il lungomare senigalliese, seppure è prevista una possibile suddivisione per stralci nella trattazione delle proposte.

«L’Amministrazione comunale ritiene fondamentale intervenire nell’attrattiva principale della città – si legge in una nota stampa comunale – grazie a un percorso volto alla riqualificazione dell’intero lungomare la cui conformazione è ferma agli anni ’60-70, valorizzandone la fruibilità per cittadini e turisti e la connessione con il resto della città».

Lungomare Mameli, lungomare Marconi, Alighieri, Da Vinci e lungomare Italia: diversi tratti di lungomare, che presentano diverse potenzialità, limiti ed esigenze: potrebbero vedere nei prossimi anni una pedonalizzazione (se non tutte, almeno il tratto centrale di lungomare, il Marconi, dal porto alla Rotonda) e una rifunzionalizzazione rispetto all’approccio moderno del turista e del residente. La fruizione non è la stessa a Marzocca come nei pressi di porto e rotonda, o risalendo verso nord al Cesano. Neppure le dimensioni o il numero e le altezze dei sottopassi transitabili sono le stesse, dando quindi opportunità diverse di passaggio anche ai mezzi di soccorso che vanno a incidere sull’esigenza di pedonalizzazione. Da ciò ne conseguono limiti anche all’immagine turistica della città di Senigallia. Ecco perché è molto importante ciò di cui si dovrà discutere. 

Per farlo, l’amministrazione ha scelto di coinvolgere quanti più professionisti possibile, cercando con un premio di 55 mila euro, di ottenere «una proposta progettuale qualificata e innovativa, che sappia cogliere l’evoluzione del “vivere urbano” per chi vi abita e per chi sceglie Senigallia come turista, nel rispetto delle peculiarità storiche, culturali, paesaggistiche e delle realtà che rappresentano la nostra città».

La riqualificazione complessiva del lungomare dovrà contemplare anche un’ottica sostenibile e accessibile, andando a eliminare e abbattere le barriere architettoniche valorizzando la bellezza dell’ambiente e del bene spiaggia e coniugandola con la fruibilità ciclopedonale. Un investimento che poi si ripercuoterà anche in termini di sviluppo economico per il tessuto imprenditoriale cittadino.

Informazioni e documentazione su: Comunesenigallia.tuttogare.it/concorsi/dettaglio.php?codice=1.

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Nuove luci a Trecastelli: ultimi step per la riqualificazione della pubblica illuminazione con lampade a led

Efficientamento energetico, nuove lampade a led a Montemarciano e frazioni

Nuove luci a Trecastelli: ultimi step per la riqualificazione della pubblica illuminazione con lampade a led
Riqualificazione della pubblica illuminazione con lampade a led (foto di repertorio)

L’amministrazione comunale di Montemarciano sta continuando a investire sull’ammodernamento e sull’efficientamento energetico dell’intera rete comunale di illuminazione pubblica e degli immobili di proprietà. Una mission iniziata durante la giunta Serrani con il primo intervento nel centro storico e proseguita, in questo mandato, con la sostituzione delle vecchie lampade con corpi illuminanti a led nelle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di Marina di Montemarciano, nella casa di riposo e negli impianti sportivi. 

Dopo gli interventi di riqualificazione energetica e impiantistica della pubblica illuminazione a Montemarciano nelle vie Selvettina, Italia (lato nord), Panoramica, Mazzini, Marotti, Croce, Matteotti e Togliatti, analoghi interventi sono stati realizzati anche nelle frazioni: via Matteucci, via Indipendenza, piazza della Repubblica a Gabella; giardini 8 Marzo, via dei Platani, via degli Olmi, via dei Mandorli e dei Ciliegi, via Honorati, via Verga, via Deledda, giardini di via Alighieri e infine nella zona nord del lungomare di Marina di Montemarciano. 
Nelle ultime settimane, sono stati installati i nuovi lampioni nel tratto finale di via Roma e nel “Percorso Rubiano” adiacente alla scuola dell’infanzia di Marina. Già iniziati i lavori di sostituzione dei corpi illuminanti anche nel quartiere Forcella

L’amministrazione è intervenuta anche per riqualificare gli attraversamenti pedonali: sono state sostituite le vecchie lanterne semaforiche in via Fornaci e all’incrocio di Gabella. In quest’ultimo sono state anche installate spire induttive nel manto stradale per rilevare la presenza di veicoli in transito al fine di ridurre i tempi di attesa e gli ingorghi durante gli orari di punta.

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Palazzo Gherardi e portici Ercolani a Senigallia

Tanti interventi per la città di Senigallia grazie ai fondi Pnrr

Palazzo Gherardi e portici Ercolani a Senigallia
Palazzo Gherardi e portici Ercolani a Senigallia

Valanga di soldi pubblici quella che si appresta ad arrivare a Senigallia. Una pioggia di contributi, principalmente grazie al piano nazionale di ripresa e resilienza, dunque europei, che assomiglia a un’alluvione. Sono quasi 20 milioni di euro le risorse di cui la città potrà disporre per oltre 20 progetti che parlano di riqualificazioni, valorizzazioni e rifunzionalizzazioni in varie frazioni. Particolare attenzione all’edilizia scolastica, alla viabilità, alla cultura.

A darne l’annuncio è Fratelli d’Italia, partito di maggioranza anche a Senigallia: «La nostra città si sta preparando una stagione di opere pubbliche importanti e fondamentali, grazie alle risorse del Pnrr, ai contributi di altri enti e ad alcuni fondi di bilancio, che ci hanno permesso di programmare una serie di investimenti per la riqualificazione del territorio». Per la precisione alla città sono stati assegnati 16,2 milioni di euro derivanti dalle risorse del Pnrr, a cui si aggiungono 2,1 milioni di co-finanziamenti da parte di altri soggetti e poco più di 1,2 milioni di fondi comunali. in totale ben 19,5 milioni di euro da spendere in maniera intelligente e funzionale, per realizzare opere pubbliche entro la fine del 2026.

Soddisfatta la maggioranza senigalliese che snocciola un elenco di interventi su cui sta lavorando da tempo con varie progettazioni. Per quanto riguarda le scuole ci si concentrerà sul nuovo…

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