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Tag: terremoto

Sisma 2016: incontro tra i vescovi e il commissario Castelli, presente anche mons. Manenti

Roma, 23 luglio 2024: incontro con Cei per ricostruzione luoghi di culto danneggiati da sisma con mons. Giuseppe Baturi, Guido Castelli ed i vescovi – (Foto Calvarese/SIR)

È tornata a riunirsi il 23 luglio la Consulta per i beni culturali di interesse religioso (sisma 2016). All’incontro, che si è tenuto presso la sede della CEI di Circonvallazione Aurelia 50, hanno partecipato il Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, Mons. Giuseppe Baturi, il Commissario Straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione dei territori interessati dal sisma 2016, Sen. Guido Castelli, il Soprintendente Speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016 (Mic), Dott.ssa Claudia Cenci, i Vescovi o loro rappresentanti di 19 Diocesi interessate dal terremoto e fr. Francesco Piloni, ministro della Provincia dei Frati Minori dell’Umbria. Tra i partecipanti, anche il vescovo di Senigallia Franco Manenti.
“Ci ritroviamo insieme, ad un anno di distanza, attorno allo stesso tavolo, per fare il punto sulla situazione attuale e individuare prospettive di futuro per i nostri territori: alla gratitudine per la disponibilità all’ascolto e al confronto, in un clima di collaborazione e fiducia, si aggiunge la consapevolezza di dover continuare a impegnarci per dare risposte concrete alle comunità che ancora mostrano le ferite del sisma”, afferma il Segretario Generale della CEI.
“Ringrazio la Consulta e Monsignor Baturi, in particolare, per questa nuova, utile, occasione di confronto e aggiornamento avvenuta in un clima collaborativo. Lo spirito costruttivo che muove tutti noi per restituire i luoghi di culto presenti nell’Appennino centrale alla comunità dei fedeli sta producendo risultati positivi, che spingono a proseguire e insistere. Rispetto ai 1.251 interventi complessivi previsti, infatti, è stato avviato il 90% delle opere. Inoltre, il 56% delle 165 conferenze permanenti dei servizi dedicate ai luoghi di culto è avvenuto negli ultimi 12 mesi. Segnali che confermano come il cambio di passo impresso alla ricostruzione cominci a far sentire i suoi effetti in modo sensibile”, sottolinea il Commissario Castelli.
Composta dalla Conferenza Episcopale Italiana, dai Vescovi delle Diocesi colpite dal terremoto del 2016, dal Commissario Straordinario del Governo e dal Ministero della Cultura, la Consulta rappresenta uno strumento di confronto per affrontare e risolvere congiuntamente le questioni relative alla ricostruzione dei beni culturali di interesse religioso. Gli interventi ancora da avviare sono scesi al 10,6%, mentre sono aumentati, rispetto allo stesso periodo del 2023, gli interventi in corso raggiungendo quasi il 10%. I progetti approvati relativi agli interventi previsti per gli edifici di culto sono prossimi alla metà (46%); quelli conclusi rappresentano oltre il 13% del totale.

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Superbonus 110%, i costruttori: nelle Marche disparità tra chi ha subito alluvione o terremoto

Via Carducci, a Senigallia, allagata durante l'alluvione del 15 settembre 2022
Via Carducci, a Senigallia, allagata durante l’alluvione del 15 settembre 2022

Ridurre le disparità tra chi ha subito un’alluvione e chi ha invece dovuto fare i conti con il terremoto. A oltre un anno e mezzo dall’entrata in vigore, la proroga sull’utilizzo del superbonus continua a creare differenze tra i cittadini, anche di province limitrofe. E’ il caso di chi risiede nell’anconetano o nel pesarese, due province che hanno dovuto affrontare una l’emergenza dell’alluvione di settembre 2022 e l’altra le conseguenze del sisma di tre mesi dopo.

A sottolineare la problematica è il presidente di Ance Marche, Stefano Violoni, a proposito della proroga dell’utilizzo del superbonus al 110% per gli interventi fino al 2025. Il governo, infatti, nel concedere la proroga del bonus fino al 2025, per i danneggiamenti sulle unità immobiliari conseguenti il terremoto, aveva previsto la misura piena, lo sconto in fattura e la cessione del credito, mentre gli alluvionati devono fare i conti con il decalage. 

Le proposte fatte da ANCE sul superbonus, a livello nazionale, avrebbero permesso una chiusura ordinata dei lavori in corso d’opera, salvaguardando in tutta Italia 25 mila cantieri su 40 mila e circa 220 mila delle 350 mila famiglie coinvolte. Nelle Marche si stimano 4 mila famiglie nel limbo del superbonus, a queste si aggiungono le oltre 500 famiglie colpite dall’alluvione del settembre 2022.

Le modifiche introdotte lo scorso dicembre, secondo Violoni, non vanno in questa direzione: contro ogni logica, è stata data la possibilità di interrompere i lavori usufruendo degli incentivi per le sole opere eseguite a prescindere dal raggiungimento dell’obiettivo di riduzione delle classi energetiche, cioè il requisito principale da sempre richiesto per avvalersi delle detrazioni.

«Come associazione dei costruttori, anche in questa occasione, abbiamo proposto degli emendamenti al Milleproroghe: sono stati tutti ignorati – spiega Violoni -. Il nostro obiettivo era e resta ancora quello di evitare un’evidente disparità di trattamento, che si aggiunge al dolore e alle forti preoccupazioni di centinaia di cittadini chiamati a ricostruire o riparare gli immobili danneggiati».

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Alluvione e terremoto, la nuova giunta prova a far ripartire Ostra Vetere

Massimo Corinaldesi

«Dopo dieci anni di “non governo”, abbiamo trovato una situazione un po’ gravosa e ora siamo al lavoro per cercare di far tornare Ostra Vetere un paese vivibile e attrattivo». Così il sindaco Massimo Corinaldesi ha esordito nell’illustrare il percorso amministrativo intrapreso da pochi mesi, da quando il risultato delle recenti elezioni ha consegnato il Comune al centrodestra dopo i mandati di Luca Memè e Rodolfo Pancotti.

«Stiamo attuando quello che ci eravamo detti e avevamo proposto alla cittadinanza in campagna elettorale – spiega Corinaldesi – e nel contempo stiamo facendo fronte a tutte le emergenze derivate dall’alluvione del settembre 2022. Per esempio, in questo ambito, stiamo pagando i lavori di somma urgenza svolti dalle ditte private durante la fase emergenziale grazie ai 107 mila euro intercettati dall’amministrazione comunale».

L’alluvione è un problema non solo per famiglie e imprese ma anche per le amministrazioni locali. Per quanto riguarda il patrimonio pubblico, c’è un piano per ripristinare le vie, come strada dei Pioli, che costeggia il fiume Misa tra l’abitato di Pongelli e la frazione Vaccarile di Ostra. «Verrà risistemata con uno stanziamento di 146 mila euro, poi si passerà al ponte del Coppetto di cui è ormai finita la fase progettuale: i lavori inizieranno a novembre 2023. Manutenzione prossima ormai anche per la strada provinciale a Pongelli di Ostra Vetere ma inizierà dopo l’intervento di Viva Servizi. Infine siamo al lavoro per la messa in sicurezza di tubature e fognature, in modo che si possano evitare in futuro allagamenti anche in caso di analoghi eventi».

Parlando di eventi disastrosi, la mente torna alla serie di terremoti che nel 2016 sconvolsero il centro Italia causando danni anche alla chiesa di santa Maria di Piazza. L’edificio di culto, risalente al 1910 nella sua ultima conformazione ma con origini precedenti al ‘400, è chiuso dal 30 ottobre 2016; l’amministrazione comunale e la curia sono in procinto di far partire i lavori, già in fase avanzata di progettazione, per una sua riapertura ai fedeli. «La chiesa è strategica anche in ottica turistica – aggiunge Corinaldesi – e stiamo pensando a un percorso, a un camminamento che possa arrivare fino alla cupola. Per tale progetto ci sono finanziamenti per circa 2,4 milioni di euro ma non basteranno. Siamo quindi alla ricerca di altri fondi: dopo un incontro con il senatore Castelli, che ha preso a cuore la nostra situazione, possiamo essere sicuri che arriveranno altre risorse per una seconda fase di lavori che possa far risplendere l’emblema della nostra città».

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Arcevia: maxi simulazione di protezione civile con terremoto di magnitudo 7.2 e crisi sanitaria

Presentata la maxi simulazione di protezione civile aad Arcevia: presenti in conferenza stampa da sinistra Darco Pellos, prefetto di Ancona; Stefano Aguzzi, assessore alla protezione civile; Dario Perticaroli, sindaco di Arcevia e Stefano Stefoni, dirigente protezione civile regionale
Presentata la maxi simulazione di protezione civile aad Arcevia: presenti in conferenza stampa da sinistra Darco Pellos, prefetto di Ancona; Stefano Aguzzi, assessore alla protezione civile; Dario Perticaroli, sindaco di Arcevia e Stefano Stefoni, dirigente protezione civile regionale

Via nella perla dei monti alla maxi esercitazione europea di protezione civile “Modex Arcevia 2023”. L’iniziativa, presentata in Regione nei giorni scorsi, avrà inizio domani, martedì 6 giugno, e fino a venerdì 9 terrà impegnati 250 partecipanti provenienti da molti paesi e 70 osservatori internazionali. Una mobilitazione impressionante in cui verrà simulato lo scenario di un’emergenza conseguente ad un evento sismico in collaborazione con il dipartimento della protezione civile, la Prefettura di Ancona e Comune di Arcevia.

Il paese dei 9 castelli, che aveva ospitato già nel 2015 una prima esercitazione dello stesso livello, si trasformerà in un paese fittizio (Modulistan), con tanto di cartellonistica e segnaletica stradale modificata ad hoc, in cui si verificherà un terremoto di magnitudo 7.2 che darà luogo a emergenze sanitarie di varia complessità. E proprio la vastità dell’operazione che coinvolgerà anche gli ospedali di Fabriano, Jesi e Senigallia.

Come ha spiegato il dirigente della Protezione Civile regionale, Stefano Stefoni, la nuova simulazione Modex Arcevia prenderà l’avvio operativamente dalle ore 07.30 del 6 giugno alle ore 15.00 del 9 giugno ininterrottamente e vedrà coinvolti dall’estero tre moduli sanitari (Emergency Medical Team – EMT) provenienti da Romania, Germania, Austria, una squadra di supporto tecnico dalla Lituania, personale sanitario dall’Andorra, un gruppo di esperti europei di protezione civile dalla Romania, Italia, Grecia.

Modex simulerà l’intero ciclo di una missione di soccorso dall’arrivo sul luogo del disastro alle operazioni di smobilitazione, al massimo grado di realismo anche con figuranti/pazienti feriti. E’ prevista un’area esercitativa di 126 kmq, una media di circa 350 simulatori/giorno, centinaia di casi sanitari simulati, un modulo TAST e 70 esperti/osservatori da una cabina di regia. Ogni modulo EMT sarà composto da una struttura campale, materiali sanitari e sarà dotato di personale sanitario e logistico (30/40 unità).

L’iniziativa si inserisce in un ampio percorso coordinato e finanziato dalla Commissione Europea: ha lo scopo di verificare specifici aspetti della gestione di emergenze, che prevedano l’attivazione del meccanismo di protezione civile a livello europeo, in particolare, testando la capacità di risposta dei paesi coinvolti da tali simulazioni. Ma è soprattutto finalizzato alla stesura di protocolli di intervento delle strutture sanitarie, omogenei a livello internazionale, per garantire le attivazioni più efficaci e operative nelle diverse condizioni di emergenza campale. 

L’esercitazione si concluderà nella serata del 9 giugno con un social event che si svolgerà nella piazza di Arcevia, a cui parteciperanno tutti gli organizzatori, gli esperti, i team stranieri intervenuti e i volontari di protezione civile oltre che la popolazione di Arcevia e la mattina del 10 giugno è prevista la cerimonia di chiusura dell’evento, con la condivisione dei risultati esercitativi, il saluto a tutti i team partecipanti e la consegna degli attestati.

«Arcevia ha aderito con grande entusiasmo e consapevolezza a questo evento – ha spiegato il sindaco Dario Perticaroli – e tutta la popolazione, giovane e anziana, le tante associazioni hanno profuso il massimo sforzo per la migliore ospitalità e organizzazione di questa esercitazione. Oltre al significato in termini di cultura della prevenzione, sarà anche un’occasione di promozione turistica e di racconto delle eccellenze del territorio».

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Terremoti a largo delle Marche, deliberato lo stato di emergenza a cinque mesi dal sisma

Danni per il terremo del 9 novembre 2022 anche al patrimonio ecclesiastico: l'interno del duomo di Senigallia
Danni per il terremo del 9 novembre 2022 anche al patrimonio ecclesiastico: l’interno del duomo di Senigallia

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato ieri sera, 11 aprile, la dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza degli eventi sismici del 9 novembre 2022 nel territorio dei Comuni di Ancona, Fano e Pesaro.

E’ quanto annunciato dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli che commenta: «Si tratta di un passaggio importante che detta una linea per affrontare i problemi rispetto ai danni causati dalle forti scosse di terremoto. Le risorse stanziate, oltre 4,8 milioni di euro, serviranno per le prime risposte urgenti come il contributo di autonoma sistemazione. Ora che il Governo ha riconosciuto il danno, siamo in grado di dare il via ad una nuova fase che consentirà di dare delle risposte concrete ed una prospettiva sia alle famiglie sfollate che agli enti locali. Ringrazio ancora una volta il presidente Giorgia Meloni ed il ministro Nello Musumeci per la costante attenzione che dedicano al nostro territorio».

Per l’attuazione dei primi interventi, nelle more della valutazione dell’effettivo impatto dell’evento effettuata dalla Protezione Civile nazionale, sono stati stanziati 4.860.000 euro.

Nell’area della Diocesi senigalliese sono numerosi gli edifici – di culto e civili – interessati dalla serie sismica: alcuni hanno riportato dei danni e sono ancora in corso alcune verifiche per accertare la sicurezza o meno degli immobili. Solo per citare un esempio, il duomo di Senigallia è ancora chiuso e le funzioni di cattedrale sono svolte dalla chiesa dei Cancelli.

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Terremoto a Senigallia: la cattedrale si ‘sposta’ alla chiesa dei Cancelli; riapre la chiesa del Porto

L’ultimo terremoto nelle Marche ha toccato anche Senigallia e ha comportato la chiusura della Basilica Cattedrale di San Pietro Apostolo. Dopo un primo periodo di celebrazioni religiose presso la Chiesa della Maddalena, nella vicina via Cavallotti, il protrarsi della complessa situazione rende necessario un’ulteriore riorganizzazione, per cui da sabato 25 marzo p.v. le funzioni di Cattedrale sono temporaneamente svolte nella Chiesa di S. Maria Assunta, conosciuta come “Dei Cancelli” in via Arsilli, di proprietà della Diocesi di Senigallia. Dopo vari anni di utilizzo quale auditorium riprende – sino a che non si riaprirà il duomo – la funzione di luogo sacro e “ai Cancelli” sarannno ospitate anche le celebrazioni della parrocchia del Duomo.

Sempre nel centro città a Senigallia sabato 25 marzo 2023 con la Santa Messa delle ore 17,30 riapre al culto la Chiesa di Santa Maria del Ponte al Porto, dopo gli interventi di ripristino resisi necessari a seguito del sisma del novembre 2022 e che avevano costretto quella comunità ad utilizzare alcuni spazi dei locali pastorali per le celebrazioni.

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Unitalsi: sabato 25 e domenica 26 marzo la XXI Giornata nazionale, anche a Senigallia

È in programma per sabato 25 e domenica 26 marzo la 21ª Giornata nazionale Unitalsi, il più importante evento di sensibilizzazione e promozione organizzato dall’Associazione in piazza in tutta Italia. “La manifestazione – viene spiegato in una nota – offrirà l’opportunità di conoscere le attività di volontariato dell’Unitalsi in Italia e all’estero, i progetti di solidarietà come il “Progetto dei piccoli”, dedicato all’accoglienza delle famiglie dei bambini degenti nei principali centri ospedalieri pediatrici oncologici e il calendario delle prossime partenze dei pellegrinaggi a Lourdes, Terra Santa, Fatima, Santiago de Compostela e Loreto”.

A Senigallia il gazebo Corso 2 Giugno (di fronte alla BNL), è aperto dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 15.00 alle 20.00.
        

“Sostienici con un gesto di bontà” è il messaggio che quest’anno accompagnerà la campagna di solidarietà, che avrà ancora una volta come testimonial Flavio Insinna. L’Associazione sarà presente nelle principali piazze italiane con i suoi gazebi, presso i quali, i volontari e le volontarie proporranno, in cambio di un’offerta minima, un nuovo cofanetto, contenente quattro confezioni di pasta di semola di grano duro da 400 gr di tipologie diverse. Un cofanetto che può diventare dono e offrire nutrimento a chi è in difficoltà; un gesto di umanità – per riprendere le parole di Papa Francesco – per essere lievito nuovo e costruire una Chiesa sempre in fermento.

Per l’emergenza umanitaria causata dal terremoto che ha colpito Turchia e Siria, l’Unitalsi ha deciso che parte delle offerte ricavate della 21ª Giornata nazionale sarà devoluto alla colletta nazionale promossa dalla Cei e dalla Caritas Italiana domenica 26 marzo a favore delle popolazioni colpite dal violento sisma dello scorso 6 febbraio.

Consultando il sito web www.unitalsi.it è possibile conoscere le piazze dove saranno presenti i volontari Unitalsi.

A.B.

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Terremoto in Turchia e Siria: a un mese dal sisma la rete Caritas potenzia gli aiuti.

“È trascorso quasi un mese dal devastante terremoto che ha sconvolto la Turchia centro-meridionale e la Siria settentrionale, ma l’emergenza umanitaria resta acutissima, nonostante l’onda dell’attenzione mediatica sia ormai scemata. Almeno 50mila morti, circa 120mila feriti, centinaia di migliaia di edifici distrutti o danneggiati, almeno 2 milioni di persone sfollate e 15 milioni in qualche modo colpite dagli effetti del sisma: numeri impietosi, che solo in parte riescono a rappresentare il dolore, le angosce e i disagi che stanno vivendo intere popolazioni”. Lo si legge in una nota diffusa oggi da Caritas Ambrosiana. “In questo scenario di devastazione, la rete internazionale Caritas ha attivato una fitta trama di interventi, cui Caritas Italiana e Caritas Ambrosiana stanno dando un concreto contributo, nella consapevolezza che – come già avvenuto in passato, in occasione di altre emergenze umanitarie ‘maggiori’ – il pur doveroso aiuto d’urgenza rappresenta il preludio di un impegno di soccorso, accompagnamento, riabilitazione e ricostruzione, a favore dei gruppi sociali più vulnerabili, destinato a durare nel tempo, per anni, e in vista del quale ci si sta attrezzando da subito”.

Nell’immediato, in Turchia la rete Caritas Internationalis ha operato nelle aree di Hatay, Iskenderun e Mersin, distribuendo pasti caldi, coperte, kit per l’igiene e medicinali a migliaia di persone, e organizzando attività educative per i minori sfollati. “Nel frattempo è stato messo a punto un programma d’intervento per i prossimi due mesi, mirato a sostenere 5mila persone, cui verranno forniti accoglienza temporanea in strutture adeguate e sicure, kit alimentari e pasti caldi (sia alle persone accolte da Caritas sia a soggetti vulnerabili ospitati in altri luoghi), prodotti per l’igiene di base, vestiario e altri prodotti necessari per la quotidianità”.

G.B.

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Terremoto in Turchia e Siria: Cei, il 26 marzo colletta nazionale per le popolazioni colpite

“Il mio pensiero va, in questo momento, alle popolazioni della Turchia e della Siria duramente colpite dal terremoto, che ha causato migliaia di morti e di feriti. Con commozione prego per loro ed esprimo la mia vicinanza a questi popoli, ai familiari delle vittime e a tutti coloro che soffrono per questa devastante calamità. Ringrazio quanti si stanno impegnando per portare soccorso e incoraggio tutti alla solidarietà con quei territori, in parte già martoriati da una lunga guerra”.

Stimolata da queste parole di papa Francesco e “consapevole della gravità della situazione”, la presidenza della Cei ha deciso di indire una colletta nazionale, da tenersi in tutte le chiese italiane domenica 26 marzo 2023 (V di Quaresima): “sarà un segno concreto di solidarietà e partecipazione di tutti i credenti ai bisogni, materiali e spirituali, delle popolazioni terremotate – si legge in una nota. Sarà anche un’occasione importante per esprimere nella preghiera unitaria la nostra vicinanza alle persone colpite”. Le offerte dovranno essere integralmente inviate a Caritas Italiana entro 30 aprile 2023.

Facendo proprio l’appello di Papa Francesco, al termine dell’udienza generale di mercoledì 8 febbraio, la presidenza della Cei, a nome dei vescovi italiani, rinnova “profonda partecipazione alle sofferenze e ai problemi delle popolazioni di Turchia e Siria provate dal terremoto”. Per far fronte alle prime urgenze e ai bisogni essenziali di chi è stato colpito da questa calamità, la Cei ha disposto un primo stanziamento di 500.000 euro dai fondi dell’8xmille per iniziative di carità di rilievo nazionale. Tale somma sarà erogata tramite Caritas Italiana, già attiva per alleviare i disagi causati dal sisma e a cui è affidato il coordinamento degli interventi locali. Continua a crescere, infatti, il numero delle vittime accertate, mentre sono ancora diverse migliaia le persone disperse e quelle ferite. Drammatica anche la condizione dei sopravvissuti, che hanno bisogno di tutto, stretti tra le difficoltà del reperimento di cibo e acqua e le rigide condizioni climatiche.

Andrea Regimenti

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Asmae Dachan racconta la sua Siria: dalla guerra al terremoto non c’è mai pace

Asmae Dachan non ha mai smesso di raccontare la sua Siria, anche quando sa bene che sono poche le orecchie attente ed interessate ai drammi della sua terra d’origine. Scrittrice e giornalista da voce ad un martirio che lì non finisce mai. Dodici anni di guerra, ancora guerreggiata e adesso la devastazione del terremoto. La sua testimonianza.

Circa la metà dei 4,6 milioni di abitanti della Siria nordoccidentale è stata costretta a lasciare le proprie case a causa del conflitto, con 1,7 milioni che ora vivono in tende e campi profughi nella regione, secondo l’agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia, l’UNICEF. L’anno scorso, l’agenzia ha riferito che 3,3 milioni di siriani nell’area non avevano cibo sicuro.

Laura Mandolini

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Terremoto in Siria e Turchia: l’intervista al prof. Fausto Marincioni, esperto di disastri

Il freddo, la guerra, il terremoto. Piove, anzi, diluvia sul bagnato. Tra Siria e Turchia la catastrofe naturale ha amplificato a dismisura la follia di una guerra, quella siriana, di cui non parliamo quasi più ma che c’è ancora e crea tanta sofferenza. Il sisma fa tremare confini infuocati da sempre, il ribelle Nord della Siria in cui milioni di persone sono intrappolate tra ciò che è rimasto degli invasati dell’Isis e le persecuzioni del regime di Assad. Centinaia di migliaia di profughi siriani nei campi allestiti appena al di là del confine, in quella Turchia ugualmente devastata.

Fausto Marincioni è docente di Geografia ambientale all’Università Politecnica delle Marche – Dipartimento Scienza della vita e dell’ambiente. E’ tra i massimi esperti di disastri e lo abbiamo raggiunto dai microfoni di Radio Duomo Senigallia. Ci spiega anzitutto che tipo di sisma è quello accaduto due giorni fa.

Una tragedia che si inserisce in un posto complicato. Non è una forzatura parlare di alleanze mentre migliaia di persone sono sotto le macerie, lasciate al gelo. Lì, però, ci sono personaggi quali Assad, Erdogan, la Russia non è lontana, la guerra è poco più a Nord. Tutto è tremendamente connesso e perfino gli aiuti internazionali distinguono tra il colore dei passaporti. C’eravamo dimenticati di milioni di persone, un terremoto le riporta alla ribalta.

“Non c’è fine al dolore e alla sofferenza in quella zona martoriata” scrive in un post la giornalista italo siriana Asmae Dachan. Le macerie dei palazzi devastati si somigliano molto, difficile distinguere quelle devastate dalla guerra da quelle provocate dal terremoto. La Terra si muove violentemente, fa il suo corso e non ne vuole sapere di una follia che la copia nella sua catastrofica distruzione.

Laura Mandolini

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Nonostante le fatiche e i disastri è ancora Natale: numero speciale de La Voce Misena

La copertina del numero di natale 2022 de La Voce Misena
La copertina del numero di natale 2022 de La Voce Misena

Un numero speciale dedicato ad Natale in giorni difficili per la nostra realtà. Pagine nate dalla collaborazione tra Fondazione ‘Gabbiano’ e Caritas diocesana per dare voce alle tante emergenze che abbiamo vissuto in questi mesi: la pandemia, la crisi sociale legata ad essa, alla guerra tornata in Europa.

E ancora, voci di migranti in fuga dalla violenza, di chi è impaurito dal terremoto, di chi ce la mette tutta per andare avanti. Voci di imprenditori, artigiani, commercianti, preti, volontari, famiglie che tengono duro. Per augurarci buon Natale, pensando a quel Dio che ha messo casa tra noi.

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