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Autore: Barbara Fioravanti

VIP Claun Ciofega Senigallia

Quei nasi rossi che portano il buonumore in corsia

Mirco Rocconi dell’associazione VIP Claun Ciofega Senigallia ODV ci parla di questa particolare realtà di volontariato presente nella nostra città, che porta il sorriso e il buonumore all’interno delle strutture sociosanitarie e scolastiche del territorio.

Mirco, di cosa si occupa la vostra associazione?

L’associazione VIP Claun Ciofega Senigallia ODV si occupa di clownterapia nelle strutture socio sanitarie della zona ed è presente sul territorio dal 2003. Conta circa 40 volontari attivi che prestano servizio, portando con loro un mondo magico, quello del circo con le sue meraviglie e la sua fantasia. Così come accade al circo, allo stesso modo l’intervento del clown può trasportare in un’atmosfera di gioia, buonumore e risate il degente in ospedale o l’ospite delle RSA. Spesso anche semplicemente l’ascolto è sufficiente, le persone ci raccontano della loro vita e si instaura in pochi minuti un rapporto di stima e fiducia. Portiamo il concetto del buonumore e del sorriso anche nelle scuole superiori con un progetto all’istituto Corinaldesi e in alcune scuole materne, attraverso la lettura di favole e giochi. Nel periodo estivo siamo presenti con I favolosi in piazza dei Leoni, dove raccontiamo a modo nostre favole ai bambini. I nostri volontari prima della pandemia svolgevano le attività di volontariato la domenica pomeriggio nei reparti di Pediatria, Medicina, Post-acuzie lungodegenza e Ortopedia della ASL di Senigallia e il sabato pomeriggio nei reparti di Ematologia e Oncologia a Muraglia e Pediatria al San Salvatore di Pesaro. Siamo coinvolti in un nuovo progetto al Salesi di Ancona e siamo speranzosi di poter riprendere presto le nostre attività all’interno delle strutture. Al momento è tutto fermo.

Come si diventa clown di corsia?

Il “percorso clown” ha inizio frequentando il Corso Base di Formazione che si svolge in un weekend prefissato dall’associazione. Per il 2021 sarà il primo week end di ottobre. Diventare volontario clown VIP è un’esperienza meravigliosa. Al corso base si incontrano persone che hanno in comune gli stessi valori e ideali di solidarietà, si condividono esperienze e si acquisiscono abilità. Il corso è suddiviso in moduli dove vengono trattate tecniche di psicomotricità, tecniche base di clownerie, esercizi di fiducia, sintonia, comunicazione, igiene in ospedale e tanto altro. Il fine è non solo insegnare tecniche, ma trasmettere anche il divertimento nel giocare e, attraverso di esso, imparare a conoscere meglio il proprio corpo, le proprie potenzialità. Una volta terminato il corso, il percorso di formazione continua e si inizia a conoscere meglio questa grande famiglia. L’attività minima richiesta dal volontario clown è quella della formazione attraverso una serata di allenamento mensile e un turno presso le strutture convenzionate. L’allenamento è di solito costruito su giochi di squadra e ascolto, elementi fondamentali per la buona riuscita di un turno in corsia. Chiunque abbia voglia di cimentarsi in questa bellissima esperienza può chiederci informazioni accedendo al form del sito vipclaunciofega.it o alla mail direttivo@vipclaunciofega.it o attraverso i mezzi social: Facebook “Vip Claun Ciofega Senigallia ODV” e Instagram “vipclaunciofega”.

Avete nuove attività in programma?

Come accennato in precedenza, le attività presso le strutture socio sanitarie sono ferme, ma siamo speranzosi in una pronta ripresa. Ci potete trovare però con attività promozionali il 17 luglio dalle 18 alle 23 in piazzale della Libertà, di fronte alla Rotonda con tantissime sorprese; il 31 luglio in piazza dei Leoni a Senigallia sempre dalle 18 alle 23; il 12 settembre al Foro Annonario di Senigallia per la Giornata del naso rosso che collega simbolicamente le 64 associate alla federazione Vipitalia in un grande abbraccio virtuale. Una giornata dove si ha la possibilità di conoscere questo fantastico mondo e si raccolgono fondi a sostegno dei progetti vip Italia. Anche quest’anno legata alla Giornata del naso rosso c’è la lotteria Ciofega Senigallia, con tantissimi premi. Un ringraziamento a tutte le attività che anche questo hanno ci sostengono con grande fiducia. Buon viaggio a tutti!

a cura di Barbara Fioravanti

L’intervento audio di Mirco Rocconi
Mostra Sherlock Holmes

La mostra “Sherlock Holmes story” tinge di giallo l’estate senigalliese

Il personaggio di Sherlock Holmes, forgiato dalla penna di Arthur Conan Doyle, rappresenta il testo sacro del giallo classico o deduttivo. In ragione di tale autorevolezza, sulla scia dell’investigatore residente al 221B Baker Street a Londra, è fiorita nella storia della letteratura una fitta nebulosa di testi apocrifi, ossia di racconti e di romanzi scritti da autori che hanno ripreso il personaggio di Doyle e lo hanno calato in una vicenda di loro invenzione, spesso lontana dai luoghi frequentati abitualmente da Holmes.

Accadde così che Joyce Lussu, nel romanzo del 1982 intitolato Sherlock Holmes. Anarchici e siluri, lo portasse addirittura dalle parti del Conero a inizio Novecento, alla ricerca, per conto della corona britannica, di una fabbrica austro-tedesca di torpedini sottomarine.

E nell’esatte 2021 Sherlock Holmes tornerà marchigiano e prenderà domicilio a Senigallia, precisamente a Palazzetto Baviera, dove, tra il 19 agosto e il 15 settembre, sarà a lui dedicata la mostra Sherlock Holmes story, nata dalla collaborazione tra la Fondazione Rosellini per la Letteratura Popolare e il Comune di Senigallia, da dieci anni compagni di viaggio nell’organizzazione di “Ventimilarighesottoimari in Giallo”, il festival del noir e del giallo civile ormai divenuto uno degli appuntamenti più attesi dell’estate senigalliese.

Gli spazi espositivi della mostra, ideata e curata da Fabio Manini e resa possibile dal contributo di Gabriele Mazzoni, uno dei maggiori collezionisti al mondo di libri e oggettistica riguardanti il celebre investigatore, offriranno al pubblico libri antichi italiani ed esteri, spesso nella prima edizione, introvabili e pregiate illustrazioni, fumetti, giochi, francobolli e altro materiale di ambito cinematografico e musicale.

Ma non è tutto, perché il catalogo della mostra conterrà una vera chicca, ossia la storia a fumetti inedita Sherlock Holmes e il caso della Madonna di Senigallia, disegnata da Andrea Fattori su sceneggiatura di Pelagio d’Afro, nome collettivo dietro il quale si celano gli scrittori D’Emilio, Fogliardi, Papini e Fabra. Sherlock Holmes diventerà così senigalliese a tutti gli effetti, come peraltro, in occasione di mostre degli anni passati, era accaduto a Topolino, che nel numero 3161 visitò addirittura la Camera Gialla della Fondazione Rosellini, e a Dylan Dog, impelagato, dalle parti della Rocca Roveresca, in una storia di fantasmi inserita nel catalogo della relativa esposizione.

Luca Rachetta

Lapsus

Diversamente artisti

Artisti all’opera ll’interno dello Spazio Lapsus

In via Marchetti a Senigallia esiste un luogo dove arte e disabilità si uniscono in un connubio di colori e creatività. Andrea Simonetti, presidente e art director dell’associazione “Lapsus”, illustra le particolarità dello “Spazio Lapsus – Diversa Creatività”.

Andrea, quali sono le caratteristiche di “Lapsus Creativo”?

Lapsus è un’associazione di promozione sociale che si occupa principalmente di arti visive e disabilità. Queste due realtà si uniscono in una simbiosi perché noi principalmente lavoriamo con persone con disabilità e, attraverso l’arte, apriamo un mondo a loro e a noi che abbiamo il privilegio di lavoraci. Infinito, di scoperta, di un’altra visione che sembra impossibile ma che invece è possibile, perché ogni persona che passa per il nostro spazio si troverà in un atelier pieno di colori e di arte! Da qui la domanda: l’avrà fatto un artista? Sì, l’ha fatto un artista, uno degli artisti Lapsus. In questo spazio possono entrare tutti, artisti famosi e persone normali, per lavorare insieme, per condividere un’esperienza e soprattutto un’emozione: quella di lavorare con gli artisti davvero speciali!

Come avete vissuto il periodo del lockdown?

E’ stato problematico sia per noi che per gli artisti con disabilità perché in questo periodo le attività si sono fermate e loro si sono abituati a stare a casa senza far nulla. E quindi da lì ci è venuto in mente di provare a ricontattarli attraverso le chiamate o le videochiamate. Così pian piano abbiamo instaurato un rapporto e abbiamo iniziato a fare disegni e a colorare insieme. Abbiamo deciso di recapitare dei materiali specifici a ognuno di loro. In questo modo hanno potuto riprendere a disegnare con i materiali che usavano a Lapsus e poi ci hanno mandato le opere che hanno realizzato. Per fortuna il laboratorio è stato riaperto ufficialmente in presenza a luglio 2020, anche se ad oggi non è stato riattivato il servizio di trasporto per gli utenti, che da un anno ormai vengono accompagnati dalle proprie famiglie.

Quali sono i vostri nuovi progetti?

Non ci siamo persi d’animo e abbiamo continuato a creare. Il progetto “Abbracci”, che ci sono molto mancati in questo lungo anno di pandemia, ha portato alla creazione del calendario 2021 Lapsus. Abbiamo inoltre collaborato con altri atelier italiani alla progettazione della sesta edizione del Festival dell’Arte Irregolare e dell’Arte Outsider, che quest’anno si terrà a Torino. Infine abbiamo collaborato con Pan de Frà, famoso panificio di Senigallia conosciuto a livello nazionale, con delle grafiche fatte ad hoc per la confezione del suo panettone. I progetti in corso sono moltissimi perché la creatività degli artisti Lapsus non si ferma mai. Speriamo che il servizio di trasporto possa ripartire al più presto. Intanto vi aspettiamo allo Spazio Lapsus, in via Marchetti 19 a Senigallia, per un’esperienza creativa davvero unica, sempre rispettando tutte le normative anti covid.

a cura di Barbara Fioravanti

Episcopus Senogalliensis

Apre alla Pinacoteca l’esposizione “Episcopus Senogalliensis”

Episcopus Senogalliensis. Ritratti restaurati dei Vescovi di Senigallia. Con questa esposizione che si apre con l’estate 2021 alla sala del trono della Pinacoteca di Senigallia, non è intenzione addentrarsi nella questione di chi fu il primo Vescovo di Senigallia; se la Cattedra sia di fondazione apostolica, come ritengono alcuni, essendo stato protovescovo San Sabiniano, uno dei 72 discepoli del Signore mandato da San Pietro; oppure se primo Vescovo di Senigallia sia stato San Paolino da Nola, passando per questa città marittima in uno dei suoi viaggi annunciando il Vangelo; ovvero se primo Vescovo sia stato un certo Polino I, di cui si perse memoria e – per questo – ci si ricondusse poi al più noto San Paolino da Nola. Se certo è che il primo Vescovo storicamente documentato di Senigallia è Venanzio – negli anni 502-503 – è altrettanto vero che da 1500 anni almeno a Senigallia presta il proprio servizio pastorale un Vescovo in comunione con la Chiesa romana: “I vescovi, quali successori degli apostoli, ricevono dal Signore, cui è data ogni potestà in cielo e in terra, la missione d’insegnare a tutte le genti e di predicare il Vangelo ad ogni creatura, affinché tutti gli uomini, per mezzo della fede, del battesimo e dell’osservanza dei comandamenti, ottengano la salvezza!” (Lumen Gentium, n. 24). Ecco allora che, attraverso alcuni quadri presenti nei depositi del Palazzo Vescovile, cogliendo l’occasione pure da recenti restauri, si è voluto abbozzare un percorso che, in qualche maniera, ricordi essere Senigallia città vescovile. Sono solo alcuni dei ritratti – forse anche un po’ stereotipati “di circostanza” – dei 101 Vescovi che hanno avuto la guida pastorale di questa Diocesi e che ci inducono a riflettere su una storia di fede e non solo che certamente è di Senigallia ma anche dell’intero territorio diocesano, dal Cesano all’Esino, dall’Appennino all’Adriatico. Ad ingresso gratuito, l’orario estivo sino al 31 agosto prevede l’apertura della Pinacoteca con l’esposizione dal giovedì alla domenica con orario 21-24. Info: www.diocesisenigallia.it.

Spiaggia Orso Bo

In vacanza si impara a rispettare l’ambiente

L’orto dei bambini e il pesce “mangia plastica” sulla spiaggia dell’Albergo dell’Orso Bo

Giulia Pierluca, responsabile dell’animazione dell’Albergo dell’Orso Bo sul lungomare Mameli di Senigallia, descrive le caratteristiche della loro proposta educativa rivolta ai più piccoli anche in spiaggia.

Giulia, al di là dell’aspetto ludico ricreativo quanto contano per voi le proposte educative orientate verso il rispetto dell’ambiente?

Per noi sia l’aspetto ludico ricreativo sia quello educativo della sensibilizzazione dei bambini al rispetto dell’ambiente sono davvero molto importanti e vanno di pari passo. Noi siamo animatori, non ci definiamo educatori, giochiamo con i bambini e cerchiamo di far vivere loro un’esperienza che gli rimanga nel cuore, anche facendoli entrare in connessione con l’ambiente. Per esempio abbiamo un orto in riva al mare dove raccolgono le verdure oppure li facciamo interagire con la sabbia. Abbiamo anche creato un pesce “mangia plastica” in ferro battuto che abbiamo chiamato “Albertino” e che abbiamo posizionato sulla riva.  In questo modo le persone che passano e che trovano plastica sulla spiaggia possono “darla da mangiare” ad Albertino “il pesce spazzino”. Inoltre al momento dell’arrivo dei bimbi, all’accoglienza, diamo dei regalini come album e matitine ma tra questi c’è anche una borraccia e spieghiamo loro che possono riempirla ogni volta che vogliono dal distributore dell’acqua che abbiamo al bar. Così facendo abbiamo eliminato le bottigliette di plastica. Non stiamo tanto a spiegare loro le cose ma gliele facciamo vivere così che i valori entrino in loro implicitamente e percepiscano il rispetto dell’ambiente come una cosa “normale”. Insomma cerchiamo nel nostro piccolo non di dare nozioni ma di far vivere concretamente il rispetto dell’ambiente della vacanza.

Pensi che, grazie a queste esperienze, i valori possano restare nei più piccoli una volta cresciuti?

Sì, noi crediamo che questi valori del rispetto dell’ambiente, della libertà di vivere l’essere bambino possano restare nei più piccolo, portarlo dentro di loro e viverlo anche fuori dalla vacanza del nostro albergo. Magari al ritorno a casa, vedendo per esempio un tappo di bottiglia, possano ricordarsi di come sia stato utilizzato per un lavoretto di riciclo creativo e sia diventato un pesce. E chissà, forse negli anni, una volta diventati grandi, trasmetteranno questi valori ai figli a loro volta. È una pretesa grandissima però noi ci crediamo, anche perché abbiamo ricevuto dei bellissimi feedback da parte di alcuni ospiti che sono stati da noi e che si ricordano delle esperienze che hanno vissuto qui.

a cura di Barbara Fioravanti

Oratori estivi Teatro del Portone

Oratori estivi al Teatro parrocchiale Portone

Don Paolo Gasperini ci parla degli oratori estivi dell’Unità Pastorale Buon Pastore di Senigallia, che sono partiti da qualche settimana al Teatro del Portone, nel rispetto delle normative anti covid.

Come vi siete organizzati per gli oratori estivi nella vostra Unità Pastorale?

Come Unità Pastorale Buon Pastore, che riguarda le parrocchie della zona sud della città di Senigallia, quindi Cristo Redentore, Portone, Santa Maria Goretti e Ciarnin, siamo riusciti a organizzare un oratorio estivo per i ragazzi di elementari e medie grazie alla collaborazione e al lavoro delle persone che si occupano in particolare del teatro. Abbiamo la fortuna di avere qui il Teatro del Portone con delle persone che fanno attività teatrali, e che hanno messo in piedi un programma dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 13, in cui ogni settimana c’è al centro un musical. I ragazzi vengono coinvolti in modo molto semplice e coinvolgente nell’allestimento di un piccolo spettacolo. Vengono sollecitate un po’ le dimensioni del mettersi in gioco, quelle teatrali, e sappiamo quanto questo faccia bene ai ragazzi più piccoli, quelle musicali, legate al canto e gli altri aspetti che riguardano proprio l’organizzazione di un musical. Ogni settimana c’è una proposta diversa. Nelle prime settimane di giugno c’era più affluenza, adesso è un po’ calata: si è passati da cinquanta ragazzi a circa una trentina di questa settimana. Questo è molto bello, è una risorsa che viene messa in campo per le famiglie ma in particolare che sollecita i ragazzi nella loro creatività.

Quali sono le maggiori difficoltà che avete riscontrato, essendo ancora in emergenza sanitaria?

Le difficoltà non sono molte, si riesce a star dietro ai vari protocolli in modo molto semplice ed efficace. Abbiamo tutti i protocolli per la sicurezza del covid. C’è una fiducia bella da parte delle famiglie nei confronti della parrocchia e anche il fatto di vedere delle persone adulte che lavorano con i ragazzi è di grande aiuto, insieme poi ad adolescenti che danno una mano. Speriamo che le cose vadano per il meglio, che le attività possano proseguire. C’è questa piacevole collaborazione tra le attività sociali che si possono fare, come il teatro, ma con l’annuncio di fede. Quest’ultimo passa non tanto attraverso una predica o nella spiegazione del Vangelo ma nell’accoglienza piena dei ragazzi, nel metterli in gioco in quelle che sono le loro capacità e possibilità e anche nella cura che gli adulti hanno dei più piccoli, per far sperimentare come la comunità cristiana e l’amore del Signore accompagnano ogni persona.

a cura di Barbara Fioravant

Beatlesenigallia

Torna “BEATLESENIGALLIA 2021”

Torna finalmente ‘BEATLESENIGALLIA 2021’, con un programma originale e di alta qualità: due concerti, un “Happening” al ‘Monumento a John Lennon’, una straordinaria esibizione di ‘Dance Ottocentesche’ in bellissimi costumi d’epoca ed un curioso, forse anomalo accostamento fra un filosofo dell’antica Grecia ed i “4 di Liverpool”, l’incontro fra due culture apparentemente del tutto disomogenee.

Co-organizzata dal Comune di Senigallia e dal B.d.I.A., il Beatles Club di Brescia col suo Presidente Rolando Giambelli, l’edizione 2021 di ‘BeatleSenigallia’ cerca ancora una volta di coniugare la passione per la più grande Rock-Band della storia con la vocazione turistica di Senigallia (tutti gli eventi sono gratuiti e pienamente inseriti nel calendario estivo di “feelSenigallia”), non dimenticando la giusta attenzione alle esigenze dei più deboli, col ‘partner etico’, la Onlus ‘ANDOS-Associazione Nazionale Donne Operate al Seno’, Comitato di Senigallia.

‘BeatleSenigallia 2021’ desidera riportare un po’ di spensieratezza ricordando comunque i lutti, il dolore e le difficoltà causate dalla pandemia e sarà affettuosamente dedicato a Giuliano De Minicis, un amico caro prematuramente scomparso, un grafico brillante che ha ideato il logo di ‘BeatleSenigallia’, con la foto coloratissima dei Beatles di Sgt Pepper davanti alla ‘Rotonda a Mare’.

Il programma:

domenica 11 luglio 2021:

•ore 11.30-Monumento a John Lennon (Parco della Pace): Happening “Ricordando John”, con Musiche del Maestro Andrea Celidoni e Letture di Mauro Pierfederici;

•ore 21.00-Teatro ‘La Fenice’: “Danze Ottocentesche”, Associazione ‘Marche 800’, Compagnia Nazionale Danza Storica;

•ore 21.30-Teatro ‘La Fenice’: “LENNON-McCARTNEY UNPLUGGED” in Concerto, con i Musicisti Simone Borghi, Cristiano Orlandi, Tony Sovente Spissu e Ricky Camponi;

giovedì 22 luglio 2021:

•ore 18.00-Giardini ‘Scuola Pascoli’: III Festival EPICUREO, “Dal GIARDINO di ATENE ad ABBEY ROAD”, una chiaccherata con Sandro Borzoni e Paolo Molinelli;

•ore 19.00-Giardini ‘Scuola Pascoli’: III Festival EPICUREO, “Beatles&De Andrè” in Concerto, con i Musicisti Andrea Celidoni, Giacomo Campanile e Lucio Chieruzzi.

Paolo Molinelli (Referente B.d.I.A. e Presidente BeatleSenigallia)

Niente da capire

Riparte la rassegna cinematografica “Niente da capire”

Mercoledì 30 giugno alle ore 21.30 presso l’Arena Gabbiano cinema all’aperto si svolgerà  la proiezione gratuita del film MANUEL di Dario Albertini, Italia 2017, come anticipazione estiva della rassegna cinematografica Niente da Capire. 

L’informagiovani del comune di Senigallia, in collaborazione con l’associazione Linea d’Ombra, organizza questa rassegna rivolta alle scuole da più di venti anni. Dopo l’interruzione forzata dovuta al covid, la rassegna ripartirà il prossimo anno scolastico con la visione di tre film, a cui farà seguito uno  spazio di dialogo, ascolto e confronto tra gli studenti.


Il filo conduttore di Niente da Capire, come sempre, è l’invito a sviluppare senso critico, apertura, confronto, crescita, tramite il cinema, il tema di questa edizione è “Relazioni famigliari”.

A settembre proseguiranno le proiezioni estive gratuite, aperte a tutti, anche degli altri due film della rassegna: ZORAN, IL MIO NIPOTE SCEMO di Matteo Oleotto, Italia –  – MUSTANG di Deniz Gamze Erguven, Turchia 2016.

Ercole Mastai

Ercole Mastai, il ritratto di un nobile senigalliese del ‘700

Con l’arrivo dell’estate Palazzo Mastai – Casa Museo Pio IX di Senigallia inaugura una nuova esposizione nel grande salone di rappresentanza al piano nobile. Ercole Mastai. Il ritratto di un nobile senigalliese del ‘700 questo il titolo dell’evento che, traendo origine da un recente restauro, porta all’attenzione il ritratto di Ercole Mastai, giovinetto, quale simbolo di quella nobiltà di reggimento che per secoli ha guidato le vicende della Senigallia pontificia. Ecco dunque che dai depositi di Palazzo Mastai riemerge un ritratto del conte Ercole (1727-1818) – nonno di Giovanni Maria, poi papa col nome di Pio IX – che ha molto da raccontare sulla sua epoca. Recentemente restaurato dal Professore Michele Papi, sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche, questo interessante olio su tela di 100 x 78 centimetri, datato 9 settembre 1741, rispecchia in pieno lo spirito di un secolo complesso come il XVIII, fatto «della più sublime superficialità e delle massime rivoluzioni», per riprendere le parole di Flavio Caroli, Storico dell’Arte dei nostri tempi. Occasione sarà anche quella di ammirare Palazzo Mastai, casa museo aperta sin dal 1892, che racconta negli arredi, nelle opere, nei cimeli il modo di vivere dell’aristocrazia della provincia pontificia in una Senigallia le cui fortune erano legate alla fiera franca della Maddalena. L’esposizione, visitabile tutti i giorni feriali in concomitanza con la casa museo, resterà aperta sino a dicembre. Palazzo Mastai – Casa Museo Pio IX vi attende per le visite guidate, sempre ad ingresso gratuito, dal lunedì al sabato con orario estivo (giugno-luglio-agosto) 9-12/17-19. Il Museo aderisce all’Associazione Musei Ecclesiastici Italiani. Info: www.diocesisenigallia.itwww.pionono.it – tel. 071.60649 – 071.7920709.

Fibromialgia

Fibromialgia: parliamone insieme

Il CFU Marche sarà presente a Senigallia al Mercatino dell’artigianato al porto sabato 26 giugno e sabato 17 luglio dalle 18 alle 22. Come malate di Fibromialgia abbiamo il diritto e il dovere di fare informazione su questa malattia poco conosciuta. Il nostro obiettivo è raggiungere più persone possibili per dare visibilità e informazioni giuste ai malati/e che non riescono ad avere risposte . Donati Daniela, Referente CFU Marche, gli Psicologi Roberto Re e Nadia Chiaravalle e le nostre volontarie vi aspettano al banchetto informativo. Non si può guarire, ma si può convivere con la Fibromialgia. Per maggiori informazioni consultare la pagina Facebook “Comitato Fibromialgici Uniti” o visitare il punto informativo CFU Marche a Marotta, al centro di riabilitazione della Croce Rossa, in via Europa.
Donati Daniela, Cfu Marche

Ercole Mastai

Apre l’esposizione dedicata a Ercole Mastai

Con l’arrivo dell’estate Palazzo Mastai – Casa Museo Pio IX di Senigallia inaugura una nuova esposizione nel grande salone di rappresentanza al piano nobile. Ercole Mastai. Il ritratto di un nobile senigalliese del ‘700 questo il titolo dell’evento che, traendo origine da un recente restauro, porta all’attenzione il ritratto di Ercole Mastai, giovinetto, quale simbolo di quella nobiltà di reggimento che per secoli ha guidato le vicende della Senigallia pontificia. Ecco dunque che dai depositi di Palazzo Mastai riemerge un ritratto del conte Ercole (1727-1818) – nonno di Giovanni Maria, poi papa col nome di Pio IX – che ha molto da raccontare sulla sua epoca. Recentemente restaurato dal Professore Michele Papi, sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche, questo interessante olio su tela di 100 x 78 centimetri, datato 9 settembre 1741, rispecchia in pieno lo spirito di un secolo complesso come il XVIII, fatto «della più sublime superficialità e delle massime rivoluzioni», per riprendere le parole di Flavio Caroli, Storico dell’Arte dei nostri tempi. Occasione sarà anche quella di ammirare Palazzo Mastai, casa museo aperta sin dal 1892, che racconta negli arredi, nelle opere, nei cimeli il modo di vivere dell’aristocrazia della provincia pontificia in una Senigallia le cui fortune erano legate alla fiera franca della Maddalena. L’esposizione, visitabile tutti i giorni feriali in concomitanza con la casa museo, resterà aperta sino a dicembre. Palazzo Mastai – Casa Museo Pio IX vi attende per le visite guidate, sempre ad ingresso gratuito, dal lunedì al sabato con orario estivo (giugno-luglio-agosto) 9-12/17-19. Il Museo aderisce all’Associazione Musei Ecclesiastici Italiani. Info: www.diocesisenigallia.itwww.pionono.it – tel. 071.60649 – 071.7920709.

Aperitivi sotto gli ulivi

Tornano gli “Aperitivi sotto gli ulivi” a Casa San Benedetto

Simona Stimilli, coordinatrice di Casa San Benedetto, la struttura della Caritas Diocesana che ospita gestanti e madri con figli, ci parla degli aperitivi solidali a Casa San Benedetto.

Sono ripartiti nel mese di giugno gli aperitivi solidali di Casa San Benedetto, che chiamiamo “Aperitivi sotto gli ulivi”. Il prossimo sarà venerdì 25 giugno, un aperitivo in musica, e nel mese di luglio seguiranno tutti i giovedì e venerdì aperitivi legati a serate culturali, musicali e con attività per bambini e famiglie. Vi invito a seguire Caritas Senigallia sui canali social per vedere il calendario nel dettaglio.  La Caritas diocesana di Senigallia, insieme alla cooperativa Undicesimaora, ha allestito l’ampio giardino sotto gli ulivi in modo da poter accogliere molte persone in sicurezza e nel rispetto delle normative anticovid in vigore. L’idea è quella di offrire un’occasione per incontrarsi, in particolare dopo questo anno passato in casa, e allo stesso tempo di far conoscere la realtà di Casa san Benedetto come struttura di accoglienza per donne con bambini ma anche come luogo di sviluppo della cooperativa sociale Undicesimaora. Il ricavato degli aperitivi sarà devoluto al fondo di solidarietà con il quale la Caritas diocesana fornisce aiuti alle famiglie del territorio.

a cura di Barbara Fioravanti

Export agroalimentare

Segnali di ripresa per l’export agroalimentare marchigiano

Dopo il lungo periodo di stasi, torna a dare i primi segnali di ripresa l’export per l’agricoltura marchigiana. A tal proposito abbiamo raggiunto Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche e Coldiretti Ancona.

Qual è la situazione dell’export dell’agroalimentare marchigiano in questo momento?

Il dato dell’export marchigiano torna a crescere a distanza di circa dodici mesi dal brusco arresto che aveva registrato quando il nostro Paese e i mercati europei e internazionali erano nel pieno della crisi pandemica. L’aumento dell’1% riguarda il primo trimestre del 2021, confrontato con lo stesso trimestre dello scorso anno, quando eravamo ancora in piena emergenza sanitaria. È un dato che fa ben sperare, che ci prospetta un leggero e progressivo ritorno a una normalità economica e commerciale ed è un elemento significativo per il nostro settore agroalimentare marchigiano che soprattutto nei mercati europei trova sbocco e riconoscibilità.

Quali sono le azioni che state portando avanti per favorire questa ripresa?

Come Coldiretti Marche abbiamo da subito prestato collaborazione e sostegno al governo regionale per facilitare e accelerare quanto più possibile il piano di vaccinazione dei cittadini e degli imprenditori marchigiani. Questo proprio con lo scopo e la volontà di riuscire a creare quanto prima un contesto nuovamente favorevole per il tessuto lavorativo della nostra regione, soprattutto per ritornare a un’attività commerciale necessaria per le imprese agricole, e non solo, della regione Marche.

a cura di Barbara Fioravanti

Mostra Nori De' Nobili

Il Museo Nori De’ Nobili inaugura la mostra “POESIA DELLA MATERIA”

Il Museo Nori De’ Nobili di Trecastelli inaugura giovedì 24 giugno, alle ore 21.15, la mostra POESIA DELLA MATERIA – Opere dall’Archivio Nori De’ Nobili, a cura di Stefano Schiavoni e Simona Zava. L’esposizione è ospitata nelle sale del Centro Studi sulla Donna nelle Arti Visive Contemporanee che, per l’occasione, riapre le porte al Pubblico, dopo diversi mesi di chiusura.

Il progetto, promosso dall’Assessorato alla Cultura della Città di Trecastelli e dal Museo Nori De’ Nobili, è sostenuto dalla Regione Marche – Assessorato Beni e attività culturali, ha il patrocinio della Commissione per le pari opportunità tra uomo e donna della Regione Marche e si avvale della collaborazione del Museo d’Arte Moderna dell’Informazione e della Fotografia di Senigallia e dell’Associazione Carlo Emanuele Bugatti – Amici del Musinf.

L’iniziativa nasce dalla volontà di proporre, rispetto a quelle esposte permanentemente al Museo, altre opere realizzate da Nori De’ Nobili, donna e artista diventata uno dei simboli culturali del territorio di Trecastelli.

La mostra presenta, infatti, una serie di lavori di Nori di medie e piccole dimensioni, molti dei quali inediti, che rivelano la sua inarrestabile capacità di ricerca pittorica. L’itinerario compositivo è caratterizzato dall’utilizzo di diverse tecniche, con cui l’artista ha realizzato figure con colori intensi e decisi. L’interesse per la materia e il desiderio di sperimentazione hanno fortemente caratterizzato la poetica della pittrice, che ha dato vita a opere su originali supporti come carta argentata, lastre radiografiche, pagine di riviste, legno, vari cartoncini. Con tecniche miste e materiali inusuali, l’esposizione rivela nuove sfaccettature del fuoco creativo della pittrice di origine marchigiana.

L’appuntamento con POESIA DELLA MATERIA – Opere dall’Archivio Nori De’ Nobili, è quindi fissato per giovedì 24 giugno, alle ore 21.15.L’ingresso e le visite guidate, sia alla mostra che al museo, sono gratuiti. Il pubblico potrà accedere alla struttura secondo le modalità previste dalla normativa vigente e in numero contingentato.

Per Informazioni: Ufficio Turistico_Museo Nori De’ Nobili –Villino Romualdo- Piazza Leopardi, 32 loc. Ripe – Trecastelli (Ancona); tel. 071. 7957851 – trecastelliufficioturistico@gmail.comwww.museonoridenobili.it

Lavandeto Corinaldo

La lavanda che profuma le nostre colline

Sara Simonetti, titolare dell’azienda agricola Verde Naturale che gestisce anche il Lavandeto di Corinaldo, descrive le caratteristiche della lavanda, pianta aromatica dai mille usi e dalle antiche origini, la cui coltivazione è stata riscoperta e riproposta nel nostro territorio.

Sara, di cosa ti occupi?

Sono la titolare dell’azienda agricola “Verde Naturale” che sta a Corinaldo. Fra le varie attività gestisco il campo ormai famoso del Lavandeto di Corinaldo che ho ereditato, in affitto, dalla precedente gestione della Cooperativa Undicesimaora di Senigallia, con cui collaboro da anni in rete d’impresa. Loro hanno lasciato l’attività e sono subentrata io che sono sul territorio e che meglio riesco a gestire il terreno.

Come mai la lavanda viene coltivata nel nostro territorio?

Io direi: “come mai la lavanda è stata riscoperta adesso e per tanto tempo non se ne è sentito parlare?”. In realtà le Marche hanno una lunghissima tradizione di coltivazione di piante aromatiche e officinali. La lavanda fa parte di questo gruppo vegetale. Le Marche venivano considerate “il giardino d’Europa”, questo perché avevano una vocazione a tante coltivazioni specifiche di utilizzo sia ornamentale che di farmacologia antica. Per tornare più vicino ai nostri tempi, ad Appignano c’era una famiglia nobile che agli inizi del Novecento ha fatto della coltivazione delle piante aromatiche e officinali non solo il proprio sostentamento e business ma anche studio e ricerca. Diciamo che questa tradizione è stata poi spazzata via dal periodo del Fascismo e dalla Battaglia del grano portata avanti da Mussolini. La lavanda non è stata riscoperta in questo periodo ma è stata reintrodotta dopo una sospensione di qualche decennio, perché la nostra terra è veramente vocata, come tutto il bacino del mediterraneo. La tipicizzazione delle nostre valli è tale che queste coltivazioni vengono proprio bene.

Quali sono gli usi che se ne fanno?

La lavanda ha tanti utilizzi. Non scenderei troppo nel dettaglio perché per gli usi per esempio farmacologici e di cura non ho titolo per parlarne. Per fare un discorso in generale il nome lavanda viene dalla parola “lavar”, “lavare”, perché è una pianta che, oltre al profumo caratteristico e piacevole, ha delle proprietà disinfettanti, purificanti. La tradizione che viene dal nome stesso può essere tranquillamente dichiarata, senza timore di dire cose troppo specifiche. La lavanda ha questo fascino straordinario del colore, è una pianta rilassante per tutti i sensi: dal punto di vista visivo, da quello olfattivo… Immergersi in un campo di lavanda o nel suo profumo vuol dire attivare tanti canali sensoriali assopiti. Anche per questo motivo questa pianta viene utilizzata da sempre per il rilassamento. C’è chi la utilizza, per esempio, per togliere stati tensivi e il semplice mal di testa. Nell’utilizzo comune viene adoperata come semplice rimedio per i piccoli problemi. Ad esempio, se mettiamo su una sbucciatura una semplice goccia di olio di lavanda, otteniamo una disinfezione della superficie lesa e una più rapida cicatrizzazione. È veramente fantastica sulle scottature e sia l’olio essenziale che l’acqua, che è un sottoprodotto del processo di distillazione, sono molto efficaci sugli arrossamenti, per esempio quelli tipici del periodo estivo.

a cura di Barbara Fioravanti