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Autore: Carlo Leone

Premio Emma Fabini: ecco i giovanissimi vincitori della prima edizione

Sono stati premiati al teatro La Fenice i giovanissimi vincitori del concorso letterario “Emma. Il ricordo salvato”. L’iniziativa è stata dedicata a Emma Fabini, una delle sei giovani vittime della strage alla Lanterna Azzurra di Corinaldo che persero la vita per il fuggi fuggi della folla in attesa del trapper Sfera Ebbasta. Una serata piena di emozioni, quella del 30 settembre scorso, a partire dalla data, non casuale: proprio in quel giorno Emma avrebbe compiuto 17 anni.

«Emma amava la lettura e la scrittura – ha dichiarato il papà Fazio Fabini. Il premio letterario “Emma. Il ricordo salvato” nato a suo nome ha avuto un grande successo: sono arrivati oltre 250 elaborati da tutte le Marche e da altre regioni. Tanti suoi coetanei che hanno voluto condividere con lei un loro ricordo, così come si fa tra amici. Tutti amici di Emma».

A selezionare i testi ci hanno pensato gli insegnanti di alcune scuole di Senigallia: il primo premio per la categoria 14/18 è andato a Elisa Spaccasassi, di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno); per la categoria 10/13 è stato scelto il testo di Matilde Calvi, di Trecastelli (Ancona). Elisa si è aggiudicata un corso di scrittura creativa offerto dalla scuola Genius di Roma mentre Matilde un buono di 300 euro per l’acquisto di libri. I migliori racconti sono stati pubblicati in un’antologia dal titolo “Emma. Il ricordo salvato”, edita dalla casa editrice Zefiro, la stessa che l’anno scorso pubblicò una raccolta dei testi di Emma Fabini dal titolo “I ricordi non salvano le lacrime” che ha poi dato il nome al concorso letterario.

«Una iniziativa che vorremo ripetere per il futuro, per dare spazio alla creatività dei giovani, confidando che il Premio possa crescere ed affermarsi» ha spiegato il sindaco Massimo Olivetti convinto che questo premio letterario sia «il modo migliore per ricordare Emma Fabini, scomparsa insieme ad Asia, Daniele, Benedetta, Mattia, Eleonora quella maledetta sera dell’8 dicembre 2018, con storie capaci di restituire l’emozione di un’esperienza vissuta».

«Emma aveva il dono della scrittura, una passione che ha alimentato i sogni e le speranze di queste ragazze e ragazzi che hanno scritto storie toccanti sul tema del ricordo” ha dichiarato Carlo Pagliacci, responsabile della Zefiro e membro della giuria del Premio. “Leggere questi racconti è scoprire un mondo di sensibilità ed emozioni che troppe volte ignoriamo o fingiamo di non vedere. Dare voce a questo mondo è ciò che Emma ci ha suggerito».

Carlo Leone

Senigallia, riaperto al traffico automobilistico il nuovo ponte Angeli dell’8 dicembre 2018

Luce verde: riaperto al traffico il ponte degli angeli

Senigallia, riaperto al traffico automobilistico il nuovo ponte Angeli dell’8 dicembre 2018
Senigallia, riaperto al traffico automobilistico il nuovo ponte Angeli dell’8 dicembre 2018

E’ stato riaperto al traffico automobilistico il nuovo ponte Angeli dell’8 dicembre 2018. Quella di lunedì 4 ottobre 2021 era una data molto attesa e questa mattina è scattata la luce verde per i veicoli a motore contemporaneamente alla scoperta della segnaletica stradale.

Il ponte era chiuso al traffico dal 21 novembre 2016, a seguito delle verifiche sull’infrastruttura, poi demolita nel novembre 2021 e ricostruita ex novo senza pile in alveo. Quella di oggi è quindi una piccola rivoluzione nella viabilità cittadina in centro storico, tenuto conto anche delle numerose polemiche sorte dopo il provvedimento dell’allora giunta Mangialardi. La stessa che ha poi cercato, tramite il canale regionale, fondi per la sua ricostruzione.

Non tutti erano a conoscenza della novità e non a tutti è venuto ancora spontaneo, nonostante la cartellonistica e la luce semaforica, di svoltare da via Portici Ercolani su ponte Angeli dell’8 dicembre 2018, mentre sono ancora tanti coloro che, a piedi o in bici, si comportano come se l’infrastruttura non fosse aperta al traffico veicolare.

Ancora qualche giorno e il transito sul ponte tornerà ad essere l’abitudine di un tempo, anche se per abituarsi alle fasce orarie di utilizzo potrebbe volerci un po’. Il ponte sarà carrabile tutti i giorni feriali (sabato compreso) dalle ore 6 alle 16, mentre nelle restanti ore e nei giorni festivi sarà fruibile solo da pedoni e ciclisti. A fugare ogni dubbio ci penseranno i dissuasori automatici a scomparsa e la luce semaforica sul lungofiume: renderanno immediatamente comprensibile agli automobilisti quando non si potrà transitare sul ponte.

Il lungomare Da Vinci a Senigallia

Piste ciclabili, a Senigallia «sembra vogliano disincentivare l’uso della bicicletta»

Il lungomare Da Vinci a Senigallia
Il lungomare Da Vinci a Senigallia

La proposta dell’amministrazione comunale di rivedere e modificare il progetto della Ciclovia Adriatica trova la ferma contrarietà anche della sezione senigalliese della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta. L’idea della giunta Olivetti è quella di valorizzare anche il centro storico sfruttando la rete di piste ciclabili già esistenti anziché andare a realizzare nuove infrastrutture sul lungomare, ma le critiche non sono mancate.

A perdere un’occasione di riqualificazione sarebbero il lungomare Mameli nella riviera nord e il lungomare Italia a sud, dove gli spazi ristretti della strada non consentono di mantenere doppio senso di circolazione, parcheggi in caso vi fosse realizzata la pista ciclabile. Questione di sicurezza dunque o di scelte impopolari?

Tra le voci critiche c’è quella della Fiab Senigallia secondo cui accantonare il progetto significa «rinunciare a una grande opportunità per il turismo e per tutta la città, con finanziamenti già stanziati che consentirebbero a Senigallia di dotarsi di una moderna infrastruttura viaria senza spese per la comunità».

Senza contare poi l’aspetto della sicurezza: «La proposta di utilizzare i percorsi esistenti che passano per le zone produttive, residenziali e per il centro, ciclabili peraltro pericolose e senza soluzione di continuità, facendola sembrare una opportunità per il turismo, ci sembra palesemente un modo per ribaltare la realtà dei fatti. Percorrere, ad esempio, in bicicletta il marciapiede di via Portici Ercolani come proposto dal sindaco è una soluzione pericolosa per pedoni e ciclisti e un tragitto quanto meno disagiato per i cicloturisti che percorrono la Ciclovia Adriatica». Tra percorsi stretti e ricavati dai marciapiedi, o tragitti che si interrompono bruscamente o senza essere separati dalla corsia per le auto, né al riparo da incroci pericolosi, la rete ciclabile senigalliese non può definirsi una pista sicura per chi la percorre.

Da qui un giudizio critico: «Questa proposta, insieme alle altre decisioni prese in questi mesi come il doppio senso sul lungomare sud, il ponte degli angeli carrabile e la scarsa manutenzione delle piste ciclabili, mostrano lo scarso interesse per questa amministrazione nei confronti della ciclabilità. La situazione ci sembrava già critica con la precedente, ma adesso sembra esserci un piano per disincentivare la bicicletta a Senigallia».

Serra de' Conti, foto di Daniele Silvi tratta dal sito www.comune.serradeconti.an.it

Come sarà il mondo di domani? A Serra de’ Conti lo spettacolo “Prima della pioggia”

Serra de' Conti, foto di Daniele Silvi tratta dal sito www.comune.serradeconti.an.it
Serra de’ Conti, foto di Daniele Silvi tratta dal sito www.comune.serradeconti.an.it

Si intitola “Prima della pioggia” lo spettacolo che si terrà sabato 2 ottobre nella sala Italia a Serra de’ Conti. Un’iniziativa di Luca Violini, una delle più importanti voci nel panorama del doppiaggio cinematografico, televisivo e radiofonico nazionale. In scena con lui in questo momento di radioteatro ci saranno 13 allievi del corso avanzato di lettura, che debuttano su questo palco al termine di un laboratorio teatrale in lettura: Antonella Azzaloni – Lucilla Dubbini – Francesca Cervati – Anna Corsini – Valeria Cupis – Fabiola Fava – Antonella Malvestiti – Lucia Olivi – Luca Romani – Francesca Rossetti – Carla Troiani – Paolo Usmiani – Stefano Vecchi. Suono e luci: Riccardo Vitali. Inizio ore 21:15.

Lo spettacolo “Prima della pioggia”, a ingresso gratuito (con prenotazione al n. 320.5623974) grazie ad alcune aziende del territorio, descrive un mondo che non c’è più. Il mondo che conosciamo oggi, un giorno, senza preavviso, è sparito. O forse no. Forse non è giusto dire “senza preavviso”. I segnali c’erano tutti da parecchio tempo, per chi sa guardare. I segnali che identificavano un mondo vecchio, stanco, senza valori e senza motivo di perpetuarsi nel futuro.

Dopo la pioggia ci sono solo pochi sopravvissuti, che cercano di sopravvivere in piccole comunità che sono il microcosmo di quel che eravamo, e che rappresentano le facce che hanno composto la civiltà di prima, quella che la pioggia ha spazzato via. Dopo la pioggia ci sono solo piccoli sopravvissuti dall’anima lacerata tra il senso di colpa per quel che sono stati, complici di un sistema assurdo e senza assoluzione, e la umanissima voglia di continuare a sperare, di ammettere il peccato, gettarselo alle spalle e guardare avanti.

Prima della pioggia la speranza altro non era che una funzione del sistema, il risultato di un’equazione o di un ingranaggio. Dopo la pioggia la speranza è solo la fiducia nel destino, l’affidarsi al caso o ad un incomprensibile progetto divino, qualcosa che ci traghetti al di là di questi giorni duri, e ci schiuda le porte del futuro. Ma è molto difficile, dopo la pioggia, che si creino le condizioni per sopravvivere e per progettare il domani.

Allora la tentazione è rimpiangere il mondo di prima, non fosse altro perché le sue false certezze permettevano di illudersi ed il sistema era costruito un modo da fornire alibi a buon mercato per tutti. Ma ora, col senno di un domani minacciato, è difficile non vedere quanto fosse assurda, ed ipocrita la vita di prima, e quanto anche quello che poteva sembrare un ideale era, alla fine, fondato sulla menzogna. C’è ancora uno spiraglio di speranza, una possibilità di riprovare a costruire il futuro: ma il prezzo, che forse sarebbe stato meglio non pagare, è salatissimo: ora questo futuro è per pochi.

Senigallia, il ponte Angeli dell'8 dicembre 2018

Da ottobre tornano le auto sul ponte Angeli dell’8 dicembre. Sarà pedonale dopo le ore 16 e nei festivi

Senigallia, il ponte Angeli dell'8 dicembre 2018
Senigallia, il ponte Angeli dell’8 dicembre 2018

Mancano pochi giorni alla riapertura al traffico automobilistico del ponte Angeli dell’8 dicembre 2018. Una data talmente attesa da quanti plaudono al ritorno delle auto da risultare quasi fatidica: era infatti l’ ottobre 2020 quando partirono i primissimi lavori per la demolizione di ponte II Giugno con la promessa della nuova amministrazione comunale che sarebbe stato utilizzato in maniera promiscua. I lavori non sono poi terminati entro natale scorso, com’è facilmente intuibile. Il resto è storia.

Una storia che si concluderà, imprevisti permettendo, lunedì 4 ottobre. Questa è la data confermata dal sindaco Massimo Olivetti e dall’assessore ai lavori pubblici e mobilità Nicola Regine, nonostante fino a pochi giorni fa si presupponeva come realizzabile l’apertura giovedì 30 settembre, giorno di mercato e quindi di chiusura di via Portici Ercolani. Aprire il ponte senza auto che potessero transitarvi non avrebbe avuto senso; poi arriva il weekend e quindi è prevalso il buon senso di far slittare il traffico al 4 ottobre.

Nel frattempo è stata apposta la segnaletica stradale, anche se coperta per non generare confusione. Verrà resa fruibile alla cittadinanza solo dalle ore 6 di lunedì 4 ottobre, quando i primi mezzi potranno transitare sulla nuova infrastruttura finanziata dalla Regione Marche.

Il provvedimento finale circa i giorni e le fasce orarie di utilizzo del ponte Angeli dell’8 dicembre 2018 prevede che sia carrabile tutti i giorni feriali (sabato compreso) dalle ore 6 alle 16, mentre nelle restanti ore e nei giorni festivi sarà fruibile solo da pedoni e ciclisti. A fugare ogni dubbio ci penseranno i dissuasori automatici a scomparsa che, dotati di luce, renderanno immediatamente comprensibile agli automobilisti quando non si potrà transitare sul ponte.

A invocare il ritorno dei mezzi erano stati residenti e commercianti della zona, ma erano in tanti a chiedere che la ztl venisse mantenuta o, anzi, allargata ad altre aree del centro storico, favorendo quindi la vivibilità e la sicurezza per bici e pedoni.

Il bosco della Cesanella a Senigallia

La festa del Creato: dal dialogo interreligioso arriva la cura per l’ambiente

Il bosco della Cesanella a Senigallia
Il bosco della Cesanella a Senigallia

Ogni anno dal 1° Settembre al 4 Ottobre la Chiesa cattolica insieme ai cristiani ortodossi e protestanti celebra il Tempo del Creato; è un periodo dell’anno particolare che vede i credenti dedicarsi con la preghiera, lo studio e l’animazione del territorio alla salvaguardia del Creato a diffondere uno stile di vita che si prenda cura responsabilmente del pianeta in cui viviamo, proponendo insieme alla lode a nostro Signore per i doni che ci ha dato anche una riflessione ed una buona pratica. Il tema di quest’anno è ‘Camminare in una vita nuova – La transizione ecologica per la cura della vita’.

La diocesi di Senigallia dedica in particolare un giorno chiamato la Festa del Creato. Quest’anno l’attenzione è rivolta ad un luogo dove non ci sia la cura necessaria che lo renda naturale e vivibile. In accordo con il Sindaco Olivetti, la Diocesi ha proposto il bosco della Cesanella (foto in alto), quella vasta area di 12,3 ettari circa che va dal palazzetto olimpionico del tennistavolo fino a dietro la chiesa della Cesanella e che costeggia in larga parte la pista ciclabile; consapevoli che tale bosco secondo il protocollo di Kyoto è nato come opera compensativa di recupero della CO2 a seguito della costruzione della terza corsia dell’autostrada.

Giovanni Spinozzi
Giovanni Spinozzi

“Raccogliendo le opinioni dei vicini, delle associazioni e del parroco ci si è resi conto che il bosco è poco vivibile, privo di vialetti, panchine ed illuminazione, spesso la notte teatro per traffici poco sicuri. Da qui il coinvolgimento delle famiglie del quartiere, i ragazzi della scuola IC Giacomelli e le scuole superiori della città per indire un concorso di idee, progettare e sognare insieme “Il parco che vogliamo” – ha dichiarato Giovanni Spinozzi, direttore dell’Ufficio diocesano della Pastorale sociale e del lavoro.

L’iniziativa in città si terrà domenica 3 ottobre, con passeggiata ecologica, preghiera delle religioni e riprogettazione partecipata….

Il testo integrale nell’edizione digitale settimanale di giovedì 30 settembre, disponibile a questo link.

L'ex stabilimento Italcementi di Senigallia venduto all'asta

Senigallia ha ricevuto una targa in ricordo delle vittime dell’amianto

L'ex stabilimento Italcementi di Senigallia venduto all'asta
L’ex stabilimento Italcementi di Senigallia

Una targa in ricordo delle vittime di amianto, un simbolo da apporre nei siti più colpiti dalle conseguenze nocive del materiale ormai fuori produzione ma ancora presente. Questa è l’iniziativa dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale che vuole promuovere un progetto di sensibilizzazione che ha vissuto la sua prima tappa a Senigallia.

Il presidente Dino Latini ha consegnato al sindaco Massimo Olivetti la targa per il 2021 nel corso dell’incontro “Amianto, un problema ancora attuale” che si è svolto nella saletta del teatro La Fenice, con il patrocinio dell’Assemblea legislativa. «Questo progetto – ha spiegato Latini – ha l’obiettivo di tenere alta l’attenzione sul tema dell’amianto, un problema ancora molto presente per gli effetti sulla salute e sull’ambiente. Ogni anno dedicheremo una targa alle vittime di una città, in segno di vicinanza alle famiglie».

Il luogo dove sarà posizionata la targa verrà individuato dal Comune, insieme alle associazioni. Il convegno è stato promosso dall’Associazione lotta all’amianto di Senigallia, in collaborazione con il Comitato Osservatorio nazionale amianto Pesaro, Voce Libera di Montecassiano e Comitato Appignano senza amianto.

Una questione, quella dell’amianto, ancora molto attuale, nonostante siano passati quasi trent’anni dalla Legge nazionale che dal 1992 ne bandisce l’utilizzo. Nel corso dell’incontro sono stati ricordati gli ultimi dati sull’incidenza delle malattie collegate al materiale fibroso diffuso nell’ambiente e nell’aria. Nel 2020 l’Osservatorio nazionale ha stimato circa 7mila vittime, con la presenza, secondo la Società italiana di medicina ambientale, di 96mila siti contaminati.

scrittura, studio, compiti, lavoro

Racconti da tutta Italia per il premio letterario dedicato a Emma Fabini. Il papà: «Condivisione come si fa con gli amici»

scrittura, studio, compiti, lavoro

Grande partecipazione per il premio letterario “Emma. Il ricordo salvato”, dedicato alla memoria di una delle sei giovanissime vittime della Lanterna Azzurra di Corinaldo. Sono infatti oltre 250 gli elaborati arrivati in segreteria da tutte le parti d’Italia grazie ai giovani tra i dieci e i diciotto anni che si sono cimentati con la prima edizione di questa iniziativa per ricordare Emma Fabini, e con lei tutti gli adolescenti e la mamma Eleonora che hanno perso la vita l’8 dicembre 2018 in un club in attesa del trapper Sfera Ebbasta.

Il premio letterario, di cui si terrà giovedì 30 settembre, alle ore 21, al teatro La Fenice la cerimonia di premiazione, è stato bandito dall’associazione Amici di Emma, in collaborazione con il Comune di Senigallia, il liceo Perticari di Senigallia ed altri soggetti, con il patrocinio della Regione Marche. Grande interesse non solo dunque nel territorio senigalliese e nei comuni limitrofi, fortemente toccati dalla vicenda, ma anche nel mondo giovanile e scolastico dove l’iniziativa è stata presentata.

«Emma amava la lettura e la scrittura – ha dichiarato più volte il papà Fazio Fabini. Il premio letterario “Emma. Il ricordo salvato” nato a suo nome ha avuto un grande successo: sono arrivati elaborati da tutta la regione Marche e da altre regioni. Tanti suoi coetanei che hanno voluto condividere con lei un loro ricordo, così come si fa tra amici. Tutti amici di Emma».

Leggi il testo integrale nell’edizione digitale di giovedì 30 settembre, disponibile a questo link.

Carlo Leone

L'ospedale di Senigallia

«Il futuro dell’ospedale di Senigallia? Poche certezze e tanti dubbi»

L'ospedale di Senigallia
L’ospedale di Senigallia

Da anni ormai si susseguono segnalazioni e denunce sui disservizi in ambito sanitario, sul caos per le lunghe liste d’attesa, sulla carenza di personale o sull’obsolescenza di strutture e macchinari. E da anni si assiste a uno scaricabarile sulle responsabilità che hanno portato a questo risultato. Per capire con esattezza però cosa sta succedendo all’ospedale di Senigallia “Principe di Piemonte”, abbiamo intervistato il coordinatore del Tribunale del Malato “C.Urbani”, Umberto Solazzi. Ecco cosa ci ha raccontato.

Che futuro si prospetta per l’ospedale di Senigallia?

Ce lo chiedono tanti cittadini che ogni settimana si rivolgono a noi per denunciare le carenze in ambito sanitario. Noi purtroppo non abbiamo la sfera di cristallo. Abbiamo molti dubbi, questi sì, ma poche certezze. 

Facciamo il punto sul “Principe di Piemonte”.

Umberto Solazzi, coordinatore del Tribunale del Malato "C.Urbani" di Senigallia
Umberto Solazzi, coordinatore del Tribunale del Malato “C.Urbani” di Senigallia

Un nome altisonante ma a questo punto direi al quanto decaduto. Con il decreto Balduzzi (D.m. 70/2015) sono state apportate modifiche organizzative e di funzione come presidio unico dell’Area vasta 2, dal 2018 composto su tre stabilimenti di Jesi, Fabriano e Senigallia, oltre alla lungodegenza nell’ospedale di comunità di Cingoli. Gli atti dispositivi delle determine Asur 350/2015, 481/2016, 361/2017 e 742/2019 (quest’ultima sospesa con la det. 163/2020, ma non annullata) hanno portato a scelte organizzative che hanno penalizzato il nostro ospedale. 

Come è stata penalizzata Senigallia?

La logistica dei tre stabilimenti, distanti tra loro, con la forzata condivisione di un unico direttore con sede Fabriano, esempio lampante di politica campanilista in pieno stile Spacca, ha portato ad Ancona la sede centrale della direzione medica e amministrativa; a Fabriano la parte economica delle politiche del personale, mentre quella giuridica è a Jesi così come le sedi del patrimonio, attività tecniche, provveditorato (acquisti e logistica), area infermieristica ostetrica e sistemi informativi. Anche l’ingegneria clinica…

Il testo completo nell’edizione digitale di giovedì 30 settembre, disponibile a questo link.

a cura di Carlo Leone

Afghanistan

Una luce per l’Afghanistan: fiaccolata lungo le vie del centro di Chiaravalle

Afghanistan

L’associazionismo e la società civile chiaravallese, sollecitati dall’associazione Chiaravalle Domani, sfileranno venerdì 24 settembre alle ore 21 con una fiaccolata lungo le vie del centro di Chiaravalle per manifestare la propria solidarietà al martoriato popolo afghano. L’obiettivo è quello di non far diminuire l’attenzione e l’impegno per la drammatica situazione venutasi a creare con il ritiro delle forze militari occidentali, dopo 20 anni di guerre. 

Molte associazioni cittadine, i sindacati confederali, le forze politiche invitate all’iniziativa, hanno aderito apportando il loro contributo organizzativo e di idee. Da questo incontro sta nascendo un documento che dia un significato politico alla manifestazione, ponendo la base e gli obiettivi per attività future che possano contribuire a mantenere alta l’attenzione sull’Afghanistan e sugli altri drammi provocati dalle guerre. 

Si sollecitano le istituzioni locali e nazionali affinché vengano individuate modalità di aiuto concreto ai profughi, a partire dall’apertura di corridoi umanitari e sanitari per tutte e tutti coloro che, trovandosi in pericolo, nei prossimi mesi cercheranno di arrivare; e perché siano garantiti i diritti umani, i diritti delle donne e quelli del mondo del lavoro. Vogliamo che si ricordi che la priorità della politica e della società civile è la pace, che va conseguita e mantenuta con forza. Sono ancora troppi i conflitti che funestano il mondo. 

In questo percorso saranno importanti i racconti, la collaborazione e i suggerimenti di quanti sono già attivi nella difficile situazione afghana e che vorranno portare la loro testimonianza nella veglia in piazza Risorgimento che seguirà la fiaccolata.

Il giardino sensoriale della fondazione Opera Pia Mastai Ferretti di Senigallia

Dalla Fondazione Opera Pia Mastai Ferretti un giardino sensoriale contro l’Alzheimer

Il giardino sensoriale della fondazione Opera Pia Mastai Ferretti di Senigallia
Il giardino sensoriale della Fondazione Opera Pia Mastai Ferretti di Senigallia

Un giardino sensoriale a favore delle persone anziane o con Alzheimer dove passeggiare e fare attività riabilitative. È la sfida lanciata dalla Fondazione Opera Pia Mastai Ferretti di Senigallia che ha realizzato un’area verde fruibile al posto dei vecchi pini che si affacciavano su viale Leopardi. Abbattuti tra le polemiche di alcuni ambientalisti, gli alti alberi creavano un pericolo per gli ospiti della residenza protetta di via Cavallotti e rendevano l’area di fatto non utilizzabile per alcuna attività.

Dopo il suo completo rifacimento e aver avviato un protocollo innovativo nelle terapie contro le demenze senili, è giunto per la realtà socio assistenziale il momento di tracciare un primo bilancio. Lo farà durante il convegno di giovedì 23 settembre all’auditorium Chiesa dei Cancelli, dove si parlerà a partire dalle ore 15 del progetto “AnzianAbili 3.0 – Percorsi riabilitativi sociosanitari e tecnologici per anziani vulnerabili”.

L’iniziativa della fondazione senigalliese vede come partner l’Asur Marche – Area vasta 2; l’Ambito sociale territoriale n. 8 di Senigallia; la cooperativa sociale Polo 9 e l’Università politecnica delle Marche (dipartimenti di ingegneria dell’informazione e di medicina sperimentale – neuroscienze). Grazie al sostegno di Fondazione CariVerona, è stato possibile avviare i lavori per un percorso terapeutico che si avvale del verde, delle piante, dell’acqua e della musica in filodiffusione per dare concretezza a un nuovo approccio nella lotta all’Alzheimer.

Esperienze sensoriali e attività motorie dunque sono al centro del progetto che si avvale anche della realtà virtuale per mantenere il più a lungo possibile le abilità cognitive delle persone anziane ospiti della struttura. Di tutto ciò si parlerà nel convegno di domani, che farà il punto sulle attività svolte con l’analisi dei dati e le valutazioni per il futuro. A seguire l’inaugurazione del giardino sensoriale.

La zona della Gaggiola a Montemarciano, vista da via S.Arco, dove verrà realizzata la bretella autostradale

Montemarciano e la bretella della discordia

La zona della Gaggiola a Montemarciano, vista da via S.Arco, dove verrà realizzata la bretella autostradale
La zona della Gaggiola a Montemarciano, vista da via S.Arco, dove verrà realizzata la bretella autostradale

Dibattito ancora acceso sulla bretella autostradale che dovrebbe nascere tra la statale 16 Adriatica e la provinciale Sirolo-Senigallia passando per la zona della Gaggiola (in FOTO). Se il progetto, definitivo dal 2017, non ha ancora riscontrato il parere positivo dei residenti dell’area né dell’opposizione consiliare, gli ultimi accadimenti con le grosse crepe e fessure che si sono aperte proprio su via S.Arco hanno ridestato i malumori mai sopiti.

La questione è annosa e risale già a prima del 2012, anno di apertura dell’uscita dell’A14 a Montemarciano; poco dopo si era manifestata l’esigenza di una strada di collegamento che permettesse di bypassare il centro abitato di Marina. Il progetto prevede il collegamento tra la zona di Marina all’altezza del supermercato Famila con il casello autostradale posizionato alla Gabella.

Per i residenti, in linea di massima non contrari all’idea di un collegamento ma nettamente contrari a questo progetto così come studiato da Società Autostrade, il rischio è di passare troppo vicino alle case, di ridurre il valore dell’area paesaggistica e residenziale senza di contro dare garanzie perché i mezzi riducano la loro velocità. Secondo l’amministrazione comunale di Montemarciano – Serrani prima e Bartozzi ora – il progetto presenta più benefici per l’intera comunità che svantaggi.

Il testo completo nell’edizione digitale di giovedì 23 settembre, disponibile a questo link.

Carlo Leone

Marta Torbidoni

Montemarciano, concerto lirico con Marta Torbidoni al teatro Alfieri

Marta Torbidoni
Marta Torbidoni

Saranno il soprano Marta Torbidoni e il tenore Giuseppe Settanni, accompagnati al pianoforte dal M. Simone Savina, i protagonisti a Montemarciano del concerto lirico “Ritorno all’opera”. L’iniziativa si terrà il prossimo sabato 25 settembre al teatro Alfieri, a partire dalle ore 21:15. Presentato dalla giornalista Talita Frezzi, il viaggio musicale tra le più note e famose arie d’opera è organizzato dall’assessorato alla cultura.

Marta Torbidoni è un soprano che ha intrapreso da giovanissima lo studio del canto lirico, diplomandosi nel 2008 al conservatorio Pergolesi di Fermo e laureandosi nel 2013 in discipline musicali. Da lì in poi è un susseguirsi di affermazioni in vari concorsi lirici nazionali e internazionali, tra cui il “Concorso Europeo per Giovani Cantanti lirici” di Spoleto (2014), il premio “Cesare Valletti”, il premio “Accademia Puccini” di Torre del Lago (2015) e il premio Franco Enriquez (2017). Più volte divenuta miglior soprano, debutta al teatro Verdi di Busseto per il festival Verdi 2016, poi diviene protagonista in diverse opere tra cui La Traviata, Anna Bolena, Rigoletto, Gianni Schicchi, I Puritani, I Masnadieri, Carmen, Turandot, I Pagliacci. 

Il tenore pugliese Giuseppe Settanni nasce artisticamente tra il 2015 e il 2018, dopo il diploma al conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari, e numerosi corsi e masterclass tra cui quella di alto perfezionamento in canto lirico all’Accademia della lirica italiana a Bari. Già nel 2015 prende parte alla produzione dell’opera Pagliacci di R. Leoncavallo presso il National Museum di Kyoto. È artista del coro del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno nelle partecipazioni al Rossini opera Festival dal 2017 nelle opere La Pietra del paragone, Le Siege de Corinthe, Il Barbiere di Siviglia, Ricciardo e Zoraide, L’Equivoco Stravagante e Semiramide. È artista del coro per la Fondazione Petruzzelli di Bari. Con l’orchestra sinfonica della città metropolitana di Bari debutta ne La Boheme di G. Puccini, nell’Aida di G. Verdi, in Madama Butterfly di G. Puccini, in Rigoletto di G. Verdi, ne La Traviata di G. Verdi e in Tosca di G. Puccini. Inoltre, con la stessa è impegnato in numerose rassegne concertistiche.  

Simone Savina si diploma in pianoforte al conservatorio Arrigo Boito di Parma nel 1994. Nello stesso anno inizia la sua collaborazione con il Teatro Regio di Parma che lo vedrà arrivare fino alla nomina nel 2001 di pianista collaboratore di tutte le produzioni del festival verdi di Parma. In questi anni ha maturato una peculiare specializzazione di tutte le opere di Verdi e del repertorio italiano dell’ 800. Collabora con i più importanti direttori d’orchestra, cantanti e registi del più alto livello internazionale.

Info e prenotazioni: 3470031063, biglietti: prezzo unico 15 euro, gratis fino a 10 anni. Obbligo del green pass.

Il sindaco Matteo Principi ha inaugurato a Corinaldo il nuovo palazzetto dello sport

Inaugurato a Corinaldo il nuovo palazzetto dello sport

Doveva essere un fine settimana di sport e così è stato. L’inaugurazione del nuovo palazzetto dello sport situato in contrada Burello a Corinaldo, che si è tenuta sabato 18 e domenica 19 settembre, è stata soprattutto l’occasione per unire al divertimento la consegna della nuova struttura alla città e alle associazioni sportive che hanno curato dimostrazioni, partite e spettacoli coreografici.

Il palasport nasce come parte integrante di un polo che risponde alle crescenti esigenze sportive e di socialità che il territorio ha da tempo manifestato. L’edificio nuovo di zecca punta a servire un’area molto più ampia di quella stretta dai confini municipali.

Attorno al nuovo palasport sono avviati altri lavori per realizzare ulteriori impianti che andranno a costituire il primo polo sportivo della vallata Misa-Nevola con un occhio, anzi, più d’uno, strizzato alle politiche giovanili e sociali per favorire anche l’aggregazione e l’integrazione.

Il testo completo nell’edizione digitale di giovedì 23 settembre, disponibile a questo link.

Carlo Leone

Il lungomare Da Vinci a Senigallia

Olivetti: «Ripristineremo il doppio senso sul lungomare Da Vinci»

Il lungomare Da Vinci a Senigallia
Il lungomare Da Vinci a Senigallia

SENIGALLIA – Tornerà il doppio senso di circolazione sul lungomare Da Vinci. Lo ha deciso la giunta Olivetti che, nella seduta di ieri 16 settembre, ha con la delibera n. 228 approvato uno studio di fattibilità per ripristinare il doppio senso di marcia. Non su tutto il percorso reso a senso unico dalla precedente amministrazione, ma solo su una porzione di circa 600 metri.

Lo studio di fattibilità tecnico-economica per l’esecuzione dei lavori di “Instaurazione del doppio senso di marcia sul Lungomare Leonardo Da Vinci, nel tratto compreso tra il sottovia ferroviario di Via Galilei e il Circolo F.lli Bandiera” ha una finalità precisa: rispondere alle promesse fatte in campagna elettorale l’anno scorso, quando la coalizione di centrodestra si presentò aprendosi alle rivendicazioni dei residenti della zona.

Interessato dal provvedimento non sarà dunque tutto il lungomare Da Vinci ma il tratto che dal sottopasso nei pressi delle ex colonie Enel arriva fino al circolo F.lli Bandiera. Un tratto che, dal 2019 è a senso unico di marcia con direzione sud. L’amministrazione Mangialardi aveva più volte spiegato ai residenti e agli imprenditori turistici della zona che non era possibile mantenere il doppio senso, la pista ciclabile denominata ciclovia Adriatica e i parcheggi, date le ristrette dimensioni della strada.

Secondo la nuova compagine di governo, che ha approvato uno studio ad hoc, questo scenario è invece possibile. Lo studio è finalizzato anche a intercettare il co-finanziamento previsto dal bando della Regione Marche a favore dei comuni marchigiani per la progettazione e realizzazione di interventi finalizzati al miglioramento della sicurezza stradale.

«A prescindere dall’ottenimento o meno del finanziamento per circa 100 mila euro – ha spiegato il sindaco Massimo Olivetti – la nostra volontà è quella di procedere comunque alla realizzazione delle opere necessarie per ristabilire il doppio senso di marcia nel tratto compreso tra il sottopasso ferroviario di via Galilei e il Circolo F.lli Bandiera, e ciò proprio per restituire dignità e giustizia ai tanti residenti, che sono stati penalizzati dall’imposizione del senso unico».

L’intervento dal costo complessivo di 200 mila euro potrebbe partire, ipotizza il primo cittadino, già tra ottobre e novembre: sfrutterà anche la parallela (che ha la stessa denominazione del lungomare ma passa tra questo e la complanare) che permette di tornare a nord fino al circolo Bandiera. Il doppio senso farà poi il resto. Sono invece in fase di valutazione le trasformazioni in parcheggi di alcune aree demaniali o di parte dei due giardini pubblici che insistono sul litorale, lato monte.

Carlo Leone