Il manifesto dei giovani per un’alleanza intergenerazionale: è uno degli impegni presi con la 49esima Settimana sociale dei cattolici svoltasi a Taranto
Si è appena conclusa la 49a Settimana sociale dei cattolici e dal raduno di Taranto è emerso un filo rosso nella delicata transizione ecologica, sociale e spirituale verso il bene comune che unisce e unirà ancora di più le prossime tappe del cammino del paese. E quattro percorsi sono stati tracciati per le diocesi e le parrocchie.
Il primo è la costruzione di comunità energetiche, per realizzare la transizione ecologica e un’opportunità di rafforzamento dei legami comunitari che si cementano sempre condividendo scelte concrete in direzione del bene comune. Diventano anche uno strumento di creazione di reddito che può sostenere fedeli, parrocchie, case famiglia, comunità famiglia e comunità locali come già dimostrato da alcune buone pratiche realizzate.
Finanza responsabile. La seconda pista di impegno. Le nostre diocesi e parrocchie devono essere ‘carbon free’ nelle loro scelte di gestione del risparmio premiando le aziende capaci di coniugare valore economico, dignità del lavoro e sostenibilità ambientale.
La terza pista è quella del consumo responsabile, tramite la promozione di prodotti “caporalato free” nelle mense scolastiche e nelle diocesi.
La quarta proposta, infine, è la proposta dell’alleanza…
L’articolo completo è disponibile nell’edizione digitale di giovedì 28 ottobre, a questo link. Abbonati e sostieni l’editoria locale.
La prevenzione è la migliore arma contro il tumore al seno
Sensibilizzare sui controlli per prevenire i tumori al seno, informare sulle cure terapeutiche e sulla riabilitazione post malattia. In questi ambiti è attiva la sezione senigalliese dell’Andos, l’associazione nazionale donne operate al seno, che ha organizzato un’iniziativa per l’edizione 2021 dell’Ottobre in rosa.
«In tutto il mondo ottobre si tinge di rosa – spiegano le volontarie Andos di Senigallia – per ricordare alle donne che la prima e più efficace arma contro il tumore al seno è la prevenzione. Dal 1992 l’iniziativa dell’ottobre in rosa illumina i monumenti di oltre 70 paesi al mondo; in Italia, centinaia di comuni in questo mese di ottobre 2021 hanno illuminato in rosa strade, palazzi e monumenti».
In collaborazione con l’assessorato alle pari opportunità, sabato 30 ottobre 2021, il corso II Giugno di Senigallia si tingerà di rosa, con tanti palloncini che saranno allestiti fino a piazza Saffi. Qui ci sarà un punto di ritrovo alla presenza delle volontarie dell’associazione: dalle ore 16.30, distribuiranno i depliants informativi. Lo scopo è quello di informare al meglio le donne, e tutta la popolazione del territorio, sui rischi legati al tumore al seno e sulle varie tecniche e modalità di prevenzione e riabilitazione.
Saranno presenti anche due infermiere della Croce Rossa e un clown dell’associazione VipClaunCiofega di Senigallia che, con il suo naso rosso, cercherà di trasportare in un’atmosfera di gioia e buonumore le persone che si fermeranno e a cui verranno donati alcuni piccoli cadeau.
«Questa ricerca è una miniera. Per la prima volta tutti i dati sono resi disponibili, chiunque può accedere sul sito per leggere le 164 interviste». A ricordarlo è Roberto Cipriani, professore emerito di sociologia dell’Università di Roma Tre, curatore dell’indagine “L’incerta fede. Un’indagine qualiquantitativa in Italia” che segue il lavoro svolto già con una indagine analoga nel 1994. «Questa ricerca – ha continuato – è un punto di riferimento perché è un appuntamento a distanza di una generazione che alcuni studiosi hanno pensato di stabilire».
Il docente ha citato alcuni dati emersi dall’indagine: «Il 14% fa la comunione e il 22% partecipa alla messa la domenica. Sulla felicità è interessante che sia soddisfacente per 154 su 164 intervistati. La sofferenza è presente in quasi il 70% degli intervistati. Pregano una volta l’anno il 20%. Tre quarti della popolazione ha questo momento di contatto e non è da trascurare».
Papa Francesco appare più apprezzato dei suoi due predecessori. Francesco è definito «Papa da aperitivo», una persona aperta e colloquiale, vicina, simpatica. «Gli orientamenti positivi sono il 33,2%, i neutrali il 46,4% e i negativi il 20,3%». «La religione vissuta è marginale nel quotidiano, non è un fulcro. La pratica religiosa è diminuita rispetto al 1994».
In conclusione…
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Venticinque anni e non sentirli. Anzi, rilanciarli per una nuova stagione di spettacoli all’insegna della ripartenza. Il moderno teatro La Fenice di Senigallia compie un quarto di secolo ed è pronto per accogliere il pubblico nell’era post covid. La ricorrenza viene festeggiata con due grandi protagonisti dello spettacolo nei loro personali omaggi a due artisti: Alice in “Alice canta Battiato” (14 dicembre) e Elio in “Ci vuole orecchio. Elio canta e recita Enzo Jannacci” (16 dicembre).
LA STORIA L’antica struttura nacque nell’ottocento e precisamente nel luglio del 1830 su progetto dell’architetto Pietro Ghinelli. Otto anni dopo però un incendio la distrusse. Nel gennaio del 1839 partirono i lavori di ricostruzione che si conclusero in meno di un anno. Il nuovo teatro comunale venne chiamato “La Fenice”. Meno di un secolo dopo, nel 1930, il terremoto condannò il teatro ad una forzata inagibilità e infine nel 1944 fu colpito da una bomba.
LA STRUTTURA ATTUALE L’attuale teatro La Fenice è stato progettato dall’architetto Silvio Argentati. I ritrovamenti archeologici romani scoperti durante i lavori, hanno influenzato in modo rilevante il progetto del teatro che è stato quindi pensato come un isolato a più facce ognuna caratterizzata da un’immagine architettonica che rimanda all’architettura della città sulla quale l’edificio prospetta. Venne consegnato alla città il 5 dicembre 1996 con il suggestivo sipario del maestro della transavanguardia Enzo Cucchi che si apriva sull’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia e sulla Compagnia di ballo del Teatro Nazionale di Varsavia nel balletto “Romeo e Giulietta”.
LA RICORRENZA Oggi, a 25 anni di distanza, il Comune di Senigallia e l’assessorato alla cultura della Regione Marche, in sinergia con l’AMAT – Associazione marchigiana attività teatrali, il sostegno del Ministero della cultura e la collaborazione della Compagnia della Rancia, vogliono festeggiare questo importante traguardo. «E’ motivo di orgoglio per me – ha detto il sindaco di Senigallia Massimo Olivetti – Allo stesso tempo, ho la consapevolezza di ciò che comporta questa importante eredità: il mantenere alta l’attenzione su uno spazio che rappresenta un punto di riferimento». Un punto di riferimento nel panorama non solo regionale ma anche nazionale. Per l’assessora alla cultura della Regione Marche Giorgia Latini «il teatro La Fenice è un simbolo di rinascita per l’intera regione e viene a coincidere con la ripartenza degli spettacoli dal vivo dopo lo stop causato dalla pandemia. I teatri e i luoghi di cultura sono cruciali per la tenuta e la coesione di una comunità. È importante che, come in questo caso, le istituzioni facciano rete per conservarli e valorizzarne l’importanza». Da qui l’avvio della richiesta all’Unesco per il riconoscimento delle Marche come regione dei teatri, data l’alta densità di teatri per numero di abitanti, quasi un record mondiale.
GLI SPETTACOLI Per celebrare questo anniversario sono stati organizzati due momenti: martedì 14 dicembre madrina dei festeggiamenti del Venticinquesimo è Alice in “Alice canta Battiato”. Accompagnata al pianoforte dal maestro Carlo Guaitoli, per tanti anni collaboratore di Battiato, la sua Musa omaggia l’amico e maestro siciliano da poco scomparso con l’autenticità e l’eleganza che l’ha resa interprete unica della sua musica. «Da molto tempo – dice la cantante e autrice forlivese – canto le sue canzoni, quelle a cui sento di poter aderire pienamente. Già nel 1985 gli ho reso omaggio con un album e questo programma ne è il naturale proseguimento. Interpreto canzoni che nel tour “Battiato e Alice” del 2016 abbiamo cantato insieme per la prima volta e altre che appartengono ai suoi diversi periodi compositivi, alcune delle quali mai cantate prima d’ora. E non posso fare a meno di una breve incursione anche nelle sue cosiddette canzoni mistiche, senza dimenticare quelle nate dalle nostre numerose collaborazioni a partire dal 1980, i duetti e i brani che Battiato ha scritto per i miei album più recenti».
Giovedì 16 dicembre in “Ci vuole orecchio. Elio canta e recita Enzo Jannacci” il cantante e performer più estroso, ironico e intelligente del pop italiano incontrail cantautore più eccentrico e personale della storia della canzone italiana, quello che è stato in grado di intrecciare temi e stili apparentemente inconciliabili: allegria e tristezza, tragedia e farsa, gioia e malinconia. Sul palco, nella coloratissima scenografia disegnata da Giorgio Gallione, troveremo assieme a Elio cinque musicisti, cinque stravaganti compagni di viaggio, che formeranno un’insolita e bizzarra carovana sonora arricchita da scritti e pensieri di compagni di strada, reali o ideali. Da Beppe Viola a Cesare Zavattini, da Franco Loi a Michele Serra, da Umberto Eco a Fo o a Gadda. Uno spettacolo giocoso e profondo perché «chi non ride non è una persona seria».
Prevendite e biglietteria: biglietti (settore A 25 euro, settore B 20 euro, settore C euro 15; ridotto under25/over 65 nel settore A 20 euro) in vendita alla biglietteria del Teatro La Fenice (via Cesare Battisti) aperta il venerdì e il sabato dalle 17 alle 20 e nei giorni di spettacolo dalle ore 18, in tutte le biglietterie del circuito AMAT/VivaTicket e online su vivaticket.com. Informazioni e prenotazioni: Teatro La Fenice 071/7930842 e 335/1776042 (dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle 12.30), fenicesenigallia.it e AMAT 071/2075880, amatmarche.net. Inizio concerti ore 21.
Gli ombrelli colorati “sospesi” lungo corso II Giugno a Senigallia contro la violenza sulle donne
Proteggono dalla pioggia, in alcuni periodi anche dal sole. Colorano ormai le strade di mezzo mondo e da tempo vengono utilizzati anche come strumenti per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla violenza contro le donne. Sono gli ombrelli che hanno trovato casa anche a Senigallia, lungo il principale asse di passeggio della città: corso II Giugno.
L’iniziativa è dell’assessorato alle pari opportunità: in occasione degli eventi preparativi alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre), ha pensato bene di posizionare circa 300 ombrelli sospesi in aria, a coprire il corso, che lì rimarranno fino a fine novembre, per poi lasciare spazio alle luminarie natalizie. «Nasce nel 2012 dal Portogallo, e precisamente ad Agueda – ha spiegato l’assessora alle pari opportunità Cinzia Petetta – questa stravagante idea di colorare le strade cittadine con numerosissimi ombrelli fluttuanti, creando delle vere e proprie opere d’arte all’aperto. Dal 2013 questo modo di allestire le strade si diffonde anche in Italia per numerosi eventi di natura culturale, turistica e non solo. Ombrelli utilizzati anche come iniziativa contro la violenza sulle donne».
Un segno dunque di attenzione a una tematica di scottante attualità. Secondo l’Eures, l’ente di ricerca in ambito economico, sociale e culturale, i femminicidi rappresentano il 30% degli omicidi volontari degli ultimi 20 anni. Circa 100 le donne vittime nel 2019, quota poi superata nel 2020.
Se il fine è meritevole e mette tutti d’accordo, il mezzo non lo è altrettanto: in città non si contano le critiche a questa iniziativa simbolica. Tra i punti più sottolineati c’è la mancata originalità della proposta: in molte città di tutto il mondo, installazioni simili si vedono ormai da anni – è la critica più comune che si legge in questi due giorni sui social – mentre altri si sono concentrati sullo scarso numero di ombrelli posizionati. Metà Senigallia è però soddisfatta della strada intrapresa dalla nuova amministrazione perché, anche se visto altrove, qui a Senigallia non erano mai stati affissi in aria gli ombrelli colorati.
Spiegano dalla maggioranza che gli ombrelli stanno a significare «l’inclusione sociale e la necessità di adottare misure di protezione per prevenire ed eliminare tutte le forme di discriminazione. I tanti colori degli ombrelli ricordano come la violenza sulle donne non conosca confini nazionali tanto meno di razza. La violenza è un fenomeno mondiale che coinvolge le donne di tutte le nazionalità, indipendentemente dal colore della pelle».
All’iniziativa è legato il concorso fotografico “Uno scatto contro la violenza sulle Donne”, riservato agli studenti degli istituti superiori di secondo grado del Comune di Senigallia che si cimenteranno con riflessioni sulla condizione femminile. Le Iscrizioni sono aperte fino al 15 novembre, mentre la premiazione avverrà mercoledì 24 novembre alla rotonda.
La residenza protetta per anziani della Fondazione Opera Pia Mastai Ferretti di Senigallia
Sono oltre 100 le firme raccolte per protestare contro la Regione che non adegua da quasi 20 anni la quota di compartecipazione alle spese di assistenza. L’iniziativa è stata presa e resa nota nei giorni scorsi dai familiari degli ospiti della residenza protetta della fondazione Opera Pia Mastai Ferretti di Senigallia che hanno chiesto l’aiuto della politica ma annunciato anche di volersi rivolgere al garante regionale dei diritti della persona.
In una lettera aperta agli amministratori regionali, i congiunti dei degenti hanno riportato le condizioni che molti degli ospiti stanno sopportando da ormai quasi due anni, da quando è scoppiata la pandemia da covid-19.
«La ridotta mobilità e deambulazione dovuta alla lunghissima costrizione in una camera (che può significare il letto e poco più), l’impossibilità di aiuto e supporto da parte dei parenti, l’isolamento, le mascherine, i compagni di stanza che escono in barella e non tornano più, tutto questo è stato, ed è, causa di disagio, di paura, di percezione di abbandono. Alcuni sono già caduti. Altri, deprivati del contatto e della presenza dei propri cari per troppo tempo, si stanno abbandonando lungo un percorso di cui non si conosce la fine. Quelli che resistono, che vogliono resistere, hanno bisogno di sostegni, di aiuti per provare a farlo. Eccezionali, come eccezionale è la contingenza pandemica».
L’articolo integrale sarà disponibile nel settimanale digitale in uscita giovedì 28 ottobre a questo link. Abbonati e sostieni l’editoria locale
Ranunculus ZR (2020), fotografia di still life di Christopher Broadbent
Dal 29 ottobre 2021 al 28 febbraio 2022, Senigallia la città della fotografia ospita la mostra Rimasto nell’Ombra, personale dedicata al fotografo di still life Christopher Broadbent. L’evento, a cura di Mario Trevisan, è realizzato in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi ed è allestito al piano terra di Palazzetto Baviera, in piazza del Duca.
La mostra è un excursus nell’opera fotografica di Christopher Broadbent dal 2000 a oggi: testimonia il lavoro di ricerca che Broadbent compie per creare un’atmosfera di sospensione, di attesa, nelle sue nature morte. Scrive Elena Pontiggia nell’introduzione al volume “Rimasto nell’Ombra” che accompagna la mostra: «Nelle sue nature morte – usiamo questo termine pittorico non per sottrarle al regno della fotografia, ma per riallacciarci all’espressione equivalente in lingua inglese e tedesca: “vite silenziose”, come amava dire anche De Chirico – c’è un insieme di elementi indagati con cura, come se l’artista non si accontentasse dell’approssimativo, del pressappoco, ma volesse rappresentare con esattezza la molteplicità delle cose, la complessità della natura. Perché nulla nell’universo è semplice, nulla è costruito al risparmio…»
Christopher Broadbent è un fotografo specializzato in still-life. Nato e cresciuto in Inghilterra, ha studiato cinematografia e fotografia a Parigi all’Institut des Hautes Etudes Cinèmatographiques. Dopo alcuni anni a Roma come aiuto regista, si è trasferito a Milano per lavorare nella fotografia pubblicitaria e editoriale. Premiato sia in Italia che negli Stati Uniti per i suoi lavori fotografici, da dieci anni si dedica alla sua ricerca intorno alla natura morta. Christopher Broadbent per le sue fotografie esegue stampe d’archivio a pigmento su carta di cotone in edizioni di tre o cinque esemplari. Costruisce da sé le scenografie che compongono i suoi set fotografici e usa di preferenza la luce naturale.
Il progetto Senigallia Città della Fotografia è realizzato con il contributo della Regione Marche. In occasione della mostra verrà presentato per la prima volta il nuovo volume dedicato all’opera di Christopher Broadbent “Rimasto nell’Ombra”, a cura di Mario Trevisan, pubblicato da Danilo Montanari Editore.
Info e prenotazioni www.comune.senigallia.an.it www.feelsenigallia.it T. 366 – 679.79.42 circuitomuseale@comune.senigallia.an.it Biglietteria elettronica www.ciaoticket.it
Orari Mercoledì – venerdì 15-20 Sabato – domenica 10-13 / 15-20 Lunedì e martedì chiuso Gli orari possono subire variazioni in base alle norme di contenimento Covid-19
Il terrapieno a sostegno delle storiche mura di Corinaldo danneggiate con il crollo del 18 febbraio 2021
Si apre per Corinaldo una nuova stagione di incontri sull’importantissimo tema del ripristino delle mura urbiche, gravemente danneggiate lo scorso inverno. Di nuovo a confronto il sindaco di Corinaldo, Matteo Principi, e il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, per discutere del futuro della cinta muraria, una delle più apprezzate dell’intera nazione.
Quella di martedì 26 ottobre è l’occasione per fare il punto sulla situazione dello storico manufatto di Corinaldo. Dopo il crollo del 18 febbraio 2021, infatti, si sono susseguiti vari contatti, anche ufficiali, che però al momento non hanno ancora sortito il risultato desiderato, il ripristino delle mura urbiche del paese. L’unico atto concreto – e non è poco – è l’impegno ufficiale di palazzo Raffaello a fare la propria parte.
Anche il ministro alla cultura Dario Franceschini era stato informato della grave situazione con ripercussioni anche sulle abitazioni: lo scopo di una lettera al ministro Dem era quello di sollecitare l’intervento dello Stato che, con misure straordinarie, possa dare ulteriore slancio alla tutela dell’intero abitato corinaldese che poggia sulla storica cinta muraria.
Il punto dove si è registrato il danneggiamento è quello tra il Torrione del Calcinaro e la Rotonda, lungo via del Fosso: lì dove ora c’è un terrapieno che in qualche modo cerca di contenere un fronte di cedimenti lungo una cinquantina di metri per tutta l’altezza del manufatto, circa 10 metri. Proprio sulle questioni tecniche ed economiche verte l’incontro, di certo non l’ultimo, tra Principi e Acquaroli.
Il presidente della Regione Marche, in occasione del sopralluogo del maggio scorso, aveva affermato che «la Regione contribuirà sicuramente, dal punto di vista tecnico e finanziario, a mettere in sicurezza le mura e il centro storico corinaldese, tra i beni culturali che danno lustro alla nostra regione». Un’affermazione che aveva parzialmente rassicurato i vertici amministrativi locali proprio per l’assonanza tra le posizioni: il sindaco di Corinaldo aveva dichiarato essere le mura «un bene culturale inestimabile, patrimonio storico italiano dall’enorme valore».
Era a Senigallia per far visita al suo amico Franco Manenti, anche lui originario della diocesi di Crema. Ed il vescovo di Senigallia lo ha accolto con grande gioia, tanto più in questo mese dedicato al mondo missionario. Se non fosse per il delirante progetto jihadista secondo il quale il mite missionario sarebbe un infedele tanto scomodo da dover essere rapito e tenuto prigioniero per quasi due anni, in pochi avremmo sentito parlare di padre Pier Luigi Macalli, della Società missionaria africana, prete missionario in quell’Africa sub sahariana diventata terra pericolosa, violentata da bande armate che non le danno tregua. Tra le dune ci sono i nuovi rifugi del fondamentalismo islamista.
Era il 17 settembre 2018: cosa è successo quella notte in Niger?
Ero in Niger da 11 anni, nella missione di Bomoanga, nel Sud ovest, vicino la frontiera con il Burkina Faso ed esercitavo il mio ministero di missionario in questa realtà molto rurale quando una visita notturna, pensavo dei ladri, si è invece rivelata un rapimento e un sequestro che è durato per due lunghi anni. Una situazione che ha sconvolto il mio ordinario vivere in mezzo alla gente.
Due lunghissimi anni: c’è stata la possibilità di interlocuzione con i suoi sequestratori?
Sì. Ho sempre cercato quel dialogo quotidiano che è sempre stata la mia caratteristica di missionario. Con questi giovani – con quel poco di francese che loro parlavano – ho provato a spiegare chi ero, cosa facevo, perché mi trovavo in Africa.
Gli esperti di geopolitica ce lo dicono da tempo: il vero snodo dello jihadismo è l’Africa subsahariana. Quella parte di mondo, però, è sistematicamente dimenticata dalla grande comunicazione.
Che l’Africa fosse una polveriera lo si sapeva nei nostri ambienti missionari; il fatto che adesso racconto di una prigionia che ha messo a dura prova le certezze che sembravano intoccabili…
Intervista a cura di Laura Mandolini. Il testo completo è disponibile nel mensile cartaceo di giovedì 21 ottobre. Abbonati e clicca qui per leggerlo.
Tornerà ad animare e a colorare la città, domenica pomeriggio, l’usuale Festa dei popoli, saltata l’anno scorso causa pandemia e quest’anno organizzata nel pieno rispetto delle normative anti Covid. Domenica 24 ottobre, dalle 16 alle 18.30, in piazza Garibaldi si riuniranno le comunità etniche dei cinque continenti che vivono nel nostro territorio, i cui protagonisti saliranno sul palco per interventi, testimonianze, danze e canti.
In piazza saranno allestiti i tavoli con le esposizioni delle varie nazionalità e associazioni. La collaborazione quest’anno è con le comunità di: Afghanistan, Albania, Bangladesh, Brasile, Costa d’Avorio, Cuba, Federazione russa, Macedonia, Marocco, Nigeria, Pakistan, Perù, Repubblica popolare cinese, Romania, Senegal, Tunisia e Ucraina.
Organizzata da diocesi di Senigallia, Fondazione Migrantes, Caritas Senigallia e Unione dei Comuni con il SAI (Sistema di accoglienza e integrazione), con il patrocinio del Comune e la collaborazione di tutte le associazioni coinvolte, la festa avrà come titolo “In viaggio tra le culture”: un viaggio verso i Paesi più lontani ma anche quelli vicini, provando ad abbattere le frontiere e a farsi prossimi agli altri. Fondamentale infatti il sottotitolo della festa, “Verso un noi sempre più grande”, citazione del messaggio che papa Francesco ha scelto per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato di quest’anno.
Mobilità green e sostenibile grazie ai nuovi percorsi ciclabili nella natura e tra i comuni dell’alta valle del Misa
ARCEVIA – Aumentano le risorse che la Regione messe a disposizione della “ciclovia dei parchi e dei castelli”. Dopo l’iniziativa di aprile scorso, con cui erano stati stanziati oltre 45 mila euro, ecco arrivarne per il progetto di mobilità sostenibile altri 127 mila, per un totale che supera i 172 mila euro. Soldi che interesseranno un territorio esteso tra l’alta valle del Misa e l’alta vallesina.
La ciclovia dei parchi e dei castelli è infatti un progetto che mira a unire i comuni di Arcevia, Sassoferrato, Genga, Cerreto d’Esi e Serra San Quirico, in modo da fare un simbolico giro del parco regionale Gola della Rossa e di Frasassi che possa poi ricollegarsi con la Vallesina e con la sua rete di ciclabili.
Una bella novità per gli amanti delle due ruote che potranno quindi cimentarsi in una serie di percorsi nuovi o già esistenti ma riqualificati. Tra i primi, c’è appunto quello che tocca la perla dei monti con i suoi dieci castelli: sarà inserita all’interno del più vasto comparto denominato “Distretto cicloturistico della Vallesina”, senza contare inoltre i collegamenti con l’area di Senigallia (e quindi la ciclovia Adriatica) e con la ciclovia del Cesano, anch’essa recentemente finanziata da palazzo Raffaello con circa 240 degli 800 mila euro previsti.
Quest’ultima, di cui sono partiti i lavori di realizzazione, si snoderà dalla costa ai monti passando tra i comuni di Mondolfo, Trecastelli, Corinaldo (che sta lavorando anche a un “Archeo-percorso” da poter effettuare in bicicletta, a piedi o a cavallo, tra storia, cultura e natura), San Lorenzo in Campo, Pergola e Serra Sant’Abbondio, rendendo comodo e piacevole fare il giro dei comuni. Una strategia per attrarre cicloturisti, una fetta di quei visitatori e turisti che cercano esperienze e chiedono infrastrutture nei sempre più ricercati territori marchigiani.
Al cinema Gabbiano la serata con Cecilia Strada e i volontari di ResQ “People Saving People”
Una serata per entrare dentro il fenomeno della migrazione, per capire ciò che sta accadendo a poche miglia dalle nostre coste e per comprendere come dare il proprio contributo. Questo il senso dell’appuntamento di venerdì 8 ottobre al cinema Gabbiano, quando Cecilia Strada e i volontari di ResQ “People Saving People”, tra cui il medico Alessandro Sergi e il consigliere comunale Enrico Pergolesi, entrambi di Senigallia, hanno parlato delle loro esperienze, affiancati dalle realtà di mutuo soccorso portato avanti dalle Brigate Volontarie per l’Emergenza – Marche.
Il progetto ResQ nasce da un piccolo gruppo di amici che vuole fare qualcosa per evitare altre stragi del Mediterraneo, stragi di quanti partono in cerca di una vita migliore sfuggendo a guerre, violenze, abusi e corruzione. Ma le stesse ong come ResQ negli ultimi anni sono state oggetto di una campagna ampiamente diffamante, in cui da soggetti soccorritori sono diventate carnefici o comunque complici di chi mette in atto le violenze.
Proprio Cecilia, figlia del fondatore di Emergency Gino Strada, della quale è stata per anni presidente, ha voluto rimarcare questo aspetto della narrazione distorta che a volte prende il sopravvento sulla realtà. «Basta navigare, basta leggere o informarsi – ha detto Strada – per capire quale sia invece la verità. Il Mediterraneo è diventato una delle frontiere più letali al mondo»…
Carlo Leone
Il testo integrale è disponibile nel numero mensile di giovedì 21 ottobre, raggiungibile a questo link. Abbonati e sostieni La Voce Misena
Il palazzo incompiuto al bastione di via Rodi, a Senigallia. Foto tratta da Luffarelliasteimmobiliari.it
Si sblocca la situazione in via Rodi. Dopo essere rimasta ferma al palo da anni, riparte la realizzazione di un edificio residenziale con verde pubblico e la valorizzazione delle mura storiche. Anche se con qualche novità. La nuova società immobiliare Rodi srl è subentrata alla precedente ditta Alca Costruzioni srl, fallita tre anni fa: dopo aver acquisito il bene all’asta giudiziaria nel luglio 2020 per ben 2,18 milioni di euro, ha subito chiesto e ottenuto che venisse modificato il disegno iniziale.
Il progetto per il bastione Rodi prevede innanzitutto il completamento della costruzione a fini residenziali lungo via Rodi, dove nasceranno dunque 22 appartamenti con cantine, garage e posti auto privati. Rimosso dalla previsione iniziale il parcheggio pubblico interrato, il che ha prodotto un “risparmio” di quasi mezzo milione di euro.
Nell’accordo rimangono la realizzazione e cessione delle opere e delle aree di fruizione pubblica, così come disciplinato dal piano particolareggiato del centro storico vigente e, in particolare, dalla scheda-norma dell’ambito di riqualificazione “Bastione via Rodi”…
Il testo integrale sarà disponibile nell’edizione digitale settimanale di giovedì 28 ottobre, a questo link. Sostieni l’editoria locale e abbonati a La Voce Misena.
E’ stato presentato il programma della prossima edizione, la 49ª, a Taranto dal 21 al 24 ottobre sul tema: “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro. #tuttoèconnesso”.
«Il lavoro è per la vita, non può essere per la morte». Così mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto, presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali dei cattolici italiani, ha presentato uno dei temi al centro della prossima edizione. «Troppe persone perdono la vita a causa del lavoro», ha detto il vescovo durante la presentazione dell’iniziativa, svoltasi a Roma presso la Lumsa: «È un problema gravissimo».
Tra le parole-chiave della prossima Settimana sociale ci saranno le “buone pratiche”: sono 271, infatti, quelle censite in vista dell’imminente appuntamento, dedicato al tema. «Tra di esse – ha annunciato Leonardo Becchetti, economista e membro del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali dei cattolici italiani – c’è la Cooperativa ‘Il Guscio’, che nascerà come opera/segno proprio in occasione delle giornate pugliesi. La sua peculiarità è quella di utilizzare il materiale di risulta che si trova nel mare per trasformarlo in qualcosa che possa innovare e creare lavoro».
Il testo integrale si trova nell’edizione digitale settimanale di giovedì 14 ottobre, disponibile a questo link.
Nuove luci a Trecastelli: ultimi step per la riqualificazione della pubblica illuminazione con lampade a led
Proseguono a Trecastelli i lavori sull’illuminazione pubblica. L’intervento, già inserito nel bilancio previsionale 2021-2023 segue quello del 2020 e vedrà la sostituzione di tutti i punti luce con lampade a tecnologia led. Un passo necessario per ottenere un’adeguata illuminazione del territorio eliminando i vecchi corpi illuminanti, ma che non si limita solo a questo tipo di risposta. L’intento dell’amministrazione comunale targata Sebastianelli è anche quello di aumentare la sicurezza e diminuire l’impatto economico della bolletta nei risicati bilanci comunali.
I lavori dell’ultimo stralcio sono partiti nei primi giorni di ottobre e termineranno in poche settimane. Interesseranno soprattutto le località di Ripe, Passo Ripe e Monterado con quasi 200 punti luce da sostituire o da aggiungere. A conclusione di tutti gli interventi sull’illuminazione pubblica dell’intero territorio comunale, Trecastelli potrà vantare un efficientamento energetico e un abbattimento della spesa corrente.
Le nuove luci a Trecastelli, compresi i punti che verranno aggiunti nelle aree deficitarie, produrranno un risparmio energetico non indifferente per il comune dell’entroterra senigalliese, con una stima di circa 50 mila euro. Per sostituire gli oltre mille punti luce e aggiungerne di nuovi, il costo dell’intero intervento ammonta a quasi 500 mila euro, di cui oltre 300 mila finanziati dall’amministrazione comunale con l’accensione di un mutuo, mentre la restante quota – circa 140 mila euro suddivisi in due tranche – era arrivata grazie a finanziamenti statali.
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