Venti anni sempre dalla parte delle donne, venti anni di impegno al femminile, contro la violenza di genere. L’associazione senigalliese “Dalla parte delle Donne” celebrerà sabato 13 maggio questo importante traguardo con un giorno di porte aperte alla sede in piazza Garibaldi 1. In occasione del ventennale della sua costituzione, l’associazione Dalla parte delle Donne, oggi un’organizzazione di volontariato, apre le porte alla cittadinanza e alle istituzioni per una giornata dedicata a incontri, riflessioni, condivisione e convivialità.
Riflessione innanzitutto sulla storia di impegno a fianco delle donne, vittime della violenza maschile: un impegno che ha portato l’associazione a essere riconosciuta nel territorio quale punto di riferimento qualificato e specializzato nel contrasto e nella sensibilizzazione sui temi della violenza contro le donne e di genere.
Per questo la giornata si dividerà in tre momenti. La mattinata dalle 10 alle 12 sarà dedicata a una tavola rotonda con i/le referenti di tutte le istituzioni che a vario titolo sono coinvolte nel fenomeno della violenza di genere e che fanno dunque parte di una rete territoriale a sostegno delle donne. Dalle 15 ci sarà l’accoglienza e l’incontro con le associazioni del territorio e tutte le cittadine e i cittadini che vorranno partecipare e condividere un momento di riflessioni e di convivialità. A seguire alle ore 18 nella sala dell’associazione ci sarà la rappresentazione teatrale “Una donna sola”, testo di Franca Rame, a cura della Compagnia del teatro Portone.
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Nuova importante svolta in Vaticano. Papa Francesco ha modificato il regolamento dell’assemblea generale ordinaria del sinodo dei vescovi introducendo il diritto al voto per le donne, le “madri sinodali”. Per la prima volta nella storia del sinodo, a ottobre, saranno introdotte le quote rosa: la metà dei 10 superiori religiosi e dei 70 “membri non vescovi”, anche questa una novità in sé, devono essere donne. Dunque saranno almeno 40 le donne con diritto al voto su un’assemblea di circa 370 membri. La modifica è stata approvata da Papa Francesco il 17 aprile scorso.
“Non è una rivoluzione”, ha commentato il cardinale Jean-Claude Hollerich, relatore generale del sinodo, incontrando i giornalisti in sala stampa vaticana. “Un cambiamento importante non è una rivoluzione: un cambiamento è normale nella vita e nella storia. Le rivoluzioni – ha scherzato il porporato lussemburghese – fanno vittime e noi non vogliamo fare vittime”. Così a ottobre avranno diritto al voto le donne e saranno “la metà” dei “70 membri non vescovi” che parteciperanno all’assemblea a rappresentare gli “altri fedeli del popolo di Dio” tra sacerdoti, suore, diaconi, laiche e laici, non più “uditori” ma votanti a pieno titolo. “Il battesimo è lo stesso per uomini e donne, a quanto ne so. E la sinodalità, il camminare insieme nella Chiesa, si fonda sul battesimo”, ha detto ancora Jean-Claude Hollerich.
a cura di L.M.
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“La donna ha la capacità di avere tre linguaggi insieme: quello della mente, quello del cuore e quello delle mani. E pensa quello che sente, sente quello che pensa e fa, fa quello che sente e pensa… Questo è grandioso… È così, è un’altra strada, è un’altra categoria di pensiero, ma non solo pensiero: pensiero, sentimento e opere”.
In settimana, papa Francesco, incontrando la redazione di “Donne Chiesa e Mondo”, inserto dell’Osservatore romano, ha pronunciato un bellissimo discorso da cui è tratta questa citazione; ho riletto più volte queste parole per coglierne le sfumature e il profondo significato… Ma lo stupore che hanno suscitato in me deriva soprattutto da chi le ha pronunciate, un anziano uomo del 1936, un uomo della Chiesa cattolica, alla guida di una gerarchia composta da soli maschi.
E’ un segnale di speranza, di novità, di profonda trasformazione. Sono parole che scaldano il cuore, che lasciano intravedere una Chiesa rinnovata, aperta, libera e consapevole della necessità di uscire da schemi vecchi, lontani dalla realtà e soprattutto lontani dal Vangelo. Le donne di ieri e di oggi, quelle che stanno dentro le guerre, dentro le rivoluzioni, dentro le migrazioni e le ingiustizie, ci testimoniano la forza, il coraggio, il desiderio di guardare oltre, di sfidare il potere e di essere “un’altra categoria di pensiero”. Usano il linguaggio della mente per pianificare il presente, quello del cuore per tenere accesa la lampada della speranza, quello delle mani per annodare fili e impastare pane.
Questo 8 marzo 2023, con i suoi profumi primaverili e i suoi colori brillanti, sarà l’inizio di “un’altra strada”, come dice il papa? Gli uomini del potere politico, economico, religioso troveranno spazi adeguati per valorizzare il mondo femminile? Comprenderanno quanta ricchezza trascurata, quanti preziosi doni abbandonati sul ciglio della vecchia strada?
Voce Misena rilancia la campagna mediatica del quotidiano Avvenire dal titolo “La nostra voce per l’Afghanistan”. Le giornaliste di Avvenire, tutte insieme, vogliono accendere i riflettori sulle bambine, le ragazze, le donne afghane. Mentre si pongono giustamente all’evidenza le battaglie delle donne e degli uomini dell’Iran, nel Paese confinante le donne vengono cancellate: non possono lavorare, frequentare l’università né la scuola dopo i 12 anni, spostarsi senza un uomo della famiglia al fianco. Fino all’8 marzo, Festa delle donne, ogni giorno sul sito https://www.avvenire.it/donne-afghane si leggono testimonianze, analisi e interviste per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla cancellazione della donna che si consuma nell’Emirato islamico dei taleban.
Ogni giornalista di Avvenire “offrirà” la sua penna per dare voce a una donna; saranno pubblicati inoltre i racconti di quattro scrittrici italiane (Maria Pia Veladiano, Ritanna Armeni, Tiziana Ferrario e Marina Terragni), che accompagneranno altrettanti ritratti d’autore della fotografa romana Laura Salvinelli. L’8 marzo ci sarà una maratona di lettura online di opere di scrittrici afghane organizzata con The Economy of Francesco. Perché l’impegno delle giornaliste di Avvenire si trasformi in aiuto concreto, raccoglieremo contributi per finanziare un progetto di sostegno scolastico per le bambine e le ragazze afghane, portato avanti da partner locali con l’appoggio della Caritas.
Benedetta Tobagi porta il suo libro ‘La Resitenza delle donne’ a Senigallia, domenica 29 gennaio 2023, alle ore 21, all’auditorium ‘San Rocco’. È uno degli appuntamenti organizzati a Senigallia per il ‘Giorno della Memoria’ dall’omonimo Comitato cittadino (Comune, Scuola di Pace, Diocesi e Comunità ebraica), nato in collaborazione con la locale sezione ANPI. In vista di questo appuntamento, l’abbiamo raggiunta ai microfoni di Radio Duomo Senigallia (95.200 FM), anzitutto per comprendere il perché di questo suo lavoro di ricerca storica.
Le donne furono protagoniste della Resistenza: prestando assistenza, combattendo in prima persona, rischiando la vita. Una «metà della Storia» a lungo silenziata a cui Benedetta Tobagi ridà voce e volto, a partire dalle fotografie raccolte in decine di archivi. Ne viene fuori un inedito album di famiglia della Repubblica, in cui sono rimesse al loro posto le pagine strappate, o sminuite: le pagine che vedono protagoniste le donne. La Resistenza delle donne è dedicato «A tutte le antenate»: se fosse una mappa, alla fine ci sarebbe un grosso «Voi siete qui». Insieme alle domande: E tu, ora, cosa farai? Come raccoglierai questa eredità?
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Celebrata attorno a una delle panchine rosse di Arcevia la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne
Si è celebrata a fine novembre la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Arcevia ha avviato mesi fa un percorso che si è concluso proprio venerdì 25. A darne notizia è l’assessora alla cultura Erika Possanza: «Insieme a tutta la nostra comunità abbiamo pitturato delle panchine di colore rosso in tutte le frazioni e castelli aderenti all’iniziativa, a cui è stata apposta una targhetta per specificare di cosa si tratta. Abbiamo in totale più di 10 panchine posizionate su tutto il territorio comunale e questo è stato possibile grazie alla collaborazione delle nostre associazioni».
Il progetto “Panchine rosse. Una panchina per la vita” è un modo per dire “no” alla violenza sulle donne. «La giunta era motivata a sensibilizzare ogni cittadino sull’importanza della riflessione sulla parità dei diritti di genere e per l’eliminazione della violenza contro le donne». Le prime panchine rosse…
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Novembre è un mese impegnativo. Nell’arco di appena due settimane veniamo sollecitati a pensare. Attività difficile, di solito, e di questi tempi poco praticata; ma quando l’oggetto della riflessione sono tre diritti di questa portata, tutto si complica di più. Andiamo in ordine cronologico.
18 novembre, “ Giornata nazionale di preghiera della Chiesa italiana per le vittime e i sopravvissuti agli abusi, per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili”. L’iniziativa coinvolge tutta la comunità cristiana.
20 novembre, la “ Giornata internazionale per i diritti dei bambini e gli adolescenti’. La data scelta coincide con il giorno cui l’Assemblea generale ONU adottò la Dichiarazione dei diritti del fanciullo, nel 1959, e la Convenzione sui diritti del fanciullo, nel 1989.
25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Tanti gli appuntamenti…
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Villino Romualdo a Trecastelli, sede del museo Nori de’ Nobili
Nel mese di novembre Trecastelli si prepara a celebrare la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, con una serie di iniziative che rientrano nel programma “Il coraggio di cambiare”. Il progetto è promosso dalla Città di Trecastelli e l’Assessorato alla Cultura, dal Museo Nori De’ Nobili con il patrocinio della Commissione per le pari opportunità tra uomo e donna della Regione Marche.
Si partirà sabato 19 novembre alle ore 18, con la presentazione, al Villino Romualdo, del libro Delitti d’autore di Anna Pia Giansanti.
Venerdì 25 novembre, in occasione di Orange Days, Campagna di prevenzione della violenza sulla donna, alle ore 17 il Villino Romualdo si illuminerà di arancione, colore simbolo della giornata. A seguire si terrà, alle ore 18, nelle sale del centro Studi sulla Donna nelle Arti Visive Contemporanee del Museo Nori De’ Nobili, l’inaugurazione della mostra “Ritratti di coraggio – sopravvissute in prima linea per la pace e il cambiamento”, a cura di Stop Rape Italia.
Infine, sabato 26 e domenica 27, dalle ore 17, presso la biblioteca comunale di Trecastelli e la biblioteca circolo culturale “Oscar Franceschini” di Brugnetto si terrà l’evento “biblioteche aperte” – letture consigliate sul tema della non violenza. La partecipazione a ogni iniziativa è a ingresso libero.
Non è passato tanto tempo della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne ma, come accade spesso, finita la giornata, spenti i riflettori. Se non fosse che da quella data, sono state uccise altre donne in Italia. Abbiamo interpellato la dottoressa Simona Cardinaletti, psicologa psicoterapeuta di formazione sistemico relazionale, dal 2000 al 2021, responsabile della “casa rifugio Zefiro” gestita prima dalla cooperativa La Gemma e dal 2018 dalla cooperativa Polo9.
Cosa bisogna evitare, pensando alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, per non cadere nelle frasi fatte, nella retorica, in analisi che non aiutano ad una vera comprensione di questo fenomeno? Intanto bisogna ricordarsi che la violenza alle donne non è un fenomeno che si verifica solo il 25 novembre. Ci si concentra sempre e solo sulle vittime, dipingendole come deboli, impotenti, sconfitte. Si utilizza il termine donne vittime, in cui il termine vittime diventa l’aggettivo che le descrive invece che donne vittimizzate dalla violenza. Ci si dimentica che il problema della violenza alle donne, riguarda gli uomini. E’ un problema culturale che riguarda tutti, che fonda le sue radici negli stereotipi di genere.
Se dovesse indicare almeno tre ‘ingredienti’ che favoriscono comportamenti e stili violenti contro le donne, quali indicherebbe? 1- Confondere la violenza nelle relazioni d’intimità con il normale, naturale e sano, conflitto di coppia. 2 – Considerare naturale che le donne sono nate per sacrificarsi a favore della famiglia, alla cura degli altri a scapito di se stessa 3 – Giudicare i comportamenti di uomini e donne con metri diversi
Esiste una sorta di corresponsabilità delle donne nel non affrontare seriamente il problema? Non credo si possa parlare di corresponsabilità, quanto di adesione ad un modello culturale che le vede le prime responsabili nel far funzionare le relazioni. Le donne vittimizzate…
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La rinnnovata casa natale di Maria Montessori, a Chiaravalle
Sarà lei ad accogliere ogni ospite – sguardo frontale nell’immagine in bianco e nero che sigilla l’icona, nulla se non lei, nessuno sfondo nessuna distrazione. Per Maria Montessori è un altro ritorno a casa, l’ennesimo, dopo quello del 1950 che l’aveva celebrata con ogni onore al culmine di una vita straordinaria. Per lei si accendono le luci e si aprono le porte a 150 anni di distanza – più qualche mese in ossequio ai limiti e alle complessità imposte da una pandemia planetaria.
Dopo vari slittamenti, la preziosa abitazione sarà aperta sabato 11 dicembre 2021, dopo un lungo lavoro di riprogettazione, con tante iniziative messe in piedi da diversi soggetti. In quel piccolo appartamento il 31 agosto 1870 nasce Maria Tecla Artemisia Montessori, figlia unica di Alessandro Montessori, un ispettore della locale Manifattura Tabacchi, e di Renilde Stoppani, marchigiana di Monte San Vito, esponente di una famiglia di piccoli proprietari terrieri. Casa Montessori Chiaravalle – la casa, il luogo, il logo – è al centro della comunità reale e dentro la comunità digitale, visitabile da remoto, col sito bilingue italiano/inglese www. casamontessorichiaravalle.it. Il concept del progetto di riqualificazione a cura di Cristiana Colli è intervenuto sulla casa natale e sull’edificio – aree condominiali e accessibilità piena con l’abbattimento delle barriere architettoniche – e ha visto la partecipazione di una ricca e articolata infrastruttura di relazioni pubblica e privata, istituzionale, locale, nazionale e internazionale che nel nome di Maria Montessori ha riconosciuto il senso di una profonda appartenenza. Il Comune di Chiaravalle ha promosso e guidato il processo in collaborazione con la Fondazione Chiaravalle Montessori, l’Opera Nazionale Montessori e l’Association Montessori Internationale, con Carolina Montessori – pronipote di Maria e archivista dell’AMI – in qualità di presidente onoraria del comitato scientifico e progettuale.
La giornata di apertura, sabato 11 dicembre 2021, alla presenza di Carolina Montessori, prevede alle 16.30 un talk inaugurale presso il Teatro Comunale Valle con l’Amministrazione Comunale, i partner istituzionali e scientifici e i curatori del progetto; alle 18.30 un video mapping celebrativo sulla facciata di Casa Montessori Chiaravalle, che a seguire verrà inaugurata dalle autorità e aperta alla prima di quelle visite guidate e gratuite che sarà possibile effettuare fino al 6 gennaio 2022 (previa prenotazione al sito www.casamontessorichiaravalle. it). La serata inaugurale si chiuderà con ‘Fraternità solare’, rito sonoro di e con Mariangela Gualtieri, autrice e attrice dalla sensibilità estremamente vicina all’universo montessoriano.
Per il Sindaco di Chiaravalle Damiano Costantini “il percorso delle celebrazioni del 150° anniversario della nascita di Maria Montessori, che ha portato alla riqualificazione della sua casa natale, potrebbe essere sintetizzato con un semplice slogan: ritorno a casa. La necessità di restituire centralità alla figura di Maria Montessori, delineando un nuovo modello di crescita per i bambini ispirato ai valori del pensiero montessoriano e configurando una città in cui si senta forte la concezione del rispetto per l’infanzia, della libertà, dell’uguaglianza, della fratellanza, dell’emancipazione, della tolleranza e della pace”. Francesco Favi, Assessore alla cultura, alla pubblica istruzione, al turismo e alla valorizzazione della figura e del pensiero di Maria Montessori, aggiunge: “L’innovativo progetto di riqualificazione di Casa Montessori Chiaravalle, con la sua densa rete di collaborazioni, ha l’ambizione di fare di Chiaravalle un avamposto di quel mondo a misura di bambino immaginato da Maria Montessori. In lei, come in ogni genio, gli opposti si attraggono e si saldano: ritorno e partenza, fine e inizio, dimensione locale e globale, ancoraggio alle radici e slancio verso il futuro, solitudine e afflato ecumenico, vocazione alla pace e militanza per i diritti, rigore scientifico e prospettiva umanistica, approccio materiale e immateriale alla conoscenza, natura e cultura, verità e bellezza. Ecco perché ci piace pensare a lei come ad una pioniera delle scienze umane, anzi di quello che potremmo definire nuovo umanesimo: una visione che, a partire dalle prodigiose capacità autoeducative del bambino, può orientare in senso armonico il progresso dell’umanità e che, in un’epoca di nuovi confini e conflitti, di crisi e smarrimenti crescenti come quella che stiamo vivendo, è più attuale e più urgente che mai”.
Mercoledì mattina, 24 novembre 2021, la sala Consiliare “Aula Giuseppe Orciari” sono state premiate le fotografie più significative del concorso “Uno scatto contro la violenza sulle donne” che ha coinvolto gli studenti delle scuole d’istruzione secondaria di secondo grado della città. L’iniziativa è stata promossa dall’Assessore alle pari opportunità Cinzia Petetta, nella ricorrenza della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 17 dicembre 1999 con l’adozione della risoluzione 54/134. La ricorrenza viene celebrata il 25 novembre di ogni anno. Questa data non è casuale, segna un brutale assassinio avvenuto nel 1960, nella Repubblica Dominicana, dove le tre sorelle Mirabal, considerate rivoluzionarie, vennero torturate e uccise.
L’Assessore ha ringraziato la Presidente e le Consigliere della Commissione per le pari opportunità tra uomo e donne della Regione Marche Maria Lina Vitturini, Alessandra Alessandroni, Ilaria Bompadre, Veronica Sansuini che con la fotografa Gloria Mancini hanno fatto parte della commissione che ha scelto le tre fotografie più significative tra le tante inviate.
La commissione ha ritenuto di premiare le tre fotografie, a pari merito, per sottolinearne la particolarità e la specificità degli scatti: Lucia Marinozzi Ramadori, Ilenia Pasquali e Souhaila Harit sono le studentesse risultate vincitrici del concorso e che hanno ricevuto un attestato di apprezzamento dall’Amministrazione Comunale. Al Liceo Classico Statale “Giulio Perticari”, all’Istituto Istruzione Superiore “Alfredo Panzini”, al Liceo Statale “Enrico Medi” ed al Polo Tecnico Professionale “Corinaldesi-Padovani”, oltre al ringraziamento personale dell’Assessore Cinzia Petetta, l’Amministrazione ha consegnato un attestato di ringraziamento per la collaborazione.
Non si può non sottolineare che la fase finale del concorso fotografico si è svolta in una giornata, come quella di oggi, in cui il governo talebano in Afghanistan compie i suoi primi 100 giorni. Il pensiero è per le donne afghane che più di tutte, in questo momento storico, subiscono la privazione dei diritti fondamentali.
Gli ombrelli colorati “sospesi” lungo corso II Giugno a Senigallia contro la violenza sulle donne
“Ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, o che possa probabilmente avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che avvenga nella vita pubblica o privata”. Così l’Assemblea generale delle Nazioni Unite definisce la violenza di genere all’articolo 1 della Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne. Mentre l’Organizzazione mondiale della Sanità la considera un grave problema di salute pubblica e una violazione dei diritti umani delle donne.
Le dichiarazioni, a volte, lasciano il tempo che trovano ma sono riferimenti culturali importanti, almeno per mettere nero su bianco quanto dovrebbe stare a cuore a tutti. Da qui in poi, ogni giorno, c’è da fare tanto ed anche la ‘banale’ constatazione che la violenza sia una brutta cosa è sistematicamente smentita da una vera e propria emergenza che assume, in ogni latitudine, classe sociale e situazione, il volto tumefatto di migliaia di donne.
Quando si parla di violenza di genere…
Leggi l’articolo completo sull’edizione de La Voce Misena di giovedì 18 novembre, disponibile a questo link. Abbonati e sostieni l’editoria locale.
Laura Mandolini
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