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Autore: Carlo Leone

Persona che utilizza uno smartphone e app social

Fotografia e intelligenza artificiale, tra arte, tecnica evoluta e realtà percepita – AUDIO

L’avvento delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale (o super-intelligenza perché sa meno di falso) sta condizionando anche la produzione artistica. In particolare la fotografia. Lo fa ponendo interrogativi profondi sul valore della creatività e sulla natura stessa delle immagini. Ai microfoni di Radio Duomo Senigallia (95.2 fm), il fotografo e membro del gruppo «Visioni di Frontiera» Massimo Renzi ha offerto una riflessione sul rapporto tra lo scatto tradizionale e le nuove possibilità offerte dai software generativi. L’AUDIO, andato in onda nei giorni scorsi, è disponibile qui grazie al lettore multimediale.

L’evoluzione delle tecniche non solo ha ridotto i tempi di produzione, ma ha trasformato radicalmente il modo di concepire la fotografia. Ma non in tutti: per chi ha iniziato la propria carriera nell’era della chimica e dei processi manuali, il passaggio al digitale ha rappresentato un po’ la stessa sfida, con nuovi strumenti che agevolavano il lavoro ma che in qualche modo hanno influenzato autori e autrici. Il passaggio dalla camera oscura ai programmi di elaborazione digitale ha impresso un’accelerazione procedurale enorme. Oggi siamo davanti a un’ulteriore passaggio di questo genere.

«Con Photoshop – spiega Renzi – ho iniziato ad apprezzare il fatto di poter fare in dieci minuti davanti al computer ciò che prima facevo in due-tre ore di camera oscura. Ora con l’intelligenza artificiale la stessa correzione la faccio in 30 secondi semplicemente lanciando un comando». Il fotografo senigalliese però ha precisato come nel proprio percorso l’intervento rimanga di natura sottrattiva o correttiva, finalizzato a far emergere ciò che è stato pensato e percepito al momento dell’inquadratura.

Il dibattito si sposta quindi dal piano tecnico a quello concettuale quando si considera la capacità dei software di creare immagini interamente sintetiche. L’utilizzo di algoritmi generativi non priva l’opera a prescindere di un valore espressivo, poiché secondo Renzi l’arte si misura sulla capacità di trasmettere un’idea o un’emozione, prescindendo dallo strumento adottato. Tuttavia, la creazione ex novo segna una discontinuità storica con la tradizione della ripresa diretta.

Massimo Renzi
Massimo Renzi

Questa trasformazione incide sulla fruizione da parte del pubblico. Storicamente la fotografia è nata per registrare il reale, mantenendo nel tempo un legame di probabilità con la verità visiva. Qualcosa però è cambiato: l’accessibilità degli strumenti generativi come appunto “l’intelligenza artificiale” ha alterato il patto implicito con l’osservatore. «Io dico che la fotografia è morta», ha affermato il fotografo, riferendosi alla percezione di chi guarda. «Oggi guardiamo le fotografie come se guardassimo una qualsiasi altra immagine. Quindi non è più una probabilità di realtà, ma è una residua possibilità di realtà».

In questo nuovo scenario, la legittimazione dell’opera non si affida più alla presunzione di autenticità del supporto, ma all’onestà intellettuale di chi scatta/produce, alla sua autorevolezza e al contesto di fruizione. Nonostante il progressivo miglioramento degli strumenti, alle persone rimangono diverse armi per comprendere se un’immagine sia fasulla o fortemente alterata.
Non c’è bisogno di attendere un presidente americano Trump con sembianze e atteggiamenti divini: l’analisi di contenuto e dettagli, la coerenza di luci e ombre e un po’ di buon senso sono ancora elementi utili per distinguere la ripresa reale dalla totale manipolazione o creazione ex novo, lasciando alla cultura critica dell’osservatore il compito di decodificare il messaggio visivo.

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Io leggo forte, lettura ad alta voce, festival, letteratura, libri, senigallia

“Io leggo forte”: quando la lettura ad alta voce accende i «cuori intelligenti»

In un contesto informativo spesso focalizzato sulle criticità, La Voce Misena lancia "Verde Speranza", una rubrica che si propone di dare spazio alle buone notizie o a quelle che possano infondere fiducia, positività. Curato da Mirella Verde, questo contenitore guarda al locale, regionale, nazionale e, perché no, anche all'ambito internazionale per raccogliere buone pratiche, storie d'impatto e iniziative virtuose. Temi che possano ispirare le persone, le associazioni, gli enti pubblici e la politica, senza pretesa ulteriore. Se già riuscissimo a evidenziare i segnali di crescita o la solidarietà che meritano attenzione, offriremmo esempi concreti per costruire qualcosa, per sottolineare ciò che di buono accade ogni giorno attorno a noi. Questo, che parla di "Io leggo forte," è solo il primo capitolo.

Alla fine di un luglio decisamente caldo, Senigallia ha dimostrato che, quando ci si mette il cuore, si possono realizzare iniziative importanti. “Io leggo forte” è un’iniziativa poetica nel senso etimologico del termine: deriva dal greco poieo, che significa “fare”, “produrre”, “dare vita” a qualcosa. Un atto capace di suscitare emozioni e di scavare nel profondo, quasi come la maieutica socratica. È un farmaco speciale per dare nuove energie e un senso autentico alla nostra esistenza, superando la routine quotidiana e facendo percepire il bello attraverso la creatività, la fantasia e la capacità di meravigliarsi.

Uno di questi farmaci è la lettura, specie quella ad alta voce. I giornali locali hanno già trattato i benefici economici e il successo di pubblico. Vale la pena puntualizzare, invece, i benefici per le nuove generazioni, spesso dipendenti dalla tecnologia. La lettura ad alta voce coinvolge tutti i sensi, compreso quello del cuore. Nascono così “cuori intelligenti”, per citare l’opera del professor Claudio Giunta, un unicum inscindibile tra affettività e razionalità. 

Leggere è un’esperienza meravigliosa e va coltivata fin dalla più tenera età.
Leggere ad alta voce aumenta il vocabolario dei bambini, sviluppa il linguaggio orale e aiuta nella comprensione della lingua scritta. Inoltre, sviluppa le competenze sociali. Ascoltare storie permette di aprire gli occhi su nuovi orizzonti, creando un bagaglio culturale comune da portare con sé per tutta la vita.

La lettura condivisa costruisce buone relazioni in un contesto di ascolto reciproco. Il bambino impara a gestire le proprie emozioni, a immedesimarsi negli altri e a rispettarli. La lettura ad alta voce è un dono reciproco: è condivisione, un esserci per l’altro, un prendersi cura. Ma tutto questo accade solo se “ci si mette il cuore”.

a cura di Mirella Verde

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Barbara, la comunità ha salutato il suo parroco don Paolo Montesi

Barbara, la comunità ha salutato il suo parroco don Paolo Montesi

Domenica scorsa, 20 settembre, durante la messa delle ore 10, la comunità di Barbara ha salutato il suo parroco don Paolo Montesi. Un saluto dovuto al fatto che il prossimo 23 ottobre il sacerdote prenderà servizio presso la parrocchia di Monte Porzio e Castelvecchio.

La celebrazione è stata molto partecipata dalla cittadinanza. Si è conclusa con i ringraziamenti da parte del sindaco Massimo Chiù e di una rappresentanza della parrocchia, per tutto quello che don Paolo Montesi ha fatto e dato. Anche la sezione artiglieri di Barbara ha voluto partecipare ai ringraziamenti donando al parroco una statuetta della patrona Santa Barbara.

Le associazioni del paese hanno offerto un rinfresco. Don Paolo ha aperto i regali, tra cui un album di foto con i momenti più importanti vissuti nella comunità di Barbara. Ha salutato personalmente tutti i partecipanti, ringraziandoli per il supporto e il sostegno che ha ricevuto in questi sei anni di permanenza.

Tutta la comunità di Barbara augura a don Paolo il meglio per il prosieguo del suo cammino e per l’inizio di questa sua nuova missione.

Il prossimo appuntamento sarà domenica 27 settembre alle ore 17:30 con l’arrivo a Barbara del nuovo parroco, don Paolo Campolucci, il quale ha recentemente salutato l’unità pastorale “5 pani e 2 pesci” di Trecastelli.

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A quattro anni dall’alluvione: speranze, ritardi e la paura che non passa. L’intervista

A quattro anni dalla drammatica alluvione del 15 settembre 2022, la memoria è ancora una ferita aperta tra i cittadini delle vallate Misa e Nevola. Un ricordo tra la commozione per chi non c’è più e per gli affetti dovuti lasciare, mista all’apprensione per il futuro. Sullo sfondo, ma certamente non sfocato, c’è il timore per l’avanzamento dei cantieri, dove le risposte attese arrivano spesso a rilento. Questo è il quadro tracciato ai microfoni di Radio Duomo Senigallia (95.2fM) da Eraldo Raffaeli. Il presidente del Comitato 15 Settembre fa il punto sul sentimento della comunità e sulle criticità che rallentano la piena messa in sicurezza dell’asta fluviale.

Da un lato gli interventi di somma urgenza eseguiti nell’immediato post-emergenza hanno garantito una prima importante boccata d’ossigeno. Dall’altro la pianificazione delle opere strutturali a lungo termine sconta i freni della burocrazia. Le incertezze sulla prosecuzione dei lavori, in particolare nell’area a monte di Pianello di Ostra, spingono molti residenti a vivere con la sensazione del «bicchiere metà pieno e metà vuoto».

«I lavori vanno avanti, purtroppo, un po’ più lentamente rispetto a quello che avremmo gradito. Questo perché la struttura commissariale è sottodimensionata: la Regione Marche dovrebbe capire che per gestire questa attività occorre istituire una vera task force», ha spiegato Raffaeli, sottolineando come l’impegno dei tecnici sul campo non possa supplire a una cronica carenza di organico.

Resta inoltre viva la preoccupazione per la manutenzione ordinaria e continua dei corsi d’acqua, considerata fondamentale per evitare il ripetersi di catastrofi come l’alluvione del 15 settembre 2022. A monte della vallata, la presenza di detriti e vegetazione accumulate lungo le sponde rappresenta ancora una grave minaccia per l’intero bacino.

Per il Comitato, una delle criticità maggiori risiede nella mancanza di coordinamento e visione d’insieme da parte delle amministrazioni locali, che tendono a muoversi in maniera frammentata anziché unita. «Ogni Comune agisce purtroppo per conto suo e questo è il guaio: non si può pensare di risolvere il problema del singolo territorio a discapito degli altri», ha rimarcato Raffaeli, rinnovando l’invito alle istituzioni a fare rete. «Serve la massima collaborazione e sinergia tra i Comuni della vallata affinché si parli con un’unica voce nei confronti della Regione e degli enti superiori».

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La strada statale 16 Adriatica nord, al Cesano di Senigallia

Animali investiti: dalla Sicilia a Senigallia è un obbligo di legge soccorrerli

A Saponara, in provincia di Messina, un’ambulanza fuori servizio ha travolto e ucciso un gatto. Chi era alla guida, probabilmente per l’alta velocità, non solo ha “messo sotto” un gatto che in quel momento attraversava la strada, ma non si è fermato a prestargli un dovuto soccorso. Grazie alle indagini della Polizia Locale, l’uomo è stato individuato e sanzionato con una multa di circa 300 euro.

L’episodio ha visto l’applicazione di quanto previsto dal nuovo Codice della Strada. L’articolo 189 impone all’automobilista l’obbligo di fermarsi e soccorrere gli animali coinvolti in un incidente. Chi infrange la norma rischia una sanzione amministrativa fino a circa 1.700 euro. Non si tratta più soltanto di un gesto di sensibilità o di rispetto per la vita, ma di un preciso dovere normativo.

Il fatto avvenuto in Sicilia riguarda da vicino anche la realtà di Senigallia. La legge è valida su tutto il territorio nazionale, ma lungo le strade marchigiane continuano a verificarsi investimenti di gatti domestici e di colonia senza che vi sia notizia di verbali staccati. La speranza di Mirella Verde – che si occupa della colonia felina di Cesano – e di tanti animalisti come lei è che le forze dell’ordine intensifichino i controlli anche nel nostro territorio per punire chi pirata la strada.

A tal proposito, la volontaria rinnova l’invito al sindaco Massimo Olivetti. L’amministrazione comunale può posizionare, tramite ordinanza, appositi segnali stradali sulle vie cittadine. I cartelli devono segnalare la presenza di colonie feline e imporre la riduzione della velocità. Un piccolo intervento che la giunta può attuare subito, facendosi contemporaneamente portavoce della richiesta anche presso il ministero dei trasporti.

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Massimo Bello

Nuovo anno scolastico a Senigallia tra riqualificazioni ed edilizia scolastica. L’intervista

Ha preso il via ieri, 14 settembre, il nuovo anno scolastico per gli oltre 3.200 studenti del primo ciclo di istruzione delle scuole di competenza comunale a Senigallia. Per la spiaggia di velluto si tratta del vero ritorno alla normalità dopo la pausa estiva. Ne abbiamo approfittato per fare il punto della situazione con l’assessore alle politiche educative e all’istruzione Massimo Bello.

L’avvio delle lezioni a scuola non nasce per caso ma dopo un lavoro di preparazione da parte degli uffici competenti durato oltre un mese e mezzo. A coordinarlo è la conferenza permanente Ente Locale-Scuola, organismo di confronto con le dirigenze degli Istituti Comprensivi cittadini.

La popolazione scolastica attuale, distribuita in circa 30 plessi, registra un calo fisiologico rispetto agli oltre 4.300 iscritti rilevati nel 2017. Tale fenomeno, come evidenziato dall’amministrazione, è riconducibile al trend nazionale sulla denatalità e non a dinamiche locali, seppure qualche trasferimento possa aver inciso sul numero complessivo.

Nonostante la contrazione numerica, le classi e i servizi erogati sono stati integralmente mantenuti. L’organizzazione dei servizi a domanda individuale vede il trasporto scolastico subito operativo e il servizio di refezione in avvio 48 ore dopo la prima campanella per le scuole primarie e secondarie di primo grado, interessando tra i 1.500 e i 1.600 alunni in 26 plessi.

La mancata coincidenza tra ripresa delle lezioni e la partenza della mensa è legata a tempistiche tecniche dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’assegnazione definitiva del personale ATA necessario all’organizzazione del servizio. Diversa la tempistica per le scuole dell’infanzia, per le quali il servizio mensa prenderà il via la settimana successiva, il 21 settembre, in linea con l’organizzazione consueta di un ambito educativo caratterizzato da un numero inferiore di iscritti.

Sul fronte dell’edilizia scolastica e delle strutture, la ripartenza arriva all’indomani dell’inaugurazione del nuovo polo 0-6 alla Cesanella e a seguito degli interventi di riqualificazione ex novo effettuati negli anni scorsi, tra cui il polo Marchetti. Tra i progetti in fase di completamento figura la ricostruzione dell’ala est della scuola primaria Puccini. L’edificio, demolito dopo essere risultato inagibile, si trova in fase di rifinitura: l’amministrazione prevede la fine dei lavori tra gli ultimi mesi dell’anno corrente e i primi mesi dell’anno successivo, garantendo la piena fruibilità dell’intero plesso per il prossimo anno scolastico.

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Nuoto e sport: la piscina Saline a Senigallia

Senigallia: tensione tra sindaco e Saline SC sulla piscina

Continua a far discutere la vicenda della piscina comunale delle Saline, al centro di un acceso scontro tra il sindaco Massimo Olivetti, le forze di opposizione e la società concessionaria Saline SC Senigallia.

Da un lato, la minoranza consiliare ha contestato la gestione della chiusura dell’impianto e l’operato dell’amministrazione, sollevando dubbi sulla trasparenza delle procedure. Il primo cittadino ha respinto le accuse rivendicando la correttezza degli uffici e attribuendo la responsabilità dell’interruzione al gestore: «La piscina delle Saline è stata chiusa dalla concessionaria, non dal Comune», ha dichiarato Olivetti, annunciando inoltre che «il Consiglio Comunale sarà chiamato ad approvare lo stanziamento di 416.000 euro per gli interventi indicati dal perito del Tribunale, necessari alla riapertura».

La risposta della società Saline SC Senigallia non si è fatta attendere e, attraverso una lettera aperta, ha replicato alla ricostruzione del sindaco contestando le presunte omissioni dell’Ente e ponendo l’accento sulla sicurezza dell’impianto: «Quello del 7 novembre 2024 è stato il quarto crollo nell’arco di soli tre anni di gestione», ha puntualizzato la dirigenza. La concessionaria ha inoltro criticato la mancanza di dialogo istituzionale e le difficoltà di accesso agli atti, definendo il ricorso all’Accertamento Tecnico Preventivo come «un passaggio formale che si sarebbe potuto facilmente evitare qualora vi fosse stata una reale disponibilità al dialogo», smentendo infine che al Comune sia mai stato impedito l’ingresso alla struttura per i rilievi.

Il dibattito si sposterà dai social al consiglio comunale, con la votazione sui fondi per i lavori di ripristino. Resta ora da capire quali saranno i tempi effettivi per la messa in sicurezza del plesso e la ripresa delle attività sportive per gli utenti della città.

Persone che assistono durante una visita guidata alla mostra in pinacoteca diocesana a Senigallia "Sulla via di Francesco" alle spiegazioni della curatrice e storica Lorenza Zampa

“Sulla via di Francesco”: grande interesse per la mostra in Pinacoteca a Senigallia. E già si guarda agli eventi autunnali

Si avvia verso la conclusione il ricco programma estivo delle visite guidate alla Pinacoteca di Senigallia. L’appuntamento di domenica 30 agosto, sempre con inizio alle ore 21.30, sarà l’ultima occasione estiva per fruire dell’accompagnamento speciale alla scoperta dei tesori artistici custoditi nella struttura e, in particolare, della mostra “Sulla via di Francesco. Un percorso d’arte e di luoghi per conoscere il Poverello”.

L’iniziativa, che ha animato le serate di luglio e agosto, registra un bilancio ampiamente positivo: per tutto il periodo di apertura della mostra, le visite guidate hanno riscosso un vivo e costante interesse, testimoniato sia da una buona partecipazione di pubblico sia dal coinvolgimento attivo dei visitatori. In ogni appuntamento, turisti e appassionati hanno interagito con attenzione e curiose domande rivolte anche alle curatrici dell’esposizione, le storiche dell’arte Elide Oro e Lorenza Zampa, che hanno saputo illustrare con grande chiarezza la genesi, la ricchezza e il valore spirituale del percorso espositivo, intervenendo personalmente in più occasioni.

L’esposizione, allestita in occasione dell’ottavo centenario dalla morte di San Francesco (1226-2026), si fregia del prestigioso patrocinio del Pontificio Consiglio per la Cultura e del Consiglio Regionale delle Marche. Il progetto rappresenta una preziosa testimonianza della sinergia tra le chiese locali, la Regione Marche e la Conferenza episcopale marchigiana nell’anno giubilare francescano, capace di valorizzare e unire le eccellenze nella regione e dell’intero territorio diocesano – dal Cesano all’Esino, dall’Adriatico agli Appennini. Tele, statue, paramenti, argenterie, spartiti musicali e mobilio d’epoca dialogano con un ricco corpus di opere pittoriche e lignee, offrendo un’emozionante narrazione a tappe dei momenti più significativi della vita del santo: dalla profonda devozione al crocifisso al dono delle stimmate, fino al legame spirituale con Santa Chiara.

Un’esperienza che va oltre l’aspetto artistico: l’esempio di San Francesco continua infatti a rivelarsi una straordinaria chiave di lettura della realtà quotidiana, offrendo spunti di riflessione di grande attualità per affrontare le sfide culturali, sociali e spirituali che ci troviamo davanti.

Il percorso di valorizzazione legata alla figura del Poverello d’Assisi proseguirà anche oltre la stagione estiva. È infatti in fase di realizzazione il quaderno dell’esposizione, la cui presentazione pubblica è prevista nel corso delle prossime settimane. Inoltre, la Diocesi sta lavorando all’organizzazione di diversi eventi collaterali, anche musicali, sempre incentrati sulla testimonianza francescana.

A partire dal mese di settembre, infine, la Pinacoteca tornerà agli orari autunnali. La mostra “Sulla via di Francesco. Un percorso d’arte e di luoghi per conoscere il Poverello” sarà dunque visitabile il sabato, la domenica e nei giorni festivi dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19, fino a gennaio 2027.

Per informazioni: www.diocesisenigallia.it e sulle pagine Facebook e Instagram della Pinacoteca Diocesana di Senigallia.

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Le pattuglie dei carabinieri impegnate nei controlli stradali a Senigallia

Cesano, la responsabile della colonia felina ringrazia i carabinieri e chiede controlli continui

Il controllo del territorio e la prevenzione dei reati sono al centro dell’attenzione in varie zone di Senigallia. Tra queste non manca il Cesano, dove residenti e utenti chiedono da tempo un pattugliamento più frequente. Abbiamo già dato notizie di sparizioni di gatti e maltrattamenti agli animali ma anche di violazioni al codice della strada. Mirella Verde, responsabile della colonia felina di zona, ha espresso pubblico apprezzamento per l’attività di controllo svolta dai carabinieri, incrociati durante i consueti spostamenti per la cura degli animali.

«La presenza diurna (e spero anche notturna) delle forze dell’ordine è certamente rassicurante per i residenti, in particolare a seguito di recenti episodi di sparizioni di gatti e del segnalato stazionamento di persone sospette nell’area. Vorrei perciò, attraverso le colonne di questo giornale, ringraziarli pubblicamente. La speranza è che una loro presenza continuativa (nei limiti delle loro possibilità operative) scoraggi i malintenzionati a compiere atti illegali. E mi auguro che la loro presenza, come quella del corpo forestale, scongiuri atti di violenza contro animali e fragili, come anche che il codice della strada (aspettando l’integrazione richiesta) sia davvero rispettato. Per salvaguardare la vita di tutti. Grazie ancora per tutto quello che fate».

L’obiettivo è ovviamente non solo quello di garantire una tutela capillare, ma anche di svolgere quel ruolo di deterrente contro eventuali condotte illecite.

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Visita guidata ai tesori della Pinacoteca Diocesana Senigallia e alla mostra “Sulla via di Francesco. Un percorso d’arte e di luoghi per conoscere il Poverello”, dedicata agli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. A destra il dipinto proveniente dalla chiesa di San Francesco di Ostra Vetere, che raffigura il momento in cui il Santo riceve le stimmate sul monte La Verna

Giubileo San Francesco, due nuove visite guidate alla pinacoteca diocesana di Senigallia

Si avvia alla conclusione la stagione estiva della Pinacoteca Diocesana di Senigallia, che in questi mesi ha accolto numerosi cittadini, turisti e appassionati grazie alle aperture serali e alle visite guidate gratuite. Il fine settimana di venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 agosto sarà infatti l’ultimo in cui la Pinacoteca osserverà l’orario estivo serale, con apertura al pubblico dalle 21.00 alle 24.00 e ingresso gratuito.

Sarà inoltre l’ultima occasione per partecipare alle apprezzate visite guidate gratuite, che nel corso dell’estate hanno accompagnato il pubblico alla scoperta dello straordinario patrimonio artistico custodito nelle sale del museo. Gli ultimi due appuntamenti sono in programma venerdì 28 agosto e domenica 30 agosto, con inizio alle ore 21.30.

Un’occasione preziosa per conoscere dipinti, sculture, argenterie, paramenti sacri, antichi spartiti musicali e arredi provenienti dall’intero territorio della Diocesi di Senigallia, in un percorso capace di raccontare secoli di storia, arte e spiritualità.

Le ultime visite guidate estive permetteranno inoltre di approfondire la mostra “Sulla via di Francesco. Un percorso d’arte e di luoghi per conoscere il Poverello”, curata dalle storiche dell’arte Elide Oro e Lorenza Zampa e dedicata all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Il percorso espositivo, attraverso una selezione di opere appartenenti al patrimonio diocesano, accompagna il visitatore alla scoperta di alcuni dei momenti più significativi della vita del Santo, offrendo un suggestivo incontro tra arte, storia e spiritualità.

Dopo il positivo riscontro registrato nel corso dell’estate, la Pinacoteca invita quindi cittadini e visitatori a cogliere quest’ultima occasione per vivere una serata alla scoperta di uno dei luoghi più preziosi del patrimonio culturale senigalliese.

Venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 agosto saranno dunque gli ultimi tre giorni dell’apertura estiva serale, dalle 21.00 alle 24.00, mentre venerdì e domenica alle ore 21.30 si terranno le ultime due visite guidate gratuite della stagione.

L’ingresso alla Pinacoteca e la partecipazione alle visite guidate sono gratuiti.

Per informazioni: www.diocesisenigallia.it e sulle pagine Facebook e Instagram della Pinacoteca Diocesana di Senigallia.

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Arquata del Tronto dopo il terremoto del centro Italia del 24 agosto 2016. Foto: sisma2016.gov.it

Terremoto centro Italia: la ricostruzione a dieci anni dal sisma 2016

Sono passati dieci anni esatti dal terremoto centro Italia. Scosse che, a partire dal 24 agosto 2016, devastarono un vastissimo territorio tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. Dieci lunghi anni. I territori dell’Appennino tracciano un primo bilancio della ricostruzione. Che è sia materiale che sociale, spirituale ed economica.

I FATTI

La tragedia delle ore 3:36 causò crolli diffusi e ben 299 le vittime; diverse migliaia di persone furono evacuate; circa 600 mila quelle interessate. La serie sismica continuò fino ai primi mesi del 2017. Vennero rasi al suolo borghi e comuni come Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. I danni si stimarono in decine di miliardi di euro. Ma il conto dei danni non guardava al futuro: il sisma azzerò il tessuto socio-economico dei vari centri che ancora oggi faticano a ripartire. Tuttavia il quadro non è solo a tinte fosche.

Negli ultimi anni si è registrata una progressiva e positiva evoluzione rispetto al terremoto centro Italia. Le attività hanno provato a ripartire i battenti, le persone sono tornate (poche) ad abitare alcuni borghi dove le macerie sono ancora oggi presenti. I cantieri aperti e chiusi sono migliaia, ma ancora di più sono quelli in corso. Il tutto con velocità talmente differenti da zona a zona e da anno in anno che molti hanno messo in discussione l’intero sistema Italia.

LA RICOSTRUZIONE

Quella privata conta oltre 36 mila richieste di contributo per circa 17,8 miliardi di euro, con più di 14 mila cantieri già conclusi e il progressivo rientro delle famiglie, che ha ridotto gli assistiti in emergenza abitativa a meno di 9 mila nuclei. Parallelamente, sul fronte pubblico risultano avviate quasi la totalità delle circa 3.600 opere programmate, comprese centinaia di scuole ed edifici di culto, tra cui la riaperta basilica di San Benedetto a Norcia.

Amatrice dopo il terremoto del centro Italia del 24 agosto 2016. Foto: sisma2016.gov.it
Amatrice dopo il terremoto del centro Italia del 24 agosto 2016. Foto: sisma2016.gov.it

Nonostante le difficoltà strutturali storiche delle aree interne, gli indicatori mostrano alcuni segnali di tenuta economica e occupazionale. Il sostegno è arrivato anche dai programmi di sviluppo integrati al PNRR. Ad Amatrice, simbolo della devastazione, la ricostruzione complessiva ha raggiunto un avanzamento del 40%, tra la riapertura dell’arteria principale di corso Umberto I e i cantieri dell’ospedale e del municipio.

IL COMMENTO

Sul decennale del terremoto centro Italia è intervenuto Guido Castelli, commissario straordinario al sisma 2016: «Non è soltanto una data. È un passaggio che ci chiama alla responsabilità della memoria, alla cura del ricordo, alla consapevolezza che la ricostruzione non può essere solo un insieme di opere, ma un atto di giustizia verso le comunità colpite».

E per quanto riguarda la ricostruzione dopo il terremoto centro Italia, il modello è quello del Friuli nel 1976. «Ci vollero 19 anni per completare la ricostruzione, in un territorio meno esteso (circa 5000 kmq in Friuli, 8000 kmq nel Centro Italia) e amministrato da una sola regione, a statuto speciale. Le complessità amministrative e le regole, nel frattempo, si sono fatte a volte più rigide, oltre che rigorose. Ma contiamo di tenere il passo con quell’esempio virtuoso. Siamo a metà del lavoro e stiamo procedendo spediti», evidenzia Castelli.

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Arquata del Tronto dopo il terremoto del centro Italia del 24 agosto 2016
Arquata del Tronto dopo il terremoto del centro Italia del 24 agosto 2016
Rifiuti abbandonati lungo le strade di Senigallia, agosto 2026

Manutenzione, verde e decoro nell’estate di Senigallia: la voce dei quartieri

Nel pieno della stagione estiva, quando la città di Senigallia registra il suo massimo afflusso tra residenti, turisti e visitatori, l’attenzione è chiaramente rivolta al turismo, agli eventi, ai servizi. Ma non si può abbassare la guardia quando, nello stesso periodo, dovrebbe aumentare la cura e la manutenzione degli spazi pubblici proprio per quell’immagine che la spiaggia di velluto dovrebbe dare di sé. L’immagine di una città bella, frequentata e curata. Eppure per vari utenti e residenti, la situazione appare molto diversa.

Nel corso delle ultime settimane di agosto, infatti, diverse segnalazioni giunte da svariate zone del territorio comunale fanno emergere un quadro non proprio decoroso. Tra i punti su cui si concentra l’attenzione dei residenti vi è la gestione dei contenitori per la raccolta dei rifiuti nei luoghi di maggiore passaggio.

In alcune zone, come via Pierelli per esempio, l’affluenza quotidiana nelle vicinanze di strutture ricettive, percorsi ciclopedonali e aree sportive frequentate da bambini e ricreative per gli anziani ha messo in luce l’inadeguatezza della capienza dei cestini presenti. Sono spesso saturi a causa dell’intenso utilizzo. Da qui l’appello a dotarsi di cestini più capienti e magari dotati di copertura per evitare che qualcuno ci butti la solita busta della spesa piena di rifiuti indifferenziati.
Sempre in tema di cestini portarifiuti, e sempre dal quartiere Vivere Verde, viene segnalata l’esigenza di aumentare la frequenza degli svuotamenti nei periodi di massima presenza turistica.

C’è poi qualche incivile che i cestini non li utilizza mai, soprattutto quando si trova a dover smaltire rifiuti di una certa quantità o dimensione. Intorno al parco della pace sono numerose le segnalazioni di abbandono di materassi, sedie, oggetti o altri suppellettili. In strada della Bruciata è stato segnalato il rinvenimento di sacchetti lasciati ai margini della carreggiata contenenti vari rifiuti, tra cui anche dettagli che permetterebbero di risalire ai responsabili. E qui, oltre a ricordare che il servizio di ritiro degli ingombranti è gratuito e a domicilio (pur con tempistiche assolutamente inadeguate) e che i centri ambienti sono aperti, gratuiti e regolarmente funzionanti, va detto che sono in atto i controlli della polizia locale che più di una volta ha elevato salate multe. Ma ciò non sembra scoraggiare gli incivili, che forse andrebbero anche educati sul tema della gestione dei rifiuti.

Decoro e manutenzioni ambientali si riflettono poi anche nella cura del verde ma non solo. Sul lungomare Mameli, così come alla Cesanella, più d’una persona ha evidenziato come la crescita estiva della vegetazione spontanea sia divenuta un problema, con piante che arrivano all’altezza dei volti delle persone. Sempre sul lungomare si ripresenta la questione delle biciclette che invadono i marciapiedi poiché non si è dotata di un adeguato numero di rastrelliere la principale risorsa di Senigallia.
Contestualmente sono aumentate anche le richieste di ordinario sfalcio dell’erba lungo i cordoli e le basi degli alberi che interessano il quartiere del vecchio piano regolatore.

Infine, un occhio anche alle attrezzature dedicate ai più piccoli. C’è chi ha segnalato le condizioni dei giardini e parchi pubblici, come quelli intitolati ad Anna Frank, richiamando la necessità di interventi conservativi sia sui campi e spazi pubblici, sia sugli arredi urbani e sulla stabilità dell’alberatura circostante.

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Cestini porta rifiuti pieni d'estate a Senigallia
Cestini porta rifiuti pieni d’estate a Senigallia, agosto 2026
“Trecastelli Liberata”: una mostra ricorda la guerra dell'estate del 1944 nella valle del Cesano per la liberazione dal nazifascismo

La mostra “Trecastelli Liberata” ricorda la guerra del 1944 nella valle del Cesano

La memoria non è solo un esercizio nostalgico. E’ anche un dovere che restituisce con la piena consapevolezza ciò che fu e ciò che sarebbe potuto essere. Oltre i faldoni pieni di polvere o le celebrazioni stantie, c’è una mostra che ricorda vicende dolorose e tratti di umanità. Il tutto in una valle del Cesano di 82 anni fa. E’ “Trecastelli Liberata”, l’esposizione allestita nei locali sotterranei della chiesa di San Pellegrino, nella frazione di Ripe. Un’iniziativa che ripropone con scatti fotografici, materiali d’epoca e documenti quel teatro di guerra che fu nel 1944 questo territorio.

“Trecastelli Liberata” riapre il libro della Storia alla pagina dell’estate 1944. In quei mesi, la vallata del fiume Cesano si trasformò in un campo di battaglia. Qui si colpirono a vicenda le truppe alleate polacche e quelle di occupazione tedesche in ritirata dall’Italia, durante la progressiva liberazione del nostro paese che nel frattempo trovava la forza per insorgere. Ma chi combatteva e chi risiedeva in queste zone pagava a caro prezzo le dinamiche bellicistiche: lo stesso paesaggio può dirsi plasmato da quelle vicende di diversi decenni fa.

L’iniziativa culturale è nata per volontà dell’associazione «Battaglia del Cesano 1944» in collaborazione con l’amministrazione comunale e la sezione locale dell’Anpi. Nasce dall’esigenza di restituire la memoria di quella tragedia e di offrire uno strumento per acquisire consapevolezza.

“Trecastelli Liberata”: una mostra ricorda la guerra dell'estate del 1944 nella valle del Cesano per la liberazione dal nazifascismo

L’inaugurazione di “Trecastelli Liberata” ha visto la partecipazione delle istituzioni civili, religiose e delle associazioni d’arma, insieme alla console onoraria della Polonia, Cristina Gorajski. Una presenza che sottolinea come il legame tra queste terre e il popolo polacco non sia un semplice rapporto diplomatico, ma una radice comune unita anche da lutto e gratitudine.

Il percorso allestito a Ripe non si limita tuttavia alla singola rievocazione. S’inserisce all’interno di un disegno culturale più vasto, avviato già lo scorso anno a Mondolfo. Le diverse tappe della memoria lungo il corso del Cesano tracceranno un itinerario di consapevolezza. L’obiettivo è permettere di ripercorrere i luoghi fisici del dolore e della resistenza, trasformandoli in presidi di coscienza critica per le nuove generazioni.

La mostra “Trecastelli Liberata” rimarrà aperta e visitabile su prenotazione fino alla fine di settembre, offrendo a chiunque lo desideri la possibilità di scendere in quei sotterranei per misurarsi, a distanza di ottantadue anni, con il peso della guerra di cui oggi tanto si parla con troppa facilità.

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La strada statale 16 Adriatica nord, al Cesano di Senigallia

Strade sicure, anche per gli animali: da Senigallia l’appello per una riforma del codice della strada

L’aumento costante del traffico stradale e la diffusa distrazione al volante continuano a provocare troppi incidenti e una continua strage di animali. Nel Senigalliese tra le vie più “incidentate” c’è la statale Adriatica ma non è la sola. Da qui l’esigenza di rinnovare l’appello a una riforma del codice della strada che possa tutelare maggiormente i soggetti fragili e gli animali. Appello che possiamo estendere a chi continua a ignorare i limiti di velocità, scambiando le strade pubbliche per circuiti da corsa.

La proposta arriva dalla responsabile della colonia felina del Cesano Mirella Verde, la quale ha inviato diverse segnalazioni ufficiali al ministro delle infrastrutture Matteo Salvini. Tra le richieste c’è quella di un’integrazione urgente al codice della strada. La sua proposta principale riguarda l’obbligo di installare una segnaletica omologata e uniforme su tutto il territorio nazionale nei pressi delle colonie feline e dei raggruppamenti di gatti liberi. Senza cartelli ufficiali riconosciuti dalla legge, infatti, il lavoro delle forze dell’ordine davanti alle aree protette è più difficile.

Oltre a ciò, la promotrice dell’iniziativa chiede di rafforzare le responsabilità di chi provoca l’incidente. Sebbene la normativa preveda già l’obbligo di soccorso con sanzioni fino a 1.559 euro per chi scappa, Mirella Verde ha sollecitato l’introduzione di una sanzione specifica per chi, in caso di decesso dell’animale, lo abbandona al centro della carreggiata. «È necessario obbligare l’investitore a spostare la salma a bordo strada in attesa dei soccorsi, evitando il macabro spettacolo di resti continuamente travolti dalle auto, con i successivi costi di sepoltura a carico del responsabile».

L’ex insegnante rivolge infine un invito diretto al sindaco di Senigallia, Massimo Olivetti, affinché si faccia portavoce di questa battaglia presso il Governo centrale e solleciti l’intervento del ministro. «Vedere un animale investito e lasciarlo morire sull’asfalto è un atto di profonda insensibilità che solo l’intervento costante dei volontari riesce in parte a contenere. Garantire strade sicure per i gatti e per tutti gli utenti fragili è un dovere di civiltà indispensabile per dare un esempio positivo alle nuove generazioni».

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La chiesa di Maria Assunta detta anche chiesa dei Cancelli, a Senigallia

Senigallia piange suor Maria Grazia: una vita di fede, sorriso e accoglienza

E’ morta il 14 agosto, all’età di 85 anni, suor Maria Grazia (al secolo, Maria Pia Marini), figura amata ed emblematica della vita religiosa e cittadina di Senigallia.

Nata a Fiume (oggi Rijeka, parte della Croazia) il 22 marzo 1941 da Giovanni e Aurora Cucich, quinta di otto figli, visse da giovanissima il dramma dell’esodo giuliano-dalmata. Dopo i trasferimenti della famiglia prima a Venezia e poi a Chiari (Brescia), incontrò la vocazione nel monastero di san Daniele ad Abano Terme (Padova), ispirata dall’esempio della cugina della madre, suor Valburga Tertan, e delle consorelle, tutte profughe come lei da Fiume. Entrata in monastero ancora minorenne con il consenso della madre, scelse di consacrare interamente la propria vita a Dio nella famiglia benedettina.

suor Maria Grazia (al secolo, Maria Pia Marini)

Negli anni successivi seguì la madre abbadessa Maria Pia Dell’Asta presso il monastero di santa Cristina a Senigallia. Qui suor Maria Grazia ha trascorso gran parte della sua esistenza, diventando una colonna portante della comunità monastica e un punto di riferimento insostituibile per l’intera città. Oltre all’impegno come infermiera all’interno del monastero, si è distinta nel tempo per la capacità di ascolto e di concreta solidarietà umana, offrendo a tutti coloro che l’hanno incontrata il suo sorriso.

Dal gennaio 2025, a causa delle precarie condizioni di salute legate all’età avanzata, era accolta e accudita presso la casa di cura “Opera della divina provvidenza s. Antonio” a Sarmeola di Rubano (Padova). Qui ha serenamente chiuso gli occhi.

A darne l’annuncio sono la famiglia monastica, le sorelle Fiorella e Bruna, i cognati Sergio e Gino, i nipoti e tutti coloro che le hanno voluto bene.

I funerali si terranno martedì 18 agosto alle ore 16 presso la chiesa parrocchiale di santa Maria Assunta (chiesa dei Cancelli), in pieno centro storico a Senigallia. Al termine della funzione religiosa, la salma sarà tumulata al cimitero delle Grazie.

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