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Autore: Carlo Leone

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Senigallia: 4,7 milioni per il nuovo ponte Portone, tra sicurezza e polemiche

La viabilità di Senigallia potrebbe cambiare ancora e radicalmente. Non solo per il progetto di ponte Garibaldi ma anche con un nuovo disegno che interesserà ponte Portone. Si tratta dell’infrastruttura che collega viale Leopardi con ponte Zavatti e con lo stradone Misa, una porzione nevralgica per il traffico cittadino che potrebbe essere ridisegnato completamente. Con la firma del decreto da parte del vicecommissario all’alluvione 2022 Stefano Babini, avvenuta lo scorso 31 dicembre 2025, è stato ufficialmente affidato l’incarico per la progettazione del nuovo ponte Portone. 

Costi e tempistica

Un’opera dal costo complessivo di 4,7 milioni di euro, interamente finanziata dalla struttura commissariale nell’ambito degli interventi a seguito del disastro alluvionale del 15 settembre 2022. L’incarico tecnico, del valore di circa 250mila euro, è andato al raggruppamento temporaneo di professionisti Rtp Ponte Portone di Ascoli Piceno. I tempi sono stretti: 90 giorni per il progetto di fattibilità, 40 per quello esecutivo, 25 per le modifiche da recepire e le ultime migliorie.

L’esigenza

La necessità dell’intervento nasce dagli studi idraulici della Fondazione Cima, che hanno individuato nell’attuale ponte un ostacolo al deflusso del fiume in caso di piena. La nuova struttura non sarà una copia della precedente, anzi: per garantire la sicurezza, dovrà avere un franco idraulico di 1,5 metri, il che comporterà un innalzamento dell’impalcato di almeno un metro e mezzo rispetto ai livelli attuali.

Viabilità: le conseguenze

Il progetto non prevede solo una ricostruzione, ma un vero e proprio spostamento dell’asse stradale. Tra le principali novità ipotizzate c’è lo spostamento a monte: il nuovo ponte non sarà più l’ideale prosecuzione di viale Leopardi, ma verrà arretrato per collegarsi direttamente a via Giordano Bruno; viale Leopardi potrebbe divenire quindi pedonale: l’attuale sede del ponte diventerà esclusivamente pedonale, interrompendo il flusso veicolare diretto;  l’inversione dei sensi di marcia in via Petrarca e nell’ultimo tratto di via Bruno per permettere il collegamento con il nuovo ponte Portone che si innesterà su ponte Zavatti dalla sua sinistra.

La critica: «Delegato il governo della città»

Nonostante le motivazioni tecniche legate alla sicurezza, il progetto ha sollevato un polverone politico. Dario Romano, capogruppo del PD, ha chiesto con urgenza la convocazione di una commissione consiliare, denunciando una totale mancanza di confronto con i cittadini e le istituzioni democratiche. «Scelte calate dall’alto e nessuna strategia complessiva — attacca Romano —. Il vicecommissario Babini continua a decidere da solo e il sindaco Olivetti tace, non esercitando alcuna funzione di indirizzo politico. Questa opera stravolgerà la mobilità urbana senza che il consiglio comunale sia mai stato realmente coinvolto». Sulla stessa linea Marco Lion: il candidato alle primarie del centrosinistra punta il dito contro l’impatto ambientale e logistico: «Dopo il “ponte a brugola”, ora abbatteranno il Portone facendo impazzire il traffico in uscita. È un oltraggio ai cittadini che si ritroveranno con più inquinamento e caos».

Le prossime tappe

Mentre i tecnici dell’Rtp Ponte Portone iniziano i rilievi topografici e le verifiche archeologiche, la palla passa ora alla politica. La richiesta di trasparenza avanzata dalle opposizioni porterà presto il confronto in II commissione, dove il sindaco Olivetti e i tecnici della struttura commissariale saranno chiamati a rispondere ai dubbi della città. L’estetica del nuovo ponte resta ancora tutta da decidere, con la speranza che non riaccada ciò che è avvenuto per ponte Garibaldi, ma il dibattito è ancora all’inizio.

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La mappa della possibile viabilità con il nuovo ponte Portone a Senigallia
La mappa della possibile viabilità con il nuovo ponte Portone a Senigallia
Approvato dal consiglio comunale di Senigallia il bilancio di previsione 2026-2028

Senigallia, sì al bilancio di previsione: meno tasse e più esenzioni

SENIGALLIA – Il consiglio comunale ha approvato la manovra finanziaria proposta dalla giunta Olivetti che punta sulla riduzione della pressione fiscale. Nonostante i costi dell’alluvione e l’inflazione, cala l’Irpef e si amplia la fascia di esenzione per i redditi bassi.

Il sindaco Massimo Olivetti ha presentato i dati, evidenziando il recupero di 10 milioni di euro in tre anni grazie alla lotta all’evasione fiscale. «La nostra amministrazione è riuscita a diminuire per tutti i cittadini l’addizionale Irpef dallo 0,8 allo 0,78 e nel contempo ad aumentare il livello delle fasce di esenzione del pagamento dell’addizionale portandola dagli attuali 13mila euro di reddito annuo a 15mila euro».

Il sindaco ha poi rivendicato la solidità dei conti: «Un bilancio in salute che ha combattuto in modo vigoroso l’evasione fiscale, rientrando di 10 milioni di euro in tre anni, sfido chiunque nel dire che questa operazione non abbia dimostrato coraggio nel perseguire una politica che non è simpatica. Quando siamo arrivati questo Comune era in disavanzo, sostanze economiche che abbiamo dovuto pagare per rimettere a posto tutti i conti».

Sul fronte dei rifiuti, confermate riduzioni drastiche della Tari per le fasce Isee più basse (fino al 90%) e per le famiglie con disabili. «Sono quattro anni – ha sottolineato – che non la aumentiamo e che la finanziamo con il milione di avanzo di amministrazione. Ora, nelle fasce più deboli queste percentuali vengono quasi azzerate o ridotte moltissimo. Senza contare che un 10% in più di ribasso è stato previsto anche per quelle famiglie che hanno un disabile a carico».

Dura la replica alle critiche del capogruppo Pd Dario Romano e a Gennaro Campanile (Amo Senigallia), definite «prive di qualsivoglia fondamento». Olivetti ha ricordato come il centrosinistra avesse portato le tasse al massimo: «Chi oggi critica è lo stesso che portò l’Irpef al massimo e voltò le spalle agli alluvionati. Sarebbe bene – ha concluso il sindaco – che Romano contestualizzasse la sua richiesta di misure in favore degli alluvionati quando a suo tempo non votò a favore di quelle individuate da questa amministrazione proprio a sostegno di chi aveva subito ingenti danni». Dal governo nazionale sono state stanziate risorse per gli alluvionati: 52milioni di euro sono stati distribuiti a coloro che avevano subito danni dal maltempo del 15 settembre 2022.

In chiusura, il primo cittadino ha confermato il focus sul turismo e annunciato il deposito del progetto per la nuova piscina delle Saline.

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Senigallia, la minoranza sul bilancio: «Manca visione, ecco la nostra contromanovra». Da sinistra: Giuliani, Piazzai, Romano, Campanile e Pergolesi

Senigallia, la minoranza sul bilancio: «Manca visione, ecco la nostra contromanovra»

Si preannuncia un consiglio comunale di fuoco quello che, tra poco, vedrà l’aula impegnata nell’esame finale del bilancio di previsione 2026-2028. Al centro della contesa non c’è solo una sequenza di numeri, ma due visioni opposte della città. Da una parte la maggioranza guidata dal sindaco Olivetti, dall’altra un’opposizione che per l’occasione ha deciso di serrare i ranghi e presentarsi con un fronte compatto. Partito Democratico, Amo Senigallia, Alleanza Verdi Sinistra, Vola Senigallia e Vivi Senigallia hanno depositato una serie di emendamenti mirati a sviluppare e migliorare l’impianto finanziario del Comune, denunciando tagli al sociale e una cronica mancanza di investimenti su alcuni capitoli che non siano l’asfaltatura delle strade.

L’affondo sul sociale e l’Irpef

Il primo terreno di scontro è quello fiscale. Il centrosinistra boccia senza appello le manovre della Giunta sulle aliquote comunali. «Hanno ridotto l’irpef di 4 euro all’anno per cittadino, mancano 500 mila euro di investimenti e riducono la spesa sul sociale» dichiara senza giri di parole Dario Romano, candidato alle primarie del centrosinistra. L’opposizione propone invece di superare l’aliquota fissa introducendo scaglioni progressivi: esenzione confermata fino a 15.000 euro, ma con una riduzione per la fascia media (15-28 mila euro) compensata da un aumento per i redditi sopra i 50 mila euro.

Sulla stessa linea d’onda Gennaro Campanile, capogruppo di Amo Senigallia, che accusa l’amministrazione di immobilismo progettuale: «Non ci sono risposte in bilancio sul costo della vita, sulla questione abitativa o sull’emergenza nel settore delle cure. E questi sono solo esempi. Ma potremmo continuare dicendo che l’amministrazione Olivetti fa solo propaganda perché non ha progettato nulla di nuovo ma anzi, si basa sui progetti ereditati dalle precedenti giunte di centrosinistra. Tranne che per piazza Simoncelli, il cui progetto era pronto, con tanto di risorse. Lì non hanno voluto procedere, per il resto ora si fregiano dei benefici del piano Cervellati».

Emergenza casa e ambiente

La “contromanovra” della minoranza punta con decisione sull’emergenza abitativa. Tra le proposte spiccano incentivi IMU per favorire gli affitti a lungo termine (residenziali) e un incremento di 100 mila euro annui per il fondo per il diritto alla casa, risorse che verrebbero recuperate tramite una razionalizzazione delle spese dell’ufficio tecnico.

Sul fronte ambientale, l’obiettivo è incentivare la differenziata raddoppiando il contributo per chi conferisce rifiuti al centro ambiente (da 0,026 a 0,05 €/kg) e alzando lo sconto massimo sulla TARI a 70 euro. Resta poi alta la tensione sul rischio idrogeologico: l’opposizione chiede di attuare finalmente la mozione del 2022 per istituire un fondo comunale destinato ai sistemi di difesa passiva (paratie e valvole) per proteggere case e aziende dalle piene.

Sport, scuole e il “nodo” parcheggi

Il welfare passa anche per i servizi quotidiani. Le proposte dell’opposizione includono l’innalzamento delle soglie ISEE per la mensa scolastica e un taglio del 30% alle tariffe degli impianti sportivi per dare ossigeno alle associazioni del territorio.

Un capitolo a parte merita la piscina delle Saline. Mentre la maggioranza valuta la demolizione, la minoranza propone un investimento di 400 mila euro nel 2026 — finanziato dal plusvalore dell’area ex Ciriachi — per una manutenzione straordinaria immediata. «L’obiettivo è garantire continuità a un servizio pubblico oggi sostenuto solo da un vecchio impianto in cui piove all’interno», spiegano i consiglieri.

Infine, la stoccata sui parcheggi a pagamento, estesi anche alle ore serali. Un provvedimento che Campanile non esita a definire draconiano: «Hanno imposto i parcheggi a pagamento anche di sera e per noi è una cosa grave, come i dazi di Trump». L’emendamento chiede il ripristino del pedaggio sul lungomare entro le ore 20 per evitare quella che viene percepita come una «tassa su chi va a cena fuori».

La parola passa ora all’aula: il confronto sul futuro di Senigallia è appena iniziato.

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Da sinistra, la designer e maestra d’arte Isabella Giampieretti e la dirigente della direzione medica ospedaliera di Senigallia Valeria Benigni

L’arte che cura: il benessere dal colore tra le corsie dell’ospedale di Senigallia

Un foglio bianco, il suono della musica in sottofondo e il coraggio di dare un colore al proprio stato d’animo. Non è il racconto di un atelier d’artista, ma ciò che è accaduto all’interno dell’ospedale di Senigallia grazie al progetto di arteterapia “Io albero della stessa foresta”. L’iniziativa, condotta dall’arte terapeuta e designer Isabella Giampieretti, in collaborazione con la direzione medica, ha trasformato per alcune settimane una stanza ospedaliera in uno spazio di ascolto e rinascita. In questo articolo vi proponiamo una sintesi di quanto emerso dall’intervista a Isabella Giampieretti e alla dirigente della direzione medica ospedaliera di Senigallia Valeria Benigni, andata in onda nei giorni scorsi. Per riascoltare le loro parole, basterà cliccare sul tasto “play” o “riproduci”.

Studio aperto tra cura e benessere

Il cuore del progetto è stato il protocollo dello “Studio Aperto”: due giorni a settimana, per otto ore, pazienti provenienti da reparti diversi – oncologia, neurologia, ortopedia – e utenti del centro diurno della Cesanella hanno potuto varcare la soglia di un setting preparato ad hoc. «L’arteterapia si occupa della sfera del benessere e della relazione d’aiuto – spiega Isabella Giampieretti – Attraverso immagini, musiche e materiali artistici, le persone hanno potuto portare sul foglio i propri sentimenti, abbassando i livelli di ansia e dando voce a pensieri spesso inespressi». I numeri testimoniano il successo dell’iniziativa: oltre 235 frequentazioni in pochi mesi, un segnale chiaro del bisogno di focalizzare il proprio stato d’animo, ma anche dell’esigenza di leggerezza in contesti di fragilità.

La persona dietro il paziente

A sostenere il progetto è la dottoressa Valeria Benigni, dirigente della direzione medica ospedaliera, che sottolinea come il benessere psicologico ed emotivo sia parte integrante della guarigione. «Oggi parliamo di umanizzazione delle cure, un concetto che affonda le radici nella definizione di salute dell’OMS del 1948: non solo assenza di malattia, ma benessere fisico, psichico e sociale», afferma. Il percorso non ha coinvolto solo i pazienti: una fase pilota ha visto la partecipazione degli stessi operatori sanitari, aiutandoli a prevenire il burnout e a gestire il carico emotivo di reparti complessi come l’oncologia.

Le testimonianze

Le storie emerse durante il progetto sono frammenti di vita e toccano corde sensibili. C’è chi è arrivato con un carico di depressione e ha dichiarato di aver finalmente «alzato lo sguardo», e chi, partendo da disegni monocromatici e negativi, è approdato a colori sgargianti, riscoprendo non solo un proprio talento ma soprattutto la fiducia nel futuro. Un aspetto fondamentale è stata la condivisione: le opere venivano affisse su un pannello comune, una foresta simbolica dove ogni immagine individuale diventava parte di una comunità. «Essere visti dagli altri ha creato un legame profondo tra i partecipanti», aggiunge Giampieretti.

Le nuove sfide

Il bilancio positivo, seppur con qualche criticità superabile, apre ora la strada a nuove sfide. La richiesta è quella di estendere l’esperienza, magari portando l’arte terapia direttamente nelle sale d’attesa della pediatria o degli altri reparti dove magari i/le pazienti e le persone a loro collegate possono arrivare con meno difficoltà. Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Gabbiano e da donazioni private, dimostra che la medicina del futuro non può prescindere dalla bellezza. E giova ricordare le parole della dottoressa Benigni: «Il paziente è prima di tutto una persona. Auspico che questo percorso diventi una realtà sempre più consolidata».

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Il gruppo della PAstorale sociale e del lavoro che ha organizzato il percorso "La città che vogliamo"

Senigallia, la democrazia che viene dal basso: conclusi i laboratori de “La città che vogliamo”

Non una semplice lista di desideri, ma un progetto concreto di cittadinanza attiva. Si è conclusa giovedì 20 novembre la fase laboratoriale de “La città che vogliamo”, il percorso di democrazia partecipativa che da mesi sta mobilitando le energie migliori di Senigallia. Promosso dalla Diocesi sulla scia della 50ª Settimana Sociale dei Cattolici di Trieste, l’iniziativa ha visto oltre cento cittadini impegnarsi in un esercizio di ascolto, mediazione e progettazione per il futuro della comunità.

Un percorso nato dai giovani per la città

Tutto ha avuto inizio nel luglio 2024, quando la Diocesi ha raccolto l’appello a farsi promotrice di un rinnovato impegno sociale. La progettazione, affidata a un gruppo di giovani adulti, ha saputo intercettare i bisogni del presente, coinvolgendo in prima battuta oltre 50 associazioni del territorio. Il cuore del metodo è stata la formazione: 25 facilitatori sono stati addestrati da esperti mediatori sociali per imparare a gestire il conflitto e trasformare le divergenze in sintesi costruttive.

Le cinque bussole per il futuro

Dalla “Mappa delle Idee” del 26 ottobre sono emersi i pilastri su cui la cittadinanza chiede di investire. Cinque macro-aree che rappresentano le priorità per la Senigallia di domani:

  • Città inclusiva: attenzione alle fragilità e diritto alla casa.
  • Sostenibilità: mobilità dolce e sicurezza del territorio.
  • Partecipazione: un’amministrazione condivisa tra Comune e cittadini.
  • Giovani: spazi dedicati e supporto alle nuove generazioni.
  • Cultura: la città come laboratorio permanente di valori.

Dalla teoria alla pratica: il ruolo degli esperti

L’ultimo incontro del 20 novembre ha segnato il passaggio cruciale: il confronto con esperti di settore. Le idee dei cittadini sono state messe al vaglio della fattibilità e della sostenibilità economica, trasformando le visioni in proposte concrete e “cantierabili”. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: contrastare l’astensionismo e fornire agli elettori strumenti per un voto consapevole.

Appuntamento al 2026: i prossimi passi

Il percorso non si ferma qui. Il lavoro prodotto dai tavoli diventerà un documento pubblico che sarà restituito alla città in un evento pubblico a febbraio 2026. Il momento politico più atteso arriverà però a marzo, con la “Consegna delle idee ai candidati sindaco”. In vista delle prossime elezioni comunali, i futuri aspiranti alla guida della città non potranno ignorare questo bagaglio di proposte nate dal basso. “Una democrazia viva ha bisogno di cittadini preparati e responsabili”, commentano gli organizzatori, sottolineando come la vera sfida sia riscoprire il valore del bene comune oltre gli schieramenti.

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Paolo Molinelli, fondatore e anima di "BeatleSenigallia"

Da Abbey Road alle Marche: il progetto BeatleSenigallia di Paolo Molinelli si fa largo

Nella musica moderna c’è un prima e un dopo Beatles. Ne è convinto Paolo Molinelli, fondatore e anima di “BeatleSenigallia”, che in una recente intervista a Radio Duomo Senigallia, ha ripercorso il passato e il presente di un’associazione che è riuscita a trasformare una passione privata in un movimento culturale con ricadute turistiche. L’audio, in onda venerdì 19 e sabato 20 alle ore 13:10 e alle 20 sarà in replica anche domenica 21 alle 17:15 circa, sempre su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM). Ma potete ascoltarlo e scaricarlo anche qui grazie al lettore multimediale.

L’intuizione del 2017

Molinelli, collezionista di fama nazionale con oltre 3.000 pezzi (tra dischi rari, autografi originali e memorabilia), ha deciso nel 2017 di “mettere a sistema” il suo immenso archivio. «Tutto è partito quasi per scherzo», racconta Molinelli, ricordando alcuni aneddoti con Angelo Di Liberto e Giuliano De Minicis: Quest’ultimo ideò l’iconico logo della rotonda in giallo ispirandosi a Sgt. Pepper. «Volevo la Rotonda davanti ad Abbey Road, ma Giuliano vinse la sfida con quel giallo che oggi colpisce ovunque passi il nostro manifesto 6×3».

I numeri: nel 2025 ben 36 eventi

Dalla prima edizione del 2018, il progetto è cresciuto molto. Se l’esordio contava solo due concerti, un incontro pubblico e una mostra, il programma per il 2025 è enorme: 36 eventi distribuiti in 21 città tra le province di Ancona, Pesaro Urbino e Rimini, per un totale di 68 giorni di spettacolo. «Senigallia è diventata un punto di riferimento nel mondo beatlesiano», spiega orgoglioso Molinelli. «Tra il monumento a John Lennon al Parco della Pace e la nuova panchina con mosaico dedicata ai Fab Four, siamo entrati nella geografia mondiale dei luoghi legati ai Beatles, insieme a Liverpool, Londra e New York. Molti turisti ormai scelgono Senigallia proprio seguendo i nostri eventi».

Non solo musica: solidarietà e valori

BeatleSenigallia non è però solo musica degli anni che furono o spettacolo. L’associazione si distingue per un forte impegno etico. Una realtà, sottolinea il presidente, con un legame costante al sociale. Ogni anno l’associazione sceglie un “partner etico” (come Andos, Lilt, Rose bianche sull’asfalto o Cuori di Velluto) per raccogliere fondi e sensibilizzare il pubblico su varie tematiche. A dare un tocco di unicità al progetto è anche la band dei sacerdoti “beat” i Neri Per Scelta: don Mario Camborata (batteria), don Davide Barazzoni (basso) e don Stefano Basile (chitarra), ribattezzati simpaticamente Ringo, Paul e George/John. «Sono straordinari», commenta Molinelli, annunciando l’imminente concerto di Natale domenica 21 dicembre presso l’oratorio della chiesa del Vallone a Senigallia.

Il sogno nel cassetto

Tra le collaborazioni prestigiose con l’Orchestra Sinfonica Rossini e il lancio del brano “Sogna” (scritto da Stefano Spazzi), Paolo Molinelli guarda già al futuro. Il sogno nel cassetto? Un concerto di Paul McCartney a Senigallia (ma è un’impresa impossibile che si stima possa far girare centinaia di milioni di euro). Invece l’obiettivo concreto è un altro: «Un museo per BeatleSenigallia. Uno spazio importante per esporre stabilmente questo patrimonio e dare alla città ciò che merita».

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Dario Romano

Primarie centrosinistra, Dario Romano lancia la sfida: «Senigallia merita una visione» – AUDIO

Dodici gennaio: dal giorno dopo le primarie per il centrosinistra senigalliese inizia il periodo più difficile, storicamente, degli ultimi anni: quello di rimanere uniti. E mentre entra nel vivo la corsa per la sfida dell’11 gennaio, i microfoni di 20 minuti da Leone si aprono per Dario Romano. Dopo Marco Lion, anche il manager 39enne e volto storico del consiglio comunale ha tracciato la rotta della sua candidatura, nata nel solco del Partito Democratico ma con un forte richiamo al mondo civico. Andata in onda nei giorni scorsi su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), vi riproponiamo qui la sua intervista, insieme a una sintesi degli argomenti trattati. Basterà cliccare il tasto play per poter ascoltare le sue parole.

Il bene comune

Con 15 anni di esperienza amministrativa alle spalle e un quinquennio come presidente del consiglio comunale, Romano rivendica la nobiltà dell’impegno pubblico: «La politica non è una brutta parola se il fine è l’amore per la propria città e non il posto personale». Dopo la frattura del 2020, con la fuoriuscita di Gennaro Campanile, il candidato sottolinea la necessità di ricucire il rapporto all’interno del centrosinistra ma anche con un elettorato deluso: «Abbiamo fatto autocritica. In passato c’è stato uno sfilacciamento, ma oggi il percorso è trasparente. Le primarie servono proprio a ridare voce alla nostra base».

L’attacco all’amministrazione Olivetti

Il giudizio sulla giunta attuale è netto. Pur riconoscendo l’impegno sulla quotidianità, Romano accusa il sindaco Olivetti di mancanza di visione strategica, nonostante i milioni di euro mossi dal pnrr. «Si è lavorato sull’estemporaneità e sulle inaugurazioni di progetti ereditati dal passato, come la scuola Marchetti. Ma dove sono i nuovi progetti? Sul tema abitativo l’amministrazione è da ‘zero in pagella’: 44 appartamenti a Cesano fermi dal 2018 e nessun nuovo intervento programmato. È inaccettabile».

Sport e sanità: cittadini «penalizzati»

Un punto dolente toccato da Dario Romano è la gestione degli impianti sportivi, con particolare riferimento alla chiusura della piscina delle Saline. «Non è con la litigiosità e i muri contro i concessionari che si risolvono i problemi. A pagarne le spese è il cittadino che oggi non ha più un impianto fruibile».
Sulla sanità, il candidato propone di puntare sulla medicina territoriale ma necessita di risorse: dove trovarle? «Serve una spesa pubblica al 7% del PIL e una rete che includa infermieri di quartiere, telemedicina e ospedali di comunità». Sulla partnership con il privato però, ribadisce che «è il pubblico a dover governare il processo, non subirlo».

A come alluvione, A come ambiente

A tre anni dal disastro, il tema della sicurezza idrogeologica resta ancora centrale. Per Dario Romano, la pulizia dei fiumi non basta: «Bisogna avere l’onestà di dire che le vasche di espansione, come quella di Bettolelle, sono l’unica vera salvezza. Senza quelle, la riprofilazione dell’alveo rischia paradossalmente di aumentare il pericolo per il centro storico in caso di piene eccezionali».

Verso l’11 gennaio

In vista della sfida con Marco Lion (ex deputato dei Verdi), Dario Romano si dice sereno: «Siamo figure complementari. La sua competenza è un valore aggiunto per la coalizione». L’obiettivo è chiaro: unire tutte le anime progressiste, dai 5 Stelle alle liste civiche, per offrire a Senigallia un’alternativa «realmente progressista». In ballo però non c’è solo una vittoria interna, ma dimostrare che il centrosinistra ha imparato dagli errori del passato per progettare la Senigallia del futuro.

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In pinacoteca diocesana a Senigallia l'esibizione del duo Musicanuova, con Marco Ferretti voce e Miriam Cenerelli organo, dedicati a San Francesco d'Assisi.

Concerto in pinacoteca a Senigallia per il centenario francescano

Il centenario francescano ormai alle porte è occasione per la Pinacoteca di Senigallia di ospitare un concerto del duo Musicanuova con Marco Ferretti voce e Miriam Cenerelli organo, dedicati a San Francesco d’Assisi. 

Il concerto, ad ingresso gratuito, è in programma per domenica 21 dicembre (e replica il 4 gennaio) alle ore 16,30 ed è parte integrante del progetto musicale, nato in occasione del Centenario Francescano 2023-2026 per gli 800 anni della Regola Bollata, del Natale di Greccio, delle Stimmate, del Cantico delle creature e della Pasqua di Francesco. 

Dopo il concerto la Pinacoteca offrirà una visita guidata gratuita all’esposizione “Et incarnatus est” aperta sino al 6 gennaio nel museo diocesano per l’occasione dell’Anno Giubilare.
Il ricco percorso espositivo che potrà essere ammirato è incentrato sul tema della Maternità, soggetto che le curatrici Elide Oro e Lorenza Zampa hanno scelto di indagare e raccontare attraverso tre fasi cruciali, dandone una lettura su due piani paralleli e riportando alla luce opere pittoriche e scultoree uniche, convogliate in Pinacoteca dall’interno territorio diocesano.  

La Pinacoteca di Senigallia è aperta sabato, domenica e festivi, in orario 9-12/16-19, con ingresso gratuito, sino al 6 gennaio 2026. 

Info: www.diocesisenigallia.it.

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Senigallia, cantiere per il nuovo pronto soccorso «in fase avanzata» secondo l’assessore Baldelli

Vanno avanti i lavori per la realizzazione della nuova palazzina dell’emergenza-urgenza all’ospedale di Senigallia. Un investimento da oltre 20 milioni di euro, in gran parte provenienti dal piano nazionale di ripresa e resilienza (pnrr), che la Regione Marche ha riversato sul territorio per sanare alcune criticità.

Il nuovo edificio ospiterà il nuovo pronto soccorso con diagnostica dedicata, sei posti letto di osservazione breve intensiva (obi), sei di medicina d’urgenza, sei posti di terapia intensiva e due di semintensiva, un ambulatorio chirurgico e quattro sale operatorie.

Oggi c’è stato il sopralluogo da parte dell’assessore regionale all’Edilizia sanitaria e ospedaliera Francesco Baldelli, del sindaco Massimo Olivetti e dei tecnici di Regione Marche e della ditta per verificare lo stato del cantiere.

«E’ in fase avanzata, al contrario di quello che ho ascoltato e letto in questi giorni – ha affermato Baldelli (Fratelli d’Italia). Qualcuno metteva in dubbio la capacità della Regione di portare avanti questo cantiere che è già arrivato alla formazione delle fondazioni. Stiamo rispettando le milestone del Pnrr che qui prevede 3 milioni di euro di messa a terra del lavoro entro metà del 2026 ma noi andremo ancora più avanti».

Ci ha pensato il sindaco a fermare le polemiche sullo stato di avanzamento dei lavori e sul rischio che non si rispettassero i tempi dettati dal piano e dai fondi europei: «Era importante ribadire che non è stata fatta soltanto una buca – ha assicurato Olivetti – stiamo monitorando il cantiere con grande attenzione perché la palazzina dell’emergenza-urgenza sostituisce i locali estremamente vetusti del pronto soccorso, non più rispondenti alle esigenze. Sulla destinazione dei vecchi locali deciderà l’Azienda sanitaria territoriale (Ast) con la quale incominceremo un’interlocuzione».

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Giornata delle Marche 2025: a Senigallia il picchio d'oro a Sofia Raffaeli, accompagnata da sinistra dal presidente Coni Marche Fabio Luna, dal presidente regionale Francesco Acquaroli e dal consigliere Renzo Marinelli

Giornata delle Marche: a Senigallia i giovani protagonisti

SENIGALLIA – Si è celebrata mercoledì 10 dicembre, al teatro La Fenice, l’edizione 2025 della Giornata delle Marche. Davanti a una platea di 300 studenti e numerose autorità, la manifestazione intitolata “Generazione Marche” ha acceso i riflettori sul tema più urgente per il territorio: il futuro dei giovani, tra la necessità di arginare la fuga di cervelli e la volontà di creare opportunità concrete per chi resta o vorrebbe tornare. Il servizio con le voci dei protagonisti, in onda venerdì 12 e sabato 13 dicembre alle ore 20 su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM) e in replica domenica 14 alle 17:15 circa, è disponibile anche qui grazie al lettore multimediale.

Sebbene non siano mancati i toni celebrativi e gli slogan della politica – con gli interventi del sindaco Massimo Olivetti, del presidente del consiglio regionale Gianluca Pasqui e del presidente Francesco Acquaroli – il cuore dell’evento ha battuto per le due eccellenze premiate, esempi tangibili di talento e visione.

Il Picchio d’Oro 2025, l’a massima ‘onorificenza regionale, è stato conferito a Sofia Raffaeli. La giovanissima campionessa di ginnastica ritmica di Chiaravalle, già oro mondiale e bronzo alle Olimpiadi di Parigi 2024, è stata premiata per aver scritto la storia dello sport italiano e per la sua capacità di ispirare i coetanei con umiltà e determinazione. «L’errore è fondamentale per crescere, è più importante perdere che vincere se serve a rialzarsi», ha dichiarato l’atleta dal palco che ha anche affermato di portare sempre con sé le Marche.

Il Premio del Presidente è andato invece al manager Alexander D'Orsogna
Il Premio del Presidente è andato invece al manager Alexander D’Orsogna

Il Premio del Presidente è andato invece al manager Alexander D’Orsogna. Marchigiano d’adozione, D’Orsogna è stato premiato per la visione manageriale che ha permesso il rilancio e il riposizionamento strategico dell’Aeroporto delle Marche, trasformandolo in un asset logistico e turistico cruciale per l’intera regione.

La giornata – arricchita dalle emozionanti performance del coro studentesco “Sing the Future” dell’Università politecnica delle Marche diretto da Laura Petrocchi – ha visto l’intervento video del ministro per i giovani e lo sport Andrea Abodi. Quest’ultimo ha ribadito che, «al di là delle parole, servono fatti concreti per trasformare le Marche in una terra attrattiva» per le nuove generazioni e per riconquistare la loro fiducia, persa a causa delle mancate risposte, assenti per troppo tempo.

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Il teatro La Fenice di Senigallia ha ospitato la Giornata delle Marche 2025 dedicata ai giovani
Il teatro La Fenice di Senigallia ha ospitato la Giornata delle Marche 2025 dedicata ai giovani
La giunta comunale ha presentato la sua proposta di bilancio di previsione 2026/2028 per Senigallia. Da sinistra Romagnoli, Cameruccio, Olivetti, Campagnolo, Pizzi, Regine

Senigallia, bilancio 2026/28: tasse giù grazie alla lotta all’evasione

Scendono alcune tasse, viene confermata l’attenzione al sociale, proseguono investimenti sulle opere pubbliche. La Giunta comunale di Senigallia anticipa scelte e numeri relativi al bilancio di previsione 2026-2028, un documento che l’amministrazione definisce “di svolta”, frutto di anni di recupero dell’evasione fiscale che ora permette di restituire risorse ai cittadini.

La novità più rilevante riguarda l’addizionale comunale Irpef. La proposta della giunta prevede un doppio intervento: l’innalzamento della soglia di esenzione, che passa da 13 mila a 15 mila euro, e una riduzione dell’aliquota per i redditi superiori, che scende dallo 0,8% allo 0,78%. «È il primo passo di un percorso di defiscalizzazione – spiega il sindaco e assessore alle finanze Massimo Olivetti – reso possibile da un bilancio solido che vede la spesa corrente aumentare a oltre 58 milioni di euro, garantendo e talvolta incrementando i servizi senza tagliare nulla».

Novità per la sosta a pagamento. Le strisce blu sul lungomare avranno vita più breve: il pagamento sarà attivo solo dal 15 giugno al 15 settembre, eliminando le due settimane di inizio giugno e le due di fine settembre previste quest’anno. Inoltre, per i parcheggi in “Zona A” (esclusi quelli centralissimi di Piazza Simoncelli e Piazza Manni), saranno introdotti abbonamenti annuali, venendo incontro ad alcune richieste di residenti. Confermate invece le tariffe per l’imposta di soggiorno e la pubblicità. Per la Tari, chiuso il capitolo del recupero quadriennale relativo all’errore del 2020, si attende la tariffazione Arera, ma senza i rincari pregressi la quota dovrebbe comunque scendere anche se in maniera quasi impercettibile per i cittadini.

Il piano delle opere pubbliche 2026/2027 è corposo. Tra gli interventi principali figurano la riqualificazione completa di via Verdi (oltre 1,1 milioni di euro), la sistemazione del lungomare Marconi (1,1 milioni) e il completamento del doppio senso di marcia sul lungomare Da Vinci. Attenzione anche alle frazioni con 700 euro per le strade di Ciarnin e Marzocca e la messa in sicurezza della strada di Filetto. Sul fronte strutture esistenti, a breve ci sarà il taglio del nastro per la palestra Marchetti e la fine lavori per l’ex collegio Pio IX, mentre per palazzo Gherardi l’avvio del cantiere (tetto ed esterni) è previsto per fine gennaio, con il Comune a caccia di fondi alternativi al PNRR per gli interni.

Resta il punto interrogativo sulla piscina delle Saline. L’immobile, rientrato in possesso del Comune da meno di un mese, è sotto esame tecnico: «A gennaio decideremo la strategia, valutando anche l’ipotesi di project financing», fanno sapere dalla giunta.

Confermati le previsioni economiche per gli eventi estivi più importanti: sono a bilancio i fondi per il Summer Jamboree (400mila euro), gli X Masters e il grande raduno Harley Davidson previsto per maggio, per la cui macchina organizzativa saranno destinati 200mila euro.

Infine, un segnale forte sul fronte legalità: il Comune ha manifestato interesse per acquisire una villa confiscata alla criminalità organizzata ed ubicato in zona Scapezzano. Nel caso in cui vada a buon fine l’operazione, l’immobile, che necessita di sanatorie urbanistiche, dovrà essere destinato a scopi sociali, così come previsto dall’a ‘apposita legge che regola la confisca e l’uso sociale di quanto tolto all’illegalità.

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Marco Lion

Marco Lion: intervista al candidato civico alle primarie del centrosinistra a Senigallia

A un mese esatto dall’11 gennaio, data delle primarie del centrosinistra a Senigallia, Marco Lion, ex parlamentare dei Verdi e figura di rilievo nel mondo dell’associazionismo locale, si presenta come l’alternativa civica a una politica «di palazzo». L’abbiamo intervistato e l’audio, in onda nella puntata precedente di “20 minuti da Leone”, è disponibile ora in questo articolo grazie al lettore multimediale. Marco Lion ha ripercorso la sua carriera, dal passato istituzionale all’attuale impegno con Italia Nostra, e ha lanciato una critica serrata all’attuale amministrazione, ponendo l’accento sulla partecipazione e la sostenibilità.

L’eredità politica: trasparenza e ambiente

Marco Lion ha un curriculum politico di peso, iniziato come vicepresidente e assessore provinciale all’ambiente, protezione civile e urbanistica tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000, per poi essere eletto in parlamento per due legislature con i Verdi. «Ancora vivo la politica nel senso dell’impegno personale per il bene comune, nel mio caso l’ambiente e i beni culturali», ha dichiarato Lion. Ha rivendicato con orgoglio alcune battaglie vinte a livello nazionale, come l’obbligo di tracciabilità per gli alimenti, e la cosiddetta “legge Lion” che impone il doppio scafo alle navi che entrano nei porti italiani, per prevenire disastri petroliferi. A livello locale, ha ricordato il suo ruolo nel far dichiarare l’area di Falconara come «area ad alto rischio ambientale», senza contare l’esperienza come assessore provinciale all’ambiente in cui ha ricordato «mi sono opposto alla costruzione di case a ridosso del fiume e alla riperimetrazione più stretta del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) chiesta dal Comune».

Dalla battaglia di ponte Garibaldi alla candidatura

Il presente di Marco Lion è profondamente legato all’associazionismo, in particolare come presidente di Italia Nostra Senigallia. Il suo nome è inevitabilmente connesso alla battaglia contro il progetto del ponte Garibaldi, una mobilitazione che ha raccolto oltre diecimila firme. «Sono riuscito a trasformare l’indignazione in partecipazione, e la critica in progettazione». Un ‘ponte’, metaforico stavolta, per la sua nuova avventura. 

Le primarie: civismo contro partito?

«La mia candidatura esce dai recinti del partito, non è una candidatura di palazzo» ha affermato contrapponendosi quindi all’altro candidato Dario Romano. Il suo nome è arrivato da più parti della società civile e politica cittadina: persone che hanno chiesto un cambiamento non solo negli uomini, ma soprattutto nel metodo di governo della città, basato su partecipazione e condivisione. Una questione di sensibilità più civica rispetto a quella più politica-partitica del suo competitor. «Non significa che siamo nemici, siamo dei competitor» ha chiarito. L’obiettivo è far nascere un progetto di città «più elevato rispetto a quello che può nascere all’interno dei recinti e delle conventicole». In caso di vittoria, ha assicurato che la sua squadra di governo sarà composta da persone di capacità che condividano i suoi obiettivi, a prescindere dall’appartenenza partitica.

Le critiche all’amministrazione Olivetti

Il giudizio sulla giunta Olivetti è netto e durissimo. La critica principale riguarda la gestione del territorio appaltata al commissario delegato per l’alluvione, con decisioni calate dall’alto, come il progetto del ponte Garibaldi, che Lion definisce «devastante». Ma il peggior difetto della giunta di centrodestra è quello di non aver progettato la Senigallia del futuro. Anzi, l’accusa è di aver favorito gli interessi di categoria dei “palazzinari” – con la costruzione di seconde e terze case – a scapito dei bisogni sociali e collettivi, come l’edilizia sociale per le categorie più fragili. Ma sempre a proposito di edilizia, ha stigmatizzato la giunta per aver perso 6 milioni di euro del PNRR destinati alla ristrutturazione di palazzo Gherardi. Ha poi sollevato il problema dei numerosi luoghi in abbandono (l’hotel Marche in primis) e gettato più di un occhio alle aree strategiche, come quella delle caserme in centro storico, in vista del 2029.

Le sfide: sanità, sociale e giovani

Marco Lion ha toccato diversi temi cruciali. Per quanto riguarda sanità e welfare, pur riconoscendo i limiti del ruolo del sindaco, ha biasimato l’attuale silenzio del primo cittadino verso la Regione sulla mancanza di strutture e medici. Ha proposto un intervento diretto del Comune per la qualità della vita degli anziani, attraverso co-housing e servizi potenziati in collaborazione con l’associazionismo. Sui giovani e la questione occupazionale: la città non deve essere solo “movida”. Lion ha chiesto la riapertura di centri di aggregazione giovanile e la creazione di opportunità lavorative di qualità oltre il turismo stagionale. «Non è possibile che non riusciamo a dare un avvenire di qualità ai nostri figli» ha detto, proponendo lo sviluppo di aree dedicate a startup innovative nel mondo digitale e incubatori d’impresa.

Ora che le primarie si avvicinano sempre di più, Marco Lion attende un «segnale dai cittadini» per portare avanti una visione di città basata sulla sostenibilità, la partecipazione e un futuro economico diversificato da quello prospettato senza troppa convinzione da questa giunta.

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L'incontro con Oksana Stomina, poetessa e attivista ucraina, alla libreria Iobook di Senigallia

Mariupol nel cuore e la poesia come ‘arma’: Oksana Stomina si racconta a Senigallia

Non è stato solo un incontro letterario, ma una testimonianza viva e dolorosa che ha portato il dramma di Mariupol nel centro di Senigallia. Lo scorso 22 novembre, la libreria Iobook di via Cavour ha ospitato Oksana Stomina, poetessa e attivista ucraina, in un evento organizzato dal NAU (Network di Associazioni per l’Ucraina) con il patrocinio dell’ambasciata ucraina in Italia. L’audio, in onda nei giorni scorsi su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), è disponibile anche qui grazie al lettore multimediale, a fianco a un breve articolo.

Oksana Stomina è una donna capace di trasformare il dolore in letteratura. Nata scrivendo in russo, dal 2014 — anno dei primi bombardamenti sulla sua città — ha scelto la lingua ucraina come atto di identità e resistenza. Testimone diretta delle prime, tragiche settimane dell’assedio di Mariupol e delle vicende legate all’acciaieria Azovstal, Oksana Stomina non ha mai smesso di scrivere, nemmeno sotto le bombe che cancellavano i punti di riferimento della sua vita, raccogliendo i suoi versi nel volume “Lettere non spedite” (Gilgamesh, 2023).

Oltre la vittimizzazione

Il tour italiano della poetessa, che ha toccato oltre 25 città tra il 2023 e il 2024, ha un obiettivo preciso: sfatare l’immagine mediatica di un’Ucraina «martoriata e passiva». Stomina racconta invece la vitalità, la vivacità culturale e la resistenza del suo popolo. Una resistenza che la tocca nel profondo: suo marito, unitosi alla difesa territoriale, è oggi prigioniero di guerra. «Lei non riesce a comunicare con lui, non può scrivergli, non sa dove mandare le lettere», ha spiegato Andriy Podolskyy, presidente dell’associazione Insieme per l’Ucraina e interprete dell’incontro.

«Ormai non si fermeranno»

Le parole di Oksana Stomina durante l’incontro sono state un’analisi delle attuali dinamiche del conflitto. Secondo l’autrice, la possibilità di fermare la guerra “facilmente” è svanita dopo le prime fasi. «Prima si poteva dare la colpa solo a Putin, ma adesso, dopo oltre tre anni, tutti quelli collegati a questa aggressione sono diventati anche loro criminali di guerra», ha dichiarato la poetessa. «Sanno che se si fermano saranno sottoposti al tribunale internazionale. Per salvarsi, la governance russa deve vincere e continuare ad uccidere. Sono tutti macchiati di sangue».

L’appello

Il messaggio di Oksana Stomina è poi sfociato in una questione di coscienza, una domanda rivolta a chi, in Occidente, tende a giustificare l’aggressore. «Quando vedete un adulto che picchia una bambina per strada, andate a salvare la bambina o giustificate l’adulto che la mena?». La conclusione è stata un appello all’unità internazionale, che vada oltre il semplice concetto di assistenza: «Senza aiuto internazionale non ce la facciamo, ma questo non deve essere solo un aiuto per noi. Dobbiamo essere fianco a fianco, alleati contro questo male, per non lasciare il futuro dei nostri figli in mano a questi aggressori».

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Visite guidate in pinacoteca diocesana a Senigallia per la mostra "Et incarnatus est"

Arte, visite guidate in pinacoteca per “Et incarnatus est” nel fine settimana dell’Immacolata

Il lungo fine settimana con la festività mariana dell’Immacolata ha visto la Pinacoteca di Senigallia aperta sabato 6 dicembre e lo sarà anche domenica 7 e lunedì 8, sempre con orario 9-12 e 16-19. Sarà così possibile visitare l’esposizione “Et incarnatus est – Un itinerario per riscoprire il dono della vita” il grande evento espositivo giubilare della Diocesi senigalliese con la curatela di Elide Oro e Lorenza Zampa.

Un percorso nella ricca galleria museale dell’appartamento del cardinale affacciate sull’elegante piazza Garibaldi dal cielo stellato di luci e che ha il suo cuore nella mostra “Immagini di maternità. La bellezza della vita che nasce”. Un progetto che unisce nell’Anno Giubilare tutte le Diocesi marchigiane, grazie alla sinergia tra Chiese locali, Conferenza Episcopale Marchigiana e Regione Marche, per una iniziativa di vasto respiro, con la volontà di fare rete tra le diverse realtà.

Un percorso che avrà – come ogni domenica d’autunno e sino al 6 gennaio – anche il 7 dicembre un appuntamento di vera eccezione grazie alle visite guidate gratuite in programma alle ore 17 (non occorre prenotazione, visita in lingua italiana sino a disponibilità dei posti) per un approfondimento fra arte e cultura.

La Pinacoteca di Senigallia è aperta sabato, domenica e festivi, in orario 9-12/16-19, con ingresso gratuito.

Info: www.diocesisenigallia.it

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ZES Unica nelle Marche: la rivoluzione tra grandi opportunità e disparità territoriali


Ormai è noto a tutti e tutte che le Marche (insieme all’Umbria) sono entrate a far parte della ZES Unica. La misura, oggetto di dibattito politico per mesi, è stata presentata nei giorni scorsi ad Ancona, offrendo a imprese e istituzioni un primo quadro operativo. L’obiettivo dichiarato è stimolare gli investimenti e rafforzare la competitività, ma l’analisi della mappa dei beneficiari rivela una regione a due velocità, con forti disparità tra le diverse province. Abbiamo raccolto alcune dichiarazioni, in onda su Radio Duomo Senigallia InBlu (95.2 FM) venerdì 5 dicembre alle ore 13:10 e alle ore 20; sabato 6 alle ore 20 e domenica 7 alle ore 17 circa. Il servizio è disponibile anche qui grazie al lettore multimediale.

I pilastri

La ZES si muove innanzitutto lungo la strada della semplificazione amministrativa e questa opportunità riguarda l’intero territorio regionale senza esclusioni. Grazie allo Sportello Unico Digitale (SUD ZES), le imprese potranno accedere all’Autorizzazione Unica. Si tratta di una procedura che sostituisce fino a 35 diversi titoli abilitativi, fungendo anche da variante urbanistica e attribuendo ai progetti carattere di pubblica utilità e urgenza. I tempi previsti sono drastici: avvio del procedimento entro tre giorni e conclusione dell’iter entro 60 giorni. Secondo i dati governativi, questo strumento ha già generato altrove investimenti stimati per 32 miliardi di euro e 40 mila posti di lavoro.
Altra strada che la Zes persegue è quella economica: il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali (macchinari, impianti) effettuati tra il 1° gennaio e il 15 novembre 2025. Le agevolazioni variano dal 15% per le grandi imprese al 35% per le piccole. Tuttavia, a differenza della semplificazione burocratica, questi fondi non sono per tutti.

La mappa delle disparità

È proprio sulla geografia degli incentivi economici che si accende il dibattito. Dei territori marchigiani, 100 comuni sono esclusi mentre altri 124 circa rientrano nelle aree ammesse al credito d’imposta, ma la distribuzione appare disomogenea: in provincia di Pesaro e Urbino, la più penalizzata, accedono ai fondi solo due comuni: Frontone e Serra Sant’Abbondio. Nella provincia di Ancona sono 13 le realtà incluse, concentrate nell’area di Fabriano, Jesi, Sassoferrato e dintorni. Escluso tutto l’asse arceviese e quindi tutta la zona di Senigallia e vallata. La provincia di Macerata ha ben 48 comuni ammessi. Se l’inclusione delle aree del cratere sismico appare logica, solleva perplessità l’inserimento di realtà costiere economicamente più solide come Civitanova Marche. In provincia di Fermo sono 31 i comuni inclusi, coprendo sia aree interne che costiere. Della provincia di Ascoli Piceno infine risultano esclusi solo tre comuni: Massignano, Montefiore dell’Aso e Cupramarittima, mentre la vicina San Benedetto del Tronto rientra nei beneficiari.

Le voci

Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha definito la ZES «un’opportunità enorme», confermando l’impegno per migliorare le condizioni relative agli aiuti di Stato. L’assessore alla ZES, Giacomo Bugaro, ha evidenziato l’importanza delle Zone Franche Doganali Intercluse, che permetteranno la lavorazione di merci estere senza dazi né IVA, aumentando l’attrattività internazionale dei distretti marchigiani. Anche la sottosegretaria al MEF, Lucia Albano, ha espresso soddisfazione, parlando di un «obiettivo divenuto realtà grazie alla sinergia con il Governo Meloni». A chiarire il dubbio sulle esclusioni è intervenuto Giosy Romano, coordinatore della Struttura di Missione ZES Unica: «Tutti i comuni sono qualificati ZES. L’esclusione riguarda solo il credito d’imposta, basato sulla carta degli aiuti di Stato del 2021, precedente alla ZES». Secondo Romano, la vera rivoluzione resta comunque la velocità autorizzativa, capace di sbloccare investimenti altrimenti fermi per anni.

I rischi futuri

Anche Confindustria Marche, per voce del presidente Roberto Cardinali, accoglie con favore la misura come «volano di sviluppo», pur non nascondendo la criticità della «coperta corta». «È fondamentale lavorare con le istituzioni per ampliare le aree che possono accedere al credito di imposta», ha dichiarato , sottolineando la necessità di non dimenticare le imprese attualmente escluse. All’orizzonte si profila uno scenario da guerra tra poveri, a meno che non si intervenga con ulteriori strumenti per sanare un deficit presente già in partenza.

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